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ZingAter. Fenomenologia di una presa per il culo

Non sono poi così lontani i tempi in cui il segretario del PD elargiva promesse tra le mani degli abitanti di Casal Bruciato, accorsi incuriositi dall’apertura in zona della sezione di un partito di cui prima lì si era solo sentito parlare attraverso i media o i racconti di coloro che si erano spinti oltre il confine della periferia romana. Praticamente una creatura mitologica. Continua a leggere »

Sgomberare Casapound? Anche no

Sono alcune settimane che una delle principali testate quotidiane di questo paese dedica una costante attenzione a un eventuale sgombero della sede nazionale di Casapound in via Napoleone III. E lo fa mostrando un evidente interessamento che è dettato certamente dagli ultimi fatti di cronaca romana ma che altrettanto evidentemente mostra un’attenzione che va ben aldilà del pestaggio subito da due cinefili dalla denuncia facile.

A questo interessante movimento giornalistico si aggiunge quello, tutto politico, annunciato proprio giorni fa dal leader di Cpi Gianluca Iannone, secondo cui è giunto il momento di tornare agli antichi splendori movimentisti e abbandonare l’avventura elettorale che non sembra aver prodotto molto di più delle costanti percentuali da ‘zero virgola qualcosa’ che perseguitano i nostri patrioti ad ogni tornata elettorale. Continua a leggere »

Consigli per gli acquisti. Attraverso questo mare di cemento. Immaginario, rudimenti pop e casi di forza maggiore

“Da più di tre lustri, lo Jacob agisce a casaccio. Seguendo un rigido piano quinquennale”

L’abbiamo letto e riletto questo libro. E’ un testo che si presenta al limite dell’ambiguo, pericoloso, pieno di stonature. Ci sono forzature, approssimazioni, letture di pancia e istintive, ma più si legge e più ci si rende conto che è frutto di un’urgenza e di una necessità assolutamente positive: la sinistra di classe, i compagni, devono fare i conti con la loro storia, con la storia delle loro scelte, con l’egemonia di pensiero dominante in cui loro stessi si sono fatti coinvolgere, che hanno tollerato o che non sono stati in grado di decostruire. Continua a leggere »

Roma non si sgombera

La lista dei 24 spazi occupati considerati da questo governo come obiettivi da colpire è solo l’ultimo atto di una lunga serie di provvedimenti volti a dare un chiaro segnale di intolleranza nei confronti di una città che non si vuole piegare alla nuova china reazionaria, e che ha sempre rivendicato il diritto a costruire un’alternativa concreta a partire proprio da quegli spazi salvati dall’abbandono e liberati dalla speculazione. Continua a leggere »

Di decoro urbano e controllo sociale

Pochi giorni fa l’assemblea capitolina ha approvato a larga maggioranza il nuovo regolamento di polizia urbana, norma fortemente richiesta e resasi necessaria dopo circa 70 anni dall’approvazione dell’ultimo regolamento di questo tipo nella Capitale. Un nuovo regolamento che interrompe la lunga stagione delle ordinanze straordinarie, definendo la lunga lista dei divieti cui il “buon” cittadino deve sottoporsi per vivere in città, se non vuole essere sanzionato con il famigerato “Daspo Urbano”, che consiste nel divieto di accesso a determinate aree della città per 48 ore.

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Le dure repliche della realtà

 

