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ACCADEVA OGGI…

30 September :
1975 - Donatella Colasanti e Rosaria Lopez vengono segregate, violentate e massacrate di botte da tre neofascisti romani in quello che sarà definito il Massacro del circeo

1977: I NAR UCCIDONO WALTER ROSSI

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Giochi senza frontiere: che fine ha fatto il Jobs Act?

 

Oggi proponiamo un gioco: prendete un qualsiasi motore di ricerca web, provate a cercare informazioni sulla condizione del mercato del lavoro post Jobs Act e cercate di capire come stanno le cose. Buona fortuna. Apparirà scritto in sequenza: aumentano gli occupati – aumentano i licenziamenti – si riduce il tasso di disoccupazione – si riducono le assunzioni – aumentano le ore lavorate – il Jobs Act fa flop – il Jobs Act funziona – la BCE approva il Jobs Act – l’OCSE boccia il Jobs Act – l’Istat dice bene – il Ministero del lavoro dice male – l’Inps dice un po’ bene e un po’ male – fino all’infinito. Tutte informazioni relative solo all’ultimo mese e mezzo, di cui quelle di carattere ottimista puntualmente a firma di alcuni giornali mainstream e filogovernativi (Corriere, Repubblica, Sole24Ore), quelle pessimiste da tutti gli altri. Effetto referendum costituzionale, probabilmente. Perché altrimenti non si spiegherebbe la rimozione di alcune considerazioni inevitabilmente legate agli indicatori ritenuti positivi, come quelli dell’Istat. Ad esempio: Continua a leggere »

Cosa succede nel M5S?

 

Ieri è uscita contemporaneamente su Repubblica e Corriere un’intervista (forse un estratto di una conferenza stampa improvvisata) di Roberta Lombardi sull’attuale situazione del Movimento grillino (intervista subito smentita, ovviamente). L’intervista esce in una fase calda e criptica del Movimento, segnato dalle difficoltà della giunta romana, dal ritorno di Grillo a “capo politico” del Movimento, alla ridefinizione del ruolo del cosiddetto “direttorio”. Una fase contraddittoria segnata però dall’oscurità in cui viene avvolta qualsiasi dialettica interna: capire cosa succede davvero dentro il M5S è affare estremamente complicato. Tutti i vari commentatori, giornalisti e opinionisti scontano questa difficoltà nell’interpretare la vita interna al M5S, contribuendo alla confusione generale su quello che però è, ad oggi, il secondo partito italiano nei sondaggi e che esprime i sindaci di due delle tre città più importanti del paese. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): La mia generazione, di Wilma Labate

 

La mia generazione è un film di vent’anni fa ma ancora capace di raccontare il senso di dignità e sconfitta degli anni Settanta. E’ per questo che oggi ne consigliamo la visione, perché non solo non è invecchiato, ma al contrario, di fronte alla rimozione ideologica di questi anni, in grado di dare voce a un pezzo di quella generazione che non ha avuto successivamente alcuna riabilitazione mainstream. La storia è essenziale: il detenuto politico Braccio (Claudio Amendola), da tempo in rotta coi suoi compagni tanto in carcere quanto fuori, viene trasferito da un carcere del sud a Milano per una serie di colloqui con la sua ragazza (siamo nel 1983). Il trasferimento è però una messinscena organizzata dal Tribunale, con l’obiettivo di far pentire Braccio, promettendogli la fine della carcerazione speciale, la riduzione della pena, il trasferimento definitivo vicino alla sua ragazza, eccetera. Una serie di premi in cambio del pentimento. Il Capitano dei carabinieri (Silvio Orlando), assume subito un atteggiamento paternalista ed empatico col detenuto, si presenta insomma come il classico “poliziotto buono”, ma l’atteggiamento confidenziale termina drasticamente nel momento in cui Braccio decide di non pentirsi, scegliendo di non tradire e perdendo così ogni possibilità di rivedere la ragazza e di vedersi ridurre i trent’anni di detenzione ancora da scontare. Alle porte di Milano il cellulare dei Carabinieri inverte la rotta e torna in Sicilia, mettendo fine a ogni possibilità di ritorno alla vita di Braccio. Continua a leggere »

