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Le ricette per alimentare la crisi

 

E’ davvero interessante l’intervista apparsa qualche giorno fa su Il Fatto e linkata da un nostro commentatore in risposta al nostro pezzo sulla crisi senza soluzioni (qui). E’ interessante perché, senza neanche farlo apposta, conferma tutto ciò che andiamo dicendo (non solo noi ovviamente) da anni. La ricetta proposta da Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi ed esponente della cabina di regia economica di Matteo Renzi, è la seguente: “giù i salari e le tasse alle imprese”. Sembra una boutade estiva, e invece è davvero il pensiero dominante degli esperti economici del governo. Abbassare i salari, tagliare la spesa pubblica, e allo stesso tempo ridurre le tasse alle imprese, sono l’unico espediente che gli “esperti” economici riescono a pensare per fare fronte alla crisi di domanda che investe l’Europa. Continua a leggere »

Di Battista e la questione terrorista

 

Anche l’orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno, diceva Hermann Hesse. In questo caso, anche un deputato del M5S riesce a mettere in fila una serie di concetti elementari e sacrosanti, trattati come spregevoli solo da un sistema politico-mediatico completamente prono allo schema ideologico dominante. Nel suo lungo post, apparso qualche giorno fa sul blog di Beppe Grillo e che ha suscitato lo sdegno unanime del sistema ideologico ufficiale, Di Battista, effettivamente con un certo coraggio visto il panorama culturale italiano, ha provato a dare una spiegazione storico-politica del fenomeno da lui definito “terrorismo”. Un tentativo ovvio, in un certo senso, ma che oggi assume il valore di provocazione, o di insulto. Continua a leggere »

La crisi senza soluzioni

 

Stiamo galoppando allegramente verso il decimo anno di “crisi”, come viene definita questa recessione generalizzata delle economie occidentali che però, a differenza degli altri cicli economici del passato, in questa fase non può avere una sua soluzione. Non è solo l’Italia il problema, come sanno bene gli economisti più avveduti. Cercando di evidenziare una differenza inesistente tra un -0,5% e un +0,5% dovuta, a sentire i vari organi d’informazione, alle improrogabili riforme che ci ostiniamo a non portare avanti, il dibattito pubblico ufficiale propina una percezione della realtà completamente avulsa da ogni fatto reale. Continua a leggere »

Dalla parte della Resistenza palestinese, senza se e senza ma

 

Non è certo semplice, men che meno immediato, riuscire a spiegare le ragioni per cui oggi qualsiasi opera di distinguo, di presa di distanza all’interno della Resistenza palestinese, sia giocoforza complice della carneficina israeliana. Eppure, oggi come in altre circostanze, è necessario portare avanti qualche posizione scomoda, non precostituita, fuori dal normali canoni del dibattito politico a sinistra. Continua a leggere »

Musica d’avanguardia

Di fronte al potentissimo attacco che l’imperialismo ha messo in campo negli ultimi anni e che, negli ultimi mesi, trova il suo apice in Ucraina e a Gaza, abbiamo notato due vicende che ci hanno particolarmente colpito e, allo stesso tempo, fatto riflettere sul “nostro” stato di salute. Lo spunto della riflessione ci viene dal lavoro svolto in questi giorni da due dei gruppi musicali con i quali molti di noi sono cresciuti e, in parte, formati politicamente: la Banda Bassotti e i 99 Posse. Fino a qualche anno fa ci saremmo aspettati di vederli sostenere la lotta antimperialista attraverso dei concerti, prendendo posizione con qualche intervista, magari anche suonando nei cortei. Invece i primi si trovano ormai da mesi impegnati in prima fila nella faticosa controinformazione su ciò che sta accadendo in Ucraina e nella solidarietà attiva nei confronti degli antifascisti del Donbass, i secondi sono diventati una delle poche voci dalle quali attingere informazioni sulla resistenza palestinese. Onore a loro, ovviamente, ma il fatto che dei gruppi musicali, per i quali nutriamo rispetto e ammirazione, debbano farsi carico soggettivamente delle insufficienze del movimento di classe in Italia dovrebbe preoccupare non poco. Continua a leggere »

Smonta i padroni, smonta IKEA!

Da qualche giorno è partita la campagna nazionale contro l’IKEA per il reintegro dei 24 facchini licenziati dalle cooperative appaltatrici del magazzino di Piacenza a seguito delle lotte per il rispetto del CCNL e dei diritti basilari del lavoro. Tra qualche mese saranno due anni che i facchini, supportati dai sindacati di base e dalle realtà politiche del territorio hanno iniziato la loro (contro)offensiva verso la cooperativa e la stessa IKEA: una lotta ad alta intensità che ha visto scioperi, azioni di solidarietà, reintegri, partecipazione di facchini di altri magazzini, picchetti, miglioramenti nei contratti, interventi delle forze dell’ordine, denunce, sospensioni, minacce e licenziamenti. In questo contesto, la sospensione di 33 dei facchini sindacalizzati più attivi nelle lotte e il successivo licenziamento di 24 di loro non può che definirsi come una risposta politica dei padroni di IKEA e dei caporali delle cooperative – con il supporto dell’apparato repressivo, dei media e dei partiti – alla minaccia reale ai loro profitti e al sistema di sfruttamento attuato nel comparto della logistica. Un settore, come sottolineato in precedenti articoli, cruciale nel sistema capitalistico a crescente terziarizzazione e globalizzazione e in cui la bassa meccanizzazione, l’elevato sfruttamento del lavoro operaio (a maggioranza straniera) e un contesto economico e sociale in crisi permettono profitti costanti e talvolta crescenti. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Un giorno triste così felice, di Lorenzo Iervolino

 

La Democrazia Corinthiana è stata l’unica

cosa importante della mia carriera,

tutto il resto sono stati calci ad un pallone.  

 

Non è semplice scrivere di calcio, se non si vuole cadere negli stereotipi o, forse anche peggio, nella letteratura dei buoni sentimenti. Un giorno triste così felice, di Lorenzo Iervolino, riesce nel difficile compito di raccontare una storia di calcio senza mai cadere nell’una o nell’altra trappola, in cui finiscono tristemente tanti scrittori da autogrill, e già solo per questo meriterebbe di essere letto.
Quello che ci è piaciuto di più di questo libro, però, è la storia straordinaria del suo protagonista: Socrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, o Dotour. Il libro la traccia per intero, da quando Socrates bambino ammira l’idolo Santista Pelè, passando per il giovane studente di medicina che preferisce l’anatomia agli allenamenti, fino al Socrates adulto, politico, nemico giurato della dittatura militare (e di Pelè, a cui imputa una mancata presa di posizione contro il regime). Continua a leggere »