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ACCADEVA OGGI…

26 April :
1937 Gli aerei tedeschi della legione Condor, alleati dei franchisti, bombardano la cittadina basca di Guernica provocando un massacro che sarà poi immortalato nell'omonimo quadro di Pablo picasso.

STATS

L’enigma degli anni Settanta: dibattito pubblico alla Sapienza

 

Quarant’anni dopo, il ricordo del 1977 sembra ardere di un fuoco freddo, inattuale. L’anniversario tondo impone una stanca memoria che, mai come oggi, segna la distanza con quegli eventi e quelle passioni. Mandato in soffitta tanto il reducismo mitologico quanto il biasimo post-moderno, sembrerebbe essere il tempo della storiografia distaccata. Eppure neanche questa trova trasporto nell’interpretare l’enigma di quel movimento. Quarant’anni più tardi, gli anni Settanta continuano a rimanere avvolti nel mistero. Segno inequivocabile del rapporto tra storia e politica: il disinteresse dell’una sterilizza le potenzialità dell’altra. Eppure l’inattualità evidente del ’77 – al pari dell’altro grande anniversario di questo 2017, la Rivoluzione russa – potrebbe liberare ragionamenti originali, non più piegati alle necessità di legittimazione di questa o quella operazione politica. Il ’77 non è più terreno di contesa tra visioni concorrenti della politica rivoluzionaria. E’ un ricordo pacificato, condannato dagli uni, mitizzato dagli altri, avvolto nel mistero dell’incomprensione tanto negli uni quanto negli altri. Vale la pena allora tornare a pensare il ’77. Perché, è la nostra tesi, se niente appare così tanto distante da quell’anno, molte delle difficoltà odierne nel riproporre una credibile politica antagonista situano le proprie radici in quel movimento, o meglio: nelle interpretazioni postume di quel movimento. Andiamo con ordine. Continua a leggere »

Le due nazioni francesi

 

Anche in Francia ha preso forma la contraddizione principale dell’attualità politica, la frattura decisiva in cui trovano precipitazione tutte le eterogenee esigenze popolari: con perfetta specularità, da una parte si è espresso l’appoggio europeista (nel voto per Macron, Fillon e Hamon), dall’altra il rifiuto dell’Unione europea (nel voto per Le Pen, Mélenchon, e gli altri rivoli – di estrema destra e di estrema sinistra – in cui si è disperso il voto anti-europeista). Una specularità netta e sintomatica: metà popolazione da una parte, l’altra metà contro. E’ un “contro” confuso e poco disponibile a sintesi politiche, vista l’estrema diversità delle urgenze che lo compongono, ma è il campo entro cui la sinistra di classe dovrebbe radicare una propria proposta politica. Continua a leggere »

Elezioni della decadenza

 

Marine Le Pen ritrova il ballottaggio da solita candidata perdente, sebbene incrementi il proprio risultato rispetto alle precedenti elezioni. Il Partito socialista scompare (definitivamente?) dalla scena politica francese, relegato ad un misero 6,3% e surclassato a sinistra persino da quel Jean-Luc Mélenchon scherzato per tutta la campagna elettorale dalla stampa mainstream. Ma questi dati rimangono sullo sfondo rispetto al senso di questa tornata elettorale transalpina, dove la continuità si conferma a scapito dei diversi “populismi”. Prevale su tutti un candidato “di sistema” come Macron, ma se al suo 23% sommiamo il quasi 20% di Fillon, nonché il 6,3% di Hamon, ci ritroviamo un 50% di voti a salvaguardia del potere istituzionale francese. Niente sembra descrivere meglio la situazione francese della frase di Lenin: «La forza dell’abitudine di milioni e decine di milioni di uomini è la più terribile delle forze». Continua a leggere »

