Le squadracce di Alemanno

Le squadracce di Alemanno

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Ieri mattina, come ormai già saprete, si è prodotta un’aggressione fascista nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma 3. Sentendo la notizia molti avranno pensato all’ennesima spedizione punitiva di Casapound, e invece no. Questa volta ad aggredire 4 studenti del collettivo sono stati 15 fascisti armati di caschi e bastoni, ma con in tasca la tessera di Alleanza Nazionale. La cosa potrà forse disorientare gli osservatori più distratti ma certamente non ha colto di sorpresa chi conosce bene qual è l’area politica da cui provengono queste merde (scusate, ma non ci viene altro termine) e soprattutto chi ne ha annusato la crescente frustrazione nel vedersi scavalcati a destra dal Blocco da una parte, e nel ritrovarsi disciolti nel PdL dall’altra. Ma torniamo alla dinamica dell’accaduto, anche per evitare che come al solito un’aggressione (in cui ci sono un aggressore e un aggredito) venga trasformata in una rissa (in cui invece le parti si equivalgono). Ieri mattina, prima del pestaggio vero e proprio, una decina di fascisti sono penetrati nell’auletta del collettivo minacciando un ragazzo e una ragazza che si trovavano li in quel momento di non provare a rovinare la loro iniziativa (prevista inizialmente per domani) perché altrimenti l’avrebbero pagata cara, e giù due pugni. Poco più tardi, mentre una ventina di fascisti volantinava per la suddetta iniziativa, quattro compagni saputo delle minacce sono andati a chiedere spiegazioni per un’intimidazione che ritenevano gratuita ed immotivata. Tra l’altro l’iniziativa era stata autorizzata dal Preside ed Alleanza Universitaria (purtroppo, aggiungiamo noi) è ormai parte stabile del corredo di quella facoltà. Neanche il tempo di aprire bocca, però, ed è partita l’aggressione a freddo da parte di una squadraccia che si è rivelata armata di tutto punto. Il risultato: due compagni trasportati al CTO con le teste aperte. Ci permettiamo di sottolineare un’altra anomalia. Perché organizzare un gruppone così folto e così ben equipaggiato per volantinare in una facoltà relativamente tranquilla. La nostra impressione è che si volesse dare un segnale di intransigenza a quell’area che, da dentro AN, guarda ed ha come referente il Foro 753 e che ha da tempo stretto un’alleanza “competitiva” con Casapound e Blocco Studentesco. Torneremo sulla questione nei prossimi giorni, nel frattempo proponiamo un interessante dossier che abbiamo trovato su indymedia e che crediamo vada fatto girare…

L’organizzazione di Alleanza Nazionale “Foro 753”

«Veltroni ha dimostrato una capacità ed esperienza nell’amministrare che supera di gran lunga quella di molti dei nostri politici – osserva Giacomo Mondini, portavoce del Foro -. Poter dire che a Roma un centro sociale di destra esiste, significa garantirsi un ruolo super partes e dimostrare preparazione e lungimiranza politica». Corriere della Sera del 25 Maggio 2006

In principio, settembre 2003, venne occupato lo stabile di via Capo d’Africa nel quartiere Celio; una vera e propria “profanazione” per lo stabile già Casa del Popolo e ritrovo degli Arditi del Popolo romani. Nel giugno 2005 la giunta Veltroni opera lo sgombero dello stabile per ridestinarlo a Museo della Shoa con la promessa di nuovi locali per gli occupanti.

Il 21 Aprile 2007 “per la riconosciuta valenza sociale dell’attività svolta dalla medesima” il Foro 753 riapre in dei nuovi locali gratuitamente concessi dal Comune di Roma. Il nuovo stabile è a Boccea-Torrevecchia; all’inaugurazione intervengono Rutilio Sermonti, uno dei fondatori di Ordine Nuovo, e le rappresentanze della Fiamma Tricolore, di Forza Nuova e degli SPQR Skinheads.

Nel dicembre 2008 il Comune di Roma opta per l’acquisto dello stabile sede del Foro per 500.000 Euro. Durante l’iter per l’assestamento di bilancio si decide di rinviare al 2009 l’acquisizione dello stabile da parte del comune.

Il Foro 753, nonostante i proclami di presunte autonomie politiche, è a tutti gli effetti un’ organizzazione di Alleanza Nazionale.