Militant vs il Cazzaro nero

Saremo sinceri, in questi ultimi anni abbiamo quasi fatto il callo ai reiterati tentativi di sdoganamento dei fascisti da parte di certi “sinistrati” in cerca di audience. C’avevano già provato Paola Concia, Piero Sansonetti, Andrea Colombo e la redazione de “Gli Altri” per cui l’ultima marchetta a Ca$aclown di tal Saverio Tommasi ( che confessiamo di conoscere poco) ci fa schifo, ma non ci sorprende. Quelle che invece proprio non si possono sentire sono le sparate di quel cuore impavido del “Cazzaro nero”, al secolo Simone Di Stefano, che dice che loro agli antifascisti gli hanno sempre menato… questo a dimostrazione di quanto va affermando la scienza medica da tempo, ovvero che esiste un legame stretto tra le pizze prese e l’insorgenza del morbo Alzheimer.

Bloccati i magazzini GLS in tutta Italia, prende forma il NO sociale a Renzi e alla Ue

 

Ieri notte insieme a circa 150 lavoratori e compagni di tutta Roma abbiamo bloccato l’Hub romano della GLS. Contemporaneamente, nel resto d’Italia tutti gli altri centri di smistamento legati all’azienda assassina venivano picchettati e di fatto chiusi da uno sciopero raramente così efficace. La lotta sindacale, insomma, prosegue (ricordiamo che lo snodo di Piacenza, quello centrale della logistica italiana, è di fatto bloccato da settimane). Proprio le lotte nella logistica potrebbero diventare uno dei tasselli del NO sociale contro Renzi e la Ue al prossimo referendum. E’ una sfida che riuscirà solo se la questione verrà sottratta dal recinto sindacale in cui è ancora confinata. La morte di un lavoratore durante la lotta non è un “tragico incidente sul lavoro”, come incredibilmente anche a sinistra qualcuno vorrebbe ridurre la questione, ma è l’assassinio di un manifestante nell’esercizio dei suoi diritti sociali e politici. Un fatto che riguarda tutti e in primo luogo i militanti politici.  Continua a leggere »

Nutrire il pianeta, da oggi ci pensa Bayer

 

Che il libero mercato tenda inevitabilmente al monopolio è una legge economica difficilmente contestabile persino dall’economia politica borghese neoclassica. Che persino l’alimentazione e i suoi connessi legati al mondo della produzione agricola vengano governati esclusivamente dalle logiche privatistiche, è anch’essa un’evidenza ormai secolare. Nonostante Expo e gli intenti retorici sull’accesso al cibo e nuove forme di produzione alimentare, a stabilire forme, tempi e costi dell’agricoltura era, fino al 15 settembre, un ristretto gruppo di mega aziende multinazionali di sementi e pesticidi. Da quel giorno, di fatto, l’intero comparto agricolo globale, almeno in Occidente, è controllato da una sola grande azienda. La recente acquisizione della monopolista americana degli Ogm Monsanto da parte del colosso chimico tedesco Bayer si inscrive nella battaglia mondiale in corso tra le grandi corporation del settore, una guerra che la crisi economica, come ogni crisi economica, ha incentivato e, in qualche modo, reso inevitabile. Continua a leggere »

Appunti piacentini

 

Tre sono gli spunti decisivi che ci lascia la manifestazione di Piacenza, utili per capire qualcosa nel mondo della sinistra e in vista degli appuntamenti dell’autunno. Il primo, la sua composizione di classe: è stato il corteo operaio più importante e combattivo da molti anni a questa parte. Raramente si è vista una mobilitazione così “omogenea” dal punto di vista sociale, una manifestazione di classe, del mondo del lavoro dipendente subordinato del settore della logistica ma, ovviamente, non solo di quello. Tra le 5.000 e le 10.000 persone, gran parte provenienti dal mondo della logistica, e soprattutto gran parte migranti. Una composizione che non ha atteso direttive, rappresentanze o chiamate altrui, ma che si è presa la scena con un protagonismo sociale e politico davvero in controtendenza coi tempi. Continua a leggere »

Pagherete caro, pagherete tutto!

Quello che è accaduto ieri notte, la morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf per mano di un crumiro, non è stato un “incidente” o una “tragica fatalità”, e non è stato nemmeno il frutto della follia di un singolo “padroncino” timoroso di perdere la consegna. Chi in questi anni ha seguito le lotte della logistica sa benissimo che fino ad oggi solo il caso aveva impedito che si verificassero omicidi come quello che ha tolto la vita al militante dell’USB. Continua a leggere »