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ACCADEVA OGGI…

3 December :
1984 - A Bophal, in India, dagli impianti della Union Carbide (ora Dow Chemical) vengono liberate 40 tonnellate di gas velenosi. Moriranno 20000 persone mentre gli intossicati saranno 500000. nessuno di loro ha ricevuto un risarciimento

STATS

Mandiamolo a casa!

Siamo al rush finale della campagna sociale per il No. Forte è la percezione che la giornata del 4 dicembre, nel bene o nel male, segni la fine di una stagione politica, aprendone un’altra. In ogni caso le cose nel nostro paese non saranno più le stesse: in gioco non c’è soltanto la modifica costituzionale, la riscrittura pasticciata della seconda parte della Costituzione, ma l’affermazione definitiva della dimensione oligarchica nel campo politico e giuridico. Non andiamo incontro alla fine del mondo, ma è una data che porta con sé delle conseguenze profonde per il futuro prossimo, non solo in Italia ma anche per il resto della Ue. Un fatto politico che segue l’inaspettata Brexit di giugno e precede due appuntamenti altrettanto strategici come le elezioni francesi della prossima primavera e le elezioni tedesche dell’autunno 2017 (senza contare le elezioni austriache di questa stessa domenica). Insomma, quello che è in ballo il 4 travalica i confini e potrebbe incrinare l’assetto europeista. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Rottamare Maastricht, di A. Barba, M. D’Angelillo, S. Lehndorff, L. Paggi, A. Somma

Da qualche anno Derive Approdi sta rispondendo ad un’esigenza culturale e politica di confronto d’alto profilo sulla natura della crisi del capitalismo e sulle possibili vie d’uscita. Invece di sposare una posizione, ne mette sostanzialmente due a confronto: da una parte il filone foucaultiano-biopolitico dell’analisi del/sul potere liberale dei nostri giorni; dall’altra l’analisi marxista della crisi, le sue origini, le sue conseguenze economiche e politiche. Le due impostazioni sembrano trovare un terreno di confronto comune sull’Unione europea. E’ inevitabile che sia così: la Ue è la concretizzazione politica, economica ma anche culturale e “valoriale” che il capitalismo liberista assume nell’Europa oggi. Parlare di potere e di crisi non può che condurre ad una riflessione sulla costruzione europeista. E’ in questa direzione interpretativa che va inserita la pubblicazione di questo Rottamare Maastricht, un libro breve (186 pagine), composto di più saggi, che si offre come strumento per la comprensione delle storture dell’Unione europea intesa come progetto politico-economico fallato dalle sue fondamenta. Continua a leggere »

Il convitato di pietra del nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici

 

Sabato 26 novembre è stato firmato il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, storicamente uno dei contratti collettivi più ostici per il capitalismo italiano. Un accordo che sembra aver soddisfatto tutti i contraenti: il governo, Confindustria, i sindacati confederali e anche la Fiom, che dopo diversi anni torna a firmare un accordo nazionale nel settore metalmeccanico dichiarandosi, per bocca di Landini, molto soddisfatta. Esultano i sindacati gialli della Cisl e della Uil, ed esulta Maurizio Sacconi, il proponente principale dell’accordo. “Questo accordo è un miracolo”, dichiara Marco Bentivogli della Fim-Cisl, a cui fa eco la Fiom: “un contratto pulito e senza scambi”, secondo Landini. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): The Young Pope, di Paolo Sorrentino

La forma della politica moderna è il prodotto di concetti teologici secolarizzati, secondo Carl Schmitt. Il disincanto del mondo conduce alla scomparsa del sacro e alla sua reintroduzione nella politica, secondo Max Weber. Teologia e disincanto stanno alla base dell’ultima opera di Paolo Sorrentino, The Young Pope, la serie tv appena terminata (l’ultima delle dieci puntate è andata in onda il 18 novembre), prodotta da Sky, Hbo e Canal+. Un’opera dai molteplici significati, svianti, complessi, arditi. Paolo Sorrentino non ha timore a confrontarsi con l’arte, ne possiede gli strumenti e l’irriverenza. E allora con Sorrentino bisogna farci i conti. The Young Pope è un’opera politica, in senso filosofico. Solamente il degrado intellettuale odierno può confinarla al suo superficiale aspetto religioso-clericale, come se parlasse davvero solamente di un Papa folle o degli intrighi vaticani. Continua a leggere »

