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1973: L'UCCISIONE DI AMILCAR CABRAL

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San Basilio non abbozza, Barletta stai sereno

 

Dopo aver provato la carta della guerra tra poveri, aizzando italiani contro stranieri nella lotta per una casa popolare in un panorama di migliaia di case vuote in attesa di assegnazione, il Dipartimento politiche abitative ci riprova domani. E’ previsto infatti lo sfratto di una signora (peraltro malato di cancro: il destino sfigato conferma vederci benissimo, a differenza della giustizia bendata) per l’assegnazione della casa ad un’altra famiglia. Non c’è dubbio: la famiglia assegnataria ha diritto ad entrare. Ma non a scapito di un altro povero, visto che a poche centinaia di metri (a Casal Monastero) giacciono da anni vuote intere palazzine di case popolari, presidiate da uno sfigato vigilantes investito del sacro compito di difendere la proprietà privatizzata del Comune non tanto contro le occupazioni, ma contro le stesse assegnazioni. Perché lasciarle vuote? Perché fomentare guerre tra poveri quando di case ce ne sarebbero in eccedenza? Per calcolo politico, e per interesse economico. Non c’è d’altronde altra spiegazione, visto che al limite dello stesso quartiere vegetano centinaia di case popolari abbandonate. Per non dire delle altre centinaia nella stessa San Basilio murate contro ipotetiche occupazioni. Continua a leggere »

Il confronto col populismo secondo Slavoj Zizek

 

Scrive Zizek, ieri sul Corriere della Sera: “Donald Trump è un sintomo di Hillary Clinton, nel senso che l’incapacità del partito democratico di svoltare a sinistra ha creato lo spazio occupato da Trump”. E’ una verità generale, riproducibile negli Usa come in Europa: l’affermazione delle forze populiste non è avvenuta “a scapito” delle sinistre, ma per mano di queste, del loro fallimento, delle macerie che hanno lasciato nella rappresentanza degli interessi popolari. Il dilemma Donald Trump (dei Donald Trump di tutto il mondo, da Le Pen a Grillo) si risolve non accanendosi contro il sintomo, ma svelandone le cause. Ancora Zizek: “Trump promette negli Usa quel che nessuno, a sinistra, si sognerebbe di proporre: mille miliardi di dollari di grandi lavori pubblici per aumentare l’impiego”. Ancora una verità generalizzabile: è il populismo che promette resistenza alla globalizzazione liberista. Continua a leggere »

Rendite di (op)posizione

 

Complicata la realtà, per chi la scopre aggiornando il proprio diario social. Dannatamente complessa, a giudicare dai sondaggi che certificano il sorpasso del M5S sul Pd come primo partito italiano (col 30,9% dei consensi). Nonostante tutte le presunte gaffe, le boutade immaginarie, i passi falsi apparenti, il movimento grillino aumenta i suoi consensi (almeno quelli elettorali), invece di crollare sotto i colpi della razionalità politica. Il problema è che quelli che “noi” giudichiamo errori, per i Cinque stelle tali non sono, e corrispondono ad una strategia precisa, magari non perfettamente definita, ma che persegue una visione di fondo. Che può non piacerci, che possiamo criticare, ma che dobbiamo capire prima di valutare. Perché ancora molti, almeno a sinistra, giudicano Grillo come “incompetente”, “ingenuo”, “incapace”. Dare dell’incapace a qualcuno che in sette anni ha prima fondato dal niente un movimento politico, poi lo ha portato a vincere le elezioni nella città più importante del paese, e oggi ad essere il primo partito italiano: il tutto non stabilizzando il sistema, ma organizzando elettoralmente la rabbia popolare, certifica solo l’incapacità della suddetta sinistra di leggere la realtà. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: L’egemonia digitale, a cura di Renato Curcio

L’ultimo lavoro di Renato Curcio, pubblicato nel 2016 per Sensibili alle foglie, è la seconda tappa di un percorso di analisi sulle trasformazioni che le nuove tecnologie inducono all’interno della società a partire dal mondo del lavoro, e segue di un anno la pubblicazione de L’impero virtuale. Il libro è stato costruito a partire da due “cantieri socioanalitici” tenuti a Roma e Milano, e ruota in modo decisivo attorno alla narrazione in prima persona delle esperienze dei lavoratori coinvolti negli incontri. Crediamo che alcuni dei pregi decisivi del lavoro siano già nelle premesse stesse con cui è stato pensato. Se infatti è indubbio che le nuove tecnologie digitali abbiano negli ultimi decenni modificato in modo profondo il modo di vivere, di produrre, di socializzare, andando a intaccare quelle che nel libro vengono chiamate le nostre “mappe concettuali”, ci sembra chiaro che d’altra parte la capacità di criticizzare questo cambiamento da parte della sinistra sia stata debole o del tutto assente. Continua a leggere »

In onore di Jim Thompson. Il più grande

 

