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5 May :
1981 muore, dopo 66 giorni di sciopero della fane, il rivoluzionario irlandese Bobby Sands, altri 9 membri dell'IRA moriranno entro agosto per la stessa forma di lotta estrema.

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Visioni Militant(I): Il Terrorista, di Gianfranco De Bosio

 

Pochi giorni fa ci è capitato di riscoprire un film particolare sulla Resistenza. Stiamo parlando de “Il Terrorista”, film del 1963, opera prima del regista, ai più sconosciuto, Gianfranco De Bosio. Un evento in controtendenza rispetto alla narrazione revisionista, in particolare della storia novecentesca, presente sui principali organi mediatici: dai documentari sempre più anti-storicamente liberali e visceralmente anticomunisti, alle mediocri fiction riabilitanti anche le figure più discutibili del nostro passato nazionale. Capita anche alla Rai di tirare fuori qualche vecchio cimelio del glorioso cinema italiano, quello dell’impegno civile: evento più unico che raro, accaduto probabilmente per distrazione. Continua a leggere »

Invasione migrante, di cosa stiamo parlando?

 

I dati dei flussi migratori sono per definizione instabili, aleatori, approssimativi. Politicamente, poi, vengono letteralmente strattonati per legittimare una visione politica, in genere in senso securitario. Però, presi a grandi linee e cum grano salis, hanno comunque il potere di ricalibrare la spropositata retorica che ha invaso le nostre vite da alcuni anni a questa parte. Di cosa stiamo parlando allora quando leggiamo titoli a nove colonne sull’orda islamica che imperversa sulle nostre coste? Leggendo il Corriere della Sera – uno di quegli organi che da anni costruisce le fondamenta delle politiche securitarie e xenofobe, sebbene con l’eleganza tipica della grande borghesia – a fine marzo sarebbero entrati in Italia 14.492 migranti. Continua a leggere »

Nuit Debout e i limiti del gauchismo

 

La sinistra di classe deve fare i conti con il populismo. Questo il giudizio – a dire il vero l’unico interessante nella marea di commenti preconfezionati letti in questi giorni – espresso da Carlo Formenti riguardo alle proteste francesi contro la riforma del lavoro predisposta dalla legge El Khomri. Interessante perché problematizza l’interpretazione di un movimento, altrimenti raccontato unicamente nei termini enfatici tipici di certe “analisi” interessate. Le mobilitazioni “spontanee”, “orizzontali”, e (ovviamente) “giovanili” generano sempre entusiasmi trasversali pari solo alla rapidità del riflusso che le caratterizza e al vuoto che lasciano dietro di sé. Formenti non si ferma però a rilevare i limiti di uno schema ormai caratteristico delle sinistre europee. Dice anche che con tali venature populiste bisogna farci i conti, sporcandosi le mani, senza banalizzazioni libresche, cogliendone non solo i limiti ma, forse soprattutto, le potenzialità di “rigenerazione” della sinistra. In ogni caso questo ventennio ci sta consegnando una modalità di partecipazione politica che non è solo il frutto distorto di certo populismo progressista, ma anche il prodotto specifico dello scenario politico contemporaneo. Prima di affrontare la questione bisognerebbe chiedersi se la mobilitazione francese in corso ricalchi davvero forme di populismo. Continua a leggere »

Miserie e nobiltà del libro Cuore

Di Cuore si è detto nel corso degli ultimi decenni tutto il male possibile. Rimane un libro inequivocabilmente di destra. Trapassata la fase dell’emozione collettiva, superata quella della demolizione necessaria, possiamo invece oggi, in questo centotrentesimo anno dalla pubblicazione, tentarne una sua rivalutazione critica. Probabilmente Cuore non ha più alcuna centralità pedagogica nella formazione delle giovani generazioni. Venti e passa anni fa era però ancora uno dei testi privilegiati delle scuole elementari. Persiste dunque una sua specificità, nonostante il significato del libro – quello di contribuire alla formazione civica della prima generazione di “italiani” – sia andato disattivandosi nel tempo. Della necessaria demolizione di questa pastoia di moralismo positivistico, di perbenismo borghese, di interclassismo compassionevole, ha già detto tutto Umberto Eco nel suo Elogio di Franti. Continua a leggere »

E’ festa d’aprile… resistere e costruire!

