Roberto vive

roberto scialabba

Ricorre domani, 28 febbraio, il trentaduesimo anniversario dell’assassinio di Roberto Scialabba – compagno di 24 anni, militante in Lotta Continua prima e dell’Autonomia operaia poi, attivista dell’occupazione di via Calpurnio Fiamma – ucciso a piazza don Bosco da un gruppo di fascisti  capeggiati da Giusva Fioravanti.
Quel 28 marzo i Nar avevano deciso di voler vendicare i morti di due mesi prima ad Acca Larentia, ritenendo – senza alcuna prova – che i responsabili di quei fatti andassero ricercati tra i militanti dell’occupazione di via Calpurnio Fiamma: quando arrivarono lì, però, trovarono lo stabile chiuso, in quanto era stato sgomberato il giorno precedente. Il gruppetto di fascisti, quindi, si diresse verso la vicina piazza don Bosco, luogo di ritrovo abituale dei compagni. Usciti dalla macchina – a volto scoperto, in quanto si ritenevano evidentemente protetti dall’influenza dei loro padroni – fecero fuoco quasi a caso: nella sparatoria rimasero feriti Roberto e suo fratello Nicola. Non soddisfatto, Fioravanti si avvicinò a Roberto agonizzante per una ferita al torace, gli montò a cavalcioni sopra e, a bruciapelo, gli sparò due colpi dietro alla nuca, uccidendolo.
Soddisfatti per l’azione, Fioravanti e gli altri si recarono all’Eur a festeggiare e, qualche ora dopo, mandarono una rivendicazione al “Messaggero”. La rivendicazione, però, non fu mai presa in considerazione né dalla polizia né dai giornali, che preferirono presentare – come al solito – l’uccisione di Roberto come un fatto in cui non c’entrava nulla politica, come un regolamento di conti tra spacciatori. Quella della polizia fu una vera e propria operazione di depistaggio, che comunque non ci sorprende: solo con il pentimento di Cristiano Fioravanti – fratello di Giusva e partecipante anch’egli all’assassinio – nel 1982 si poté fare luce sulla vicenda.

A proposito del responsabile più diretto del vigliacco assassinio di Roberto, ci teniamo a sottolineare che non si tratta di un curioso caso di omonimia: l’assassino Giusva Fioravanti, colui che sparò alla nuca di un compagno  agonizzante – e che in seguito si distinse come stragista alla Stazione di Bologna – è proprio lo stesso Giusva Fioravanti che giusto in questi giorni ha affermato di sostenere la candidatura alla Regione Lazio e di essere impegnato – insieme a sua moglie Francesca Mambro – in un lavoro di terza fila nella campagna elettorale di Emma Bonino, che tra tutte le cose per cui dovrebbe provare vergogna può così annoverare anche – nelle primissime posizioni – il suo gruppetto infame di fans.
Si tratta dello stesso Fioravanti che Gennaro Mockbel – complice del nazista Stefano Andrini, amministratore delegato dell’Ama per volontà del sindaco Alemanno ora dimissionario, nella creazione di una finta residenza all’estero necessaria alla candidatura Di Girolamo, senatore eletto con i voti della ‘ndrangheta – si vanta di aver tirato fuori da galera, sborsando 1 milione e 200 mila (non per il solo Giusva, ma per la formidabile coppia Mambro/Fioravanti). Evidentemente è questo il prezzo che valgono i 9 ergastoli di lei e gli 8 di lui (tra cui anche quello per l’omicidio di Roberto Scialabba). Evidentemente è questo il prezzo degli oltre 90 morti ammazzati di cui sono diretti responsabili ed esecutori.

In occasione della morte di Walter Rossi, compagno ucciso da un gruppo di fascisti – tra cui si trovavano anche Giusva Fioravanti e suo fratello Cristiano, a lungo ritenuto il responsabile materiale dell’omicidio – nel settembre del 1977, Roberto lo aveva ricordato in questo modo: «Una lacrima scivola sul viso, una lacrima che non doveva uscire, il cuore si stringe, si ribella, i suoi tonfi accompagnano slogan che si alzano verso il cielo “non basta il lutto pagherete caro pagherete tutto”».
Noi riprendiamo le sue parole: pagheranno caro, pagheranno tutto, non solo i responsabili dell’omicidio di Walter, di Valerio e di Roberto, non solo i loro protettori di allora, ma anche i loro amici e i loro protettori di oggi.

DOMENICA 28 FEBBRAIO 2010, ORE 17 – PRESIDIO IN PIAZZA DON BOSCO – UN FIORE PER ROBERTO SCIALABBA