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ACCADEVA OGGI…

20 February :
1956 A Comiso (Ragusa), un’assemblea di braccianti che protestano per la mancanza di lavoro viene assalita dalle forze di polizia, che uccidono Paolo Vitale e Cosimo De Luca

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Sinistri scenari

 

Vedremo se davvero l’ex gruppo dirigente del Pd avrà il coraggio di scindersi davvero dal partito. Un conto è sbraitare contro l’usurpatore, ben altro è scendere dal carro del potere avventurandosi nei territori del 5virgola qualcosa. Gente abituata ad essere nomenclatura in un partito di massa (elettorale), difficilmente alle soglie della pensione gli viene lo schiribizzo di rimettersi in gioco. E’ altresì vero che dentro il Pd gli spazi di co-gestione politica si stanno riducendo notevolmente per l’ex gruppo dirigente. Nonostante tutte le batoste elettorali, Renzi non ha avversari al congresso. Lo sanno i vari D’Alema, Bersani o Emiliano. Anche qui, dopo aver sbraitato del congresso, una volta che Renzi li ha accontentati è scattato il panico. Tutti sanno che dentro al partito Renzi è ancora l’asso pigliatutto, e una volta rivinto per la “ditta” non ci sarà più potere da spartire. Secondo i sondaggi, Renzi viaggia sull’80% dei consensi contro qualunque sfidante. Questo il motivo per cui la scissione è nei fatti una possibilità concreta. Ma tragica. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): Manchester by the sea, di Kenneth Lonergan

 

Con sei candidature ai prossimi premi Oscar, Manchester by the sea sembrerebbe essere l’unico ostacolo alla prevedibile incetta di statuette di La La Land. Nonostante il fastidioso battage massmediatico, che ha costruito attorno al musical di Chazelle un consenso trasversale quanto sospetto, meriterebbe il film di Lonergan più di una considerazione. La trama è semplice: la morte di Joe Chandler impone l’affidamento del figlio (Patrick) allo zio Lee Chandler. Lee ha però una tragica storia alle spalle, che ha determinato il fallimento del matrimonio e il suo trasferimento a Boston. L’irruzione di Patrick nella vita di Lee comporterà una riflessione sulla propria vita e il proprio destino, costringerà Lee a fare i conti con un passato che gli impedisce una vita normale. Riuscirà il protagonista a liberarsi del peso del passato tornando, grazie al rapporto col nipote, alla serenità? Continua a leggere »

Su di un’intuizione riguardo al Futurismo

 

Il problema del Futurismo, e delle avanguardie storiche in generale, è il loro procedere per suggestioni. Cosa significa nel caso futurista? Leggiamo le biografie dei maggiori esponenti del primo Futurismo: Marinetti, nato ad Alessandria D’Egitto; Boccioni, nato a Reggio Calabria; Carrà, nato a Quargnento; Severini, nato a Cortona; Russolo, nato a Portogruaro; Sant’Elia, nato a Como; Depero (che però è il massimo esponente del secondo Futurismo), nato a Fondo; Balla, nato a Torino. Ad eccezione di Giacomo Balla, il resto della congrega proviene dalla provincia. Non solo come luogo di nascita: tutti i “futuri futuristi” si formano nella provincia, giungendo in città molti tardi, nell’adolescenza. Un caso? Può essere. Ma per il discorso futurista forse non casuale. Quella folgorazione per la modernità, che marchierà ogni poetica futurista, riletta oggi assume le forme di un’ingenuità manifesta. Questa ingenuità è la chiave per comprendere il linguaggio futurista. Continua a leggere »

I gangster della speculazione

 

Erano nell’aria, sono arrivate appena terminato l’incontro tra “Parsitalia” (la società costruttrice di Luca Parnasi) e la giunta comunale: Paolo Berdini si è dimesso. Il timing tra le parole del vice-sindaco Luca Bergamo: “una revisione del progetto che ha dei caratteri fortemente innovativi”, e le dichiarazioni dell’ex assessore: “mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l’emergenza abitativa, l’unica preoccupazione sembra essere lo stadio della Roma”, è tutto fuorché causale. E’ la resa di fronte al potere palazzinaro. E’ la definitiva normalizzazione di un movimento politico che chiude ad ogni ipotesi di alternativa politica cittadina. E’ l’eterno ritorno dell’uguale. Scriveva Antonio Cederna, nel 1953, nel suo celeberrimo articolo sui Gangster dell’Appia: “In prossimità della via Appia e dell’Ardeatina sorgerà una fascia di «villini» e di «villini signorili» a quattro piani, quindi una fascia di «palazzine» a cinque e sei piani, quindi verso la via Cristoforo Colombo un ampio agglomerato a costruzione intensiva, con edifici di almeno otto piani, per un’altezza massima di ventotto metri. Continua a leggere »

