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La lotta per il lavoro del XXI secolo. L’esperienza della lista disoccupati e precari del VII Municipio

 

Su di un metodo di lotta per il lavoro

 

Ormai è da più di un anno che stiamo supportando le attività della Lista dei Disoccupati e Precari del VII Municipio e del Coordinamento Disoccupati e Precari Organizzati nato tra le diverse liste esistenti sul territorio romano. Un breve – ma intenso – periodo di lotta, condiviso finora con compagni dei Carc, della Casa del Popolo Giuseppe Tanas, dell’Unione Sindacale di Base e di altre realtà e singoli provenienti da diverse esperienze politiche o di lotta. E, naturalmente, con precari e disoccupati di Roma e provincia. L’idea alla base di un movimento di disoccupati e precari nasce principalmente dalla constatazione che in una regione dove il tasso di disoccupazione supera il 12% e quello dei giovani è quasi il triplo, il tentativo di ricomposizione di una classe di lavoratori (occupati e disoccupati) sempre più frammentata, oltre che di organizzazione di un movimento politico e sociale capace di agire da controparte e alternativa all’establishment centrale e locale, non possa che passare – anche – dall’organizzazione di un movimento di lotta per il lavoro. Tanto più in territori periferici come quello del VII Municipio (Cinecittà) dove il livello di disoccupazione e di marginalità sociale raggiunge livelli ben più alti di quelli registrati su scala provinciale e regionale. E questo soprattutto alla luce dello scollamento delle periferie rispetto al centro città fulcro del decision making economico e politico e del progressivo spostamento delle attività produttive e logistiche in luoghi sempre più oltre quelle che comunemente sono state per decenni considerate periferie e sempre più vicine alla fascia di territori al di fuori del GRA. Continua a leggere »

Che cos’è l’imperialismo?

 

Di seguito, riportiamo uno stralcio del capolavoro di Don Winslow, Il Cartello. Un passaggio che spiega, meglio e più direttamente di molte analisi, il significato dell’imperialismo. Soprattutto, che chiarisce i motivi per cui l’imperialismo occidentale – statunitense in questo caso – sia ancora oggi il principale problema politico a livello globale. Un estratto che illumina sulla scala di priorità e di responsabilità storiche dell’Occidente e degli Stati uniti in particolare. Questo ventennio ha visto imporsi una sorta di relativismo culturale che ha posto ogni Stato e governo mondiale sullo stesso piano, confondendo torti, ragioni e ruoli storici. Eppure, tutte le malefatte immaginabili dell’ultimo dei “dittatori” di qualche sperduto paese povero eletto di volta in volta come “male assoluto”, non eguaglierebbero neanche in un secolo gli orrori prodotti dalle politiche occidentali in uno qualsiasi dei paesi soggetti alla repressione imperialista. Come nel Guatemala, in questo caso. Dove per mano americana vennero uccise duecentomila persone a altre due milioni sradicate dalle proprie terre e costrette ad emigrare. In fondo, un piccolo caso senza importanza della lunga storia imperialista. A ricordarcelo è un autore non comunista e in fondo convinto della battaglia contro le storture di un sistema che altrimenti genererebbe progresso e dignità umana. Ed è emblematico anche questo, purtroppo.  Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Il Cartello, di Don Winslow

Il potere del cane è il capolavoro degli anni Duemila, il libro finora insuperato. Ci sbagliavamo. Il Cartello è almeno al suo livello. Non è facile essere riconosciuti in vita come l’autore di uno dei romanzi più importanti degli ultimi decenni. Ma essere l’autore dei due romanzi più importanti degli ultimi decenni, beh, questo apre a Don Winslow le porte dell’immortalità letteraria. James Ellroy ha definito il libro “il Guerra e pace della lotta alla droga”. È maledettamente così. E a noi non rimane che prenderne atto. Continua a leggere »

Europa e anti-Europa

 

Giovedì e venerdì scorso hanno avuto luogo due incontri internazionali tutto sommato marginali ma estremamente simbolici. Giovedì la Lega Nord di Matteo Salvini si è incontrata a Milano con le destre “euroscettiche” di tutta Europa e in particolare con Marine Le Pen, vero cardine della moderna destra radicale continentale; venerdì invece è avvenuto l’atteso vertice bilaterale tra l’Italia di Matteo Renzi e la Germania di Angela Merkel. I due eventi rientrano in quella diplomazia priva di significati sostanziali. La concomitanza li ha però innervati di significati simbolici tutt’altro che secondari. Continua a leggere »