Oggi, come ogni 25 aprile, ancora in piazza. Perchè la lotta non è finita. Perchè dobbiamo ancora conquistare la rossa primavera! Continua a leggere »

Il cuore antifascista batte nelle vene della metropoli

 

Più di seimila persone hanno contribuito al successo dell’Achtung Banditen 2016, un vero e proprio evento ormai inserito nell’immaginario antifascista metropolitano. Avremo modo in seguito di tirare le somme politiche ed economiche del festival che, per chi se lo fosse dimenticato, garantisce a tanti compagni, del nostro collettivo e non solo, la difesa nei processi politici che segnano la nostra militanza quotidiana. La lotta ha un costo che chi non fa politica (o la fa nei canali istituzionali finanziati pubblicamente), difficilmente può intuire. Oggi però vogliamo ringraziare tutti quelli che hanno costruito il successo della due giorni, organizzata, come l’anno scorso, insieme ai compagni di Sapienza Clandestina e del Progetto Degage, che hanno dato come sempre un contributo decisivo alla riuscita dell’iniziativa. Cominciando dagli artisti, che hanno suonato tutti a prezzo politico, cosa ormai rara nel panorama musicale anche legato al movimento. Ringraziamo la Palestra Popolare San Lorenzo, la nostra palestra, che da vent’anni resiste contro fascismi e repressione. La riunione ufficiale di pugilato è stata possibile grazie alla partecipazione delle palestre popolari romane, dalla Indipendente del Cinodromo alla Palestra Popolare del Quadraro, alla Revolution Boxe dei nostri fratelli Lorenzo Catalano ed Eleonora Nero, nonchè Valerio Monti – coach del campione italiano e sfidante al titolo EU Superwelter Emanuele Della Rosa. Ci sembra doveroso ringraziare anche la Federazione pugilistica italiana, che non si è fatta alcun problema ad autorizzare la riunione all’interno di un festival antifascista, dimostrando una volta di più la natura popolare e proletaria della boxe.  Continua a leggere »

Alla Sapienza il festival degli antifascisti di tutta Europa

 

Anche quest’anno torna l’Achtung Banditen Fest, il grande festival antifascista ormai consueto appuntamento di lotta, riflessione e divertimento contro ogni fascismo e razzismo. Un evento che negli anni è cresciuto oltre ogni aspettativa, arrivando lo scorso anno a coinvolgere più di 6000 persone nelle due giornate di iniziative. L’esigenza di coordinare pratiche e politiche antifasciste in una città da sempre laboratorio dell’estrema destra si è intrecciato quest’anno – ma già dall’anno scorso – con la riflessione sui nuovi movimenti reazionari del resto del continente, inserendo la questione italiana nella più generale ridefinizione politica delle nuove destre. Una riflessione che acquista molto più senso politico in questo decennale della morte per mano fascista di Renato Biagetti, un decennale che caratterizzerà anche la manifestazione antifascista del 25 aprile. E’ anche, questo festival, l’unica fonte d’entrata per il nostro collettivo e per altri collettivi studenteschi in questi anni in prima fila nella lotta al neofascismo. Un introito che servirà – speriamo non totalmente – per coprire le spese dei numerosi processi a nostro carico avviati in questi anni di contorsione repressiva. Il programma è talmente vasto da essere incomprimibile in un unico manifesto, motivo per cui elenchiamo qui di sotto gli eventi principali. Ci vediamo alla Sapienza, con Renato nel cuore e contro ogni fascismo.  Continua a leggere »

La realtà senza scorciatoie

 

Di “analisi della sconfitta” ne è pieno il senno del poi della sinistra da qualche decennio a questa parte. E’ d’altronde inevitabile fare i conti con un arretramento costante che non lascia spazio a illusioni di rivincita o di tenuta: raccontarci chiacchiere consolanti, magari per risollevarci il morale, continua ad essere la disciplina olimpica dei compagni, che però non cambia la dura realtà dei fatti. Le continue sconfitte elettorali sono lo specchio di questo arretramento. Il referendum di ieri non fa allora storia a sé, si situa piuttosto in un solco decennale. Continua a leggere »