Con l’assegnazione e il prossimo acquisto dello stabile si completa un lungo ed ambizioso percorso da parte della destra sociale di An iniziato a metà anni novanta.

Le origini, la destra sociale di An
Alleanza Nazionale dopo la svolta di Fiuggi, gennaio 1995, ha come primo obiettivo, trasversalmente a tutte le sensibilità interne, l’annientamento della componente che si è opposta alla svolta ed ha dato vita al Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Più a destra della Fiamma in quel momento il deserto: il Movimento Politico è stato sciolto dalle autorità, Meridiano Zero ha optato per l’autoscioglimento. Alleanza Nazionale sa quindi di non poter lasciar scivolare la vecchia base missina nelle mani di Rauti, il compito di organizzare la corrente interna a ciò deputata viene affidato al genero di Rauti Gianni Alemanno. Sulle ceneri della corrente “Cantiere Italia”, l’area politica di ex-rautiani favorevoli a Fini, nasce la “Destra Sociale”. Ad animarla l’ex segretario del Fronte della Gioventù ed ex leader dei giovani rautiani Gianni Alemanno ed il giornalista e deputato Francesco Storace; contestualmente nasce la rivista “Area” la cui direzione è affidata all’ex militante di Terza Posizione e cantante dei “270bis” Marcello De Angelis, cinque anni e mezzo di carcere alle spalle per banda armata. A Roma i circoli della destra sociale assumono fra le varie denominazioni quella di “Oltrelinea” che “aggregano all’interno di AN diverse generazioni provenienti dal mondo della militanza e da differenti esperienze politiche”.

L’asse Alemanno-Terza Posizione
Alemanno, liberatosi dallo scomodo ingombro di Rauti e dei rautiani, apre il partito ai vari reduci degli anni settanta. A presiedere il circolo “Civiltà Romana” viene chiamato l’ex Avanguardia Nazionale, Terza Posizione e N.A.R. Giuseppe Dimitri, otto anni di carcere alle spalle per banda armata. Alla chetichella Alemanno raccoglie diversi tra quadri e militanti di base delle varie disciolte formazioni extraparlamentari; luogotenente di Alemanno diventa così Vincenzo Piso, ex Terza Posizione con quattro anni di carcere alle spalle per banda armata. Piso diverrà prima consigliere comunale, poi segretario romano di An ed infine, dopo alterne vicende interne, parlamentare.
Il sodalizio Alemanno-Dimitri tenta quindi di sfondare tra i “duri e puri” in nome di una nuova sintesi politica. Dimitri del resto gode di un consenso trasversale sulla piazza avendo guidato negli anni settanta la “Legione” una sottoformazione di Terza Posizione dedita all’esoterismo neo-nazista e alle attività paramilitari.

Da Meridiano Zero a Terza Europa
Alemanno, forte di quest’asse, punta quindi ad allargare la sua corrente agli ex di Meridiano Zero. Meridiano Zero era una formazione politica neo-fascista attiva a Roma tra il 1991 e il 1993. Essa era composta principalmente da un folto gruppo di ex-militanti del Fronte della Gioventù delle sezioni missine di Monteverde, Eur-Garbatella e dell’Appio Latino. Il leader della formazione era Rainaldo Graziani, figlio del fondatore di Ordine Nuovo. Dopo l’auto scioglimento nel 1993 parte di Meridiano Zero era confluita nella Fiamma Tricolore salvo uscirne poco dopo in polemica con Rauti. A fine anni novanta inizia il riavvicinamento di un drappello di ex militanti di Meridiano Zero ad Alleanza Nazionale. In una prima fase, 1997, danno vita ad alcuni comitati civici con quello antirom a Marconi (Comitato Difesa del Cittadino del quartiere Marconi). Nel 1998 nasce, con la benedizione di Alemanno, il “Comitato Idee Proibite” per l’abrogazione delle leggi Scelba e Mancino. Si tratta di un comitato trasversale ad alcune realtà politiche, Azione Giovani e Forza Nuova in primis, e ad alcune realtà associative come “Il Veliero” e “Giustizia Giusta”. Nel 1999 dalle ceneri della corrente interna di An “Oltrelinea” nasce il Coordinamento “Terza Europa”. Si tratta di ottanta tra circoli territoriali e ambientali di AN con numerosi eletti negli enti locali a Roma e Provincia. Le parole d’ordine sono: militanza politica, volontariato sociale e attivismo culturale (www.terzaeuropa.com). Pian piano “Terza Europa” si struttura e si rafforza, Alemanno e Storace del resto sono ministro e presidente della Regione. La scalata interna della destra sociale a Roma raccoglie il primo grande successo nel marzo 2002 con la designazione a segretario della federazione di Vincenzo Piso. Lo scontro con le componenti moderate, i “gabbiani” in primis guidata da Fabio Rampelli, vede Alemanno e soci da qui in poi prevalere sistematicamente.

