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ACCADEVA OGGI…

7 July :
1960 Durante un corteo contro il governo Tambroni la polizia spara sulla folla. Muoino Ovidio Franchi, Lauro farioli, Marino Serri, Emilio Riverbiri e Afro Tondelli. Diventeranno i morti di Reggio Emilia.

STATS

il cor(ro)sivo della Militant

Nella terra di Ippocrate ieri è stata trovata la medicina contro quel mal d’austerità che ormai da anni affligge i lavoratori europei. L’Oxi, questo il nome dell’ultimo ritrovato della farmacopea ellenica, ha inoltre chiaramente dimostrato di avere effetti benefici sulla postura di chi lo assume, restituendogli la schiena dritta e la testa alta. Dai primi test sembrerebbe che questo portentoso ritrovato possa rappresentare una cura anche per chi, lamentando scarsa lucidità, crede ancora che l’Unione Europea possa essere riformata. L’unica “controindicazione” è la feroce emicrania e la rotazione testicolare… dei padroni. Assumere senza moderazione, il prodotto non è stato approvato dalla UE.

Con la Grecia che dice no, per una sovranità popolare liberata dalla tecnocrazia neoliberista di Ue, Bce e Fmi

 

Oggi sapremo che strada prenderanno le popolazioni subalterne d’Europa. Da oggi passa la definitiva pacificazione sociale del continente o, all’opposto, la crisi di un programma economico e politico, quello dell’egemonia neoliberista finanziaria sovranazionale europeista. Sarebbe stato meglio, forse, non giocare ad una roulette russa in cui noi rischiamo tantissimo, troppo, mettendo in gioco, forse definitivamente, la possibilità di incidere riguardo alle strategie politiche della Ue. Ma, come dicevano i latini, hic Rodus hic salta. Oggi questo è il terreno su cui giocare, questa la lotta da portare avanti. In ogni caso, il voto di oggi rappresenta uno spartiacque: anche la più ottimista delle sinistre riformiste oggi dovrà prendere atto dell’inconciliabile alterità d’interessi tra Unione europea e popolazioni subalterne. Non esiste possibile riforma di questa Unione. Un dato di fatto che, qualsiasi sia il risultato referendario, rimarrà sul terreno dei rapporti politici. Da oggi il campo della sinistra conosce una faglia chiarificatrice: la sinistra del si e quella del no. Quella del nai e quella del oxi. La sinistra di Junker e Draghi, e quella in lotta col popolo greco, espressione oggi di tutti i popoli d’Europa. Oggi c’è un’unica scelta possibile.

Lobbisti del terzo millennio

 

Mentre nel triangolo Atene – Bruxelles – Berlino si discute delle sorti della Grecia, noi l’Unione Europea vorremmo ricordarla così, come fa candidamente il Sole24Ore in un articolo di qualche giorno fa. L’analisi di cui si parla è quella dell’EU Integrity Watch che riporta i dati sulla trasparenza relativi ai membri del Parlamento Europeo e all’attività di lobbying a Bruxelles – ossia la pressione su politici e referenti europei da parte di soggetti teoricamente esterni al processo decisionale – presentando la lista dei lobbisti, il numero degli incontri con finalità di lobby e il budget speso a questo scopo da ogni soggetto. Le organizzazioni iscritte al registro (che non sono tutte quelle che fanno lobbismo a Bruxelles) sono 7.821, di cui 4.879 favoriscono gli interessi delle aziende, mentre la parte restante è rappresentata da società di consulenza, Ong, università, sindacati, think tank e autorità locali. In pratica, il 75% (!) del pressing è di privati e proviene dall’industria, con 4.318 incontri con funzionari europei in 6 mesi. Quattromilatrecentodiciotto incontri in sei mesi, una media di 28 incontri al giorno, e ancora qualcuno ha dubbi su chi decida cosa nell’Ue. Nel “chi”, per essere più chiari, ci sono Microsoft, Google, Shell, Deutsche Bank e General Electric, giusto per citare quelli che finora hanno speso di più o che hanno avuto più incontri con le istituzioni. Gente con capitali paragonabili al PIL della Grecia e forse più voce in capitolo nelle decisioni europee. Tra le organizzazioni italiane invece la prima in classifica è ovviamente Confindustra, con 14 incontri con i referenti europei, e a seguire i gruppi energetici di Enel, Eni, Edison e soggetti come Unicredit, Intesa San Paolo, Mediaset, Slow Food, ABI e Ferrovie dello Stato (poi ci chiediamo della TAV…). Continua a leggere »

God Bless America

Da venerdì scorso, se sei un omosessuale statunitense può sposarti con il tuo partner. Se sei un giovane nero omossessuale statunitense, però, non è detto che raggiungerai l’età in cui ti verrà il desiderio (o avrai la possibilità) di sposarti: già il tasso di mortalità infantile dei bambini nati da madri afroamericane, infatti, è doppio rispetto a quelli nati da genitrici bianche, mentre la terza causa di morte tra i neri afroamericani è l’omicidio (9,7%; 14,1% se si considerano solo i giovani maschi neri). Continua a leggere »

Un no per la libertà

 

