L’Achtung Banditen evolve in fanzine antifascista. Da oggi, in tutte le peggiori scuole di Roma

L’Achtung Banditen evolve in fanzine antifascista. Da oggi, in tutte le peggiori scuole di Roma

 

Diamo spazio all’importante contributo uscito in questi giorni ad opera di diversi compagni romani, tra cui noi, organizzatori dell’Achtung Banditen Fest. Stiamo parlando del primo numero dell’AntiFanzine Achtung Banditen (scaricabile qui), in cui sono raccolti i diversi contributi e le testimonianze di ciò che è stato il festival Achtung Banditen, svoltosi a Roma all’Università La Sapienza gli scorsi 23 e 24 aprile. Il senso di quest’ultima “fatica” editoriale, raccolta anche in una veste grafica accattivante, è quello di dar luogo ad uno degli aspetti che, a nostro parere, costituiscono il cuore pulsante dell’anti-fascismo militante, la costruzione di un immaginario antifascista forte e radicato da opporre a quell’istinto xenofobo e razzista, che sotto la spinta della paranoia securitaria e della paura dell’immigrazione, sta facendosi strada anche nei luoghi dove come compagni siamo presenti ( o dove dovremmo esserlo). Perciò una fanzine da presentare nelle scuole, nelle piazze e nelle sedi dei comitati di quartiere è tra le migliori risposte, ci sembra, alla paura e a qualsiasi tentativo di riorganizzazione del fronte reazionario e fascista sotto la leadership di Salvini, che poi non è altro che l’altro lato della medaglia del renzismo.
Di seguito vi è anche l’introduzione alla fanzine, che meglio di ogni altra parola chiarisce il senso di questo lavoro.
Buona lettura…

 

Perché essere antifascisti? Oggi a quasi 70 anni da quel 25 aprile del ’45 la domanda sembrerebbe pertinente. Potremmo rispondere cavandocela con il richiamo ai partigiani, alla guerra di liberazione. Oppure potremmo parlare delle stragi degli anni 70, delle bombe nelle piazze e nelle stazioni, dei compagni assassinati sotto casa. Sicuramente è anche per questo che siamo antifascisti, ma la memoria non è la sola né può essere l’unica ragione per spiegare una scelta di campo netta e irreversibile.

L’antifascismo non è ricordo, liturgia o vuota retorica, è soprattutto lotta. Il fascismo in tutte le sue varianti non è che un prodotto della società basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e fino a quando questo sistema rimarrà in piedi saremo comunque costretti a farci i conti. Perché i fascisti, proprio come le guardie, i magistrati o gli altri apparati dello Stato non sono altro che uno strumento utilizzato dalla classe dominante per continuare a sfruttarci. Servi che nei quartieri e nelle curve si atteggiano a ribelli, ma che nei momenti decisivi ritrovi sempre dalla parte del potere costituito. Dall’altra parte della barricata.

Siamo rivoluzionari, vogliamo abbattere lo stato di cose presenti. Ecco perché siamo antifascisti.

Perché una fanzine? L’idea dell’Antifanzine, come pubblicazione dei contenuti del festival Achtung Banditen, nasce dalla necessità di pensare l’antifascismo oggi, farlo collettivamente, sia nei luoghi sottratti al consumo e al comando, che nelle contraddizioni dei territori in cui abitiamo, fuori da istituzioni la cui unica preoccupazione è difendere i privilegi di pochi e bastonare chi alza la testa. Proviamo ad iniziare da quello che per noi è stato un importante banco di prova, ovvero l’antifastival del 23 e 24 Aprile 2015, che si è tenuto all’Università La Sapienza.

In questa fanzine, in cui troverete alcuni articoli che parlano del festival, altri no, è posta al centro anche la necessità di ricostruire un immaginario antifascista, all’altezza del contesto, capace di tenerci uniti nelle diversità. In questo campo la musica ribelle, come la letteratura, l’immagine, l’approfondimento teorico e lo sport, possono dare un contributo fondamentale.

Questo lo spirito della Fanzine…