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Lo Stato ha già scelto: Salvini ha bisogno di Renzi, Renzi ha bisogno di Salvini

 

Le cariche violente, indiscriminate, illegali di stasera a Roma sono il segno di un potere che garantisce le sue opposizioni ideali e spazza via tutto il resto. Salvini, da questo punto di vista, è l’alternativa perfetta al sistema “democratico”. Populista abbastanza per coagulare attorno a sé l’opposizione di centrodestra in questa fase di vuoto di potere, ma privo di quella credibilità necessaria ad esprimere la volontà di una “maggioranza”, ad essere insomma un competitor effettivo al governo “democratico”. Salvini è l’assicurazione sulla vita del governo Renzi, motivo per cui viene e verrà sempre più difeso oltre ogni legalità democratica. La prova l’abbiamo avuta per l’appunto oggi, quando è stato messo in campo un tentativo sicuramente determinato ma in fin dei conti pacifico e dimostrativo di occupare simbolicamente la Piazza del Popolo. Evidentemente, la possibilità di esprimere effettivamente il proprio dissenso non viene prevista dalla Questura romana, che da un lato domani garantirà ai neonazisti di Casapound di manifestare nella stessa piazza dove partirà il corteo dei movimenti, mentre oggi vieta con la violenza agli stessi movimenti di presenziare simbolicamente, e il giorno prima, la piazza scelta per la manifestazione fascio-leghista. La più trita dinamica dei due pesi e delle due misure. Continua a leggere »

La nuova frontiera radicale del capitalismo sostenibile

 

Quasi contestualmente a questa lunga riflessione, in cui il neoministro greco Varoufakis spiega le ragioni della sua adesione e della sua critica al marxismo generalmente inteso, qualche giorno fa usciva un contributo di Slavoj Zizek su Repubblica, teso ad inquadrare politicamente il problema ISIS nello scenario globale. Due spunti profondamente diversi, ma che convergono verso un’identica ipotesi interpretativa della realtà ed un’unica soluzione politica per l’avvenire. Una casualità eccessivamente casuale per non destare interpretazioni – e preoccupazioni – politiche. Sebbene da punti di vista differenti, il ministro descamisado e il filosofo lacaniano confluiscono verso l’idea che il capitalismo vada salvato dalla barbarie, cioè da tutto ciò che si pone fuori dal perimetro liberale. Capitalismo o barbarie, termina la lunga riflessione del ministro greco; allo stesso modo, sebbene non così esplicito, Zizek converge spiegando che solo una tensione stimolante della sinistra radicale può salvare il capitalismo dai suoi eccessi liberisti, riaffermare il liberalismo come metodo politico progressista così da impedire sul nascere degenerazioni à la ISIS. Continua a leggere »

RomaFaSchifo contro #MaiConSalvini: ergo la direzione è giusta!

Quando i più realisti del Re iniziano la levata degli scudi, significa che il Re è nudo e le debolezze sono sotto gli occhi di tutti. La retorica del degrado e della sopraffazione, della lotta intestina e della delazione, della legalità come spauracchio e dell’istigazione alla violenza – sono tutti temi che, quando più quando meno, hanno imperversato non solo nelle cronache nere degli inserti quotidiani, ma anche nell’agenda di diverse forze politiche (non ultima quella di Salvini). Quelle stesse formazioni che da tempo stanno provando a fare breccia nelle fasce popolari più deboli, quelle colpite e tramortite da una crisi a senso unico e che, come la storia insegna, sono più propense in queste situazioni ad affidarsi a soluzioni macchiettistiche che – almeno a slogan – sembrano offrire facili scorciatoie d’uscita. Chi sono quindi i fidi scudieri e talvolta arcieri di queste operazioni di bassa macelleria politica? Roma ha le sue croci, ma da tempo ormai ha avuto modo di conoscere uno dei più noti tastieristi dell’etere capitolino, un petulante segugio che passa intere giornate a fotografare macchine in doppia fila, manifesti abusivi e bottiglie di Peroni sui marciapiedi. Roma fa schifo (perdonateci se non mettiamo il link, ma anche questo blog ha delle norme proprie sul “degrado”) rappresenta, per chi non conoscesse questo account Facebook e Twitter, l’animo questurino che sembra ormai imperversare e farla da padroni in questa città (anche se buona parte della penisola ne è malata).

