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Alcune precisazioni sul caso Pussy Riot

Il travagliato e impetuoso dibattito seguito al post sulle Pussy Riot è esattamente ciò che avevamo in mente scrivendo l’articolo stesso. Era facile prevederlo, eppure ci ha stupiti la quantità e, in qualche caso, la qualità dei commenti stessi. Non sono mancati gli insulti gratuiti e quelli scritti senza neanche aver letto l’articolo, ma questo fa parte del gioco, dove la voglia di commentare immediatamente senza leggere e capire ciò che si commenta prevale su ogni altro discorso.

Francamente, l’obiettivo è centrato e ne siamo contenti. Quello cioè di suscitare un dibattito vero, con accuse e difese, insulti e riflessioni, su un tema che da anni cova in senso ai movimenti europei, e cioè quello del femminismo e della lotta di classe declinata sessualmente da una parte, e dall’altra l’antimperialismo, categoria sempre meno usata dai compagni per leggere le vicende di politica internazionale. Sono due vicende che non vengono mai dibattute, crediamo più per paura che per mancanza di coscienza. Da una parte, la paura del politicamente corretto, per cui se una donna o un gruppo di donne mette in piedi una protesta politica questa deve per forza essere appoggiata, unicamente perché a promuoverla sono delle donne. Difficile fare un dibattito vero (e non stereotipato) su queste cose e, a quanto ne sappiamo, questo è l’unico luogo (non ambiguo) dove ciò sia avvenuto. E poteva avvenire solo qua, perché tutti sanno perfettamente la collocazione politica e l’impegno quotidiano del collettivo nei movimenti antagonisti. E infatti, abbiamo letto e apprezzato, anche gli insulti, e nessun commento è stato censurato. Dunque, avendo la coscienza a posto, possiamo anche spingerci oltre i normali confini del politicamente corretto dei movimenti. Questa è la seconda ragione per cui un dibattito del genere difficilmente può avvenire in altri luoghi, e cioè perché qualsiasi cosa accada nessuno può, razionalmente, tacciare il collettivo di ambiguità. Qualcuno l’ha pure fatto in qualche commento, ma evidentemente non sa di cosa parlava, oppure non ci conosce. Ma veniamo a noi e alle perplessità suscitate dall’articolo.

Più di qualcuno ci ha accusato di difendere Putin, eppure il pezzo era in questo chiaro sin da subito. Putin è l’altra faccia dell’imperialismo, nessuna collusione, anche solo ideale, ci può essere con chi ha contribuito a distruggere non solo il socialismo, ma ogni ipotesi di cambiamento di segno progressista in Russia. Detto questo, bisogna anche essere attenti a non confondersi con le condanne che vengono espresse dall’imperialismo americano e dai suoi megafoni, e cioè i media occidentali. Questi, infatti, accusano Putin per la scarsa attenzione che mostra per i diritti umani e le normali procedure democratiche. A noi questa cosa ci interessa relativamente, perché sono le stesse modalità che avvengono in occidente senza che nessuno si scandalizzi (non abbiamo mai sentito i compagni lamentarsi o insospettirsi per il processo elettorale italiano, se è pulito o meno, eppure se questo avviene in Russia tutti diamo per scontato che sia pilotato). Le condanne occidentali nascondono l’obiettivo politico di ridimensionare il ruolo internazionale della Russia, oggettivamente nemica degli interessi occidentali (non per questo buona o progressista, sia chiaro). Questo è fin troppo palese, ma la scomparsa della categoria dell’antimperialismo, e dell’internazionalismo, impedisce a tanti compagni di analizzare la politica internazionale.

Quello che invece qui ci premeva sottolineare, era la strana complicità fra una condanna tutto sommato normale (intendiamoci, non auspicata o giusta, ma normale nel senso che sarebbe accaduto così ovunque) e la sproporzionata campagna mediatica costruita attorno ad essa. Fossero state condannate a morte o a trent’anni di galera, avremmo capito. Ma due anni di lavori forzati, come qualcuno li chiama utilizzando le stesse terminologie del mainstream senza rendersene conto (mentre in realtà sono lavori pubblici obbligatori, sempre meglio che scontare la pena recluso in un carcere tutto il giorno, vero?), dicevamo, due anni di lavori obbligatori non ci sembrano la giusta motivazione per montare tale campagna.

Eppure a nessuno è sorto tale dubbio, e qui veniamo al secondo punto, e cioè l’elevazione della battaglia per i diritti umani a bene assoluto,  che produce quello che in qualche ottimo commento veniva definito riflesso pavloviano, per cui a qualsiasi strillo mediatico in difesa di presunti diritti umani violati bisogna correre alla mobilitazione. Ora, noi non siamo contro i diritti umani, nel senso che non sacrifichiamo, in nome della lotta di classe, i diritti umani di chi viene a trovarsi in mezzo a essa. Ma se a illuminare le coscienze sono i media occidentali, le istituzioni politiche ed economiche europee e statunitensi, le ONG più ambigue che mai, gli oligarchi russi, allora qualche sospetto ci viene. E cerchiamo di leggere le vicende nell’ambito più generale degli interessi economici e politici in campo. La scomparsa del concetto di lotta di classe è stato sostituito, nell’ambito della sinistra liberale, da quello di lotta per i diritti umani. La sinistra antagonista, trovatasi improvvisamente e colpevolmente sprovvista di una qualsiasi forma di analisi della società, ha sussunto tale concetto elevandolo a obiettivo principale del proprio essere politico. Non riuscendo a cogliere il pericolosissimo sovrapporsi di concetti che vengono promossi anche dall’occidente liberale.

Tutti siamo per i diritti umani: padroni e lavoratori, ricchi e poveri, conservatori e progressisti e così via. Tale concetto è stato il grimaldello ideologico che ha promosso e attuato tutte le guerre umanitarie degli ultimi venti anni. Guerre che tante volte sono state anticipate da oscure operazioni politico ideologiche create ad arte da determinate strutture occidentali. Otpor è solo uno degli esempi principali. Nel 1999, sempre in nome dei presunti diritti umani violati, più di qualche compagno incontrò l’associazione di Soros condividendone gli obiettivi politici. Non ci sembra sia mai giunta autocritica, parola ormai sconosciuta dal lessico antagonista.

Quanto all’antimperialismo, è la diretta conseguenza della scomparsa del concetto di lotta di classe nei movimenti. L’antimperialismo infatti altro non è che lotta di classe declinata a livello internazionale, la lotta di classe fra paesi. E’ ovvio dire che Russia, Cina e Stati Uniti condividono il medesimo sistema di produzione e di asservimento che combattiamo. Meno ovvio è dire che, fra questi, si sta giocando una lotta di classe evidente fra un polo imperialista occidentale e uno orientale, in cui però quello orientale ha l’oggettiva funzione di proteggere (per suoi scopi) determinati paesi che sono sabbia negli ingranaggi dello sviluppo capitalistico. Non è un caso che un commento tirava in ballo anche Chávez quale lacchè di Putin. Venuto meno il concetto di antimperialismo, tutto rientra nello stesso calderone. A meno che uno stato non instauri qui e subito il comunismo realizzato, questi è da attaccare perché al suo interno persistono ancora modalità di sviluppo capitalistiche. La miopia politica elevata a rango di scienza, insomma.

Qualcuno si è anche inalberato rispetto alla traduzione, letterale, di Pussy Riot in Fighe Riottose. Come se lo stesso concetto, riferito in italiano piuttosto che in inglese, cambiasse di segno e diventasse, in tal modo, maschilista. Altro riflesso pavloviano (mirabile sintesi) di come è ormai impossibile dibattere razionalmente di femminismi senza incorrere nella scomunica di femministe più femministe di te. Il problema è che noi non siamo femministi. Essendo antisessisti, non facciamo politica in base al sesso di una persona. La liberazione della donna, soggetto ultra sfruttato nella dinamica di produzione capitalista, può avvenire solo con il cambiamento del modo di produzione, non nello stesso ambito di produzione, sperando in qualche concessione del capitalismo che liberi da se la condizione femminile. Questo è bene precisarlo. Non ci sono le *donne sfruttate* ma, nell’ambito della condizione femminile, ci sono le donne povere che sono sfruttate e le donne ricche che sfruttano. A meno di non voler equiparare la condizione della Marcegaglia, per dire, con quella della casalinga-lavoratrice doppiamente sfruttata dal sistema di produzione. Che poi sia necessaria una battaglia culturale che spezzi il maschilismo strisciante anche fra i compagni, è un fatto su cui siamo completamente d’accordo, ma questo non nega il ragionamento precedente: non c’è liberazione sessuale senza liberazione di classe, e soprattutto la liberazione sessuale è conseguenza della liberazione di classe, e non viceversa.

La violenza di certi commenti, infine, la dice lunga sulla disponibilità al dialogo di certe persone. Noi poniamo un dubbio: guardate, stiamo dalla stessa parte di Repubblica e Corriere, Unione Europea e Amnesty International, Obama e Merkel, Monti e Khodorkovsky; non sentite anche voi odore di bruciato, qualcosa che puzza e che però non riusciamo a definire? Non è strano che gruppi creati da dissidenti russi, come Voina da cui sono emerse le Pussy Riot, appoggino così convintamente una battaglia che appoggiamo anche noi? Il dubbio può essere espresso o bisogna relegarlo nel non-detto che caratterizza il dibattito di movimento?

 

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328 comments to Alcune precisazioni sul caso Pussy Riot

  • lupa

    Articoli centrati. Completamente d’accordo con Militant e con i comunisti che hanno commentato il precedente(Ile, Operaio di san basilio, luca, alessandro ecc.)
    Mi sembra sensato scrivere in merito a questo fatto (di per sè ben poco rilevante per la lotta contro il capitalismo), perché serve: sia a segnalare uno dei mezzi frequentemente usati dai paesi imperialisti del blocco occidentale per generare consenso alle loro politiche di guerra, sia a mostrare la confusione e il dadaismo che regna tra “i movimenti” qui da noi. Infatti non considerare il pompaggio mediatico che ha avuto questo fatto, né l’attenzione nel dibattito a “sinistra” che gli è stata riservata a scapito di altri ben più intensi e importanti per la lotta contro il capitalismo, dando invece attenzione solo al fatto in sé e per sé (un gruppo di artiste che protestano contro una politica autoriataria con delle performance)in quanto simbolo “antiautoritario”, vuol dire non avere alcuna coscienza di classe ed essere molto sudditi dell’opinionismo made in Occidente.
    A partire da ciò, sempre più urgente mi sembra la necessità di costruire degli strumenti indipendenti della nostra classe, tra cui mezzi d’informazione autonomi in cui magari come simboli ed esempi ci siano le donne palestinesi che lottano ogni giorno nella Striscia o nei campi profughi per mantenere aperti spiragli di dignità.. ecc.

  • Marco

    Così per curiosità, quali sarebbero i “determinati paesi che sono sabbia negli ingranaggi dello sviluppo capitalistico” protetti dal “polo imperialista orientale”?

  • Maria

    “Il problema è che noi non siamo femministi. Essendo antisessisti, non facciamo politica in base al sesso di una persona.”

    ergo per voi le femministe sono sessiste?
    potevate dirlo prima e la questione si risolveva da se’.
    avete esattamente la stessa opinione della stragrande maggioranza dei misogini presenti in rete. complimenti.

    bello banalizzare le critiche e bello banalizzare un movimento di lotta come quello femminista in un modo così prevedibile.

    ce la siamo sentita dire da un sacco di gente questa solfa. ora vi ci mettete pure voi.
    va bene, compagni. buona continuazione e tante belle cose alla famiglia.

  • Strano? ma cosa? dove? chi? ma cosa state dicendo? QUALUNQUE sia la domanda, ecco la
    RISPOSTA DI KATJA:
    http://laretedellereti.blogspot.it/2012/08/pussy-contro-putin-parla-katja.html

    RISPOSTA DI MASHA:
    http://laretedellereti.blogspot.it/2012/08/pussy-contro-putin-parla-maria.html

    RISPOSTA DI NADIA:
    http://laretedellereti.blogspot.it/2012/08/pussy-contro-putin-parla-nadia.html

    Ammesso che avete voglia di leggerle davvero, fino in fondo… Ciao.

  • (A)

    Santo cielo dire che uno non vi conosce . E proprio perchè vi si conosce che si poteva aspettare di tutto ma non la conformita’ al complottismo da web per lo più vicino al cattolocesimo e al fascismo . Questo fa incazzare parecchio proprio perchè vi si conosce e non si aspettava una caduta di stile così banale .Questa risposta non dice nulla di che .Sono le stesse risposte che trovi in web da personaggi discutibili . Onestamente siete riusciti farmi stare senza parole tranne che andatte AFFANCULO VA …

  • joe

    Dato mi tirate in ballo:

    “pussy riot” si traduce letteralmente “Rivolta della figa”, non “fighe riottose” (sarebbe stato “riot pussies”). Ammetterete che c’e’ una certa differenza lessicale in italiano come in inglese, e se consapevole e’ una stortura denigratoria.

    Se poi avete semplicemente cannato la traduzione, confondendo complemento con soggetto mi scuso per aver letto maschilismo dove c’era solo una traduzione errata.

  • sirio

    finalmente una analisi che quantomeno prova ad essere logica. forse non condivisibile in pieno ma sicuramente valida.

  • Militant

    Solo per dire che Rivolta della Figa e Figa Riottosa ci sembrano la stessa cosa. Se preferite, parliamo di Rivolta della Figa, figuriamoci se è quello il problema. In ogni caso, nessuna volontà di denigrare il gruppo per il nome.

  • s

    Scusate ma perché analizzare e mettere POLITICAMENTE in dubbio fini ed azioni delle Pussy Riot dovrebbe essere banale e controrivoluzionario, mentre accodarsi ad USA, UE, Farnesina, Amnesty International sarebbe un gesto di grande portata rivoluzionaria?

    Mi sfugge questo passaggio…

  • Adrianaaaa

    Diciamo che, soprattutto dopo la discussione in calce al post di ieri, tirare fuori una questione come il rapporto tra lotta di classe e lotta femminista, liquidandola in mezza frasetta così en passant non è proprio una genialata. Ogni donna che voglia considerarsi anti-capitalista ha dovuto confrontarsi con quella questione, spesso dolorosamente, ed è così da quando la lotta anti-capitalista esiste. Se non ci si vuole sentir rivolgere accuse di maschilismo, è decisamente meglio andarci più cauti.

  • Anon

    Qualcuno pensa davvero che se le pussy riots fossero stati i
    cock riot, inculandosi galline, disegnando vagine o bestemmiando in chiesa a quest’ora militant o i compagni sul sito li avrebbero considerati positivamente e soprattutto avrebbero giudicato diversamente il fatto che sono ovviamente espressione della piu’ becera propaganda occidentale?

  • Valy

    “Il problema è che noi non siamo femministi.”
    Infatti è un vostro problema.
    Dovreste analizzare il maschilismo del vostro (presunto) antisessismo. Oltre a tutto il resto, per esempio che possa esistere una liberazione di classe prima di una liberazione sessuale, dato che la vita di relazione non può essere scissa in compartimenti separati e senza la rivoluzione sessuale non c’è rivoluzione di classe e viceversa. Non sono due step, quando vi sveglierete sarà sempre troppo tardi.

  • Compagno Perplesso

    Non vedo alcuna rettifica degli errori fattuali sui quali si fondava parte del primo testo e nemmeno delle numerose correlazioni farlocche come quelle sottolineate nei commenti ad esempio da Stalinista Felice.
    Sinceramente m’aspettavo di meglio, maggior coraggio nell’autocritica e maggiore onestà

    Poi, adesso che ci penso, queste critiche mi sembrano molto simili a quelle di cui è stato oggetto Assange da parte di altri tempo addietro, non so se anche dal vostro collettivo, ma toni e temi sono gli stessi

  • (A)

    Una domanda ma partecipeterete anche voi con questi signori https://www.facebook.com/events/339514129470140/ ?????? .Questo punto aspetto solo questa come ultima mazzata finale per rimanere davvero senza parole definitivamente . E ribadisco fino diventare logorroico da voi proprio perchè vi si conosce lascia molto con amaro in bocca . Mandare affanculo voi fa male nonostante potete sbattervene . State facendo lo stesso gioco dei media quando usano le foto dei black bloc definendoli giovani borghesi annoiati senza voglia di lavorare ( definendolo appunto black bloc mediaticamente parlando). Ennesima delusione da mettere insieme alle altre .

  • Ile

    @(A)
    Ma spero che tu ponga questa domanda in modo provocatorio e sapendo benissimo la risposta. Ma secondo te qualcuno che scrive, commenta, anima questo blog potrebbe mai partecipare a cose coi fascisti? Ma davvero lo chiedi?

  • rebeldia

    Una bella fatica, leggere tutti i commenti ed i vari indirizzamenti ad altri link.Dopo aver letto tutto, resta sempre la medesima sensazione, ossia quella di essere inadeguati a contrastare l’imperialismo americano e le altre degenerazioni come Russia e Cina, che non meritano ne rispetto ne tantomeno complicita’.Ho fatto un gioco, immaginando che una grossa parte di lettori del blog, tutti rigorosamente compagni,su questo niente dubbi spero, presi a caso, venissero posti a gestire un partito, o meglio la tanto dimenticata dittatura del proletariato, nei confronti della borghesia.Cavolo, dopo un ora, si finirebbe in una bolgia totale, ognuno con la sua idea di come gestire la società, di come organizzare un servizio pubblico e di sicuro dopo pochi giorni, nel caos totale,la destra forte della sua compattezza nel delinquere si riprenderebbe il potere, e a noi altro che lavori forzati o pubblici, che siano.E’ evidente, da tutte queste risposte,la totale mancanza di un pensiero comune, di come dovrebbe essere organizzata la società che vogliamo, visto che da una parte vorremo mettere a tacere chi si oppone ad una società socialista, con metodi piu’ o meno leciti, dall’altra si difendono flash mob, che sanno di propaganda pubblicitaria, che ne so’ per rimanere in tema di un assorbente vaginale.Resta , a mio parere lo sconforto, quello di non sapersi piu’ schierare , tutti uniti contro un modello sociale, quello americano, che proprio in questi giorni, ha mostrato il suo volto feroce, con poveracci crivellati di colpi,dalla polizia, solo perche’ poco lucidi, e dall’altra parte non riuscire a prendere le distanze, da regimi, tipo quello iraniano,libico,russo, cinese,siriano,che del comunismo non hanno neanche un vago ricordo, ma solo la loro voglia di contrastare, da altri imperialisti quali sono il modello americano e spartirsi in parti eque, risorse energetiche e spazi commerciali.A questo punto, aldilà delle Pussy Riot,di cui non nutro ne stima ne rispetto,mi chiedo, come ogni mattina, che cavolo di società vogliamo, come impostarla,come pensare di modificare leggi assurde,vedi la possibilità di manifestare e non beccarsi 10 anni di galera, come giustificare il capitalismo di stato e poi attaccare quello dei privati,come limitare la forza della borghesia e dei suoi cani da guardia, come impedire che istituzioni sovranazionali tipo FMI, ogni giorno decidano di mettere sulla graticola nazioni, che fatte indebitare da loro stessi, oggi sono incapaci a sottrarsi da manovre finanziarie pari alla macelleria sociale.Ecco, di questo sento il bisogno,di capire quale percorso e quale ideale perseguire, se riteniamo ancora necessario ricostituire un partito, se entrare in parlamento e provare a contrastare dall’interno lo stato borghese, oppure continuare una guerra di trincea, fatta di compagni arrestati per reati inesistenti e aspettare la solidarieta’, sempre meno evidente.In tanti hanno scritto, ora per non disperdere un patrimonio umano di lettori, e anche critici feroci, mi aspetto da Militant un bel post, che parli di noi, ossia di come andare avanti per contrastare un disastro sociale,di cui l’IMPERIALISMO e’ una delle cause.Saluti

  • sam

    1. Ho detestato il vostro post in quanto decisamente denigratorio. Sia per la traduzione storpiata che per le illazioni sul fatto che le Pussy siano o meno un collettivo. E voi? che tipo di discussione politica avete fatto prima di scrivere due post di questo genere per diffamare delle compagne russe, insinuando il dubbio che siano al soldo della Cia?

    2. La seconda parte del post, tirata via, dimostra la vostra visione maschilista e totalmente ignorante su cosa sia il femminismo e l’oppressione di genere. L’oppressione della donna non è solo perpetuata dal capitalismo, ma questo non fa altro che riproporre oppressioni patriarcali precedenti. E se il socialismo dovesse essere “il vostro” socialismo, beh, vivrebbero lo stesso genere di oppressioni.

  • Lorenzo

    Non so se si possa parlar d’un mezzo passo falso.
    La schiavitù mediatica nostra è pressochè totale, il maschilismo infuso a mezzo mediatico pure. Non son gli stessi media fintamente indignados a raccontarci di come Playboy attenda la bella leader delle Pussy dal broncio à la Billy Idol?
    Nadia, il volto delle Pussy Riot. Ora la vuole anche Playboy
    http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/16/foto/pussy_riot_nadia_l_attivista_che_fa_gola_a_playboy-41026358/1/

    Recuperando un caso nazionale, non furono gli stessi media a dirci quant’è gnocca la lanciatrice di fumogeno contro Bonanni?
    Fumogeno a Bonanni, le foto di “Rubina la ribelle”
    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/10/foto/fumogeno_a_bonanni_le_foto_di_rubina_la_ribelle-6951249/1/

    Se non è figa non c’è foga. La figa pare accecarci e trasformare ogni legittima rivendicazione in spot, ogni persona in merce da vender sul mercato della morale borghese. In questo senso siamo tutti allocchi.
    C’è perfino chi paragona provocatoriamente le anarco-punk-situazioniste alla neo-pornodiva Sara Tommasi, contrapponendo ad esse un vero simbolo della lotta contro il sistema: il tanto discusso Julian Assange.
    PUSSY RIOT: QUANDO SARA TOMMASI DIVENTA EROINA MONDIALE. E INTANTO ASSANGE…
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10696

    Peccato che poi sia Assange stesso a dover spiegare a tutti quanti che l’oppressione è la medesima…
    Assange su Pussy Riot, unita’ oppressione
    http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Assange-Pussy-Riot-unita-oppressione/19-08-2012/1-A_002611372.shtml
    “Il fondatore di Wikileaks dalla sede diplomatica ecuadoregna: “C’è tanta oppressione, guardate il caso Pussy Riot”.”
    “Obama fermi la caccia alle streghe”: l’appello di Assange dal balcone
    http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/19/news/londra_attesa_per_assange_ecuador_pronti_a_trattare-41164456/?ref=HREC2-8

    Allora chi è l’allocco? Chi si fida o chi prende le distanze? Chi critica, giudica, distingue chi?
    Allora, una volta chiarito ormai da tempo immemorabile quanto sbagliamo a fidarci dei media, della loro morale padronale e delle loro incredibili ricostruzioni, bisognerebbe chiarire come si possa riuscire a valutare i fatti per comprenderli e non per giudicarli, possibilmente senza perdere la capacità di solidarizzare – elemento che qui sinceramente non mi pare d’aver veduto. Certo che l’impressione (specialmente quella di chi un minimo segua le lotte) è quella di ritrovarsi in mezzo ad una enorme, immensa, incontrastabile pagliacciata, utile forse a cancellare la tragica realtà delle cose; ma è un fatto che l’oppressione statuale esista ed è giusto che ognuno esprima il proprio rifiuto come gli pare, così come immagino faccia comodo a qualcuno aggrapparsi a proteste simboliche per poter meglio veicolare determinati messaggi. Ovviamente a me la sentenza della Cassazione sul G8 fa molto più incazzare…ma questo lo ritengo ovvio e scontato.
    Forse dovremmo recuperare Baudrillard, che ben spiegava come “l’informazione rende l’accadimento incomprensibile. L’evento storico non si sa più cosa sia quando passa attraverso i media” (“Il virtuale ha assorbito il reale” http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/b/baudrillard.htm ), e questo continua ad essere credo il nostro comune e principale problema.

  • lafra

    facciamo un tentativo di analisi logica, vediamo se ne esce qualcosa. tanto per capire. nel vostro ragionamento dove procedete a passo fermo senza alcuna esitazione incappate in questa contraddizione (a mio dire ovviamente):
    affermazione A: “Il problema è che noi non siamo femministi. Essendo antisessisti, non facciamo politica in base al sesso di una persona.”
    affermazione B: “la condizione [..] della casalinga-lavoratrice doppiamente sfruttata dal sistema di produzione”

    come coincidono queste due posture differenti in termini di analisi politica e formulazione di pratica di lotta da parte vostra? se non fate distinzioni di sesso ma ammettete che la condizione della donne è differente da quella dell’uomo (semplificando in maniera dicotomica la questione di genere, ma al concetto di genere magari ci arriviamo gradualmente) come si fa? a me sembra che la vostra proposta sia: scatafottiamocene. poi non so magari mi sbaglio

    infine con questa frase “è ormai impossibile dibattere razionalmente di femminismi senza incorrere nella scomunica di femministe più femministe di te” altra palata di merda aggratis. così tanto perché ci stava bene sparare nel mucchio

  • s

    @sam

    ma scusa tu invece che certezze hai sulle Pussy Riot al punto da chiamarle “compagne russe”. Le conosci? Oppure, come il 99% delle persone qui ne hai sentito parlare tramite Repubblica, il Corriere, Madonna e Sting?

    tutta questa sicurezza mi preoccupa

  • Spart

    la sinistra non può più ragionare schemi obsoleti il peggio dei quali è: il nemico del mio nemico è mio amico, che si può anche leggere Se Putin è contro gli Stati Uniti allora le Pussy Riot sono a favore dell’imperialismo occidentale. Certo normale, anzi da che mondo è mondo è così, che le fazioni del capitalismo in lotta fra di loro cerchino di sfruttare le contraddizioni della parte avversaria appoggiando strumentalmente anche vere manifestazioni di antagonismo.
    Questo però non può impedire ai rivoluzionari di schierarsi con la parte giusta:
    Con le Pussy Riot contro Putin e Washington
    Con Assange contro la UE e USA
    Con i ribelli Siriani contro Assad
    Con le rivoluzioni Arabe contro i regimi arabi
    Questo non vuol dire che quello con cui mi schiero è esente da contraddizioni.Ma va certamente nella direzione giusta.

  • Jimmy Aaja

    Quindi gli studenti dell’onda del 2008 sostenuti da Repubblica (ovviamente in maniera strumentale, non lo nega nessuno) dovevano farsi passare la riforma sopra la testa senza colpo ferire?

    Spero poi che quando ci saranno i processi di piazza navona i compagni evitino di utilizzare per la propria difesa del materiale proveniente dal gruppo De Benedetti (tipo la testimonianza audio di curzio maltese) o spezzoni video provenienti da rai3 (che come tutti i media è anch’esso uno strumento nelle mani della classe dominante, mica la sciarelli è “buona”).
    Idem per l’acqua pubblica: il pd (e repubblica suo braccio ideologico) sono contro la privatizzazione (solo a roma in chiave antialemanno, perchè da altre parti privatizzano) e noi che dovremmo fare? Passare al caltagirone perchè altrimenti il movimento dell’acqua diventa uno strumento della borghesia mondialista?
    Sui rifiuti Montino sta facendo il pasdaran della differenziata (in realtà vuole altri due inceneritori, anche su sto tema so fiJi de na mignotta, se sa). Si rinuncia all’avvio di una vertenza seria ed autorganizzata sul tema? Si lasciano da soli albano, malagrotta, fiumicino e riano?
    Sulla Mobilità repubblica smerda alemagno un giorno si e l’altro pure. Quindi i comitati per le autoriduzioni sono anch’essi strumenti de scalfari? Chi siliconava le obliteratrici stava in realtà preparando il terreno a zingaretti sindaco?
    E quei compagni di movimento (che politicamente non mi piacciono, ma che oggettivamente FANNO le cose) che si fanno eleggere negli enti locali candidandosi con i centrisinistri? Sono i Kasparov de’ noantri?

    Che i media te la intortano (e spesso inventano) è cosa nota, non c’era bisogno dell’ennesimo sito d’opinione antagonista che ce lo ricordava. Ma ricordamose che pure Carlo Marzo ha iniziato a scrivere sul giornale della borghesia progressista, che poi la gazzetta in questione sia migliorata col tempo è un altro discorso (e non dico di fare l’entrismo a repubblica).

  • (A)

    @ILE .Ovvio sia una provocazione ma sinceramente non mi stupirei più di niente mancherebbe solo quella ancora ………….. Rimane il fatto che la delusione per certi post e non perchè sono pussy riot fan scatenato alla repubblica oppure alla Signora Ciccone .Ma perchè queste tesi le leggo da siti dove il commento più leggere trattasi di STE ZOCCOLE DOVREBBERò MANDARLE NEI GULAG . Da militant mi aspettavo una critica ma non così da far rimanere senza parole e rispondere a parolacce e credimi non mi fa piacere anzi non sono le prime delusioni e non saranno le ultime .

  • Federica

    “non c’è liberazione sessuale senza liberazione di classe, e soprattutto la liberazione sessuale è conseguenza della liberazione di classe, e non viceversa.”

    Veramente una frase che riporta indietro di 30 anni.
    E’ evidente da questo articolo che una riflessione sull’oppressione di genere non si sa nemmeno dove stia di casa.
    Termini come emancipazione e questione della donna lo evidenziano.

    Non possiamo passare la vita a spiegare che il femminismo non è folclore e che, più di tante altre “teorie”
    affronta e decostruisce i rapporti di potere.
    Visto che ritenete opportuno una riflessione tra i compagni INIZIATE VOI grazie!!!!!!!!!!!
    C’è una letteratura infinita.
    Su qualsiasi altra cosa si richiede serietà e preparazione prima di parlare.
    Sul femminismo tutti pensano di poter dire la prima minchiata che gli passa per la testa.

    Non mi interessa la vostra analisi sulle Pussy Riot.
    Anzi in alcuni punti la condivido.
    Ma questo articolo non fa che confermare che dietro le vostre parole c’è solo il non riconoscere dignità alle lotte delle donne.

    Siete voi cmq che le avete conosciute tramite i media e perchè agli uomini nn frega niente di quello che facciamo noi.
    Ma molte compagne italiane le seguono da molto tempo.

    E poi la presunzione con cui si dice che dibattiti sani si fanno solo qua.
    L’unica volta che avete scritto di una battaglia di femministe è stato per denigrarle….
    E le avete denigrate perchè ritenete le cose che dicono superflue….

    Io sono antifemminista, antimperialista, antifascista, antirazzista, antiomofoba etc etc.

    E’ tutto collegato.
    Dai almeno questo dovremmo averlo capito.

    Informatevi e leggete prima di parlare …..magari ne vien fuori un dibattito.
    Ma se chi scrive nn ha idea di quello di cui sta parlando…………….

    un altro dibattito qui
    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/08/20/gli-anti-pussyriot-deconstructing-militant/

  • daniela- riottosa

    CarI compagnI di Militant,
    non credete che un po’ di autocritica sarebbe ora che la facciate voi?

    L’ho scritto anche prima. Qui “tirate la pietra e nascondete la mano”. Vi lamentate della “violenza” di “certi commenti” e non pensate alla volenza sessista del vostro post (ed in generale al sessismo del vostro linguaggio – compagni, lavoratori, antagonisti) . Non ci provate proprio a fare lo sforzo di capire. L’attacco era in due punti. Il primo punto riguardava l’attacco alle Pussy Riot ed alle loro performace sessuate. E non vi siete manco degnati di esplicitare la critica, avete insultato chiamandole fighe riottose (in italiano significa recalcitranti…) e avete liquidato la faccenda dicendo “vabbè non è un collettivo”. Grande riflessione clap clap standing ovation per il pensiero antimperialista. E poi l’avete chiamato traduzione letterale la vostra goliardata, o è un errore (e basta chiedere scusa) o è malafede.

    Sulla seconda parte possiamo discuterne, ma non con chi ha pensato la prima, non finchè non fa autocritica.

    Ma non la farete. Non se parlate di maschilismo striscinate in un post in cui non ci provate neanche a mettere in discussione “quella” parte del post che ha urtato le compagne.

    (p.s. non avete neppure idea di quali siano le nostre storie di militanza e di antagonismo. Non osate mischiare i piani- Amnesty etc- con chi vi dice che avete sbagliato!)

    @Ile riflettici, diventa anche tu riottosa al paternalismo! che pensi che se fai la rivoluzione poi “questi” ti fanno emancipare? Niet, a casa a far figlI per la rivoluzione

  • rebeldia

    Magari sarà off topic, ma mentre stiano discutendo su un flash mob, forse organizzato da un esperto di marketing, qualcuno in Italia ha fatto sul serio, perdendo la vita. Un saluto a pugno chiuso .http://bellaciao.org/it/spip.php?article31996

  • SandorKrasna

    @Valy
    Ecco, il tuo è un commento interessante, se non altro per la capacità di sintesi. La faccio un po’ lunga.

    1) La prima riga è la solita sbroccata isterica che tante “compagne” ci hanno già regalato nelle ultime 24 ore: se non sei d’accordo con un gruppuscolo di femministe russe d’opposizione sei uno stalinista-veteromarxista-nerchiacentrico con problemi di relazione.
    Con questa premessa, è ovvio che di indagare il contesto e l’efficacia di questa “opposizione” non te ne può fregare di meno. Insomma, il tuo è puro e semplice feticismo della rivolta, in cui il femminismo è al massimo contorno.

    2) Scissioni: qui mischi mele e pere e vendi tutto al litro.
    “La vita di relazione non può essere scissa in compartimenti separati”: vero, ma la questione di classe *non coincide* con la vita di relazione. La vita sociale (insieme di relazioni dirette e indirette, individuali e collettive) comprende in sé le questioni sessuali, etniche, culturali, politiche, religiose, eccetera, ma *è determinata* (anche se in maniera complessa e non univoca) dai rapporti di classe. E’ vero che nel momento in cui le singole questioni (sessuali o culturali o razziali) vengono sganciate dal sistema sociale, l’indagine si insterilisce e si scade nel particolarismo di settore o di categoria; ma è vero anche che le questioni sociali non si possono considerare sovrapponibili a quelle di classe, perché sono determinate proprio da esse.
    Fai bene a notare che scindere la socialità in compartimenti separati è un errore, ma nel momento in cui accosti questioni di classe e questioni di genere come se avessero lo stesso peso, la stessa importanza e la stessa funzione, stai facendo l’errore opposto: invece di frazionare una complessità unitaria, stai omogeneizzando elementi diversi per ruolo e contesto, appiattendo una causa generale al livello di un effetto particolare, accorpando prima e dopo.
    E’ una strada che non porta da nessuna parte: una volta svilita l’analisi di classe, la visione della società si frantuma inevitabilmente nei particolarismi. La teoria viene a mancare, ci si riduce nel proprio orticello senza mai mettere il naso fuori dal proprio contesto, senza contestualizzare. In una parola: si arriva al postmodernismo. Ci si riduce a combattere contro i mulini a vento e si arriva alla sfiducia totale dopo aver passato una vita intera a dar capocciate al muro.
    E’ chiaro che, ridotti così, si può anche commettere l’errore di attribuire una qualunque valenza rivoluzionaria a quattro teppiste.

    3) Rivoluzione sessuale e rivoluzione di classe. Ecco, è quello che intendevo.
    Parti dal presupposto che rivoluzione sessuale (cioè un’autentico, radicale e irreversibile cambiamento della funzione sociale dei generi, non un semplice cambio di costumi) e rivoluzione di classe siano due cose concettualmente separate, anche se temporalmente coincidenti. Insomma, correggi parzialmente e superficialmente un’opposizione pericolosa che tu stessa hai enunciato. E’ il risultato di quella visione separativa, di quella scissione profonda tra analisi sociale e analisi di classe di cui parlavo prima. E’ un vicolo cieco.
    In realtà in questo caso non si tratta di ragionare per “step” (fossero uno solo o infiniti), ma di recuperare una visione d’insieme che non appiattisca l’importanza dei singoli elementi su un egalitarismo ontologico e totalitario: le questioni di genere *non stanno* sullo stesso piano di quelle economiche e di classe, che sono infinitamente più complesse e determinanti. Il che, lo ripeto per pedanteria, NON SIGNIFICA negare l’importanza di un’analisi sociale basata sui ruoli di genere, a condizione di rimetterla al suo posto.

    4) Sessismi. Per la cronaca, noto con dispiacere che tutte le “femministe” qui intervenute sono puntualmente ricadute nei due errori classici degli studi sociali della sessualità: confondono il genere con il sesso e, come conseguenza, identificano le questioni di genere con il femminismo, come se per l’altro 50% della razza umana la concetto di “genere come costruzione sociale” non fosse rilevante. Ecco, un bell’esempio di capocciata al muro.

  • Marcoco L'Umbro

    “Quando la pezza è peggio del buco, cambia argomento in modo caduco.” (Antico proverbio oligarchico-russo)

    -

    Ciao Angelo!

  • Danny

    l’articolo dice tante cose ma credo che i punti focali su cui proprio non ci troviamo siano i seguenti due.
    Tutto il resto, dai complotti imperialisti al giudizio sugli spettacoli porno di cui non si intende la conflittualità, non è che un derivato.

    1) il concetto di imperialismo: fa piacere che si metta l’accento sulla necessità di riprendere questa categoria, meno piacere vedere il modo in cui la si usa.
    Se diciamo (come voi stessi dite) che Russia, Cina e Stati Uniti condividono lo stesso sistema di produzione e di asservimento, allora i loro conflitti INTRA-capitalistici dovrebbero essere ai nostri occhi non dico irrilevanti, ma sicuramente non determinanti nel giudizio.
    Detto in altri termini, che Putin faccia affari con Chavez piuttosto che con Humala poco importa e non perché non si colga la differenza tra i due, quanto piuttosto perché il rapporto economico che tende ad instaurare sul piano internazionale è lo stesso identico. E da un rapporto economico di questo tipo non può venire niente di buono, proprio a causa della logica che lo sottende. E questo lo diceva Lenin, non Soros…
    Da questa incomprensione nasce lo strafalcione vero e proprio: tra il polo occidentale e quello orientale è in corso una lotta di classe?!?!?!?!?!?!
    Forse ho inteso male e in questo caso mi scuso per l’incomprensione e quanto affermo ora può essere saltato a pie’ pari, ma specificare fa bene: la lotta tra est e ovest è senza dubbio una lotta inter-classista sul piano internazionale, una lotta tra capitali regionali che non richiama in alcun modo alla lotta di classe. Non stiamo parlando del conflitto tra Inghilterra e India o, per essere più attuali, del ruolo del Brasile in sud America, ma del conflitto di due capitalismi volto alla conquista di un monopolio. Cosa su cui Lenin è abbastanza chiaro nella sua descrizione della fase suprema del capitalismo. E che esclude una possibile declinazione della lotta di classe nel confronto USA-Russia-Cina.
    Riportando il discorso sul piano interno, sarebbe come leggere lo scontro tra Agnelli e Renault sul mercato dell’auto in Italia come una lotta di classe.
    In ambedue i casi io di classe ne vedo una sola. E non è la mia.
    Insomma, bene riprendere la nozione di Imperialismo, ma chiarendoci che cosa intendiamo.

    2) il concetto di femminismo/sessismo: qui l’incomprensione è ancor più rilevante. Da una parte perché femminismo non si traduce con il far politica solo in base al sesso di una persona.
    Sarebbe come dire che non ci riconosciamo nella rivolta di Rosarno perché noi siamo antirazzisti mentre quelli si organizzavano solo tra di loro… Chi lo potrebbe affermare senza esser preso per pazzo? O chi avrebbe detto “oooh, ce devo da sta pure ioooooooo”?

    Si tratta piuttosto di individuare un’oppressione specifica e SOPRATTUTTO riconoscere che essa può essere rotta SOLO ad opera dello stesso soggetto oppresso (un concetto che dovrebbe essere abbastanza comprensibile da parte dei marxisti). Il quale ha quindi la necessità di riconoscersi, di organizzarsi, di darsi forme e contenuti propri, sicuramente senza chiedere il permesso a qualcunO.
    E che non necessariamente deve essere integralmente riconducibile alla contraddizione capitale/lavoro (come la specifica sulle “donne povere” sembra alludere)
    Mi dispiace, ma non credo proprio sia così. Ci sono forme d’oppressione specifica trasversali alle classi, ma non per questo meno degne di essere analizzate e contrastate.

    La liberazione della donna può avvenire solo con il cambiamento del modo di produzione? Si, per come la vedo io. Allo stesso tempo questa è una condizione necessaria ma per niente sufficiente.
    Non c’è un rapporto lineare tra la liberazione dallo sfruttamento e quella dall’oppressione. Siamo nel campo delle possibilità. Delle occasioni che possono essere sfruttate o mancate, in un rapporto assolutamente dialettico.
    La lotta per liberarsi dall’oppressione di genere favorisce l’apertura di spazi di conflitto di classe e ne è favorita, SE queste opportunità vengono colte. In caso contrario siamo di fronte ad un’opportunità mancata.
    La stessa opportunità che, in sedicesimi, mi pare voi abbiate mancato nell’analisi delle Pussy Riot

  • Agosto

    qualche osservazione:
    1. la geopolitica e il marxismo hanno poco a che vedere tra loro, o meglio, antimperialismo e internazionalismo non combaciano molto con un’analisi.che riconduce i conflitti tra le classi a conflitti tra Stati. Parlare di Usa contro Russia, contro Cina e via discorrendo significa dimenticare che le classi dominanti fanno ogni giorno accordi e ogni giorno si.mettono sgambetti, e che quindi la cristallizzazione “geopolitica” in scontri fra stati é. quantomeno fuorviante, lasciamola ai rimestatori di Eurasia e tra compagni teniamocene fuori.
    2.Scrivere che non si é femministi perché si è antisessisti e quindi momento si fa politica in base al sesso é una bella fregnaccia, spero dovuta al caldo: già il buon Enel, che femminista non era ed era pure un po’omofobo riconosceva nella sottomissione della.donna all’uomo uno dei principali fondamenti a sostegno della proprietà privata PRIMA del capitalismo: che poi la.divisione in classi riguardi anche le.donne è banale e scontato, e mi sembra.che.nessun commento l’abbiaesso in discussione.
    3. da voi mi sarei aspettato non tanto una difesa indiscriminata e d’ufficio delle PR, ma un minimo di attenzione in più nella scrittura del post, nella.spiegazione.delle.relazioni di casualità, nell’indicazione delle fonti .
    invece niente: ci tenevate così tanto a scrivere sto pezzo? se era solo per denunciare che ci facciamo dettare l’agenda dai media potevate farlo meglio e l’avete fatto meglio molte altre volte.
    4. a pensar male spesso si indovina, ma il.complottismo é una via di fuga che non ci possiamo permettere. possiamo dire che la questione PR é stata strumentalizzata per altri fini, che RePubica ci ha riempito.la sua bella colonnina destra, ma l’analisi la.dobbiamo fare sempre partendo da noi, guardando cause ed effetti. il Cui prodest non ci aiuta, perché finché continuiamo a non contare un cazzo prodest a tutti meno che a.noi.

    spero che il caldo e la.fretta spieghino molto di questa caduta di stile…per il resto free PR, free Militant. e free anche mio cugino. ;)

  • Militant

    @SandorKrasna
    Il tuo commento è stato cancellato. Come verrà cancellato qualsiasi altro commento in cui chi che sia darà dell’isterica a qualche donna e/o compagna.

  • Agosto

    Militant , volevo scrivere Engels ed é uscito Enel: ad ogni modo é qualcuno che ci dà la luce! :)

  • valerio

    Non solo Madonna. Basta intervento sul territorio. Da oggi la politica si fa ai concerti
    di seguito l’elenco degli artisti che hanno dato il loro appoggio alle Pussy Riot
    Speriamo facciano un concerto benefit per i bevuti pure qua a Roma.

    Austra
    Bryan Adams
    The Beastie Boys
    Björk
    John Cale
    Jarvis Cocker
    Corinne Bailey Rae
    Cornershop
    Die Antwoord
    Faith No More
    Stephen Fry
    Peter Gabriel
    Genesis
    Jón Gnarr, the Mayor of Reykjavík
    Nina Hagen
    Kathleen Hanna
    Peter Hammill[62]
    Zola Jesus[51]
    The Joy Formidable[54]
    Alex Kapranos of Franz Ferdinand[54]
    Warren Kinsella[63]
    Mark Knopfler[64]
    Geddy Lee[65]
    Courtney Love[66]
    Madonna[67]
    Johnny Marr[54]
    Ana Matronic[68]
    Paul McCartney[51]
    Kate Nash[54]
    Madness
    Yoko Ono[57]
    Peaches[55]
    Iiro Rantala[58]
    Red Hot Chili Peppers[69]
    Rise Against[58]
    Refused
    Patti Smith[70]
    The Squids[71]
    Sting[69]
    Neil Tennant of the Pet Shop Boys[54]
    Pete Townshend[54]
    The Wrath Of Rye Alone[citation needed]

  • rho

    A me nn pare che nella vita reale le compagne siano temute per le loro “scomuniche” (?!?!). Io penso che a via dei volsci appaiono cazzi sulla porta del 22 ed ogni tanto qlcno gioca con le miccette sulla soglia. Le femministe “se la comandano”? 0__0 Dove?
    I compagni sono antisessisti? E che significa di preciso? O le analisi sono degenderizzate, mentre la realtà non lo è affatto?
    #dubbi.

    nb, come qualcuno ha scritto sopra, se il focus è sul perchè i media mainstream “spingono” su questa faccenda si possono azzardare varie ipotesi, ad esempio, tanto per dirne una, in generale quello che è spettacolarizzabile (in qualsiasi modo) viene rimbalzato più facillmente.
    Esiste una spettacolarizzazione delle donne come vittime o come ragazze freak se volete (o entrambe, perchè no?) ripulendo/nascondendo il più possibile i contenuti che esse vogliono esprimere. A volte c’è più banalità che complotto o strategia. Non è che tutti i mali calano dall’alto, con una strategia precisa, magari fosse così facile da individuare. Condivido buona parte delle osservazioni di Lorenzo (http://www.militant-blog.org/?p=7531&cpage=1#comment-18936) e tutte quelle di di La Fra (http://www.militant-blog.org/?p=7531&cpage=1#comment-18939). Sui “diritti umani” una piccola provocazione gratuita: http://www.youtube.com/watch?v=fzd566bGrwQ, tanto per buttarla in caciara, in una calda giornata di agosto.

