Riportiamo la “felice” notizia che riporta Lander a casa, sebbene in custodia cautelare… si smontano i teoremi, le illazioni hanno i giorni corti e le gambe tagliate…
LANDER CON NOI! LA SOLIDARIETA’ è UN’ARMA, USIAMOLA!
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da uncasobascoaroma.noblogs.org
Si è svolto poco fa l’interrogatorio di convalida dell’arresto per Lander Fernandez, detenuto da mercoledì mattina nel carcere di Regina Coeli con la falsa accusa ed il vero pretesto di essere un non ben specificato pericoloso sovversivo basco, nascosto tra le maglie dell’eversione italiana (!).
La IV sezione della Corte d’Appello ha disposto la custodia domiciliare per Lander, ovvero un piccolo passo vittorioso nella battaglia che stiamo portando avanti per la libertà incondizionata di Lander.
Appena potremo faremo una sorta di rassegna stampa su questa notizia, le reazioni di quel mondo politico e di quella società civile che ha scelto di parlare e gridare l’innocenza di Lander. Ora, però, dobbiamo mantenere la lucidità e continuare a coordinare e promuovere la campagna, perché il nostro amico e compagno è comunque agli arresti domiciliari e su di lui pesa ancora la volontà dell’Audiencia Nacìonal di Madrid di istruire un processo per limitarne le libertà fondamentali.
Pensavamo, dunque, di coordinare così i prossimi passi:
- prima di tutto è annullato il presidio di domani a Regina Coeli;
- da questa sera, presso il Dinamo Fest alla CAE (Città dell’Altra Economia), è possibile ritirare i manifesti da attacchinare per promuovere la campagna in favore di Lander;
- domani sabato 16 alle ore 17, appuntamento di coordinamento per riorganizzare la campagna, alla luce delle positive notizie che ci stanno arrivando.















Ecco il comunicato sulla sentenza di stamattina…
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Roma, 15 giugno 2012
Ore 12.00
COMUNICATO STAMPA
Questa mattina la IV Sezione Penale della Corte d’Appello del Tribunale di Roma ha disposto la scarcerazione di Lander Fernandez Arrinda, trasferendolo agli arresti domiciliari. La scarcerazione rappresenta la conseguenza logica ad una maxi-operazione di polizia non giustificata da prove giudiziarie fornite dalla magistratura spagnola, mandante politico dell’arresto avvenuto mercoledì scorso.
L’inconsistenza dell’impianto accusatorio si somma alla canea mediatica che si è abbattuta su Lander da due giorni a questa parte; sbattendo il “mostro” in prima pagina, la stampa italiana e spagnola hanno accusato Lander Fernandez di essere membro di ETA, terrorista implicato in episodi stragisti e pericoloso militante eversivo. Un impianto accusatorio che oggi, invece, ci consegna la stupefacente verità della sola accusa di danneggiamento di un autobus vuoto, pendente sulla testa di Lander per fatti risalenti al 2002.
Quanto accaduto stamattina rappresenta solo una vittoria parziale per la definitiva liberazione di Lander. Siamo invece certi che questa stessa decisione possa essere letta come un grave colpo alla giustizia emergenziale che spadroneggia in Spagna, sempre pronta a reprimere militanti e attivisti per le sole ipotesi di sospetto, in barba ai diritti fondamentali della persona. La battaglia per la liberazione di Lander, dunque, è la battaglia contro lo stato d’eccezione vigente in Spagna; un neo, una macchia, un marchio che male si sposa con l’anelito di democrazia propagandato nelle stanze della Moncloa madrilena.
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