Si ribaltano i rapporti di forza, ma il quadro rimane pressoché identico allo scorso 4 marzo: il populismo viaggia attorno al 50% dei voti, mentre l’unica alternativa politico-elettorale ad esso continua ad essere rappresentata dalle forze liberali, Partito democratico in primis, minoritarie ma non irrilevanti. Eppure, nonostante il campo continui ad essere sostanzialmente diviso in due, non tutto è perfettamente uguale a se stesso. Valutando i risultati in tutta Europa, appare chiara la ritirata politica del “populismo di sinistra”. Non tanto in Italia, dove questo veniva rappresentato contraddittoriamente dal M5S, quanto nel resto del continente. Nella Francia “sconvolta” dalle proteste dei Gilet Jaune, dove cioè si presentava la situazione migliore per capitalizzare elettoralmente una protesta sociale non predeterminata dentro i confini della reazione, France Insoumise di Mélenchon prende il 6%. A capitalizzare è solo il populismo “di destra” della Le Pen, anche questa volta primo partito transalpino. Nella Gran Bretagna della Brexit a capitalizzare la lotta alla Ue è la destra populista di Farage, col suo 32%, mentre il “compagno” Corbyn si ferma al 14% fallendo totalmente il suo patetico agnosticismo di non appoggiare né la Brexit né il “remain”. In Spagna Podemos si ferma al 10%, superato persino da Ciudadanos. E così via. Continua a leggere »

Passeggiate primaverili

Se escludiamo l’aver reinventato creativamente la forma corteo tramutandola in una passeggiata primaverile sui marciapiedi della stazione Termini e aver fatto respirare un po’ di aria fresca – al posto della quotidiana puzza delle caserme – ad un consistente numero di caschi blu anche ieri, l’impresa dei febbricitanti camerati di forza nuova non sarebbe stata degna nemmeno di un trafiletto sulla colonna destra di Repubblica online. Continua a leggere »

L’egemonia irrazionale

 

Seguendo il filo dei ragionamenti che le destre esprimono nelle recenti vicende legate al trasferimento di famiglie rom nella periferia romana, si scopre una trama di contraddizioni da cui è davvero difficile tirarne fuori una logica. Perché una logica, in politica, è sempre rinvenibile, anche quando esprime una visione del mondo opposta alla nostra. Lo smantellamento dei campi rom è da sempre una bandiera della destra d’ogni risma. Una bandiera sacrosanta, lasciata colpevolmente alla destra per ignavia, codardia, per quel “parlar d’altro” che da tempo la sinistra oppone verso qualsiasi problema immediato della periferia. E invece no, va ribadito con forza che i campi nomadi sono luoghi d’inciviltà e di degrado sociale, che impoveriscono tanto chi ci sopravvive quanto il vicinato residente, sempre residente in periferia peraltro. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti. Storia dell’immigrazione straniera in Italia.


Un libro da masticare con attenzione, rispettandone la complessità e l’articolazione. Riassunto in poche suggestioni, che non ne rendono merito del carattere esaustivo che offre e forse neanche della sua angolazione originale (rispetto all’approccio umanitario che solitamente ammanta la letteratura progressista sul tema), ci limitiamo a ricordare, come premessa logica, che le migrazioni siano state una costante, nel percorso dell’umanità, e che – dall’inizio dello sviluppo del capitalismo – non abbiano sempre conosciuto l’ostilità della classe politica, ma siano state addirittura incentivate nelle fasi economiche in cui era necessario disporre di manodopera a basso prezzo. Continua a leggere »

Il Blocco Stradale NON può essere un reato. Stralciamo le multe!


In questi giorni 15 persone nella città di Roma sono state raggiunte da una sanzione amministrativa che le condanna a pagare un’ammenda di 2.600 euro a testa. Il motivo è aver partecipato ad una manifestazione nell’ agosto del 2015, svoltasi lungo le strade di San Lorenzo a seguito dello sgombero di “Degage”, studentato occupato in via Musa.
Degage, occupato nel 2013 e abitato da 35 studenti, era uno dei tanti stabili abbandonati da anni e successivamente recuperati per contrastare il caro affitti e promuovere l’allargamento del diritto allo studio, a molti spesso negato per assenza di fondi e strutture. Proprio da qui partì la mobilitazione degli studenti e delle studentesse della Sapienza, che costrinse l’ente regionale per il diritto allo studio, Laziodisu, a riaprire alloggi studenteschi precedentemente abbandonati, come ad esempio l’ala inutilizzata dello studentato di via Cesare De Lollis. Continua a leggere »