  • Luca

    Eh no ragazzi, troppo comodo.
    Sono stato fra i primi a commentare il mio disappunto, il dubbio DEVE essere espresso, per carità, però sentirsi dare degli allocchi con una sicumera ed una leggerezza di argomenti come quella utilizzata nel vostro post (quella delo simbolo ha raggiunto vette di comicità che a momenti neanche su il Giornale)ha generato da più parti una più che legittima reazione.
    Insomma, l’impressione avuta da tanti è che abbiate voluto far vedere di averlo “più lungo degli altri” (e sin da qui potremmo capire il perché della reazione giustificata di tante compagne)e il soccorso rosso nei commenti a chi osava criticarvi è stata benzina sul fuoco, chiunque osasse parlare di “democrazia”, “rispetto della donna” o osasse addirittura entrare nel merito del vostro post veniva massacrato con commenti che manco su radio Padania o in un conclave di caga pound.
    Insomma: avete cannato nella forma prima ancora che nella sostanza (e anche qui, restate pure convinti di aver ragione, ma l’avete fuori dal vaso stavolta), non solo non lo ammettete ma vi trincerate dietro il diritto di avere un dubbio e poterlo esprimere (dite a quell’asino che prendeva per il culo chi parlava di democrazia che quella che voi invocate E’ democrazia), e infine fate un post di precisazione che effettivamente dice tutto per non dire nulla.
    E’ incredibile come si possa scialare un bel po’ del credito in credibilità e autorevolezza che vi eravate fatti in anni sul web, con un paio di post uno peggio dell’altro…

  • Mic

    D’accordissimo con Militant, su entrambi i post. Anche stavolta, secondo me, ci avete preso. Ganzi!

  • hoo_liang

    Condoleeza Rice: il chiaro esempio che essere donna , e essere di colore , si sposa benissimo col essere parte del potere machilista e razzista! questo Engels no se lo sarebbemai immaginato!

  • Agosto

    magari legglio, prima, così capisci che se l’era immaginato eccome. la questione come al solito é più complicata: c’è un rapporto di dominio dell’uomo sulla donna che é precapitalistico, benché sia comunque il risultato di questioni “economiche”; c’è. poi il capitalismo che nasce e si tiene in vita attraverso una furibonda e continua modificazione delle relazioni sociali fermo restando il dominio del capitale sul lavoro. in questo senso, Engels lo sapeva già, tu no, alcune donne, come alcuni neri – ma anche come alcuni proletari, inteso nel senso.di origine sociale – possono passare dall’altra parte della barricata, ciò non toglie il fatto che a pagare, nel.sistema, rrestano la donna, il proletario, lo “straniero”. sulla donna borghese, benché apparentemente emancipata secondo il senso che il capitale da a questo termine, grava ancora un’oppressione di genere; sulla.donna proletaria una doppia oppressione, di genere e di classe; sulla donna nera e proletaria si aggiunge l’oppressione razziale, tutto ciò ferma restando l’oppressione di classe.come centrale( da un punto di vista economico, che non significa necessariamente prioritario nell’azione politica che invece si deve dispiegare dappertutto come diceva un riformista amico di repubblica di nome lenin)
    ti suggerisco, se hai voglia e tempo, un testo.che si trova su internet e si chiama la triplice oppressione, scritto non proprio dalla cia o da barbara palombelli, nonché, ça va sans dire, l’origine della famiglia…buona lettura.

  • valerio

    I love Agosto.

  • io

    chiedo alle compagne perché io non capisco,leggendo anche sul blog femminismo a sud commenti tipo “stanno a rosica”"loro ci sono riuscite e i compagni rosicano perché non hanno visibilità”mi chiedo ma queste benedette oussy riot cosa hanno ottenuto??solidarità da madonna e company,dal mondo occidentale??capisco che tutti noi e chi compie azioni in genere punta alla visibilità,ma solitamente si punta a una visibilità sana,è come dire che quando i tg parlano di black block invece che dei compagni che lottano è positivo perché l importante è che ne parlano,no !,strumentalizzare un azione,una giornata di lotta o un qualsiasi episodio è negativo a priori,ottenere solidarietà,scendere a compromessi con i media e far passare un messaggio diverso dal mio a me personalmente non basta,i tg cosa hanno fatto???hanno parlato di questa condanna(sicuramente esagerata nessuno lo mette in dubbio) per poter criticare la russia non per avvalorare l azione in se per se,poi se il femminismo è parte integrante del movimento(cosa che qui è stata messa in dubbio più volte) perché accettare la solidarietà dai media e vantarsi di essere arrivate(con un messaggio che mi sa più di carità che di lotta) quando per il restante 99,9 % delle lotte che portiamo avanti insieme(tipo difesa del territorio,antifascismo ecc ecc) veniamo descritti come folli e chi più ne ha più ne metta??
    preferisco di gran lunga i video postati in rete delle azioni(un po blande oserei dire)di solidarietà delle compagne che sentire rivendicazioni di articoli apparsi su tg e giornali pilotati a dovere.

  • Agosto

    cmq, aggiungo e la smetto, il problema non é ricostruire il dna politico della questione pussy riot: io non le conosco, magari non condivido tutto, quello che so per certo é. che passeranno due anni ai lavori forzatamente utili perché hanno provato a cantare contro putin in chiesa.
    detto questo, quando i comunisti se la passavano un po meglio di oggi, erano loro a “strumentalizzare” le lotte, a prendere la leadership dei movimenti, a trasformare istanze piccoloborghesi in qualcosa di.più ampio, rivoluzionario, connesso alla.lottanto.di.classe, a trasformare lotte di.liberazione nazionale in lotte per.il.socialismo, combattendo fianco a fianco con gente ben peggiore delle povere PR; oggi, invece, non solo non ci riusciamo, ma.neanche ci.proviamo a.smontare la.narrazione dominante per “sfruttare” a nostro comodo lotte che hanno on.sé degli oggettivi elementi di.rottura, benché siano spurie. da che eravamo noi a strumentalizzare, oggi ci troviamo nel chiuso delle nostre stanze a.guardare sospettosi dalla.finestra.per.capire dov’è il trucco e come ci stanno fregando…questo.problema é quello più grave, secondo me…

  • toscano

    però scusate una cosa, entrando nel merito e tralasciando la polemica sempre più manichea che si sta sviluppando…io mi sono letto le dichiarazioni delle tre arrestate, e sinceramente non capisco da cosa si evinca la natura anarchica o comunque in qualche modo anti-capitalista delle ragazze…i tre discorsi sono dei panegirici sui “diritti civili”, sulle “libertà”, e contro il sistema politico e burocratico della russia di putin, fondamentalmente non ho trovato una singola parola che non potesse essere stata pronunciata, che so, da emma bonino…ribadendo l’ingiustizia del loro arresto e della loro condanna, mi domando se non sia un po’ eccessivo, da parte di molte compagne valide, trasformarle in veri e propri idoli…insomma, non mi risulta proprio che le lotte femministe si limitino a rivendicare soltanto un po’ di libertà e diritti in più

  • Valy

    Il commento di SandorKrasna è figlio perfetto del concetto – e della necessità di dirsi – “non sono femminista perché sono antisessista” – senza comprendere l’impossibilità di essere antisessisti senza essere femministi.
    Ribadisco che non può esistere lotta di classe senza la messa in discussione del sistema patriarcale (cioè senza femminismo). E’ spaventoso dover dire questo genere di cose qui, adesso.

  • SandorKrasna

    Vale, è spaventoso, sì.
    Veramente spaventoso.

  • hoo_liang

    @ agostino, bello grazie della lezione, sai in 20 di militanza e di studio non cèro mai arrivato a Engels e a capire la catena di opressione, grazie maestro! scusa non faccio piu battute provocanti se no i maestri come te mi danno dell’ignorante! jejeje mi piacerebe tanto sapere chi sei… perché sicuramente ci conosciamo! come tutti i commentatori di sto blog, sicuro fanno centinaia di assemblee/riunioni assieme all’anno, poi qui si buttano merda addosso ! un merito questo piccolo povero inutile piccoloborghese dibbattito generato qui c’è l’ha, è lo specchio paro paro della pochezza umana/politico/intelletuale della sinistra “antagonista” Italiana! bravi!!!

  • SandorKrasna

    Valy, il commento credo dicesse anche altro: non sono femminista perché sono marxista, e so che col marxismo si arriva a posizioni più avanzate rispetto al femminismo tout-court. Certo, comunque hai ragione se dice che dover ripetere tutto questo, oggi, è veramente spaventoso.
    Vabbè, pace.

  • SandorKrasna

    Valy, il commento diceva anche altro, credo: non sono femminista perché sono marxista, e il marxismo ha una posizione teorica più avanzata del femminismo tout-court in materia di genere.
    Tanto per la cronaca.

  • Alessandro

    D’accordo con Hoo_liang: il dibattito qua sopra rappresenta efficacemente il livello politico dei movimenti italiani. Non è un caso che siano i peggiori anni della nostra storia…

  • valerio

    io quello che dice Agosto lo quoto integralmente. Ma credo che tutti i frequentatori del blog siano d’accordo con lui. Certo rimane la questione secondo cui per le compagne che sostengono le Pussy Riot la “catena di oppressione” possa essere infranta bestemmiando in chiesa. Ripeto che il problema è il metodo.
    P.S. non credo che le Pussy Riot siano classiste, visto che si rivendicano Berdjaev e Bukovskij.
    (fonte:http://laretedellereti.blogspot.it/2012/08/pussy-contro-putin-parla-maria.html)

  • hoo_liang

    io smetto di leggere… i commenti di questo blog, condivido e appoggio invece i contenuti dei post, grazie compagni della Militant, ( compagni non solo a parole ) tutto il reto è fuffa.

  • Trojan

    Non sono daccordo con Militant sulla visione di poli occidentali,poli orientali, paesi socialisti e via dicendo. Vedere complotti ovunque mi convince ancor di meno. Non sopporto però che essere critici contro un gruppo “femminista”, anzi, non appoggiarlo, ti rende automaticamente un maschilista. Io sinceramente mi reputo un antifemminista così come mi reputo antimaschilista. Tra i tanti anti sono un fiero antisessista. Femminismo e Maschilismo dividono entrambi il mondo in classi di genere. Non nego che esista un sfruttamento dell’uomo sulla donna (massiccio), ma ci sono addirittura casi minori dove è vero anche il contrario, pensiamo solo ai padri separati che non vedono i loro figli solo perchè hanno un pisello in mezzo alle gambe. In questo mondo si impara subito a non fidarsi, certo non c’è bisogno di vedere complotti ovunque. Non conosco bene le ragazze in questione, è altre sì vero che ogni buona intenzione del gruppo sia stata strumentalizzata per attacare la Russia. Il mondo non è diviso in buoni o cattivi, anzi. Penso al parallelismo con il caso Assange, la stessa identica cosa con parti invertite (occidentali che vogliono arrestare una “libera voce” contro orientali e “non allineati” che la difendono). Assange è un fiero liberista che vorrebbe un mondo più morale, niente di più disprezzabile a mio pare. Però se critico, giustamente, Assange, non credo che mi si dica che sono un “femminista” (perchè assange è maschio). Purtroppo vedo tanto miopia e moralismo che non permettono di sviluppare critiche costruttive su quello che poteva essere un discorso sui media di potere, il confronto tra due blocchi capitaliti o via dicendo. Rimanendo in disaccordo con Militant nel suo discorso dietrologico sulle Pussy Riot, il dividere il mondo tra occidente e oriente, il supporto incondizionato al capitalismo di stato tipo Chavez, hanno la mia piena solidarietà riguardo agli attacchi che subiscono con le accuse di maschilismo, vi invito ad andare avanti ragazzi (non metto la @ che mi sembra una presa per il culo, la i in italiano è neutro). Sogno un giorno in cui posso mandare affanculo una compagna senza sentirmi dire “sporco maschilista misogeno fascista”. Questo mi sembra più antisessista che mai. E aggiungo http://www.youtube.com/watch?v=x2-4qV8fXG0

  • Valy

    La quale cosa si evince perfettamente da questi post e dai tuoi riferimenti marxisti all’isteria. Avanzatissimi.

  • hoo_liang

    sul femminismo come moviemento di rottura, come movimento rivoluzionario, anticapitalista, antisessista e antiborghese, sul glorioso movimento femminista degli anni 60/70 , niente da criticare e tutto da rivendicare! fa parte appieno , da Flora Tristan in poi della storia e del patrimonio politico culturale del movimento operaio, e rivoluzionario in genere, ora, tutta questa gloriosa tradizione di lotta e le Pussy riot , che utero centrano??? ma anche i groppuscoli settari pseudofemministi ( o meglio pseudorivoluzionari) italiani che centra, allora si , se si tratta di sposare il FEMMINISMO, io sono femministo ( jeje le separatiste mi taglierebbero i coglioni solo per questo) ma col settarismo, no!
    settarismo rosso , antirazzista, femminista o come ve pare , go home!

  • hoo_liang

    poi un altra cosa , il marxismo o materialismo storico o come ve pare cari saputelli (muack agosto) non è un dogma, ma uno strumento di analisi della realta, giustamemte nel suo contesto storico, se io non sapessi nulla di octpor del modus operandi, se non sapessi che gli usa appoggiano un movimento solo quando è farina del loro sacco, se tutto cio non fosse stato analizzato da compagni seri di altre latitudini, allora si , non avrei dubbi sulle Pussy riot,
    con questo ragionamento però senza analizzare storicamente , contestualizarle nella realtà storica, finirei per appoggiare anche i fascisti, che so ad esempio , un azione di merdapound, o la loro partecipazzione ad un corteo studentesco, se io non conoscessi la storia , la nemesi del fascismo italiano, potrei confondermi , ma visto che so , ho analizzato e vissuto sulla mia pelle , cos’è il facismo e il neo facsismo ( diciamo che ne ho le cicatrici sulle nocche delle mani) allora so bene come analizzare qualsiasi cosa venga da merdapound, anche un iniziativa sul Che o un iniziativa animalista o un festival di graffiti o una contestazione a Monti . Ora sono tutte le appartenenti a Pussy riot, e tutti i militanti di octopor pagati dala cia? noo , ce molti ce credono, come ce credevano al fascismo grande e rosso, molte camicie nere della marcia su Roma, e anche molti pischelli de il blocco studentesco. ce credono, so confusi, magari sarebbero pure bravi. Ma chi di noi farebbe qualsiasi atto di solidarietá con un fascio se questo fosse arrestato per contestare Monti?, ecco, io non solidarizo con le pussy, non perche attaccano putin (magari lo fucilano come allo zar) ma perche , analizando la storia delle “rivoluzioni” colorate, di octpor , di usaid, dell iperialismo yenkee, , non se po fà! nel frattempo compagni nostri se so presi 10 anni de galera pe na vetrina! altro che le pussy! ao sveglia!!!

  • al

    Quando ho letto il primo post, ho avuto la strana sensazione di essere assolutamente d’accordo con la sostanza ma non nei toni. Il secondo post mi chiarisce perchè. E’ stato già detto meglio di me come porre in termini di gerarchia o di priorità la contraddizione di genere e quella di classe sia sbagliato perchè una è nata prima dell’altra ed entrambe si alimentano reciprocamente quindi in teoria (ed in pratica) anche attaccare il dominio maschile fa male al Capitale (anche se storicamente non si è mai vista -e c’è un perchè- una rivoluzione che parta dall’abolizione delle contraddizioni di genere). Esempio pratico quali contraddizioni sociali ulteriori affronterebbe l’accumulazione capitalistica dei paesi mediterranei con una maggiore partecipazione delle donne sul mercato del lavoro? Qualcuno ha un’idea del perchè in Spagna ci sono più disoccupati/e che in Italia?
    Detto questo, concordo pure con chi dice che il progetto politico complessivo delle PR mi sembra debole e lo si può argomentare senza iniziare a mettere in campo Soros, Repubblica e i polli in vagina (che sono del precedente collettivo Voina, il quale però ha pure bruciato una camionetta della polizia parcheggiata in caserma. Come la mettiamo? Scommetto che ad una parte di quelli che dicono che Voina sia emanazione della Cia brillerebbero gli occhi a vedere le immagini..fino a quando ci si ferma alle sole pratiche…). Voina così come le PR sono dei collettivi anarco-situazionisti. La Russia -della quale non mi spaccio per un’esperto- ha una composizione di classe molto particolare: grande importanza della Rendita immobiliare, grande importanza della Rendita petrolifera, Oligopoli industriali frutto di un’accumulazione primitiva mafiosa resa possibile dalla dissolizione del Socialismo, conseguente importanza del ruolo decisionale del settore Pubblico in quanto Regolazione Politica (non come base occupazionale). Quanto di più vicino ci possa essere alla Russia pre-rivoluzionaria. Allo stesso tempo per un’eredità culturale secolare e la capacità di assorbire intellettuali nei posti pubblici esiste un’intellettualità diffusa e colta del tutto paragonabile in quantità e qualità a quella dei paesi europei (proprio come nella russia pre-rivoluzionaria). Solo che nelle analisi di queste avanguardie culturali (leggetevi la dichiarazione della Samutsevich che vale la pena e per certi versi è molto gramsciana) esiste solo il blocco sociale tra la Chiesa Ortodossa e lo Stato. Non una classe di pensionati ex-operai che si muore di freddo, non gli immigrati caucasici che non vengono dallo stesso background culturale dei russi di pelle bianca, rimossa questa complessità mi pare difficile far indignare delle persone che hanno visto Elstin al potere solo con i messaggi antireligiosi. Ovviamente ca va sans dire, chi riusci a rendere nazional-popolari ed organiche alla classe le avanguardie culturali nella Russia pre-Rivoluzionaria fu Lenin.

    P.s. Effettivamente è il primo post di Militant che leggo a contenere significative approssimazioni, però da qui a dire che si è dissolta la credibilità..dai..e poi il fatto che sia così commentato dimostra che -ripeto- la sostanza era giusta e ci facciamo un pò tutti/e dettare l’agenda dal partito di Repubblica

  • Agosto

    @hoo liang:
    metterla sul personale non serve a nessuno, se col tono del mio commento ti ho dato quest’impressione mi scuso ma contemporaneamente una risposta nel merito sarebbe gradita.
    Siamo già sicuri che le PR siano la stessa cosa dei fasci travestiti e delle rivoluzioni colorate? abbiamo le prove che dietro ci sia otpor? finora abbiamo l’asserzione di Militant, frutto di una opinabile serie di collegamenti, ma niente di più. Certo se la cosa fosse confermata, o anche se ci fosse solo un sospetto, tutte le posizioni andrebbero rivalutate.
    La questione però, torno a dire, é un’altra, perché in fin dei conti delle pussy riot tutt sappiamo poco, e cmq esistono dal 2011, non da una vita…il problema secondo me diverso é: esce un fatto qualunque, in un paese qualunque, che in un certo modo opera una rottura col potere, magari rozza, spuria, divagante, fuori dalle.nostre corde e abitudini: sappiamo, come comunisti, cosa fare? la risposta purtropportunità é no. É questa incapacità, frutto anche dell’immane repressione che abbiamo subito, a portarci più o meno velocemente e inconsapevolmente a vedere complotti ovunque, non solo, ma a leggerli con una concatenazione di un semplicismo a volte imbarazzante. Sappiamo tutti qui sopra che l’imperialismo sfrutta ogni mezzo per portare avanti le sue guerre intestine, ma a volte dimentichiamo di riflettere che, per fortuna, non tutto é predeterminato, e che l’evoluzione di qualcosa dipende da molteplici fattori tra i quali, sembra incredibile, ci siamo anche noi.
    Le pussy riot non sono, evidentemente, comuniste; sembra si definiscano anarchiche; a giudicare dalle loro dichiarazioni non sono propriamente delle sprovvedute, hanno un’idea molto chiara del valore della loro azione ma é altrettanto evidente che non parlano come parlerebbe qlcn di noi nella stessa situazione. Basta questo per dire che “No, non sono dei nostri?” Basta il sostegno di Repubblica, sostegno opinabile perché, come le compagne di FaS hanno ben evidenziato, il giornalaccio é più interessato, as usual, alla possibile esibizione do un corpo di donna che faccia clic e denari piuttosto che a ciò che é veramente succesto? Io penso che possiamo fare uno sforzo in più, e ricordarci che su alcuni temi, come appunto la repressione, i comunisti hanno il dovere di intervenire, di prendere posizione, di fare agitazione e propaganda, assumendosi il rischio che si tratti di una lotta sporca e dotandosi degli strumenti necessari per prendere le necessarie contromisure nel caso in cui la realtà costringa a fare un passo indietro. Tre cantanti punk russe sono state processate e condannate per aver provato a cantare contro putin: i comunisti dovrebbero cogliere l’occasione per dire la loro sul regime parafascista che vige in russia, senza temere per questo di essere tacciati di filooccidentalismo, ricordandoci soprattutto che Putin non é proprio sto campione di antimperialismo, e.non è neanche antiamericano se vogliamo, ma soprattutto non é chavez, in generale non è neanche l’espressione brutta e destroide di un movimento panrusso di emancipazione dall’imperialismo, é un autocrate strenuo difensore del capitalismo di casa propria.
    poi possiamo discutere del se, del come, del perché, ma rinunciare a intervenire nella realtà perché si teme la contaminazione, o peggio ancora iniziare a vedere complotti dappertutto peggio dei peggiori dietrologi non ci serve a niente e non ci fa onore, l’unico risultato é rinunciare a ogni narrazione alternativa lasciando che le PR per tutti siano le belle ragazzine ribelli ma brave che repubblica quotidianamente dipinge.
    mi scuso per la punteggiatura ma ho una tastiera di merda; stavolta.non ho citato nessuno così non faccio il professorino ( o la professorina)

  • Alessandro

    @ Agosto
    Il fatto che siano oggettivamente al servizio di interessi “altri” rispetto alla loro vicenda non le fa automaticamente al “soldo della CIA”.

    Porto un esempio: nel 1980, in Polonia, viene fondata Solidarnosc, sindacato operaio di opposizione comunista. Un sindacato di operai, una spina nel fianco del devastato socialismo polacco. Nel giro di pochi mesi, una volta capito che sarebbe potuta essere la chiave di volta della controrivoluzione, gli Stati Uniti presero a finanziare Solidarnosc, si comprarono la dirigenza e lo trasformarono nell’associazione che demolì il socialismo polacco in favore del liberalismo occidentale. Eppure Solidarnosc era composta da operai, e nessuno di loro era al soldo di nessuno. Resta il fatto che, oggettivamente, Solidarnosc era ed è la nemica di classe, l’associazione sindacale che ha dato un contributo fondamentale alla caduta – da destra – del socialismo sovietico.

    Questo per dire cosa: che le Pussy Riot, o chi per loro, non sono probabilmente direttamente al soldo, o al servizio, di nessuno. Ma le Pussy Riot non vengono fuori da sole pochi mesi fa. Fanno parte di movimenti più ampi, che praticano queste azioni e certe parole d’ordine da diversi anni, e tutte queste associazioni (principalmente, Voina) sono, per essere delicati, quantomeno ambigue.
    Siccome poi non fanno discorsi di sinistra, ma di un vago umanitarismo misto alla lotta femminista, dov’è la stranezza di essere quantomeno sospetti rispetto a certe pratiche?

    Altra cosa: qui si parla di solidarietà contro la repressione. Ma dov’è la repressione? Ma tutti voi credete davvero che, rispetto a ciò che è stato fatto, questi due anni, chiamaiamoli di lavori forzati così siamo tutti contenti, siano *la repressione*? Ma dai…nello stesso giorno sono morti 30 operai in Sud africa, e noi stiamo davvero parlando da giorni di repressione per due anni di lavori dopo l’irruzione nella cattedrale di Mosca? Ma siamo seri per favore…

  • Agosto

    ma vogliamo eliminare il corto circuito mentale per cui chi si interessa della questione pussy riot se ne sbatte dei minatori? e vogliamo anche eliminare la misura della repressione?

  • hoo_liang

    @ agost@ jejej, ovviamente nulla di personale, certo se assumi quel tono un po saccente, in una favela , magari se la prendono; ma nel merito della tua risposta alla mia provocazione su coondoleza io sono d’accordissimissimo con te!
    peró per certe compagne prendere consapevolezza del fatto che le donne possono essere anche come la tacher o come la chamorro, puo , aiutarle a non mistificare ogni azione femminile solo perche opera di una Donna.
    sbaglio?

  • Alessandro

    E no che non lo eliminiamo, perchè è un corto circuito tutto interno a queste polemiche. Di fronte ai morti, il silenzio, di fronte ai due anni di lavori, il putiferio. Questo nodo ancora è da sciogliere. E se in Sud Africa fossero morte 30 donne?

    Che significa, poi, eliminare la misura della repressione? La repressione si giudica in base ai suoi dispositivi che mette in piedi, non in astratto. Se io faccio una manfiestazione, sfondo una vetrina e mi danno un mese, non è repressione, ma applicazione delle norme dello Stato, lo so e lo metto in conto, non vado a piangere dopo dicendo che cel’hanno con me. Se mi danno quattro anni diventa repressione, perchè vengono interpretate in senso repressivo le norme stabilite.

  • carino questo social network, comodo più che altro,non devi nemmeno muovere il culo dalla sedia. baci e abbracci

  • hoo_liang

    @agosto Comunque in sintesi, nel dubbio che siano o no delle “octporine” tu dici appoggiamole, se poi saltano le prove … tutto cambia, certo che pero non è solo repubblica che se le spinge ma apparte na serie de artisti ammericani e inglesi, amnesty, FEMEN, il Financial Times ma sopratutto USA e UE, nella fattispece
    L’Unione europea ha fatto sentire la sua voce tramite l’Alto rappresentante per la politica estera e di difesa,l’amministrazione Usa il governo francese,il suo ministro degli esteri, Laurent Fabius,cancelliera federale tedesca, Angela Merkel,ecc. forse qualche dubbietto…. poi comunque dati i successi di libia e siria, oltre a quelli già citati di venezuela ,cuba ecc, ci devono far stare sull attenti! ma possibile che non vedete un nesso fra la posizione russa rispetto alla siria , nel consiglio di sicurezza dell onu , e questi fatti? possibile che i compagni Alexey Sutuga y Alexey Olesinov, non suscitino altrettante simpatie Usa? e( e neanche fra i/le compagnE/I sostenitori delle PR?)

  • Agosto

    Alessandro, sono scioccato: lo Stato borghese é repressivo per il semplice fatto.che esiste, non ci sono interpretazioni repressive, é la sua stessa esistenza che é strumento di oppressione nelle mani delle classi dominanti…ma stiamo veramente a questo livello? Le leggi non sono le mie, sono dello stato e se sono, come sono tutte, a difesa della proprietà privata e dell’oppressione capitalistica, anche una multa di 50 centesimi per chi lotta é repressione, e l’unica posizione sostenibile aereo si condivide una lotta è quella di dire che chi la fa neanche in minuto deve stare in galera. Se poi il discorso é che.non ci piacciono le PR allora scopriamo le carte e diciamo chiaramente che il problema non é se la pena é misurata o.meno ma che bene hanno fatto a dare due anni di lavori a ste stronze pagate dalla cia.
    ma poi sta storia del silenzio sui minatori e il casino sulle tipe, ma da dove viene fuori? le.notizie sui minatori le ho lette dal sole 24 ore, dal fatto quotidiano e dai siti di movimento, le notizie e i commenti sulle pussy riot idem: c’è qualcuno che doveva parlare e non ha parlato? vuoi farci magari una sorta di rassegna stampa? cmq la storia della repressione a quattro anni sì e a un mese no mi torce ancora lw bella, scusa ma mi sono intortato…

    hoo liang, all’interno di una partita é chiaro che tutti giocano le proprie carte, ma questo non dà automaticamente il senso del gioco stesso. Nel caso specifico, se é vero come é vero che i rapporti tra usa, russia, cina e ue si danno come rapporti tra poli imperialisti – e quindi non come rapporti tra imperialisti e paesi dominati – é facile comprendere che la Russia non può essere mai la Libia o la Siria, e che, paradossalmente ma solo in apparenza, scatenarsi la guerra non conviene innanzitutto alle classi dominanti di quei paesi, perché é solo insieme che possono tenere a bada le classi oppresse; non é un caso che la Russia aiuta la Siria come nel passato ha aiutato Israele, Israele che oggi minaccia l’Iran ma contemporaneamente intrattiene.col.governo di quel paese solidi rapporti economici. La.realtà é sempre un attimo più complicata delle nostre.rappresentazioni, e la.logica amico/nemico non è che.non piace a me, semplicemente non é sufficiente, non ci aiuta.
    poi, tornando alla metafora della partita di carte io non ho ancora capito.che partita vogliamo giocare noi, se vogliamo provare a vincere o vogliamo fare come gli stronzi nei bar che guardano le partite degli altri, fanno gli esperti nel.prevedere le mosse, poi sbagliano si rompono il cazzo e se ne vanno a casa…non oggi tutti, non qui, sempre, facciamo questo.
    infine, abbiamo un po messo da parte la questione femminismo vs antisessismo ma mi sembra abbia senso ritornare a discuterne: per me la distinzione di Militant e altr non sta in piedi; non sta in piedi mettere in dubbio il dovere della.solidarietà perché non ci piacciono forme e modi di lotta, cazzi disegnati, polli e fatti vari; non stanno in piedi dei modi se non sessisti quantomeno antipatici di raccontare le azioni ( il puritanesimo mi fa cacare, figuriamoci tra compagni). Questi due post di Militant, insieme ai commenti, dicono più di quello help c’è scritto…

  • valerio

    Il problema qua è la valutazione politica degfli avvenimenti. Certamente è possibile preoccuparsi e dei due anni dati alle Pussy Riot e dei 34 morti fatti in Sud Africa. Il problema è a quale delle due vicende dare la priorità, per quale delle due vicende ci si incazza e ci si interroga. Il fatto che le due vicende NON abbiano lo stesso peso né la stessa importanza non frega a nessuno. Il dramma è che si perde tempo a parlare se i due anni dati alle PR siano tanti o pochi invece di organizzare una mobilitazione per i 34 morti. Nessuno pensa che sia colpa delle Pussy Riot se sono morti i minatori (capito come stamo?? tocca pure spiegarlo!!), soltanto cha alcuni maschilisti/sessisti pensano che la storia dei due anni alle PR in fondo non sia poi così importante innanzi ai 34 morti. Il che non significa automaticamente che la lotta per l’emancipazione dal lavoro salariato sia più importante di quella per l’emancipazione della donna

  • Stoika

    Io non capisco le critiche mosse a Militant e a chi ha “osato” esprimere riflessioni simili…
    Si può continuare a sostenere la causa delle Pussy Riot indipendentemente dalla questione mediatica, ma perché se qualcuno fa una riflessione critica sull’incapacità dei movimenti di immunizzarsi ai meccanismi dell’infosfera, viene scambiato per il “nemico” della causa? Dovrebbero essere i movimenti per primi a riflettere sulle loro capacità di immunizzazione, ponendo come premessa l’immediata presa di distanza e rifiuto di qualunque tipo di strumentalizzazione mediatica. Questo mi pare non sia stato fatto, né da chi sostiene le PR, né dalle PR stesse. Mi pare la scoperta dell’acqua calda, e mi stupisce che non la si voglia vedere….

  • Compagno Perplesso

    @SandorKrasna dici: “la prima riga è la solita sbroccata isterica…”

    lo vedi che hai un problema di linguaggio? Daresti mai dell’isterico a un compagno? Diresti mai se ti critica in maniera veemente che sta facendo una sbroccata “isterica”

    io dico di no

    io dico che se in un’assemblea di rivolgessi usando questo termine alle compagne finiresti malissimo

    e credo lo sappia anche tu, ma che a forza di nuotare nell’autoreferenzialità te ne sia dimenticato

    ah, non scomodarti a prendere atto del fatto che nel primo post avete scritto dei falsi, se ne sono accorti tutti e tutte, come che li avete ignorati nel secondo

    così è tutto più comodo, non è vero?

  • rudo

    vabbe’ senza pesare il numero di morti, sull’importanza di una situazione piuttosto di un’altra… l’altro giorno dei ragazzini minorenni in israele hanno picchiato selvaggiamente un palestinese davanti a una folla di civili che non ha mosso dito per fermarli, non e’ morto nessuno ma e’ un fatto molto grave che denota quanto violenta sta diventando la societa’ israeliana e quento tutto cada nell’omerta’.
    Le PR avranno sicuramente avuto piu’ risonanza mediatica di molti altri casi di ingiustizia sociale, sia in russia che in altre parti del mondo. Quanto scritto su questo blog, se qcuno ci vuole vedere invidia misogina, fourvianze di complottismo delirante tanto da dire: addio militant non vi leggero’ piu’ o sentire il desiderio impellente di dover rispondersi punzecchiandosi o insultandosi vicendevolmente, vabbe’ sara’ il caldo….
    non conosco la situazione russa da poter dire molto, se non le esperienze degli antifa russi ammazzati in casa o accoltellati sotto casa, che non hano avuto questa grande risonanza… come i tantissimo casi di violenze xenofobe che ci stanno in quel paese. sarebbe bello che la solidarieta’ che hanno ricevuto le PR la avessero ricevuta tutte le altre vittime del fegime di putin in questi anni.
    poi questo tanto ricatta sempre tutti con la storia del “io stacco il gas e morite di freddo” forse ora fanno tutti la voce grossa perche’ e’ estate?

  • s

    Fortuna che Agosto sta finendo… gesù cristo

  • Condivido l’analisi della realtà proposta in questo articolo: il movimento di propaganda sul caso delle Pussy Riot è di chiara impronta conservatrice, basta vedere il paragone fatto dai giornalisti fra Putine Stalin, storicamente irricevibile. Aggiungo che il gesto delle cantanti non rientra nelle modalità della lotta di classe: potevano fare la loro performance situazionista fuori dalla chiesa, magari all’uscita dalla messa, e sarebbe stato tutto diverso, ma il fatto che siano entrate dentro il luogo di culto a farlo le mette in una luce diversa: il loro è un oltraggio alla libertà di culto, cosa che il socialismo critica fortemente. interessante a questo proposito rileggersi gli scritti di Lenin sulla religione, sono davvero ben fatti, molto chiari e straordinariamente attuali.

  • hoo-liang

    @ agosto : ok lo stato borghese reprime e noi siamo contro la repressione . d’accordo ma allo stesso tempo se non fai un distinguo fra forme di repressione , stai un po fuori dalla realtà , senza offesa e col massimo rispetto che devo ad un compagno che riconosco ha una formazione politica di tutto rispetto e che presumo avro incrociato varie volte. pero tutta questa analisi teorica non puo farti allontanare dalla realta. perché poi quando la repressione la vivi . fq molta differenza se ti sparano una palla di gomma in faccia o se ti tirano ujq manganellata . se ti fai una notte al commissariato . o un anno dentro . così come al lavoro se ti mondano una lettera disciplinare o se ti licenziano. si accordo livello teorico ok la reppressione e uguale. ma ti giuro che lo so . il terrore è una cosa e la ” repressione” subita dalle pussy riot con tutto il rispetto che meritano come qualsiasi essere umano è ben altra cosa . poi appunto e un pochino più complesso certo gli americani il cui imperialismo per quel che mi riguarda rappresenta il problema principale non solo della classe operaia ma come dice Fidel di tutta l’umanità come specie , hanno ora la priorità urgente di convincere l’opinione pubblica che quest’ altra guerra “umanitaria” è giusta e necesaria e per questo deve minare la credibilità di cina e russia nel consiglio di sicurezza ma soprattutto agli occhi dei celebro lesi televidenti che costituiscono un eventuale opposizione ( jajaja ovviamente non nel caso dell’ italia )

  • Maria

    Come temevo, non avete capito davvero un cazzo.
    Non siete femministi ma antisessisti? Ahahahahahahah
    E dove siete a casa vostra che vi fate le etichette come più vi piace?
    Avete suscitato clamore come pensavate? e chi siete Sansonetti su Gli altri?
    Vi seguo da anni su tutto e condivido molto con sfumature come è ovvio che sia, ma quanto a femminismo, lasciate perdere, dateci ascolto, non è roba vostra.
    Con tipi come voi altro che figa riottosa…chiusa per ferie direi.

  • Lorenzo

    Scusate eh…ma come è possibile che Bellaciao/InformationGuerrilla scrivano “Angelo era uno di noi, un compagno” se poi sulle pagine rossobrune del web si trova questo? E’ un mondo d’avvoltoi o anche sull’appartenenza politica dei morti c’è confusione?

    “Forza nuova è a lutto per la morte di Angelo di Carlo (…) Ha lasciato in eredità al figlio, Andrea, 30 anni, militante forzanovista di Forlì, 160 euro.”
    FOTONOTIZIA/ Forza nuova a lutto: l’operaio suicida a Montecitorio è il padre di un militante forlivese
    http://www.fascinazione.info/2012/08/fotonotizia-forza-nuova-lutto-loperaio.html

  • Taliesin

    E direi che a sto punto c’ha ragione S, la pausa estiva fa rode il culo a parecchi a quanto pare visto il tono dei botta e risposta, per usare un meme che mi fa tajare http://i.qkme.me/3pmjfk.jpg

    Il corto circuito di cui parla Alessandro dovrebbe essere chiaro a tutti quelli che leggono, davvero noi, coi media che c’abbiamo in Italia, ci stupiamo o non comprendiamo come alcune notizie vengono completamente ignorate o travisate o esagerate a seconda delle convenienze politiche? Io penso che la summa stia tutta qui, se alcuni vogliono concentarsi sulle PR e farne una pietra miliare delle lotte femministe o delle lotte di liberazione della Russia da Putin sono liberissimi, però cerchino di accettare critiche e dubbi da chi tutta questa importanza non la vede per i motivi che abbiamo già letto. Ecco magari solo questo no? Perché mi sembra che la discussione stia partendo per la tangente, tutto questo IMHO ovviamente.

  • Lalla

    se militantblog fosse esistito ai tempi di Stonewall chissà che cazzo avrebbe detto de quella manica di frocirottinculo sui tacchi a spillo…

  • valerio

    @ Lalla
    Mah forse me mettevo i tacchi a spillo pure io e andavo a fa le barricate con loro. (Certo che resiste a una carica coi tacchi deve esse un impresa….)

  • Adrianaaaa

    @Alessandro tu hai scritto “E no che non lo eliminiamo, perchè è un corto circuito tutto interno a queste polemiche. Di fronte ai morti, il silenzio, di fronte ai due anni di lavori, il putiferio. Questo nodo ancora è da sciogliere. E se in Sud Africa fossero morte 30 donne? “. Questo paragrafo mi pare che fino ad ora te l’abbiano fatto passare, ma io vorrei saperne di più. Perché se è come lo intendo io, è un’insinuazione molto grave.

  • Cosmonaut@moscow

    Non riesco a star dietro ad una discussione tra “commenti” (mio deficit). Ma i vostri articoli su questa vicenda li trovo, personalemente, illuminanti.
    Mi ritrovo in molte delle vostre affermazioni (sarà un bene o un male !? eheh).
    Grazie al collettivo Militant per la discussione che i media tradizionalpopolari trascurano.

  • Frank

    Ma sgombrate il campo da inutili polemichette per favore. Ma quale femminismo/antisessismo, metterla su questo piano è buttarla in caciara. Se invece delle pussy riot avessimo avuto i cock fighters il discorso da fare sarebbe stato identico. Le spiegazioni le devono dare quelli che fanno battaglie politiche accanto a Farnesina, Ue, Usa e compagnia bella. Utili idioti, niente di più. Proprio come quelli che inneggiavano a Jan Palach o Solidarnosc. La battaglia sui diritti civili slegata dall’antimperialismo rimane ins categoria vuota utile solo a chi governa la comunicazione molto meglio di noi, i padroni.

  • hoo_liang

    io ancora non capisco bene la connessione Pussy riot – femminismo? è come dire rifondazione comunista: marxismo. bho! a compagne e daje no! e comunq ue i negri importano sempre meno che i/le bianchi/e!bellicompagnucci miei eurocentristi!

  • (A)

    Comunque io cosiglierei di spostare il discorso nella realtaì così facendo si fanno solo ridere i fasci e altri che leggono .Detto questo ovvio che militant se data la zappa sui piedi da solo .Comunque ci sara’ il camp delle FaS e altri momenti per chiarire questa posizione di militant . Magari dal vivo si riesce capire meglio che sul web dove possiamo fraintendere e incazzarci sul momento . Per quel che riguarda ovvio che io da una certa sinistra che si definisce anti imperialista finche non saranno chiare òe finalita’ e non si chiarira’ in maniera definitiva che il terzoposizionismo e il nemico del mio nemico e mio amico le distanze le prendo eccome . Non sono unico-a anche nel mov antagonista molti -e hanno hia preso le distanze . Faccio presente che anche l’aska del piemonte si schiera con le pussy riot – http://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/5366-due-anni-di-carcere-alle-pussy-riothttp://www.csoaskatasuna.org/ . Quindi Militant avete pisciato fuori dal vaso .Sara’ il caldo

  • (A)

    Chiedo scusa per errori di battitura nel post precedente

  • rho

    Citazione della mattina:
    «Nel concetto di classe operaia il genere femminile è stato reso invisibile. Le lavoratrici, trascurando il loro ulteriore ruolo di mogli (casalinghe), sono state ridotte ai soli rapporti di lavoro.

    Il loro ulteriore sfruttamento da parte dei lavoratori scompare nella “famiglia proletaria” così propagandata dai marxisti-leninisti.

    L’idea di lavoro su cui si basa il concetto di classe operaia è quella di lavoro salariato. Nel dominio della produzione sociale, in cui lavorano principalmente le donne (specialmente nel “Terzo Mondo”), il loro lavoro “viene spazzato sotto il tappeto”.

    Tutta la divisione del lavoro per sessi e il suo enorme valore per il capitale e per gli uomini si sono perduti nella sfera riproduttiva come una sorta di risorsa naturale di cui non si è considerata alcuna esplosiva capacità rivoluzionaria.

    L’oppressione delle donne non può essere considerata un problema secondario che scomparirà immediatamente una volta che sarà stata risolta la “contraddizione principale” con la “vittoria del proletariato”.

    E ciò è provato dal fatto che la violenza contro le donne è perpetrata dagli uomini della classe operaia proprio come lo è da parte degli uomini di tutte le altre classi.

    La sopravvivenza storica di questa violenza e la cecità verso di essa da parte del movimento operaio e dei suoi teorici è un forte argomento contro l’idea che le donne possano essere liberate per mezzo della lotta di classe.»

    (OT:Spero che nel frattempo sbattezzarsi sia una pratica politica assunta da tutt*, tanto per rimanere propositiv* nel contesto locale.)

  • (A)

    Rho gli operai io ho smesso di portare solidarieta’ quando hanno votato il nano .Da quel momento per me possono rimanere senza un euro per quello che mi frega . Tra altro io non voglio un governo proletario che sarebbe sessista e autoritario come tutti gli altri .Noto solo che una certa pagina della sinistra se sbandata così facendo morira’ .Bigittismo , nazionalismo ,moralismo .Ma va la speriamo solo che quando sara’ il momento di confrontarci su altri campo e non quelli virtuali si arrivi a qaulcosa di costruttivo e non ad uno spacco .Perchè la sinistra si propone nazionalista , bigotta , complottista e be con me e con molti altri-e sopratutto antagonisti si chiuderebberò i ponti in quanto il cammino non puo essere fatto insieme anzi proprio non ci sono neppure le idee per farlo insieme .

  • (A)

    E poi che palle sta storia che ci appoggia le pussy riot se ne sbatte del resto .Quello credo sia un problema di chi la pensa così che si da priorita’ su cosa supportare oppure no . Le pussy riot , i minatori sudafricani -assange .Questo ultimo fatto http://www.infoaut.org/index.php/blog/saperi/item/5374-cile-scuole-occupate-blocchi-stradali-e-scontri-con-la-polizia non si escludono uno -altro anzi …. Quindi chi si trova al dilemma oddio cosa devo supportare problema esclusivamente suo senza che lo proietti sugli .lle altri -e .