Quegli strani ragazzi di Casa Pound, così “non conformi”, così coccolati dalle guardie

Qualche giorno fa, sul suo blog, il compagno Paolo Persichetti ha pubblicato un documento della Direzione centrale della Polizia di prevenzione sull’attività di Casa Pound, redatto nell’aprile scorso (leggi). Per chi se la fosse persa, l’informativa in soldoni presenta Casa Pound  come un «sodalizio» caratterizzato da «uno stile di militanza fattivo e dinamico ma rigoroso nel rispetto delle gerarchie interne» e impegnato prioritariamente «nella difesa delle fasce deboli», nella lotta contro il precariato e nella difesa dell’occupazione.  Gli episodi di illegalità di cui – nonostante la gerarchia interna? – alcuni suoi esponenti sono stati protagonisti sono, nel documento, ricondotti all’inclinazione di «alcuni elementi» e a «frutto di mera occasionalità», più che di preordinazione: qualche mela marcia che tuttavia, aggiungiamo noi, occasionalmente si lascia prendere la mano con gli omicidi, come nel caso di Gianluca Casseri, militante di Casa Pound Pistoia, che nel dicembre 2011 ha ucciso a Firenze due uomini senegalesi. Continua a leggere »

Armi di distrazione di massa

 

Ci capita sempre più di frequente di cominciare i nostri articoli con la classica locuzione “credevamo di essere arrivati al fondo e invece continuiamo a scavare nella merda”. O qualcosa di simile. Riprodotta troppe volte diventa fastidiosa, eppure non sapremmo davvero come diavolo iniziare un ragionamento riguardo alla polemica che imperversa su ogni media sulle stramaledette statue coperte per la visita del presidente iraniano Rouhani. L’inutile, strumentale, marginalissima vicenda campeggia da due giorni su ogni quotidiano nazionale, ogni telegiornale, ieri addirittura al centro di due talk show nazionali in prime time, protagonista di polemiche, richieste di dimissioni, articolesse imbizzarrite, che ribadiscono la sacralità (e la superiorità) dei nostri valori su quelli del profugo iraniano, capitato per caso e utile solo in vista dello spoglio controllato delle risorse energetiche e umane del paese mediorientale da parte delle multinazionali occidentali. Continua a leggere »

Grande la confusione sotto il cielo mediorientale

 

Capire, interpretare concretamente il mondo che ci circonda, le veloci e profonde trasformazioni che si dipanano sul piano internazionale, le ricadute nel nostro cortile, nel fortino occidentale, sono un attributo sempre più necessario per una sinistra anticapitalista all’altezza della situazione maledettamente complessa che abbiamo di fronte. Il cammino presente e futuro è scivoloso, pieno di insidie, date in parte dalla narrazione tossica dell’oliata macchina della disinformazione, che va sempre smascherata. Ma non c’è solo il dispositivo preventivo del nemico di classe a determinare una condizione di profonda minorità di un punto di vista internazionalista. Continua a leggere »

Politiche attive del lavoro: la truffa di Garanzia Giovani

 

Nel paese in cui il picco dei livelli di disoccupazione giovanile tocca il 45% e in cui cresce il numero di soggetti inattivi, appare scontato, nonché doveroso, che i Governi applichino provvedimenti a sostegno dell’occupazione e dell’occupabilità; evidente è poi che, qualora si tratti di uno Stato membro dell’Ue, a maggior ragione se facente parte dell’Eurozona, le politiche attive del lavoro provengano da dettami europei che lasciano ai Governi nazionali il residuale compito esecutivo. Infatti, i tassi di disoccupazione giovanile nei paesi mediterranei dell’Ue, i meno “virtuosi”, fanno stabilmente concorrenza a quelli italiani, che non accennano a calare (nonostante i proclami riguardo alla ripresa della crescita e dell’occupazione con cui Renzi e i ministri del governo a targa Pd avvalorano le loro tesi). Continua a leggere »