LIBERTA’ PER GLI ARRESTATI!

 

Prende corpo il grande disegno di una nuova magistratura democratica che opera tramite un’ altrettanta democratica forza pubblica. La stessa che abbiamo avuto il piacere di vedere in Val Susa nelle ultime settimane, la stessa che all’alba dello scorso 26 gennaio mise in stato di arresto e sotto custodia cautelare 24 attivisti No Tav appartenenti ai movimenti di diverse città italiane. Ieri l’ennesimo capitolo, sul set di Roma. Caricati e dispersi dalle forze di polizia, oltre 400 persone – che avevano occupato simbolicamente il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) in solidarietà con la lotta No Tav – sono state vittima dell’ennesimo abuso di potere da parte della Polizia italiana. Senza casa e singoli militanti, in una giornata indetta dai movimenti romani per il diritto all’abitare, sono stati ricevuti come ormai la ricetta Monti sta insegnando in ogni angolo d’Italia: prima la repressione, poi in caso, il dialogo.

All’indiscriminata azione di polizia hanno fatto seguito 4 arresti tra i militanti del BPM e del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa; ancora oggi in stato di arresto, ad ora ancora trattenuti nonostante alle 11 di stamane sia iniziata l’udienza per direttissima al Tribunale di Piazzale Clodio. Sempre stamane, proprio sotto il palazzo del Tribunale, molti militanti dei movimenti per il diritto all’abitare e altri attivisti delle lotte sociali romane si sono ritrovati per esprimere solidarietà incondizionata agli arrestati. Ciò che ora sappiamo, mentre scriviamo queste brevi righe, è che dalle 12.30 l’udienza è ripresa con le deposizioni – peraltro discordanti – di 12 agenti di Polizia e dovrebbe andare avanti nel corso del pomeriggio.

Che le lotte sociali fossero sotto attacco non è un mistero oggi; che Monti e tutto il tecno-governo siano in difficoltà quando si discute della delicata questione che è la Torino-Lione, è altrettanto cosa nota. La presenza stessa di Monti ieri al CIPE, forse, può essere una chiave di lettura per capire l’ennesimo passo falso, in termini di consenso, fatto dal governo e dalla democratica polizia che lo presidia. Lo stato d’eccezione che via via si tenta di normalizzare rappresenta una battaglia cui tutte le lotte sociali del paese devono rispondere; ciò non significa, però, porgere l’altra guancia quando l’azione repressiva si fa largo tra le maglie dei movimenti. Per questo, come Collettivo che vede tra le sue fila occupanti e attivisti del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, esprimiamo la nostra solidarietà e complicità agli arrestati, di oggi e di ieri, delle lotte sociali tutte, dall’abitare degno al No Tav, passando per i fatti del 15 ottobre.

-LIBERARE TUTTI VUOL DIRE LOTTARE ANCORA-