  • kitar01

    Le pussy riot fanno il gioco delle rivoluzioni colorate dell’Otpor, cioè di Soros, cioè degli Usa.
    Per chi non l’avesse capito, qui un articolo che spiega bene la cosa: http://quintoelementomusical.wordpress.com/2012/08/10/il-caso-pussy-riot-riot-grrrls-al-servizio-della-geopolitica/

  • hoo_liang

    @ grande rho, e allora, che centrano le pussy riot?

    e comunque stessa analisi si puo fare nell analizare lo sfruttamento dei bianchi sui neri , ecc, le donne sono piu de la metà della popolazione mondiale, i non bianchi pure, pero qua sempre a guardarsi il propio ombellico siamo, perche tanto per buttare piu carne al fuoco, in Colombia ci sono 8000 prigionieri politici di cui la metà compagne…. allora mi incazzo perche state apresso a ste performance de Pussy Riot ma dei compagni, davero davero ve ne frega un cazzo, ammeno che non ne parli republica, ao intanto mille (100) prigioniere di un carcere di bogota fanno lo scioppero della fame!!! mille compagne, pero siccome non ne ha par

  • Sanchez

    Vabbè ormai rimane solo il troll come canale di comunicazione…

    Prima la menate con la puzza sotto il naso, che se repubblica e altri tentacoli del nuovo ordine mondiale fanno solidarietà c’è puzza di bruciato, poi a ben vedere voi avete impostato un dibattito (salvataggio in corner proprio malriuscito e quasi odioso) alla maniera di Biscardi, buttiamo lì due cazzate e poi vediamo che succede.
    Il dibattito non esiste senza elementi di base condivisi e l’affermazione sull’antifemminismo in quanto antisessisti la dice lunga su quanto state indietro.
    Sull’antimperialismo scusate, ma se viene usato poco è perchè la geopolitica odierna è molto più confusa e il concetto stesso ha bisogno di essere avvicinato attraverso i percorsi teorici che hanno provato ad attualizzarlo negli ultimi vent’anni.
    Certo è che chi si fa le pippe su Chavez non è il primo interlocutore che immagino per attualizzare l’antimperialismo, poi vabbè se volete ci sto pure io a festeggiare le vittorie di Cuba alle olimpiadi.

    Grazie dello spazio concessomi, volevo lasciare questo annuncio.

    Attenzion attenzione, quelli di Militant-blog organizzano una gita in Russia.
    Si parte domenica in pullman, pranzo al sacco, durante il viaggio lezioni di antimperialismo, gara di bestemmie, insulti personali a te e alla tua famiglia per far partire qualche bel dibattito. Si torna fra due anni, andiamo là a fare i lavori forzati, quelli di Militant dicono sia proprio uno splendore.

  • SandorKrasna

    “Daresti mai dell’isterico a un compagno?”

    Sì.

    “ah, non scomodarti a prendere atto del fatto che nel primo post avete scritto dei falsi”

    “Avete” chi?

  • rho

    @hoo_liang, dove lo leggi che sto appresso a che cosa? Mi esprimo sui post che leggo qui. Quello che penso di PR non l’ho scritto. E perchè usi il plurale rispondendo a me? Non sono trino. Cito un pezzo ancora dallo stesso testo di prima: «Così, il movimento operaio socialdemocratico e quello stalinista hanno affermato per decenni che lo sfruttamento dei lavoratori era la più importante rispetto alle altre, che erano “contraddizioni secondarie”.
    In astratto questa questione non può essere risolta senza arrivare ai più insopportabili paragoni (Cos’è peggio: la caccia alle streghe o la schiavitù? la violenza contro gli uomini neri o quella contro le donne bianche? la guerra nelle metropoli o la guerra nel “Terzo Mondo”?).
    In realtà però il problema è diverso. La struttura “a rete” del dominio e il suo esercizio simultaneo e globale esigono che sia posto il problema di ogni situazione immediata di un’oppressione concretamente vissuta ed esercitata.

    In questo caso si manifestano differenze nella composizione delle oppressioni: possono essere più o meno razziste, più o meno patriarcali, più o meno imperialiste o capitaliste.

    Alcuni esempi: la violenza di un uomo bianco contro una donna bianca è solo superficialmente connessa allo sfruttamento capitalista/imperialista e non ha niente a che fare con il razzismo; un lavoratore bianco alla catena di montaggio non viene sfruttato dai razzismi e, certamente, non dal sessismo, ma il lavoratore nero accanto a lui viene quanto meno oppresso anche dal razzismo; quando dei lavoratori bianchi picchiano un nero, ciò è in primo luogo razzista, benché il loro atto possa avere radici nello sfruttamento capitalista di tutti i lavoratori; quando delle lavoratrici nere combattono contro un capo bianco, giocano un ruolo componenti molto diverse. La lista potrebbe essere infinita come la realtà. E’ chiaro che bisogna combattere tutte le forme di oppressione e che ciò dipende dal riconoscimento che è la specifica composizione dell’oppressione a determinare appunto come si combatterà.»
    nota: citare non significa condividere in toto quanto citato, ma è anche far girare spunti di riflessione che si ritengono interessanti.

  • (A)

    kotar ma cosa posti pepe ramone il fanatico delle scie kimici ma basta dai siamo seri . A vedersi dal vivo che sul web me sa tanto che tra troll, complottisti , rossibruni , cattoidioti e altro si capisce sempre meno .

  • Eva Basile

    il tipo che ha redatto l’articolo ha citato termini come ‘pornografia’ per stigmatizzare gli interventi delle ragazze. Argomento davvero povero che basta da solo a definire ‘cestinabile senza diritto di seconda lettura’ tutto l’articolo. Ma davvero la paperella fa tanto paura ai ‘rivoluzionari’?

  • (A)

    Ognimodo Militant adesso avrete tanti fan alla Pepe Ramone che gia usa da infame quale è diversi blog per fare la pappardella degli scontri tra le aeree come se poi area antagonista fosse rappresentata dal web . Credo che se come auspica Pepe Ramone si pacca l’area antagonista sia solo che una disfatta per il movimento intero ma valle spiegare sti nerd complottisti di scie kimici e ufi e rettiliani .

  • (A)

    Eva il tipo in questione si chiama Pepe Ramone trattsi di un complottista di scie kimici e altre amenita’ della moda nuova alternativa ribelle . Sono tutti cattolici fondamentalisti tutti non si salva uno di quelli e sono del giro losia ,rossibruni e altro .Oltretutto il tipo in questione usa questa discussione per montare casi .Per quel motivo io ho risposto con insulti a militant perchè leggere articoli simili a catto complottisti prolife fa venire il voltastoma .Eh il patriarcato brutta piaga .

  • daniele

    Mi pare che da ste parti pendete dalle parole di carletto che diceva

    “La femme est le prolétaire de l’homme”

    quindi traete le conseguenze.

    Credo che per esprimere un giudizio sulle pussy riot si dovrebbero sentire le compagne e i colletivi femministi, ascoltare una loro analisi, condividerla oppure no.

    E’ ovvio che il risalto mediatico è abbastanza “inusuale” per un evento del genere e quindi per prima cosa occorre diffidarne, poi eventualmente approfondire.

    Qui c’è chi continua a parlare di lotta di classe e non ha mai interloquito con un lavoratore, figurarsi discutere di questioni di genere.

    Per chi pensa che il femminismo sia l’altra faccia del maschilismo credo farebbe meglio a impiccarsi su un grande palo, a forma di fallo ovviamente… la Storia non sentirà la loro mancanza…

  • (A)

    La cosa che fa sorridere e che Pepe Ramone che ha scritto articolo quintoelemento contro le pussy riot .Fa parte del gruppo facebook anticlericale . Fate voi . Vi saluti ci vediamo al camp delle FaS.

  • rho

    Ah! Dimenticavo! Per rimanere vicini-vicini, si potrebbe parlare anche dello spazio che si dà al fatto che dentro ai nostrani CIE (tra le diverse soggettività) vengono rinchiuse, deportate tante sexworker fermate in base alle ordinanze di sindaci/sindachesse. Spero di vedervi numeros* alla prossima iniziativa anticlassista, antirazzista e antisessista contro le ordinanze su prostituzione e decoro pubblico. #prospettivedilotta

  • Lorenzo

    Grande parrebbe la confusione sotto il cielo dell’antagonismo, infinite le incomprensioni, brutti certi sfoghi ed anatemi.
    Di fronte alla complessità del tutto ci aggrappiamo persino alla proprietà del lutto: svolazzando come avvoltoi sul cadavere del proletario di turno. Fu compagno, grillino o fascio? Così ci hanno ridotti. E le Pussy son cosa nostra o farsa mediatica? Se mai nella storia ci fu da fidarsi, figuriamoci adesso; ma esprimo solidarietà lo stesso nei confronti di chi a proprio modo s’ostina a ribellarsi, consapevole o no della strumentalizzazione che altera ogni forma espressiva, che sia o no genuina. Ci siamo interrogati per dieci anni sui black bloc, e ancora denunce, delazioni e mazzate, e ancora ci riescono a prender per il culo su quest’argomento, sempre noi i primi ad esser confusi o illusi, a doverci chiarire per poter poi chiarire. Maschi e femmine, anarchici e comunisti: il conflitto ci frantuma e mi deprime, la frustrazione da impotenza assale. Assange non è compagno nostro, ma lo inculano o no? Ed egli esprime preoccupazione per le Pussy o no? Chi è a crear divisioni, distinzioni, a forgiare inutili democratiche opinioni al tempo dell’inganno globale che riesce a vincere anche nell’evitar di produrre la rivolta (spero non colorata) globale? Giusto sarebbe criticare per capire ed evolversi, non per sventolar bandiere confrontando la coerenza.
    E mentre noialtri stiamo a discuter del sesso delle angiolette travisate (già ci provarono le Tute Bianche col passamontagna arcobaleno, iniziando forse il vero e proprio collasso culturale), si scopre che il compagno suicidatosi (riporto da Repubblica) “collaborava col ClanDestino, l’associazione ambientalista da cui poi è nata la Lista 5 stelle di Forlì”; e che il figlio parrebbe esser militante forzanovista…! Che sia per quello che s’è dato fuoco, dannazione? Se ne vanno sempre i migliori e restan le canaglie. Non so di che parlo, ma provo tristezza dai tempi di Caruso e Luxuria, ed allora per non sbagliare esprimo solidarietà non politica ma umana a tutti quelli che in qualche modo, fotografati dai media oppure no, dal loro esporsi nulla han guadagnato, semmai ci han perso qualcosa, la faccia quando non la vita.
    Pur nella nostra inadeguatezza, cerchiam di ricomporci.

    @Militant: stimabile ogni vostro tentativo, ma perchè dunque dar spazio all’entusiasmo per le rivolte del sottoproletariato inglese e non per i minatori delle Asturie? Chiedo venia per la semplificazione, ma una cosa è approfittar del caos per arraffarsi il televisore, un’altra lottare duramente per sopravvivere. Dopodichè, tutto ciò che genera repressione merita la nostra attenzione.

  • Militant

    @(A)
    Non so se ti sei accorto che non abbiamo censurato alcun commento, eccetto quello in cui si dava delle isteriche alle compagne di FaS e qualcuno che era, o poteva essere, scritto da fascisti. Ergo, non censuriamo i commenti per i link che contengono, condivisibili o meno per noi.
    Non l’abbiamo fatto manco ieri, quando commentatori che non avevano neanche letto la discussione precedente riproponevano per la decima volta sempre lo stesso link.

    @Lorenzo
    Non è che ci dobbiamo giustificare, sia chiaro, ma per i minatori delle asturie abbiamo fatto una scritta che – se il decoro urbano non l’ha cancellata – puoi trovare sotto il ponte della tangenziale. Scritta che poi è stata usata per il post sul blog. Non abbiamo ignorato la vicenda, se è questo che ti preoccupa.

  • hoo_liang

    @ rho: parlammo e nun se capimmo, concordo appieno con l’analisi , bello tutto! ma poi nella realtà le urgenze , e le priorità esisono eccome, sopratutto in fasi di forte repressione, vedi dittature ecc ,o in fasi storiche cpome quella attuale, sconfiggere l’imperialismo è una priorità di classe, di genero di “razza” (mamma mia come suona male!) e anche ( come dice Fidel) di specie!

  • rho

    @hoo_liang, sconfiggere è un parolone IMHO. Lottare mi sembra più abitabile, cmq il fatto è che non si possono dettare le priorità. Per me la lotta al potere come meccanismo che sottende ogni oppressione è particolarmente incarnata nell’ antisessismo attraverso strumenti e pratiche di analisi/lotta femministe (che nella mia visione si concentrano su cause e sintomi e anche su quel dippiù che fa la somma delle due). Il fattore “economico” riguarda un rapporto di forze concreto da cui non si può prescindere ovviamente. Ma so che se non si estirpano alcune dinamiche squisitamente relazionali di potere non si va da nessuna parte, quindi le mie priorità probabilmente sono diverse dalle tue o banalmente ci bruciano addosso in modo diverso le cose. Ad esempio qui ed ora davvero ci sono donne (biologiche o no) rinchiuse per la criminalizzazione della prostiutuzione (sessismo e sessuofobia insieme), per razzismo, e per sfruttamento classista. Questa è una mia priorità. A me bruciano addosso molte cose (specismo compreso) e so di vivere con difficoltà molte contraddizioni su cui c’è da lavorare. Oggi e qui.

  • rho

    Mi defilo dalla discussione perchè non mi va di fare botta e risposta, e ho scritto già troppo per i miei gusti, non la ritengo una pratica dialogica. Se qlcno mi vuol dire qlcsa è facile rintracciarmi. Saluti e buon proseguimento.

  • Alessa'

    E’ incredibile notare come in un blog dove solitamente si parla di capitale/lavoro, geopolitica, singole vertenze territoriali o lavorative e chi più ne ha più ne metta, si sia scatenato un fiume di commenti particolarmente impetuoso a seguito di questi ultimi due articoli in cui, tutto sommato, si tratta di una questione che gravita nell’orbita dei “diritti civili”.
    Comunque, additare di maschilismo etc. chiunque non si stracci le vesti in favore delle Pussy Riot (e dato che ci si è anche impelagati sul nome del gruppo, diciamocelo, è banale e didascalico), è un ricatto spregevole, al pari del tacciare di antisemitismo chi odia Israele o dell’accusa, fatta a chi a suo tempo si opponeva all’intervento in Afghanistan, di “stare dalla parte dei Talebani”(??).

    Poi, non vorrei andare fuori argomento ma una cosa mi ha lasciato perplesso (per essere molto diplomatico). Cito da un commento:
    “Rho gli operai io ho smesso di portare solidarieta’ quando hanno votato il nano. Da quel momento per me possono rimanere senza un euro per quello che mi frega.”
    E vai, liquidata in tre righe sgrammaticate la questione della necessità di ricomporre una coscienza di classe, complimenti. Come se uno dicesse: “per me, le donne che si fanno picchiare dai mariti e rimangono docili a casa, possono pure essere bastonate a morte, che mi frega”.
    Ma si, che in fondo ‘sti Cristo di operai sono pure un po’ démodé, tant’è che non dico Madonna, ma manco Britney Spears li caga…

  • Lalla

    segnalo https://www.youtube.com/watch?v=f2iuh_N9LcA&feature=player_embedded il video di protesta fatto da alcune compagne romane in sostegno delle PR. Mi chiedo: i commenti fatti sulle pussy riot: bamboccette in preda a crisi ormonali, ragazzette scafate, pagliacce, burattine strumentalizzate, pagate dalla CIa, cooptate dagli Usa, nemiche del proletariato, idiote che spostano l’attenzione da cose più serie… valgono anche per noi? Perché l’impressione che sto avendo è che le pussy riot e l’antimperialismo siano solo un pretesto per rivolgersi ad altr* (visto che nel merito degli articoli non avete mai risposto, né avete dato le precisazioni richieste da CompagnoPerplesso circa i fatti citati. insomma pare che della credibilità delle vostre tesi non vi importi quanto invece vi importa di portare avanti un discorso femminismo sì\femminismo no.

  • Ma infatti secondo me ora bisognerebbe concentrarsi per capire come i compagni e le compagne che stanno in Russia possano sfruttare il caso (anche mediatico, lo sappiamo bene) Pussy Riot per rivendicare spazi di lotta alla repressione che SAPPIAMO stanno subendo.
    E perché no, magari dovremmo capire anche noi come trarre vantaggio dalla situazione per le nostre, di rivendicazioni.
    Okay l’analisi geopolitica, ed i vantaggi dell’avere un polo di contrasto agli USA, ma non possiamo certo evitare di sottolineare che durante la prima guerra mondiale non saremmo stati né con gli alleati né con gli imperi centrali, no?

  • (A)

    Militant ho chiesto di cancellare il link oppure di censuraralo? .No ho solo specificato chi sia e che i vostri post sono in linea con un cattocomplottista prolife che si dichiara anticlericale con un articolo sessista e bigotto . Sono stato il primo esordire con Stalinisti di merda e con un vaffanculo specificando anche il perchè e il non piacere che prova insultarvi per la delusione ennesima tra altro .

  • Voglio aggiungere, all’ultima frase: se non funzionalmente alla guerra di classe.

  • (A)

    Poi dai parliamoci chiaramente non si possono cancellare commenti sessisti quando voi avete postato roba sessista suvvia dai non prendiamoci per il culo .Poi vabbe tutto va rivisto e riconsiderato anche voi . Però si preferisce farlo guardandosi a 4 occhi in assemblea che in web . Comunque il campeggio FaS sara’ un ottima occasione secondo me per capirci meglio tutti-e insieme .

  • Non ho letto tutta la discussione, ma mi sento confuso a leggere certe affermazioni che esplicitano o implicano l’assunzione che il femminismo sia cosa diversa dall’antisessismo.
    Riporto di seguito la definizione più imparziale e oggettiva (la prendo da wikipedia) del termine “femminismo”:

    – la posizione di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
    – la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l’identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona;
    – il movimento politico, culturale e sociale, nato storicamente durante l’800, che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che – in vari modi – si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.

    In che modo questo non sarebbe antisessismo?

  • io

    rimane il fatto che le compagne apparte l azione sotto l ambasciata russa(più o meno folcloristica) e quella dei materassini direttamente da ostia beach non hanno fatto nulla!!!!!!!!!!
    scrivere due comunicati sul caso PR e attaccare militant è la vostra militanza??compagne non ci siamo!

  • marco

    Mazza il video da Ostia beach è vera militanza…scrivere sul materassino free pussy riot è un grande gesto politico!
    Sole mare sovversione

  • hoo_liang

    http://www.eltiempo.com/justicia/entran-en-huelga-de-hambre-reclusas-en-el-buen-pastor_12101763-4

    mi sono perso la punta sotto l’ambasciata colombiana! compagne e compagni a che ora era??

  • (A)

    http://www.youtube.com/watch?v=ZkqqsABx0mk&list=PLFBA916BFC7D01B12&index=10&feature=plcp questo successo a Milano .Ma come puoi dire non hanno fatto niente qui si fa più nulla oramai .Si preferisce diventare leccaculi di dittatori come Assad ( leggere questo per chi capisce l’inglese http://www.solfed.org.uk/?q=international%2Ffrom-a-syrian-anarchist) e dare contro gridando al complotto ad prolife cattoidiori a delle ragazzine che sono in carcere ad i lavori forzati per aver protestato con il machismo e patriarcato, governo Russo dello Zar Putin .Cosa vuoi fare e gia tanto alle prossime iniziative qualcuno si presenti visto che ormai seguirvi su discorsi antisessimo , antifa, antirazzismo,anticarcere detti da voi hanno veramente poca credibilita’ ormai sopratutto se indire manifestazioni sono quella sinistra sopra citata che invece di muoversi condanna e cerca complotti e non riconosce nemmeno il fatto che ste due ragazzine sono in carcere . Così oltre che perdere compagni -e si sllontanano anche i ragazzi -e .Saluti a tutti.e ci vediamo al camp del FaS .

  • rebeldia

    Oltre 250 commenti , quasi tutti in contrasto l’uno con l’altro,differenziazioni incolmabili,a questo punto resta da capire per quale motivo,incredibilmente, un articolo suscita tanto interesse, visto che di finte rivoluzioni colorate,di stermini di massa taroccati, di blogger uccisi ma di fatto inesistenti,in questi ultimi 10 anni ne abbiamo seguite a iosa, diffuse spesso grazie ai mezzi d’informazione interessati a suscitare sgomento, rabbia, sollevazione, ossia i media occidentali.Nello stesso giorno la notizia della morte del disoccupato,non lo chiamo compagno, così non affibbiamo nessuna etichetta, passa inosservata, anzi serve a discutere sul fatto che magari il figlio simpatizzava per qualche merdoso gruppuscolo di destra, tale per cui per una volta la colpa dei figli ricade sui padri. Stupore, misto a rabbia, visto che lo stesso episodio, verificatosi in Tunisia, di fatto ha acceso la miccia delle rivolte , sinteticamente definite primavera araba,quando anche li’ un disoccupato si è dato fuoco, in seguito alla repressione della polizia locale.Ora , dopo le centinaia di commenti, che di fatto lasciano tutto invariato, ognuno con le proprie idee,tutte minoritarie, visto che poi non spostano di un millimetro la situazione, ne in Russia, ne tanto meno in Italia,dove la condizione femminile rischia di tornare indietro nei secoli, con le continue rinunce ad una propria autonomia , costrette a scegliere sempre più spesso tra lavoro e famiglia, visto la condizione assurda del sistema assistenziale in Italia,o come le leggi sul lavoro, sempre più mortificanti verso le donne, costrette a subire ricatti,vessazioni, pur di avere uno straccio di lavoro.Non so cosa resterà di questo dibattito, se servirà a capire in quale direzione organizzare i nostri sforzi,o se invece si continuerà a seguire ognuno le proprie convinzioni personali,utili a soddisfare l’enfasi della polemica,meno a tutelare i più deboli di questa società.In parole povere,di questo polverone mediatico ne faccio volentieri a meno, ancora abbiamo negli occhi e nella mente le varie menzogne sparse ad arte in questi anni, tale per cui mi riesce difficile prendere le difese di queste ragazze, certo quando poi leggo che si pensa ad un brand per tutelare l’immagine e lo sfruttamento commerciale di queste ‘antagoniste’, sinceramente aumenta la diffidenza e il pensiero, che dietro a tutto questo ci sia qualcuno molto esperto e soprattutto in grado di usare i mezzi di comunicazione a suo favore.http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/21/news/pussy_riot_attacco_al_sito_del_tribunale_che_le_ha_condannate-41249602/?ref=HREC1-9.

  • (A)

    Forse perchè chi su suicida dandosi fuoco puo fregarmene di meno . Conosco gente senza casa che dormono in macchina ,conosco gente che deve decidere se pagare una bolletta oppure il cibo e sono famiglie eppure hanno la dignita’ di non darsi fuoco e stanno molto peggio di quel tipo che se dato fuoco aldila’ di chi sia suo figlio .

  • (A)

    Infine Rebeldia questo punto puoi anche evitare di stare dalla parte di compagne .i in carcere .Io invece come ho fatto per chiunque venga arrestato porto solidarieta’ anche perchè so come siano le carceri russe che non sono migliori di quelle italiani siamo a pari merito . Detto questo ma tu credi davvero che se uno si suicida con tutti -e anche con bimbe -e possa fare scatenare qualcosa ?? Un martire ma va la perfavore .Ripeto persone e famiglie cui aiuto quando posso stanno peggio di quel tipo che se dato fuoco quindi puo fregarmene di meno .Poi cosa facciamo il governo proletario ma dai siamo seri .Non esiste nemmeno più un governo in Europa se la rivolta non scoppia in maniera internazionale succedera’ mai nulla .E pensare sempre al nazionale che vi frega perchè Itali non esisteva prima non esiste adesso .Non che per me sia un problema per altri invece dovrebbe esserlo .

  • F, lo stalinista felice ritorna

    Mi permetto di scrivere ancora qualche riga per dire la mia sul perchè non mi posso ritenere soddisfatto nè di questo nuovo post nè delle discussioni scaturite prima e adesso.

    1. Nessun* (mi sembra) è andato oltre l’apparenza delle azioni delle PR per analizzarne il contenuto. L’apparenza sono il “concerto” e la faccenda del pollo. Il contenuto sono il legame organico tra Chiesa ortodossa e regime russo (per il “concerto”) e il fatto che per mangiare in russia tocca rubare le cose al supermercato (e quindi metterle in posti dove nessuno andrebbe mai a controllare, per quello che ne ho capito). Il contenuto di queste azioni è un contenuto di classe e progressista? Secondo me sì.

    2. Il monito a non abboccare ai megafoni dell’imperialismo occidentale è corretto, ma fuori luogo. I media occidentali attaccano la russia per attaccare un concorrente e per nascondere il massacro di operai in sudafrica, la questione dell’Ilva e l’assedio dell’ambasciata ecuadoriana in Inghilterra.
    I compagni e le compagne (in primis le compagne) attaccano la russia per le criticità espresse nel punto precedente.
    Paradossalmente fanno il gioco delle cancellerie occidentali quei compagni e quelle compagne che, intenzionati a dimostrare come le PR siano un gruppo di teppiste al soldo della CIA, si sono astenuti dall’approfondire le questioni sudafrica, ilva ed ecuador.

    3. Mi ha addolorato molto il fatto che chi, secondo me, aveva ragione (ossia chi difendeva la bontà delle azioni delle PR) non sia stat* in grado di lasciar cadere le provocazioni (volute e non volute) e non abbia dimostrato l’inconsistenza delle critiche, evidenziando il contenuto di classe oggettivo delle azioni delle PR e il fatto che la guerra mediatica tra occidente e russia sia una bagarre tra paesi imperialisti e quindi noi dovremmo augurare la morte a entrambi i contendenti.

  • Pipo

    Non entro nel merito della discussione, ma trovo questa inclinazione a considerare manifestazioni empiriche come elementi per una dimostrazione alquanto irritante.
    Segnatamente, il conoscere l’esistenza di X, sottoinsieme di un insieme Y, che possiede la proprietà P, nega che non esista un sottoinsieme Z di Y che possiede la proprietà P e *non* afferma che tutto Y possieda la proprietà P.
    Poi, parlando di persone e sentire personali, la pretesa di generalizzare e tentare una via matematica è davvero velleitaria.

  • Brigante

    Personalmente mi sono tenuto fuori dalla discussione su questi due post perché penso che il web sia il luogo peggiore per affrontare questioni così sensibili e delicate. Guardarsi negli occhi è diverso, ci si capisce meglio, molte parole non vengono fraintese e si evitano scazzi inutili. Come notava qualcuno, sui commenti di un blog è facile che ci si smerdi tra compagni che poi lottano affianco in piazza o nelle assemblee. Per cui un mio personalissimo quanto inutile consiglio è che in questi casi convenga vedersi per farsi una chiacchierata una volta sbollita la rabbia. Per quanto riguarda i due post, io penso che la questione Pussy Riot poteva essere trattata da diversi punti di vista: il femminismo, la repressione, i metodi di lotta, l’imperialismo, la propaganda mediatica e così via. Il taglio dei post prima, e dei commenti dopo, ha finito per trasformare il dibattito in un paradossale pro-contro femminismo. Ma davvero siamo ancora a questo? Ho quasi sempre condiviso i post di militant, questo volta però c’è stato un colossale errore soprattutto di forma. La frase più contestabile penso sia quella su femminismo, anti-sessismo. Senz’altro evitabile perché facilmente equivocabile e soggetta ad essere giustamente indigeribile. Per quanto riguarda le reazioni, devo dire che sono state spropositate almeno quanto il tono del post. Personalmente non ho mai ritenuto il genere una categoria di descrizione della realtà sociale. L’oppressione di genere è una tematica intrinseca all’attuale sistema produttivo ma assolutamente non sovrapponibile. Per intenderci, non ritengo che ci sia un doppio filo tra tematica di classe e tematica di genere, semmai si tratta di un filo ad una direzione: la lotta di classe implica l’abolizione di ogni oppressione di genere, non penso valga il contrario. Sono per questo un patriarcale, fallocentrico e ottuso maschilista? Non scherziamo! Possiamo pensarla diversamente ma non per questo essere dalla parte opposta della barricata. Creare false dicotomie è fin troppo comodo in una discussione via web.
    Per quanto riguarda l’argomento imperialismo, inutile dire che il giudizio sull’imperialismo made in Russia o Cina non può che essere categorico: si tratta di due imperi con forti connotazioni autoritarie, da avversare quanto se non più di quello occidentale.
    Ciò che mi ha deluso molto è stato il modo superficiale con cui è affrontato l’argomento della repressione. Possiamo fare tutte le discussioni che vogliamo, ma la sostanza è che delle ragazze sono state condannate per aver espresso dissenso contro il governo in una chiesa. Per quanto mi riguarda, Repubblica o no, so da quale parte stare. Che brucino pure il Cremlino e le chiese con Putin e il patriarca dentro. Libertà di criticare i metodi di lotta, solidarietà con le vittime della repressione.

  • toscano

    premesso che la fonte della notizia è repubblica.it e quindi non la prendo per buona ma solo per possibile:
    http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/21/news/pussy_riot_attacco_al_sito_del_tribunale_che_le_ha_condannate-41249602/?ref=HREC1-11

    se la notizia fosse vera (e spero davvero di no), il giudizio dei/delle entusiast* delle PR cambierebbe o rimarrebbe intatto?
    “le Pussy Riot potrebbero presto diventare anche un vero e proprio marchio, registrato e legalmente protetto. A spiegarlo, uno degli avvocati delle tre ragazze, Mark Feigin, secondo il quale la procedura per registrare il brand è già iniziata ad aprile, prima della condanna a due anni di detenzione decisa per le giovani dal tribunale del distretto Khamovnichesky. Stando al legale, l’iniziativa era necessaria per evitare che il nome del gruppo punk femminista venisse utilizzato, senza consenso della stessa band, in iniziative e progetti provocatori.”
    “Nezavisimaja Gazeta oggi ricorda le parole del marito di Nadia – Pietr Verzilov, anche lui attivista in prima linea – il quale aveva avvertito di recente che d’ora in poi, per produrre e commercializzare gadget e souvenir con il nome delle Pussy bisogna avere un’autorizzazione, pena la violazione del copyright.”

    Fondamentalmente (sempre, lo ribadisco, che non sia una bufala) anche per fare un’azione di solidarietà come quella del video postato da Lalla, dovreste pagare alle compagne PR i diritti d’autore…

    senza scomodare quindi otpor, la cia, il mossad o i cerchi nel grano…semplicemente una squallida operazione commerciale??

  • Alessandro

    Capitalism, as usual…

  • Lalla

    e se mio nonno c’aveva tre palle, era un flipper?

  • sabina

    @Toscano e @Alessandro
    sulla faccenda del copyright e del merchandising, scusa ma Militant non fa forse lo stesso?
    Il contenuto del sito è protetto da copyright
    e esiste la sezioncina degli acquisti :felpe, bandane ecc..ecc… rigorosamente marchiato Militant
    Questi li rende servi forse del capitalismo?
    echilossa’ sicuramente delle loro contraddizioni si’ ma di queste siam schiav* tutt* ne’ piu’ ne’ meno delle Riots

  • lupa

    Oh ma andatevi a leggere “uninomade” e “compagnia disobbediente cantando” se volete sentirvi dire di quanto contribuiscono alla lotta di classe (del cognitariato) le compagne pussy riot! che infatti co repubblica, i disobba, ce stanno sempre a braccetto, ad ogni onda anomala o performance colorata. “femminismo” per 3 artiste un po’ ribelli .. e poi la repressione non è che c’ha un valore in sé e per sé.. tutti a gridare “compagne!” perché se so prese due anni di carcere, quando se leggi le loro dichiarazioni al massimo sono delle artiste radicali che auspicano una società very liberal… ancora la solita solfa della rivoluzionerietà implicita nella rivoluzione dei costumi… ma cazzo allora il capitalismo è ciò che c’è di più rivoluzionario in assoluto…! e vi potete ritenere soddisfatti così, il tempo farà la sua parte. buon uninomade!

  • Paolo

    Premetto è la prima volta che scrivo su questo blog, non so nemmeno se posso considerarmi un “rivoluzionario” e in genere le mie posizioni politiche sono un po’ più “moderate” d quelle che si leggono qua, tenterò ugualmente di fare alcune, forse banali considerazioni: scegliere le proprie battaglie e le proprie priorità penso sia fondamentale per ogni attivista, ma deve essere l’attivista stesso a decidere di farlo.
    In tal caso non vedo come battersi per la libertà delle PR, condannate a due anni di lavori forzati solamente per aver cantato in una chiesa (mi spiegate qual è da un punto di vista filosofico la differenza con le condanne spropositate date ai manifestanti di Genova solo per aver danneggiato delle cose?) e per i minatori sudafricani possa essere in contrasto, non vedo come una lotta possa sminuire l’altra. il fatto che i media parlino delle PR per nascondere altri fatti, non significa che un militante non possa difendere tanto le PR come i minatori sudafricani e gli operai dell’ILva se vuole. Se poi ritiene che quelle delle PR siano pagliacciate al soldo della CIA ha il diritto di dirlo e di ignorare quella vicenda ma non di deridere chi a sinistra se ne occupa accusandolo quasi di essere un “nemico” degli operai

  • Paolo

    S”e poi ritiene che quelle delle PR siano pagliacciate al soldo della CIA ha il diritto di dirlo”

    certo bisognerebbe anche portare qualche prova e il fatto che magari si ponga l’accento sui diritti civili non è una prova di essere al soldo di Cia o Mossad.
    Comunque il video di Voina (di cui ha quanto ho capito faceva parte una delle Pussy Riot) del pollo in vagina voleva porre l’accento sulla povertà in Russia quindi non parlano solo di diritti civili (ammesso e non concesso che questo sia così grave)

  • Lorenzo

    @rebeldia

    Nel mio intervento sul disoccupato suicida forse non son stato chiaro, nulla di più facile.
    Non era mia intenzione etichettare nè addebitare colpe a nessuno, per carità! – tanto più che l’interessato non può più rispondere.
    Intendevo al contrario, con il massimo rispetto per lui e le sue ingiudicabili scelte, riflettere sul modo in cui ci si avventa sul cadavere da una parte e dall’altra, rivendicandolo quale sangue nostro (per carità!, anche qua senza offesa per nessuno, parenti e amici soprattutto, ma la cosa fa quantomeno un effetto strano…); ed al contempo sulla confusione che regna sovrana, fra compagni, grillini e fasci di ritorno.
    Giustissimamente dici: in Tunisia lo stesso episodio di fatto ha acceso la miccia delle rivolte, ed aggiungo che anche ad Atene le piazze si son riempite nuovamente di gente incazzata dopo un suicidio firmato per di più con una sorta di appello alle armi.
    Però è anche vero che non sarebbe male conoscere i motivi per i quali la gente sta incazzata; che è la ragione poi per la quale ci poniamo queste questioni di priorità e genuinità dei temi e delle lotte, di coerenza e di complotti. Altrimenti domani ritroverò facilmente di fianco a me un fascistello o un indignado delatore, ed io con questa gente non mi ci vedo volentieri per farmi una chiacchierata.
    Ti saluto

  • Alessandro

    @ Lupa
    Ma si, evidentemente stiamo chiaccherando senza tenere conto delle loro dichiarazioni, e i compagni/e qui presenti sono stati/e dei signori/e a non tirarle fuori, perchè se invece andiamo ad analizzare ciò che dicono tutto risulta più evidente…

  • Militant

    @Sabina
    Speriamo che tu stia scherzando. Secondo te il contenuto di questo blog – che, sia per articoli che per immagini, viene ripreso giustamente da chiunque voglia, spesso anche stravolgendone il senso – è protetto da copyright e militant è un marchio depositato e registrato? Cioè, ma davvero dici sul serio?
    La “sezioncina degli acquisti” permette di far politica e di pagare spese e avvocati a chi non ha locali, rimborsi elettorali, finanziamenti pubblici.

  • Pipo

    Ad occhio, penso che l’opinione che i contenuti siano protetti da copyright sia scaturita dalla nota in calce che la piattaforma di “blog rolling” utilizzata inserisce automaticamente.

    Un fraintendimento, ecco.

  • Mha

    Io su molte cose non la penso come il collettivo militant e della questione pussy riot non me ne frega un cazzo non perchè sono donne, ma perchè per me fare delle pagliacciate, per di più facendosi beve gratuitamente, non è fare lotta. Io se facessi quello che hanno fatto loro non mi stupirei della repressione. Ho letto gli articoli e qualche commento, anche gli “articoli” di Femminismo a sud. Per me, se sicuramente l’opinione di militant può essere soggetta a critiche, non capisco perchè questo astio, o forse sì. Credo che se ci fosse stato un ‘uomo nel gruppo, oppure le ragazze al posto che femministe si fossero dichiarate, che ne so, “antispeciste” o “antianti” o altro, questo odio contro i “maschilisti” di militant non ci sarebbe. Massima stima a militant che sta per me subendo un attacco ingiustificato da bigotti e moralisti che non sopportano la critica. Ogni lotta deve essere soggetta a critica, altrimenti tutti autoreferenziali e ciccia ar culo. Daje militant, che quelli che stanno veramente rosicando sono loro che vi criticano

  • No ma fatemi capire voi di Militant state gridando al complotto contro le pussy riot come fanno nelle pagine dei cattofascisti ??????????????.Il rep carrello che sia per le lotte , avvocati e altro sono pur sempre affari per sopravvivere quindi se lo fanno anche le Pussy Riot non vedo nulla da gridare allo scandalo .Siete solo voi e pochi altri che si orientano alla cattodestra e rossobrunismo pubblicare certi post . Questo lascia sconcertati e fa riflettere che sarebbe ora di eliminare le gerarchia nei movimenti della serie finchè la bella compagna cucina alle cene sociali , da volantini, fa le collette per i compagni in carcere va bene . Se invece porta solidarieta’ ad un coll femminista anarco punk allora non va bene complotto , sacrilegio , il pollo . Voi avete visto questa immagine una che si infila un pollo nella figa. Io invece ho visto una azione contro chi in Russia non riesce nemmeno comprarsi un pollo e come fare a rubarlo in caso di fame nera . Azioni Pussy Riot ho visto come mettere in discussione il rapporto chiesa -stato e far traballare un regime di uno Zar tale Putin mostrando al mondo la feccia che nasconde al mondo di essere . Poi se repubblica si appropria delle PR e lo fa in modo sessista e sminuente capirete che fanno più danno che bene e voi dietro . Diciamo così queste tre ragazzine con i passamontagna colorato sono riuscite la dove noi maschietti non siamo riusciti e questo ci fa rodere e appoggiare anche i complottisti del web per innescare una polemica .Orgoglio brucia Militant

    Infine mi spiegate la differenza di 10 anni per una bottiglia d’acuqa , repressione dei minatori sudafricani e degli studenti in Cile , Assange braccato e le Pussy Riot arrestate per aver cantato una preghiera antiputin in una Chiesa Ortodossa storica secondo voi non sono accumunate ? Secondo me sono accomunate e si deve prendere posizione per tutte le cause e i popoli , donne che in questo momento vengono arrestate , uccise , umiliate .E poi leggere certi commenti di gente che parla velatamente di terzoposizionismo davvero fate pieta’. Militant bella caduta libera hai fatti complomenti .CON LE PUSSY RIOT E OLTRE LE PUSSY RIOT . Disorder

  • Mha

    Aggiungo che se le tre ragazze e i loro mariti hanno prima avviato le procedure per i diritti d’immagine e poi fatto la protesta non c’è bisogno di scomodare la cia, basta ricondurre tutto al vil denaro. Poi magari si aspettavano pene (in senso giuridico non maschilista!) diverse, ma che devi fare, sono i rischi del marketing. Visto militant, hai sbagliato, d’ora in poi non ti leggo più!(sono sarcastico)

  • X Mha – Adesso repubblica diventa fonte attendibile il miracolo dei trasformisti

  • toscano

    stampare magliette per fare autofinanziamento e pagare le spese legali non è esattamente come depositare il marchio e farlo proteggere da copyright…sai com’è, anche i compagni di militant sono spesso perseguitati dai regimi repressivi e antiliberali che si susseguono in italia
    @lalla, non capisco cosa c’entri il detto sul nonno e il flipper…se registrano il marchio, tecnicamente potrebbero denunciarti e farti pagare i diritti se ti metti una maglietta con scritto “pussy riot”

  • toscano

    @punkdisorder quando ho tirato fuori il link ho premesso millecinquecento volte che essendo la fonte repubblica bisogna mantenere il beneficio del dubbio…mannaggia la madonna, prima di commentare seguite un minimo il filo dei commenti

  • Ile

    A me sembra che il livello del dibattito stia sfiorando l’assurdo. Cerco di andare per punti:

    1. io non credo che le pussy riot siano stipendiate dalla Cia: probabilmente, però, le agenzie occidentali che stbiliscono l’agenda politica e mediatica del mondo stanno abilmente sfruttando il caso. Probabilmente le pussy riot – a leggere quello che dicono e a vedere i video che si trovano in giro, che sfiorano un’autoreferenzialità agghiacciante – non sono neanche compagne, per come io intendo il termine (ma, del resto, mi capita spesso di leggere dichiarazioni di compagni e di pensare che non lo siano manco un po’…). Il loro caso non mi accalora, considero deleterie le loro pratiche (che tuttavia sono le loro e non le giudico – e mai lo farò – in termini moralistici o sessuofobici, tirando fuori aggettivi come “volgari” o “pornografiche”), ininfluenti dal punto di vista politico, stupide laddove si fanno bere per ste cazzate: mi dispiace che stiano in carcere e che siano state condannate a due anni per non aver fatto assolutamente un cazzo, ma voglio poter chiedermi pubblicamente se non facciano un piacere al capitalismo. Senza, con questo, venir tacciata di sessismo o essere invitata a redimermi ed emanciparmi (e poi parlate pure di paternalismo, mi raccomando…). Posso?

    2. penso che molte compagne e molti compagni possano non essere d’accordo sulle mie considerazioni. Del resto se possiamo non esserlo – che so – sulla ricomposizione di classe, su lavoro/non lavoro, su reddito/salario, sull’antifascismo militante (ricordo con orrore un attacco di alcune femministe napoletane contro alcune compagne napoletane che fanno antifascismo militante…), potremmo non esserlo anche sulle pussy riot senza lanciare strali e scomuniche? O la parola pussy ci deve mettere tutti – o magari tuttE – d’accordo?

    3. Non mi piacciono le classifiche delle cose a cui dedicare attenzione. Penso che ognuno abbia il diritto di scegliersi le sue cause: al massimo, poi mi faccio un’idea in base alle priorità altrui… però trovo assolutamente ridicolo – RIDICOLO – interrogarsi sul “e se succedesse a me e al mio collettivo femminista?”, senza poi tra l’altro avere il coraggio di rispondere alla domanda “e quando è successo ai compagni dell’operazione tramonto?” (risposta che sto ancora aspettando, eh, mica mi dimentico). Perchè la risposta – anzi, le riposte – sono talmente ovvie che manco c’è da discutere: chi la solidarietà l’ha sempre data a tutti i compagni e a tutte le compagne contro la repressione, la dà sempre. Il pericolo sta in chi fa i distinguo: che se uno mette su fb mille post sulle pussy riot, mille foto “free pussy riot” e non hai mai pensato manco lontanamente “free manolo e costantino” il vero pericolo è lui/lei.

    4. detto questo, il tono di alcuni commenti – mi sembra maschili – fa in tutta onestà al dir poco vomitare. C’è quello che ha trovato l’occasione per prendersela con FaS sull’Ilva di Taranto (ma perchè qui? mica è una casella di posta… se ce l’hai con loro, dillo a loro), come se tra l’altro le compagne di FaS – su cui tuttavia in questi giorni non sono d’accordo nè sui contenuti nè sui toni, ma io non lancio scomuniche definitive, ché non sono una ragazzina e di bocconi amari in politica troppi ne ho ingoiati – non si fossero sempre distinte per il loro interesse sulle questioni di classe. Poi, tra l’altro: vuoi parlare di Taranto? Parlane tu, perchè lo chiedi alle altre?
    Poi c’è quello – che non so se era lo stesso – che ha colto l’occasione per dar loro delle isteriche: i miei complimenti, davvero, potevi aggiunge che forse stanno in menopausa o che dovrebbero scopare di più. Tanto il tuo cervelletto è questo quello che può partorire.
    Poi c’è quello per cui le pussy riot non vanno sostenute, però poi le compagne che le sostengono hanno fatto troppo poco: scusa, ma che te frega? potranno decidere loro da sole cosa fare? e se non ti basta, non puoi fare qualcosa tu? E questo vale per ogni discorso: nessuno ha impedito a nessun altro di fare presidi sotto l’ambasciata sudafricana, se non sono stati fatti è colpa di chi ha cuore questo problema – che aveva il dovere di fare qualcosa – non di chi ha a cuore le pussy riot… o no?
    Sembra – da TUTTE le parti – la sagra del “c’ho un sassolino nella scarpa, mo me lo tolgo, usando pure le pussy riot”.

    Forse andrebbe un po’ più mantenuto il contatto con la realtà… o no?

  • Mha

    X Punkdisorder – Repubblica non è una fonte attendibile, certo, le parole dell’avvocato del gruppo punk un po’ di più (anche se non ci metto la mano sul fuoco). E l’attendibilità di un gruppo di artisti mezzi sconosciuti ai più dove sono? Non mi azzardo a dire che c’è la cia dietro che mi fa ride, ma le prese di posizione di merkel, madonna e via dicendo mi fa storcere il naso. Sai com’è, i loro ferventi sostenitori non mi sembrano sti grandi amici, altrimenti dove sono le proteste contro l’italia che condanna una decina di militanti per devastazione e saccheggio? Comunque non mi voglio buttare in questo teatrino dei commenti. Solidarietà a Militant.

  • Infatti TOSCANO non mi riferito a te ma al nikname Mah infatti leggere bene . Io non trovo nulla di male registrarsi un marchio conosco parecchia gente che lo fa e si paga le spese legali oppure li ricava dalle serate nei posti occupati .Non so io non vedo nulla di eclantante da gridare allo scandalo vedo altro di molto peggiore su cui concentrarsi . Ognimodo le carceri Russe sono inferni come tutte le carceri in più queste ragazze hanno anche i lavori forzati oltre la detenzione .Quindi trovo ridicolo fare il distingue dei soldi che tira su pinco e quelli di pallino visto alla fine hanno la stessa finalita’.

  • Si quindi quando il pd prendeva le parti con gli arrestati di Genova e torturati a Bolzaneto erano tutti dei corrotti gli stessi che hanno subito violenza .Secondo questa logica UTENTE Mah chiuditi in casa perchè ogni cosa che fai un complotto te lo consiglio . Io non mi schiero contro le PUSSY RIOT anzi spero siano sempre di più.Sempre meglio dei machi e puri in stile militarista .