Anno di anniversari questo 2017. Fra i quali, verranno certamente dimenticati i quarant’anni dalla morte di Jim Thompson (1906-1977). E’ stato, Thompson, il più grande scrittore noir americano del Novecento? Merita per noi il podio solamente per l’ignoranza che aleggia sul suo nome e sui suoi romanzi. Un’ignoranza che non ha impedito ad alcuni lettori importanti di rilevarne la grandezza, anzi, la supremazia di Thompson su un genere davvero particolare nella letteratura americana del XX secolo. Secondo Stephen King, “al meglio di sé, Jim Thompson era semplicemente il migliore, perché non era disposto a fermarsi”; per Joe R. Lansdale, “non esiste un altro autore paragonabile: Thompson faceva storia a sé”; anche Stanley Kubrick si accorse – davvero precocemente, ma i geni non sono tali per caso – della rivoluzione letteraria e culturale operata da Thompson. Parlando de L’assassino che è in me, Kubrick afferma che è “probabilmente il racconto in prima persona di una mente criminale più credibile e agghiacciante nel quale mi sia mai imbattuto”. Non a caso, lo volle come sceneggiatore dei suoi Rapina a mano armata e Orizzonti di gloria, quest’ultimo soprattutto opera monstre della cinematografia novecentesca. Continua a leggere »

Espropri proprietari

 

Cambiano le giunte, continuano gli sgomberi. Lo sgombero dell’Alexis Occupato, effettuato ieri mattina attraverso il solito spropositato spiegamento di Forze dell’ordine, però, può probabilmente offrire un importante segnale alla città e creare, si spera, un precedente non di poco conto. La solidarietà che lo spazio di via Ostiense, forte delle proprie iniziative sociali, politiche e culturali che svolgeva al proprio interno e della ricchezza che queste hanno apportato al territorio, ha saputo coltivare intorno a sé è stata la chiave per l’avvio di una trattativa importante con le amministrazioni competenti: gli occupanti sono infatti riusciti ad impegnare concretamente l’assessore Berdini, l’Assessorato alle politiche sociali della Regione e la Giunta dell’VIII Municipio, per la realizzazione del progetto di recupero dello stabile, precedentemente abbandonato al degrado, al fine di dar continuità e valorizzare lo spazio sociale abitativo di Alexis (in cui risiedono circa venti giovani studenti e lavoratori); risultato prezioso, questo, per uno dei quartieri romani maggiormente colpiti dalla gentrificazione dilagante e per un paese che “vanta” un patrimonio di Edilizia residenziale pubblica pari al solo 3% del totale residenziale. Continua a leggere »

Dal no all’euro all’Europa liberale: il curioso dietrofront di Grillo

 

Il processo di “governizzazione” del movimento grillino assume oggi tratti talmente plateali da renderlo sospetto. Come volevasi dimostrare, il problema del M5S rispetto alla comunità europea non fu entrare nel gruppo parlamentare insieme all’Ukip, quanto oggi scegliere di uscirne, smascherando la sostanza provocatoria dei suoi (sempre più rari) attacchi all’Unione. Aderendo al gruppo liberale dell’Alde, per giunta (sempre che l’Alde stesso lo voglia, il che è tutto da vedere). La sinistra che sbraitava contro l’ignobile alleanza col nazionalista inglese dovrebbe festeggiare. Al contrario, il passaggio politico di questi giorni segna l’ennesima tappa del Movimento verso il definitivo addomesticamento con le politiche europeiste. Esattamente come Tsipras in Grecia, nel gioco di alleanze anti-euro si fa quello che la realtà consente. L’alleanza con l’Ukip, che significava compromettersi con una forza apertamente conservatrice, nazionalista e xenofoba, portava in dote la possibilità di battagliare contro la Ue dentro lo stesso Parlamento europeo. Farage, in questo senso molto più coerente del suo alter ego italiano, la Brexit l’ha portata a casa. Cosa ha portato a casa Grillo, scegliendo di terminare la sua alleanza nel gruppo Efdd? Continua a leggere »

Censori e bufale: a chi giova il Ministero della verità?

 

Da diverso tempo si chiede a gran voce l’istituzione di forme di controllo specifiche sui contenuti presenti nel web. La rete, soprattutto la sua evoluzione social, è un incontrollabile contenitore di boiate: è possibile controllarle? Come fare per ridurle? Il tema è complesso e solo superficialmente relegabile alla dimensione online attuale. In realtà, il controllo delle opinioni è una tentazione presente in ogni regime politico. La rete ha solo amplificato (a dismisura, in effetti) il fenomeno. Ma la questione è sovrapponibile a quella, invero più importante, del reato di negazionismo. In Italia è stato introdotto proprio quest’anno, non tenendo conto di una profonda linea critica rispetto al perseguimento giuridico delle proprie opinioni. Perché di quello si tratta: aprire il varco della repressione delle idee genera mostri. Continua a leggere »