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21 July :
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Numeri per un programma d’opposizione

Mentre Di Maio e Boeri litigavano sugli 8mila posti di lavoro (precari) che il “Decreto Dignità” farebbere perdere ogni anno, lunedì scorso il Corriere Economia pubblicava i risultati “sorprendenti” di una ricerca realizzata da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea. Secondo l’Istituto, che fa direttamente riferimento alla Commissione europea, non propriamente il politburo del Pcus, in Italia mancherebbero oltre 2 milioni di posti di lavoro nel settore pubblico. Continua a leggere »

Ronaldo, lo sciopero e il “Cialtrone della Sera”

Ieri mattina le pagine sportive del Corriere della Sera ospitavano un lungo e compiaciuto articolo di Dario Di Vico sull’ “insuccesso” dello sciopero indetto negli stabilimenti FCA di Melfi e di Pomigliano “contro Ronaldo”. Il giornalista, che passa per essere un esperto di relazioni industriali e questioni sindacali, infieriva in punta di penna sul fallimento del “populismo sindacale” dell’USB e del Si Cobas, sottolinenado invece il ruolo svolto da Fim, Uilm, Fismic e Ugl che, responabilmente e “a petto in fuori” (sic), avevano combattuto “il dilagare della più bieca demagogia”. Continua a leggere »

Le notti brave dei “cameratti svastici”

Nel panorama sempre più misero dell’estrema destra romana, saccheggiato ideologicamente ed elettoralmente dal populismo di destra, quel poco che resta in piedi è ormai da anni saldamente egemonizzato dai nazihipster di casapound. Nello sforzo sempre fallito di entrare nelle istituzioni i cameratti del terzo millennio dialogano amabilmente coi giornalisti mainstream, arruolano ex tronisti in disarmo, ogni tanto conquistano qualche copertina e sfoggiano giacche e cravatte negli studi televisivi, sforzandosi così di mostrare ai media la faccia glamour e perbene del fascismo. Quasi per reazione, nel patetico tentativo di garantirsi almeno un po’ di visibilità, ai cugini sfigati di Fogna Nuova non è rimasta quindi altra scelta che provare a ritagliarsi un’immagine più stradaiola, con scarsissimi risultati però (anche perché “per strada” ci devi essere nato e cresciuto). Continua a leggere »

L’avventurosa ricerca delle armi chimiche siriane

 

La Organization for the Prohibition of Chemical Weaponsorganizzazione intergovernativa composta da 193 Stati membri e con sede a The Hague, Olanda: non esattamente l’house organ del governo siriano – ha stabilito che i presunti attacchi chimici del 7 aprile 2018 a Douma non sono mai avvenuti o, quantomeno, non possono essere provati neanche dopo l’analisi dei campioni di sangue e dei testimoni che la missione di ricognizione ha attuato in questi mesi in territorio siriano. Stesso risultato per la missione alla ricerca di prove per un altro presunto attacco chimico, quello di Al-Hamadaniya e Karm al-Tarrab tra l’ottobre e il novembre 2016. E niente, fa già molto ridere così. Continua a leggere »

Buona scuola, pessima formazione

 

Da troppo tempo manca un vero dibattito sulla scuola. Alcuni di noi appartengono a quella generazione che si è formata attraverso le lotte degli studenti medi ai tempi delle grandi riforme del sistema della formazione, dalla Riforma Moratti alla Gelmini, e che ha assistito dall’esterno delle mura scolastiche alla promulgazione della legge 107/2015, passata agli onori delle cronache come “Buona Scuola”. Non ci interessa ora analizzare nel dettaglio o dare il nostro giudizio su questa legge; tanto se ne è parlato e la sua sostanza volta a irrigidire ancora di più la selezione di classe congenita al mondo della formazione appare chiara. Può essere da spunto, però, rilevare come la più liberista delle riforme degli ultimi 30 anni sia stata varata proprio da un governo di “centro-sinistra”, a rimarcare il ruolo da centravanti di sfondamento operato dal Pd nei confronti di qualsiasi forma di eguaglianza e giustizia sociale ancora presente nell’ordinamento legislativo del nostro Paese, nel nome di un’uniformità di stampo ultra-liberista con gli altri paesi dell’Unione europea. Continua a leggere »