  • Mha

    Punkdisorder sei della cia, ora lo so, mi spii dalle prese della corrente

  • io

    a punkdisorder ma dove sono riuscite???ma che notizia è passata???che la russia è cattiva e le PR so folli che ballano,bah…chi ha capito che era una performance???chi ha capito la critica??solo perché è uscita la notizia significa che le PR hanno vinto???ma dai su…allora anche la no tav è riuscita perché ogni tot esce la notizia dei black block cattivi che tagliano le reti! ma quale noi maschietti e loro femminucce se erano maschi il discorso sarebbe stato lo stesso…ma poi come te permetti de parla de terzoposizionismo??do l hai visto??poi vieni a paragona la registrazione di un marchio con il carrello di militant che vende una t shirt a 10 euro come tutti i compagni che le vendono ai concerti o ai centri sociali..e poi concludi co le solite accuse di sessismo ai compagni che hanno fatto una critica più che costruttiva…PUNK è MODA! e il comunismo pure!

  • Si ok ferro e fuoco e poi …. Tu non avrai capito il gesto sono problemi tuoi non certo miei .Io le conosco da prima che venivano crocifisse dai giornali e da altri .Si paragono e come perchè le finalita’ sono le stesse .Russia non e Italia bisognerebbe conoscere il sistema in Russia come si muove . Comunque si hanno fatto emergere il laido connubbio stato e chiesa oltre che hanno messo alla luce per chi non lo sapesse ( visto in Russia non sono le uniche sostare in carcere) il regime da zarista di Putin . Ma costruttiva de che cercare di criticare come i peggio cattofascisti con teorie complottiste le PUSSY RIOT dal loro pc mentre quelle son in carcere voglia poi parlarmi e fare tanti bei discorsi sulla repressione e le carcere aldila’ di come tu puoi vedere le PR. Questo invece un articolo costruttivo . http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/5378-con-le-pussy-riot-oltre-le-pussy-riot .

  • Alessandro

    Sono più o meno concorde col commento di Ile. Poi, a parte nel merito, bisognerebbe tutti darsi una calmata. Nel senso, ora capisco perchè certi punti nodali politici non vengono mai affrontati in assemblee o riunioni. Se questo è il clima, mi immagino le sedie che volano prima che l’assemblea inizi. Forse è il caso di avere il coraggio di parlarne con meno acredine, almeno arriveremmo a un punto. Partendo però dal presupposto che fra compagni si parla, si litiga anche, ma non ci si scomunica a vicenda.
    Da questo punto di vista, riportare ogni tipo di critica alla diatriba femminismo si-femminismo no non è il miglior viatico per affrontare la discussione. Ma forse sto solo sognando

  • Trojan

    Io conosco un sacco di ragazzi che si fanno un culo così per campare di musica senza prostitursi alla siae, quindi no, a me non va bene che si registi il diritto d’autore. Autofinanziamento è una cosa, vendersi è un’altra. E poi la realtà in Russia si conosce e sfido qualcuno a difendere putin. I compagni vengono ammazzati dai nazi con la complicità della polizia. Antifa, anarchici e sharp vengono incastrati con prove false senza che andassero a bestemiare in chiesa. Chi lotta veramente da anni in russia non ha mai avuto l’appoggio di nessun giornale, popstar o capo di stato, forse perchè la loro non era la lotta contro putin ilnemicodellademocraziaoccidentale e basta, ma contro il fascismo e il capitale (da est a ovest). Insisto che è esagerato dire che ci sia la “CIA” dietro tutto, ma è sotto gli occhi di tutti che stanno facendo il gioco di un gruppo capitalisti contro un’altro (a noi quindi non fa alcuna differenza). Per me la maggior parte di quella che è “comunic-azione” tipo quello fatto dalle PR sono un po’ stronzate (anche se lo fanno dei maschi villosi in italia, sia chiaro).E SE è vero quello che si dice su questa registrazione del marchio mesi fa (e si legge un po’ ovunque pure su siti esteri e via dicendo) più che ad una lotta quella delle PR sembra assomigliare ad una campagna pubblicitaria ben studiata, magari con altri fini. Per quanto riguarda il “loro ci sono riusciti” mi associo a quello che dice “io”

  • Trojan almeno in Russia non si vanno mischiare con i nazbol o come i cattofascisti quelli-e che citi tu .In Italia tanto siete stati bravi voi skin antifa che le strade pullulano di nazi e tanchè voi perdete tempo e vita criticare i frekkettoni e vedere chi ha le bretelle di marca e gli anfibi lucidati dai lasciamo perdere . Prima attaccarsi al complottismo poi non sono abbastanza punk perchè repubblica parla del copyright .Poi perchè sono appoggiati da cantanti come la Ciccone .Volete che vi posto la canzone di Cristicchi o come si chiama su Genova ma non per quello chi era a Genova era un venduto lo fatto sopra gia sto discorso ma duro da farlo capire in internet .

  • Trojan

    Punkdisorder ti prego, risparmiaci. Io la mia lotta la faccio e mi porto pure le cicatrici, poi ora cosa centra questo che stai dicendo? Bello criticare gli “skin antifa” di non riuscire a ripulire le strade. Che gli hai delegato a loro questo lavoro? Pensavo fosse una lotta che dovesse impegnare tutti. Ah, e poi non faccio parte di nessun gruppo di skin politici. Essere skin è uno stile di vita, non centra un cazzo la politica. Poi si può anche scegliere di fare politica, come si può scegliere di fare qualsiasi altra cosa rimanendo skin.

  • Trojan infatti sei apolitico un giorno alla skin house un altro al leoncavallo citava un gruppo OI Milanese tempo fa .Nessuno vi ha delegato infatti ognuno si arrangia da se che fa per tre . Siete voi autoappiopparvi quelli che puliscono le strade dai nazi in realta’ passano il tempo andare rompere le palle ad i frekkettoni e raver perchè questa la verita’ visto siete diventati tutti i detentori di verita’ .Come abbastanza ridicolo uno skin nel 2012 vada fare le pulci alla PR come pagliaccette borghesi quando gli stessi si sono autoimposti una forma autoritaria di se stessi con la divisa che non costa neanche poco non siamo qui in Inghilterra della working class . Se vuoi la verita’ me chi fa politica fa schifo io preferisco i fatti alle parole e comunicati le PR hanno fatto i fatti fattene una ragione ,

  • io

    poi non capisco sta coda de paja,tutte sul personale,chi scrive militOnti e ce fa i comunicati,chi scrive che non capite niente,chi scrive che non ve segue più(e il pallone se lo porta via così gioca da solo),chi scrive che fate tutto da una poltrona(mentre scrive da un altra poltrona) mah…secondo me il problema è che manca un dialogo da anni…tutti e tutte sono a conoscenza che di antisessismo non se ne parla da anni almeno a roma ,sopratutto nei centri sociali,si preferisce lasciar correre perché se il compagno che c abbiamo accanto se ne frega del femminismo(senza esprimersi apertamente)ma frequenta la sede,è più vecchio,è amico di amici,è amico mio,è il ragazzo de n amica mia,è figlio di un presunto compagno storico,è quello che pulisce quindi ce serve,o è un extraterrestre va bene,ma se a parlare è un compagno che non conosco e che non c ha l amici de amici dietro(non in senso machista ma figurato)allora giù co gli insulti…boh!

  • toscano

    a punkdisorder, ma ce la fai ad esprimere un concetto senza insultare gratuitamente i tuoi interlocutori? non mi pare che trojan e altri si fossero rivolti a te con questi toni, e comunque se le strade come dici te pullulano di nazi è colpa tanto dei redskin, quanto tua, mia e di tutti i compagni e le compagne…oltretutto se ogni tanto stessi per strada e dentro le lotte la smetteresti di insinuare che militant è ambigua con rossobruni e simili…se hai qualcosa da dire, argomenta e non insultare grazie

  • Se vabbe Toscano lascia perdere . Ci sono tanti altri che stanno nelle strade anche più di militant eppure certi post come questo e quello precedente scusami ma cosa sono . Ma lasciamo perdere adesso siete vittime se ciao. Io insulto vabbe ok .Meglio me sto zitto altro che commentare e che la verita’ fa male . Ripeto leggete qui http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/5378-con-le-pussy-riot-oltre-le-pussy-riot .Il resto lasciamo stare . Tranquillo che la mia opinione lo esternata qui non mi interessa andare per il mondo spiegare il perchè certa gente la reputo ambigua .Militant non li reputo ambigui e certo che dopo certi post e questi ultimi due prende le distanze .Ma tranquillo che perso uno trovi altri mille anche più validi .

  • Per capire in che situazione siamo basta vedere la situazione a Roma senza fare mille parole e qui la chiudo .Dato certe cose devono rimanere in privato e non alla merce di cani e porci in web .

  • Trojan

    Punkdisorder fai ridere. Tu hai dato il compito agli “skin antifa” con il tuo commento. Tu ora giudichi una persona per “come si veste”. Se non mi firmavo Trojan come affrontavi le critiche? Quando uno mi da del fascista da dietro una tastiera me ne sbatto il cazzo (che dovrei fare?), perchè io e chi mi conosce sa la politica che faccio, l’esperienze che ho avuto. Per cercare di difendere le PR in quello che speravo fosse un discorso non tra cieche tifoserie ti stai appellando a delle stupidagini.

  • E tu cosa ne sai di cosa faccio io e dove sono stato io . Adesso cosa vuoi la patente militanza no grazie preferisco evitarla . Conosco Militant e quindi se scrive cazzate perchè sta dentro le lotte devono dire bravi clap clap ma dai santo iddio ……..

  • Trojan guarda che tu ti sei presentato come sharp.Per quello che mi riguarda Trojan poteva benissimo essere uno-a che ascolta reggae vedi tu . Ma non conosci i brigata cani da birra???? .Ma scusa rileggiti un attimo il vecchio commento quel sono antifemminista ecc ecc .Poi non si critica uno-a come si veste ma da gente che si autoimpone la divisa fa abbastanza ridere affermare le PR siano pagliacce borghese . Poi cosa devo dirti gli skinheads non mi stanno particolarmente simpatici. E comunque io non delego nessuno .Ancora dovrei poi ringraziare lascia stare fai da solo fai per tre ripeto .Buon proseguimento a tutti .e

  • Ile

    Tanto per non smentirmi, mo pukdisorder si toglie i sassolini dalle scarpe contro gli skin, tra l’altro utilizzando strumentalmente una polemica nata sul caso delle pussy riot, ovvero anche in questo caso speculando tristemete sulla vita delle donne che si dice di voler difendere e sostenere. Ripiateve, davvero…

  • Certo che ci vuole fantasia Ile se voglio togliermi sassolini non lo faccio certo sul web. E comunque non ho postato io questi commenti dove si cerca di ( smerdare) delle ragazze che stanno in carcere .Poi se vogliono la frittata rigirarla sono disposto anche sentirmi dare del sessista questo punto .Da dove arrivano le parole e da che pulpito non mi fanno ne caldo ne freddo .Un approfittatore. Buona serata a tutti.e Lucifero fa effetto devo dire .

  • giuseppe

    qui dove lo stato sociale non esiste più, i fascisti prendono milioni di euro dei contribuenti, la chiesa può influenzare senza il minimo problema i processi politici (infatti possiamo vedere di quanto sia arretrata la posizione della donna negli ultimi anni)
    un paio di post sulla vicenda delle pussy riot in russia fanno quasi 300 commenti…
    … non che sia un argomento poco importante, ma credo che militant ponga ben’altre questioni su cui riflettere (nessuno è andato a fare visita all’ambasciata sudafricana,nonostante i 34 morti;nessuno dei tanti dissidenti che hanno avuto repressioni spropositate,nel mondo,hanno ricevuto tutta quest’attenzione)

    http://www.youtube.com/watch?v=PxYYTmQZH3Q

  • Sempre per essere un mostro approfittatore vorrei farvi vedere la nuova trovata dello zar Putin – http://www.queerblog.it/post/24483/russia-corte-suprema-conferma-divieto-di-celebrare-gay-pride-per-i-prossimi-cento-anni . Un approfittatore .

  • Ile

    Punkdisorder, sei fortunato che stai discutendo con me… qualcun’altra, magari a ragione, ti direbbe che la tua affermazione “non lo faccio certo sul web” è machista, virilista, celodurista e cazzocentrica. Io non ti voglio dare del sessista, lungi da me, però evidenzio come in una discussione tanto aperta tutti ne abbiano potuto trarre vantaggio per dire quello che gli pareva, contro chi gli pareva. Tu discuti con uno? Non ci discuti più, da un certo punto in poi, per quello che dice, ma PER QUELLO CHE E’, o che tu supponi che lui sia… ecco, posso dire che questo atteggiamento mi fa riflettere?

  • No semplicemente trattasi di una affermazione della serie non sono un infame da trasportare cose che devono stare nel privato . Comunque come ti ho detto non mi pongo il problema di come posso essere definito . Semplicemente il commento sono antifemminista ecc ecc ti ripeto non lo scritto io . Come giustamente dici posso essere reputato cazzocentrico , sessista , machista posso io reputare tale quel messaggio . Motivo per cui certi sassolini in web non si spifferano .

  • Ile

    Tra l’altro, punkdisorder, ti trovo intimamente RAZZISTA nei confronti dei russi e della Russia, hai voglia poi a linkare l’articolo su infoaut (che, tra l’altro, io trovo ottimo). Perchè, sai, la Russia è un paese capitalista e liberale che funziona come tutti gli altri, con i suoi tribunali e le sue cariche istituzionali, non c’è Luigi XIV a governarla: se un tribunale prende una certa decisione, non è Putin che l’ha presa, ma quel tribunale. Esattamente come avviene in Italia: se un tribunale emana una sentenza, non è colpa dello zar Napolitano o dello zar Monti. E con questo non è che voglio assolvere Putin, o dire che lui sia estraneo a questa decisione: solo che la superficialità con cui si parla di queste cose – per la Russia e non solo – mi lascia un po’ perplessa.

  • In pratica ho capito famo il gioco di invertiamo le parti per concludere visto cosa si prova .Ma dai. Infatti mai detto il contrario non trovo differenza tra Russia ed Italia queste sono cose che attribuisci tu . Appunto perchè non trovo differenze non difendo la Russia se per questo sono anche peggio nei confronti di Quatar , Siria , Iran ,Israele e tutti gli altri . Fatto sta che sembra da molti commenti e non dal post di militant che qui credete ancora nei blocchi e poteri buoni e cattivi .Casa mia non esistono poteri buoni . Considerando cio ci sono occasioni per discuterne a 4 occhi in altri luoghi e sedi che non sia il web .Potrei anche dirti che tutte queste discussioni compresi i miei commenti stanno facendo ridere i fasci , cattocomplottisti o cattofascisti .Chiuso discorso .

  • Ile

    Guarda non l’ho iniziato io sto gioco puerile, ma è vero che si può dire e il contrario di tutto. Se non trovi differenza tra Russia e Italia devo dedurre che secondo te le condanne ai compagni e alle compagne per genova o le misure contro i compagni che lottavano contro la tav, ecc. siano da te definite come “la nuova trovata dello zar Napolitano”… basta saperlo.
    Per me possono anche esistere poteri buoni (sono comunista, quindi mi pongo il problema del potere): semplicemente, non ne fanno parte nè Putin, nè Assad, nè Ahmadinejad.

    Infine, possiamo anche chiudere. Ma tanto visto il tempo che passo a ride dei dibattiti tra i fascisti, pure se per 10 minuti ridono loro non mi sembra un gran problema.

  • Paolo

    Se capisco bene si rimprovera alle PR di aver fatto ciò che fanno quasi tutti gli artisti e gli scrittori cioè di essersi garantite i diritti d’autore sulle loro canzoni.
    Signori, i Wu Ming da anni hanno in download gratuito i loro libri eppure e a mio avviso giustamente non rinunciano certo a pubblicare con una grande casa editrice come Einaudi (e hanno ampiamente spiegato perchè) e non rinunciano al bollino SIAE, danno in download gratuito i libri proprio perchè sono convinti che questo incrementi le vendite in libreria almeno lo erano, ora con la crisi si sono resi conto che il circolo virtuoso tra download e vendite in libreria non funziona più come prima
    il punto è questo: spero davvero che nessuno mi venga a dire che qualunque artista “militante” sia iscritto alla SIAE e riscuota i diritti d’autore è un venduto al capitalismo. Sono a favore della libera condivisione della cultura e ritengo assurdo arrestare i ragazzini che masterizzano cd però penso anche che un artista (bravo o meno, non è questo il punto) che comunque si sbatte per produrre qualcosa e vuole anche un riconoscimento economico e magari impedire ad altri di sfruttare il proprio lavoro (magari guadagnandoci sopra) a sua insaputa, non faccia niente di male

  • io

    ma sopratutto che c hanno da ride che je fanno mette le magliette alle pischelle co scritto “antifemminista”e non sanno manco che significa…se ridono loro noi dovemo piagne…

  • giovanni

    “Con le Pussy Riot contro Putin e Washington”
    contro Washington che le pubblicizza? Poche idee, e pure sbagliate
    “Con i ribelli Siriani contro Assad”
    cioè, i compagni di AlQaeda e i mercenari del compagno Saud e del compagno emiro del Bahrein?
    “Con le rivoluzioni Arabe contro i regimi arabi”
    ti informo che nel mondo reale le rivoluzioni arabe stanno finendo, dove va “bene”, all’iraniana (ovvero con la religione sempre più dominante), dove va male direttamente in guerra civile

  • io

    a paolo l artisti militanti lasciamoli nelle gallerie co sgarbi,critici vari e gli streetarter da strapazzo…i diritti nel rivendicarti un azione ce l hai con un comunicato no con un marchio…e se qualcuno usa un tuo marchio dovresti solo che esse felice visto che non lo fai pe fa i soldi ma pe manda un messaggio…certo se punti a farci gadget e calzate varie no!

  • Paolo

    X io
    Vediamo se ho capito: un artista che vuole avere un ritorno economico per il proprio lavoro artistico magari non solo ma comunque anche attraverso i canali “tradizionali” come la SIAE si sta “prostituendo”..se questo è il tuo pensiero io non sono d’accordo ma almeno ci chiariamo.
    Quanto ai gadget, si può storcere il naso, ma in futuro sarà sempre più difficile (non che sia mai stato facilissimo se non per pochi) per gli artisti “puri” vivere solo dei loro libri o delle loro canzoni

  • riputant

    a me i punti di critica messi in ballo in questa discussione da militant li trovo interessanti: aprono mille spunti, mille nervi scoperti anche, sicuramente… certo e’ agosto pure, c’e’ un caldo che levamose.. e forse l’umore e il nervosismo dietro le tastiere non aiutano a far decollare nessun buon ragionamento.
    ma che buon ragionamento vogliamo fare poi?
    la sintesi: pare che queste azioni comunicative di un gruppo voina-PR non siano poi cosi’ radicali, ma poi chissa’ in russia, non hanno quella forza che si vorrebbe, magari per qualcuno, pero’ hanno una risonanza mediatica che a livello globale nemmeno i compagni antifa russi ammazzati, ma nemmeno la politoskaja… una analisi del caso senza arrivare alla tesi di complottismo filocattonazi, senza arrivare ai rettiliani o a ” da domani non leggo piu’ militant”.. cioe’ magari fa rosicare una posizione diversa di chi ci sta cosi’ tanto vicino…
    pero’ molti commenti di chi si conosce personalmente e si posta pubblicamente le opinioni del tipo: “hai sgravato…” non dico che non si possa/debba fare, ma sembra una denaturazione di una amicizia/rapporto che si potrebbe risolvere in altro modo.
    capisco l’orizzontalita’ e al trasparenza di affrontare le discussioni in maniera pubblica attraverso il blog di militant (?!?!), pero’ incontrarsi dal vivo, tirarsi anceh una sberla (non uno schiaffo futurista, sia chiaro), magari anceh accarezzarsi poi, giocare all’amore se viene… perche’ allafine si procede a onde, ci sono momenti di analisi, di ragionamento, di lotta, di azione e anche di riposo e di carezze e di sesso cavolo…

  • giovanni

    “si tratta di due imperi con forti connotazioni autoritarie, da avversare quanto se non più di quello occidentale.”
    perchè di più? Sono Russia e Cina che ammazzano, invadono sterminano chi vogliono in tutto il mondo? Non mi pare. SOno Russia e Cina che da sole hanno la stessa spesa militare del resto del pianeta? Non mi pare.

  • 15 turni

    cara militant vi voglio bene.
    tutti questi attacchi più che ingiustificati, mi sembrano ingenerosi.

  • 12 turni

    Grazie amore…

  • hoo_liang

    io sono anni che esattamente 23 che mi sbatto il muso in queste cose, la verità compagni è che l’agenda internazionale del antagonismo romano, è dettata solo dalla moda del momento, e non è cosi da oggi ma da moltissimi anni, nel 1989 eravamo tutti di tien an men (io c’ero) nel 1990 eravamo tutti rivoltosi di los angeles, nel 1994 erano tutti zapatisti, nel 1996 tutti davanti all ambasciata peruviana a prendere manganellate, e cosi, a forza di mode si è arrivati a questa distorzione acritica, che va dalla figuraccia penosa, vomitevole, davanti all ambasciata libica, ad avallare il bombardamento NATO fino ad ora per cui va di moda Pussy Riot , siamo tutti/e pussy riot, zero analisi, zero solidarieta, pura moda e basta, se cerchi di costruire un percorso anche critico ma solidario col venezuela… sei un leccaculo di Chavez, ma solo perche va di moda fra i radical chic essere antichavista, mica per un analisi politica e di fase! se pero osi questionarti la moda del momento sei: stalinista, maschilista, sessista, colluso coi fascisti, cattononsoca ecc,. la verità nol movimento di ora c’è una pochezza , una povertà di analisi ( si certo tutti bravi a citazioni e a parolono, perche tutti studenti piccoloborghesi, ma analisi dal basso, dalle officine, analisi di classe…) cè uno scollameto generale dalla realtà sociale, di classe , di genero ,( anche le compagne stanno lontanissime dalla realtà delle donne italiane ,dalle loro problematichem dalla loro opressione quotidiana, che sta nele case, nei posti di lavoro, non (solo) nei centri sociali; per non parlare delle immigrate di cui vi frega utero) veramente fa pena, vedere come siamo ridotti… l’avrei mai detto?? no . ecco, a me dele PUSSy riot frega niente, sono un gruppo artistico, mi dispiace molto che facciano galera perche odo la galera, ma non per chi sono loro, ho altre urgenze e priorità. le prioriita in politica sono inportantissime perche sono determinanti nella strategia politica da adottare, la politica senza strategia è un giochetto per ribelli piccoloborghesi. qua si tratta di cambiare il mondo! per gli opressi, per le mie figlie, per il bene del pianeta e della specie umana.

  • hoo_liang

    tutto il resto è fuffa! Viva Militant, carajo!

  • hoo_liang

    scusate gli orriri grammaticali e vari, ma ho staccato mo dal mio bel lavoro di lavapiatti , fa male cervello e mani!

  • Alessandro

    Non mi dire che hai iniziato a lavorare…questa si che è una notizia altro che Pussy Riot…

  • hoo_liang

    jejej mi sono arreso alla logica del profitto!

  • hoo_liang

    cara militant vi voglio bene tutti tranne uno….

  • gamete

    capisco i diversi punti di vista ma non gli eccessi, perche’ altrimenti si sgrava troppo: insultarsi da dietro una tastiera e’ vile.
    a me francamente vedere in rete chi dice che i “militonti” di questo sito hanno fatto la loro cagata e linkano questa pagina, mette tristezza, perche’ non e’ apportare una minima critica ad una analisi che puo’ essere diversa, distante dalla propria posizione. forse puo’ far male, ma criticata cosi’ senza argomentazioni fa veramente tristezza.
    credo che l’azione delle pussyriot abbia a livello comunicativo fatto un passo in avanti verso un cambiamento della societa’ russa che sulle tematiche di genere dorme davvero. madonna poteva fare molto per i diritti di lesbiche e gay durante il concerto a san pietroburgo e sfidare gli assurdi divieti e mettere in crisi i rapporti tra usa e russia altro che scriversi free pussy riot sulla schiena come siamo capaci tutti: sei madonna o cosa? hai potere, soldi o che? poi le pussy riot sono un simbolo? mah, di una stagione di non so che cosa… a playboy piace una, si registrano un marchio… insomma nel mondo sta succedendo altro, le lotte di genere nel quotidiano si combattono magari con le pussyriot nel cuore, assieme a un sacco di altre vittime di una societa’ sessista che ci riguarda molto da piu’ vicino, quella in cui viviamo, che se andiamo a vedere nel dettaglio di sessismo lo possiamo trovare anche negli ambienti di movimento, anche se credo che rispetto al resto della societa’ italiana ad esempio possiamo solo che sentirci benissimo, riparati, anche se bisogna uscire di piu’. dovrebero esserci meno ghetti x gay e la parita’ dei sessi dovrebbe essere reale. ma soprattutto siamo nello stato in cui altro che berlusconismo o la mafia, ci sta la chiesa.. ok sto entrando nella fiera delle banalita’.
    e’ che riprendendo la bussola dell’agire, volendo poi uscire dalla polemica… trovo che sia giusto solidalizzare al massimo con le pussyriot se una/uno vuole… si possono fare magliette, costruire passamontagna, presidi sotto le ambasciate e magari per i minatori in sudafrica non fare nulla perche’ non si sente vicina quella lotta, non si sa nemmeno come cosa fare, magari manco fare nulla per i notav, per nessun cazzo di inceneritore o discarica che vogliono costruire per il paese, per altri lavoratori di mirafiori-pomigliano, studenti chenneso’ mica studio piu’… solo che mi viene sempre da pensare che se ci fosse tutta questa spinta e questa tenacia e interesse per ogni lotta e ingiustizia, sarebbe fighissimo!
    cioe’ non credo che le pussy riot hanno avuto grande seguito perche’ tutti credevano nel loro messaggio…
    magari si… o che i minatori in sudafrica non se li fila nessuno perche’ sono solo dei negri.. forse si?
    magari le pussyriot hanno avuto tutto sto seguito perche’ una delle tre e’ prorpio una bella pussy?
    o basta davvero andare dentro un duomo a torino e chiedere a gesu’ con una canzone punk di non scavare la galleria in val susa che non serve a nulla, rovina l’ambiente e fa solo l’affari di pochi ricchi stronzi e magari qualche operaio ci muore pure come nella firenze-bologna e ottenere visibilita’ e solidarieta’ mondiale?
    no perche’ putin e’ una merda ma anche monti adesso non e’ che sia cosi’ simaptico…
    se poi posso dire la mia, ritengo che l’analisi di militant sia coraggiosa perche’ cmq e’ una posizione scomoda che difficilmente si accolla qualcuno del movimento di affrontare, l’avrei affrontata in maniera diversa, l’agire dellle pussyriot e’ diverso dal vostro voi non lo capite quella e’ performance situazioniosta, sono un po’ paracule… insomma pare che avete rosicato invece avevate tutti i presupposti per intavolare una valida discussione ragionata, magari anche con maria, lalla e chi sta dall’altra parte.
    comunque per quel che puo’ valere: stima a tutte e tutti e che si plachino le acque e magara se abbassino pure de un qualche grado ste temperature

  • Adrianaaaa

    Tornando alle Pussy Riot (Alessandro, aspetto ancora una risposta eh?), ecco un articolo che spiega una faccia mi pare poco conosciuta del significato politico del loro gesto:

    “The Cathedral itself symbolizes all that is rotten about the new capitalist Russia – built (rather rebuilt on the site of the former cathedral commemorating Russia’s victory against Napoleon) in the mid-nineties, it has been surrounded by corruption scandals. During the depths of the economic depression which followed the collapse of the Soviet Union, the Yeltsin regime wasted billions of rubles building this church. Its domes were plated with 50 kilogrammes of gold, donated by one of the new banker oligarchs with a criminal reputation. Today, only 7% of the cathedral is used for religious services, the rest is home to various commercial activities.”

    Qui http://www.socialistworld.net/doc/5883

  • Anna femminista rivoluzionaria

    Otpor?Sì,è un movimento rivoluzionario anticapitalista che si basa sui fatti,non sulle parole.Ucraina,Serbia ne sono un’esempio,e fra un pò speriamo Russia,Iran,Siria.Basta con la solita propaganda antimperialista e complottista che portano avanti i rossobruni,i neofascisti ma anche vari anarchici e comunisti pronti a denigrare sempre le cause delle compagne femministe.La rivoluzione mondiale è appena cominciata:dalla primavera araba e dalle rivoluzioni di Tunisia,Egitto e Libia(e nostalgici di quel fascista di Gheddafi amico di Berluska hanno rotto le palle con il dire “si stava meglio quando si stava peggio”)ora tocca alla Russia,alla Siria,all’Iran e così via.Parlate tando di monarchie del Golfo che starebbero dietro le rivoluzioni libiche o siriane o della NATO che strumentalizerebbe il caso delle Pussy Riot?Vi sembrerò cinica,ma vi dico:se danno una mano per la rivoluzione,ben vengano:cos’è non avretse accettato gli alleati nella liberazione dell’Italia dai fascisti e dai nazisti,e così in Germania e nelle altre parti nel mondo?I pacifinti e antimperialisti nella II guerra mondiale come minimo con il loro lassismo avrebbero favorito il 3 Reich,e con loro saremmo stati in un’incubo:x fortuna che ciò non è avvenuto.Ora ci sono questi eredi del nazifascismo(e non c’è bisogno di farvi la storia:lo sapete,Saddam,Assad del partito Baath,partito nazista che ha nella sua bandiera tra l’altro una specie di svastica,talebani,reazionari medievali,quello iraniano antisemita e negazionista con il suo programma folle di progetti nucleari e i suoi incontri ai negazionisti di tutto il mondo)e cosa si deve fare:lasciarli andare nei loro progetti di distruzione e morte,o fermarli?Dobbiamo fermarli,e se le “onnipotenti e cattivissime” potenze occidentali o del Golfo danno una mano,ben venga(sarebbe impossibile fare tutto da sole).Quindi ben vengano sanzioni alla Russia e movimenti magari finaziati da Soros(immagino che molti fasci e non solo lo odiano in quanto ebreo e anticapitalista)se servono per abbatere il maschismo della società putiniana(anche Lenin se per questo fu aiutato dai tedeschi e ne è valsa la pena).Spero di essere chiara compagne/i,qua non si tratta di dietrologie e di vedere inesistenti coperture di Cia,Mossad o di complotti demoplutomassonici,ma di rivoluzione o meno:vi domando ,vogliamo la rivoluzione o no?Eh comunque solidarietà alle comogane FAS, e a tutte le femministe rivoluzionarie e proletarie che lottano contro patriarcato e capitale nel mondo!

  • Anna femminista rivoluzionaria

    “comogane” Scusate,volevo dire,compagne

  • Ile

    @Adrianaaaa
    Non capisco in cosa si evidenzi, da quelle parole, un che di politico che dovremmo sostenere. Spiegami perchè quelle parole non potrebbero essere state scritte da Emma Bonino, Marco Pannella, Nichi Vendola o Simone Di Stefano.
    Cosa le dovrebbe caratterizzare come roba nostra?

    @Anna femminista rivoluzionaria
    Credo – e spero – che il tuo commento sia un fake scritto per screditare le femministe. Credo e soprattutto SPERO.

  • Lorenzo

    “e cosa si deve fare:lasciarli andare nei loro progetti di distruzione e morte,o fermarli?Dobbiamo fermarli”

    AH AH AH! Ogni tanto mi ritrovo a rileggermi, per controllar di non scrivere troppe castronerie. Evidentemente qualcun altro non lo fa. Oppure, come suggerisce Ile, lo fa apposta a sparar ‘pragmatiche’ castronerie. Teribbile, davvero.

  • Carloncino

    Noto che nel vostro piccolo, che si dimostra essere davvero, ma davvero, piccolo, vi siete autoincoronati geniali creatori di un trappolon-dibattito per scovare e fare commentare a quintalate sull’argomento. Sorvolando sul fatto che sembra un’autocelebrazione fatta col senno di poi, occorre a buon diritto inserire il vostro “ingegno” nel multiforme mondo capital imperialista, sempre vicente nel fare “abboccare” i “soliti noti del carrozzone dei diritti umani”. Sono, sempre, soliti noti gli altri. Vabbè. Finalmente si riprende a parlare di femminismi, capitalismo, imperialismo, diritti, che sia mai vengano dati, almeno nella loro sottilissima crosticina essenziale, per assodati. Macchè, è necessario spaccare il casco, metaforicamente, sulla testa dei traditori progressisti sempre così idioti a cadere nelle trappole della spectra plutogiudomassonica intergalattica. Poi magari hanno anche il vizietto borghese! Bleah!

  • hoo_liang

    @Anna femminista rivoluzionaria, spero anche io tu sia un troll, un infiltrato, un facio o qualcosa del genere, perche se pensi davvero cio che hai scritto…
    mai sentito parlare di cotririforma, ecco

    leggete, informatevi su ocpor, e sopratutto studiate il ruolo della donna nella libia pre e post “rivoluzione”

  • rebeldia

    @Anna femminista rivoluzionaria(?):Veramente il punto di svolta della seconda guerra mondiale fu la battaglia di Stalingrado e l’eroica resistenza del popolo russo, ma ormai nel delirio dei commenti si trasforma la storia in un trailer hollywoodiano, con tanto di caramelle e cioccolata da distribuire ai poveri sottosviluppati da salvare, con la nuova civiltà, quella americana.In Tunisia ad esempio,del si stava meglio di quando si stava peggio,in questi giorni sta facendo discutere il nuovo articolo della Costituzione tunisina che sancirebbe la fine dell’uguaglianza tra uomo e donna. Un passo indietro, un passo decisamente indietro per un Paese che vuole chiudere con l’era di Ben Ali e ricominciare.Poi , finiamola con questa diffamazione dei rossobruni, avete decisamente rotto le palle,se non tutti i compagni si fanno abbindolare dalla falsa propaganda dei media ,almeno evitiamo di spacciarli per fascisti.

  • Adrianaaaa

    @Ile, quelle parole non sono state dette dalle pussy riot, ma è un semplice fatto riportato dall’autore dell’articolo.

  • Ile

    @Adrianaaaa
    Ok, ma non capisco perchè dovrebbe farmele considerare roba nostra… non è che tutto quello che ha un contenuto politico ha un contenuto e un valore politico che condivido. Ovviamente sono aperta a trovare qualcosa che me le faccia considerare delle compagne: semplicemente, in questo determinato momento, non lo vedo.

    Pure cercando in giro, trovo solo video agghiaccianti tipo questo ( http://www.youtube.com/watch?v=CMvfEOfADkI&feature=share ), che secondo me sono un’offesa per le stesse donne: ardente desiderio di entrare nelle pussy riot? un sogno per me? è stato bellissimo, pura felicità?

  • materassa

    @ile
    mi spieghi perchè è agghiacciante?

  • Ile

    Perchè è autoreferenziale e privo di contenuti.

  • Alessandro

    Ma stiamo parlando delle stesse Pussy Riot che il giorno dopo della sentenza si sono registrate in marchio ufficiale coperto da copyright? Ma non erano un collettivo? Mo vonno pure i soldi?

  • materassa

    cme si fà a dire che un’itervista che è autoreferenziale e priva di contenuto….non è una loro produzione no!?

    inoltre attenzione a parlare a nome delle donne e delle compagne in generale…magari le stesse si sono già espresse ampiamente sia sulle pussy riot sia su questo polverone dovuto a questi post…che ognuno parli per sè e si prenda le proprie responsabilità politiche

  • Ile

    Non è una loro produzione dire “è stato bellissimo, pura felicità”? Di chi è la produzione, mia? Tra l’altro le domande delle interviste in genere si conoscono prima (mi sembra il minimo quando si contrattano spazi coi media che sono parti integranti del sistema che si dovrebbe contrastare): una può anche rinunciare, invece di fare la figura della cogliona, no? O non lo posso dire che pare una cogliona, perchè è una donna?

    Chi è che parla a nome delle donne e delle femministe?

  • Adrianaaaa

    @Ile beh io trovo interessante il fatto che la chiesa utilizzata per la performance abbia quella storia, che non sia semplicemente un simbolo religioso. ho riportato quel brano perché è interessante, perché era un contributo alla questione. cos’è che ti infastidisce?

  • Lorenzo

    @Carloncino

    Ti risponderà senz’altro meglio Militant, ma per agevolar loro la risposta ti domanderei:
    1) come possa un tentativo di approfondimento (per quanto discutibile nella forma) risultare un’autocelebrazione, specie quando si accusano per l’appunto le PR dello stesso errore (l’autoreferenzialità);
    2) non è vero, a tuo parere, che esistano i cosiddetti “soliti noti” sempre pronti ad indignarsi a comando? Gli indignados a chiamata, quelli che piangono unicamente – chessò – per la pena di morte in Iran e contro al terrorismo-non-di-Stato?
    Non sono complottista e credo neanche Militant lo siano. Qui si è cercato forse solo di evidenziare contraddizioni e ipocrisie che i media dovrebbero addirittura evidenziare in maniera grottesca con il loro sistematico e puntuale gridare al lupo per poi accusare i compagni di non essere agnellini…mentre i più son pronti ad abboccare acriticamente all’amo. La tua ironia mi sembra dunque fuori luogo, se intendi che qualcuno si voglia mettere su un piedistallo fatto di presunta coerenza; secondo me si tratta solo di voler capire, sviscerare, e se possibile pretendere di più rispetto a quanto il movimento dimostri al momento di saper fare – sempre più frantumati e disgregati, ci si riduce facilmente ad azioni quasi suicide, se non si hanno la forza e l’unità tipiche ad esempio dei NoTav, che tante costruzioni mediatiche han saputo abilmente affrontare e dignitosamente contrastare.
    Personalmente vorrei solo sapere quanto siano genuine certe manifestazioni di protesta, piuttosto che verificare se sian considerabili di classe o meno, messe in atto da compagni o no; insomma, se di pagliacciata vera si tratti, o se ci sia qualcuno – anche soltanto un artista radicale in buona fede – da salvare.

  • materassa

    dico solo che quando si prova a fare una riflessione sul genere bisognerebbe essere un po’ più umili se non si sa bene di che cosa si sta parlando…

  • Communard

    bravi, censurate gli interventi che vanno nel merito dell’analisi…
    viva la “lotta di classe tra paesi”!
    marx si rivolta nella tomba.

  • Ile

    @materassa
    Tu stai parlando con me, su QUEL video, non del più e del meno. Ora, a me non sembra che IO abbia parlato di donne o di femministe, riducendo a uno il loro punto di vista. Se non stavi più parlando con me, e quindi ho frainteso, ti prego di scusarmi.

    @adrianaaaa
    Non mi infastidisce nulla. Non capisco, solo, perchè quelle righe dovrebbero interessare la discussione.

  • materassa

    no effettivamente non stavo parlando del video perchè mi sembrano un po’ sempliciotte le argomentazioni che hai apportato….non voglio offenderti perchè non penso che tua sia una sempliciotta (lasciami il termine) ma mi sembra un po’ aggrapparsi agli specchi,,,
    se le domande si chiedano prima o no o se una tizia si dice contenta di appartenere ad un gruppo non sono elementi che mi fanno definire un video “agghiacciante”….

    trovo agghiacciate invece una certa supponenza analitica, la trovo arrogante.
    ho detto che si parla al posto delle donne e delle compagne perchè se l’obiettivo era quello di aprire un dibattito “non retorico” sul femminismo, avete toppato. all’inizio del post si fa riferimento all’apertura di un dibattito sul femminismo ecc ecc, ma alla fine dello stesso mi ritrovo una filippica sulla lotta di classe e sulle priorità che è veramente inefficace se l’obiettivo degli articoli è l’avvio un dibattito pubblico…mi fa un po’ pensare quest’atteggiamento e quale sia il vero obiettivo di questi post

  • hoo_liang

    io qialcosa di interessante e condivisibile delle pussy riot l’ho finalmente trovato, hanno i miei stessi gusti musicali (alle compagne di roma non piace molto sta musica) cito: “nos inspiramos en grupos Oi!, en el punk clásico de principios de los 80; The Angelic Upstarts, Cockney Rejects, Sham 69″
    da un interressante intervista :
    http://www.rebelion.org/noticia.php?id=154717&titular=charlamos-con-las-%22pussy-riot%22-

    mo me stanno un po piu simpatiche, jejeje

    se rifiutassero la solidarieta di usa e ue, magari potrommo incominciare a prenderle sul serio… se buttano merda solo su gheddafi la corea e putin e neanche una, dico cosi per caso , una critichina al capitalismo , o agli americani, alla guerra permanente da loro imposta nel mondo, almeno a mezza di queste cose…

  • hoo_liang

    pure i 4Skins!

  • noia

    Con le dovute precisazioni, a certe femministe romane quella musica piace e anche parecchio, ce se prende addirittura spunto: http://cdn.c.photoshelter.com/img-get/I0000XABwEpYgSYk/s/750/750/donne-8marzo5.jpg
    Anche se ci fa un po’ incazzare quando ai concerti ci si trova circondate da sessismo e omofobia…

    vive le detournement!

  • Prima delle Pussy Riot, furono i Cock In the Ass, cambia il genere, ma la solfa rimane la stessa!

    http://www.flickr.com/photos/32214567@N06/sets/72157619096427708/

    Fra le varie prodezze di Voina vorrei ricordare il lancio di gatti vivi verso i lavoratori di un McDonald’s

  • Lorenzo

    Aggiorniamo la vicenda, cercando di trascurare le cazzate sulle quali vivacchiano i media (chessò, Gene Simmons dei Kiss il quale avrebbe commentato che “sono delle ragazze molto carine”, pensa un po’ che news).
    Anche se la loro volontà dichiarata era innanzitutto politica, l’effetto-Pussy Riot è ad esempio, in Russia, la nascita dei “vigilantes della fede” contro il “terrorismo spirituale”
    http://www.agi.it/estero/notizie/201208221314-est-rt10096-russia_dopo_pussy_riot_pattuglie_ortodosse_in_difesa_della_fede
    Se a Militant la condanna pare persino leggera, io preferisco la definizione data da altri di “inquisizione medioevale”, visto che quello sembra il periodo che culturalmente si vive. Ma al di là della sensazione di continuare a vivere in un film grottesco e terrificante, il punto è: in una società del genere ha senso una protesta genuina, seppur imbarazzante, sguaiata, imprecisa, inadeguata e/o maldestra, contro potere & chiesa? Per me sì. Anzi, ne avremmo bisogno pure qui, col nostro bel Vaticano, per non parlar del recentissimo ‘scandalo’ (si fa per dire) del cosiddetto “sistema Ilva: tangenti mascherate da donazioni all’arcivescovo di Taranto”.
    http://it.ibtimes.com/articles/34865/20120821/sistema-ilva-tangenti-mascherate-da-donazioni-all-arcivescovo-di-taranto.htm
    Politica, chiesa, potere, capitalismo, sfruttamento, inquinamento e stragi: a mio modesto avviso tutto si collega, e se i media lo provano a scollegare noi s’ha da ricollegarli tutti questi aspetti, per non permettere comode strumentalizzazioni.
    Il processo a loro carico è stato in grado di dividere il paese (perciò di scatenare un dibattito su determinati temi, certo non sulla lotta di classe) come qui da noi ha potuto solo il G8 del 2001, evento che pure fu gestito in maniera confusionaria dai movimenti: fra Rete Lilliput, Tute bianche e black bloc, non mi venite a dire che lì furono resi chiaramente certi punti…semmai furono chiare la dignitosa spontaneità della rivolta e la volontà repressiva dello Stato.

    Passiamo dunque alla repressione. Dicono che “è caccia alle altre Pussy Riot”, che “Putin non è ancora soddisfatto e vuole fare piazza pulita del gruppo”. “Secondo quanto confermato a Reuters dalle autorità, la polizia moscovita si è di nuovo lanciata sulle tracce delle appartenenti al collettivo femminile, armate di un’imputazione diversa e separata da quella che ha visto la condanna di tre delle sue componenti a due anni di lavori forzati.”
    http://www.giornalettismo.com/archives/458857/russia-e-caccia-alle-altre-pussy-riot/
    In più, parrebbe “a rischio la custodia dei figli”.
    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/pussy_riot_figli_madonna_assange/notizie/214830.shtml
    Possiamo negare che si tratti di repressione, che siano possibili retate? Possiamo pensare che sia tutta una costruzione mediatica nella quale il povero Putin è cascato suo malgrado? Mi pare difficile. Si registrano arresti anche fuori dalla Russia.
    D’altra parte, pur “con tre dei suoi esponenti agli arresti, il collettivo non tace. Non avendo un leader, e potendo chiunque partecipare, la ricerca delle altre Pussy Riot è un affare complicato. E mentre la polizia continua le ricerche – “stiamo effettuando le necessarie operazioni” dice un portavoce del comando di Mosca – arriva una nuova canzone dalle Pussy (…)”
    http://www.giornalettismo.com/archives/460469/la-lettera-delle-pussy-riot-dal-carcere/
    Se dunque da un lato questa continua ad apparire una mezza operazione di marketing (la terza grande truffa del rock ‘n’ roll, dopo Sex Pistols e Sigue Sigue Sputnik?), dall’altro ci sono una sincera diffusione ed una libera partecipazione che san quasi di pink bloc.

