APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

22 May :
1978 In Italia viene istituzionalizzato il divorzio

STATS

Behind enemy lines

Per cancellare i “murales dello scandalo” a Tor Bella Monaca ci sono voluti 120 vigili urbani e oltre 60 tra poliziotti e carabinieri (leggi) che hanno operato fino alle tre del mattino sotto l’occhio vigile della Sindaca. Siamo abituati a pensare che lo Stato agisca di giorno, alla luce del sole, mentre chi viola la legge lo faccia di notte, col favore del buio. Ma nelle periferie delle città neocoloniali accade esattamente il contrario e il rapporto col potere costituito si ribalta. Continua a leggere »

Tutta la periferia in uno svincolo…

Si dice in giro, si mormora, che il primo giugno dovrebbero finalmente riprendere i lavori per l’allargamento della Tiburtina. Il Comune di Roma e l’amministratore strardinario della Tecnis, l’azienda vincitrice dell’appalto, avrebbero finalmente trovato il modo per evitare che i fondi pubblici stanziati per i cantieri venissero poi stornati per saldare i debiti dell’azienda stessa. Nulla ci toglie dalla testa che questa “accelerazione improvvisa” sia anche (e soprattutto) merito delle mobilitazioni popolari di questi mesi. Continua a leggere »

Il cor(ro)sivo della Militant

Nell’Italia della gig economy, in cui l’unica occupazione che cresce è quella precaria e a tempo determinato, chi ha fatto questo volantino ha giustamente sentito il dovere di specificare che il lavoro che offre sarà “con retribuzione”, un benefit mica da niente di questi tempi. Alla fine i padroni la riforma costituzionale, quella vera, l’hanno fatta in silenzio, senza proclami o referendum popolari: l’Italia è una repubblica fondata sui lavoretti.

Dicono i muri

Mentre tutti i giornali borghesi dicono una cosa, i muri di Roma ne dicono un’altra. Al fianco del Venezuela che resiste, contro l’imperialismo e ogni forma di ingerenza, il 20 maggio Vota Maduro. Perchè alcune elezioni sono importanti, davvero.

Populismo di governo non significa europeismo d’opposizione

 

Potremmo avere davvero un governo “populista”. Non ci crediamo, troppi i vincoli che gravano sul presunto accordo legastellato: Berlusconi, l’Europa, i “mercati”, nonché prospettive strategiche differenti tra i due partiti contraenti. Eppure la crisi della rappresentanza liberale potrebbe portare addirittura al governo “dei barbari”, come li ha definiti il Financial Times. Tutto è ancora da vedere insomma. Due cose però sembrano sicure oltre ogni ragionevole dubbio: la prima, che tale governo non solo sarà destinato al fallimento, ma riporterà in vita i partiti della stabilità liberale una volta accertata l’assenza di vera alternativa allo status quo euro-liberista; la seconda, che la “sinistra” – tutta – per l’ennesima volta confonderà i termini della sua opposizione all’esperimento “populista”. Il governo ancora non c’è, in compenso abbondano le prove a sostegno del malinconico ruolo della “sinistra” a sostegno del più perfido ruolo ancillare della globalizzazione europeista. L’opposizione al governo “populista” sta già montando (rigorosamente sui social network, unico presidio antagonista del paese) nella direzione opposta al sentimento che ha portato Lega e M5S, insieme, al 50% dei votanti del paese. Continua a leggere »

La strage di Gaza e l’impunità sionista

(Foto di Yasser Qudih, fotografo palestinese)

La strage di donne e uomini palestinesi di due giorni fa rappresenta l’ennesimo punto di non ritorno di una situazione in cui la prevaricazione terrorista di Israele viene taciuta e tollerata, in ossequio al nuovo piano per il Medio Oriente promosso dall’amministrazione Trump e applaudito dai fidi soci di affari sauditi. Gaza ha raccolto 61 morti e oltre 2500 feriti nella sola giornata di lunedì: mentre a Gerusalemme iniziavano le cerimonie per l’insediamento della nuova ambasciata USA, fortemente voluta da Trump come prova di forza e risolutezza nella partita a scacchi con la Russia sull’intera area, l’esercito israeliano apriva il fuoco in maniera impunita, soffocando nel sangue la rivolta del popolo palestinese alla vigilia della Nakba. 101 morti e oltre 10 mila feriti negli ultimi 40 giorni: questo il prezzo che ha dovuto pagare la popolazione palestinese per aver messo in moto la Great Return March, una serie di manifestazioni partite con i venerdì della rabbia e con la grande adunata alla frontiera che divide la Striscia di Gaza da Israele lo scorso 30 marzo (14 morti, 110 feriti), “giorno della terra” che omaggia il ricordo di un altro, ennesimo massacro di palestinesi – quello del 1976, a seguito di proteste nata per l’ingiusto esproprio delle terre. Continua a leggere »

Come si pensa una rivoluzione?

