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28 July :
1794 - I giacobini Robespierre e Saint-Just e altri 20 rivoluzionari vengono ghigliottinati. E' la fine della rivoluzione giacobina in Francia

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Trovata la legge, continua l’inganno. Perché la “legge sulla tortura” è una toppa peggio del buco

 

I recenti accadimenti legislativi in Parlamento hanno permesso ad un tema, annoso ma politicamente sempre attuale, di riemergere a suo modo all’interno del dibattito pubblico: parliamo dell’istituzione del reato di tortura in Italia o, per altri versi, del recepimento nell’ordinamento interno di quelle che sono state le disposizioni delle Convenzioni europee e l’orientamento giurisprudenziale della Corte in merito. Lungi da noi soffermarci, in questa sede, in analisi tecnico-giuridiche sulle proposizioni di intenti (di ciò trattasi) degli organi europei sul tema, né tantomeno è nostra intenzione ergerci a difensori delle posizioni e dell’autorità di istituzioni rappresentanti un ordinamento europeo di cui non si può andar fieri (per usare un eufemismo); sul senso dell’istituzione del reato o sulla critica, troppe volte legata al sentimento dirittoumanista più che ad un’attenta analisi politica, alla legge recentemente promulgata sono stati poi già spesi fiumi di parole da diverse associazioni e forze politiche in campo (alcune delle quali avrebbero fatto miglior figura tacendo). Continua a leggere »

Verso Renoize017


Il 27 Agosto sono 11 anni dalla morte di Renato Biagetti, ucciso a Focene da due fascisti. Come ogni anno, fra il 27 Agosto e il 2 settembre si terrà Renoize017, un’iniziativa che cerca di far vivere le memoria di Renato attraverso la musica, la cultura e l’aggregazione contro ogni fascismo.
I “banditi” hanno voluto ricordare Renato così, sui muri della nostra città.
UCCIDONO UN COMPAGNO…NE NASCONO ALTRI CENTO! ACHTUNG BANDITEN!

Esselunga, o della cattedrale nel deserto urbano

 

 

Nel triangolo urbano compreso tra Collatina, Prenestina e Togliatti da qualche mese troneggia l’ennesimo baraccone commerciale. Tutto il (non)quartiere sentiva l’insopprimibile esigenza del mastodontico magazzino, questa volta targato Esselunga, che “finalmente” – a leggere gli sbrodolati titoloni dei giornali – sbarca a Roma alla conquista del sud. Nel piccolo non-quartiere infatti non bastavano il superstore Eurospin, il centro commerciale Auchan, la nuova sede Ikea, il mercato all’aperto Porta Portese 2 e lo spaccio carni per la grande distribuzione, tutti confinanti con il nuovo Esselunga. Tutte attività, soprattutto le prime tre, presentate come “soluzione” dei problemi del territorio degradato e, puntualmente, generatrici dirette di ulteriore degrado sociale.

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La gogna quotidiana del lavoratore pubblico

 

L’incidente alla stazione Termini il 12 luglio scorso, che ha visto una donna rimasta ferita tra le porte della metro B in movimento, è stata l’occasione ghiotta per i media nazionali per scatenare un vero e proprio linciaggio non solo contro il lavoratore “colpevole” di presunta negligenza, ma per colpire, come sempre, il lavoro pubblico. Non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima che vedremo i giornalisti promuovere, suscitare, caldeggiare ad arte campagne mediaticamente volte a denigrare il lavoratore pubblico, generalmente descritto come fannullone e negligente. E’ d’altronde noto che la larga maggioranza dei giornalisti sono parte strategica delle campagne d’odio verso il pubblico impiego confuso opportunamente con “burocrazia”, professionalmente dediti a stimolare il dissidio tra lavoratori e cittadini come se fossero due fronti opposti, oppure a evidenziare i presunti privilegi di chi lavora rispetto a chi è disoccupato. Continua a leggere »

Que viva Maduro carajo!

 

Nel paese dove secondo i media mainstream non ci sarebbero né la democrazia né la libertà d’espressione  ieri Cecilia Garcia Arocha, la rettrice dell’Università Centrale del Venezuela, ha diffuso per conto della Mud i dati sulla presunta affluenza del “plebiscito” contro Maduro. Prima di concentrarci sui numeri sarebbe bene però riflettere sulle informazioni che questa notizia porta in sé, e che invece, volutamente, i nostri mezzi d’informazione nascondono mentre il ceto politico di certa sinistra non riesce proprio a vedere. In quale “regime” la rettrice di un importante ateneo potrebbe coordinare per conto dell’opposizione le operazioni di voto in una consultazione paraelettorale contro un presidente legittimamente eletto? Una cosa del genere sarebbe solo ipotizzabile in Italia o negli Stati Uniti? Ve lo immaginate il rettore della Sapienza che insieme a quello della Statale di Milano coordinano le operazioni di voto in un referendum contro Mattarella? Continua a leggere »

Ius sóla

 

