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Presentazione del libro “Sovranismi” (gli audio)

Sabato scorso, di fronte a più di 50 persone, abbiamo presentato “Sovranismi”, il libro di Alessandro Somma edito de DeriveApprodi. Come ha ricordato Giacchè nel suo intervento il termine “sovranista” era per lo più sconosciuto ed inutilizzato nel dibattito pubblico fino a soli pochi mesi fa, oggi invece è uno dei lemmi più adoperati del dizionario della politica al punto che, a detta di gran parte dei commentatori internazionali, le prossime elezioni europee si giocheranno proprio intorno alla diade sovranismo/europeismo. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): Il primo Re, di Matteo Rovere

 

E’ da tempo che al cinema l’incontro tra uomo e natura delude. Non staremo a ricordare la sequela hollywoodiana di promesse mancate: da un ventennio abbondante ogni qual volta si è provato a raccontare del rapporto tragico tra l’uomo e l’ambiente ostile, ci si è affacciati sulla soglia e ci si è ritirati di buon ordine nel rimasticamento di temi già abusati e ridotti a consumo di massa. Certo non staremo qui a pretendere un nuovo Dersu Uzala, ma tra questo e le diverse gradazioni di Revenant ci sarà pure una via di mezzo (dalle parti di Balla coi lupi, per dire, il cinema hollywoodiano potrebbe ancora attestarsi, vedasi il New world di Malick). Ci prova inaspettatamente un italiano stavolta, ed è una novità: il costo di tali operazioni è fuori portata, in genere, per le nostre produzioni impotenti. Per di più, Rovere affronta il mito italico per eccellenza: la fondazione di Roma. Mitologia curiosamente dimenticata sia dal peplum che dal nostro cinema. La scommessa è ardita allora, così come (ogni volta) la curiosità suscitata. Romolo e Remo dunque. Continua a leggere »

Il Venezuela e i sinistri “critici-critici”

L’autoproclamazione di Guaidò rappresenta a tutti gli effetti un tentativo di colpo di Stato, ed è davvero difficile, se non impossibile, provare a descrivere diversamente quello che sta avvenendo in questi giorni in Venezuela. Un tentativo che fortunatamente, almeno per ora, non ha avuto gli sviluppi che auspicavano a Washington, ma che però è ben al di la dall’essere stato scongiurato, come dimostra l’esproprio dei conti bancari della PDVSA negli Stati Uniti. Continua a leggere »

Il cor(ro)sivo della Militant

Il razzista olandese Geert Wilders ha abbandonato la cosiddetta Nexit. Il populista Salvini ha chiarito che la sua intenzione non è rompere la Ue, ma “riformare i trattati”. La nazionalista Marine Le Pen ha dichiarato che non vuole uscire dall’euro, ma costruire “un’altra europa”. Ci verrebbe da chiedere cosa hanno da dire adesso quelli che additavano la posizione “No UE, No euro” come “oggettivamente rossobruna” poichè simile alle rivendicazioni del Fronte Nazionale o della Lega. Oggi che i “sovranisti” usano le stesse parole d’ordine di Tsipras, Varoufakis e De Magistris. Chi di sillogismo ferisce… di sillogismo perisce.

Pietà l’è morta

 

«Nemici e traditori un altro compagno è morto ma un altro partigiano oggi è risorto. Ma prima di morire tre volte ha pregato che Dio maledica il nemico alleato. Che Dio stramaledica chi ci ha tradito»

La fiera dell’infamità, miserabile natura di questa borghesia stracciona, rancorosa, vigliacca, senza palle e senza onore. Questo il volto emerso dall’infame palco montato a Ciampino in attesa di Battisti, uomo ormai prigioniero, stanco, vinto, senza più amici né compagni, nelle perfide mani dello Stato che sghignazza ben protetto dal corteo di gendarmi attorno al detenuto disumanizzato. Se c’era un punto di non ritorno, il fatidico fondo per antonomasia irraggiungibile, ecco: è stato raggiunto. Un fondo tale da farci rimpiangere Andreotti e Cossiga, Craxi e Berlusconi, o un altro a caso degli aguzzini di ieri. Questi di oggi sono peggio: hanno il ghigno mostruoso dei parvenu, l’inumanità di neofiti secondini bullizzati a scuola e spavaldi oggi, forti dello stuolo di guardie poste a sostegno del loro coraggio. L’unico modo per darsi un tono. Bonafede ad esempio. Avvocaticchio prima, secondino oggi che ha vinto la lotteria del governo. Quale parabola più misera?   Continua a leggere »

Battisti e la cattiva coscienza di certi “sinistri”.