L’eterno ritorno dell’uguale: l’impotenza della sinistra di fronte ai mutamenti della realtà

 

Non c’erano dubbi in proposito, ma la direzione politica intrapresa dalle sinistre nell’accanita lotta al populismo ha dileguato come niente fosse il significato elettorale dello scorso 4 marzo. Prosegue, questa accolita al momento definitivamente espulsa dalla società, come se niente fosse cambiato rispetto a dieci o venti anni fa. Insiste nell’assoluta mancanza di coraggio nel sottoporre a critica radicale i motivi di fondo della sua esistenza. Fa luce su tutto questo un articolo di Gianpasquale Santomassimo, pubblicato lo scorso 29 giugno sul Manifesto. Nel pezzo, che qui riprendiamo, viene sottolineata l’apatia generale di questo insieme di sinistre che continuano a sottrarsi alla resa dei conti intellettuale e ideologica che pure sembra necessaria. Dal 5 marzo, come prevedibile, si è tornati a farneticare di fronti antifascisti, strillando al ritorno del fascismo, ignorando le scosse telluriche alla radice di un risultato elettorale che, a saperlo leggere, ci racconta di un mondo nuovo che finalmente ha trovato anche una sua rappresentanza politica capace di arrivare in prossimità del potere. Una rappresentanza che non ci piace (come potrebbe piacerci?), ma che piace a chi non ha alcuna alternativa materiale a cui affidarsi. Non è poco.   Continua a leggere »

Il ritorno di Jesse Owens?

Ieri le bacheche dei social progressisti si sono tinte di azzurro… e di nero. La foto delle quattro atlete italiane che hanno vinto la staffetta ai Giochi del Mediterraneo è diventata virale nel giro di qualche ora, e così pure è stato per lo slogan “prime le italiane” con cui è stato parafrasato e sbeffeggiato Salvini. A leggere l’enfasi di alcuni commenti per un attimo ci è sembrato quasi di rivedere Jesse Owens correre veloce come il vento sulla pista di atletica dello stadio Berlino, per umiliare i bianchissimi campioni del Reich e per sbattere in faccia al loro führer dove poteva mettersi le sue teorie sulla superiorità della razza ariana. Continua a leggere »

Visioni seriali

Hanno definito questi anni come la “golden age” della serialità televisiva, con decine e decine di serie tv prodotte ogni anno quasi a getto continuo che, assecondate dalle trasformazioni tecnologiche, hanno finito per stravolgere i palinsesti, modificandone profondamente perfino le modalità di fruizione e facendo nascere canali e piattaforme ad esse completamente dedicati. Si pensi ad esempio al binge watching (o “effetto netflix”) e a come questo per certi versi arrivi ad alterare la percezione che lo spettatore  ha di un stesso prodotto televisivo. Continua a leggere »

Col braccio in alto ed il pugno chiuso

Abbiamo appreso ieri con profondo dispiacere la triste notizia della  scomparsa del compagno Domenico Losurdo, intellettuale marxista, filosofo rigoroso e punto di riferimento nella battaglia politica e di idee  contro il revisionismo culturale. E’ una perdita grave per le classe subalterne a cui Losurdo ha sempre dato voce e che lascia un vuoto in un panorama culturale già di per sè desolante. Abbiamo sempre letto con interesse e molta attenzione i suoi lavori che hanno svolto una significativa opera di analisi e decostruzione dei miti della sinistra imperiale e del cosmopolitismo liberista, dando una lettura storica attenta e scrupolosa della dinamica storica  del capitalismo e delle sue varie forme di dominio coloniale. Oggi lo salutiamo come si conviene ad un compagno che ci lascia e a cui abbiamo sempre portato rispetto: col braccio in alto ed il pugno chiuso.

 

Ma poi, è davvero un reddito di cittadinanza?

Nel tentativo quasi disperato di recuperare almeno in parte il centro della scena politica e di conteneree in questo modo la visibilità mediatica di Salvini, Luigi Di Maio sta cercando di rimettere in agenda i temi più cari ai cinque stelle. Tra questi su tutti, il Reddito di Cittadinanza, un misura di contrasto alla povertà che nelle intenzioni del leader pentastellato dovrebbe iniziare a prendere forma già da quest’anno. Continua a leggere »