Diliberto massone ?

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Ci eravamo ripromessi di non trattare più, per il momento, le ridicole vicende dell’unione di Rifondazione e PdCI, anche detti “scemo e + scemo”, ma i ceti politici dei due partitini ormai extra-parlamentari a tutti i livelli ne hanno combinata un’altra, su cui è difficile tacere.

Ve lo ricordate Oliviero Diliberto, segretario PdCI e candidato più votato della coalizione nelle ultime Europee? Ebbene, si è venuto a sapere che da un paio di anni intrattiene rapporti molto stretti con un noto massone di vecchia data. Di chi si tratta? Di Giancarlo Elia Valori, oggi supermanager di Sviluppo Lazio (holding che controlla le municipalizzate della Regione Lazio, in quota centro-sinistra dunque…), ma ieri sull’aereo che riportava Peron in Argentina, insieme a un solo altro italiano…Licio Gelli!

Valori successivamente entra in contrasto con lo stesso Gelli che lo espelle dalla P2, ma non per questo perde i contatti con i poteri forti (e occulti). Cosa c’entra in tutto questo Diliberto (quello che ha usato nella recente campagna elettorale lo slogan “la tua rabbia è la mia rabbia”, a dir poco imbarazzante…)? Lo vorremmo capire pure noi. Fatto sta che il Diliberto, negli ultimi anni, è stato coinvolto in otto iniziative pubbliche con Valori. Da notare che non si trattava di incontri con un ampio numero di relatori (per i quali si poteva supporre una presenza casuale), ma per lo più di incontri tête à tête, spesso di presentazioni di libri. Quasi a indicare una certa familiarità. Questa amicizia è stata denunciata da Marco Rizzo, pure lui del PdCI e da tempo in contrasto con il suo segretario. Per tutta risposta Rizzo è stato prontamente espulso dal partito, con la motivazione di essere uno dei responsabili del cattivo risultato elettorale (se è per questo, la lista è lunga…). Ora, un comunista che se la fa con la massoneria lascia senza parole. Poi, se uno pensa che Diliberto apparteneva a quell’esecutivo che bombardò Belgrado e regalò Ocalan alla Turchia, oltre a istituire in prima persona i GOM che abbiamo visto all’opera a Genova 2001 qualche collegamento incomincia a frullare nella testa…

Comunque aspettiamo fiduciosi rivelazioni sulle prossime nefandezze della cosiddetta “sinistra radicale”, che ormai ci ha abituato a tutto. Anzi, già che ci siamo, guadagniamo un po’ di tempo e ci lanciamo in alcune scherzose previsioni:

forti delle amicizie di Diliberto, il simbolo della lista non sarà più la “falce e il martello”, ma “il compasso e il martello”…

si verrà a sapere che Pacciani, il Vanni e il Lotti erano membri della segreteria del circolo di Scandicci…

a Noemi, l’amichetta di Berlusconi, affidata la segreteria della federazione di Portici…

un’altra rivelazione: Moggi vota Rifondazione!

trovate impronte di Cossutta nella casa della Franzoni a Cogne…

ah, dimenticavamo! Un’inquietudine nell’inquietudine. Il quotidiano “il manifesto” ha parlato della querelle Diliberto – Rizzo nell’edizione dello scorso giovedì (25 giugno), in una colonnina laterale di pagina 5, dove di solito mette le notizie che gli danno fastidio. Il commento alla notizia era il seguente: “Ammesso e non concesso che Valori sia ancora iscritto ad una loggia, partecipare alla massoneria non è reato. Il dirigente d’azienda, poi, fu espulso nel 1972 proprio da Gelli. Non esattamente un amico della P2”.

Sorvoliamo sul carattere farneticante di queste parole, solo per ricordare che, secondo l’istruttoria del PM De Magistris nel processo Why Not “Giancarlo Elia Valori pareva risultare ai vertici attuali della massoneria contemporanea”…