Un anno fa, nel giugno del 2014, organizzavamo la prima e ancora unica manifestazione “di sinistra” contro l’Unione europea in Italia. Una manifestazione che non fu un successo numerico, in questo sfavorita sia dalla data (un sabato di fine giugno), sia dal contesto (l’assenza ormai cronica di manifestazioni di massa in questo paese), sia – soprattutto – dall’incomprensione di fondo che suscitava la lotta alla Ue. Il deposito ideologico sedimentato dal sistema mediatico e culturale mainstream sovrappone ancora oggi, sembra incredibile a dirsi vista la degenerazione della questione europeista, il concetto di Europa con quello di Unione europea. Lottare contro una determinata costruzione economico-politico-ideologica, la Ue, equivale, per il sistema politico-mediatico e nella forma mentis dell’approccio alla questione, a lottare contro l’Europa, cioè contro il contesto geografico di riferimento. Una evidente assurdità, che però l’assenza di ragionamento ha portato alla tautologia deformante. Non c’è Europa senza Unione europea. Fuori dalla Ue ci sarebbe solo Isis e “putinismo”, il ritorno allo stato di natura e ovviamente il fallimento economico. Andateglielo a spiegare agli svizzeri, o ai serbi, gli albanesi, i norvegesi, i croati, eccetera. Ovviamente, il primo passo verso l’homo homini lupus sarebbe l’uscita dall’euro, catastrofe geologica paragonabile all’estinzione dei dinosauri. In effetti non possiamo dire che inglesi e polacchi, danesi e norvegesi, cechi, islandesi, ungheresi o romeni, albanesi e svizzeri, se la stiano passando alla grande, ma insomma, non sembrano messi così male, eppure non hanno l’euro. Per riferire di un esempio immediato e forse banale, ma che rende bene l’idea, quando l’Italia entrò nell’euro aveva un Pil nominale più grande di quello della Gran Bretagna. Nel 2006, l’anno prima dello “scoppio della grande crisi”, la divaricazione a favore degli inglesi era già ampia. Dal 2008 il divario ha continuato a crescere. E la Gran Bretagna non ha l’euro. Continua a leggere »

Battere un colpo prima che sia troppo tardi. Assemblea cittadina martedì 30, ore 19.00, L81

 

Le inchieste della Magistratura capitolina hanno portato allo scoperto una situazione politica che i movimenti sociali da tempo immemore denunciano in ogni sede: la politica cittadina è espressione di piccoli e grandi potentati economici volti alla spartizione sistematica delle risorse della città. Una spartizione assolutamente trasversale, indistinguibile tra “centrosinistra” e “centrodestra”, in realtà unico grande contenitore degli interessi di palazzinari e accaparratori di appalti. Una spartizione a volte illegale, come emerge dalle inchieste odierne, ma il più delle volte perfettamente legalizzata attraverso i canali della politica compiacente. Di fronte alla situazione di un Comune completamente sfiduciato dalla cittadinanza, privo di ogni possibile legittimazione politica, nella sostanza commissariato da Prefettura e Governo, le ragioni della protesta stanno pericolosamente venendo intercettate dalle forze politiche di destra. Da una parte Fratelli d’Italia e Casapound, in attesa dello sbarco a Roma di Salvini e della Lega; dall’altra da un Movimento 5 Stelle in grado di rappresentare il rifiuto dei romani verso questo Comune ma incapace di proporre qualsivoglia soluzione che non sia l’accelerazione del processo di privatizzazione dell’amministrazione cittadina. Conviene infatti ricordare come tale sistema di malaffare sia il prodotto proprio del processo di privatizzazione, che ha portato il Comune a esternalizzare gran parte dei suoi servizi essenziali dando vita a una guerra per gli appalti di cui oggi si intravede il risultato. Continua a leggere »

La sentenza sul 14 dicembre: qualche motivo per festeggiare, molti per continuare a lottare

 

E Infine, dopo un estenuante tragitto giudiziario, sono arrivate le sentenze per la manifestazione del 14 dicembre 2010. Sentenze difficili da interpretare. Da un lato il collegio giudicante demolisce praticamente tutto l’impianto accusatorio, che narrava di un tentativo eversivo portato avanti da frange criminali a cui si chiedeva, tramite i capi d’imputazione di danneggiamento aggravato e resistenza aggravata, pene spropositate per i reati contestati. Un tentativo da parte della Procura, rappresentata in questo processo dal Pm Tescaroli, difficilmente ricevibile anche da un sistema giudiziario compiacente. Che infatti, prendendo atto dell’inconsistenza dei reati contestati, decideva per l’assoluzione o la multa per semplice imbrattamento per 21 dei 26 imputati totali nel processo. Dall’altra, però, la dinamica del “capro espiatorio” su cui addossare tutta la vendetta legalitaria è riemersa anche stavolta. Cinque compagni  pagano per tutti, con pene anche qui fuori da ogni contesto, vista la sostanziale smentita della ricostruzione del Pm. Pene che raggiungono i due anni e sei mesi nel caso di un compagno, e di quasi due anni per gli altri quattro. Compagni costretti non solo alla sanzione penale, ma anche a quella pecuniaria delle spese processuali (5.500 euro), nonché tutti ancora coinvolti nella richiesta di risarcimenti per danni d’immagini richiesti dal Comune di Mafia Capitale (ricordiamo: 586.000 euro!). Quel comune che dovrebbe risarcire uno a uno i suoi concittadini, si permette ancora oggi di chiedere soldi a chi quel giorno difendeva una legittimità democratica di fronte alla compravendita parlamentare. Grazie alla “discontinuità” politica di Pd e Sel, questo Comune scavalca a destra la magistratura romana insistendo nella vendetta pecuniaria. Un altro record per la giunta più inquisita della storia cittadina.