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ACCADEVA OGGI…

16 June :
1937 In Spagna viene messo fuori legge il POUM, ed i suoi leader sono tratti in arresto.

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Di decoro urbano e controllo sociale

Pochi giorni fa l’assemblea capitolina ha approvato a larga maggioranza il nuovo regolamento di polizia urbana, norma fortemente richiesta e resasi necessaria dopo circa 70 anni dall’approvazione dell’ultimo regolamento di questo tipo nella Capitale. Un nuovo regolamento che interrompe la lunga stagione delle ordinanze straordinarie, definendo la lunga lista dei divieti cui il “buon” cittadino deve sottoporsi per vivere in città, se non vuole essere sanzionato con il famigerato “Daspo Urbano”, che consiste nel divieto di accesso a determinate aree della città per 48 ore.

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Le dure repliche della realtà

 

Si ribaltano i rapporti di forza, ma il quadro rimane pressoché identico allo scorso 4 marzo: il populismo viaggia attorno al 50% dei voti, mentre l’unica alternativa politico-elettorale ad esso continua ad essere rappresentata dalle forze liberali, Partito democratico in primis, minoritarie ma non irrilevanti. Eppure, nonostante il campo continui ad essere sostanzialmente diviso in due, non tutto è perfettamente uguale a se stesso. Valutando i risultati in tutta Europa, appare chiara la ritirata politica del “populismo di sinistra”. Non tanto in Italia, dove questo veniva rappresentato contraddittoriamente dal M5S, quanto nel resto del continente. Nella Francia “sconvolta” dalle proteste dei Gilet Jaune, dove cioè si presentava la situazione migliore per capitalizzare elettoralmente una protesta sociale non predeterminata dentro i confini della reazione, France Insoumise di Mélenchon prende il 6%. A capitalizzare è solo il populismo “di destra” della Le Pen, anche questa volta primo partito transalpino. Nella Gran Bretagna della Brexit a capitalizzare la lotta alla Ue è la destra populista di Farage, col suo 32%, mentre il “compagno” Corbyn si ferma al 14% fallendo totalmente il suo patetico agnosticismo di non appoggiare né la Brexit né il “remain”. In Spagna Podemos si ferma al 10%, superato persino da Ciudadanos. E così via. Continua a leggere »

Passeggiate primaverili

Se escludiamo l’aver reinventato creativamente la forma corteo tramutandola in una passeggiata primaverile sui marciapiedi della stazione Termini e aver fatto respirare un po’ di aria fresca – al posto della quotidiana puzza delle caserme – ad un consistente numero di caschi blu anche ieri, l’impresa dei febbricitanti camerati di forza nuova non sarebbe stata degna nemmeno di un trafiletto sulla colonna destra di Repubblica online. Continua a leggere »

L’egemonia irrazionale

 

Seguendo il filo dei ragionamenti che le destre esprimono nelle recenti vicende legate al trasferimento di famiglie rom nella periferia romana, si scopre una trama di contraddizioni da cui è davvero difficile tirarne fuori una logica. Perché una logica, in politica, è sempre rinvenibile, anche quando esprime una visione del mondo opposta alla nostra. Lo smantellamento dei campi rom è da sempre una bandiera della destra d’ogni risma. Una bandiera sacrosanta, lasciata colpevolmente alla destra per ignavia, codardia, per quel “parlar d’altro” che da tempo la sinistra oppone verso qualsiasi problema immediato della periferia. E invece no, va ribadito con forza che i campi nomadi sono luoghi d’inciviltà e di degrado sociale, che impoveriscono tanto chi ci sopravvive quanto il vicinato residente, sempre residente in periferia peraltro. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti. Storia dell’immigrazione straniera in Italia.


Un libro da masticare con attenzione, rispettandone la complessità e l’articolazione. Riassunto in poche suggestioni, che non ne rendono merito del carattere esaustivo che offre e forse neanche della sua angolazione originale (rispetto all’approccio umanitario che solitamente ammanta la letteratura progressista sul tema), ci limitiamo a ricordare, come premessa logica, che le migrazioni siano state una costante, nel percorso dell’umanità, e che – dall’inizio dello sviluppo del capitalismo – non abbiano sempre conosciuto l’ostilità della classe politica, ma siano state addirittura incentivate nelle fasi economiche in cui era necessario disporre di manodopera a basso prezzo. Continua a leggere »

Il Blocco Stradale NON può essere un reato. Stralciamo le multe!


