INFOSHOP AUT-LET

Il vostro carrello è vuoto
Visitate il negozio

APPUNTAMENTI

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUT-LET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

STATS

CAMPAGNE

Contro UE e BCE, contro il governo PD e il neoliberismo monetarista: giovedì 2 ottobre tutti a Napoli!

 

Giovedì 2 ottobre sarà una data importante, un tassello in più nella costruzione di un’opposizione politica e sociale alla UE e alle sue tecnostrutture. Arriva in gran completo la BCE, l’organo tecnico più importante dell’Unione Europea. Un organo tecnico, è bene sottolinearlo, che risponde ad una visione politica ben definita, cioè l’ideologia egemonica del capitale UE in fase di costruzione e di definizione. Nonostante dunque la “tecnicità” del ruolo della BCE, non è inutile sottolineare almeno due aspetti che la rendono un’istituzione sui generis. In primo luogo è guidata da un esponente della borghesia internazionale europeista che in realtà ha un ruolo politico ben definito. Mario Draghi non è solo un grigio banchiere, seppur rilevante, ma uno dei cardini della politica economica della UE. E’ colui che in questi anni ci sta “mettendo una toppa”, cercando di mediare tra la spinta tedesca alla stabilità dei prezzi e le necessità dell’Europa monetaria di uscire dalle secche della crisi. Continua a leggere »

L’interpretazione flessibile della giustizia secondo i giustizialisti

 

Chi di magistratura ferisce di magistratura perisce. E il caso De Magistris a Napoli è solo uno dei tanti simili, ma è in un certo senso paradigmatico e va quindi rilevato, nell’eterna e ingenua speranza per la sinistra di imparare dai propri errori. Perché, per un certo periodo, De Magistris assunse il ruolo del leader della sinistra, “radicale”, legalitaria, anti-belusconiana. Una “sinistra” visceralmente nemica dei nostri interessi, in apparenza. Ma, come si sa, le apparenze a volte ingannano, ma noi non dimentichiamo quando tre anni fa il nostro, in pessima compagnia, si atteggiava a rappresentante di una parte dei movimenti (a sua volta ricercato da questi). E non dimentichiamo quei pezzi di sinistra che allora cercarono la via giudiziaria alla rivoluzione arancione, promuovendo baracconi legalitari in funzione anti-berlusconiana, municipalista, partecipativa, e via proseguendo nella neo-lingua capitalista dal volto umano. Continua a leggere »

Con chi stanno i fascisti russi

 

Domenica scorsa un’importante manifestazione ha attraversato le strade di Mosca al grido di “Russia libera” [da Putin, ndr], “giù le mani dall’Ucraina” e altri slogan simili. Una manifestazione a favore del governo golpista ucraino, per l’ingresso della Ucraina nella UE, contro il nazionalismo di Putin e favorevole a una svolta liberale-liberista per l’attuale Russia. C’è chi parla di 25.000, chi di 50.000 persone, in ogni caso numeri rilevanti. Contestualmente in tutte le città europee sono avvenute manifestazioni simili, compresa Roma. Certo, a Roma i manifestanti erano una cinquantina, numeri insignificanti anche solo per commentare la notizia. Quello che però vorremmo rilevare sono due fatti: tutte le manifestazioni in Europa erano egemonizzate da destre di vario tipo; la manifestazione di Mosca vedeva la presenza di spezzoni di fascisti russi, come si evince chiaramente dalla foto. Ci sorgono spontanee alcune domande allora Continua a leggere »

Carcere e domiciliari per Nunzio e Marco, ma è un segnale collettivo

 

Dunque, le cose stanno più o meno così, le ricapitoliamo per chi non ha buona memoria o finge di vedere gli arresti di oggi legati ad un fatto recente, dei giorni scorsi. 21 maggio, Sala Rossa del Municipio VII (ex X), iniziativa istituzionale con scuole del quartiere sul ruolo della scuola nell’educazione sentimentale. Presenti la Presidente del Municipio Susi Fantino, l’assessore alle politiche educative e scolastiche Antonelli e la deputata di SEL Celeste Costantino. Sui profili Facebook di Militia Christi compare la contrarietà all’evento e l’intenzione di bloccare e contestarlo. Morale della favola, il giorno in cui si svolse il dibattito i miliziani che tentarono di bloccare il convegno furono respinti dalla platea e dai compagni che si trovavano presenti.