    E’ stata fatta confusione anche sul fatto del marchio registrato. L’errore forse consiste nel dimenticare (o nel non voler capire) che non si tratta di un movimento politico, bensì più probabilmente di arte radicale anarco-situazionista (piacciano o no concetto e definizione), come del resto si legge su questo stesso sito. Le ragazze pubblicano dischi: è così strano pensare all’uso del copyright?
    Dice dunque il loro legale che “il nome “Pussy Riot” è stato registrato per evitare che estranei possano approfittare od infangare l’immagine della band (…)
    Il copyright consentirebbe alla band maggiore autorità riguardo all’utilizzo del proprio nome e sul modo in cui il proprio materiale artistico viene usato (…)
    La band non chiederà soldi a nessuno che semplicemente decida di pubblicare il suo materiale da qualche parte, ma “considererà il da farsi” se ne dovesse trarre profitto”

    http://www.themoscowtimes.com/news/article/pussy-riot-to-be-brand-name/466949.html

    Non mi è chiaro dunque se l’intento dell’approfondimento sia quello di scoprire se queste ragazze siano ‘sangue nostro’ per poterne approvare l’operato, o se ci basterebbe scoprirne la genuina volontà. Peraltro, sangue vostro non lo son neppure io in quanto non comunista, e già su queste pagine s’è discusso a causa del sottoscritto (!) riguardo ai pesanti scazzi fra rossi e anarchici greci.
    Politicamente, mi pare d’aver capito che a molte compagne Pussy Riot piace, se non come idea, quantomeno come momento di solidarietà, che si scontra col nostro dubbio un poco più oltranzista, generato perloppiù dalla consapevolezza dell’inefficacia ed erroneità del nostrano antiberlusconismo. Del come attaccare Berlusconi e l’amicone Putin possiamo discutere, ma sempre d’attaccarli per me si tratta, dannazione – non certo per mettere al posto loro un Vendola, questo è evidente .
    Musicalmente, abbiamo la libertà democratica di preferire alle PR la sexy-band russa Cerebro, che senz’altro non ha bisogno di Putin per spopolare con il video hot “Mama Lover”. E vai! Tant’è, preferisco il punk.

    Il bello è che, dopo centinaia di interventi, la domanda che ci vogliamo in fondo porre è infine semplicemente, parafrasando Edoardo Sanguineti: ma insomma, erano delle ragazze che volevano la Coca-Cola?

  • Alessandro

    Dal Guardian

    “…La difesa delle tre ragazze, particolarmente ben fornita in fatto di mezzi, ha chiamato a deporre 13 testimoni. Fra di essi anche Alexey Navalny, uno dei dirigenti dell’opposizione neo-liberale a Putin. Navalny è noto non solo per aver lavorato per conto degli oligarchi russi che volevano mettere le mani su aziende nazionali come Gazprom, Vtb Bank, Transneft, ecc. ma anche in quanto vicepresidente del partito di destra “Jabloko” e fondatore del movimento “Alternativa Democratica” (DA) che è finanziato dal “National Endowment for Democracy” (NED) come si può leggere qui…”

    “…La NED, fondata dal Partito Democratico e dal Partito Repubblicano degli USA, si occupa di “promuovere la democrazia” attraverso un finanziamento approvato dal Congresso americano nel capitolo sull’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale” del budget del Dipartimento di Stato del governo prima di Bush e oggi di Obama. Secondo il giornalista statunitense William Blum tale organizzazione sarebbe stata creata appositamente per “sostituire” la CIA, ipotesi che ha trovato conferma anche da uno dei fondatore della NED, Allen Weinstein. Vale la pena aggiungere, per tornare in Russia, che nel movimento “Alternativa Democratica” che sta garantendo appoggio alle “Pussy Riot” gioca un ruolo di primo piano Marija Gajdar, figlia dell’ex primo ministro Egor Gajdar, l’esecutore delle radicali riforme economiche di stampo neo-liberista che Boris Eltsin preparò per la Russia post-sovietica…”

  • Alessandro

    Più di qualcosa inizia ad uscire…

  • Comunque io faccio presente questo – Marina Cugnaschi, Compagna colpita dalla
    > repressione,
    > condannata a 11 anni & 9 mesi per gli scontri del G8 di
    > Genova 2001. Concludo con libere le Pussy Riot – Libere Tutte .

  • Ile

    @alessandro
    Ma quale articolo del guardian contiene quelle informazioni?

  • Ile

    Quindi non è il guardian che lo scrive…

  • Alessandro

    L’articolo del Guardian riprende le informazione che ho trascritto in italiano

  • Ile

    Ma quale articolo del Guardian? Non lo trovo.

  • Ho linkato questa pagina in “Le Pussy riot e il futurismo fascista”, leggi l’articolo: http://federicoberti.wordpress.com/2012/08/22/le-pussy-riot-e-il-futurismo-fascista/

  • rebeldia

    Putin adesso ha davvero superato il limite:quest’anno è stata proibita una gara importante, che si ripeteva da 10 anni.E’ arrivato il momento di mobilitarci, impedire ulteriori limitazioni alla libertà di espressione,ormai è evidente che in Russia agisce una dittatura,pronta ad impedire avvenimenti così importanti.Poi, appena possibile, se troviamo un momento libero,per capire come affrontare il prossimo settembre in cui circa 140 vertenze di aziende in crisi dovranno essere affrontate, per tutelare circa 700.000 lavoratori e famiglie.Saluti comunisti..http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2012/08/22/Russia-sfida-Sex-Doll-ma-quest-anno-_7365609.html

  • Lorenzo

    @rebeldia

    Ovviamente sono d’accordo con te e con la tua provocazione, ma come la mettiamo col fatto altrettanto pragmatico che “In casa la maggior parte dei russi non si lasciano ammaliare dalle tre belle e dannate e, anzi, chiedono per loro una punizione esemplare” (da Panorama)?
    Vogliamo prenderne coscienza, o ghignarci su?
    No perchè se ne prendiamo coscienza forse potremmo pure capire meglio cosa significa e perchè trova gioco facile – con dissidenti e artiste punk così come con studenti ed operai – la repressione.
    Capisco che da un punto di vista comunista non vada ormai più bene alcuna forma di protesta, se essa non esprime conflitto di classe (mi son sentito dire questa cosa anche riguardo al movimento NoTav, in quanto interclassista: ma allora statevene alla finestra zitti e muti ad aspettar che giunga la rivoluzione, perdiana, mentre compagni su compagni – ‘avanguardisti’, ingenui o cos’altro? – vengon denunciati od arrestati), ma capisco pure che il problema dell’immagine, della forma, della spettacolarizzazione delle lotte sia da sempre uno dei problemi da risolvere per il movimento: se vuoi comunicare, come lo puoi fare? Diventi subito schiavo delle regole nefaste dei media. E’ lo stanco problema della violenza: se ce n’è se ne parla, altrimenti otterrai appena due righe e le tue ragioni resteranno sconosciute. Con la nudità funziona uguale, mica lo scopriamo ora: come il da me assai poco apprezzato Jacopo Fo ricorda, al G8 di Genova “in molti proponemmo di rinunciare a marciare verso la Zona Rossa e sfilare invece in corteo nudi, per mostrare chiaramente che non volevamo lo scontro”
    Mi vien da ridere, chiaramente; ma è la testa sua, mica la mia. Se i pacifisti della rete Lilliput per manifestare contro il capitalismo avrebbero scelto l’esposizione nuda dei propri corpi, nei piani delle stesse Tute bianche l’assalto alla ‘zona rossa’ avrebbe dovuto essere nient’altro che “una sceneggiata”, come scrisse Il Fatto Quotidiano.
    Ora, qui abbiamo nudità (Femen) e sceneggiata (PR), ed in più la giustificazione del femminismo. Son passati più di 10 anni e poco o niente è cambiato nell’ambito della nostra sudditanza psicologica dai media, nonostante il ruolo importante che la controinformazione ha avuto.
    Tant’è, l’articolo di approfondimento di Panorama, senza ovviamente possedere caratteristiche di militanza, riesce benissimo a spiegare assieme la forza e la pochezza della protesta. Se ci riescono loro…figuriamoci a quale livello di “evoluzione dell’autonomia” dovremmo stare noi!

  • valerio

    Sulla attendibilita dell articolo non mi esprimo, pero l autore fa nomi ed elenca connessioni che andrebbero verificate. Sero che il link non sia gia stato pubblicato, ma 223 commenti sono troppi da controllare.

    http://www.sinistra.ch/?p=1991

  • Ile

    @Valerio
    A te sembra normale che in un sito che si chiama “sinistra” (??), venga ripresa una frase come questa: “Se degli skinhead avessero fatto qualcosa di simile in una sinagoga in occidente, sicuramente avrebbero già da tempo pagato multe salate e cominciato un lungo periodo di carcerazione per “insulti in pubblico sulla base dell’origine, appartenenza religiosa, razza o origine etnica”… e ci fornisce pure delle prove, eh!
    Tra l’altro questo Tony Cartalucci – come del resto si evince anche dall’affermazione di cui sopra – è una persona di estrema destra, che vive in Thailandia, dove sostiene le camicie gialle. E non a caso viene ripreso da Aurora, che è un sito rossobruno, legato alla rivista Eurasia.
    Forse bisognerebbe fare un po’ di attenzione, tra compagni (ammesso che di compagni si parli), quando si riprendono i link, no?
    Poi cita le opinioni di illustri scoosciuti (chi è sto alberto parise? che conoscenza speciale del caso pussy riot ha per parlarne? Tra l’altro è un vero coglione, chiunque lui sia, perchè le pussy riot, e voina, non hanno fatto alcun film porno in un museo… la mistificazione – per quanto di un’azione insensata e, a mio avviso, deleteria – è sempre da condannare). Il vero problema è che i compagni non si possono permettere di fare un calderone che sminuisce quello di giusto dicono: bisogna vagliare attentamente quello che si riporta, non accettare tutto solo perchè ci dà ragione. Altrimenti nessuno farà più a caso al fatto che è giusto il nocciolo di quello che diciamo.

  • Altrimenti Ile succede che se scrivi di Marina 11 anni e 9 mesi per i fatti del g8 2001 .Nessuno ti considera anzi si continua a colpi di link per sbugiardare le pussy riot con siti rossibruni ( non volevo dirlo lo hai fatto tu Ile) . Sopra un post dello sgombero di LA Baracca solo un commento del PRC qui 200 e passa . I più per linkare fesserie che arrivano dai siti rossibruni postati da rossibruni tra altro .Ma altra parte ILE le teorie di militant sulle PR sono condivise da quegli ambienti quindi mi sembra logico che i rossobruni e complottisti si buttano a pesce su questo post per creare divisioni e flame e linkare le loro merdate .Quindi………..

  • decatlon

    avevo scritto tanto
    ma militant richiede un indirizzo email valido
    e si è cancellato tutto.
    pazienza, sarà il destino che certe cose è melgio nons civerle più su internet
    ho letto tutto dopo 2 ore
    qualcosa di interessante è uscito a riguardo
    ma il quadro è molto più grosso e complesso di quello che sembra
    ognuno combatte il mostro con i propri mezzi
    fino a quando ci si accorge che esiste un BENE
    che da sempre contrasta il MALE
    e allora la missione non è più cieca e pericolosa
    perchè esiste qualcosa di grande e forte
    qualcunA ha accennato a rivoluzioni, ad una russia attuale simile alla germania hitleriana
    c’è chi è pronto e chi invece si è perso nei film, si è bruciato con l’elettromagnetismo di computer, televisioni e cibi ogm, nella guerra virtuale e “fredda”
    buona battaglia a tutti
    ma seguite sempre il caldo, la passione, l’istinto..

    http://it.wikipedia.org/wiki/K-141_Kursk

  • rebeldia

    @Lorenzo:non era solo una provocazione la mia, ma la constatazione che forse si è perso il contatto della realtà, e che troppi ormai rispondono , solo se sollecitati a comando dai media.Chiuso, almeno per me il discorso pussy riot, a cui davvero abbiamo dedicato troppo tempo,visto che molti di quegli artisti che sostengono questo tipo di lotta, poi dimenticano che nel loro paese di origine, ossia gli Stati Uniti,le forze dell’ordine ti massacrano a revolverate solo se non capisci un ordine, oppure sorpassi violando un limite.Ma questa è la solita contraddizione di un paese, che nel 2012 riscopre il problema della sifilide, grazie alla sua fiorente industria del porno, o che incrementa l’arruolamento di nazisti tra le sue truppe,come non ricordare le foto di soldati con bandiere e svastiche,con il debito pubblico più alto al mondo,che nessuno osa contestare,altro che la povera Grecia ,con un candidato alla presidenza che approva lo stupro( a proposito tutte le femministe rivoluzionarie hanno perso la notizia, impegnate a difendere un prodotto di marketing), che fino a pochi anni fa considerava , in qualche suo stato,l’omosessualità un reato, e che dall’altra si erige a modello sociale da esportare , forte della sua supremazia militare e tecnologica.A questo punto, come ho scritto infinite volte, dobbiamo decidere noi a sinistra CHE FARE, ossia se tifare di volta in volta rivolte taroccate ed improbabili rivoluzioni ben remunerate dalla CIA, niente di nuovo sotto il sole, una pratica che va avanti da decenni,basta ricordare i golpe in America Latina, fare i progressisti , finto pacifisti, alla partito democratico o ultimamente SEL, fare finta di credere che non ci sia altra possibilità nel pianeta, che quella di diventare tutti cloni del modello capitalista più forte al mondo.Per questo, chiedevo di abbandonare la partecipazione allo spettacolo, pur dissacrante delle pussy e parlare di noi,anche della lotta NO TAV,forse l’esempio più valido da seguire, altro che puttanate istrioniche pur se dentro una chiesa, luogo almeno per me privo di alcun valore simbolico.Non leggo Panorama, mi dispiace e quindi non rispondo alla tua domanda, ma leggo ogni giorno del disastro sociale che ci tormenta e dell’inadeguatezza delle nostre forme di lotta. Tu parli di Genova, di come qualcuno voleva mostrarsi al potere, mi dispiace ma davanti alla forza non mi spoglio,ma rivendico con forza la mia richiesta di rispetto della dignità di essere umano, a cui lo Stato non può rispondere solo con la violenza.Per far questo, abbiamo due strade,la prima quella della rivolta , ma realisticamente ad oggi non ne vedo le condizioni,basta vedere il numero esiguo di compagni che sostengono tutti quelli privati della libertà, l’altra è quella di riaffermare un linguaggio comune, quello della politica,intesa come difesa e proposta per una vita migliore.La sfida è questa, rimettere insieme i cocci, e grazie a Militant con il suo articolo, ne abbiamo preso atto,di un antagonismo litigioso, autoreferenziale,dispersivo,che ad oggi ci esclude da ogni decisione , da ogni sopruso che il potere ci impone.A chi mi rimproverava di parlare solo dei problemi dell’Italia,rispondo che molto semplicemente è difficile aiutare un altro malato, se a tua volta non hai la forza di reagire, quindi bando a stronzate su nazionalismi e rosso bruni, ripartiamo da noi, per poter essere poi di aiuto e collaborare con altri rivoluzionari,dotandoci di una linea comune, con un programma e idee condivise , evitando di fare il solito rito delle assemblee,dei raduni , dove parlano in cento, ma nessuno ascolta il pensiero degli altri.Non credo all’esigenza di un nuovo partito comunista, ma almeno dotarci di strutture e collegamenti in tutto il paese, che sappiano mobilitarsi rapidamente, anche per sostenere le ragioni di chi , come il disoccupato datosi alle fiamme, che qualcuno , cinicamente tra i commentatori, definiva un perdente, da ignorare.Nei prossimi mesi, ci saranno ulteriori sollecitazioni, da parte dei media allineati, ormai Siria e di conseguenza Libano ( Hezbollah), Iran e Venezuela ( Chavez ormai malato)sono i prossimi obiettivi da colpire,e allora resta a noi comprendere quanto di vero viene rappresentato e quanto è funzionale agli obiettivi di USA/ISRAELE,per ridurre intere aree geografiche sotto il loro controllo.Fermo restando, che di regimi teocratici, monarchie assolute,nessuno sente più il bisogno di sostenerle, che facciano i loro popoli se davvero si sentono oppressi, ma che nessuno intervenga militarmente ad imporre una sua concezione della vita,quella si da contrastare.

  • Rebeldia ma non ci sono differenze tra la Russia e l’America se non il fatto che la Russia sia un imperialismo minore rispetto quello Americano . Secondo me sarebbe ora di vedere per come sono .America sono quello che sono ma non scherza neanche il Venezuela , Russai , Iran , Cina e molti altri . Altrimenti mio parere personale uscendo offtopic non si puo lavarsi la bocca con repressione , galere e quant altro . Le PR sono in carcere questo mi basta per solidarizzare e non sto ripetere il motivo per il quale solidarizzo con le PR come con altre compagne rinchiuse nelle patrie galere di qualunque nazione siano .Secondo me sarebbe ora di finirla di avere la visione o con USA-ISRAELE oppure con Venezuela ,Iran e Siria sinceramente me fanno schifo tutti quelle nazioni quindi non mi schiero con i blocchi buoni degli imperialisti minori contro gli imperialistI di più grande potere . Infatti mio avviso davvero stancato questa politica anni 70 siamo nel 2012 questa politica frammentera’ tutto perchè voglio vedere chi scendera’ in piazza per Iran considerando i comunisti vengono ammazzati .Io non scenderò mai in piazza per Iran neanche se venissi costretto piuttosto mi faccio ammazzare come un cane rognoso .TOTALMENTE OFFTOPIC – FREE PUSSYRIOT -LIBERE TUTTE -I .

  • COMMENTO OFFTOPIC

    @Rebeldia
    Sul tizio arso vivo scusami ma perchè dovrebbe essere un martire un esempio di cosa? .Forse avete dimenticato che la classe operaia appena avuto occasione ha votato il nano hardcore si si lo hanno votato anche loro e non sai quanti …….. Quindi che adesso raccolgano cio che hanno seminato . Esistono persone che stanno peggio del tizio in questione e cosa dovrebberò fare bruciarsi????. Sarò cinico ma me di quel tipo frega davvero nulla …………………………….

  • hoo_liang

    @punkdisorder accendi il cervello pima di parlare, tu del Venezuela che cazzo ne sai, sei un povero demente!, del tuo sprezzo per la vita umana che dimostri poi manco ane parlo.
    free pussy riot!
    ( e ma se poi si dimostra que sono davvero manovrate , dovete consumarvi la gola a chiedere scusa!)

  • Se vabbe buttiamola a parolacce che meglio…. Tu ci vivi in Venezuela ? Perchè se ci vivi sono disposto anche ascoltarti e prenderne atto .Nel frattempo però qui i fatti vengono descritti leggermente diversi dal tuo ( sai nulla del Venezuela) http://www.nodo50.org/ellibertario/ .Perchè devo accodarmi al coro del poverino quando la penso diversamente . In effetti io non capisco neanche perchè siamo al mondo per vivere come automi e crepare la vita obbiettivamente insignificante gia di per quindi suicidarsi non e un gesto eclatante da eroe semmai il contrario considerando che umilmente parlando basterebbe guardare chi messo peggio di te e continua andare avanti con la testa alta .FREE PUSSY RIOT -LIBERE -I TUTTE-I . Continuo comunque ricordare MARINA CONDANNATA AD 11 ANNI E 9 MESI PER I FATTI DEL G8 2001 ….

  • hoo_liang

    @ punkdisorder , non ho tempo ora di risponderti come vorrei, ma a Caracas ( che è la capitale del Venezuela) ci abita, e ci milita tutta la mia familia, ti basta?

  • Si si ma quando hai tempo portami dei fatti .Non per niente ma sai anche io sono capaci scrivere la mia famiglia abita chessò nel congo .Quindi quando avrai tempo mi spieghi e smentisci gli articoli del libertario .

  • Lorenzo

    @rebeldia

    Ma è chiaro che io immagino la lotta quotidiana possibile assieme a persone come te e non con le PR! Ma dobbiamo stabilire di cosa stiamo parlando: io e te di lotta politica, appunto (capitale, guerra, lavoro, TAV, battaglie contro le nocività, ambientalismo…), incentrata solitamente sul nostro paese.
    Qui invece stiamo a dibattere da giorni su tutt’altra cosa: “Artivismo” lo chiamano (bisogna proprio dare una definizione -ismica a tutto), ovvero “arte di protesta, arte sociale, attivismo politico-artistico” (vedi); con obiettivo Putin, con la scusa della religione, ed a sfondo femminista. E’ tutt’altro affare! Va semplicemente stabilito se sia affare genuino o costruito, libera espressione (magari con annessa strumentalizzazione) o macchinosa pagliacciata. E non è neppure detto che tutti debbano sentire il bisogno di esprimersi sugli stessi temi e con gli stessi metodi. Banksy non produce forse arte di protesta? Se l’arrestassero per un murale non scoppierebbe un finimondo? Un libertario percepirà comunque l’attacco alla chiesa ed al potere e l’aspetto repressivo della risposta statuale come motivi d’indignazione, qui invece – lodato sia il beneficio del dubbio – si evidenziano giustamente altri aspetti (l’assenza di questioni di classe, la schiavitù mediatica cui son soggetti gli stessi movimenti, battibecchi sul femminismo in cui non oso entrare, ecc.). Ma tutto questo dovrebbe spingerci secondo me verso la comprensione, non all’insulto.
    Consideriamo che loro hanno Putin così come noi ci siam sorbiti l’amicone Berluska (lungi da me l’abbandono ad inutili nostalgie antiberlusconiane, ma credo che potremmo comprendere); e che qui si dibatte fra militanti/partecipanti, mentre quelli son fondamentalmente artisti buoni a provocare e a lanciar messaggi. Che poi possiamo valutare, e anche valutare nella loro incoerenza, inadeguatezza, ipocrisia o falsità. Ma nessuno ha chiesto loro di sbandierare questioni di classe… Non ho ancora capito se stiamo pretendendo da loro qualcosa (a conferma che stiano davvero dalla ‘nostra’ parte) – quando persino fra noialtri non facciamo altro che evidenziar differenze all’apparenza laceranti -, ma sicuramente ci vuol poco ad accorgersi dell’esistenza di problemi maggiori dappertutto. Ma questo che vuol dire? Ben conosciamo il potere lobotomizzante/annichilente dei media mainstream e la stupidità tipicamente consumistica delle masse: recuperando una vecchia vignetta di Jules Feiffer, mi vien da dire che forse le PR non han fatto altro che provare a vendere il proprio rifiuto sul mercato dell’indignazione, per scoprire che va a ruba; ma son pure finite in galera, mobilitando gli sbirri e creando indignazione inversa fra i conservatori. Chi non sia una Pussy Riot oggi ha minor visibilità, questo è sicuro; e in questo senso, se anche fosse opera genuina, potrebbe essere un boomerang. Ma diciamoci la verità, lotta e consapevolezza latitavano anche prima: non servivano le PR per farci allarmare sullo stato di lotte e movimenti!
    Concludi il tuo intervento, infatti, giustamente ritornando sulla guerra, che pure rimane il mio di incubo principale. Ma che c’entrano allora le PR? C’entrerebbe piuttosto l’autocritica dei movimenti, assorti a tal punto da non avere avuto la forza di ribattere alle costruzioni politico-mediatiche che han prodotto l’intervento in Libia a pochi mesi dagli abbracci del Berluska con Gheddafi (giusto i compagni di Militant son riusciti a produrre controcultura di un certo livello, ma siamo lontani da certi cortei oceanici: perchè?). Siamo tutti immersi nell’Impero e lottiamo coi suoi ingranaggi; ci sta anche che qualcuno provi ad utilizzarli, magari ingenuamente, per forzarli, o fin troppo furbamente, per approfittarsi della situazione. Il dubbio dei lottatori lo capisco e lo sposo; la disgregazione delle lotte no. So di sembrare un prete, ma di certo non sono un pompiere. ;-)

    @hoo_liang

    Ovviamente vale anche il contrario: ovvero se poi si dimostra che non sono state manovrate… O no?

  • Ile

    @Punkdisorder
    Tu imposti proprio male i termini delle discussioni. Tra l’altro faccio proprio fatica a capire quello che scrivi, un po’ per la sintassi, un po’ per la punteggiatura.
    Cmq il problema non è che le cose possano piacere ai rossobruni (pure che guevara mo piace ai fascisti, ma non è che smettiamo di considerarlo… tu magari sì, magari te lo dice el libertario…), il problema è che le cose i compagni le dovrebbero impostare secondo un’ottica di classe, parlando di politica senza toni moralistici e vedrai che i rossobruni si tengono lontani da sè. Per questo mi chiedo: sto sito sinistra.ch e valerio, che lo linka, come possono riportare a cuor leggero una frase come quella di quel cartalucci? I compagni se ne dovrebbero tenere alla lontana, proprio perchè coi rossobruni non c’entrano nulla.

    Detto questo, visto il tuo discorso sulla classe operaia – che ha votato Berlusconi (da te definito, per motivi a me sconosciuti, “il nano hardcore”) come tutte le altre classi sociali italiane, forse proprio per tutte le mancanza nostre – mi fa capire che io e te non possiamo condividere neanche un cm di strada insieme.

  • Altra parte sono finito in questo sito tramite altri articoli .Conosco la realta’ Romana da scriverci 3 libri anche senza la corretta sintassi e punteggiatura . Detto questo si a me di una dittatura proletaria puo fregarmene di meno .Sconosciuto il soprannome nano hardcore non tanto magari eri anche in strada protestare per quei motivi ma non importa .Comunque non avevo dubbi che avrei scatenato la morale perchè me degli operai frega nulla visto che alla fine trovami un solo operaio che sia mai venuto sotto un CIE ???? .Il buonismo non fa per me.Sulla condivisione vale lo stesso per me quindi non mi meraviglio .Per lo più non conoscendoti se non come nik e per quel che so potresti essere un uomo -fake -troll come potrei benissimo esserlo io le nostre parole valgono meno di zero meglio viviamo lo stesso .

  • Edo

    Chi si prende anni di detenzione,come nel caso delle Pussy Riot,per un flash mob ha tutta la mia solidarietà,su questo non c’è dubbio.Tuttavia non capisco questo stracciarsi le vesti.
    A parte il pompaggio mediatico,su quest’ultimo non ci sono dubbi, è incredibile il fatto che in mezzo a noi comnpagn* non si possa fare un minimo di analisi.
    Devi essere subito solidale,senza se e senza ma, altrimenti sei un compagno misogino e cazzocentrentico,frustrato,rosicone ecc…,altrimenti sei un complottista che vede gli ufo in cielo per cui il nemico del tuo nemico è il tuo migliore amico ecc… .
    A me questa cosa sembra molto infantile,tipica di una militanza soprattutto internettiana nata in questi ultimi 15anni.
    Io non dico che chi è contro Putin e il governo della Federazione Russa sia automaticamente nel libro paga della CIA,il governo russo è un governo capitalista e liberista,contrapporsi agli USA non significa automaticamente essere dei compagni,questa cosa deve essere ben chiara.Però dico che molto spesso,come in questo caso,inseguiamo i media di regime e tutta questa polemica ne è un chiaro,evidente,esempio.
    La cosa triste è l’eurocentrismo,il razzismo,che affiora da certi commenti,certe opinioni: Tutto ciò che sta al di là dell’ Europa,del nostro occidente deve fare per forza schifo,in tutti i sensi,ragion per cui è molto meglio stracciarsi le vesti per le Pussy Riot condannate e stare ben zitti,e zitte,per chi si prende anni di galera nel nostro paese,magari per fatti risalenti a undici anni prima,oppure per chi si uccide,dandosi fuoco,incapace di sopportare una condizione legata alla precarietà,alla disoccupazione a una totale vita di merda tipica del nostro ricco occidente,sapete com’è non si sa mai cosa possa succedere….. …magari qualcosa che va al di là del cazzeggio telematico.

  • Ile

    Il commento di Edo mi sembra davvero uno dei più condivisibili che abbia letto in questi giorni…

  • hoo_liang

    @ edo,sei tutti noi, cioe me, mi rispecchio totalmente nel tuo commento, grazie!!!

    @lorenzo : io nel dubbio ho cominciato a scrivere (peraltro in inglese cosa che odio) Free Pussy Riot! ;)

    certo che faccio autocritica se poi si dimostra che sono/ siamo dei oaranoici, detto questo però io non ho insultato, smerdato, dato del fasciomaschilistaterzoposizionistafallocentrico ecc a nessuno, ribadisco che tutti/e quei/quelle compagni/e che invece anno scritto qua e su altri siti accuse infamanti, minacce velate, scomuniche varie, nel caso si dovesse dimostrare che erano nel torto, maghari due riche di scuse…

    Pussy Riot Libere subito!, Alberto e gli altri di Genova Liberi subito!, 8000 compagni colombiani, liberi subito! compagni del MRTA sepoti nelle Carceri da 20 anni , liberi subito!, Sonia e Simon Trinidad, richiusi in isolamento da 2004 nelle carceri USA , liberi subito! los % heroes Cubanos, Liberi subito! tutti i prigionieri politici del mondo , liberi subito!

    Carcere a vita per torturatori, assassini , terroristi , e dittatori , subito (parlo almeno del mio paese, l’Argentina.)

  • hoo_liang

    @punkdisorder (disorder mentale) vai al forte, fatti prestare “media libre” doc fatto da compagne del forte sui media venezolani e sul ruolo delle compagne in quei media, chiedile del argentino che gli ha passato y contatti a Caracas, sono io! poi vai alla snia, chiedi ai compagni dell incontro internazionale in solidarieta col venezuela, a efatti raccontare qualcosa, ascolta e impara,invece di leggere stronzate come il sito che hai mandato.

    http://vimeo.com/31020531 ( per tutte le compagne, sul venezuela , fatto da compagne del forte , nel incontro mondiale a Caracas, dei collettivi femministi di tutto il mondo, (dove non credo ci fossero le Pussy)

  • hoo_liang

    @ punkdisorder: anarchici venezolani seri:

    http://farvespecifistas.blogspot.de/

  • Si e poi………. Mi guardo i video , mi traduco i siti e vediamo . Ma guarda che non ho bisogno di andare chiedere non sono na guardia . Pssi il disorder mentale che non nego di non averlo ma quella del chiedi qui e la te la potevi risparmiare . Dammi tempo di tradurre e leggere poi ti faccio sapero cosa ne penso disordine mentale permettendo …..

  • Le aule di tribunale e le carceri russe si stanno riempendo di decine e decine di nazionalisti, ultraortodossi e nazionalbolscevichi arrestati negli scontri durante le manifestazioni antiputin, dovremmo solidarizzare anche con loro?
    Il carcere è uno strumento repressivo che considero totalmente inutile, oltre che dannoso e insopportabile, non auguro a nessuno di finirci, per nessun motivo, questo non vuol dire che solidarizzo con chiunque ci sia dentro.
    In Italia ci sono decine e decine di compagni e compagne sepolti in carcere da anni di cui ci si dimentica troppo spesso, attirati dalle tante “insegne luminose”, in Italia la polizia ha sparato più e più volte uccidendo innumerevoli compagni e compagne, in Italia esistono leggi severissime sull’oltraggio alla religione o alle più alte cariche dello stato, esiste persino il vilipendio alla bandiera, basta bruciare o strappare o insultare un pezzo di stoffa con i colori bianco rosso e verde per rischiare fino a, udite udite, due anni di galera! Ma agli allocchi voglio far credere che questo sia il paese dei balocchi e che la Russia sia un terribile stato repressivo, che noi siamo libbberi, democratici, evoluti e non ci manca nulla, che non vale la pena fare la rivoluzione, al massimo qualche battaglia civile, qualche diritto in più.
    Il problema non è di genere, che le Pussy Riot siano donne o meno interessa solo ai giornaletti scandalistici come Repubblica per ricamarci sopra articoli ben più sessisti di certi commenti letti qui, il punto è che di dare solidarietà a persone che non sono compagni/e che pensano di portare avanti battaglie tramite carnevalate per attirare non il consenso della gente, ma l’attenzione dei media dovrebbe interessarci meno di zero.
    L’errore di Militant, secondo me, è stato quello di fare il passo più lungo della gamba nel dare per assodata la connivenza fra Pussy Riot e Optor, non basta qualche indiscrezione ripresa da vari blog per affermare per certa questa cosa.
    Di sicuro anche a me è suonato un campanello d’allarme fin da subito, da prima dell’esibizione in chiesa, da quando ho visto il video in Piazza Rossa, c’era qualcosa che non mi convinceva, poi con la travolgente campagna mediatica, l’attenzione di vomitevoli associazioni come Amnesty International, fino a quella di ancor più vomitevoli istituzione come, nientepopodimenoche, il governo degli Stati Uniti d’America i miei sospetti hanno preso più corpo, qualcosa sotto c’è, ma mi pare imprudente affermare che sia Optor o altro.
    Mi sono sempre trovato a difendere i-le compagni-e solo insieme ad altri-e compagni-e, avendo sempre contro l’opinione pubblica, i giornalisti, i partiti, gli organi di governo, le associazioni umanitarie, non vi pare ci sia qualcosa di strano nel combattere la stessa causa del governo degli USA, o di Amnesty? Non che forse siete totalmente assuefatti dai mass media fino al punto di lasciarvi dire per cosa è giusto ribellarvi?
    Diffido sempre dalla spettacolirazzazione delle lotte, dalle pantomime a favore di telecamera, dai passamontagna colorati, arcobaleno o fucsia che siano, in Italia come in Russia.
    Tutta la questione ha più il sapore di strategia di marketing piuttosto che di lotta politica.
    Probabilmente fra qualche mese ci accorgeremo di aver perso un sacco di tempo a parlarne.

  • Lorenzo

    Edo e Cù han sintetizzato bene, credo, il pensiero che qui è più diffuso sull’argomento trattato. Resta il fatto che, se “Tutta la questione ha più il sapore di strategia di marketing piuttosto che di lotta politica”, è soprattutto in quanto trattasi per l’appunto di “arte di protesta, arte sociale, attivismo politico-artistico” (come dicono loro) e non di vera e propria lotta politica come vorremmo noi. Dopodichè, io penso che di arte impegnata (di arte urbana e di critica sociale) abbiamo bisogno; non la ritengo sovrastruttura, ma io non sono comunista.
    Alle PR preferisco il già citato Banksy, ma il suo anonimato non impedisce alle sue opere murali di valere un sacco di soldini (quindi è marketing?)…e Banksy, guarda un po’, paga la cauzione per Voina (quindi non è considerabile un compagno? Che sia manovrato anche lui? O forse è solo questione di solidarietà fra simili, se tali ci si percepisce? Ma io personalmente non so mica se i compagni condannati per il G8 siano anarchici o…grillini!).

    @Ile

    “visto il tuo discorso sulla classe operaia – che ha votato Berlusconi (…) come tutte le altre classi sociali italiane, forse proprio per tutte le mancanza nostre – mi fa capire che io e te non possiamo condividere neanche un cm di strada insieme.”

    Unica cosa che mi sento di aggiungere è sulla questione dell’operaio, e più in generale della classe operaia. Aggiunta che sicuramente non troverà il favore dei compagni, ma del resto io sarei il solito anarcoide cane sciolto ad aggiungersi ai lettori inconsapevoli del sito.
    Ribadendo la volontà di non giudicare una legittima, disperata scelta individuale come è il suicidio, ed il suicidio dai tratti simbolici come quello del povero disoccupato è stato, debbo dire che la questione: dove stanno gli operai? posta da Punkdisorder non è fuori luogo. A Taranto, per svegliarsi diventando “liberi e pensanti” li han dovuti prima pigliare per il naso ed ammazzare per qualche decennio. In Padania, ovunque essa sia, si affidarono in massa ai pecorai della Lega quando ormai già da anni centri sociali & co. denunciavano pubblicamente l’inaffidabilità e pericolosità di quella gentaglia (ricordo con nostalgia il pezzo “Lega la Lega” della To.sse – Torino Posse). Son quotidianamente circondato da lavoratori (operai e no) del tutto inconsapevoli e incapaci di difendere i propri interessi pratici, e fra gli operai che ho conosciuto ne ho sentite di tutti i colori, compresa l’ammissione amorale riguardo a determinate scelte poco etiche dell’azienda per cui “quel che sta bene al padrone sta bene a me”. Ecco, se a te sta bene allora vaffanculo, mi sento di dire. E col cavolo che farò dell’autocritica (“per tutte le mancanze nostre”). Da un lato rilevo una questione di totale assenza di etica e di moralità (il capitalismo è amorale, io no! Quel che fa comodo a te potrebbe far meno comodo a qualcun altro…oppure classe si riduce a significare semplicemente: difesa strenua del proprio culo?), dall’altro una questione proprio di diretta convenienza: se oggi ti sta benone una data scelta del padrone, preparati ad ingoiare anche le sue meno convenienti scelte future, le sue spiegazioni strumentali della crisi ed i suoi simpatici accorgimenti per risolverla.
    La classe operaia può andare a farsi fottere se tutto quello che sa darci sono orecchie da mercante e ghignate da furbacchioni… Se oggi finalmente essa invece ritiene, come dovrebbe essere logico ritenere, che qualcuno (praticamente tutti, direi) la prenda per i fondelli, che provi a dirigersi essa per prima verso mondi, realtà e posizioni differenti: ed allora poi vedremo se e con chi fare la strada insieme. Ma io conosco ancora operai abituati, nel vedere al telegiornale gli studenti lanciare uova marce contro le banche, ad indicarli come se fossero essi, e non le banche, il problema da considerare! Allora, se ancora non hai capito chi sta dalla tua parte, dopo le forze spese da sindacati di base, centri sociali ed altre realtà nella difesa ideale e pratica di certe lotte, se ancora non hai capito che io prima ancora di te son capace di rischiare di prendermi delle denunce per il tuo fottutissimo culo, forse non sarai mai in grado di capirlo, e forse a ‘sto punto neppure m’interessa di fartelo capire. Gli anarchici prendono a sassate gli operai della Tav, così come quelli che gli sgomberano gli spazi: forse voi non lo fareste. Non so Punkdisorder cosa ne pensi, ma si potrebbe prima chieder loro cos’abbiano votato. Perchè se gli sbirri son pecorelle, quegli operai allora cosa sono, se non volpi? Così siam messi: divisi persino nella difesa dei lavoratori, in quanto qui ormai o lavori per far girare l’ingranaggio, o t’ammazzi se sei costretto a starne fuori. In questo quadretto preferisco, onestamente, il ruolo dei sabotatori.

  • decatlon

    ottima sintesa lorenzo.
    la differenziazione sta già nel “votare o no”
    oltre che sabotatore, rivolto a chi sta dentro, io aggiungerei “ricostruttore”, rivolto a chi sta fuori.
    creare oasi di resistenza e alternativa
    e poi col tempo aumentare numero e pratica.
    anche i centri sociali, io li rivedrei, invece che difenderli e poi essere sgomberi con beffe di denunce e arresti, opterei per nuovi metodi in stile europea del nord, alzare soldi e comprare strutture ed edifici.
    all’interno agire e crescere.
    poi le occupazioni o “riappropriazioni” continuarle ma mirarle alla terra e non più al mattone…

  • giulia

    questo articolo è pessimo, ma così pessimo che non so nemmeno da dove cominciare. Cerchero’ di essere sintentica: dire che la vicenda è stata appoggiata dal mondo perchè erano donne, è veramente riduttivo, offensivo nonchè segno di una grave volontà di non vedere la realtà. Com’è che voi applaudivate tanto piazza Tahrir pur non spaendo una mazza dell’Egitto e della situazione politica, mentre in questo caso storcete il naso? Perchè non provate a pensare che semplicemente, ormai grazie a internet e ai social media la gente riesce a simpatizzare per le battaglie di protesta e dissenso della gente in altri paesi? E poi…che condanna sia giusta, lo dite voi: andate a farvi un bel paio d’anni in Russia e poi ne parliamo! voglio prorpio vedere come vi trovereste!

  • rebeldia

    Il rischio di passare per un bacchettone stalinista è davvero forte, ma leggendo come spesso capita Contropiano ho trovato questo articolo davvero illuminante, tra l’altro cita proprio Militant, come esempio per evidenziare l’enorme campagna mediatica suscitata dalla vicenda delle pussy.Ora vedendo questo video linkato dall’Unità,se fosse davvero opera delle ragazze in questione, mi domando ma le femministe rivoluzionarie lo hanno visto, come giudicano la performance,e soprattutto in che modo viene raffigurata la donna, sempre in posizione prona o sottomessa, ? Mah, davvero troppo il tempo dedicato a questa geniale trovata di marketing, ora penso si possa tornare a parlare di lotte di classe e ideali politici.Saluti http://www.contropiano.org/it/archivio-news/documenti/item/10735-troppa-grazia-sulle-pussy-riot

  • Lorenzo

    @rebeldia

    “Non leggo Panorama, mi dispiace e quindi non rispondo alla tua domanda, ma leggo ogni giorno del disastro sociale che ci tormenta”

    Ma manco io leggo Panorama! Suvvia… Ho citato quell’articolo solo in quanto riportava la reazione popolare all’azione devastante (comunque la si voglia intendere e interpretare) delle PR; ed è una reazione che fa rima con repressione: “la maggior parte dei russi (…) chiedono per loro una punizione esemplare”. La chiedono a prescindere dal fatto che esse siano compagne o no; a prescindere dal fatto che siano in buona fede o no; a prescindere da tutte le legittime considerazioni che da giorni stiamo facendo. Che richiedano poi repressione per motivazioni religiose oppure politiche, ebbene, comunque anch’essa va considerata una parte di tale disastro sociale. Ok che non solidarizzerei con dei nazi-fascisti solo perchè sono anticarcerario ed essi stanno in galera, ma non so se queste ragazze, per quanto possibili muse di Otpor!, possano essere associate a quella feccia. E neppure credo che esse con le loro performances ci possano far dimenticare degli operai o della fame nel mondo (non nego che possano riuscirvi con le grandi masse di consumatori lobotomizzati). Allora si sarebbe anche dovuto ricordare a Banksy che al mondo ci stanno attualmente problemi maggiori delle Olimpiadi? Ed invece, oltre ai suoi graffiti, sul luogo, fisicamente ci sono state critical mass e manifestazioni anarchiche (non male la ridenominazione OlymPIGS), e pure riflessioni su Militant al riguardo (sulla strumentalizzazione mediatica e politica in salsa nazionalista). Il punto è piuttosto che Banksy forse non serve nessuno, o – almeno al momento – a nessuno; perciò neppure è strumentalizzabile da qualcuno.
    Ovviamente anche Banksy ha attirato critiche, eccone una abbastanza chiara (abbozzo una traduzione):
    “Quando è stato loro chiesto il motivo per cui hanno scelto di usare l’umorismo, i membri di Otpor hanno citato l’abilità che ha l’umorismo di trasformare una cultura di apatia e di paura in una di solidarietà (…)
    I dipinti di Banksy sul muro israelo-palestinese sono stimolanti e satirici, ma l’autore non mostra alcun tentativo pratico di costruire una comunità di resistenza a partire da essi, anche se può passivamente avere questa influenza dal momento che i palestinesi possono vedere l’immagine del graffito di una ragazza che vola oltre il muro con una manciata di palloncini. A questo proposito, ci sono somiglianze impressionanti tra il lavoro di Banksy e di Otpor, essendo entrambi affezionati al metodo di ritrarre chiaramente immagini ridicole che ispirano punti di vista che possano far arrivare la gente a rendersi conto delle situazioni assurde nelle loro società.”

    Il punto più contorto di questa analisi risiede in quell’accusa per cui l’artista, per quanto ‘impegnato’, non mostrerebbe “alcun tentativo pratico di costruire una comunità di resistenza” a partire dai suoi lavori. Mi domando: ma chi ha detto che lo debba far l*i? A parer mio non è il suo compito, anche se par vero che quelli di Otpor! invece utilizzano questo metodo. Ma allora forse bisogna aprire delle discussioni specifiche e sul femminismo e sul rapporto fra arte e politica o fra lotte e media, invece di spalar merda su questi e su quelli, troppo spesso ceffando clamorosamente. Ok, abbiamo capito che esistono organizzazioni specializzate a creare rivoluzioni colorate e controllate, come Otpor, al soldo della Cia e delle lobby finanziarie. Va bene. Ma sostenere che la primavera araba, gli indignados e Occupy Wall Street non fossero, almeno in parte, rivoluzioni spontanee (per quanto criticabili), bensì “tre esempi tipici di rivoluzioni strategicamente pianificate” (vedi) mi pare un attimo eccessivo.
    Dipende forse anche da quale riferimento artistico o politico si ha: fra gli Occupy ci sono rossi e neri, c’è chi apprezza Saviano e chi ha ben presente invece l’esempio storico di Ben Morea e delle Black Mask, che nel ’67 per autodefinirsi dicevano: “Non siamo nè artisti nè anti-artisti. Siamo uomini creativi — rivoluzionari. In quanto uomini creativi ci dedichiamo alla costruzione di una nuova società”. Rispetto ad essi, a mio avviso, le PR scompaiono miseramente; ma sono anche altri tempi, media e potere hanno ormai fagocitato ed appiattito tutto e ci tengono adesso appesi al dubbio, alla malfidenza e alla perplessità. E’ certamente giusto domandarsi: cosa vogliono questi/e? Ma più che di diffidenza verso i complotti mi armerei di diffusori di consapevolezza: in modo da ottener naturalmente più comunardi e meno semplici indignados.
    Se invece vogliamo continuare, come fa Contropiano (che peraltro leggo io stesso quotidianamente) e come ho già denunciato con stanchezza, a distinguere coerentemente fra movimenti e lotte che siano di classe o no, allora decidiamoci – anzi, decidetevi – una buona volta a stabilire il motivo per cui la lotta valsusina contro il Tav vada bene benchè interclassista mentre le PR non vadano bene dal momento che “sono, dal punto di vista di classe, variegate”.
    Sia chiaro: Amnesty International & soci non mi stanno simpatici e non gradisco d’esser preso per il culo. Voglio solo provare a capire quale sia il problema con l’arte, se ne abbiamo uno; dopodichè a me pare evidente che uno show spettacolare faccia più rumore d’uno sciopero standard…quello che fa orrore è che media e movimentistucoli (ma è un problema che riguarda loro, non le PR nè noi!) decidano di dar più spazio alle performances delle PR piuttosto che ai tanti suicidi da crisi. Temono, spero, i rivoltosi.

