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Le parole della Carovana: intervista ad un compagno di ritorno dal Donbass

 

Di seguito, riportiamo un colloquio che abbiamo avuto con un compagno della rete Noi Saremo Tutto, di ritorno dalla Carovana Antifascista nel Donbass. Una specie di intervista che speriamo possa servire a rispondere a quelle domande, sospetti e più o meno legittimi dubbi sulla lotta antifascista in Ucraina e sulla natura della Carovana Antifascista. Un’opinione che non vuole essere né un report della Carovana, né la posizione ufficiale di NST, quanto delle impressioni a mente fredda sulla delicata iniziativa di cui siamo stati protagonisti e co-organizzatori. L’opinione informale di un compagno che ha potuto vedere con i propri occhi, sentire con le proprie orecchie, toccare con le proprie mani, una lotta antifascista nel cuore dell’Europa liberista. Un contributo in più, secondo noi importante, per farsi un’idea più precisa di quello che sta avvenendo nel Donbass. Buona lettura… Continua a leggere »

La sinistra del lavoro di Landini

 

Da tempo leggiamo un po’ ovunque di una possibile scesa in campo di Landini alla guida di un nuovo soggetto politico. Il segretario della FIOM si starebbe affermando come il leader per risollevare le sorti della sinistra “a sinistra” del PD, ricompattando le varie correnti in vista di una sinistra capace di rimettere al centro del discorso politico il lavoro. Per ora siamo solo alle indiscrezioni e alle maliziosità dei media, e il soggetto in questione smentisce qualsiasi coinvolgimento in progetti politici di tale natura. Sarebbe però un’ipotesi intrigante, che vale la pena commentare. Se non altro, per dire prima ciò che magari potrebbe essere interpretato come solite valutazioni “col senno del poi”. Continua a leggere »

Cronache di lotta dallo sciopero dei facchini

 

Non sappiamo se la lotta pagherà, ma di certo oggi è stata una giornata che possiamo dire riuscita su tutti i fronti. Parliamo di quel che è accaduto a Roma, con la consapevolezza di una mobilitazione importante anche nel resto dell’Italia “logistica”, quei nodi della produzione sempre più cuore pulsante del profitto capitalista nei paesi a “capitalismo maturo”. Sin dalle 8 di mattina più di trecento persone, facchini, driver, compagni, occupanti di case, hanno bloccato l’accesso agli stabilimenti della logistica di via di Salone, centro della zona industriale romana. Uno sciopero che non è stato soltanto un appuntamento di lotta per i lavoratori del settore logistico, ma che ha visto prodursi due sinergie decisive per la possibile generalizzazione politica delle vertenze sindacali:

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Le verità di Barroso

 

L’intervista di oggi sul Corriere dell’ex Presidente della UE Josè Manuel Barroso, fra molte sciocchezze, dice anche qualcosa di giusto e che dovrebbe essere compreso prima di tutto da chi vorrebbe opporsi al processo di  costruzione dell’Unione Europea. Alla domanda del giornalista sulla presunta imposizione delle politiche UE ai governi nazionali, Barroso risponde così: “Le regole che i governi devono seguire sono state scelte, e poi decise imperativamente, proprio da loro, nel Consiglio dei Ministri UE. Anzi, loro stessi le hanno poi rafforzate. La UE non ha imposto un bel niente e la UE non è Bruxelles. Ma un’unione collettiva di governi”. Continua a leggere »

La cessione di sovranità

 

Mai come in questi giorni l’ormai inflazionata espressione “cessione di sovranità” assume tutto il suo rilievo. Da mesi il governo discute della legge di bilancio, l’ex legge finanziaria, tramite la quale impostare la previsione economica del prossimo anno. La legge che determina dove reperire risorse economiche e come allocarle, quante e quali tasse pagare, il livello dei finanziamenti alla pubblica amministrazione e alle imprese statali e così via. Insomma l’atto che determina la natura politica di un governo. A seconda di come verranno redistribuite le risorse, dove verranno reperiti i fondi, come e quanto verranno finanziate le attività pubbliche, si specifica la differenza qualitativa fra le varie formazioni politiche. Continua a leggere »

Le guerrigliere curde, ovvero di come i media italiani neutralizzano la rivoluzione in marcia in Rojava

I media borghesi, si sa, riescono a triturare qualsiasi evento per presentarlo al grande pubblico privilegiando gli aspetti che gli tornano più utili. È il caso, nelle ultime settimane, delle immagini delle guerrigliere curde continuamente diffuse dai media (vedi): immagini che, in molti casi, mostrano donne giovani e belle, così sorridenti che non sfigurerebbero sulla copertina di “Vanity fair” (vedi). Con alcune eccezioni, la loro presenza attiva nella resistenza curda viene ridotta a pettegolezzo dai mezzi di comunicazione italiani, che parlano di combattenti dell’I.S. che sarebbero spaventati dal queste donne soldato (già si sono scordati che solo poche settimane fa gli stessi media lanciavano l’allarme per le ragazze britanniche che si arruolavano con i fondamentalisti sunniti ). Continua a leggere »

TNT Outlook, la nuova “brand identity”. Ma cosa c’è veramente dietro?

Il prossimo 16 ottobre il comparto produttivo logistico vivrà uno sciopero generale promosso dalle principali sigle sindacali che, in questi ultimi due anni, hanno sostenuto le lotte dei lavoratori delle principali multinazionali del facchinaggio e della global express distribution (TNT, DHL, SDA, GLS, etc.). Avremo modo nei prossimi giorni di tornare sull’argomento dello sciopero, ma oggi invece vogliamo condividere l’amara curiosità che ci ha destato la nuova campagna pubblicitaria della TNT, che abbiamo avuto il piacere di scoprire a partire da questo spot pubblicitario. Guardatelo anche voi, e poi ne riparliamo più sotto.

Andiamo con ordine e capiamo anzitutto da dove origina questa aberrante produzione. Alcuni giorni fa TNT ha lanciato la nuova campagna Outlook, la «nuova brand identity di TNT che sottolinea l’ambizione e la volontà dell’azienda di essere competitiva sul mercato». Crediamo sia superfluo in questa sede ribadire quanto influisca il marketing pubblicitario sui fatturati aziendali; quale forma di controllo sui dipendenti giochi la retorica del “sentirsi squadra e comunità” nel posto di lavoro (ne avevamo ampiamente parlato qui a proposito del modello Amazon e dell’inchiesta di Jean-Baptiste Malet). Continua a leggere »