Cinque mesi dopo, la Digos preleva Marco e Nunzio e notifica al primo i domiciliari (capo d’imputazione resistenza) mentre spedisce Nunzio a Regina Coeli (capi d’imputazione: resistenza, lesioni e procurata evasione). Inutile dirlo, ed è un’anomalia che non può essere taciuta, che dei contestatori di Militia Christi nessuno è stato denunciato, o tanto meno trasferito in carcere. Continua a leggere »

Lo specchietto per le allodole dell’articolo 18

 

La discussione intorno al cosiddetto “jobs act” rischia di essere monopolizzata da una diatriba assolutamente fuorviante, quella cioè sulla presunta conservazione o abolizione dell’articolo 18. Non è quello il centro del discorso, anzi paradossalmente è l’aspetto meno decisivo della riforma proposta. Intendiamoci, l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non solo è un perno centrale dei diritti dei lavoratori sul posto di lavoro perché protegge effettivamente i lavoratori dai licenziamenti ingiustificati, ma anche perché li protegge simbolicamente. Senza quel simbolo, vero e proprio argine ideale allo strapotere capitalista anche nei rapporti insiti nella formalità contrattuale, la deriva sarebbe inevitabile. Continua a leggere »

Il coraggio delle proprie idee

 

Vogliamo spendere una riflessione minima ma necessaria per sottolineare il pezzo di Valerio Evangelisti su Carmilla riguardo ai fatti ucraini e alle posizioni della “sinistra radicale”. Va sottolineato non tanto perché sottoscriviamo ogni singola lettera dell’intervento, ma perché nel silenzio generale di un’intellettualità riluttante, e di una sinistra “radicale” ancora più riluttante, certe prese di posizione non rappresentano solo esercizi intellettuali, ma prove di coraggio politico. Troppo facile girare la testa dall’altra parte rispondendo “non ci interessa, sono tutti uguali”, e ancor più comodo mettere il silenziatore per meri calcoli d’immagine, evitando di sporcarsi le mani in una questione delicata, sudicia, ambivalente, in sostanza criticabile da qualsiasi punto di vista dalla grande pancia dell’opinione pubblica politicamente corretta e assuefatta al centrosinistrismo dirittoumanista. Non riportiamo il pezzo di Valerio, che potete facilmente leggere su Carmilla. Continua a leggere »

Il colonialismo strisciante parte seconda: da Napoli al Kerala passando per Ferguson

 

Napoli, Italia: un militare spara “accidentalmente” ad un ragazzo che non si era fermato ad un posto di blocco. Il ragazzo, Davide Bifolco, muore sul colpo. La sacrosanta rabbia popolare si trasforma in manifestazioni di piazza, ma soprattutto in diffusa indignazione verso l’operato dei militari. Un generale sdegno, uno strisciante risentimento, che si fa strada nonostante tutti gli organi deputati alla formazione dell’opinione pubblica (giornali, TG, Parlamento, Facebook, Twitter, commentatori accreditati, radio, ecc) abbiano fatto muro a difesa dei carabinieri e delle istituzioni statali. Un muro costruito sulla contrapposizione artificiosa tra Stato e camorra, una dicotomia fondata sulla falsità di chi si considera unica espressione della vita democratica, ultimo argine alla barbarie mafiosa. O con lo Stato o con la camorra, ci dicono i media unificati. Nonostante questo, e nonostante la pancia assuefatta e biliosa del paese approvi la giustizia sommaria con pena di morte, il pensiero comune è di una sostanziale avversità verso l’operato dei militari e delle forze dell’ordine. Ovviamente non il “pensiero comune” della società nel suo complesso, ma di quella parte che più frequentemente vive sulla propria pelle le varie forme della repressione: politica, sociale, economica. Continua a leggere »