Il consiglio contro i poveri non s’ha da fare

Il consiglio contro i poveri non s’ha da fare

 

Stamattina, insieme alle realtà territoriali che da sempre fanno (vero) lavoro sociale sulla Tiburtina, abbiamo occupato il IV Municipio per chiedere la revoca del consiglio straordinario indetto da tutte le forze politiche presenti in Municipio su richiesta di Casapound. Quel consiglio non deve svolgersi, questa l’unica richiesta portata avanti dai residenti del IV Municipio. Lo sciacallaggio politico sulla pelle dei migranti non può essere avallato da istituzioni (formalmente) rappresentative di tutta la popolazione del territorio. La discussione avvenuta in Municipio ha avuto però risvolti surreali, meritando una breve cronaca. Le quattro forze politiche presenti: M5S, Pd, Fratelli d’Italia e Lista Marchini, si sono tutte a parole dette concordi con i ragionamenti fatti dai residenti. La guerra tra poveri alimentata dal nuovo fascismo va stroncata. Alle parole non sono però seguiti i fatti. Tranne il M5S, che ha provato a prendere tempo (“vedremo cosa si può fare”, “ci riuniremo”), gli altri partiti, e soprattutto il Pd, hanno confermato la volontà di fare il consiglio straordinario per “ascoltare le problematiche del quartiere”. Un’argomentazione talmente falsa da risultare comica: da anni gli stessi cittadini che oggi hanno occupato il Municipio richiedono la presenza delle istituzioni nei quartieri, nei territori, per discutere dei problemi reali, concreti, materiali dei residenti. Mai una volta questa urgenza di “ascoltare le problematiche del quartiere” è stata dimostrata sulle case popolari, sui locali sfitti in quartieri trasformati in dormitorio, sull’abbandono del verde pubblico, sull’assenza di un trasporto urbano efficiente, sul lavoro che manca nelle periferie e sulle politiche d’integrazione progressiva tra vecchi e nuovi residenti. La convergenza non è dettata dalla “paura”, come pure hanno tentato di spiegare, dovuta alle minacce di Casapound, ma da una visione politica coincidente. Con toni e accenti diversi, la soluzione prospettata da destra a “sinistra” al “populismo” è una sola: chiudere i centri d’accoglienza individuando nel migrante il principale problema sociale nei quartieri. La non risposta avuta oggi si ripercuoterà sul consiglio di mercoledì (se avranno il coraggio di farlo effettivamente). Se consiglio dev’essere, sappiano politici e fascisti che noi saremo lì ad impedirlo con ogni mezzo.