Se c’è qualcosa che rende più cupe queste ore, sono le reazioni di certa “sinistra” di fronte all’arresto di Battisti, e più in generale rispetto all’uso strumentale che viene fatto di questa vicenda per sciorinare giudizi sommari sull’intero ciclo di lotte degli anni Settanta. Continua a leggere »

Battisti libero. Liberiamo gli anni Settanta.

Da ieri notte, purtroppo, Cesare Battisti è di nuovo prigioniero. C’è qualcosa di estremamente significativo nell’accanimento con cui lo Stato italiano gli ha dato la caccia in questi anni, qualcosa che travalica la sua figura, il suo caso specifico, e affonda le proprie radici nella paura che quel ciclo di lotte di classe, quello degli anni Settanta, seppe infliggere alle classi dominanti di questo Paese. Continua a leggere »

Fabrizio De André vent’anni dopo

 

De André fa parte della grande cultura italiana, nonostante le contraddizioni lancinanti che la sua opera porta con sé. Da decenni è un monumento, per ciò stesso impossibile da affrontare di petto. Cosa si può dire di qualcuno su cui è già stato scritto e detto di tutto, nel bene come nel male? Meglio tacere evitando la certezza del già sentito. Inutile tanto la rimasticazione di temi altrui quanto la provocazione fine a se stessa. De André va salvaguardato dalla sua normalizzazione, un processo d’altronde avviato con lui ancora aggrappato alla vita, e anche questo fa parte delle controversie umane di un uomo d’altri tempi e d’altre tensioni morali. E nonostante ciò, a vent’anni esatti dalla sua morte, mentre il coro mediatico fa gara a ricordarlo, è giusto non lasciare solo ai poveri di spirito la sua memoria. Continua a leggere »

Il sovranismo populista di Marcos

 

[Più di vent'anni dopo, un testo che sembra scritto oggi. Che però verrebbe scambiato per il report dell'ultimo consiglio dei ministri giallo-blu, o forse per la lezione inaugurale del think tank di Steve Bannon. Cambiano i tempi, non le mitologie che si costruiscono attorno alle diverse posizioni politiche].

“Noi stiamo dicendo che nella nuova fase del capitalismo, il neoliberismo, si verifica una distruzione dello Stato nazionale. Noi diciamo che la patria non c’è più. Si sta distruggendo il concetto di nazione, di patria, e non soltanto nella borghesia, ma anche nelle classi governanti. È molto difficile pensare che vi siano settori del governo che difendano il concetto di nazione. Coloro che difendono il concetto di nazione sono assassinati o espulsi. Il progetto neoliberista esige questa internazionalizzazione della storia; pretende di cancellare la storia nazionale e farla diventare internazionale; pretende di cancellare le frontiere culturali. Il costo maggiore per l’umanità è che per il capitalismo finanziario non c’è niente. Il capitale finanziario possiede solo dei numeri di conti bancari. E in tutto questo gioco viene cancellato il concetto di nazione. Un processo rivoluzionario deve cominciare a recuperare i concetti di nazione e patria”. Continua a leggere »

1999-2019… Vent’anni di Euro, ma niente da festeggiare.

Questo inizio di 2019 porta con se anniversari belli, come i 60 anni della rivoluzione cubana, ed altri decisamente più infausti. Il primo gennaio del 1999, infatti, nasceva l’Euro, inizialmente solo come valuta e poi, dal 2002, anche come moneta e banconota fisica. Vent’anni rappresentano un lasso di tempo più che sufficiente a stilare un primo, nemmeno troppo sommario, bilancio. E visto che alle nostre latitudini politiche persiste una sorta di tabù sui ragionamenti critici rispetto all’UEM, ci ha pensato così Bloomberg (non proprio una centrale operativa dell’euroscetticismo) a fare due conti su chi ha vinto e chi ha perso con l’introduzione della moneta unica (leggi). Continua a leggere »