APPUNTAMENTI

universita-formazione-lavoro-25062016

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

27 June :
1980 Il DC9 I-TIGI Itavia IH870, in volo da Bologna a Palermo, partito con due ore di ritardo, esplode nei cieli a nord di Ustica, 81 le vittime, di cui 13 bambini

STATS

Contorsioni logiche della sinistra europeista

 

Al cuore del vero e proprio terrore che sta rappresentando la Brexit per il ceto politico europeista sta un dato: a differenza della Grecia, la Gran Bretagna non fallirà. Anzi, come timidamente stanno dicendo diversi economisti, l’indebolimento della sterlina e la riappropriazione di alcuni strumenti economici non più mediati da Bruxelles, dovrebbe aumentare addirittura la competitività del paese. Un discorso che ci interessa il giusto, tutto interno alle classi dominanti inglesi, ma il fallimento dell’unica “narrazione forte” agitata dalla Ue contro ipotesi di uscita sta terrificando i commentatori filo europeisti. Fuori dalla Ue non c’è il paventato disastro sociale e politico. Se disgraziatamente la Gran Bretagna dovesse continuare a crescere economicamente, lo spettro ideologico verrebbe meno e a quel punto ogni altra argomentazione si scontrerebbe col principio di realtà per cui l’Ue non è il nostro unico orizzonte. Continua a leggere »

Alea iacta est. La capitolazione della sinistra di fronte alla storia.

 

Quello che è successo ieri in Inghilterra è un fatto politico enorme, che porta con sé una carica oggettiva, difficile da interpretare a caldo, ma che ci dice senz’altro una cosa incontrovertibile: si è aperta una grande falla sul Titanic della Ue. Una falla difficile da arginare anche per il suo carattere immediatamente simbolico. La Brexit assume un valore emblematico decisivo: è possibile rompere le maglie di questa gabbia del governo oligarchico-tecnocratico, espressione diretta degli interessi del capitale transnazionale, causa della tragedia collettiva che le masse popolari europee stanno vivendo da almeno quindici anni. Continua a leggere »

Università e mondo della formazione fra crisi, movimenti e ristrutturazione

 

L’università e il mondo della formazione sono stati oggetto, negli ultimi venticinque anni, di una lunga serie di controriforme che ne hanno modificato profondamente la struttura. L’obiettivo di riorganizzare il mondo dell’istruzione, facendo si che rispondesse maggiormente agli interessi del capitalismo odierno, è stato perseguito da governi di tutti gli schieramenti politici, in linea con le direttive europee in materia. Tuttavia questo progetto ha incontrato resistenze all’ interno di scuole e università, provocando negli anni movimenti e lotte che, pur non essendo stati in grado di vincere, bloccando le riforme in questione, sono riusciti a mobilitare grandi masse di studenti e professori e di rappresentare un problema per governi e istituzioni. Inoltre in alcuni casi, intorno a questi movimenti, si è ricompattata a livello embrionale una vasta composizione sociale, sfruttata ed esclusa dalle logiche del capitalismo, che ha di fatto invaso lo scenario politico facendo sentire la propria rabbia durante giornate di piazza come il 14 dicembre 2010 o il 15 ottobre 2011. Continua a leggere »

L’intuito proletario

 

Riportiamo integralmente l’intervista pubblicata oggi sulla cronaca di Roma di Repubblica fatta da Viola Giannoli (da sempre attenta alle questioni di movimento) a Nunzio D’Erme. Nunzio non ha bisogno di presentazioni, ma quello che dice in questa intervista coglie perfettamente il senso di queste elezioni, del passaggio epocale determinato non dalla vittoria del M5S, ma dalla rottura irrecuperabile tra centro e periferia, tra esigenze del nuovo proletariato metropolitano e l’offerta politica tutta orientata al centro, della città quanto dello schieramento politico. La vittoria del movimento grillino è espressione di questa volontà di rottura, è la vendetta che la periferia si riprende su chi ci ha guadagnato sopra, in maniera legale e illegale. Nunzio questo lo capisce non solo perchè compagno da sempre, ma perchè proletario, pezzo di quel popolo senza più santi nè eroi. E’ l’intuito politico che prevale sull’illusione della propria comprensione fittizia della realtà. 