L’Ottobre sta arrivando: aggiornamenti sulla campagna per il centenario

Il 3 (16) aprile del 1917 Lenin arriva alla stazione Finlandia di Pietrogrado. Il giorno dopo nella sede del Soviet illustra a tutti, alleati e nemici, le proprie Tesi d’aprile, e la  rivoluzione russa, che fino ad allora aveva visto una sostanziale collaborazione tra il governo borghese e la “democrazia organizzata”, prende una nuova piega. Il cambio di passo è tutt’altro che lineare e indolore, le resistenze all’interno dello stesso partito bolscevico sono forti. Da parte menscevica viene scomodato il decano dei marxisti russi, Georgij Plechanov, affinché sconfessi Lenin anche sul piano teorico. Si tratta di un tornante fondamentale nella storia dei rivoluzionari e con la nostra campagna per il centenario abbiamo voluto sottolinearlo. Lo scorso 14 aprile, con un’assemblea molto partecipata, è stata presentata la campagna a Napoli. Il 28 sarà la volta di Bologna, al Barnout. E sempre a Napoli, il 12 maggio, si terrà il primo incontro nazionale che porrà al centro una questione affatto scontata: quali sono, per i comunisti e i rivoluzionari, le tesi d’aprile del 2017? Nel frattempo anche i muri hanno detto la loro…

Pd e Brigata Ebraica contro il 25 aprile

 

Finalmente la Brigata Ebraica abbandona il corteo dell’Anpi del 25 aprile. Dopo aver disattivato completamente ogni significato politico della Liberazione, averne pacificato il ricordo per riconvertirlo in una inconsistente celebrazione della “liberaldemocrazia” contro “l’autoritarismo”, la frangia sionista della comunità ebraica romana decide di schierarsi contro l’Anpi e la festa antifascista. Anche il Pd dichiara la sua non partecipazione al corteo, seminando incertezza tra la popolazione. Finalmente il 25 aprile torna ad essere, anche nella sua manifestazione ufficiale, un appuntamento antifascista. Se l’abbandono degli evidenti elementi contraddittori al carattere antifascista della manifestazione è un segnale positivo, lo è meno la modalità complessiva di un 25 aprile ridotto a stantia memorialistica, distante tanto dalle istituzioni quanto dalle lotte reali che pure dovrebbe in qualche modo contenere idealmente. Continua a leggere »

Dei delitti, delle pene e del controllo sociale

“Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre strumenti volti a rafforzare la sicurezza delle città e la vivibilità dei territori e di promuovere interventi volti al mantenimento del decoro urbano”: così si apre uno dei due decreti Minniti, quello riguardante la sicurezza urbana, che ha sollevato voci di protesta per lo più incentrate su una critica “dirittocivilista” alle misure ivi contenute, piuttosto che una più prettamente politica che guarda a tutto il parterre di decreti che stanno producendo i Ministri dell’Interno e della Giustizia (col decreto Orlando). Il decreto Minniti sulla sicurezza urbana viene giustificato con “l’urgente e straordinaria necessità” di introdurre misure atte a contrastare l’illegalità e a garantire la sicurezza e il decoro nelle città, nonché la “vivibilità” dei territori, attraverso strumenti deterrenti della maggior parte degli abusi e dei reati che andrebbero a persistere nelle principali aree urbane. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Correvo pensando ad Anna, di Pasquale Abatangelo

 

Dal letame di molta memorialistica sugli anni Settanta, capita ad un certo punto di scovare il fiore più bello. E’ la vita onesta e tragica di Pasquale Abatangelo a restituire il significato di una vicenda collettiva sepolta dalla rancorosa storia dei vincitori, di destra e di sinistra. Da troppo tempo si è cambiato nome alle cose, ma rimane brutalmente vero il verso di Gertrude Stein: una rosa è una rosa è una rosa. Questa autobiografia restituisce senso ad un nome ormai prosciugato di significati materiali: il comunismo. La vita di Pasquale Abatangelo è il comunismo italiano degli anni Settanta. La sua vita come sineddoche di una generazione di militanti rivoluzionari che, sprovvisti di tutto tranne che della loro disciplina e del proprio sacrificio, seppero mettere paura al potere. E’ questo un privilegio che pagarono duramente: tanti non ressero, altri conservarono intatta la propria dignità. Pasquale fu uno di questi. Continua a leggere »