  • giulia

    scusa Rebeldia, ma da quando il cosiddetto movimento si scandalizza per così poco? A me queste reazioni di stizza e di caccia alle streghe sembrano più che altro derivanti dal fatto che sia la Russia e non altri paesi a essere sotto critica.

  • Alessandro

    Interessantissimo il video postato da PR Public Relation

  • SandorKrasna

    Giulia, sai leggere?

  • Il problema per quanto possa risultare impopolare scriverlo ytayyasi del seguente . Le stesse cose espresse nel primo articolo di Militant sono in continuita’ con articoli precedenti usciti sulle pagine dei complottisti cattofascisti per sintetizzare . E non si puo dire che loro hanno copiato per primi semmai il contrario . Quindi mi sembra ovvio che esiste una continuita’che non significa conoscerli oppure farci comunella .Dunque bisognerebbe mettersi a tavolino a 4 occhi e capire.Anche perchè sono io non poter fare un percorso per evidenti divergenze politiche .

    ps non si tratta di una scomunica , giudizio , affermazione , diffamazione ma solo capire …………..

  • Lorenzo si sono daccordo andargliele chiedere ma che gli operai mi vanno in tv millantare di gruppi notav che minacciano di morte gli operai e famiglie cosa tra altro falsa coso vuoi chiedere a gente del genere .Scritto sopra quello che hanno seminato adesso raccolgono visto lo hanno accettato , comprato e zappato questo il raccolto ……. Datemi del cinico, mentalmente fulminato quello che volete ……….

  • Giulia

    Si, so leggere. Qua invece c’e gente che dovrebbe disimparare a scrivere viste le calzate immani che avete postato.

  • Ile

    @Punkdisorder
    A parte che non so cosa significhi “ytayyasi”, ti provo a far osservare ancora una volta – la prima non sei riuscito a capirlo – che non è che i compagni non possono fare la loro analisi su alcune questioni, e in special modo sull’anti-imperialismo, perchè qualcosa di simile potrebbero dire anche altri. I compagni fanno le loro analisi, coi loro contenuti, fondando i loro ragionamenti su una analisi di classe: la continuità coi “cattofascisti” la vedi solo tu perchè di analisi non capisci nulla.

  • decatlon

    ma io perchè dovrei leggermi o dodumentarmi sui cattofascisti e poi far eun paragone o trovare le similitudini?
    occupiamo il tepo in altro e più ragionevole
    sempre continuando il filo di lorenzo
    io sui personaggi poi divenuti pubblici ho una mia teoria.
    ognuno segue un proprio cammino, poi uno ha la fortuna/sfortuna di avere successo, e allora è out solo perchè il suo genio o talento viene fuori?
    sò per certo che molti personaggi pubblici, anche ricchi se vogliamo catalogarli, “finanziano” seriamente movimenti e organizzazioni.
    ragionando da 2012, i soldi servono ia per processi e avvocati che per altro, ecco che allora a volte molte situazioni ritenute ambigue o strane, nascondono poi movimenti di aiuti e soldi a chi di dovere.
    le infrastrutture per servire devono essere costruite e “inventate” da qualcuno, altrimenti parliamo di aria fritta.
    l’esempio di bansky è lampante, murales si o no, muro si/no, ma qualcuno lo ha messo in contatto, lo ha fatto viaggiare e superare i confini, gli ha dato pennelli, vernice, ha fatto film e video e fatto girare il tutto, la base esiste, ed è la base che conta, poi possono fiorire frutti acerbi, ma il tronco, l’albero è piantato, cresciuto e annaffiato..
    stesse cose queste russe, qualcuno ha organizzato il tutto, magari qualcuno di queste è strana forte, si saranno avvicinati gli avvoltoi di otpor o chiese evangeliche o ong deviate per portarle al loro mulino….ma anche li, la galera non è gratis o film, quindi qualcuno paga e dopo deciderà.
    la battaglia è anche questa scovare i finti collegamenti o circuiti che hanno come obiettivo il solo immettere zizzania, paura, sfiducia..che fan parlare male dell’altro.
    “bene o male purchè se ne parli”…un detto e stile che va tanto di moda proprio per i traffici di oro e di muri cintati…creare business anche dal nulla o da cose costruite.
    ricordo i filmati finti di iraniani torturati, o la storia oscura di aljazeera e i loro sceicchi di qatar etc.
    i tentacoli del mostri sono sempre pronti ad avvolgere tutto, invertendo il tutto, scambiando ruoli, sovrapponendo nomi e cognomi, tutto fa brodo, tutto fa caos, distrazione e “perdita di tempo”.
    ed è il tempo poi che manca nell’organizzare e contrattaccare, il tempo per organizzare, decidere e portare nuove o cambiare strategie.
    anche questo filmato che scredita “rivoluzioni” alludendo ad un gioco perverso di creare business da finti stati canaglia o di autonomie.
    vediamo il caso kosovo come ha portato solo benessere agli esportatori di armi e essere umani cavia.
    è come l’esempio del vaccino e del virus che escono dallo stesso laboratorio di esperimento, la causa-effetto che escono dallo stesso buco nero.
    ma tutto questo fa parte sempre della stessa propaganda che soffia sul fuoco del controllo, dell’essere tutti e tutto controllato, che dietro c’è sempre una regia, una mano occulta che sposta i dadi a suo piacimento.
    non è reale, altrimenti la razza umana si sarebbe estinta o avrebbe accellerato uno stato comatoso che ci permette ancora di essere in gara.
    siamo al passaggio di boa tra il punto massimo di un mondo che è arrivato al capolinea, in attesa di un system down totale, di ricrescita e ridiscesa contemporaneamente, siamo lontani anni luce ai roghi di eretici o alle sadmasiche pratiche di un medioevo o lontano mondo ripreso da scritti e passaparole.
    viviamo il presente come un cammino, decidiamo noi come affrontarlo e deviarlo, siamo noi gli attori indiscussi della propria vita e del proprio destino.
    non deleghiamo anche questo ad altri la permanenza e il come vivere e come morire, a dogmi religioni, a credenze subdole, ai rapaci di eutanasie e particelle.
    il tema è complesso ma ha un filo conduttore semplice e chiaro.
    infine ultima cosa sull’ARTE.
    di arte intelligente e di “comunicazione”, io prendo come insegnamento i vari charlie chaplin, neruda, picasso.
    l’arte di strada è il messaggio di risposta spontaneo, è il grido, allarme di malesseri e gioie, è il termometro della società e pensiero globale.
    ovvio che ora il messaggio arriva prima, arriva in tempo reale, e può anche essere contraffatto o copyriato o divulgato a macchia d’olio.

  • decatlon

    ma io perchè dovrei leggermi o dodumentarmi sui cattofascisti e poi far eun paragone o trovare le similitudini?
    occupiamo il tepo in altro e più ragionevole
    sempre continuando il filo di lorenzo
    io sui personaggi poi divenuti pubblici ho una mia teoria.
    ognuno segue un proprio cammino, poi uno ha la fortuna/sfortuna di avere successo, e allora è out solo perchè il suo genio o talento viene fuori?
    sò per certo che molti personaggi pubblici, anche ricchi se vogliamo catalogarli, “finanziano” seriamente movimenti e organizzazioni.
    ragionando da 2012, i soldi servono ia per processi e avvocati che per altro, ecco che allora a volte molte situazioni ritenute ambigue o strane, nascondono poi movimenti di aiuti e soldi a chi di dovere.
    le infrastrutture per servire devono essere costruite e “inventate” da qualcuno, altrimenti parliamo di aria fritta.
    l’esempio di bansky è lampante, murales si o no, muro si/no, ma qualcuno lo ha messo in contatto, lo ha fatto viaggiare e superare i confini, gli ha dato pennelli, vernice, ha fatto film e video e fatto girare il tutto, la base esiste, ed è la base che conta, poi possono fiorire frutti acerbi, ma il tronco, l’albero è piantato, cresciuto e annaffiato..
    stesse cose queste russe, qualcuno ha organizzato il tutto, magari qualcuno di queste è strana forte, si saranno avvicinati gli avvoltoi di otpor o chiese evangeliche o ong deviate per portarle al loro mulino….ma anche li, la galera non è gratis o film, quindi qualcuno paga e dopo deciderà.
    la battaglia è anche questa scovare i finti collegamenti o circuiti che hanno come obiettivo il solo immettere zizzania, paura, sfiducia..che fan parlare male dell’altro.
    “bene o male purchè se ne parli”…un detto e stile che va tanto di moda proprio per i traffici di oro e di muri cintati…creare business anche dal nulla o da cose costruite.
    ricordo i filmati finti di iraniani torturati, o la storia oscura di aljazeera e i loro sceicchi di qatar etc.
    i tentacoli del mostri sono sempre pronti ad avvolgere tutto, invertendo il tutto, scambiando ruoli, sovrapponendo nomi e cognomi, tutto fa brodo, tutto fa caos, distrazione e “perdita di tempo”.
    ed è il tempo poi che manca nell’organizzare e contrattaccare, il tempo per organizzare, decidere e portare nuove o cambiare strategie.
    anche questo filmato che scredita “rivoluzioni” alludendo ad un gioco perverso di creare business da finti stati canaglia o di autonomie.
    vediamo il caso kosovo come ha portato solo benessere agli esportatori di armi e essere umani cavia.
    è come l’esempio del vaccino e del virus che escono dallo stesso laboratorio di esperimento, la causa-effetto che escono dallo stesso buco nero.
    ma tutto questo fa parte sempre della stessa propaganda che soffia sul fuoco del controllo, dell’essere tutti e tutto controllato, che dietro c’è sempre una regia, una mano occulta che sposta i dadi a suo piacimento.
    non è reale, altrimenti la razza umana si sarebbe estinta o avrebbe accellerato uno stato comatoso che ci permette ancora di essere in gara.
    siamo al passaggio di boa tra il punto massimo di un mondo che è arrivato al capolinea, in attesa di un system down totale, di ricrescita e ridiscesa contemporaneamente, siamo lontani anni luce ai roghi di eretici o alle sadomasiche pratiche di un medioevo o lontano mondo ripreso da scritti e passaparole.
    viviamo il presente come un cammino, decidiamo noi come affrontarlo e deviarlo, siamo noi gli attori indiscussi della propria vita e del proprio destino.
    non deleghiamo anche questo ad altri la permanenza e il come vivere e come morire, a dogmi religioni, a credenze subdole, ai rapaci di eutanasie e particelle.
    il tema è complesso ma ha un filo conduttore semplice e chiaro.
    infine ultima cosa sull’ARTE.
    di arte intelligente e di “comunicazione”, io prendo come insegnamento i vari charlie chaplin, neruda, picasso.
    l’arte di strada è il messaggio di risposta spontaneo, è il grido, allarme di malesseri e gioie, è il termometro della società e pensiero globale.
    ovvio che ora il messaggio arriva prima, arriva in tempo reale, e può anche essere contraffatto o copyriato o divulgato a macchia d’olio.

  • Ile posso farti una domanda senza offese . Ma secondo te non so come si scrive trattasi ? Ma scusa mi prendi per deficiente ??.Ma davvero così complicato capire che errori di battitura ,punti , virgole e quant altro causa che scrivo da un cellulare e non da un pc????…… Ma poi pensi che spostando attenzione sulla mia scrittura cambi di poco il succo??…….Non la vedo solo io purtroppo e basterebbe postare 3 articoli di cattofascisti sono scritte le stesse identiche cose si certo con un altro stile . Poi fossi unico che la vede così non mi pongo il problema . Sai cosa me ne faccio io del consenso … Ripeto comunque io capiro nulla di analisi ma non ho nulla che spartire con cere ideologie quindi sarei ipocrita dire il contrario . Ognuno poi libero di pensarla come vuole .Io la continuita’ la vedo ma il solito problema di certi ambienti dove devi stare zitto-a anche se le cose sono palesi bisogna tacer per rispetto al compagno più vecchio ecc ecc .Be io sono delle generazione dei giovani del millennio e da buon cafone il compagno vecchio se dice stronzate se fa analisi simil cattofascisti io lo dico che forse sarebbe il caso si curi la demenza senile (vedi di cogliere l’ironia perfavore). Comunque sono daccordo con queste premesso non potremo fare neanche 1 cm di strada insieme …..

  • Alessandro

    @ Punkdisorder
    A me sembra che l’articolo sia chiarissimo in merito: essendo stato abbandonato l’antimperialismo come categoria con la quale interpretare i fatti di politica internazionale, appena uno prova a fare un’analisi di questo tipo sembra che faccia della geopolitica, un terreno che invece la destra di varia natura non ha mai abbandonato.
    Siccome i nazisti, soprattutto i rossobruni, tendono a dare una interpretazione geopolitica di tutto lo scibile umano, a volte possono coincidere delle riflessioni. Ad esempio, lo scontro fra opposti imperialismi occidentali e orientali i rossobruni sono anni che lo sottolineano. Il problema è che il metodo che utilizzano loro tende a confondere i voleri del capo di stato di turno, e delle classi dirigenti (ad esempio, Putin), con quelli della nazione, creando così un contesto irreale per cui sembra che a competere siano i diversi popoli (tipo: il popolo imperialista statunitense contro i popoli orientali russo-cinesi). Questo è l’aspetto antimarxista, non analizzare lo scontro fra paesi (tradotto: fra classi dominanti).

    Poi, un’altra cosa che mi sembra emerga dall’articolo è che, nonostante sia in ogni caso scontro fra classi dominanti, una classe dominante (quella nordamericana) è portatrice dei valori neocoloniali della globalizzazione economica; un’altra invece difende un certo tipo di capitalismo nazionale, quello russo, da interferenze esterne; fa un discorso molto di difesa della sovranità. Nel fare questo, questa specie di subimperialismo russo-cinese difende, appoggia e sostiene altri determinati paesi (Cuba, Venezuela, Argentina, Siria, Iran, Corea del Nord, ecc..) che rappresentano oggettivamente un problema alla tendenza statunitense di sintetizzare il mondo in versione unipolare.
    Forse da qui è difficile capire certe dinamiche, ma ad esempio Chàvez, a ogni comizio, urla la volontà di costruire un mondo *multipolare*. Visto dall’Italia, sembra matto. In realtà, è la principale questione in America Latina, se si seguisse un pò il dibattito latinoamericano: quello cioò di allargare i centri di potere, e non restringerli al solo campo NATO-Statunitense.

  • Alessandro

    Ah, p.s.:
    Siccome in America Latina nel 1998 tutti i paesi (tranne Cuba), avevano governi di destra e filogolpisti, e dieci anni dopo il continente vede la presenza di cinque governi rivoluzionari-bolivariani, e tutto il resto (tranne Colombia e, oggi, Chile) governi di sinistra (non di centrosinistra, ma proprio di sinistra), forse interrogarci sulle dinamiche della sinistra latinoamericana è meno superficiale di quanto si possa pensare. Così, almeno forse capiamo come si vince da qualche parte.

  • Manfredi

    Sono d’accordo con Alessandro, ma – per tornare alla discussione – penso che prima di imparare a vincere dovremmo imparare a perdere. Perché veniamo da una sconfitta epocale, e ancora non abbiamo fatto i conti tutte le debolezze che a quella sconfitta possono aver contribuito. Da questo punto di vista i due post di Militant sulla questione Pussy Riot hanno fatto esplodere tante contraddizioni che ci portiamo dentro, ad ogni manifestazione, ad ogni assemblea: come si fa a continuare un cammino *politico* comune quando non si condividono le fondamenta del ragionamento? Come si fa a marciare insieme se qualcuno scrive sui muri “giù le mani dalla Siria” e qualcun’altro raccoglie le firme contro il “regime” di Assad?

    Chi crede nella categoria analitica della lotta di classe come elemento fondante dell’interpretazione del presente stato di cose (la *struttura*), come mi pare fanno i Militant, si ritrova di fatto politicamente distinto da chi ritiene che il superamento del patriarcato, o i diritti civili, o la non violenza (sono esempi vari e diversi) debbano muovere l’azione e l’interpretazione politica. Io personalmente ritengo che farebbe bene a tutti ammettere che esiste un fondo culturale e storico comune, che si può condividere in mille modi, ma che un comunista, un anarchico, un libertario hanno orizzonti politici sostanzialmente differenti.

    Penso sia stupido ritenersi compagni solamente perché ci si ritrova accanto durante una manifestazione, o perché si resiste insieme ad una carica. Tutto questo bordello sollevato dai post di Militant sulla questione Pussy Riot, a mio avviso, ha origini profonde.

    Saluti e ancora complimenti per la solita lucidità ai Militant

  • Alessandro

    Sono pienamente d’accordo. Quella del presunto sessismo dei post è la scusa dietro alla quale si stanno tentando di regolare dei problemi politici ben più profondi. Il problema è che, politicamente, sono più le cose che dividono che quelle che uniscono. Tu hai citato la guerra e Assad, ma io credo che la questione sia molto più generale. Poi certo, l’obiettivo dev’essere sempre quello di ricomporre politicamente anche i compagni, se non su tutto almeno su degli obiettivi determinati. Cioè, tante volte è assolutamente palese l’irriducibile diversità politica fra gente che marcia nello stesso corteo, però uno punta all’obiettivo e ci passa sopra. Ma se andiamo a trovare le differenze, sono molte di più dei punti in contatto.

  • Infatti in certe manifestazioni una certa sinistra e latitante se proprio vogliamo dirlo vedi sotto i vari CIE per esempio. Per quel che riguarda Chavez sto traducendo dei siti passi da hool e qualcosa quindi finchè non leggo bene tutto non mi pronuncio tranne che non ci sono poteri buoni questo penso saremo daccordo in molti-e .Sempre per le manifestazioni io da Roma sono andato in piemonte ad una manifestazione contro lo sgombero di uno squat locale .Esclusa gente del piemonte gli altri non si sono visti .Ritengo comunque da molto tempo che con una certa sinistra non possa esserci cammino insieme per una serie di fattori .Quello che adesso voglio capire se Militant fa parte di quella certa sinistra come PCI che presenzia alla manifestazione in Lombardia di Stato e Potenza in difesa della Russia .Per Assad essendo antimilitarista non vado certo con gente che sbandiera la sua faccia e potrebbe essere la faccia di chiunque capo di stato che farei lo stesso .Per gli altri come condanno il Quatar per la persecuzione alle donne con tanto di accuse di stregoneria accuso anche Iran che sta per abbassare eta’ delle bambini le quale da 10 a 9 anni possono sposarsi .Accuso Israele di uccidere bambini e non solo di incarcerare bambini, donne , anziani e di discriminare in un criminale apartheid i Palestinesi .Tuttoqui dei rossibruni non mi interessa io non condivido nulla di eurasia e la sua geopolitica chi condivide evidentemente ha delle continuita’ latenti …………………

  • Comunque me non interessa le pippe mentali sulle geopolitica me interessa capire che posizione abbia militant per capire ma per me stesso non per altri-e se continuare a seguire certe iniziative oppure evitarle perchè politicamente non esiste più nulla da condividere e vale anche per le manifestazioni .Io dove troverò il PCI me ne andrò via i motivi non sto spiegarli basta adesione a stato e potenza . Pussy Riot articolo militant me sa tanto sia sulla quella linea che non ha nulla che spartire con me capito questo chiuso capitolo .

    ERRATA CORRIGE PREVENTIVA DI EVENTUALI ERRORI

  • Penso comunque che la risposta sia arrivata da un video di IXR li a lato noto per postare cavolate in più covo di rossobruni ma non solo alcuni admin sono di LOSAI .Quindi bah antagonisti voi forse un tempo .Vabbe scartiamo e passiamo .Non disturbo più anche perchè ho avuto la risposta .Altro che parlare di antifascismo proprio vero la sinistra ormai piena de merda .

  • Flash

    Da La Repubblica:

    “…
    Il provocatorio gruppo femminista ucraino Femen ha inscenato nel centro di Kiev una manifestazione in sostegno delle colleghe russe, segando una croce 2 in memoria dei milioni di vittime dello stalinismo e chiedendo alla Chiesa di “fermare il sostegno alla dittatura e sostenere lo sviluppo della democrazia e della libertà delle donne”
    …”
    http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/26/news/pussy_riot-41507383/

    Mi sforzo ma non riesco a cogliere la connessione tra la croce e le “vittime dello stalinismo”.

  • ca_dy

    più optor di così….

  • Compagno Perplesso

    opssssss…

    Anche se “lusingate dell’invito”, le Pussy Riot “non si esibiranno mai in concerti capitalisti” con Madonna o Bjork, e “non venderanno la loro faccia”. A dirlo sono tre delle componenti della punk band femminista, che si e’ attirata un processo penale in Russia per aver inscenato una “preghiera anti-Putin” nella cattedrale di Mosca.
    In un’intervista a Radio Liberty, tre delle attiviste-performer – sempre col volto coperto dal caratteristico passamontagna colorato – hanno commentato la situazione del gruppo, dopo la condanna delle loro tre compagne Nadia, Katia e Masha a due anni di carcere per “teppismo motivato da odio religioso” e l’attenzione ricevuto da gran parte del mondo della musica e dello spettacolo mondiale. “Siamo ovviamente lusingate dall’invito di Madonna e Bjork a esibirci con loro – ha detto una delle ragazze – ma noi ci esibiremo solo in modo illegale. Rifiutiamo di farlo nel sistema capitalistico, in concerti dove si vendono i biglietti”Non vogliamo far parte dello schema capitalista ‘compra-vendi’ – ha aggiunto la Pussy in passamontagna arancione – non venderemo la nostra faccia”. “Non abbandoneremo mai il passamontagna, chi se lo toglie automaticamente lascia il gruppo”, ha aggiunto.
    Prima della sentenza del 17 agosto scorso, la cantante islandese Bjork aveva lanciato un appello per la scarcerazione delle Pussy Riot e le aveva invitate ad esibirsi insieme sul palco. Anche Madonna si e’ spesa molto per la band femminista, lanciando appelli a loro favore dal palco dei suoi concerti a Mosca e Pietroburgo. (AGI)

  • PR Public Relations

    “le Pussy Riot “non si esibiranno mai in concerti capitalisti” In un’intervista a Radio Liberty……..

    Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) is a broadcaster funded by the U.S. Congress that provides news, information, and analysis to countries in Eastern Europe, Central Asia, and the Middle East, Founded as an anti-communist propaganda source during the Cold War…..
    http://en.wikipedia.org/wiki/Radio_Free_Europe/Radio_Liberty

  • Alessandro

    oooooppppssss…ahahshashuuhuuasuh

  • PR Public Relations

    ….Radio Liberty was originally called Radio Liberation when formed by American Committee for the Liberation of the Peoples of Russia (Amcomlib) in 1951. Amcomlib was a CIA funded organization…..
    http://en.wikipedia.org/wiki/Radio_Free_Europe/Radio_Liberty

  • Alessandro

    http://www.contropiano.org/it/archivio-news/archivio-news/in-breve/esteri/item/10825-germania-imitano-le-pussy-riot-rischiano-3-anni-di-carcere

    Oddio, imitano le pussy riot in germania e rischiano 3 anni di carcere…ma perchè nessuno ne parla? Ah, gisuto, che stupido…Repubblica non ci ha aperto nessuna prima pagina….

    “…non fai niente di male
    niente di ciò che credi
    non sai quello che vuoi
    non riuscirai ad averlo
    niente è gratis
    niente è a posto
    le insegne luminose attirano gli allocchi
    eri così carino
    eri così carino
    pigro di testa
    e ben vestito…”

  • daouda

    Tralasciando la questione femminismo, in realtà, i discorsi di Compagno Perplesso e Militant ( presi a riferimento dialettico per tutti gli altri) non sono affatto contraddittori ed escludenti.

    Inoltre due riflessioni:

    a) Essendo che la teoria dà la prassi e la prassi corrobora la teoria, vi invito a riflettere sulle critiche di Karl Nesic e Jean Barrot riportate in questo interessante blog.

    http://illatocattivo.blogspot.it/

    b) Vista la palese ammissione di eterogeneità della sinistra ( Alessandro mi sembra?), forse sul piano strategico è il caso di porsi questa domanda: perché vogliono che noi ci si senta ancora marxisti? Chi ha acume può forse comprenderne il senso che ovviamente non vuole negargli la scientificità.

    Invito poi ad avere un po’ più di comprensione delle debolezze umane. Qui è una prigione per tutti, anche se molti sono contenti di starvici…

    p.s. qualcuno ha scritto che la Chiesa russa è affiliata con il potere. SI se si intende la gerarchia, NO se si intendono i monaci ed i fedeli. Niente di nuovo comunque, state facendo passare l’ovvio come una grande rivelazione.
    E’ dal tempo di Pietro il grande che è così in Russia ed è stato così anche con l’URSS, dove raramente era perseguitata la gerarchia ecclesiastica.
    Inoltre per sua natura la Chiesa ortodossa è portata ad interagire con il potere per vari motivi, anche teologici, difficilmente enucleabili.

    p.p.s. per Paolo : chi non combatte per o contro quel che ha intorno nell’immediato è meglio che si disinteressi di quel che gli è lontano. Cogli la provocazione!

    p.p.p.s. anche sulla tematica signoraggio o banche militant si accodava ( secondo come cianciate ) ai fascisti ma mica frignavate!

  • daouda

    negargli scientificità ( al marxismo ).

    saluti

  • Militant

    @daouda
    Quando mai avremmo detto alcunchè – o peggio ci saremmo accodati ai fascisti – sul signoraggio? O sulle banche? Per cortesia, non attribuirci cose che non abbiamo mai affermato.

  • daouda

    Traduco : determinate tematiche sono per propria natura simili indipendentemente da chi le proferisce quindi non era mia intenzione far pensare ad un accodamento. Ho scritto apposta tra parentesi il ” secondo come cianciate ” perché pare che secondo certuni vi siate appunto accodati ai fasci, mi riferivo quindi a costoro in un certo qual senso.

    Sottolineo riguardo la mia prima riga il termine simili che in sé non vuol dire certo uguali visto che ad esempio la geopolitica od il nazionalismo, temi caldi, sono proprio usati diversamente da voi e dai fasci per quel che qui è stato abilmente spiegato ( nel caso della geopolitica, ed altri compagni lo han fatto nel caso del patriottismo socialista )e che non riuscirei a ripetere per cui mi limito solo a farlo presente.

    Mi faceva solo RIDERE che adesso si vanno cercando le somiglianze coi fasci quando invece moltissime altre volte ( il tema che ho citato d’altronde è alquanto importante ed in voga ultimamente ) non accade.
    Come se chi parlasse della Goldman o della trilaterale , cosucce su cui si ciancia da 10 anni, debba davvero rifarsi ipsofacto alla fisima massonico-giudaica rispondendo a quelle retoriche.

    Che poi io preferisco Rubel, Korsh, Mattick, Pannekoek, Bordiga, Debord ( d’altronde però non sono comunista) ma non depreco la lettura né di Lenin né di Stalin.
    Sti nomi li scrivo perché appunto c’è un comune agglomerato che si rifà a sinistra, al marxismo…ma di cosa stiamo parlando? Ma soprattutto in che modo?
    La pluralità è una forza, la frammentazione no, ma bisogna avere le idee chiare.

    Scusate la pappa ma io, da esterno, non ho resistito allo spettacolo! Saluti

  • Ile

    No daouda, non hai tradotto, hai esulato la domanda. A mia memoria, nessuno su questo blog ha mai detto alcunchè sul signoraggio (tra l’altro io la considero un’idiozia fascista incomprensibile), al massimo sono stati riprodotti articoli come questo: http://www.militant-blog.org/?p=6666

    Quindi, cerca di non buttarla in caciara.

  • daouda

    Credevo di esser stato chiaro…

    Comunque il nocciolo del signoraggismo è idolatria statuale, keynesismo, oltre varie retoriche e facezie stile rettiliani.
    Ora in questa situazione militant non può non porsi keynesianamente in economia e difatti così si pone ma esso è solo un mezzo motivato dalle contingente e comunque criticato anche se noto che alle volte ci sono degli intoppi logici.
    E’ una questione strategica e quindi l’analogia è semplicemente congiunturale come è per il nazionalismo o l’analisi geopolitica. Non può esservi alcuna affinità proprio per via della differente, oso scrivere, dottrina con i fasci.

    Io ridevo di questa moda dell’appioppo perché verametne significa che il comunismo non si è capito cosa sia ma comunque , a fare i seri, è preoccupante sta cosa perché significa che fanno presa…

  • Ile

    Sei stato – forse volutamente, forse no – ancora meno chiaro.

  • daouda

    Sono una capra con l’italiano effettivamente…

    saluti

  • Compagno Perplesso

    quindi se radio liberty le intervista per un evidente interesse di parte, significa che sono al soldo degli americani o che quel che dicono non vale?

    fatemi capire la vostra logica invece di buttarvi a ridere come sciocchini

    e già che ci siete, fatemi capire chi parteggia per Ghennady Zyuganov, così lo sappiamo subito che stiamo parlando con quelli di Aurora e con il povero Lattanzio

  • Frank

    @compagno perplesso, ti svelo ‘sto segreto: le interviste si possono anche non concedere. A maggior ragione se vuoi fare il gruppo punk super anarchico situazionista anticapitalista. Se invece le concedi a radio liberty (e compagnia bella) sembri più i sex pistols di mclaren…la grande truffa del rock & roll. Oltre a questo, noto con piacere che col passare dei giorni vengono riconosciuti gli “evidenti interessi di parte” degli USA. Non credo proprio che Militant abbia mai detto che la CIA paghi direttamente le Pussy Riot. Proprio come nessuno direbbe che la Cia abbia pagato Jan Palach per morire in piazza dandosi fuoco. Piuttosto che gli USA le manovrino a loro piacimento con innegabile successo attraverso i media e altre organizzazioni di natura politica.

  • Manfredi

    Caro perplesso, Zyuganov meriterebbe tutto il rispetto della gente che si appella, come fai tu, “compagno”. Purtroppo non c’è alcuno spazio di discussione con gente come te, e ti spiego perchè. Tu sostieni la lotta per le PR, eppure io non mi sogno neanche di attribuirti le stesse posizioni politiche di Madonna o di altri imbecilli che, spero per motivi diversi da te, condividono con te quella lotta. Penso semplicemente che il tuo ragionamento, che parte dal considerarti un compagno e finisce a difendere le PR sia pieno di errori, errori di cui i Militant parlano estesamente nei due post sul tema. Al contrario, la massa di perplessità che oramai obera la tua mente ti costringe ad associare al rossobrunismo qualsiasi posizione che non sia di condanna verso la Russia. Quindi c’è poco da discutere, perchè, dopo un pò, uno si puó anche far rodere il culo di sentirsi dare del fascista.

  • Compagno Perplesso

    ok, chi mi indica Zyuganov come esempio non ha nulla a che spartire con me e può tranquillamente farsi le manifestazioni pro-Gheddafi per conto suo com’è accaduto

    nel posto che ha scatenato questo dibattito di parlava esplicitamente delle PR come di un gruppo figlio di una strategia precisa e di gruppi precisi e molto altro che nel corso del dibattito si è perso o è stato rinnegato

    non c’è nulla che mi costringa a far niente, la puzza di certe tesi e certa gente per fortuna si sente da lontano, così come si vede la coda di paglia, perché nessuno ha parlato di fascisti, ma prendo atto con piacere che per voi Lattanzio e Aurora sono fascisti, è già un piccolo passo in avanti. adesso scordatevi Zyuganov e buona parte del cammino fuori dalla palude è fatta

    ho indicato qualcuno con precisione, chi difende quel qualcuno, e sue tesi e la sua azione politica, non ha nulla a che fare con me, come Zyuganov, che merita lo stesso rispetto di qualsiasi altro cialtrone avvitato alla poltrona è che è solo una triste parodia dei comunisti che furono

    non per niente è stimato da un’area ben precisa e circoscritta, la stessa che rimastica molti dei discorsi peggiori tra quelli che sono girati in questa discussione

    e gli espedienti pietosi come “le interviste si possono anche non concedere”, perché tanto poi ci sono i super compagni che vanno a intervistarle e a diffondere quel che desiderano diffondere, vero?

    e, per l’ennesima volta, io non difendo le PR, difendo il diritto all’agibilità politica da interferenze stupide, vetero e chiaramente figlie di un tentativo di resuscitare la morte dell’intelligenza politica e il settarismo da parte di 4 gatti che -approfittano- della visibilità delle pussy per fare cazzucazzuquantosiamopuri

  • Lorenzo

    Ma se le Pussy citano Debord va bene o non va bene?
    E se invece pseudo-compagni scribacchiano grossolane fesserie come che “La vita è meglio sotto Putin”? Qui dubbi e perplessità no, eh?
    Può esser vero che “”Le Pussy Riot non sono Martin Luther King. (…) Sono “utili idioti” in uno schema per buttare fango contro Putin”, ma non me la sentirei di rivendicare la genuinità del vero voto democratico (ho capito l’accusa alle elezioni-farsa negli USA, ma insomma…)! Dovrei dunque gridare evviva! se il potere vien consegnato dalle masse popolari a Putin, alla mafia russa ed alla chiesa ortodossa? Ma allora aveva ragione Berlusconi, che di Putin era fan e amicone.
    Non dico che queste cose le abbia mai sostenute Militant, per carità; dò loro atto di una maggiore ed apprezzata complessità di pensiero. Dico che, al di là dei nuovi compagni che sbagliano (i New Kids On The Otpor!), il problema restano Potere & media, i quali tutto decidono approfittando dell’informazione frettolosa e selvaggia, del consumismo spinto e del “marketing a tutti i costi” che infiltra e modella ormai ogni esperienza umana riducendoci ad ignavi, grossolani, qualunquisti opinionisti da social network.
    Non soltanto nell’accettare la narrazione del mainstream, bensì siamo già perdenti forse anche nel momento stesso in cui ci poniamo il dubbio sulla verità di quel che sta accadendo: stiamo a preoccuparci adesso se sia vero o no che le PR “non fanno quel che fanno per denaro” e se la dichiarazione schietta “Non vogliamo far parte dello schema capitalista ‘compra-vendi’” possa essere un bluff. E’ più importante allora che se ne parli, o che non se ne parli? E’ questo stesso sito ad aver concesso maggiore spazio alle PR che ai minatori asturiani, sudafricani o sardi, o ad Assange, o a Bradley Manning! Non è certo un’accusa: è Militant ad aver deciso di farlo esattamente per dimostrare la propria tesi, ovvero la faciloneria di certi compagni che abboccherebbero all’amo (probabilmente per mancanza di Antimper); ma per farlo ha dovuto, concretamente, toglier spazio ad altre più importanti questioni. Siamo dunque in trappola. Per usar la solita metafora calcistica, che qui piace tanto: è dura giocar sempre in difesa, specie se il nemico attacca senza sosta e la gente fa il tifo per la squadra più forte. Qui si è mediamente in grado di approfondire e di non trascurare alcun problema, ma nella testolina dei più passano le PR, mica il resto.
    E chi è più in grado di stabilire la genuinità di quale azione, di quale messaggio? Può darsi che questa carnevalata sia tutto un film, e che dopo la curiosità iniziale subentrerà la noia. Per i compagni nostri – lo sappiamo – non ci fu la stessa attenzione, nonostante la pena assai più sproporzionata; eppure il caso era noto a livello mondiale. Forse non erano abbastanza presentabili esteticamente! Dovremmo forse denudar delle compagne, come fa la PETA… Ma di tutto questo responsabili sono solamente i media, e facile è diventarne schiavi; ho già tentato un accenno a figa-e-militanza. Se anche lanci un fumogeno contro a Bonanni, che tu sia un’autonoma o chessoio, ai loro occhi resti, ed ai nostri devi restare, prima di ogni altra cosa (prima ancora delle stesse ipocrite accuse di violenza), una figa. Qui ha gioco facile il femminismo, com’è evidente. Ma il loro megafono resta il più potente, e trova pronta la nostra diffusa demenza. Noi (PR incluse) siamo le inconsapevoli pedine, mentre il Potere strumentalizza facilmente facce idee persone azioni.
    Mi domando comunque: Radio Liberty è forse il canale attraverso il quale le PR trasmettono i propri comunicati? O gli hanno semplicemente concesso un’intervista?
    Le PR sono un falso problema.
    Stiamo a chiederci se sian compagne, quando comuniste evidentemente non sono e la bandiera di Otpor! sventola sulle loro teste – nel senso che sono loro stesse a sventolarla (ma quanti oggi conoscono lo strombazzatissimo nomignolo PR e quanti quello di Otpor!?).
    Forme d’arte di protesta sono sempre esistite, ma noi non consideriamo queste miserabili esibizioniste alla stessa stregua.
    C’è persino il pretazzo che sostiene che le Pussy Riot non sarebbero punk, e neanche rock; l’autore del pezzo dimostra facilmente il contrario…ma a noi, dopo tutto, che ci frega?
    Nel considerare il vero ed il falso, il giusto e lo sbagliato ci azzanniamo distribuendo patenti di (in)coerenza. Partiamo con l’intento di capire e finiamo col farci del male. C’è invece chi, fra la gente comune – posso confermarlo per esperienza personale -, percepisce continuità e collegamenti fra la repressione nostra (sgomberi, denunce, arresti) e quella che colpirebbe le PR: a l*i approfondire serve a poco, ha già capito forme, volontà e mezzi del Potere. Oppure è un utile idiota pure l*i, poichè cede allo schema che ci hanno imposto e crede alla storiella delle utili idiote PR? Quindi, in ultima analisi, come decidere se tale presunta messinscena faccia bene o male alla presa di coscienza collettiva? Quel che noto io è che il/la l*i in questione sa prender posizione, mentre gli altri guardano la realtà per come vien loro riproposta in televisione.
    Intanto succede che il giudice sia stato messo sotto scorta
    e che abbiamo due fuggitive, similmente ai due compagni nostri del G8… Che abbian preso spunto ed esempio?
    Dipende fra chi vai cercando credibilità. Là come qua le genti perbene dallo Stato pretendono una cosa sola: repressione! Questo dato non è stato affatto considerato. Allora non credere all’eventuale burla delle PR, oltre ad evitare di cascare nelle trame imperialiste, non può implicare un appoggio ad altri poteri, ad altre trame. Se abbiamo lasciato passare in silenzio la guerra in Libia appena dopo esserci ritrovati in casa Berlusconi che accoglieva ad abbracci Gheddafi, è inutile che ci accaniamo su queste ragazze. Magari loro avrebbero saputo fare del casino per denunciar la farsa, mentre altri si discettava del come e del perchè. Una volta lasciata passare quella farsa, che ci ha poi goffamente condotto in guerra, tutto può essere fatto passare per vero o quantomeno per probabile. Tant’è che sento esser stata data definitivamente per buona l’idea della guerra quantomeno giustificabile, fors’anche fra i no war.
    L’aspetto tragicomico è che siamo i duri e puri del paese di Berlusconi e delle veline, di Scilipoti e delle ‘scilipotine’, dobbiamo sopportare inviti pubblici alla delazione ed improbabili interviste di Repubblica ai black bloc…e ci preoccupiamo delle performances delle PR, che neppure la giustizia russa pare aver capito, se è vero il fatto, qui definito “scioccante”, che “il giudice non abbia trovato “nulla di politico” nell’azione delle Pussy Riot. La politica è stata invece, dopo tutto, al centro del messaggio lanciato dalle ragazze.”
    Qualcuno ha scritto saggiamente (come commento a questo articolo) che le stesse PR sono state “rovesciate come un guanto e trasformate in un veicolo di attacco politico al regime russo, velando le loro venature anarcoidi ed anticapitaliste.” Aggiungendo amaramente che “se escono di galera, faranno la fine che ha fatto il punk, cioè saranno messe sotto contratto e poste ai remi dell’industria culturale per produrre profitto.”
    La domanda imbarazzante perciò resta questa: “L’indignazione (…) è solo «la migliore alleata del sistema»?”
    Forse sì, se piace a Repubblica. E i manifestanti restano pedine “volontarie e compatibili”“E per favore, lasciate in pace le vetrate delle banche.”
    Allora è vero quel che han sentenziato i compagni per la sentenza di Cassazione sul G8, ovvero che “L’unico rimpianto è aver fatto troppo poco”. Qui persino troppo tempo invece si sta perdendo fra insulti e beghe e controlli di coerenza a tavolino. Le connessioni con Otpor! sono evidenti: il simbolo lo sbandierano loro stesse. Allora non bastava questo, magari ben sviscerato, invece di paginate di scritti e di commenti? Lo so, Militant ne aveva già parlato. Ma evidentemente la gente resta confusa, se ogni cosa par nascondere l’inghippo: se i morti non si sa neppure più se siano veri o strillati a vanvera; se dei ragazzi di Belgrado non ci si può fidare; se gli Occupy li paga Soros; se Assange lo si prende per buono (“santa Wikileaks” confermava il peso di Otpor! nelle rivolte arabe, per cui scrivevate “onore a Assange”), ma dei reali intenti d’un liberale non ci si può fidare; e via scendendo fino agli scazzi fra compagni dalle differenti pratiche – scazzi incomprensibili ai più, figuriamoci le PR. Eppoi in questo caso quale mai potrebbe essere la “qualche forma di intervento” occidentale? Bombardare Putin?
    Sicuramente dobbiamo chiederci cosa resti di vero d’ogni evento dopo la sua trasposizione mediatica. “Chissà, staremo a vedere, l’importante è chiedersi sempre il come e il perché”: così chiudevate dignitosissimamente il pezzo su Otpor!. Eppure, nonostante il valore dell’articolo, non poche erano le critiche mosse ad es. da un certo Wu Ming 1, che si disse non convinto dalla “reductio ad Otporem” delle rivolte arabe. E diceva in sostanza che “un conto è dire che una sollevazione viene strumentalizzata, altro conto è dire che quella sollevazione è completamente eterodiretta.”
    A parte il fatto che qui di rivolte in atto non ce ne sono, trattandosi d’una provocazione pseudo-artistica, forse questi aspetti non potremo mai chiarirli definitivamente, ma neppure possiamo trattare scelte e destini delle persone come se stessimo giocando a RisiKo!.
    Scrivevate all’epoca che “delle disavventure private di Assange non ce ne frega proprio nulla”; finchè restano gossip, ok…quando però esse diventano una forma di repressione del dissenso pensate la stessa cosa? Allora comprendo che a qualcuno possa scappar la domanda “Mi chiedo, alle volte, se conti qualcosa il fatto che dietro alle lotte ci stanno persone, che vivono, soffrono, vincono, perdono.”
    Forse questo sistema, a forza di attaccarci sistematicamente con la paura ed il dubbio (ricordo sempre e ancora il mistero tutto italiano del/dei black bloc), ci sta disumanizzando, oltre che instupidendo e scagliando follemente gli uni contro gli altri.
    Alla fine allora la cosa migliore che ho letto in merito è quella meno seriosa e più utile a sdrammatizzare.

    “Sappiamo già tutto, fino a quando andremo avanti?”
    Oreste Scalzone, da Genova al 15 ottobre…
    http://baruda.net/2011/11/11/frammenti-di-oreste-scalzone-da-genova-al-15-ottobre-passando-per-matteo-renzi/

  • Frank

    @Compagno Perplesso: quelle che continui a scrivere sono delle provocazioni da tastiera e non meriteresti neanche risposte. Ciononostante, ti spiego un altro segretino: le manifestazioni che citi non erano a favore di Gheddafi ma contro la guerra scatenata da quelli che, ormai, sembrano si possano definire i tuoi amichetti: USA e UE. Te lo spiego con un esempio così forse capisci: non è che quando è sceso un milione di persone in piazza contro la guerra in IRAQ era un corteo a favore di Saddam Hussein. Quindi sei in malafede. Sventolando la bandierina di Re Idris hai fatto solo il gioco dell’imperialismo, stessa cosa sostenendo le PR, quando lo capirai? Per quanto riguarda le interviste si tratta dell’ennesima prova del fatto che le PR non abbiano il minimo problema a farsi strumentalizzare dagli USA e questo già mi basta a non voler sprecare per loro neanche un minuto della mia vita. Su Zyuganov e rossobruni neanche ti rispondo perché cerchi di buttarla in caciara.

    Cmq per quelli come te Avaaz e lo Zio Sam, ma forse non sai cosa sia, stanno raccogliendo le firme per liberare le Pussy Riot: http://www.avaaz.org/it/free_pussy_riot_free_russia_a/?slideshow

  • ca_dy

    parafrando ile, ho forti dubbi che daouda e compagno perplesso siano veramente compagni.

  • daouda

    Io non sono compagno. Io non sono proprio. Semmai esisto , giusto così, per passare un po’ il tempo…

    x Frank : prima ancora Ryszard Siwiec

    Per il resto non posso che scrivere INTERESSANTE e tutto ciò conferma che Lenin , tutto tommaso, aveva ragione: manca il partito (tal altri a dire di tipi alla Pacepa ed alla Golytsin potrebbero dir di no, ma non guardiamo il capello )…

    Provo a rispondere a sfizio a Lorenzo:

    - c’è chi afferma che Debord fu un reazionario.

    - Vedi per valutare se sia meglio o peggio un tipo di vita bisognerebbe aver chiaro da che prospettiva e su che basi la si giudica.
    Perché alla tua domanda, come alla precendete ( và bene o male Debord, che è poi cosa che può attirare giusto i puerili, e vale anche su Marx ) , si può rispondere sì o no ossia entrambi.

    -”Dovrei dunque gridare evviva! se il potere vien consegnato dalle masse popolari a Putin, alla mafia russa ed alla chiesa ortodossa?”