Roma, Il compagno Nunzio D’Erme: “Meno male che c’è Grillo”

Intervista al leader dei Disobbedienti. Nel 2013 sostenne Medici, oggi ha votato Raggi

di VIOLA GIANNOLI

LEADER dei Disobbedienti e dei movimenti per la casa, militante del centro sociale “Corto circuito”, ex consigliere comunale indipendente di Rifondazione, nel 2003 scaricò sotto casa Berlusconi un quintale di letame. Nunzio D’Erme, 54 anni, risponde al telefono dalla piscina comunale del Tufello dove fa l’istruttore: “Poi però devo scappa’ alla riunione del comitato popolare “. Nel 2013 a Roma ha sostenuto Sandro Medici. Ma oggi dice: “Voto Raggi”. Continua a leggere »

Il giorno dopo

 

La sconfitta renziana ha assunto domenica proporzioni imprevedibili. Eppure era possibile anticipare non solo la parabola discendente del leader “democratico”, tutto sommato semplice da decifrare per chi vive nel paese reale – cioè nella sue periferie e nei suoi territori devastati dal liberismo europeista – quanto chi avrebbe svolto il ruolo del bastonatore: il Movimento 5 Stelle. Le altre ipotesi erano plausibili solo per chi in questi anni ha vissuto nell’illusione di contare ancora qualcosa nella società. Il carro del vincitore si è però affollato di gente, sbracando letteralmente ogni possibile dialettica. A Roma come a Napoli o Torino. La sconfitta del Pd, l’obiettivo principale di queste elezioni, sta prendendo la direzione dell’apertura di credito ad un Movimento che, sebbene espressione di contraddizioni fervide di potenzialità, non può essere considerato un “amico” politico. Continua a leggere »

Mussolini urbanista e la genesi della città dis-urbanizzata

 

Non sappiamo se Virginia Raggi vincerà davvero il ballottaggio di domenica prossima. Nel caso, è incerto anche che Paolo Berdini diventi davvero il nuovo assessore all’urbanistica. Anche nel caso si avverasse questa concatenazione di eventi, siamo al contrario convinti che un assessore difficilmente avrà un potere decisivo nel cambiare le sorti dell’urbanizzazione cittadina, soprattutto se slegato da una concreta volontà di rompere i vincoli di bilancio e nel mezzo di una guerra finanziaria che il governo non tarderà a dichiarare contro l’eventuale giunta Cinque stelle. Nonostante tutte queste premesse, Paolo Berdini all’urbanistica sarebbe potenzialmente un fatto epocale per la politica cittadina. Perché il rapporto tra organizzazione urbanistica della metropoli, abusivismo e speculazione edilizia è la forma che lo sviluppo capitalista liberista ha assunto a Roma dall’Unità d’Italia ad oggi. Continua a leggere »

L’Europa che ci piace

 

Manca ancora molto alla fine degli europei, ma quello che abbiamo visto finora ci basta per definirli i più belli di sempre. Di seguito, il pagellone, ancora parziale, dei grandi protagonisti in campo in questi giorni.

CGT VOTO 10: se ne frega dell’union sacrée calcistica e continua a bloccare il paese contro la controriforma liberista del lavoro. Mentalità.

RUSSI VOTO 9: i vincitori morali della manifestazione. Un manipolo di macchine da guerra che la polizia francese e i tifosi uniti di tutto il resto d’Europa non riescono a fermare. Hanno messo sottosopra tutte le città dell’europeo, che giocasse o meno la Russia. La Uefa minaccia l’esclusione della squadra dalla competizione e loro se ne sbattono assediando i centri storici occupati dagli imbolsiti hooligans inglesi, finalmente riportati alla loro naturale dimensione di ubriaconi da pub. Si filmano anche, deridono ogni forma di repressione, mostrano le loro facce, terrorizzano i tifosi occasionali da grande evento. Il governo russo, lungi dal condannare le violenze, difende i propri tifosi e accusa la Francia. Esempio. Continua a leggere »

La Brexit spiegata in due parole

 

Volete capire il significato concreto, materiale, dell’eventuale uscita dalla Ue della Gran Bretagna? Volete comprendere i motivi profondi che hanno portato al referendum del 23 giugno? Ian McEwan, il famoso(?) scrittore inglese, li elenca in forma sinteticamente perfetta sul Corriere di alcuni giorni fa. Certo, la sua è una dimostrazione involontaria: l’intervista compone una serie di lapsus che neanche Freud nei momenti migliori. Lo scrittore, cercando di spiegare le buone ragioni della permanenza inglese nell’Unione europea, offre al contrario una panoramica eccellente dei motivi per cui la Ue andrebbe abbattuta senza rimorsi. Ma lasciamo parlare il celebre (a questo punto) gaffeur: “I più anziani, i meno istruiti e la working class vogliono lasciare la Ue, i giovani e le élite restare”. Ecco definiti in una riga i campi sociali della battaglia oggi in corso tra “europeisti” e “antieuropeisti”: da una parte i lavoratori, dall’altra le élite sociali. Continua a leggere »