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ACCADEVA OGGI…

29 July :
1900 - L'anarchico Gaetano Bresci giustizia re Umberto I vendicando le decine di proletari fatti ammazzare nel 1898 durante la repressione dei moti di maggio.

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Paradossi… in tempi di guerra globalizzata

In questi giorni convulsi di guerra globalizzata e di jihadisti veri, finti o presunti il vocabolario politico europeo si va arricchendo di parole e concetti che forse riflettono meglio di mille ragionamenti la matrice intimamente neocoloniale dei conflitti in corso. Dopo aver ridotto a sinonimi i concetti di islamico ed islamista, dopo aver trasformato il radicalismo islamico in una psicopatologia per menti fragili pur di depoliticizzarne la natura e dopo aver addirittura teorizzato la “radicalizzazione istantanea” dei banlieusard arrabbiati nella moschea di Google, eccoci dunque arrivati alla proposta di “israelizzare” la società come panacea di tutti i mali. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

Proprio in questi giorni ricorre l’80° anniversario dell’inizio della guerra di Spagna, nella notte tra il 17 e il 18 luglio 1936 ebbe luogo il pronunciamento golpista di Franco e dei suoi generali, si apriva così una delle pagine più dure ed epocali della storia del Novecento. Ma l’occasione per riparlare della Repubblica e della guerra civile è  data anche dalla ristampa di un vecchio classico, ai più sconosciuto, della memorialistica  comunista e repubblicana, il “Diario della guerra di Spagna” edito recentemente da Pgreco, scritto dal giornalista, corrispondente sovietico della Pravda, Michail Koltsov.  Continua a leggere »

Signor padrone, mi ricorderò di te!

Ieri il parlamento di Parigi, in ossequio alla lotta contro il salario sui cui si fonda l’Unione Europea, ha definitivamente approvato la “Loi Travail”. Almeno per il momento dunque le esigenze delle borghesia europea di veder compressi i propri costi per mantenere competitive sul mercato mondiale le proprie merci (e intatti i propri profitti) sembrerebbero aver prevalso sulle pur generose lotte che hanno riscaldato la primavera francese. Continua a leggere »

Dei complotti e della restaurazione in Turchia: cronache di un controgolpe dal pugno di ferro.

Abbiamo visto tutti le immagini delle centinaia di “golpisti” nudi, ammassati gli uni sopra gli altri con le mani legate dietro la schiena. “Golpisti” perché effettivamente non sappiamo se tra questi ci siano solamente i fautori del colpo di stato di qualche giorno fa: migliaia tra arrestati, epurati e dismessi. Parliamo di soldati, agenti di polizia, giudici e procuratori e ora anche gli insegnanti. Sono i numeri di una repressione su larga scala che colpisce tutta la società. Gli impiegati statali reduci dalle epurazioni sono stati richiamati dalle ferie e gli è stato negato l’espatrio. E’ dichiarato lo stato di emergenza in Turchia per i prossimi tre mesi: uno stato di emergenza con cui le province a maggioranza curda convivono da tempo. Continua a leggere »

Foto rivelatrici

 

L’immagine degli scontri sotto la Torre Eiffel durante la finale dei campionati europei è a dir poco emblematica. Emblematica nel senso che svela l’idiozia generalizzata che si cela dietro alla dittatura (a)social che governa, di fatto, le nuove forme possibili di socialità. Appena uscita, il solito carrozzone radical-indignato, quello che promuove boicottaggi online degli eventi sportivi, che s’intristisce perché c’è ancora chi segue il calcio invece di fare la rivoluzione, che ci inviterà a non guardare le Olimpiadi proponendo raduni vegan o tweet storm contro il capitalismo, questo carrozzone a cui internet ha dato purtroppo voce, ha avviato la valanga sociologica sul popolo bue davanti al maxischermo contrapposto al popolo in lotta dietro, che si scontrava con la polizia. Sembrava davvero l’immagine perfetta: il calcio come gigantesco oppio dei popoli, simboleggiato dal maxischermo che tratteneva metaforicamente la popolazione dal prendere coscienza dei suoi reali interessi. Continua a leggere »

Colpo di Stato in Turchia: considerazioni politiche

 

Per quanto alcuni dettagli della cronaca del golpe di ieri sera siano tutt’altro che secondari non possiamo qua lanciarci in un resoconto cronologico completo. Proveremo dunque ad effettuare una serie di considerazioni politiche e a lanciare qualche suggestione. Sembra che il colpo di stato nei confronti di Erdogan e del governo a guida AKP sia stato messo in atto da una parte dell’establishment militare preoccupato dalla possibilità di un’ennesima epurazione governativa, guidato da ufficiali destituiti lo scorso inverno. Possiamo dedurre dalle dichiarazioni della marina e dalle operazioni pro-Erdogan dell’aeronautica che l’iniziativa ha coinvolti settori specifici dell’esercito. Possiamo inoltre notare un’elevata partecipazione di ufficiali di grado inferiore, un tentativo di scalata ai vertici occupati da fedeli del Presidente. Ad oggi, 16 luglio, sono stati arrestati circa 3000 soldati: un numero non indifferente che però in relazione al numero totale dei militari turchi, rappresenta comunque una frazione minoritaria. Continua a leggere »

A proposito di mandanti morali

 

Ernesto Galli della Loggia, insieme a Dario Di Vico, Angelo Panebianco, Paolo Mieli e Sergio Romano, fa parte di quella cerchia di intellettuali di riferimento che stabiliscono la linea politico-ideologica del Corriere della Sera, il principale organo d’informazione del paese. Da questo punto di vista, è sempre interessante leggere le analisi proposte da questi particolari maître a penseer della borghesia italiana, perché dicono esplicitamente ciò che il resto del giornalismo lascia solo intendere ambiguamente. Si fanno carico di sintetizzare una visione del mondo, dunque riassumono la weltanschauung dominante. Paradossalmente, proprio perché tendono a dire “le cose come stanno” senza freni inibitori tipici di chi non può ambire a quel ruolo, a volte affermano effettivamente “pezzi di verità” celati dalle varie narrazioni artificiose attraverso cui viene celata la realtà dei fatti. Sono, in altri termini, il volto “sincero” di un realismo politico con cui fare i conti. Altre volte, invece, hanno il ruolo di nobili giustificatori dello status quo. Non a caso capita molte volte, non solo da queste parti, di commentare le loro prese di posizione. Perché se bisogna confrontarsi con il pensiero dominante, è attraverso questi personaggi che bisogna passare, per leggere la realtà senza veli deformanti. Continua a leggere »

I risultati dell’Alta velocità

I viaggiatori pendolari che ogni giorno prendono un treno regionale sono in Italia circa cinque milioni e quattrocentomila. I viaggiatori che invece scelgono l’alta velocità ferroviaria sono 150.000 al giorno (Qui l’analisi più approfondita sulla questione). Eppure, da un ventennio abbondante l’alta velocità è stata finanziata con i soldi sottratti alle ferrovie regionali o interregionali. L’alta velocità è la più grande opera di trasferimento economico-finanziaria verso l’alto della storia del nostro paese. Togliere ai poveri per dare ai ricchi. La tragedia pugliese è il risultato di questa politica economica. Non è la sorte avversa la causa, nè qualche errore umano su cui verrà addossata la responsabilità del disastro. E’ il liberismo.