 

 

E’ in edicola, in verità da qualche settimana, la pubblicazione degli atti del convegno che abbiamo organizzato lo scorso autunno al Csoa Intifada. Nel centenario della Rivoluzione tentare la strada del ricordo originale non era certo cosa semplice. Crediamo, nonostante ciò, che i contributi ospitati in questo breve volume colgano l’essenza della Rivoluzione russa, che è un fenomeno storico ben preciso e inaggirabile anche guardando al futuro dei movimenti di classe, e non solo al loro passato. Ancora oggi, è da lì che siamo costretti a ripartire. Proprio per questo, pubblichiamo per interno il contributo di Paolo Cassetta sul bolscevico come “nuovo tipo di rivoluzionario”. Dedicato soprattutto a tutto coloro che considerano, sulla scorta dell’imbalsamazione del leninismo operata dal Pci, Lenin e il bolscevismo come qualcosa inerente all’ortodossia del socialismo. Al contrario, la Rivoluzione è il frutto della capacità sinergica del bolscevismo di far vivere il marxismo dentro le particolari condizioni sociali, culturali e rivoluzionarie russe, in modo tutto fuorché ortodosso. Buona lettura.  Continua a leggere »

Nuvole parlanti/3… consigli per gli acquisti.

Torniano dopo diversi mesi a scrivere di fumetti e lo facciamo per suggerire la lettura di “Renato Jones. l’Uno %”, un volume della Panini Comics che raccoglie il primo arco narrativo dell’omonima serie scritta, diretta e disegnata dal canadese Kaare Kyle Andrews e pubblicata negli Stati Uniti dai tipi della Image Comics. Leggendo il lavoro di Andrews c’è una prima considerazione che ci viene in mente, ed è che la libertà creativa che la casa editrice statunitense fondata da Todd McFarlane assicura ai propri autori, ha permesso questa volta l’approdo e la diffusione nel circuito mainstream di un fumetto che per i temi trattati e per il taglio narrativo ci si immaginerebbe invece confinato nel mondo dell’underground, allargando così la platea dei potenziali lettori. Continua a leggere »

Immigrati, sfruttati, periferie: per un antirazzismo non ideologico

 

Negli ultimi tempi uno dei temi al centro del dibattito politico, nazionale ed internazionale, è quello legato alla questione migranti. Il razzismo, la richiesta di più sicurezza, l’opposizione alle ondate migratorie, sono diventati veri e propri assi portanti non solo della costruzione di consenso di alcuni dei maggiori partiti politici, ma anche della narrazione della realtà proposta quotidianamente dai media. Quello che ci interessa fare, qui, è una rapida disamina di come tale quesitone viene affrontata dalla sinistra. Tagliando con l’accetta, ci sembra che l’opzione maggioritaria, sia a livello teorico che a livello di pratiche, sia quella legata ad un antirazzismo ideologico: in pratica si è antirazzisti in nome del semplice assunto che tutte le persone sono uguali a prescindere dal colore della loro pelle o della loro razza e di conseguenza devono godere degli stessi diritti, a partire da quello di migrare. Questa è una posizione semplice e corretta, una parte fondamentale del nostro modo di pensare il mondo. Eppure ci pare evidente che idee di questo tipo non riescono ad essere maggioritarie nella società nè a portarci a dei passi avanti dentro i contesti che viviamo Continua a leggere »

Dalle stelle alla stallo… al governo “neutrale”?

E’ da un po’ di tempo che non partecipiamo più al circo elettorale e con ogni probabilità non torneremo a farlo nemmeno se, come al momento sembrerebbe plausibile, nei prossimi mesi si dovessero riaprire le urne. Eppure ci pare di poter dire che di fronte all’ipotesi di un governo “neutrale” paventata ieri da Mattarella siano molto meglio le elezioni, poichè di “neutrale” in politica non esiste nulla, ogni voto per qualcuno è, al tempo stesso, un voto contro qualcun altro. Continua a leggere »