Dal Manifesto del 29 febbraio 2008
Chiediamo scusa in anticipo ad Antonio Boccuzzi, il sopravvissuto della Thyssen Krupp, se ci è venuta in mente un’idea che vorremmo non condividere. Più che un’idea, ci ha colpito una fotografia. Brutta. Fa una certa impressione, oggi, dopo averlo visto piangere tante volte i suoi colleghi morti, vederlo imbustato in giacca e cravatta reggere la parte a Veltroni operaio, l’impresario che sta mettendo insieme la compagnia di giro più varia per il suo circo elettorale. Non persone, ma personaggi. Ad Antonio Boccuzzi tocca la parte più difficile, quella del povero operaio che va in paradiso, non perchè è morto come i suoi compagni ma perchè, accanto a manager e bel mondo, è asceso alla corte di chi ora sfrutta anche la sua immagine. Auguri.
l.fa.
C’eravamo riproposti di non commentare il fiume di parole che la stampa italiana ha dedicato alla scelta di Fidel di non ricandidarsi alla guida del Consiglio di Stato cubano. Questo anche perché durante la prossima iniziativa promossa dal CDR/Roma (7/8 marzo) uno dei relatori invitati al primo dibattito, Raul Mordenti, analizzerà la questione in maniera più sistematica e scientifica di quanto potremmo far noi. Dopo aver sfogliato l’edizione odierna del Corriere della Sera, però, non possiamo esimerci da una breve riflessione. (more…)
Alle 13,00 del 22 febbraio 1980 tre persone si presentano a casa di Valerio: “Siamo amici di suo figlio e vorremmo parlargli”, dicono alla madre, che apre. Viene subito immobilizzata, e la stessa sorte tocca al padre. Sono armati con pistole munite di silenziatore. Valerio non è ancora tornato da scuola. Alle 13,30 Valerio apre con le sue chiavi la porta di casa ed è subito assalito dai tre, con i quali ha una breve colluttazione, poi viene immobilizzato e ucciso con un colpo alla schiena. E’ dubbio se fu ucciso “precipitosamente” a causa della sua resistenza, se volessero prima “fargli delle domande”, come accennarono alla madre i tre assassini: queste considerazioni possono avere interesse solo in relazione con quanto vedremo circa le “ragioni” dell’uccisione di Valerio. Per il resto… la morte di Valerio pesa come una montagna. (more…)
Fidel ha rinunciato a ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio di Stato. Sapevamo che sarebbe successo, era ragionevole attenderselo ed è altrettanto ragionevole che adesso tocchi ad altri, più giovani, portare avanti la rivoluzione cubana. Ci sarà tempo per le analisi e i commenti, ma in questo momento prevale un po’ di tristezza, sarebbe ipocrita nasconderlo. Fidel ha incarnato (e incarna) per noi, come per altre milioni di sfruttati di questo pianeta, le irriducibili aspirazioni di emancipazione sociale e politica. Ora dovremo assistere al vomitevole show degli anticastristi della prima e dell’ultima ora, dei cubanologi d’accatto e di quei personaggi “sinistri” in cerca di una nuova verginità politica. Questri ultimi, se è possibile, li odiamo più degli altri. Cercando di sottrarci a questa canea proponiamo di seguito la lettera pubblicata dal Granma di cui, presto, proporremo una versione tradotta. Nel frattempo Hasta siempre, Comandante. (more…)
Pubblichiamo ampi stralci di una ricerca fatta dalle compagne e dai compagni del collettivo Resistenza Storica sull’assegnazione delle medaglie per la giornata del ricordo (more…)