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ACCADEVA OGGI…

5 June :
1975 Ad Acqui Terme viene assassinata Margherita "Mara" Cagol, moglie di Renato Curcio e fondatrice delle Brigate Rosse.

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Il pensiero inutile di fronte alle lotte di classe

 

Sulla rivolta di Minneapolis, nel frattempo tracimata in ribellione sociale in tutto il paese, si sono come di consueto formati due campi ideologici della sinistra inutile. Da una parte il rioters di professione, immarcescibile prodotto dell’Occidente post-novecentesco, a cui la rivolta americana provoca brividi di godimento proprio perché ne valorizza il lato “impolitico”, “disorganizzato”, “insorgente” e, quindi, svincolato completamente da quel Novecento che, al contrario, presentava la politica come fatto mediato da un pensiero e da un’organizzazione strutturati; al lato opposto il “marxista” smaliziato, pronto a derubricare le rivolte americane a “riot” in quanto non ne scorge l’azione politica consapevole di un qualche “partitocomunista” o “sindacatodiclasse” alle sue spalle o alla sua testa. Ambedue questi atteggiamenti raccontano della crisi della sinistra, almeno di quella italiana. Continua a leggere »

O fato il piano squola (sapevatelo)

La scuola pubblica non produce profitti, lo sappiamo. Certo, in prospettiva la formazione di una forza-lavoro con maggiori capacità e competenze, quello che eufemisticamente chiamano “capitale umano”, potrebbe tradursi in un aumento complessivo della produttività del sistema economico, ma è anche vero che nel lungo periodo, come ricordava qualcuno, saremo tutti morti. Continua a leggere »

Di scivoloni e d’altri inciampi. Il caso Wu Ming e l’ironia della storia


Ci dicono che i Wu Ming abbiano preso il consueto granchio rossobruno. Capita anche ai migliori. Ne prendessero anche altri dieci, non ci sogneremmo mai di additarli alla pubblica vendetta in quanto rossobruni. Figuriamoci: sono compagni, con cui magari condividiamo ormai poco. Il problema è che per un decennio si sono intestati il ruolo di censori morali della sinistra non allineata. A cosa, non si capisce bene, visto che l’eclettismo la fa da padrone: soprattutto Foucault, un po’ di Zizek, tanta italian theory. L’importante, come detto, è stato marchiare di rossobrunismo tutto ciò che valicava il confine del rispettabile. Ovviamente, come ogni processo politico-culturale di questo tipo (e di questi tempi), l’operazione wuminghiana si è inserita su di un fenomeno esistente, sebbene dalle proporzioni notevolmente accresciute ad arte dagli accusatori: il rossobrunismo esiste effettivamente, ed è andato espandendosi in questi anni. Eppure, si trattava e si tratta soprattutto di un fenomeno marginalissimo e unicamente virtuale. Innalzarlo a problema decisivo dei nostri tempi, almeno a sinistra, ha fatto parte di un’operazione di costruzione del nemico utile, attraverso cui definire i campi dell’amicizia e dell’inimicizia. Continua a leggere »

Riprendersi la strada

L’ipocrita campagna mediatica che è montata su imbeccata della questura di Torino dopo l’intervento di alcuni compagni in via Balbo, mostra molto chiaramente quanto sia vuota la retorica giustizialista sullo spaccio. Il riempirsi la bocca di lotta alla criminalità e alla droga da parte dello stuolo di benpensanti che affollano le redazioni dei principali quotidiani nazionali e locali, fa il paio con la complice tolleranza delle forze dell’ordine nei confronti de lo smercio che investe i quartieri popolari, strumento sempre efficace nel momento in cui si voglia trovare la scusa buona per “intervenire” o ricevere qualche dritta senza grandi sforzi. Continua a leggere »