Anche la Repubblica Ceca saluta l’euro

 

Nascosta tra i refusi di stampa, la notizia della moneta ceca che si sgancia dall’euro e torna al tasso di cambio variabile rappresenta, nel suo piccolo, un’ulteriore conferma della crisi dell’ideologia europeista. Per tre anni la koruna ceca aveva mantenuto il tasso di cambio fisso a 27 korune per un euro. La parità forzata consisteva nell’introduzione informale della moneta unica anche per la Repubblica Ceca in attesa dell’ingresso ufficiale del paese nell’area Uem. Tale parità aveva però dissanguato le finanze ceche, che dovevano garantire il tasso di cambio forzato a prescindere dalla capacità produttiva del paese e dal suo equilibrio fiscale (un salasso di 47 miliardi di euro in tre anni, tanto per dire *chi* crea debito pubblico nei paesi europei). Ma la notizia sta altrove, e cioè nel mancato fallimento del paese, secondo le previsioni dei premi Nobel dell’economia mainstream. Al contrario, appena uscita dall’aggancio artificiale la koruna si è apprezzata del 2% e, contestualmente, l’euro si è deprezzato. Continua a leggere »

La critica come resistenza militante

 

E’ spesso faticoso ragionare su opere datate nel tempo. Troppo stratificata la mole di commenti di cui tenere conto, le interpretazioni date, l’universo del già detto. Se poi l’opera in questione non è solo un “classico”, ma dall’autore così importante e “ingombrante”, il rischio della superficialità diviene una quasi certezza. Eppure mai come oggi crediamo che questo rischio vada corso, visto il deperimento ormai definitivo della critica nel nostro paese. Tutto il già detto su opere del genere è oggi sepolto da strati di decadenza culturale che hanno disattivato completamente un messaggio, e un linguaggio, un tempo in grado di emancipare generazioni di militanti. Partiamo affermando allora questo: non è possibile predisporsi alla critica di un qualsiasi lavoro culturale – sia esso letterario, artistico, teatrale, cinematografico, eccetera – senza aver assimilato i concetti fondamentali presenti in questo Marxismo e la critica letteraria. Senza aver compreso, cioè, le basi del rapporto tra marxismo e cultura. Un rapporto che non è decisivo unicamente per una critica “di sinistra” (concetto d’altronde molto equivoco), ma per ogni genere di critica, perché la relazione tra la dialettica materialista e la cultura è una relazione universale e non ingabbiata nell’ideologia (marxista in questo caso). In altre parole: Marx ed Engels hanno svelato, pur in assenza di opere di sintesi sul tema, il rapporto tra essere umano ed espressione culturale mediato dalle relazioni capitalistiche entro cui questo specifico rapporto prende forma. Come si può procedere a una critica culturale senza possedere le basi di questa relazione, che è una relazione generale, ma che assume caratteri peculiari riguardo all’estetica? Continua a leggere »

L’ennesimo remake dei bombardamenti in Siria

 

Ieri notte, con il bombardamento della base aerea siriana di Shayrat, è andato in scena l’ennesimo remake del film sanguinolento che gli Stati Uniti propinano al mondo da 25 anni a questa parte. Con lo sceriffo buono che di fronte all’ennesima atrocità perpetrata dal cattivone di turno decide di passare ai fatti e farsi giustizia da solo, fregandosene dei cavilli e delle lungaggini formali… perché quando ci sono vite da salvare per gli yankee, questo è risaputo, non c’è burocrazia che tenga. Era successo in Iraq, era successo in Jugoslavia, era successo in Afghanistan, era successo in Libia e ieri è toccato alla Siria. La trama non cambia mai. Ormai non stupisce più di tanto nemmeno il ruolo di attore non protagonista assunto in questi anni dall’opinione pubblica mondiale e dalla sinistra imperiale, veri e propri megafoni di quel “terrorismo dell’indignazione” ben descritto da Losurdo. Continua a leggere »