Le radio romane alla crociata palazzinara contro Berdini

 

Da mesi Paolo Berdini, l’(ex)assessore della giunta Raggi, è vittima della gogna quotidiana da parte delle famigerate radio private romane/romaniste, longa manus popolare dei palazzinari romani, in particolare di quel Caltagirone proprietario del Messaggero e di Tele Radio Stereo, ovvero del principale quotidiano della Capitale e della radio romanista più influente della città (insieme alla trasmissione Te la do io Tokio di Mario Corsi). Solo chi abita a Roma conosce, volente o, il più delle volte, nolente, il peso, l’influenza, la pervasività delle radio private romaniste sulla popolazione romana. Radio usate come clave politiche, in grado di orientare i comportamenti elettorali e sociali di gran parte della cittadinanza, sfruttando la Roma (intesa come passione calcistica) come veicolo di propaganda degli interessi palazzinari. Oggi è la volta dello stadio di Pallotta, ma in questo ventennio abbondante di superfetazione radiofonica sono state utilizzate per ogni losco obiettivo. Sempre mascherato da presunti “interessi trasversali” dei tifosi, ovviamente. Storie note, almeno, ripetiamo, per i romani. Continua a leggere »

Sottrarci all’opposizione liberal, con ogni mezzo necessario

 

Il Corriere della Sera dello scorso 7 febbraio svela, con un semplice quanto immediato titolo, il senso della vicenda Trump, con buona pace di chi, in buona fede, porta acqua al mulino di quello stesso populismo che vorrebbe combattere. “97 giganti sfidano Trump”, per poi specificare poche righe più in basso: “è nato un imponente fronte economico, politico e giuridico contro di lui destinato a creargli grossi problemi. Mettendo insieme rivalità e interessi divergenti, 97 aziende tecnologiche sono scese in campo compatte contro una misura che ostacola l’assunzione di “cervelli” stranieri, linfa vitale della loro attività. Tutti i big – da Apple a Facebook, da Google a Microsoft – hanno firmato la petizione a supporto della causa all’esame dei giudici di San Francisco [contro il cosiddetto “Muslim Ban”, N.d.A.]: il decreto Trump danneggia loro e tutta l’economia americana”. Questa vicenda chiarisce alcuni caratteri dello scontro politico di questi anni Continua a leggere »

Contro la violenza criminale, corteo antifascista a Ostia

 

L’ennesima aggressione fascista a Ostia. Lo stesso scenario di sempre: un ragazzo (legato peraltro a un’associazione cattolica) assalito in cinque, violentemente picchiato da quelle stesse persone che si presentano come “alternativa per il quartiere”. Di che alternativa parliamo, ne sono piene le cronache giudiziarie di questi anni. Ma tutto questo appartiene al già detto, al già sentito e conosciuto. La novità è che l’aggressione fascista ha provocato finalmente una resistenza popolare, un’indignazione di massa, trasversale ed eterogenea, ma ferma nel chiedere la chiusura dei covi che controllano il quartiere. Una novità importante in un quadrante degradato e abbandonato dalla politica com’è Ostia, il quartiere dimenticato di Roma, commissariato, in mano alle mafie e alla rassegnazione. Il corteo, che partirà sabato alle ore 15.30 dal piazzale della stazione della Roma-Lido (con appuntamento romano alle 14.00 da Piramide), sfilerà in concomitanza della lurida marcetta organizzata da Casapound a Acilia: buon per noi, male per loro Continua a leggere »

Contro la continuità, verso la mobilitazione cittadina

 

L’insofferenza popolare verso la continuità amministrativa, politica e culturale rappresentata dalla nuova giunta 5 stelle procede nel suo percorso organizzativo. Ieri sera, più di trecento persone hanno affollato l’assemblea promossa dalla Carovana delle Periferie e da Decide Roma, percorso che punta alla costruzione di una manifestazione cittadina contro le politiche della giunta Raggi. Un successo che non vede precedenti recenti, e segna un punto di svolta nel rapporto tra sinistra e società, almeno a Roma. Se lo scorso 4 ottobre quella stessa insofferenza, già palpabile, era in qualche modo “interlocutoria”, quella di ieri ha manifestato il distacco sempre più netto tra le attese delle periferie popolari e quel programma grillino quotidianamente smentito dalla giunta. Non a caso, se il 4 ottobre l’atteggiamento della giunta fu quello di snobbare la mobilitazione, ieri la partecipazione dei consiglieri era particolarmente interessata (ma non interessante). Troppo tardi. Continua a leggere »