Il progetto politico “Foro 753”
In un quadro di consolidamento ed espansione per la destra sociale nasce nel 2003 al quartiere Celio di Roma il Foro 753. Uno spazio, nelle intenzioni della destra sociale, dove raccogliere e reimpiegare gli “impresentabili” ma anche una postazione dal profilo fortemente antagonista in concorrenza con le nascenti ONC (Occupazioni Non Conformi) e OSA (Occupazioni a Scopo Abitativo) guidate dal camerata (e amico di Dimitri e Piso) Gabriele Adinolfi, tesoriere di Terza Posizione fuggito negli anni ottanta in Inghilterra in seguito ad una condanna per banda armata e reati associativi legati alla strage di Bologna. Caratteristica peculiare del Foro nell’ambito dell’area “non conforme” è infatti la presunta autonomia da An; una modalità con cui la destra sociale cerca il dialogo coi giovani più insofferenti alle piroette di Fini e più sensibili alle tematiche della nuova destra, dagli Ogm alla globalizzazione. Di presunta autonomia si parla dal momento che tutti i principali esponenti del Foro hanno la tessera di An in tasca ricoprendo incarichi interni o istituzionali anche di rilievo. Alleanza Nazionale con questa spregiudicata operazione ha così raccolto e ripulito diversi esponenti della teppaglia fascista romana che vanno da Meridiano Zero al Movimento Politico con la benedizione dei padri “bombaroli” nobili di Terza Posizione, dei N.A.R. e di Ordine Nuovo.

Le attività del Foro

2.11 e Memento Naturae
2.11 è il nome del negozio-libreria sito a Fiumicino accanto alla locale sede di Azione Giovani. Nella sigla il 2 sta per B (Benito) e l’11 sta per M (Mussolini). 2.11 è la più importante dependance del Foro, lo spazio viene anche adibito per conferenze e concerti oltre a vendere abbigliamento e gadget nostalgici. Formalmente il presidente dell’associazione 2.11 è Gianluca Di Lemma, in realtà ad animare le attività del negozio è il consigliere comunale di Fiumicino di An William De Vecchis, ai più noto per l’ordine del giorno del 2004 con cui ha fatto intitolare una piazza di Fregene al gerarca fascista Ettore Muti. Nel settembre 2005 De Vecchis attraverso il “Comitato Salvaguardia di Fiumicino” e l’associazione 2.11 guida in compagnia dei giovani del Foro 753 l’occupazione simbolica dello storico Faro di Fiumicino. Emanazione di De Vecchis è anche il “Comitato di Salvaguardia di Focene”. I due comitati territoriali hanno promosso insieme all’Associazione “Memento Naturae”, guidata dall’esponente del Foro Riccardo Oliva, diverse iniziativa di natura ambientale. “Memento Naturae” altro quindi non è che una emanazione diversa ma speculare della storica associazione ambientalista del Movimento Sociale Italiano “Fare Verde”. Diverse sono le iniziative patrocinate e finanziate dai diversi comuni del litorale laziale promosse da Memento Naturae. De Vecchis e 2.11 nel gennaio 2006 hanno formalmente aderito al “Coordinamento Mutuo Sociale” promosso da Casa Pound.

Il Quadrato
Il 13 maggio 2006, in piena campagna elettorale, la presunta associazione culturale “il Quadrato” occupa uno stabile nel quartiere Portuense. Si tratta di un ex scuola già occupata, col nome di “Bartolo” nel dicembre 1990, dai giovani fuoriusciti missini di zona che daranno vita a Meridiano Zero prima e alcuni dei quali al Foro dopo. L’occupazione è guidata dai consiglieri comunali Piso e De Vecchis e dal membro dell’associazione culturale e candidato dei circoli “Marco Aurelio” (ennesima denominazione dell’area già Oltrelinea-Terza Europa) di An in quindicesimo municipio Luca Cirimbilla. In pochi giorni gli occupanti recedono dai loro intenti. L’associazione formalmente guidata da Maurizio Vitelli riappare in seguito nella velina di rivendicazione del presidio per l’emergenza abitativa promosso da Foro e Casa Pound nel gennaio 2009.

