La nostra settimana del ricordo prosegue: contestato Cristicchi a Firenze

La nostra settimana del ricordo prosegue: contestato Cristicchi a Firenze

Nella serata di ieri, con i nostri compagni della rete Noi saremo tutto e i compagni della Rete Antifascista di Firenze, abbiamo contestato a Scandicci, vicino Firenze, lo spettacolo “Magazzino 18” di Simone Cristicchi. L’iniziativa si colloca all’interno della nostra settimana del ricordo, ovviamente di stampo anti-revisionista. Diamo appuntamento, quindi, alla Mensa Occupata (via Mezzocannone 14 – Napoli) per il convegno che si terrà venerdì 7 febbraio alle ore 17, dal titolo Il mito delle foibe: riscrivere il passato per dominare il presente.

da noisaremotutto.org

Ieri sera siamo stati in quel di Scandicci, dove insieme alla Rete Antifascista di Firenze abbiamo contestato lo spregevole spettacolo revisionista, filo-nazionalista e impregnato di retorica anti-slava di Simone Cristicchi, “Magazzino 18”. Come tante volte ribadito, è proprio questo vasto mondo di intellettualità vicina alla sinistra del PD, apparentemente sincera democratica, che in questi anni ha contribuito a sdoganare i peggiori revisionismi e a veicolare la peggiore feccia nazionalista, buonista e pacificata della storia e delle sue ricadute politiche. Lo strumento dell’artista “di sinistra” in questi anni ha aperto voragini nella cultura politica di questo paese, contribuendo in maniera decisiva a sdoganare discorsi, retoriche, visioni del mondo un tempo appannaggio unicamente dell’estrema destra. Non che il Cristicchi si fosse mai contraddistinto per una sua specifica appartenenza – oggi va di moda l’intellettuale “desengagè”, lontano da qualsiasi possibile organicità politica – ma in ogni caso così è percepito dal vasto pubblico di una certa sinistra salottiera. Purtroppo, lo stesso pubblico presente nel teatro di Scandicci, che infatti dapprima ha scambiato la contestazione per una provocazione della destra, poi capito il guazzabuglio politico nel quale si trovava ha comunque reagito ricordando i bei tempi del fu PCI: nessun nemico a sinistra, e l’intellettuale vicino al partito non si tocca, men che meno da gruppi della sinistra radicale che in fin dei conti sono simili ai fascisti. Ieri erano tutti istriani, dalmati, con almeno un parente ucciso nelle foibe, così come da Pansa erano tutti partigiani da otto generazioni. Peccato che gli istriani, quelli veri – comunisti – ieri sera stavano con noi a contestare il Cristicchi nazionale, tagliando le gambe anche alle scontate diatribe su chi aveva vissuto in prima persona le vicende che “Magazzino 18” si incaricava di reinventare. Peccato anche che ieri, oltre a noi come Collettivo e come Rete nazionale Noi Saremo Tutto, c’era anche tutta la Firenze antifascista, quella che ancora si mobilita e impedisce alle destre di ogni forma e definizione di prendersi tutti quei spazi che un certo tipo di “sinistra” concederebbe loro.

Non reputiamo neanche opportuno addentrarci nel merito della visione storica proposta dallo spettacolo, talmente raffazzonata da risultare indigesta anche al più fervente anti-comunista. L’Istria dipinta come italiana da sempre, tanto italiana che anche vecchie canzoni popolari, come dice Cristicchi, la ritraggono come terra dove “anche le pietre parlano italiano”. Peccato che la canzone citata nello spettacolo, addirittura cantata, sia “Di là dall’acqua” della “compagnia dell’anello”, storico gruppo neofascista. Altro che canzoni popolari: Cristicchi ha ripreso un po’ di ideologia patriottica alla Alleanza Nazionale, un po’ di neofascismo, e ci ha costruito sopra uno spettacolo stracolmo di invenzioni storiche, prima fra le quali il forzatissimo legame causa-effetto tra foibe ed esodo, viste come un continuum temporale-politico per cui l’uno discenderebbe dall’altro. Fandonie un tanto al chilo, come abbiamo cercato di spiegare nel tentativo di ricostruzione storica e politica di quelle vicende qualche giorno fa. Buone per qualche discorso pacificatorio alla Napolitano o alla Smeriglio, ma non certo utili a chiarire quegli aspetti della storia decisivi per il nostro paese e per la coscienza delle popolazioni di confine.

Chiudiamo augurandoci che da oggi in poi, dovunque vada, il nazionalista Cristicchi venga accolto come merita, smascherando la sua triste operazione politica e ideologica e ribadendo che la verità storica alberga da altre parti, distanti anni luce dal suo spettacolino superficiale.

In calce a questo post, il volantino distribuito ieri al teatro. A breve anche il video della contestazione. Morte al fascismo, libertà ai popoli! Contro la giornata del ricordo, noi ricordiamo tutto!