    Quel che accade ha un motivo. Non grido evviva se crolla un palazzo e né bestemmio, come non grido evviva né bestemmio se vinco 100000 euro all’enalotto.
    Nel campo analitico non c’è spazio per l’influenza dei sentimenti.
    Se così è c’è un motivo.

    -”Dico che, al di là dei nuovi compagni che sbagliano (i New Kids On The Otpor!), il problema restano Potere & media, i quali tutto decidono approfittando dell’informazione frettolosa e selvaggia, del consumismo spinto e del “marketing a tutti i costi” che infiltra e modella ormai ogni esperienza umana riducendoci ad ignavi, grossolani, qualunquisti opinionisti da social network.”

    Puoi anche essere opinionista da bar, da bottega, da strada, da curva, da ufficio, da parchetto, da sezione, da parcheggio, da pub, da casa, da “via salaria”…

    Messo caso che tu abbia ragione, sapresti spiegarne il perchè, ma soprattutto, da dove derivi tutto ciò?

    -”Non soltanto nell’accettare la narrazione del mainstream, bensì siamo già perdenti forse anche nel momento stesso in cui ci poniamo il dubbio sulla verità di quel che sta accadendo: stiamo a preoccuparci adesso se sia vero o no che le PR “non fanno quel che fanno per denaro” e se la dichiarazione schietta “Non vogliamo far parte dello schema capitalista ‘compra-vendi’ ” possa essere un bluff. E’ più importante allora che se ne parli, o che non se ne parli?”

    Innazitutto se non ci chiedessimo cosa è vero o no tanto varebbe giungere allo scetticismo estremo ed iniziare a chidersi se veramente si percepisca qualcosa con il proprio corpo e sia effettivala vita che si vive.
    Ma la cosa veramente insensata è associare dei leciti dubbi a delle stronzate del genere , il che significa che, comunque sia per quel poco che si sà e che si capisce, che qua non semo chissà quali cime, della situazione non si è capito un’ h.

    -”ma per farlo ha dovuto, concretamente, toglier spazio ad altre più importanti questioni”

    Tutto qua alla fine? Ringraziando Dio il diavolo fà le pentole ma non i coperchi…eh beh…è brutta la fame nel mondo!

    - “Siamo dunque in trappola. Per usar la solita metafora calcistica, che qui piace tanto: è dura giocar sempre in difesa, specie se il nemico attacca senza sosta e la gente fa il tifo per la squadra più forte. Qui si è mediamente in grado di approfondire e di non trascurare alcun problema, ma nella testolina dei più passano le PR, mica il resto”

    Ma com’è che ogni vorta che se parla de ‘A GGENTE nun ci si sente mai chiamati in ballo?

    “E chi è più in grado di stabilire la genuinità di quale azione, di quale messaggio?”

    Winnie Pooh

    “ho già tentato un accenno a figa-e-militanza” “Qui ha gioco facile il femminismo”

    In che senso? http://www.youtube.com/watch?v=FPmJ8e2abig

    -”Può darsi che questa carnevalata sia tutto un film, e che dopo la curiosità iniziale subentrerà la noia”

    sicuro e necessario.

    - “Noi (PR incluse) siamo le inconsapevoli pedine, mentre il Potere strumentalizza facilmente facce idee persone azioni.”

    Davero sembri Guy the bore…il problema è che il tipo in questione non rispose ai portoghesi e fece di Semprun un disfattista.”Tanto và la gatta al lardo…”

    -”Forme d’arte di protesta sono sempre esistite, ma noi non consideriamo queste miserabili esibizioniste alla stessa stregua.”

    è l’arte il problema?

    -”Nel considerare il vero ed il falso, il giusto e lo sbagliato ci azzanniamo distribuendo patenti di (in)coerenza”

    Ti concentri sull’incoerenza mentre sarebbe utile iniziare a capì perché qua s’arimane sempre nella nicchia e la verità nun s’afferma mai.
    Non puoi fare come fai poiché anche quest’episodio come tanti altri ha la sua collocazione e la sua funzione, quindi vi si può trarre un ‘insegnamento riguardo quel che può o non si deve fare, un’analisi positiva come una critica.

    Ma è chiaro che senza una teoria adatta non fai nulla, anzi, peggiori le cose perché incasini il quadro ed il “sistema” vive delle contraddizioni.
    La critica del sistema è la sua vita stessa, e per preservarsenen neutralizzandola, e per usarla come spinta propulsiva innovatrice.

    “C’è invece chi, fra la gente comune – posso confermarlo per esperienza personale -, percepisce continuità e collegamenti fra la repressione nostra (sgomberi, denunce, arresti) e quella che colpirebbe le PR: a l*i approfondire serve a poco, ha già capito forme, volontà e mezzi del Potere. Oppure è un utile idiota pure l*i, poichè cede allo schema che ci hanno imposto e crede alla storiella delle utili idiote PR? Quindi, in ultima analisi, come decidere se tale presunta messinscena faccia bene o male alla presa di coscienza collettiva? Quel che noto io è che il/la l*i in questione sa prender posizione, mentre gli altri guardano la realtà per come vien loro riproposta in televisione.”

    Hai fatto tutta la pappa su il fatto che il popolano capisca e percepisca al volo la repressione comune che si subisce e poi vieni a chiedere , inversamente , mica come valutare MA COME DECIDERE ( e già spiega tutto,è chiaro d’altronde, visto che il bene ed il male vanno stabiliti , seduti in riunione meglio magari facendose na passatella…mica sono spontanei,ovvi ed intrisechi ), di interpretare la cosa.
    Ma non era chiaro?

    Ammetti semmai che cogli solo un determinato aspetto e un tal’altro non lo capisci, perché se la metti così in modo onesto nessuno qui, forse, negherebbe un certo tipo di valenza nella critica e nell’atto stesso come anche capirebbe al volo l’azione repressiva attuata e la condannerebbe( ma qui tutti lo hanno capito quindi non ha senso quel che scrivi ) e lo scambio sarebbe stato semmai diversamente impostato riguardo l’utilità strategica e/o tematica di una tale mossa e non una querelle scandalistica che non si capisce più che cavolo sia.

    “Quel che noto io è che il/la l*i in questione sa prender posizione, mentre gli altri guardano la realtà per come vien loro riproposta in televisione.”

    Veramente non cambia nulla.Sarebbe “bello” che il mondo non fosse complesso com’è…ma così è!

    “Là come qua le genti perbene dallo Stato pretendono una cosa sola: repressione! Questo dato non è stato affatto considerato”

    Come vuoi trattare un ladro od uno stupratore od un’assasino o magari un controrivoluzionario?

    Dicevi Potere e Media. Eccoti la risposta…perché devi sparare a zero sul popolo? Le bestie che abbiamo intorno avrebbero fatto a meno di diventarlo…

    così sminuisci anche il valore dell’atto delle PR ( se può averlo ) perché sarebbe stato compiuto in odio all’altro e non per aprirgli gli occhi ( se fosse ).

    “Se abbiamo lasciato passare in silenzio la guerra in Libia appena dopo esserci ritrovati in casa Berlusconi che accoglieva ad abbracci Gheddafi, è inutile che ci accaniamo su queste ragazze.”

    boh.

    “Magari loro avrebbero saputo fare del casino per denunciar la farsa, mentre altri si discettava del come e del perchè. Una volta lasciata passare quella farsa, che ci ha poi goffamente condotto in guerra, tutto può essere fatto passare per vero o quantomeno per probabile.”

    Eh sì, il potere della televisione! Ma come “discettare” ha i suoi difetti , mica perché non sia come dici, ossia che ci sia un po’accidia in giro, anche fare casino ha le sue controindicazioni.
    Di che cazzo stamo a parlà secondo te se non di questo?

    “L’aspetto tragicomico è che siamo i duri e puri del paese di Berlusconi”

    Semmai dovresti chiederti perché nessun altro paese IN EUROPA ha avuto tipi alla Berlusconi.
    Dovrebbe essere,paradossalmente, un merito e non ho alcuna vergogna e paura a scriverlo.
    Siamo ad uno stadio più avanzato di degenerazione e nel nostro suolo da sempre c’è uno statualismo “multipolare” nonnostante l’unità politica.

    Ciò dovrebbe caricarci di responsabilità mentre stamo sempre a sparacce sui coglioni.Chissà per l’interessi de chi?

    -”Qualcuno ha scritto saggiamente (come commento a questo articolo) che le stesse PR “sono state rovesciate come un guanto e trasformate in un veicolo di attacco politico al regime russo, velando le loro venature anarcoidi ed anticapitaliste.”
    Aggiungendo amaramente che “se escono di galera, faranno la fine che ha fatto il punk, cioè saranno messe sotto contratto e poste ai remi dell’industria culturale per produrre profitto.”La domanda imbarazzante perciò resta questa: “L’indignazione (…) è solo «la migliore alleata del sistema»?”
    Forse sì, se piace a Repubblica.”

    Mi rendo conto che la visione strategica a 20 o 30 anni è in disuso, ma qui non si riesce a capire se un tale atto sarà utile nei prossimi mesi.
    Poi dobbiamo sempre renderci conto che un discorso è la questione interna alla Russia, un conto il resto del mondo.

    E i manifestanti restano pedine “volontarie e compatibili”…“E per favore, lasciate in pace le vetrate delle banche.”

    che cazzo c’entrano le banche?

    “Allora è vero quel che han sentenziato i compagni per la sentenza di Cassazione sul G8, ovvero che “L’unico rimpianto è aver fatto troppo poco”. ”

    Porcoddue!

    “cosa resti di vero d’ogni evento dopo la sua trasposizione mediatica”

    bah. Credi davvero che il “mediatico” sia così deviante? Basta studiare un po’ di filosofia per sapere che tecnicamente di quel che accade , nella sua unicità, non rimane nulla.In ogni momento tu non sei mai lo stesso ( la qual cosa nega un po’ il materialismo ma vabbè ).
    D’altronde il miglior mezzo per appurare il passato è la nostra memoria, il ché è tutto dire…

    Ciò lo scrivo solo perché quel che deve esponenzialmente applicarsi al mediale, và applicato comunque anche sugli altri e su noi stessi.
    Sul piano analitico non c’è spazio per i sentimenti e la fiducia nun ci azzecca nint.
    E’ LA VITA che rinnova la fiducia, la rinfolza, la rinsalda. Come faccio a fidarmi di chi non conosco?A zi…ennamo…

    “E diceva in sostanza che – un conto è dire che una sollevazione viene strumentalizzata, altro conto è dire che quella sollevazione è completamente eterodiretta.- ”

    ma questo è sicuramente condivisibile. Ma lo diceva anche mia nonna e potrebbero dirlo i miei nipotini.

    “ok…quando però esse diventano una forma di repressione del dissenso pensate la stessa cosa? ”

    Non credo ciò sia accaduto

    -”Allora comprendo che a qualcuno possa scappar la domanda -Mi chiedo, alle volte, se conti qualcosa il fatto che dietro alle lotte ci stanno persone, che vivono, soffrono, vincono, perdono.- ”

    Forse per solidarietà con il dolore del globo converebbe uccidersi.La butto lì…

    -”Forse questo sistema, a forza di attaccarci sistematicamente con la paura ed il dubbio , ci sta disumanizzando, oltre che instupidendo e scagliando follemente gli uni contro gli altri.”

    Questo è sicuro. Ma solo capendo si potrà poi contrattaccare.Sennò fai la marionetta.

    “Alla fine allora la cosa migliore che ho letto in merito è quella meno seriosa e più utile a sdrammatizzare.”

    mhhh, beh…………Qualcun altro ti direbbe “eppure che non c’è un kazzo da ride”

  • daouda

    x compagno perplesso:

    la cosa buffa della diatriba e che sarà ovviamente capita una situazione inversa nella vostra vita.
    Anche il tuo discorso appena scritto può sembrare “duropurista” ( tra cui la questione “cialtronismo politico”).

  • Lorenzo

    @daouda

    Grazie innanzitutto d’avermi letto e considerato, nonostante le castronerie che posso in buona fede aver scritto.

    “Quel che accade ha un motivo”: il quale va certamente compreso, ma può essere criticabile.

    “Ma com’è che ogni vorta che se parla de ‘A GGENTE nun ci si sente mai chiamati in ballo?”
    Perchè non son comunista. Dalla gente non m’aspetto niente, ed al tempo stesso pretendo molto. Ti ricordo che la gente non ama approfondire la questione siriana, se proprio deve preferisce le Pussy Riot; e ad esse la figa, e prima ancora le notizie sportive.

    “sarebbe utile iniziare a capì perché qua s’arimane sempre nella nicchia e la verità nun s’afferma mai.”
    Vero. Scegli tu se sia nato prima l’uovo o la gallina, l’industria instupidente mediatico-culturale o la stupidità media della gente.

    “Hai fatto tutta la pappa su il fatto che il popolano capisca e percepisca al volo la repressione comune che si subisce”
    Il popolano considerato è un caso singolo, il popolino perloppiù s’accoda alla richiesta di giustizia borghese e repressione. Di quest’ultima non si lamenta: la invoca. Anche in Russia. Del resto è da comprendere se si possa davvero parlar di repressione: se di carnevalata si tratti, e se anche la fuga dei nostri due compagni sia da valutar più ‘seria’ e grave di quella delle due PR.

    “Come vuoi trattare un ladro od uno stupratore od un’assasino o magari un controrivoluzionario?”
    La domanda è fuori luogo: nè di ladri nè d’assassini si tratta. In ogni caso nei panni del Potere non mi ci pongo.

    “così sminuisci anche il valore dell’atto delle PR (se può averlo) perché sarebbe stato compiuto in odio all’altro e non per aprirgli gli occhi (se fosse).”
    E’ una questione che è stata già affrontata in occasione delle manifestazioni NoTav, nel corso delle quali taluni compiono anche azioni che possono risultare spiacevoli o controproducenti. Il motivo per cui stai lì ed agisci non è il medesimo per ognuno, non sempre è chiaro se sia più facile ed opportuno comunicare per convincere o gridare per infastidire. I borghesi (ma pure il popolino) sono il pubblico, ma anche il giudice: lì risiede il problema principale.

    “anche fare casino ha le sue controindicazioni.”
    Già ma qualcosa bisognerà pur fare, a meno di decidere di volere aspettare la rivoluzione che non arriva.

    “Ciò dovrebbe caricarci di responsabilità mentre stamo sempre a sparacce sui coglioni. Chissà per l’interessi de chi?”
    Assolutamente d’accordo. Sono anni che vo facendo il prete (non il pompiere) qua sopra, ritenendo necessarie tanto una critica spietata quanto al contempo uno spirito inclusivo.

    In conclusione, non sono affatto contrario a capire (al contrario!), non scenderò certo in strada col passamontagna (specie se colorato), e penso che il ragionamento proposto da Militant possa essere utile e condivisibile. Avrei però preteso un atteggiamento diverso nei confronti d’una presunta macchinazione che ha aspetti comunque più complessi di quanto possa sembrare – atteggiamento che avrebbe forse evitato alcune polemiche (quella sul femminismo ad es.). Le conclusioni facili facili di Informarexresistere, ad esempio, non mi convincono. Oltre alla (un po’ penosa) divisione fra compagni duriepurieaccorti ed allocchi/gonzi andrebbero valutate altre possibili differenti visioni, magari più solidali, ma non tutte per forza così facilmente strumentalizzabili dal Potere.
    Ciao

  • decatlon

    è sempre un piacere leggere lorenzo e deouda.
    magari questo scritto…del 2000…prima ancora del g8 genovese e delle torri gemelle chiarisce molte cose e illumina sulle tante situazioni strane e ambigue italiane e non.
    la storia insegna che servono sempre una 10ina di anni per capire i passaggi e i fili delle trame, ma sicuramente una cosa buona di internet è nel velocizzare e rendere pubblico segreti e inghippi di chi detiene il potere.
    semplicemente in questo, assange e le pussy riot, secondo me, pilotate o usate o spotanee hanno facco scacco matto la re e la regina…ovvero sono sfuggite la CONTROLLO. basterebbe questo per mandare in tilt tante macchine in funzione per mandare avanti il loro zoo e gabbia globale.

    Questo testo è la trascrizione della conferenza dal titolo omonimo tenuta da Massimo Passamani a Rovereto il 5 dicembre 2000. La serata sul carcere faceva parte di tre incontri sul controllo sociale e i suoi nemici. Le altre due conferenze del ciclo di incontri vertevano sulle biotecnologie e sulla criminalizzazione degli immigrati.

    Il carcere e il suo mondo

    Riflessioni per una società senza gabbie

    Qualche parola prima di entrare nell’argomento di questa sera: il carcere e il suo mondo. Innanzitutto, non sarà una riflessione di taglio storico, su quelle che sono le cause storiche del carcere, perché su questo argomento ci sono già molti libri che fanno ormai addirittura parte della normalità accademica; ci sono fior fior di tesi di laurea sul carcere, tanti testi che dimostrano il legame stretto che esiste fra la nascita e lo sviluppo del capitalismo e la nascita e la trasformazione del carcere, quindi il rapporto tra fabbrica, clinica, prigione e così via. Testi più o meno approfonditi che esistono in quantità abbondanti, talvolta piuttosto interessanti e rispetto ai quali non avrei molto da aggiungere. Quindi non è un taglio di quel tipo che mi interessa: chi si aspetta una conferenza di questo tipo penso che rimarrà deluso. E anche sul rapporto tra il carcere e la società di oggi, cioè su tutto quel sistema sociale che ruota attorno alle prigioni, anche su questo la riflessione sarà piuttosto sbrigativa, non sarà un approfondimento specifico. Quello che mi interessa, invece, è una riflessione di tipo etico, intendendo per etica un modo di essere, un modo di abitare e un modo di autodeterminarsi, cioè di scegliere gli strumenti e le finalità dei propri rapporti. Quindi un concetto di etica che assume in sé le due accezioni del termine, cioè l’etica come dimensione individuale (quell’insieme di valutazioni che ogni individuo dà circa le proprie scelte, il senso della sua vita, dei suoi rapporti, eccetera) e anche una dimensione per così dire collettiva, cioè relativa a quello spazio in cui queste scelte, queste valutazioni, questi rapporti si realizzano, si modificano. Due accezioni che coesistono nelle parole stesse che utilizziamo per esprimere questi concetti. Sia etica sia morale, infatti, rinviano a un concetto di costume, di norme sociali, di genius loci, cioè di usi legati a una determinata zona; allo stesso tempo, e sempre di più nell’ultimo secolo, il concetto di etica rinvia a qualcosa di profondamente individuale, di singolare e attinente all’unicità di ogni individuo. Questi aspetti saranno, penso, copresenti all’interno di queste riflessioni. Riflessioni piuttosto rapide, perché l’inventario delle questioni, dei problemi è molto ampio e io non ho nessuna pretesa di esaurire gli argomenti.

    Quattro punti su cui riflettere, niente di più. La domanda fondamentale, quella che tutti i vari libri eludono sempre, lasciano ai margini oppure tendono a confondere in modo più o meno efficace, questa domanda radicale suona così: se il carcere significa punizione, castigo, pena, evidentemente fa riferimento alla trasgressione di una determinata regola (infatti la punizione interviene nel momento in cui la regola viene trasgredita, violata). Ora, la trasgressione della regola rinvia a sua volta al concetto stesso di regola, e cioè a chi decide – e come – le regole di una società. Questa è la questione che i vari operatori del settore, gli esperti non affrontano mai. Questa è la questione che contiene tutte le altre e che se sviluppata fino in fondo rischia di far crollare tutto l’edificio sociale e con esso le sue prigioni. Chi decide, e come, le regole di questa società? È palese che tutte le chiacchiere che vengono raccontate sul potere del cittadino (“il cittadino, questa cosa pubblica che ha soppiantato l’uomo”, diceva Darien), sulla partecipazione diretta, si rivelano sempre di più per quello che in sostanza sono, cioè menzogne. A decidere in questa società e in tutte le società basate sullo Stato, sulla divisione in classi, sulla proprietà, è una ristretta minoranza di individui i quali si autonominano rappresentanti del “popolo” e che impongono, sulla base di determinati poteri esecutivi (coercitivi), le loro regole. Questa definizione piuttosto generica fa subito notare che regola e legge, accordo e legge, non sono sinonimi. La legge non è una regola come le altre, è un modo particolare di concepire e definire la regola: la legge è una regola autoritaria, è una regola coercitiva, imposta per di più da una ristretta minoranza. Ora, è possibile concepire un modo completamente diverso per definire le regole, oppure, detto diversamente, per prendere degli accordi. Quindi, se non c’è coincidenza fra accordo e legge, la questione radicale è: come può un individuo o un insieme di individui essere punito in base a regole coercitive, quindi leggi, che non ha mai sottoscritto, che non ha mai liberamente accettato, che non ha mai stabilito? Anche questa è una domanda estremamente semplice, ma che non viene mai posta.

    Ancora prima di porsi l’interrogativo di cosa significa concepire i rapporti fra individui in termini di punizione, castigo, pena; ancora prima di porsi questa domanda, bisogna chiedersi se è legittimo, giusto, utile, piacevole che un individuo, un insieme di individui, siano repressi, puniti, rinchiusi, torturati per la trasgressione di norme che non hanno mai concepito né sottoscritto. È questa la questione fondamentale a cui si tratta di trovare risposta, una risposta che è sì teorica, ma che deve farsi poi spazio nella pratica. Ora, evidentemente, nel modo stesso in cui pongo il problema in controluce si può notare come io penso di affrontarlo.

    Il libero accordo è la possibilità e la capacità che vari individui, più o meno numerosi nel loro associarsi, hanno di stabilire in comune determinate regole per realizzare le loro attività, attività di cui controllano le finalità e gli strumenti. Senza questo controllo delle finalità e degli strumenti del proprio agire non esiste nessuna autonomia, che è appunto la capacità di darsi le proprie regole. Esiste allora il dominio, l’essere diretti da altri, quindi lo sfruttamento. Proprio perché questa società non si fonda sul libero accordo, quest’ultimo si sviluppa solamente all’interno di piccoli gruppi dove esiste la consapevolezza della possibilità di avere rapporti di reciprocità, di libertà, quindi senza forme coercitive; ma al di là di piccoli gruppi che, in modo conflittuale rispetto alla società, cercano di vivere in questo modo, all’interno di questo ordine delle cose non esiste una simile possibilità, perché appunto viviamo in una società fondata sulla divisione in classi, sul dominio e sullo Stato che di questa divisione in classi e di questo dominio è in qualche modo il prodotto e il garante. Allora si capirà perché questa società ha come suo centro la prigione, si capirà perché e per chi esiste questa prigione. Ed è proprio partendo da questa riflessione che si può cogliere il problema della punizione, quindi il problema del diritto e, ancor più nel concreto, di quel codice penale su cui i giudici fondano le loro sentenze che chiudono a chiave uomini e donne in ogni parte del mondo, su cui i poliziotti trovano l’autorità per arrestare, i secondini per sorvegliare, l’assistente sociale del carcere per invitare alla calma e alla collaborazione, il prete per trovare materia funzionale alle sue prediche sul sacrificio, sulla rinuncia, sulla colpa (tanto per citare alcuni di coloro che garantiscono questo sistema sociale). Partendo da questa riflessione ci si può rendere conto che all’interno della presente società il carcere è un problema ineliminabile, perché il problema del crimine, cioè della trasgressione delle norme coercitive (le leggi) è un problema fondamentalmente sociale. Per dirla diversamente: finché esisteranno i ricchi e i poveri, esisterà il furto; finché esisterà il denaro, non ce ne sarà mai abbastanza per tutti; finché esisterà il potere, nasceranno sempre i suoi fuorilegge. Quindi, rovesciando la questione, il carcere è una soluzione statale a problemi statali, è una soluzione capitalista a problemi capitalisti. Il problema del furto, cosi come di tutti quei crimini che tendono alla messa in discussione dell’ordine sociale, quindi le rivolte, le resistenze, le lotte insurrezionali, eccetera, ecco tutti questi problemi sono legati alle radici stesse di questa società. È evidente che siamo ancora nell’ambito delle domande. Le risposte possono venire soltanto da una pratica sociale di cui è possibile delineare solo e soltanto alcune prospettive. Proprio perché parlare di questi problemi cosi impostati non ci permette di uscire da quel quadro sociale al cui interno soltanto essi hanno un senso.

    La storia del carcere si lega profondamente alla storia del capitalismo e dello Stato, e quest’ultima si lega profondamente a tutte le resistenze, a tutte le lotte, le insurrezioni e le rivoluzioni da parte degli sfruttati, degli spossessati di tutto il mondo per sbarazzarsi -talvolta con slanci di libertà reale e talaltre con ritorni a repressioni ancora peggiori, ancora più brutali -, per sbarazzarsi del capitalismo, del denaro, della proprietà, della divisione in classi, dello Stato. Negli ultimi due secoli, perché sostanzialmente l’origine del carcere per come lo conosciamo noi non va più indietro nella storia (non che prima non esistesse il problema dell’esclusione, del bando dalla società, o addirittura della tortura e dell’eliminazione fisica, però il luogo concreto, spazialmente definito che è il carcere non esisteva) il problema delle prigioni è stato presente in tutti i movimenti di emancipazione, di trasformazione radicale della società. È sempre stato presente nelle riflessioni e anche negli argomenti di propaganda, i quali si potevano riassumere in questo modo: se distinguiamo due tipi di crimine, (si trattava di una distinzione per amore di chiarezza, perché in realtà il contesto sociale e le sue trasformazioni sono sempre molto più complessi, molto più articolati e quindi molto più difficili da catalogare), quelli che potremmo definire di interesse, cioè legati al denaro, alla necessità all’interno di questa società di avere denaro per sopravvivere, e quelli passionali. Ora, è evidente -argomentavano questi rivoluzionari – che i primi, cioè quelli di interesse, sono profondamente legati a questa società: per cui o si immagina un mondo in cui non ci sono alcuni che accaparrano gli strumenti, le ricchezze e tutto quello che è necessario per vivere e gli altri che, spinti dal bisogno, sono costretti o a prostituirsi come lavoratori salariati o ad allungare le mani per afferrare illegalmente (dato che la legge sta dalla parte dei proprietari) le ricchezze, oppure non ci sarà mai soluzione. Per quanto riguarda invece i crimini cosiddetti passionali, che poi sono quelli più sventolati dalla propaganda dominante per giustificare il carcere: anche quelli, come gli stupri, che più offendono la coscienza di ciascuno; anche questi crimini, se noi li guardiamo più attentamente, sono profondamente legati alla società in cui viviamo, nel senso che sono il prodotto della miseria affettiva, compresa quella sessuale, dell’assenza di rapporti appaganti nella vita quotidiana, della miseria di rapporti umani in generale; sono il prodotto di tutta quella tensione, di quello stress, di quella rabbia che non vengono espressi e che ritornano, proprio come un ospite indesiderato, sotto forma di tic nervosi, sotto forma di presenza inconscia, di violenza stupida e gregaria. Anche questi fenomeni – che sono poi quelli utilizzati sempre per rendere necessario, nella mente di tutti gli sfruttati, il carcere con tutta la sua struttura sociale, che vengono utilizzati come spauracchio per far accettare la presenza dell’autorità e dell’ordine poliziesco – sono dunque profondamente legati a questa società. Negli argomenti di quei vecchi compagni, una società senza Stato e senza denaro, materialmente e passionalmente ricca, avrebbe eliminato d’ufficio i cosiddetti crimini di interesse e ridotto sempre più i cosiddetti crimini passionali. E noi?

    È evidente che il concetto di trasgressione, di violazione delle norme rinvia a tutto quel pensiero filosofico, morale, giuridico, politico e così via che si è costruito all’interno di questa società e che per difendere questa società si è sviluppato, articolato, definito. Parlare di carcere, insomma, non significa soltanto parlare della regola e quindi porsi la domanda radicale che tutti eludono: chi la stabilisce, in base a quali criteri, che cosa fare per affrontare un problema come quello della sua trasgressione. Oltre a questo, bisogna chiedersi anche cosa significa proiettare un modello di convivenza, di umanità rispetto al quale poter giudicare non ortodosso, bollare in quanto ortopedicamente deviante o moralmente inaccettabile ogni comportamento, ogni scelta, ogni decisione che non si rifaccia, che non si assoggetti a quel modello. Ho usato il concetto di “ortopedia” sia perché è un concetto preciso nella riflessione dei vari criminologi, dei vari esperti in devianze, sia perché anche etimologicamente è un concetto interessante. La necessità di far camminare rettamente (questo significa “ortopedia”) rispetto ai percorsi che sono stati stabiliti dalla società, di costringere alle sue strade, alle sue mete e ai suoi ostacoli tutti gli individui, è la fonte inesauribile di tutte le gabbie. Problema della regola, dunque, problema del modello che viene ritenuto superiore agli individui concreti, che è anche un modo, questo, di crearsi recinti nella testa, per rassicurarsi di fronte all’aspetto multiforme e quindi pauroso della vita sociale. Questo modello agisce, ad esempio, nel momento in cui determinati comportamenti, che offendono profondamente il senso di umanità di ciascuno, vengono definiti inumani: basta pensare che in tedesco inumano e mostro si esprimono con la stessa parola (Unmensch). Tutto quello che è mostruoso viene definito inumano per tenerlo lontano da sé; determinati atti, determinati comportamenti sono bollati come inumani, oppure – e questo è il versante penale, giuridico – criminali.

    All’interno di questa società il carcere non va visto come qualcosa di occasionale soltanto perché, in fondo, parlando della situazione italiana, su 55 milioni di abitanti i carcerati sono circa 50 mila, una cifra, questa, che potrebbe sembrare irrisoria rispetto a quello che sto dicendo. In realtà, il carcere è un dato centrale, fondamentale di questa società; esso è presente in tutta la società e non va confuso soltanto con quegli edifici che fisicamente rinchiudono determinati uomini e determinate donne. Perché è un perno fondamentale di questa società? Proprio perché la repressione di cui il carcere è l’espressione più radicale non va vista come qualcosa di distinto dal consenso forzato, da quella pace sociale su cui si fonda l’ordine presente delle cose, intendendo per pace sociale non la convivenza pacifica delle persone, ma la convivenza pacifica tra sfruttatori e sfruttati, tra dominatori e dominati, tra dirigenti ed esecutori. Ecco, la pace sociale è questa condizione che viene prodotta da organi ben precisi come la magistratura e la polizia, ma allo stesso tempo da tutte quelle istituzioni – siano esse il lavoro, la famiglia, la scuola, il sistema dei mezzi di comunicazione di massa, eccetera – che rendono impossibile o estremamente difficile ogni pensiero critico e quindi ogni volontà di trasformare radicalmente la propria vita; in breve, quella trama di rapporti, di parole e di immagini che presenta l’attuale ordine delle cose non come un prodotto storico, e dunque, come tutti i prodotti storici, modificabile, ma come un dato naturale che nessuno ha la possibilità né il diritto di mettere in discussione. Quindi, se noi vediamo il carcere (e, più in generale, la repressione di cui il carcere è il modello) come il prolungamento di quelle norme sociali che quotidianamente ci impongono una sopravvivenza sempre più priva di senso, allora vediamo che il carcere è uno spettro che viene agitato contro gli irrequieti che potrebbero in un determinato momento della loro vita decidere di farla finita con questo modo di sopravvivere, con questo modo di stare legati in società, e battersi per conquistare una libertà, una dignità differenti. Questo spettro viene continuamente agitato contro gli occhi capaci di sguardi ulteriori, di slanci oltre le gabbie sociali.

    Purtroppo – ed è questo il paradosso della società in cui viviamo – questi occhi sono pochi, perché già questo desiderio di ribellarsi è uno sforzo, uno slancio che si conquista a fatica, perché a vincere, spesso, non è neanche la paura del castigo, paura che tocca solo quelli che per un motivo o per l’altro si pongono concretamente il problema di trasgredire le regole in un modo che non conviene a questa società, per tutti gli altri basta quel ricatto continuo e incessante che è il vivere civile, il vivere sociale con tutti i suoi obblighi e le sue prestazioni. Ancora prima di questa paura della punizione, cioè, la repressione preventiva è l’incapacità di immaginare una vita diversa: non avendo un’alternativa – non come modello sociale, ma come progetto di vita, di modificazione dell’esistente -; non avendo questa alternativa nella testa, non rimane che accettare questo mondo. Infatti attualmente la propaganda dominante, per farci accettare questa società, non usa quasi più gli argomenti dell’ordine giusto, accettato in base ai sacrosanti principi della proprietà, del diritto, della morale (la loro, evidentemente), ma dice più semplicemente e senza fronzoli: non esiste nient’altro. Quindi, visto che questo altro non esiste, perché o è già finito nella spazzatura della storia o è impraticabile, allora non rimane che rassegnarsi e accettare questa società. Questa condizione più che essere una condizione di consenso, intendendo per consenso un’assentire consapevole, diretto e libero a determinate situazioni, a determinati accordi, è quella di un consenso per difetto, cioè di un non-dissenso: si vive in questa società semplicemente perché non si riesce a immaginare e a praticare qualcosa di diverso. (E questo ci lega nuovamente al discorso iniziale sulla differenza tra libero accordo – condizione di reciprocità – e legge – condizione di gerarchia). Tutto quello che questa società spaccia per Progresso,per meta da raggiungere, è sempre più manifestamente impresentabile, perché i disastri prodotti da questo modo di vita (sotto forma di oppressioni, di affamamento, di catastrofi mascherate come naturali ma in realtà profondamente sociali) sono sotto gli occhi di tutti. Il potere stesso, questa megamacchina in cui la politica, l’economia, la burocrazia, il comando militare si confondono, punta oggi su un discorso catastrofista: il mondo va verso disastri consistenti, però, visto che siamo noi ad averli creati – ci dicono i suoi esperti pagati per esserlo -, siamo anche i soli a possedere le chiavi per risolverli. Cosi, all’interno di questo balletto immobile fra disastri sociali e finti rimedi, a loro volta portatori di futuri disastri, l’immaginazione viene congelata, colonizzata; nessuna alternativa è possibile e quindi tutto procede per consenso in negativo, per non-dissenso. Però evidentemente non tutti sono d’accordo con queste regole.

    Se prendiamo alla lettera l’ideologia dominante, quella liberale, ci viene detto che il vivere sociale è il risultato di un contratto stipulato non si sa bene quando né da chi, comunque da generazioni passate, rispetto al quale le generazioni presenti non possono far altro che adeguarsi: già questo è piuttosto indicativo del modo di concepire gli accordi, stabiliti una volta non si sa bene da chi e che poi dovrebbero legare (la legge, appunto) per il resto del tempo tutte le generazioni future dell’umanità. Comunque queste scempiaggini sono state raccontate anche da filosofi piuttosto accreditati e quindi si dice, questo si impersonale che è tutti e nessuno, che questa società è il frutto di un contratto. Ora, è evidente che quando esistono milioni di individui (perché bisogna sempre ragionare con un occhio attento al pianeta e alla storia, dal momento che il potere vuole spingerci a ragionare in un eterno presente che non ha nessun riferimento con il passato e soprattutto ci chiude gli occhi su come funziona il modello democratico su scala planetaria) a cui si nega persino il minimo vitale, questo contratto sociale è una presa in giro assassina. Quando si parla di democrazia, non bisogna tener presente solo la televisione, gli acquisti di natale, le nuove auto e le conseguenze che tutto ciò comporta a livello sociale e anche psicologico; bisogna tener presente anche i campi di lavoro forzato in Indocina, l’affamamento delle popolazioni del sud del mondo, le guerre sparse sul pianeta, perché tutto ciò è solo la periferia delle nostre cittadelle democratiche. Lo stesso ordine capitalista democratico che assicura a determinati sudditi, in vista di un determinato sviluppo politico, economico, burocratico, un certo modo di vivere, ad altri impone di marcire nelle riserve, nei ghetti. Se ci poniamo il problema di prendere alla lettera quest’ideologia del contratto sociale -di cui le varie teorie ortopediche sono il semplice corollario – è evidente allora che per chi non ha di che vivere, per chi non è nemmeno considerato cittadino, perché non ha i documenti in regola, perché non lo fanno entrare alle frontiere, per chi è costretto in una condizione di clandestinità, di invisibilità sociale, per donne e uomini come questi (e oggi sono milioni) il presunto contratto è stato violato per sempre, dal momento che non garantisce nemmeno i mezzi di sussistenza. Ora, persino filosofi tutt’altro che libertari, tutt’altro che partigiani dell’emancipazione individuale e sociale, sostenevano che quando un contratto viene violato unilateralmente, chi ne subisce gli effetti ha tutto il diritto di andarsi a prendere quei beni, quelle ricchezze, quelle condizioni che gli sono stati sottratti; se non ha nessun accesso a questo mondo della proprietà è necessario e giusto che quel mondo lo attacchi allungando le mani sulle ricchezze, cioè rubando. All’interno di questa società, anche se numericamente il problema sembra poco consistente, perché sono in pochi tutto sommato ad essere rinchiusi, il ricatto del carcere pesa su milioni di individui. La sopravvivenza si fa sempre più precaria, basta pensare alle ragioni concrete per cui la maggior parte di quelli che finiscono in carcere sono processati e poi condannati e rinchiusi; si tratta, per la stragrande maggioranza, di piccoli reati, furti, traffici che un ordinamento legislativo diverso potrebbe domani considerare come non reati, e quindi cancellare in un sol tratto tutto quello che per decenni è stato considerato crimine. E questo alla faccia dell’universalità dei principi che dovrebbero valere in ogni luogo e in ogni epoca. Le ragioni sociali del crimine sono talmente evidenti, che i riformatori dello Stato devono far finta di metterci mano.

    Ci sono stati diversi professori universitari, persone per bene, generalmente di sinistra e con ottime intenzioni pedagogiche, che hanno cominciato a parlare di abolizione del carcere all’interno di questa società. Il carcere così com’è, in fondo, alle anime pie di sinistra non piace, perché rinchiudere a chiave uomini e donne per lo più poveri è una cosa sgradevole e degradante, tanto che questi bei personaggi sono i primi a dire che la funzione rieducatrice della punizione è una manifesta menzogna, perché il carcere non ha mai rieducato chicchessia; al contrario -aggiungono – è una palestra del crimine: quelli che vi sono entrati perché non potevano o non volevano lavorare non fanno altro che organizzare meglio le loro attività criminali del futuro. Per tutti questi illuminati, quindi, il carcere è qualche cosa di spiacevole, è qualcosa che andrebbe modificato e se possibile cancellato da questa società. Evidentemente, questi professori si rendono conto che, in una società fondata su regole coercitive decise da una minoranza che domina il resto della popolazione, il problema del castigo non ha soluzione. Se il carcere potesse essere abolito, sarebbe solo per essere sostituito con altre forme più sociali, meno legate a un’istituzione totale (identificata in un edificio ben preciso, con funzionari ben precisi, eccetera), come i braccialetti elettronici alle gambe, queste catene pressoché invisibili capaci di creare una nuova figura: il detenuto sociale. Tutto ciò non fa di certo aprire il carcere né porta meno carcere nella società; semplicemente, fa diventare la società sempre più simile a un carcere. Vanno in tal senso anche le proposte di riappacificazione tra le vittime di determinati furti e i loro autori. Ad esempio, i metodi proposti nella democrazia scandinava, piuttosto progredita dal punto di vista di queste forme pulite di punizione sociale, sono del tipo: se mi hai rubato lo stereo, invece di mandarti in carcere -ospitalità forzata e forzosa che tra l’altro sono io a pagare in quanto contribuente -, mi metto d’accordo con il tuo giudice e magari una volta al mese vieni e mi rifai la facciata del palazzo, mi dai una mano a tagliare le aiuole. Queste proposte, ideate da chi è pagato dallo Stato per trovare soluzioni a quelli che sono problemi creati dallo Stato, nascondono un fatto: all’interno di questa società, il problema del carcere può essere semplicemente spostato, cioè si può trasformare sempre di più la società in un immenso carcere in un ergastolo sociale, ma non distrutto.

    Esiste una differenza profonda fra la prospettiva di abolire il carcere all’interno di questa società, cosa che significherebbe rafforzare il dominio dando una vernice di rispettabilità a un ordine sociale profondamente autoritario, e quella di distruggerlo – il che significa: distruggere tutte le condizioni sociali che lo rendono necessario. Questa è una cosa completamente diversa. Paradossalmente, la sola prospettiva non utopica non è quella di pensare che possa esistere il denaro senza il furto, il potere senza le rivolte, la colonizzazione senza la resistenza; è quella di sovvertire alla radice le condizioni che rendono tutto ciò necessario, sopprimere le classi e abbattere ogni Stato.

    L’ultimo punto a cui vorrei accennare, lasciandolo aperto per la discussione, è questo: cosa significa battersi ora per una società senza carcere, quindi non soltanto per distruggere le prigioni e il mondo che le costruisce, ma anche per non costruirne mai più? Significa ripensare in modo radicale non soltanto il problema della regola e dell’accordo, ma anche il problema di come far fronte alla risoluzione dei conflitti che in ogni contesto sociale – con buona pace di tutti i propagandisti socialisti e anche anarchici del passato – si verificherebbero. Se questa società, con il grado di putrescenza che ha raggiunto, non ci lascia certo essere ottimisti sulle sorti di una trasformazione radicale del mondo, ci pone il problema di come affrontare diversamente il conflitto: non più con la mentalità ortopedica (non sei d’accordo con determinate regole, non vado a rivedere le regole stesse, visto che le abbiamo stabilite di comune accordo, dico semplicemente che sei nemico di un modello, modello universalmente accettato e quindi un’altra volta coercitivo, e se non ti metto in carcere, ti metto in qualche manicomio, ti considero pazzo, ti faccio curare dalla scienza che ti rimetterà a posto). Queste soluzioni sono altrettanto autoritarie e forse ancora più totalitarie, perché se il carcere almeno considera il criminale cosciente e risoluto nella sua identità di criminale, marchiare invece chi trasgredisce le regole di questa società mostruosa come un malato che ha bisogno di cure significa non soltanto metterlo nelle mani di specialisti che lo tortureranno magari scientificamente e senza che si veda il sangue, ma significa anche considerarlo incapace di determinare per sé cos’è il giusto e lo sbagliato. Cosa significa battersi quindi per un mondo senza sbarre, cosa significa quindi distruggere il carcere, questa cosa abominevole che è chiudere a chiave degli uomini e delle donne, per non costruirne mai più? E cosa significa legare questa prospettiva di distruzione del carcere, in quanto distruzione della repressione, della pace sociale, del Diritto, alle lotte attualmente esistenti nelle carceri? Che cosa vuoI dire, in questa prospettiva di distruzione del carcere, essere solidali con chi, attualmente detenuto, si batte evidentemente non per distruggere tutte le prigioni (perché questa sarà sempre il desiderio di una minoranza), ma per attenuarne gli aspetti repressivi? Cosi come non esistono molti individui all’interno della società a voler cambiare radicalmente le regole del gioco, non si vede perché, per il semplice fatto di essere tali, i detenuti dovrebbero raggiungere chissà quale consapevolezza per cambiare le sorti proprie e altrui. E qui il problema si allarga di nuovo: le prigioni non sono nient’altro che il concentrato di questa società, dei suoi spazi, dei suoi tempi, del suo lavoro, delle sue concezioni urbanistiche (basta pensare a tutti quegli edifici che, nell’arco di mezzo secolo, sono stati via via manicomi, scuole elementari, carceri, ospedali senza che si modificasse in nulla la loro struttura, cosa che la dice lunga sul mondo in cui viviamo …). Il carcere è ovunque, basta guardarsi attorno: telecamere di sorveglianza ad ogni angolo, esattamente come quelle che ci sono nelle carceri, controllo informatico sempre più incessante, sempre più capillare nella sua penetrazione sociale, senza dimenticare le sempre attuali divise di carabinieri e polizia, come quelle qua fuori stasera. All’interno di questo mondo che è sempre più simile a una prigione, cosa significa immaginare addirittura una società senza gabbie e cosa significa, in quanto detenuti sociali, essere solidali con altri che sono detenuti in senso stretto? Questi si battono per dei miglioramenti parziali, così come nel resto della società le lotte partono quasi sempre su basi rivendicative di miglioramenti limitati. Ciò che fa la differenza, sono i rapporti che nascono nel corso stesso della lotta, e i metodi che si usano. Per il resto, la banalità delle loro cause immediate, diceva il filosofo, sono sempre state il biglietto da visita delle insurrezioni nella storia.

    Attaccando i mille nodi che fanno funzionare il carcere e il suo mondo, noi stessi abbattiamo sempre più le mura di quel carcere personale che è la rassegnazione.

    Solo alcuni buoni interrogativi, come vedete, in un’epoca in cui abbondano le false risposte.

    Massimo Passamani

    5 dicembre 2000

  • daouda

    Prego.

    Ad ogni modo il discorso è questo. Non si può pretendere da altri quel che non si è in grado di realizzare già da sé.
    E’ chiaro che ognuno arriva dove può, ma è bieco ritenersi avulsi dai condizionamenti e dal contatto “co ‘a ggente” come se anche noi non rientrassimo in tale insieme.
    Inoltre senza interazione positiva e non pregiudiziale come si possono comprendere i meccanismi di inebetimento ed i bisogni profondi che ci accumano?

    Come ho già scritto la teoria fà la prassi e la prassi corrobora la teoria e l’affina poiché ne ampia i margini di sviluppo.

    Che le masse siano generalmente più stupide di terminate minoranze è un’ovvietà psicologica laddove si deve per l’appunto interagire con blocchi psichici perché il discorso sarebbe già diverso prendendo i singoli individui tra cui, comunque, vi sono diversissime capacità e potenzialità di natura seppur condizionate da retaggi infami alquanto antichi, ma non ha alcuna relazione con con il mediale che semmai è uno strumento per il potere.
    Ma esso può venir usato in altro modo io mi chiedo? E la risposta può essere sia sì , in determinate condizioni , che no.
    E’ questione da valutare in ambiti specifici, problema risolvibile da chi sarebbe in grado di risolverlo tra l’altro.
    Ma il populismo non è che debba essere negativo in sé. Neanche i demagoghi sono negativi in sé.

