Se tanto ci da tanto, adesso bombarderanno il Vaticano…

Se tanto ci da tanto, adesso bombarderanno il Vaticano…

Sono sempre loro! Era difficile riuscire a ridere su cose del genere. Meno male che esistono

 

 

Si è sempre parlato, in questi anni, di terrorismo a sproposito. Possiamo dire che sia diventata la categoria politica universale per descrivere, o etichettare, tutto ciò che sfugge al controllo politico parlamentare, esce dal recinto sempre più ristretto della democrazia liberale o contrasti in qualche modo con quella forma di morale pubblica che il sistema politico-economico ci somministra quotidianamente, e che in questi anni ha completamente tracimato ogni confine irrompendo in qualunque aspetto del vivere sociale.

Detto questo, però, gli attentati norvegesi rientrano perfettamente in quella, peraltro labilissima e contestabilissima, categoria di terrorismo come noi possiamo, o potevamo, immaginarcela.

Non siamo qui però a tracciare una analisi degli attentati, degli scopi o del neonazismo dell’attentatore. Non ci stupisce affatto che sia un fascista, e neanche la sua militanza religiosa. Due caratteristiche che, nel corso della storia, sono sempre andate a braccetto col terrorismo, quello vero.

Quello che però ci preme sottolineare è come si sia mossa, anche questa volta, la macchina ideologica del potere. Di come l’evento sia stato subito astratto dalla propria realtà, decostruito e ricomposto in maniera che fosse digeribile per l’opinione pubblica.

Se dieci anni fa gli attentatori erano espressione di un potere mondiale volto ad abbattere l’occidente e a sostituirlo con una serie di emirati musulmani, oggi l’attentatore è un pazzo isolato, rifiutato persino dal padre, figurarsi da qualche organizzazione politica. Se dieci anni fa la religiosità musulmana degli attentatori costituiva l’aggravante, che rendeva l’Islam sinonimo di terrorismo, oggi l’intransigenza cattolica dell’attentatore viene vista come elemento di contraddizione, così da spiegare la sua follia (..ma pensa, terrorista e cattolico, è evidente che sia pazzo..). Se dieci anni fa l’apparente “impoliticità” degli attentatori veniva ribaltata dai media, definendoli e inserendoli nella lotta contro l’imperialismo yankee che caratterizza l’area mediorientale (insomma, gli attentatori, volenti o nolenti, nuotavano in quel brodo culturale mediorientale fatto di autoritarismo e ideologia anti-USA), oggi la politicità dell’attentatore viene sminuita tramite l’utilizzo del “ridicolo” e del concetto di “follia”. E’ un neonazista, ma in realtà non sa di cosa parla, e i suoi deliri su internet sul multiculturalismo marxista e sulle società di templari evidenziano semmai la propria confusione mentale, piuttosto che il discorso coerente portato avanti in questi anni da tutte le destre al potere in Europa, dalla Merkel e Cameron, da Berlusconi a Sarkozy.

Dieci anni fa degli attentati in tutto e per tutto speculari a quelli norvegesi, salvo il numero di morti (che  è un rilievo di secondo piano..la bomba nel palazzo a Oslo ne ha uccisi sette, ma potevano essere benissimo cento, o duecento..), hanno costituito lo scudo ideologico e dato il via alla guerra americana al terrore, e cioè all’invasione dell’Afganistan e dell’Iraq. Oggi questi attentati non scateneranno una guerra senza frontiere contro il terrorismo cristiano o neonazista, non ci saranno invasioni del Vaticano o la messa al bando dei partiti filo-cristiani. Non ci saranno le extraordinary rendition, non verranno torturati indifesi parroci di campagna. Non verrà invaso nessun paese. Verranno, invece, amplificate le norme contro il terrorismo, ristretti ulteriormente i nostri margini di libertà, avviati nuovi giri di vite contro tutte le organizzazioni politiche. E’ l’uso della sineddoche a corrente alternata: se gli attentatori sono arabi, è tutto l’Islam sotto attacco e foriero di terrorismi; se invece gli attentatori sono cristiani e neonazisti, la metafora non funziona più, la spersonalizzazione opera sin dal primo momento e il tutto si perde in una ricerca psicologica sulle cause personali che hanno portato il terrorista ad agire così.

Poi ci venissero a raccontare che non ci sono più le ideologie.