Università e Scuola
Minoritaria ma visibile la componente universitaria del Foro. Il nucleo base è da alcuni anni la facoltà di Scienze Politiche all’università Roma Tre. Il Foro 753 attraverso Azione Universitaria esprime in questa facoltà da qualche anno i rappresentanti degli studenti. Nel dicembre 2004 il Foro 753, 2.11 e Azione Universitaria promuovono nella facoltà una conferenza sugli Ogm alla presenza dell’allora ministro dell’agricoltura Alemanno. L’iniziativa si svolge a porte chiuse mentre all’esterno della facoltà si fronteggiano studenti dei collettivi e il servizio d’ordine di An. Nell’aprile 2005 militanti del Foro aggrediscono due studenti nei locali della facoltà con relativi due giorni di scontri sedati dalla Celere. Le elezioni universitarie alla Sapienza nel 2008 vedono l’elezione al Consiglio d’Amministrazione dello studente fuorisede vicino al Foro 753 Cristian Alicata. Nel 2005 il Foro nel tentativo di svincolarsi da Azione Studentesca, l’organizzazione degli studenti medi di An, da vita all’effimero esperimento di “Studenti in Marcia”. Si tratta di una sorta di coordinamento studentesco impegnato prevalentemente nelle scuole del XV° e XVI° municipio con una sede in via degli Amodei a Bravetta.

Musica
Due sono i gruppi musicali direttamente riconducibili al Foro: “Insedia” (Innato Senso di Allergia) e “Ludiones”. Gli Insedia un tempo noti come “Postazione Nemica” vedono alla voce e chitarra Giacomo Mondini, esponente di primo piano del Foro. Il gruppo attivo dal 2000 suona Street Punk uscendo così dai canoni della musica nazionalidentitaria, per alcuni anni hanno inoltre seguito in tournee gli “Zetazeroalfa” il gruppo musicale di Gianluca Iannone e Casa Pound. Mondini e Iannone condividono inoltre anche la passione per i motori attraverso la “LMFO” (Legione Motorizzata Fratelli Omunghus) una banda di motociclisti.
Da Fiumicino provengono invece i Ludiones, un gruppo legato all’esperienza di 2.11 e al rock stile Metallica.

Nostalgie
La musica e la cultura celtica sono indubbiamente un vecchio pallino neofascista divenuto in passato grazie alle abili manovre del consigliere regionale di area Foro Pietro Di Paolo un vero e proprio festival: il Fairylands. Il festival si è svolto nel comune di Guidonia fino al 2006 grazie ai contributi della Regione Lazio salvo poi chiudere i battenti, contestualmente è nata l’etichetta musicale Fairylands che ha promosso sporadiche iniziative musicali. La seconda creazione di Di Paolo è il Palio dei Rioni, una manifestazione medievale che nel 2008 si è svolta a Cesano in XX° municipio. Di ben altro carattere è invece l’iniziativa promossa tra gli altri da Gabriele Adinolfi e Rainaldo Graziani della guardia d’onore alla cripta di Benito Mussolini nel cimitero di Predappio. L’iniziativa ha visto fino a qualche tempo fa militanti di tutte le formazioni di destra, partitiche e non, alternarsi in turni di guardi davanti alla tomba di Mussolini. Il Foro 753 dal canto suo non ha mai fatto mancare un congruo numero di giovani militanti ogni mese.