A monte, converrebbe ragionare sui motivi che spingono il principale partito euro-liberista ad impegnarsi in una battaglia parzialmente in favore della cittadinanza per i migranti. A valle, molto più prosaicamente, il tentativo è stato prontamente accantonato per ragioni elettorali. Le stesse, d’altronde, che ne avevano consigliato l’approvazione. Gli apparenti sbandamenti politici del Pd (un giorno ricalca le posizioni della Lega, il giorno dopo s’intestardisce sul diritto di cittadinanza; un giorno fa sua la battaglia antifascista col ddl Fiano, l’altro consente ai nazisti di manifestare nelle periferie romane; con Gentiloni e Padoan presenta la sua veste tecno-europeista, con Renzi contesta il Fiscal compact; eccetera) sono frutto di una precisa strategia politico-elettorale. Il Pd prova cioè a presentarsi come vero e proprio partito della nazione occupando il centro della politica. Per altri versi, è la stessa strategia del M5S, attentissimo a riequilibrare il proprio posizionamento quando le polemiche politiche lo schiacciano ora a destra, ora a sinistra. Tutti i soggetti politici che mirano a governare rifuggono come la peste un posizionamento ideologico: non è la guerra di posizione a pagare di questi tempi, ma il continuo movimento di sottrazione dell’elettorato altrui. Il problema sta nel non caderci, come pure troppo spesso accade. Continua a leggere »

Chi porta il “degrado” nei quartieri popolari?

 

E’ appena il caso di ricordare chi sono i soggetti che per ben due volte in una settimana sono scappati a Tor Bella Monaca. Un gruppetto di tossici, qualcuno pure confidente, che infestano i quartieri portando guardie e delinquenza. La gente di Tor Bella Monaca l’ha capito da tempo.

Storie di ordinario fascismo

 

Neanche il tempo di dichiarare vinta l’annosa lotta al fascismo ed ecco ripresentarsi il problema. Lunga la strada per il compagno Fiano e il partito combattente di cui è esponente per debellare la metastasi razzista nei quartieri della Capitale. Ieri a Tor Bella Monaca l’ennesimo film già visto, sintomo di una conversione ancora difficile per il partito clandestino al potere in lotta contro il neofascismo. Da settimane Forza nuova prova a manifestare dentro Tor Bella Monaca, ogni volta ricacciata dagli abitanti del quartiere organizzati nella sede Asia-Usb di viale dell’Archeologia. Anche ieri la notizia dell’eventuale presidio fascista aveva mobilitato gli abitanti, un centinaio scesi dai palazzi popolari a difesa della sede sindacale. Al contrario degli scorsi giorni questa volta i fascisti si sono presentati, nel ragguardevole numero di otto persone, di cui quattro venute da fuori. Neanche dieci banali camerati lasciati al loro destino, ignorati persino dai compagni per manifesta stupidità. Continua a leggere »

Finalmente vinta la partita col neofascismo

Settantadue anni dopo, il fascismo viene debellato nel nostro paese grazie al compagno Emanuele Fiano, militante del Cln Alta Italia, residente a Milano, già parlamentare del Partito comunista democratico italiano. Non fatevi fregare dalle leggi di regime firmate Scelba (1952) e Mancino (1993), che apparentemente dicono le stesse cose della proposta di legge democratica: questo è il vero ddl antifascista che spezzerà le reni alle statuette del duce esposte nelle bancarelle delle migliori sagre paesane di questo torrido luglio. L’unico strumento di lotta e di governo capace di stroncare il cancro degli stabilimenti fascisti, in questi giorni meritoriamente all’ordine del giorno di Repubblica, Pd e Digos. Per anni abituati all’idea che il fascismo si combattesse politicamente e socialmente, non ci siamo accorti che bastava il ddl del compagno e militante rivoluzionario Fiano, in grado peraltro di smascherare la nuova veste assunta dal disciolto Partito nazionale fascista, quella del Movimento 5 Stelle, vera e propria ridotta della Wermacht. Ignobili i tentativi dell’estremismo massimalista di legare le recenti posizioni (ah no, erano queste) del Partito comunista democratico all’azione antifascista di Fiano e dei compagni combattenti Amato e Zampa. Indegno anche lo sforzo di minimizzare la portata del ddl con subdole e cavillose argomentazioni, quali ad esempio l’odierna manifestazione di Forza nuova a Tor Bella Monaca che vedrà isolati gruppetti di veteroantifascisti opporsi alla sana dialettica democratica. Il classico scontro tra opposti estremismi, in attesa del doveroso ddl contro l’estremismo comunista, a questo punto inevitabile conclusione del riassetto antifascista promosso dal partigiano Fiano e guidato dal comandante Renzi. Adelante compañeros, hasta la victoria siempre!

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Corruzione, di Don Winslow

Torna Don Winslow, ormai a rischio serialità. Il filone è quello della corruzione nella polizia e negli apparati burocratici del potere statunitense, d’ambientazione newyorkese (Missing. New York) ma diverso dalla sua narrativa sul narcotraffico (California, Messico). La storia è basilare: Dennis Malone è un poliziotto scelto a capo di un’unità d’élite della polizia di New York, la task force di Manhattan North creata col compito di stroncare i cartelli della droga che imperversano ad Harlem. Si scopre che non solo tutti gli appartenenti a questo corpo scelto hanno legami con i cartelli del narcotraffico, ma che nel frattempo si muovono essi stessi come vero e proprio cartello, sequestrando e rivendendo droga. In questa spirale perversa che risucchia torti e ragioni tutti sono complici, dai colleghi ai diretti superiori, dall’Fbi alla politica municipale. La conclusione rimanda alle consuete domande della narrativa winslowiana, riguardo al labile (labilissimo) confine tra il potere legale e il contropotere criminale, tra presunti buoni e altrettanto immaginati cattivi. Continua a leggere »