INFOSHOP AUT-LET

Il vostro carrello è vuoto
Visitate il negozio

APPUNTAMENTI

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUT-LET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

STATS

CAMPAGNE

Il colonialismo strisciante parte seconda: da Napoli al Kerala passando per Ferguson

 

Napoli, Italia: un militare spara “accidentalmente” ad un ragazzo che non si era fermato ad un posto di blocco. Il ragazzo, Davide Bifolco, muore sul colpo. La sacrosanta rabbia popolare si trasforma in manifestazioni di piazza, ma soprattutto in diffusa indignazione verso l’operato dei militari. Un generale sdegno, uno strisciante risentimento, che si fa strada nonostante tutti gli organi deputati alla formazione dell’opinione pubblica (giornali, TG, Parlamento, Facebook, Twitter, commentatori accreditati, radio, ecc) abbiano fatto muro a difesa dei carabinieri e delle istituzioni statali. Un muro costruito sulla contrapposizione artificiosa tra Stato e camorra, una dicotomia fondata sulla falsità di chi si considera unica espressione della vita democratica, ultimo argine alla barbarie mafiosa. O con lo Stato o con la camorra, ci dicono i media unificati. Nonostante questo, e nonostante la pancia assuefatta e biliosa del paese approvi la giustizia sommaria con pena di morte, il pensiero comune è di una sostanziale avversità verso l’operato dei militari e delle forze dell’ordine. Ovviamente non il “pensiero comune” della società nel suo complesso, ma di quella parte che più frequentemente vive sulla propria pelle le varie forme della repressione: politica, sociale, economica. Continua a leggere »

La persistente mentalità colonialista del nostro paese

 

La vicenda della maxi tangente pagata dall’ENI a membri del governo nigeriano andrebbe seriamente analizzata. Non è tanto lo stupore per la cifra (si parla addirittura di 500 milioni di euro su 1,2 miliardi di investimento), o la meraviglia per fatti del genere, quanto la mancata indignazione, o addirittura la palese difesa da parte dei media e dei politici, verso l’accaduto. Nonostante l’avvio dell’indagine, peraltro partita da Londra e non dall’Italia, l’opinione diffusa nel nostro paese, tanto dalla gente comune quanto dai media mainstream, è caratterizzata da una strisciante giustificazione di tutta la vicenda. Così fan tutti, sembrano dire in coro politici, giornali e opinione pubblica; perché rovinare gli interessi di una così importante azienda italiana? E poi, si sa che quei paesi sono corrotti per definizione, non sarebbe possibile operare diversamente. Questo l’atteggiamento generale, e non stiamo esagerando. Continua a leggere »

Dal degrado…nasce Hierba Mala!

Accogliamo con favore l’iniziativa dei compagni di Hierba Mala, persone con le quali abbiamo condiviso tanto in questi anni e ai quali facciamo i nostri più sinceri in bocca al lupo.
Dove c’è degrado, noi occupiamo, dove c’è abbandono noi costruiamo.
Avanti ragazzi!

 

HIERBA MALA
Da un momento all’altro.

La metropoli dall’alto appare con la faccia dell’austerity, i palazzi del potere al centro come fortini, intorno un estensione infinita che raccorda le povertà di ieri a quelle di oggi, a macchie evidenti i presidi dell’accumulazione e del profitto. Lo smantellamento del welfare, il virus della rendita immobiliare, la chiusura dei servizi, l’assenza di spazi pubblici, ci riconsegnano un quadro urbano desolante, abitato da una cittadinanza già da tempo esclusa dalle scelte e condannata al sacrifico continuo, senza possibilità di futuro. Continua a leggere »

La sinistra per bene nei salotti che contano

 