Gli esponenti del Foro 753

A coordinare le attività del Foro è Ugo Cassone. Cresciuto nel Fronte della Gioventù di Monteverde è tra i promotori dell’esperienza del Centro Sociale “Bartolo”. Insieme agli esponenti del Bartolo e ad alcuni nuclei giovanili del FdG nel 1991 esce dal Movimento Sociale e confluisce nella formazione neofascista Meridiano Zero. Tra il 1995 e il 1996 entra nella Fiamma Tricolore diventandone segretario della sezione di Monteverde e membro del direttivo giovanile romano. Nell’aprile 1996 è tra i responsabili del pestaggio di un tossicodipendente a Monteverde. Uscito dalla Fiamma diventa presidente del Comitato Difesa del Cittadino del quartiere Marconi e con Domenico Gramazio, storico esponente missino, guida a più riprese le mobilitazioni contro il campo rom di Vicolo Savini. Nel 1998 promuove e diviene responsabile del Comitato Idee Proibite. Nel 2008 grazie al premio di maggioranza raccolto dal sindaco Alemanno alle elezioni, Ugo Cassone diventa consigliere comunale col PdL distinguendosi fin da subito per l’incondizionata solidarietà al Blocco Studentesco e a Casa Pound dopo Piazza Navona e per le attenzioni dedicate all’intera area non conforme. Nel 1994 Cassone ha dato vita alla Cooperativa Sociale “Arti e mestieri” che si occupa di: servizi per lo sviluppo di imprese sociali e auto impiego, servizi socio-educativi, servizi di informazione, consulenza e orientamento alle imprese, servizi sul territorio e attività associative (www.cooppartiemestieri.it). Cassone è anche membro del consiglio nazionale Unicoop. La cooperativa grazie all’assessore alla cultura del comune di Roma Umberto Croppi, ex Msi nonchè organizzatore dei “Campi Hobbit” rautiani, si occupa da qualche tempo anche di “sicurezza” in eventi musicali come il “Nu Folk festival” e “l’Europae Festival”. Nel comparto sicurezza della cooperativa lavorano e vengono stipendiati per i loro servigi da squadristi alcuni camerati del Foro; all’occorrenza i camerati del Foro fanno servizio d’ordine o da “sbandieratori” per i sit-in dell’UGL.

Altro esponente di rilievo del Foro è Marco Veloccia, già esponente dell’organizzazione missina Fare Fronte nella facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza di Roma. Veloccia, che ha ricoperto anche il ruolo di presidente del comitato civico Labicano-Celio, grazie anche all’occupazione del Foro ha consolidato il suo bacino elettorale venendo confermato nel 2006 e nel 2008 come consigliere del Municipio I°. Ed è in questa veste che si è distinto nella battaglia omofobica contro la “Gay Street” di via San Giovanni in Laterano. Nel dicembre 2008 è stato assunto come collaboratore dall’Assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi.

Proviene dal sindacato un altro noto esponente del Foro: Stefano Conti. Già iscritto ai Msi, nel 1997 partecipa con Cassone alle attività del Comitato di Difesa del Cittadino del quartiere Marconi contro il campo rom di Vicolo Savini e al Comitato Idee Proibite. Successivamente diventa vice-coordinatore dei circoli Terza Europa di Alleanza Nazionale. Da alcuni anni è inoltre segretario provinciale di Roma dell’UGL Telecomunicazioni.

Da Azione Giovani proviene invece un giovane esponente del Foro: Luca Silvestri. Noto principalmente per l’assalto nell’aprile 2002 al Teatro Vascello di Monteverde. In quell’occasione la compagnia del “Teatro civile contro la guerra” metteva in scena lo spettacolo “Mai morti”. Davanti al teatro si presentarono una gruppo di trenta fascisti di Azione Giovani della sezione di Monteverde, guidati da Luca Silvestri, dalla consigliera provinciale Barbara Saltamartini e dal deputato Alberto Arrighi.

Sempre dalla locale sede di An proviene il già citato Luca Cirimbilla. Già addetto stampa della federazione romana di An, consigliere della facoltà di Scienze Politiche a Roma Tre oggi giornalista per il quotidiano di Vittorio Feltri “Libero”.

Direttamente riconducibili al Foro sono anche alcuni esponenti municipali.
Marco Perina, assessore a scuola, cultura e sport in XX° municipio, celebre per la sua battaglia a difesa dei lucchetti di Ponte Milvio, Nicola Paride Alampi, consigliere in XVI° municipio, Andrea Mosti, consigliere in V° municipio, Giovanna Romeo, consigliera in XV° municipio e Tommaso Ippoliti, ex consigliere in VII’ municipio.
Infine possono certamente considerarsi d’area Foro 753 Vincenzo Piso, deputato del PdL, Pietro Di Paolo, consigliere regionale di An, ed i consiglieri comunali PdL e referenti dell’intera area non conforme Luca Gramazio e Alessandro Cochi, quest’ultimo già animatore a fine anni novanta del centro sociale di destra “Portaperta” a San Giovanni.