È morto il compagno Fidel Castro

Tornerà, come la polvere di stelle. Vale per Fidel quanto è stato scritto, in libri e in saggi, ma soprattutto in canzoni e in poesie popolari, per il Che. Non sappiamo se sia stato l’uomo politico più influente del XX secolo, sicuramente quello a cui l’età ha dato il triste privilegio di collezionare più cicatrici. Serve coraggio, forza e preparazione per sostenerle, quelle cicatrici. E per restituirne ancora di più, molte di più, fino a far barcollare il nemico. Continua a leggere »

Seminario universitario sul referendum: venerdì, ore 16.30, a Fisica (La Sapienza)

Mancano ormai pochi giorni all’appuntamento della consultazione referendaria e in questo clima si avvicendano, con sempre maggiore assiduità, le dichiarazioni, i dibattiti e le analisi politiche rispetto agli scenari futuri verso cui potrebbe proiettarci l’esito della consultazione del 4 dicembre. Nella lunga campagna referendaria che si accinge ormai alla sua naturale conclusione abbiamo più volte preso parola e ci siamo mobilitati per esprimere e portare alla luce le nostre posizioni, considerazioni ed argomentazioni nel merito della riforma costituzionale, sia per quanto concerne il suo portato tecnico, sia rispetto all’influenza che avrebbe sull’intero assetto politico ed economico del paese. Continua a leggere »

Insieme a chi resiste, dalle metropoli alla val di Susa

Lo scorso 17 novembre la Procura di Torino ha nuovamente calcato la mano contro il movimento No Tav, approfittando dell’ultima udienza dell’appello del maxiprocesso, che nel primo grado di giudizio aveva visto comminati oltre 140 anni di reclusione per 47 dei 53 imputati e un centinaio di migliaia di euro di risarcimenti vari. 84 anni di pena per provare a cancellare nella memoria collettiva le giornate del 27 giugno e del 3 luglio del 2011, quando migliaia di persone assediarono il cantiere TAV con la determinazione e la coscienza politica di chi è schierato dalla parte giusta della barricata. Circa un anno fa, in un articolo dove raccontavamo la passeggiata in Valle nel decennale di Venaus, parlavamo dell’ennesima prova di maturità «di un movimento organizzato e radicato nel tessuto sociale, che negli anni è diventato elemento di coesione e si è elevato da territoriale a nazionale», capace di non farsi «abbattere neanche dalla repressione e dai momenti di minore mobilitazione». È una valutazione che non possiamo non replicare anche oggi, quando intorno alle condanne arrivate in appello il moto solidale corso da nord a sud nella penisola ha dato prova della ragione politica che anima la lotta del movimento. Continua a leggere »

L’uomo nuovo del capitalismo ordoliberale

 

In cosa consiste la sostanza che sta alla base del capitalismo della crisi? Frotte di scienziati sociali – economisti, storici, sociologi, filosofi – provano da anni a rispondere a questa domanda, senza per questo riuscire a convincere nelle risposte. Certo, la caduta tendenziale del saggio di profitto è ancora, almeno ci sembra, la spiegazione che trova le maggiori verifiche empiriche, sul piano economico. Ma non basta. Non è mai stata pensata come spiegazione onnicomprensiva delle trasformazioni del capitale, e per tale ragione non può essere utilizzata come atto di fede nelle riflessioni sul capitalismo della crisi del XXI secolo. Pietro Ichino, sul Corriere del 17 novembre, ci sembra far luce (involontariamente) su di un dato centrale del modello produttivo liberista, in grado di aggiungere un pezzo alla risposta sul perché il capitalismo è in crisi irreversibile. Continua a leggere »