Cercando nuove rotte #3 – Intervista a Giulio Palermo

Con questa videointervista a Giulio Palermo si chiude “Cercando nuove rotte”, un piccolo ciclo di approfondimenti sulla crisi che come collettivo abbiamo messo in campo quando ormai era chiaro che la pandemia, la crisi epidemica da sars-CoV-2, si stava velocemente trasformando in una crisi economica e sociale di magnitudo perfino superiore a quella del 2008. Così come accade per gli tsunami c’è sempre uno scarto temporale fra l’evento sismico vero e proprio e l’arrivo dell’onda d’urto, un tempo prezioso di cui dovremmo approfittare per provare ad organizzarci partendo da alcune consapevolezze che potrebbero persino risultare banali, ma che è bene ribadire: Continua a leggere »

Il miserabile teatrino sulla pelle dei braccianti

 

Sembra che il vaccino contro il Coronavirus sia già stato trovato: si chiama lavoro. Diceva bene chi notava che l’unico momento in cui l’aggressività del virus sembra calare improvvisamente, è quello della produttività. Il cedimento su tutta la linea da parte di un governo privo di una strategia complessiva alle richieste – anzi al piano complessivo, l’unico per adesso – della Confindustria, che vuole liquidare le misure di contenimento e di sicurezza come fossero una piccola parentesi, parla da se. Eppure ci è voluta una pandemia globale – non proprio una passeggiata – per far riemergere la contraddizione dagli anni di oblio in cui era stata relegata. E tornare a far discutere. Da ultima la questione regolarizzazione “migranti” ed emergenza manodopera nel settore agricolo. Continua a leggere »

A maggio fioriscon le rose

A maggio fioriscon le rose… e l’Occidente esce dall’ibernazione iniziata fuori stagione, quando già l’inverno era alle spalle. Nel farlo, non risponde tanto al richiamo di Madre Natura, ma a quello più prosaico del Profitto. Andiamo a vedere, però, se la quarantena del vicino è sempre più verde. Nel frattempo sono verdi le zone della Francia dove, dall’11 maggio in poi, si ritornerà alla libertà di movimento: l’intero Paese è stato diviso in zone colorate. Continua a leggere »

Le città e il lavoro nella “fase due”

[Nell'immagine, il grigio è il lavoro vivo]

Il “mondo di ieri” non ci manca, ma quello di domani potrebbe essere peggio. Questa crisi – come di consueto – accelera processi produttivi già in essere ma “finalmente” socializzati. L’economia delle piattaforme, d’altronde già modello capitalistico di sussunzione e valorizzazione avanzata, troverà in questa crisi quei caratteri tali da innervare ogni relazione sociale, fagocitando anche quel mondo produttivo che fino ad oggi sembrava sottrarsi ad essa. Seguiamo le tracce di questa possibile evoluzione allora. Continua a leggere »

“Da una scintilla nascerà una fiamma…” Per Lenin

 

Concludiamo oggi la rassegna delle “canzoni dalla quarantena”. Oggi e non il 25 aprile o il 4 maggio, perchè oggi – 150 anni fa – nasceva Lenin, e ci sembra la cosa più interessante da “celebrare” di questi tempi. Non per mettere in contrapposizione Lenin al 25 aprile, ma dobbiamo anche dirlo: non se ne può più di questa melassa liberale che ha trasformato la Liberazione in una giornata dei buoni sentimenti e della concordia, dell’unità nazionale e della Costituzione. Cosa ce ne facciamo di una roba che accomuna destra e sinistra, liberali e liberisti, europeisti e sovranisti? Certo il mercato elettorale impone che si metta in scena il teatrino degli smarcamenti, con Salvini e La Russa da una parte, Mentana e Zingaretti dall’altra. E poi l’Anpi e l’Arci, la Cgil e la “magistratura democratica”: cosa ce ne facciamo? Niente. Ha senso un’Anpi senza più combattenti partigiani, divenuta rifugio di parenti e amici del carrozzone “democratico”? No. E allora lasciamo festeggiare questo 25 aprile sterile e imputridito a chi ne ha fatto una bandiera di “democrazia” e di “partecipazione”, cantando Bella ciao mentre tagliava salari e privatizza tutto il privatizzabile. E’ una bandiera loro, oramai, destituita di ogni carica conflittuale. Se la tenessero, non abbiamo mai avuto amore dei feticci. Continua a leggere »

Cercando nuove rotte #2 – Intervista a Marco Bersani

Continua con Marco Bersani il ciclo di interviste per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell’immediato.