Ci chiedevamo che fine avesse fatto Tsipras, ed ecco ritrovarcelo al Forum Ambrosetti. Non staremo qua a fare l’elenco dei motivi per cui un rappresentante di una sinistra non diciamo antagonista, men che meno rivoluzionaria, ma quantomeno radicale, dovrebbe stare ben lontano da certi cenacoli per banchieri. Tutte motivazioni giuste e scontate. Per di più, in via molto teorica, si può anche decidere di andare a parlare a casa del nemico, ma non così. Non senza un rapporto di forza costruito con la lotta; non trattato come scimmietta allo zoo, curiosità antropologica con cui distrarsi nei momenti di disimpegno. E soprattutto, dicendo cose appropriate, non cercando di assecondare l’animo più liberal della platea, reiterando il concetto di una borghesia illuminata contrapposta ad una speculatrice. Continua a leggere »

La visione strategica del premier Renzi

 

Renzi e il suo governo potrebbero essere l’ennesimo tentativo delle classi dirigenti internazionali di adeguare l’Italia al contesto economico europeo; oppure, l’ennesimo tentativo del PD di dotarsi di una politica sempre più liberista per tranquillizzare i settori politico-economici che muovono le fila del sistema produttivo del paese, accreditandosi quale migliore rappresentante di quegli interessi; o forse né l’una né l’altra cosa, ma semplicemente il tentativo autonomo di una borghesia in crisi politica che cerca l’ennesimo salvatore della baracca in versione mediaticamente appetibile. Queste differenti visioni sono tutte accomunate dall’intrinseca sottovalutazione del progetto renziano. Noi crediamo che Renzi e il suo governo, e ovviamente il PD – che sta lentamente definendo la propria visione strategica – siano uno scarto decisivo per la politica italiana, e non solo. L’ennesima dimostrazione di questa “alterità” si è avuta al vertice NATO in Galles. Continua a leggere »

Consigli (e sconsigli) per gli acquisti: Il Manifesto del Partito Comunista edito da Red Star Press

 

Da qualche giorno è in libreria una nuova edizione del Manifesto di Marx e Engels. Questa volta però si tratta di un evento importante, per varie ragioni. Da troppi anni Il Manifesto è relegato a curiosità letteraria, riletto più dalla borghesia in cerca di “sensazioni forti” che dai compagni. Ciò che manca, più che una sua riscoperta, è la sua attualizzazione. Il Manifesto è un libro politico e una guida per le lotte di classe, non l’esposizione di una particolare teoria economica o politica. Anche laddove letto “ da sinistra”, purtroppo, questa non riesce a liberarsi dal pensiero di avere fra le mani un testo datato e inservibile, curiosità culturale appunto e poco di più. In questo senso, l’iniziativa della casa editrice Red Star Press è rilevante, perché ci sembra che tale tentativo vada esattamente in questa direzione. Dare la possibilità, attraverso un’edizione agevole e graficamente pregevole, di far viaggiare l’opera comunista sul piano politico e non su quello letterario o intellettuale. E’ proprio questa la forza e l’importanza della Red Star Press, quella di essere al servizio di un discorso politico antagonista, strumento della lotta di classe e non della cultura fine a se stessa. Non è poco, in questa epoca di disimpegno politico del mondo della cultura. Continua a leggere »

Bertinotti non è più comunista?

Alcuni sono rimasti basiti, altri ci hanno versato sopra ettolitri di inchiostro per scavarne le ragioni più profonde e recondite. Molti lo hanno ignorato, troppi invece già lo sapevano. Mancava solo lui, forse; e, meglio tardi che mai, la sua abiura aiuta a capire chi e cosa fosse il leader di quella Rifondazione che, non ci stanchiamo di ripeterlo, è stata affossata ancor prima di poter valorizzare una generosa e numerosa base di militanti. Chi e cosa fosse, tanto per restare alle cronache di oggi, quel personaggio che designò Gennaro Migliore (nomen omen) come suo delfino. Rimane il fatto, comunque, che avremmo potuto continuare la nostra vita anche senza questa notizia..si, ecco, insomma…alla fine, pure ‘sti cazzi.