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Renzi e Salvini, due facce della stessa medaglia

Fin dalle prime battute di questa campagna abbiamo voluto mettere in chiaro una cosa, un elemento imprescindibile per la riuscita e la diffusione a macchia d’olio della mobilitazione che porterà al 28 febbraio: quello di Salvini e dei suoi sgherri terroni non è un fenomeno fascista o qualcosa che direttamente e intimamente anela ad esserlo. Siamo piuttosto di fronte alla costruzione di un nuovo blocco reazionario di massa, ed è in questo senso che andrebbero analizzate le diverse mobilitazione dei territori in vista della giornata di sabato prossimo. Dopo quasi un decennio di crisi economica che ha portato al depauperamento di milioni di proletari, la sinistra (tutta, nessuno escluso) non è mai stata così debole in termini di insediamento e radicamento sociale nei quartieri, in termini di peso politico e di capacità di mobilitazione. È in questo scenario che Salvini si candida a rappresentare un blocco reazionario capace di parlare alla pancia del paese e a farsi realmente “di massa”, liberandosi del localismo nordista e della pesante ed invadente goliardia in cui era confinato. Continua a leggere »

Grecia: tanto rumore per nulla.

Tanto rumore per nulla. Prendendo a prestito le parole del Bardo potremmo commentare così l’accordo raggiunto a Bruxelles tra il governo greco e l’eurogruppo. In cambio del sostanziale rispetto del famigerato memorandum Atene ottiene la proroga degli aiuti per altri 4 mesi e la promessa di non chiamare più troika la troika e memorandum il memorandum. Insomma, una “vittoria” semantica e cui fa da contrappeso una sconfitta economica. Poteva andare diversamente? Continua a leggere »

Torino-Lione? No, solidareietà NoTav a Torino-Athletic

E così, mentre ieri la cronaca italiana dell’Europa League era concentrata a strepitare sugli ormai noti “fatti della Barcaccia” senza citare gli ormai noti limiti della polizia italiana in tema di gestione di appuntamenti sportivi, a Torino i dispositivi della politica della paura (per dirla con le parole di Quadruppani) hanno dirottato l’attenzione su quanto accadeva nel settore ospiti dei tifosi baschi dell’Athletic Bilbao. Una bandiera No Tav è spuntata tra le molte ikurriña che coloravano il settore ospiti, mandando in tilt l’apparato di sicurezza che già da alcuni giorni, vista anche la ravvicinata data di domani del corteo NoTav, era in preallarme e fibrillazione.

Bene, diciamo come sono andate le cose però, visto che in quel settore ospiti ieri c’eravamo, insieme ad altri compagni saliti da Roma per riabbracciare in un’occasione diversa Lander e i molti compagni baschi conosciuti in questi anni di lotta e solidarietà reciproca. Continua a leggere »

#MaiConSalvini, cosa ci racconta la seconda assemblea pubblica

Saranno stati in molti a pensare che l’assemblea di ieri avrebbe raccolto una partecipazione inferiore a quella che, due settimane fa sempre a Lettere a La Sapienza, aveva aperto ufficialmente la campagna #MaiConSalvini. Sarebbe stato anche fisiologico, per certi versi:  quello di ieri era un passaggio intermedio, di confronto, a 10 giorni dalla mobilitazione e già pienamente inserito in un clima ascendente che ha visto alternarsi passaggi pubblici e comunicativi a momenti di azione e militanza. Eppure la risposta in Aula II, con oltre 200 persone, sembra raccontarci qualcosa di diverso.

Tanti interventi, anche di strutture, comitati e realtà che generalmente non incontriamo nei nostri percorsi. Un’assemblea che non è stata una convention tra “amici e parenti”, nonostante qualche parola in questo senso sia stata spesa da chi tutto sommato non ritiene il 28 un passaggio d’importanza cruciale capace di imporre, per una volta e per qualche settimana, una responsabilità collettiva in luogo di un fregio identitario. Continua a leggere »