In questi giorni 15 persone nella città di Roma sono state raggiunte da una sanzione amministrativa che le condanna a pagare un’ammenda di 2.600 euro a testa. Il motivo è aver partecipato ad una manifestazione nell’ agosto del 2015, svoltasi lungo le strade di San Lorenzo a seguito dello sgombero di “Degage”, studentato occupato in via Musa.
Degage, occupato nel 2013 e abitato da 35 studenti, era uno dei tanti stabili abbandonati da anni e successivamente recuperati per contrastare il caro affitti e promuovere l’allargamento del diritto allo studio, a molti spesso negato per assenza di fondi e strutture. Proprio da qui partì la mobilitazione degli studenti e delle studentesse della Sapienza, che costrinse l’ente regionale per il diritto allo studio, Laziodisu, a riaprire alloggi studenteschi precedentemente abbandonati, come ad esempio l’ala inutilizzata dello studentato di via Cesare De Lollis. Continua a leggere »

La voce del padrone

 

Mr tamburino non ho voglia di scherzare

Rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare

A forza di concentrare tutta la critica politica su Renzi e il presunto “renzismo”, in perfetta continuità con Berlusconi e il “berlusconismo”, Craxi e il “craxismo” e via scivolando, eccoci servita la riesumazione del centrosinistra. Messa in naftalina la parentesi democristiana, la voce del padrone torna a farsi rappresentare dalla più gestibile genia socialdemocratica. Zingaretti dunque, attorno a cui ricostruire le ragioni elettorali del nuovo fronte antipopulista. Fa specie, come sempre, la reazione della “sinistra”. Sembrava, il Pd, messo definitivamente al suo posto: il partito del grande capitale, soggetto neocentrista attorno al quale coagulare la classe dirigente dello Stato, veniva indicato come avversario naturale delle ragioni delle lotte di classe. E invece, scopriamo con la solita ingenuità, era solo Renzi il problema. Estromesso il giglio magico, riecco le alleanze territoriali, i cantieri politici, i fronti unitari. Ecco di nuovo le speranze future e gli appelli alla convergenza. Continua a leggere »

Vertenza Penicillina: non si molla un centimetro.

L’ex fabbrica di penicillina romana, la LEO, era balzata recentemente agli onori della cronaca, ghiotta di occasioni di questo tipo, per via della presenza, al suo interno, di diverse centinaia di disperati che la occupavano (privi di qualsivoglia alternativa abitativa) nonchè per lo sgombero in grande stile che ne era seguito; durante la grande parata mediatica dello sgombero, si è fatto a gara ad intestarsi la cosiddetta “vittoria” tra il Ministro degli Interni, la Sindaca e la Presidente di Municipio, e i vari esponenti di Casapound (mascherati da comitati di quartiere in cui di “quartiere” c’è ben poco). Continua a leggere »

Presentazione del libro “Sovranismi” (gli audio)

Sabato scorso, di fronte a più di 50 persone, abbiamo presentato “Sovranismi”, il libro di Alessandro Somma edito de DeriveApprodi. Come ha ricordato Giacchè nel suo intervento il termine “sovranista” era per lo più sconosciuto ed inutilizzato nel dibattito pubblico fino a soli pochi mesi fa, oggi invece è uno dei lemmi più adoperati del dizionario della politica al punto che, a detta di gran parte dei commentatori internazionali, le prossime elezioni europee si giocheranno proprio intorno alla diade sovranismo/europeismo. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): Il primo Re, di Matteo Rovere

 

E’ da tempo che al cinema l’incontro tra uomo e natura delude. Non staremo a ricordare la sequela hollywoodiana di promesse mancate: da un ventennio abbondante ogni qual volta si è provato a raccontare del rapporto tragico tra l’uomo e l’ambiente ostile, ci si è affacciati sulla soglia e ci si è ritirati di buon ordine nel rimasticamento di temi già abusati e ridotti a consumo di massa. Certo non staremo qui a pretendere un nuovo Dersu Uzala, ma tra questo e le diverse gradazioni di Revenant ci sarà pure una via di mezzo (dalle parti di Balla coi lupi, per dire, il cinema hollywoodiano potrebbe ancora attestarsi, vedasi il New world di Malick). Ci prova inaspettatamente un italiano stavolta, ed è una novità: il costo di tali operazioni è fuori portata, in genere, per le nostre produzioni impotenti. Per di più, Rovere affronta il mito italico per eccellenza: la fondazione di Roma. Mitologia curiosamente dimenticata sia dal peplum che dal nostro cinema. La scommessa è ardita allora, così come (ogni volta) la curiosità suscitata. Romolo e Remo dunque. Continua a leggere »