    Non puoi non porti nei panni del potere. Innanzi tutto è un errore giacché ti impedisci di comprenderne le ragioni ed i meccanismi ed una sopravalutazione di te stesso poiché ti porta a ritenerti esente dal peccato originale del “potere” che alla fine, cianciando cianciando, è sempre alquanto evanescente.
    O nessuno può nulla nella vita?
    Inoltre la questione non è afatto diversa. Un criminale turba , le PR hanno turbato.
    Le masse chiedono ciò perché non vedono oltre il proprio naso.
    se tu ragioni diversamente e ti avvedi per l’appunto della differenza, pur consapevole che qualora ci fosse una fantomatica rivoluzione dovresti usare il braccio di ferro verso i controrivoluzionari, non puoi parlare così del popolo né dei rigurgiti fascisti di questo.
    E’ il tuo destino.

    Il problema non riguarda i danni, il fastidio o che cosa, anche se molte delle iniziative dovrebbero trovare il modo di rompere il monotono schematismo in cui sono immerse, ma non si può afrontare qui il discorso.
    Il problema riguarda il pubblico giudice come tu lo chiami. Le crisi dovrebbero essere il momento topico da cavalcare per convogliare la forza del popolo ma necessitano di una preparazione anche decennale ed i risultati devono essere prospettati ossia non si deve per forza di cose giungere a chissà cos’altro se non il possibile ed il favorevole rispetto alla situazione generale.
    Il libertarismo alle volte può essere anche contro-rivoluzionario, o no?
    Questo mi sembra il tema della diatriba, non tanto il disconoscimento mai presente qui delle lotte libertarie.
    Ma và anche fatto notare che nel libertarismo ci possono essere errori teorici come sono presenti nei vari marxismi.
    Ed è questo quel che è ancora più grave, il difenderli ed il non analizzare più la realtà affinando l’elaborazione teorica che non può mai essere DATA E DEFINITIVA.

    Forse l’attegiamento avuto da militant è stato un po’ perentorio effetivamente.Però non si può neanche dire che si usino argomentazioni da fasci.
    C’è un limite alla decenza oltre che alla illogicità umana…

    x decatlon: Farò solo un discorso inerente allo scritto e non ad altre vicissitudini e soprattutto provo a darne una valutazione senza però sapere per chi e con che fine è stato scritto, cosa che cambierebbe molto il giudizio che se ne può dare.

    La posizione espressa porta dritta verso il gius-naturalismo.Ed è come al solito pregna dell’infantilismo anarcoide e svela come al solito il fatto che per natura l’anarchismo sia individualista, anche nelle sue protuberanze collettiviste.
    Che poi è un’ovvietà anche semantica…solo ciò che non ha principio ( anarché ) non ha fine ergo è tutto…e solo il tutto è indivisibile poiché privo di parti.L’anarchismo da sempre è una metafisica apofatica a rovescio.

    Mi sembra che lo scritto poi non comprenda bene la natura dello scambio poiché non sembra aver chiaro il concetto di “proprietà” concetto che anche i marxisti spesso non capiscono giacché la proprietà privata non è una questione giuridica essendo essa la proprietà ottenuta tramite l’estorzione.
    Questo lo scrivo poiché quando si dice che si deve essere autonomi, ciò è un’impossibilità ineludibile per chiunque non tanto per questioni trascendentali ma semplicemente perché l’adattamento è di per sé , sia chiaro solo e sempre relativamente allo strambo concetto che sembra intendersi lì per autonomia, una negazione dell’autonomia.

    Ci sono frasi emblematiche che confermano , almeno secondo me ahahahha , quel che scrivo.

    Comunque sia lo scritto in questione ci illumina sul fatto che , come fu predetto, il “sistema” vuole espungere la possibilità di una condanna politica dal proprio ordinamento di qualsivoglia manifestazione di rivolta e di critica poiché inammisibile a meno che non rientri nelle sfaccettature necessarie del sistema stesso.
    Questo può essere inerente ai casi che stiamo affrontando.

    p.s. la distinzione tra crimini d’interesse e crimini passionali è del tutto fallace. Inoltre sconfessa l’impianto teorico appuna usato. CHI POTRA’ MAI DECIDERE SE UN CRIMINE PASSIONALE NON SIA INVECE UN ATTO DI GIUSTIZIA E DI AUTOAFFERMAZIONE DI SE’? Nuovamente il testo ci ri-illumina, involontariamente questa volta, sulla tematica in oggetto e sulla destabilità che può portare un libertarismo capriccioso.
    Perché poi d’altronde tutta sta retorica atta a trovare nell’umanità e nell’umanesimo la comunanza giustificatoria di noi stessi e delle nostre instanze idealistiche ci porta ancora nuovamente nello stallo dacchè porrebbe solo in termini più astratti ed evanescenti la merda che già viviamo ossia la possibilità di distorcere quel che è reale ad usum delphini di qualcun’altro.
    E poi , nuovamente, sarebbe una cosa tutta da provare…mentre sembra assodata ed incontraddetta quando non è affatto così.
    E visto che a sto punto si parlava di Soros e compagnia basta informarsi su chi foraggi il concetto di umanesimo. Così, de sfuggita,giusto per buttarla in caciara eh eh…

  • decatlon

    interessante risposta deouda, attendo quella di lorenzo.
    hai accennato umanesimo, legandola a “umanità”, e non capisco il nesso, visto che tra umani, animali e bestie o (alieni) come va di moda ora, i secondi stanno subendo un attacco repressivo totale e allora vorrei con te capire meglio sui primi.
    accenni di caciara e soros, mgari con più tempo approfondisco domani, intento un idea generale
    http://it.wikipedia.org/wiki/Umanesimo

    molte aree anarcoide sono vicine a queste tendenze, trovando contrasti e crisi al proprio interno.
    l’umanesimo moderno potrebbe coincidere con il “transumanesimo” ,e allora ti dò ragione, ma come glielo spieghi a tutti quelli che vanno dietro a giordano bruno, all’anticristo e antichiesa come potere, pedofilia, mafia, guerrafondaia?
    e come la mettiamo sull’associazionismo in cobutta o a braccetto con onu e unicef vari, i preservativi anti-hiv africani o croce rosse mondiali?
    le guardie svizzere a difesa della più grande S.P.A con tanto di banche e assegni rigirati dai signori della guerra?
    eppure loro rappresentano appunto il mondo DIVINO, quello del dio sole e del dio sopra ogni cosa sopra tutto (uber alles tedesco), ed invece l’umanesimo riporta l’uomo, in carne ed ossa, con le sue passioni, istinti e sentimenti Romantici al pari di tutto..orizzontalmente.
    ti lascio anche questo link, giusto per fare altra caciara, ma sempre in alcune aree, svastiche, induismo e trascendentalismo sono visti come l’anti-DOMINIO e allora bisogna capire se anche li l’oppio dei popoli, inteso anche come droga ha sostituito gli dei greci con i guru dalla barba lunga e centenaria, perchè poi il passo è breve con la psicadelica e tutto il movimento hippie del dopo woodstock.

    http://freeondarevolution.blogspot.it/2012/08/lantico-segreto-della-svastica-e-la_21.html#more

  • decatlon

    copia e incollando l’ultimo paragrafo di wikipedia

    “In estrema sintesi oggi si intende per umanesimo, in senso pratico e politico, una “life-stance” ovvero una concezione del mondo basata sul buon senso, la ragione, la solidarietà ed il rispetto dei diritti umani. Le associazioni che si dichiarano umaniste lavorano a favore di uno stato laico – non solo nel senso di non confessionale – ma anche di uno stato che tratti i cittadini in modo uguale, senza privilegi né discriminazioni.”

    come prima citato, qui tocchiamo argomenti forti e pesanti, oltre all’associazionismo, ci sono i diritti umani, come gli anticarcere e riabilitazione carcere, i pacifisti antiguerra e antiarmi, quelli contro la pena di morte…ed ovviamente qui in italia molti potrebbero collegarli ai “radicali”, dai quali sono usciti dei personaggi ora al governo poco raccomandabili che strizzavano l’occhio ai socialisti craxiani.
    infine la dottrina steineriana, dove l’arte e il privato coincidono come le famiglie ricche alla berlusca & company.

  • decatlon

    e terminando festeggiando i 300 commenti all’argomento “pussy riot”, vorrei riportarvi un commnento a caldo dopo la prima visione di queste ragazze.
    qualcuno azzardò ad un accusa nei confronti di un modello moderno, in questo caso russo, sull’uso del corpo e della sessualità.
    non a caso femministe e lesbiche sono all’attacco di questo argomento.
    il commento era nel sottolineare che l’animale in vagina alludeva ad un “feticismo” dilagante sia nella classe politica che religiosa.
    e da qui attacca alla pedofilia e corpi adolescenti ma anche adulti confermerebbero il fatto.
    una sorta di “antiipocrisia” da parte di chi almeno lo ammette di avere una sessualità libera e (uso questo termine) strana, per non dire perversa, mentre c’è chi lo nasconde infliggendo atti osceni (coincidenza romana!) e carcere.
    da parte nostra la chiesa ha sempre sostenuto tesi di perversione sessuale e di diavolerie varie, nascondendo cose che al proprio interno accadevano, ed ecco che allora una nazione che ha fatto conoscere le conversazioni e spionaggi anti-escort o prostitute di alto borgo, continua a centrare il discorso su buon senso, principi, valori…mentre il corpo femminile, ma anche maschile e neonato (giovanardi docet..!) oramai è in balia di traffici, di oggetto comprato e rivenduto a proprio piacimento.
    insomma da pussy riot a master & commander..che fantasia l’amico mio! ma a pensar male…
    p.s.
    e non fatemi quelli che cascano dalle nuvole, che oramai anche qui in italia chi si fa una scopata tranquilla in macchina o in casa è visto come “antico”, rispetto a tutti i nuovi “giochi e maschere” made in ? (usa?russia?emiratiarabi?israele?india?brasile)
    anche in questo caso..la globalizzazione ha superato anche il più banale kamasutra degli anni 80 o le bamboline di drive in o colpo grosso.

  • daouda

    -si parte da quel che si suole chiamare natura per poi giungere all’uomo.Ma l’uomo è l’uomo, Aristotele non parlò a vanvera, e difatti esso ha creato o distrutto quel che altrimenti sarebbe stata mera ( da un certo punto di vista umano volendo) consequenzialità spontanea insita nel cosmo.
    Ma volendo anche i risultati umani sono inerenti alle potenzialità di questo. Il marxismo comunque sia , a torto od a ragione, spiega i passaggi dall’antichità ad oggi proprio alla luce di certe necessità ovvie.

    -chi mastica filosofia capisce che umanità è un concetto inerente al genere. Quindi o si appura SCIENTIFICAMENTE ( cosa che gli anarchici non sanno fare ) oppure si ritiene che ciò sia inappurabile e Stirner avrebbe ragione.
    Perché chi foraggia un concetto astratto di umanità ( comunitaristi ad esempio )in realtà spaccia per vero qualcosa di parziale e convenzionale.
    inoltre si rischia l’interclassismo, sempre se si sia capito veramente cosa Marx ( in verità non è Marx a cogliere il problema del classismo e l’importanza della lotta di classe ) intenda per classismo.

    -l’umanesimo moderno può viaggiare tra il new age, il fabianesimo,il libertinismo ed il transumanesimo.
    E’ poi altamente democratico…

    -da Federov a Bakunin lo gnosticismo è sempre stato presente a sinistra.Si può intendere Umanisti ANCHE in questo senso, chiaramente negativo.

    -io non devo spiegare niente a nessuno e comunque sia non avrei spazio né sinceramente capacità per qui farlo.Ad ogni modo non è una questione Chiesa o no.
    L’umanesimo che intendo io è un’artifizio filosofico.Di qui l’inganno.Il resto è tangenziale.

    -quando sento parlare di divino mi viene un poco da ridere.Sul piano intellettuale il divino è quel che si dovrebbe chiamare piano archetipale.
    Ora ridurre le religioni a stupido adorazionismo di forze naturali è sbagliare bersaglio.
    Ad esempio se tu ritieni il concetto di incarnazione del Verbo una stronzata, è inutile che perdi tempi sulla figura storica di Cristo, converebbe illustrare come ciò sia impossibile semmai.

    -non puoi avere l’orizzontale senza il verticale il che spiega il motivo per cui qualora legessi qualcuno che nella sua propria analisi combatta l’uno per affermare l’altro puoi già star tranquillo che, se non è ignorante o un farabutto, ha già compiuto un qualche errore se non ha avuto la premura di specificare come e perché sui tali termini.

    - hai ragione. Molti non si rendono conto che prossimanente ci saranno grandi risvegli para spirituali ( pilotati/spontanei non è questo il dilemma ).
    E’ il capitalismo che necessita di soddisfare la massiccia dose di irrazionalismo e noia derivante dal consumismo cinico che ci circonda.
    Anche in quest’ottica converebbe analizzare la questione PR.
    Paradossalmente può divenir utile fiancheggiare religioni già presenti per un comunista.D’altronde, ripeto, base per il comunista dovrebbe essere l’obiettivo finale perché chi non si sporca le mani non vincerà mai.
    E poi in URSS già successe.

    “L’apocalisse è lontana ma che vuoi che sia
    se al telefono ogni smanceria con la donna mia
    se l’ascolta un agente della polizia, volta per volta
    c’è chi cerca una strategia
    ma è cosa mia e non è loro
    se un maiale mena la pietà non gliela imploro
    non ci sta problema, mena più forte se vuoi farmi del male
    intanto aspetto una mossa falsa per attaccare
    la pelle più tagliente di una chela sarà
    e la nazione dei dannati si rivolterà
    non sarà quel che sarà ma sarà costa nostra
    o costruiremo il nostro mondo o scaveremo una fossa in fondo…”

    Lou X

    - il passo è brevissimo.Ma le cose scritte in quel testo possono affascinare solo personalità predisposte , o rese tali ( vi invito a seguire MTV ogni tanto ed i suoi video ) a sentirsi dire certi discorsi.
    Inoltre chi abbia un minimo di comprensione filosofica e di conoscenza degli argomenti smonta senza problemi retoriche del genere.
    E’ robba da fasci quella oltretutto…

    -”buon senso, la ragione, la solidarietà ed il rispetto dei diritti umani. Le associazioni che si dichiarano umaniste lavorano a favore di uno stato laico”

    Beh conviene diventare tutti del PD e frequentare di tanto intanto Pannella appunto!!!
    Beh sì Steiner ci rientra come l’occultismo e quel mondo è pieno di ciarlatani e capre.
    Questi discorsi sembreranno strani a chi non conosce la storia dell’URSS, delle sue ricerche ed a chi evidentemente ignora determinati campi dello scibile e quindi riduce anche la propria capacità di analisi e di azione.
    Comunque sia il problema risiede nell’irrazionalismo che fà vendere tutto molto ma molto meglio.
    In tal senso anche Steiner sembra cascato a fagiolo nella sua propria epoca…

    - il problema Pussy Riot è il problema del situazionismo e di tutti quegli eventi alla Blisset o stile Flash Mob et cetera.
    Nessuno ha ancora veramente capito quale sia il problema, ma si presente, più o meno tutti lo presentiamo, che non stiamo facendo che favori al “sistema”.
    Ma non se ne può parlare sennò si urta la sensibilità di qualcuno.

    E’ proprio per questo che il menefreghista qualunquista è una reazione sana da parte del popolo. Per evitare il suicidio o la frustrazione che aleggia anche tra tanti militanti…

  • decatlon

    Cerco di metterci un po’ tutto dentro, così per fare un quadro generale.magari divagando un po’ e uscendo dal tema principale o magari invece costruendo insieme un percorso che va adilà di politica e di scelte, di divisioni, di tifo e di bandiere si-bandiere no.
    Parto da quello che diceva Alessandro su seconda guerra e sovranità nazionale.
    La seconda guerra ha esportato la tv, e tu mi citi mtv e i suoi prgrammi, tutta la tv moderna e l’industri cinema sono creati per modificare la globalità e umanità a loro piacimento, oltre che distrarre propone nuovi modelli di vita, suggerisce a mò di pubblicità fino all’esaurimento e alla fine vince su di te portandoti all’acquisto, al consumare quello che vogliono loro. Ecco che poi l’antidoto è spegnere non accendere quella scatola perché è come la voce della sirena che distrae le fatiche di ulisse…ulisse inteso come uomo che deve sopravvire.
    Il cinema allora prende quelle persone che riescono a sfuggire alla tv e allora forse è ancora più forte e potente, deve in 2 h plagiarti e condizionarti, ecco giustificati i miliardi dietro a film e cast, un mondo che si muove con security e aerei privati, attori usciti da pseudo sette e film che con aria futuristica destabilizzando la realtà, parlando di possibili fatti e cambiamenti della società, sia sul falso problema climatico che sulla trasformazione.
    È la “trasformazione” che porta vantaggi a loro, e qualcosa lo ha confusa con “tutto si trasforma”, perché a mio parere se una trasformazione è pilotata o forzata allora va contro natura.
    È come un incrocio di animali per ottenere un super gene, sta roba è nazista,mette in brividi ed infattiil tutto avviene dentro laboratori ben protetti e con carte bianche su tutto e tutti.
    Incrociare animali e razze è alla base di un falso multirazzialità, intesa come apertura e fratellanza.
    Non datemi del nazista per carità, io analizzo la storia.
    La sovranità nazionale per come la intendo io, dovrebbe dare spazio al proprio orto e cultura, perchp se tu sei nato in un certo posto ti sei alimentato e curato e preso il sole per cicli di generazioni hai creato geni e contro geni capaci di sopravvivere in quei posti.
    La sovranità “protegge” questo, come proteggere un fiore da un clima diverso.
    La non sovranità invece aiuta e apre le porte a “colonialismi” che distruggono e destabilizzano quell’equilibrio. Quindi come l’esempio del colone bianco europeo del cristoforo colombo che una volta messo piede tra gli indigeni ha importato sifilide ed altre malattie diverse che ha sterminato quel popolo, anche ora, mischiando culture e ceppi diversi si creano differenze in tutto, che portano dal più banale velo islamico in padania e il suo processo, alla migrazione di uccelli per cambiamenti climatici dovuti al colonialismo inditriali che in aree non pronte sono state esportati gas e infrastrutture in posti non adatti.
    Insomma si parla di “equilibrio” che come dici te deouda, tiene insieme orizzontale e verticale, tiene il tutto proprio perché è per NATURA.
    Ora l’uomo con la scienza va contro quest insieme di cose, è contro natura, perchp al dilà di tutto divino o religioso o gnostico, esistono cmq delle leggi della natura che non possono essere cambiate, tranne che da macchine o calcoli matematici che ingranano meccanismi perversi che possono dare risultati ma senza “verifiche”.
    Il naturalismo che tu accenni, legato all’umanesimo, purtroppo anche in questo imbroglia lo studioso, il filosofo, il ricercatore di verità.
    Perché quel tipo di naturalismo che esce dalle università inglesi, che possiamo riprendere nel giovane walden di thoreau, passando per emerson, (credenti e cultori) ed arrivando al più conosciuto..grazie al cinema e musica…di into the wild, non fa altro che invece mescolare le carte.
    Da una parte un lato pacifico e nel vero senso della parola antagonista, come le comunità dei quaqqueri o amish e dall’altra quel movimento hippie che già abbiamo toccato si avvicina alla psicadelica, quindi strumento di controllo di massa, passando per Woodstock e tutti i risvolti del dopo figli dei fiori.
    Gli elefanti indiani, il nudismo, l’oppio e “sperimentazioni varie” che vanno contro l’esistente allora possono andare a finire in quel vortice senza fine che da segnali di rifiuto della società, di malvivere…e tu hai citato “suicidio”.
    Lo gnosticismo prende qualcosa da giordano bruno e tutta quella corrente poco chiara della prima massoneria, delle stregonerie varie. Si apre ai vari leonardo da vinci, alla divina commedia dantesca, anche li fior fiore di una massoneria fiorentina, fino ad arrivare, ancora cinema ai vari codici da vinci, segreti epocali, che non lasciano traccia ma che continuano nella loro propaganda e potere.
    Ora deodua, c’è chi con curiosità arriva a questo insieme di cose e chi invece ci è portato con suggerimenti di lettura, di studio. La mia domanda è…
    Quell’illuminismo intellettuale e scientifico che vediamo ora spinge per una società “sana” a parer loro, con tanto di medicine che allungano la vita, di benessere, yoga, risveglio quantico, e tutto il resto, tu la chiami new age, qualcun altro età d’oro, età dei pesci, sconfitta di cronos , spinge per una libertà s essuale, di piacere infinito e va contro una sofferenza dilagante.
    A loro ci avvicino i movimenti antiproibizionisti, molti made in Israel, di comuni e baratti.
    Però lo stesso illuminismo intellettuale scientifico allo stesso tempo foraggia la tecnologia o nanotecnologia dai satelliti di controllo, ai passaporti telematici, barriere, finanze che generano crack e crisi.
    Tu mi parli di mtv ed io invece ti consiglio ogni tanto di ascoltare radio 24, un giorno hanno analizzando il compito che hanno i cartomanti, termino popolano, ma più nello specifico, la borsa mondiale, azionisti, banche centrali e tutto il resto si documentato e seguono gli astri in modo maniacale.
    Gli astri, come oroscopo, pianeti, lune…..(ecco che arriviamo piano piano alle piramidi e confraternite di ossa e teschi fino alla fiat torinese), loro anticipano il futuro, leggono le carte e prediligono movimenti di soldi, di climi, di profitti e mercati.
    Parola magica…MERCATO…libero mercato tanto caro al Sudamerica con il ponte di panama, città mercantili, mercato per fare la spesa….MERCANTI.
    I Mercanti..nascono con la merce, lo spostamento di merci, ora anche uomini, quindi profitto e soldo.
    Stipendio, che va contro il baratto.
    Tornanno così i 2 fronti, da un lato l’agricoltura e dall’altro l’allevamento.
    Da una parte una cultura matriarcale, anche intesa come madre terra, di generosità, di nascita di fiori e bambini, di accettazione
    Mentre dall’altra parte, patriarcalità, dominazione, di sottomissione anche nella figura sessuale.
    Quindi piramide contro sfinge, horus contro iside.
    Potrei continuare ma potrebbe risultare confuso per i tanti, ma in questo passaggio, il simbolismo prende una chiarezza impressionante. E la cosa che stupisce e che il tutto sembrerebbe che nasce proprio dove ora stanno avvenendo tentativi di destabilizzazioni internazionali….
    Dove una volta assiri e babilonesi, sumeri, , sodoma e gomorra, fino alla diatriba israelopalestinese avevano stesse strutture come l’uomo moderno attuale.
    Come se già tutto sia avvenuto e accaduto.
    Il simbolismo che viene studiato da archeologi e antropologi, e andatevi a vedere come molti guru sia anarcoidi che illuminati, tiene segreti..proprio perché anche li, l’industria dei caterpillar…arriva, chiude e scava senza dare possibilità al resto di sapere, mantenendo “lavori in corso”.
    Il simbolismo esoterico riprende vecchi customi e usanze che ancora oggi, sia religiosi che atei fanno fatica a dimostrare o tradurre.
    Nemmeno i tanti discoveri channell sono all’altezza, nemmeno i tanti sky, soros o Murdoch vari che vorrebbero in una visione truman show il controllo dei nostri sensi, sentimenti, istinti.
    E allora il fine di tutto questo…vivi e lascia vivere..forse sarebbe già un inzio per spurgarci da tante malattie, tornare puri, tornare leggeri e non pesanti di inquinamento atmosferico, spirituale e materiale.
    LA famosa verità che tanti auspicano non risiede né in marx né in Bakunin né nel sadomaso, è dentro di noi, basterebbe rallentare il tutto, ascoltarsi e ascoltare, senza cadere in trappole e pappe preparate di pseudo guru o maestri di iniziazioni o professori attempati.
    E’ qui che l’uomo, come individuo è la risposta a tutto, fuori da schemi prefissati e stabiliti, autodidatta, factotum, libero di scegliere e condividere, libero di decidere nel rispetto reciproco e tollerante del tutto.
    L’uomo che una volta ripresa e riconquistata quella libertà di vita capirebbe come l’anima è viva e vegeta, va oltre sistemi nervosi e meccanici….ecco che deouda con la descrizione di paradiso o divino in “piano archetipale” ha centrato in pieno.
    Non servono cristi e crocefissi, come non servono spauracchi di diavoli e corna, non servono lezioni di classico e antico, tu sei ora, qui e per sempre.
    Spero di non aver annoiato nessuno, cercavo chiarimenti a riguardo, grazie a deouda, un altro passo di consapevolezza, crescita..quindi alla fine anche un blog può in ognuno di noi aggiungere e positivamente raggiungere quel qualcosa che noi tutti cerchiamo…armonia e pace.
    Negli ultimi passaggi di vita, il che guevara raggiunse una sua teoria finale di “uomo nuovo”, di superamento di trappole mentali, di subdolità che lo portarono ad impugnare un arma, viaggiare, morire,
    una consapevolezza di un ruolo, di missione di vita e destino, di fine e inizio, di passaggio umano da un mondo all’altro…magari animale o astrale….di un amore per se stesso e insieme di se stessi, come tante stelle di una galassia e tante altre galassie, formiche e gocce di acqua…tutti serviamo, tutti hanno un cuore che batte, tutti hanno il diritto di VITA E FELICITA’.

  • Lorenzo

    @daouda

    “Non si può pretendere da altri quel che non si è in grado di realizzare già da sé.
    E’ chiaro che ognuno arriva dove può, ma è bieco ritenersi avulsi dai condizionamenti e dal contatto “co ‘a ggente” come se anche noi non rientrassimo in tale insieme.
    Inoltre senza interazione positiva e non pregiudiziale come si possono comprendere i meccanismi di inebetimento ed i bisogni profondi che ci accomunano?”

    Mi spiace d’esser parso elitario o snob. Tutt’altro, dal momento che ho io per primo da imparare ogni giorno. “Ognuno arriva dove può”, ma io temo fortemente l’incapacità ostinata – quasi una volontà – di presa di coscienza della massa, in mancanza della quale c’è l’appiattimento sulle posizioni dominanti e la ricerca dell’omologazione; e “massa è l’uomo medio” (José Ortega y Gasset), rispetto al quale non sogno certo una minoranza eletta, bensì sempre meno “attori assorbiti dal coro”, e questi un po’ debbono esser modellati e un po’ li si deve trovare secondo me in natura.
    Anche la questione della classe costituisce un problema, che ho già sollevato in relazione ai maltrattamenti di operai in Val di Susa (furbamente strumentalizzati dal PD in direzione Sì-Tav) o in occasione di sgomberi di spazi occupati. In quei casi ci sono individui che stanno cercando di realizzare qualcosa ed altri che arrivano sempre troppo poco lontano (sembra una riedizione pasoliniana, senza le strumentalizzazioni montate dai media ovviamente), i più neppure comprendono l’avvenimento ed in sostanza tollerano regole prestabilite e repressione. Allora è (o almeno sembra) per forza di cose un po’ un lottare da sè e per sè, in compagnia di pochi soliti noti… Il pregiudizio d’altronde sta bene incuneato anche altrove, nella testa d’“a ggente” che ti sa dire solamente d’andare a lavorare, seppur tu magari già lo faccia. Un problema che sento io insomma è quello se si abbiano – o se si possa pensare d’avere – più interlocutori o più nemici, nel momento in cui ci si sente incompresi dalle masse ed aumentano perfino le incomprensioni e le distanze fra di noi.
    Come un incubo mi risuonano nel cervello allarmi bestiali…
    “«Gli ho seguiti da via Cavour, adesso diamoci una mano e facciamoli arrestare», scrive un giovane che si autodefinisce «indignato».”
    http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_17/blitz_cc9a7f38-f883-11e0-a70e-53be2c0ab142.shtml
    Facciamo allora chiarezza su tutti questi punti, da Soros agli Occupy passando per le PR, ma non per estromettere, piuttosto per evidenziare come al solito che il problema sta altrove, non nelle teorie nè nelle pratiche differenti bensì nell’uso che di esse fanno abilmente i media che per le masse lavorano – …andassero a lavorare loro, ma veramente!

    Per il resto, mi direi suppergiù d’accordo con te.

  • Lorenzo

    Quanto al pezzo di Passamani, scopro ora essere attualmente in carcere ed indagato per terrorismo.
    I pennivendoli parlano già di “strategia della tensione”, ma…alla rovescia! Un po’ come la lotta di classe che si può veder condotta.
    http://www.cronacaqui.it/editoriali/torino/26855_la-pericolosa-deriva-no-tav.html

  • Alessandro

    Ah, quindi l’antipmerialismo sarebbe una fissa…bastava saperlo prima…

    *STAMOALLAFRUTTA*

  • Suggerisco anche il commento linkato all interno del commento:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=6524&cpage=1#comment-10221

    Alessandro io credo che la fissa di cui si parla sia il punto della questione, si tratta di non aver chiara quale sia la disposizione delle pedine sul tabellone, sostituire ad una sana contrapposizione di classe una più semplice ma fallace contrapposizione geopolitica che non è nel nostro interesse.

    Nel momento in cui 5 ragazze russe si oppongono all assolutismo russo perchè dovremmo pensare che queste si stiano schierando “contro la russia” (e addirittura a favore dei nemici di questa), e non invece contro l assolutismo in sè, contro il controllo di uno Stato autoritario, contro lo sfruttamento dei lavoratori, che siano cinesi o americani e che lavorino per l’ Australia o per la Corea.

    Che esista un controllo culturale ed economico da parte degli Stati d’ America posso essere anche d’ accordo, ma cosa facciamo? Ci schieriamo pari pari con i loro nemici, quando quest’ ultimi si troverebbero volentieri al posto degli americani nel controllo culturale ed economico mondiale?

    Antimperialista sì, ma se fosse stato anche impero americano, russo o moldavo comunque antimperialista sarei stato.

  • Lorenzo

    I ragionamenti di Wu Ming mi sembrano condivisibili.
    Beh non vi resta che prendere atto del fatto che metà del popolo antagonista italiano è composto da allocchi e da “utili idioti del capitalismo”: definizione questa, peraltro, che da ambo le parti si appioppa all’altra…
    http://baruda.net/2012/08/16/punk-capitalecomplotti-e-nausea/

  • Frank

    Secondo me Wu Ming fa un errore nella sua analisi, a tratti la trovo anche contraddittoria. Cerco di spiegarmi brevemente: non mi basta che chicchessia si rivolti contro qualcosa per contarlo nel campo degli amici. Anzi, scegliere di stare dalla loro parte e sostenerli solo perché si ribellano a quello che ritengo un avversario politico è proprio fare la scelta del meno peggio. Cioè non conta solo contro cosa lotti, ma per cosa lotti. Per questo non ho appoggiato i ribelli contro Gheddafi, non appoggio i ribelli in Siria, non appoggio le Pussyriot. Anzi quando gli interessi dell’imperialismo USA sono tatticamente coincidenti (o direttamente finanziati) sostenere questo genere di rivolte fa anche il loro gioco. Non sarebbe così se uno di questi movimenti tentasse invece, buttiamo il caso, di costruire una società socialista (esempi storici se ne possono fare tanti nel periodo della decolonizzazione). Non è solo un discorso di geopolitica. Combattono contro governi che non mi rappresentano, ma in nome di chi e che cosa? Del socialismo? Dei lavoratori? non sembrerebbe. Tra l’altro i sostenitori delle pussyriot vanno in giro ad imbrattare le statue di Lenin in Russia. Che altro mondo possibile vogliono costruire? In fin dei conti per quanto mi riguarda si tratta semplicemente di dire “sticazzi” di certi movimenti che nulla hanno a che spartire con noi.

  • Militant

    Magari evitiamo di prolungare all’infinito la discussione, dalle stesse posizioni, che avrebbe poco senso al 300esimo e passa commento, oltretutto di rimblazo da altri blog. In ogni caso, ripostiamo qui, il nostro intervento sul blog di Wu Ming, Giap.

    Collettivo Militant 31/08/2012 at 6:39 pm

    Ecco, proviamo a superarla con la discussione, anche se la vedo dura, perchè ormai è subentrata la logica del partito preso, per cui da una parte le Pussy Riot – et similia – sono i nuovi alfieri dell’anticapitalismo rivoluzionario, da appoggiare acriticamente senza se e senza ma; dall’altra, la logica del complotto geopolitico è intervenuta mischiando mele e pere, per cui ogni sussulto di vento è finanziato dalla cia.

    Ovviamente, non ci iscriviamo a nessuno dei due partiti, ma questo commento di Wu Ming 1 somma indiscriminatamente tutte le critiche al fenomeno Pussy Riot, come se venissero tutte da una stessa fonte e marciassero tutte nella stessa direzione, mentre le differenze sono evidenti (e parlo solo nel “nostro” campo, fra compagni, perchè fra i rossobruni stile “stato e potenza” neanche vale la pena ragionare).

    Qui mi pare che si continui a confondere l’antimperialismo e la geopolitica, e secondo noi deriva dal fatto che nessuno, o quasi, fa più analisi antimperialista, per cui ogni analisi internazionale deve per forza essere geopolitica.

    A questo proposito, non si capisce dove e quando dovremmo difendere Putin. C’è chi lo fa (i geopolitici), e c’è chi lo inserisce nello stesso solco capitalista dei suoi nemici internazionali (cioè noi, ad esempio).

    Solo che, mentre qua da noi siamo tutti pronti a sviscerare le rivolte “sincere” e oggettivamente “socialistiche” da quelle “funzionali” al sistema, se accade in qualche altro Stato non lo facciamo più, e diamo per buona qualsiasi scureggia avvenga amplificata dai media (e solo per questo, perchè se non intervenisse il mainstream nessuno ne verrebbe a conoscenza).

    Qua siamo capaci di distinguere movimento no-tav e rivolta dei forconi, rivolte anti-casta e movimenti sociali, grillismi vari e manifestazioni dei lavoratori, riuscendo a capire ogni volta (più o meno), le rivolte “giuste” perchè sincere e progressiste (esempio: no-tav, le lotte sindacali dei lavoratori, i movimenti per l’acqua pubblica, ecc..) da quelle funzionali al sistema (grillismo-dipietrismi vari, i forconi, gli scioperi dei padroncini o dei tassisti, ecc…).

    Bene: dov’è che qualcuno, a sinistra, avrebbe affermato che una rivolta sociale contro Putin non sarebbe giusta, sacrosanta, “socialistica”, progressista, da appoggiare? Confermiamo e ribadiamo, lottare contro il potere capitalistico costituito in ogni paese “non-allineato” è necessario.

    Quello che però qui sfugge, è che il fenomeno mediatico Pussy Riot difficilmente rientra in queste categorie (così come non ci rientravano le rivolte contro Gheddafi, anche se i piani sono decisamente diversi). Non è una protesta sociale, non è un movimento politico “de sinistra”, ma un gruppo anarco-situazionista dedito a performance artistiche in chiave anti-Putin, che deriva da gruppi artistico-situazionisti (Voina) creati da ex dissidenti sovietici, e presenti nelle manifestazioni che le opposizioni liberali (quelle legate agli oligarchi repressi da Putin) fanno saltuariamente contro il governo (quelle a cui viene puntualmente arrestato e rilasciato Kasparov, per intenderci, e forse qualche intervista a Kasparov dovremmo leggercela tutti, per avere idea di cosa si muove in Russia e quali sono le fazioni “ideali” che si oppongono a Putin).

    E’ giusto manfiestare contro Putin? Certo. E’ giusto farlo da quelle posizioni? Non crediamo. A meno che la doppia etica politica non ci porti anche a manifestare coi tassisti perchè contro Monti, oppure coi forconi perchè contro il caro benzina, o coi grillini perchè anti-casta.

    Perchè questi sussulti estivi non sono avvenuti quando altri fatti di repressione, ben più gravi, ci hanno riguardato come compagni (*ci* in senso generale, non noi come collettivo)? Forse perchè la mediaticità del fenomeno Pussy Riot ha orientato l’opinione politica degli stessi, per cui è scomparsa ogni forma possibile di critica al fenomeno mediatico in corso? Se un fenomeno mediatico cresce in questa maniera, chiedersi quali ragioni lo sottende significa automaticamente schierarsi sul fronte della repressione contro il dissenso, o vedersi affibiata la nuova scomunica definitiva, quello di *geopoliticismo*?

  • daouda

    x decatolon :

    Innazitutto nessuno di noi fà a meno di bandiere.
    E’ un’impossibilità poiché il limite di noi stessi lo impone.Bravura è saperlo e provare ad allargarne i confini. Pochi, rari, li superano proprio.
    Qualora fossi al di là della dualità sarebbe possibile, ma fintanto che, è inutile cincischiare.
    Per quanto mi riguarda hai attegiamenti paranoici.
    Te lo scrivo perché li ho anche io ma comprendo e sono riuscito a comprendere che qualsiasi parola riguardo il cambiamento indotto è di per sé valida solo in un frangente specifico analizzabile.Il tuo discorso, reso così generale e vago, discorso che fà mio padre ex-contadino , è un discorso che annienta di per sé l’esistenza stessa. L’ESISTERE VUOLE CIO’.
    Quindi perché ti lamenti?
    Non voglio certo sminuire la problematica tecnologica e quindi tecnocratica a cui alludi in un qualche modo, e d’altronde essa è inerente alla maggior capacità sistemica di estorcere plusvalore ( sempre se si sia d’accordo su come intenderlo all’interno della scienza di per sé e comunque sia anche del marxismo stesso ) ma rischi di scadere nel reazionarismo O PEGGIO nella critica avulsa da qualsivoglia lotta pratica perché il problema allora, a seguirti, parte dall’elettricità stessa.
    La questione cinema/ tv mi sembra calzante tutto sommato per come la descrivi, ma la stessa cosa poteva dirsi dei romanzi o dei miti antichi.
    Tanto varrebbe punire la fantasia umana?Mhhhhh.
    Inoltre l’uso del termine natura abdrebbe ponderato. Quando un cattolico afferma che l’aborto è contro natura lo motiva su basi filosofico-biologico-giuridiche et cetera.In tal caso il senso natura è inteso in senso di legittimità. Quel che naturale , a rigore, semplicemente esiste. E’ naturale che il proletario ( categoria su cui si dovrebbe disquisire a lungo ) venga sfruttato giacché non si avvede di quel che subisce ergo è inferiore a chi lo supera ossia lo domina.
    E giusto? E’ sbagliato? Che lo sia dipende da giudizi morali e principiali che antecedono la naturalità delle cose.
    Concordo sul tua discorso sulla “multirazzialità”.
    La sovranità nazionale , in sé, non ha senso ed è solo un margine d’azione.

    Tra gli Amish e gli Hippie new age ci sono fondamentalisti nella loro hybris.

    La mia risposta è : come vivi meglio vivi anche peggio.C’è sempre un rapporto tra ciò che guadagni e ciò che persi e la valutazione non puoi che darla con una CORRETTA visione d’insieme, altrimenti ogni giudizio è vano.

    Come ho già scritto è simpatico sapere che i i piuà grandi militanti ateisti siano stati in realtà altro, ma questo è un discorso diverso che forse non è neanche condannabile.

    Per il resto sta menata su matriarcato e patriarcato non la reggo perché è falsa e non c’entra nulla la piramide o la sfinge o perlomeno sarebbe ben spiegarsi, ma lasciamo perdere per piacere.

    L’uomo non è una risposta a nulla in realtà. Neanche Max Stirner ed il Conte di Lautréamont sono riusciti ad essere liberi e comportarsi con giustizia eppure avevano annientato ogni contumelia mentale accanto a loro.Questo perché l’uomo non è niente.
    Ora, sinceramente, per chiunque affronti certe tematiche quel che scrivi è confuso e fastidioso e per altri, a digiuno, incomprensibili e suscettibile a giudizi superficiali.
    Faccio presente Gorsky e Fedorov ricordando che Lenin non è stato imbalsamato così,a buffo.
    Ma tutto ciò non cambia di una virgola la possibilità delle nostre isterie mentali.
    Quel che scrivi, quel che scrivo, è figlio di molte cose, MA E’ VERO?
    questa è l’unica cosa che conta.

    Aver diritto alla felicità è un qualsocsa di illogico.

    p.s. il mio accenno ad mtv era per far notare come i vari artisti propagandino messaggi e simboli ben precisi…

    x Lorenzo: Bah, è una velleità che abbiamo tutti.

    ad ogni modo la massa finché non sbatte i denti non capisce. E’ per quello che devi essere pronto, perché quello è il momento!
    Altrimenti campa cavallo, stai pur sicuro che i rivoluzionari continueranno a fare gli s-figati ( a propositio di fica no? ) per sempre.

    Poi comunque il tutto dipende anche dalla serietà individuale delle persone e dalla loro capicità, che sono due cose diverse.

    A conti fatti comunque sbagli. Una teoria giusta non porta ad azioni fallate.Messa in conto la dovuta interattività tra esistente e principi, chi sà fare non può sbagliare.
    I risultati vanno ottenuti nel tempo.
    Siamo noi che dobbiamo essere all’altezza del comunismo, non il contrario. Un vile per definizione è dall’altra parte della barricata.
    Le astuzie tattiche non sono fatte con intento profittevole e maligno.MAI. E’qui il problema della presa del potere da parte dei proletari.E’ sempre stato qui e solo qui e la storia lo dimostra.

  • daouda

    Beh , per fare una battuta, può anche darsi che le PR abbiano capito chi è che comanda…

    Difatti se c’è una cosa che è criticabile è l’iperfocalizzazione degli U.s.a. poiché non solo stanno per declassarsi vistosamente, e quindi crolla tutto il castello , ma sono anche molto di pià del solo imperialismo statunitense stesso.

    Chiaramente cià scritto prima di qualsivoglia altra super-guerra che può cambiare le carte in tavole.
    Per questo ci sarà infatti. Te pare che no?

    saluti

  • decatlon

    perchè aver diritto alla felicità è illogico?
    la felicità è alla base di tutto, come il sorriso di un bambino, io non voglio essere condannato al contrario..sofferenza, tristezza, la base appunto di un mondo sbagliato, un mondo che non ha possibilità di cambiamento perchè è com eun cane si morde la coda.
    la felicità deve partire da te stesso, dalla tua camera da letto, dalla tua casa, poi il tuo vicino, la tua palazzina, il tuo condominio, vicinato, quartiere, città.
    l’obiettivo è “diffondere felicità”.

    l’uomo non è niente?
    e allora perchè analizzi suicidi, distruzioni di massa e apocalittiche, il discorso di un ex contadino come errati.
    se l’uomo non è niente poi non te la puoi prendere con chi vuole distruggere tutto, sia in senso buono che in senso negativo.
    ecco che allora l’uomo deve essere riportato su un piano di Valore, di importanza e non succube di mitologie astratta o su un piedistallo con l’alibi di poter dominare su tutto e tutti.

    sull’essere VERO, altro punto centrato.
    è questo che divide la società e mondo.
    tra vero e finto, tra (reality e fictions?) ahaha
    tornando seri, si verità..essere veri nei rapporti, non vendersi, (vili).
    la falsità, ipocrisia, il non fidarsi è alla base del dominio, la zizzania per renderci soli e impauriti contro chi ti circonda.

  • Firenzecheodia

    Ma se invece di stare a ingrullire su chi c’è dietro i movimenti in Russia, Iran, Siria e Polo Nord, se la CIA, Soros, i sionisti o gli alieni si cercasse di capire e di contrattaccare ogni qualvolta i movimenti vengono addomesticati a casa nostra? L’onda è stata pompata e diretta da Repubblica in chiave antiberlusconiana, sempre gli studenti dopo aver fatto il delirio a Roma il 14 dicembre del 2010 sono andati in processione da Napolitano a “dialogare”, Beppe Grillo si fa fotografare ai cortei no-tav, ogni settimana vediamo sindacalisti e politici salire sui tetti a solidarizzare con gli stessi lavoratori o studenti a cui l’hanno buttato nel culo fino al giorno prima, a Firenze un pazzo neofascista ammazza 2 senegalesi e 3 giorni dopo tutto il PD toscano fa la sua bella sfilata per dire che le istituzioni sono antirazziste e democratiche e che gli unici cattivi son quelli di CasaPound (che saranno dei fasci di merda, ma qui son 10 gatti che non si caca nessuno). Vediamo di renderci conto di quando ci fregano a casa nostra sotto i nostri ingenui nasi, piuttosto che perdere ore a ragionare di cose che nessuno sa (ma chi è che ha contatti affidabili con la SIRIA?? Ma dai!).

  • daouda

    perché essere felici non è un diritto,perché l’uomo non è al centro di tutto,perché comunque sia stiamo solo scrivendo da frustrati su un marchingegno creato e foraggiato dai militari U.s.a. , perché vendersi è impossibile oggi ed essere vili ci appartiene.

    ad esempio, il discorso di militant è condivisibile ma sembrebbe alquanto patetico in un’ottica strategica a vasto raggio, qualora il partito ci fosse ( per esacerbare la visione di Lenin ).
    Sapremmo dire di sì, o di no, al riguardo?
    Non metto indubbio che io sia uno scarafaggio, ma non amo essere strumentalizzato oppure mandato al macello per l’Idea.
    Al coltempo noto come Stirner e Ducasse non avevano ottenuto niente, non troppo fuori da sé ma interiormente.

    Chi ci capisce è bravo direbbe qualcuno, ma permetto a me stesso di farti presente che l’occultismo è un magma dispersivo e pieno di inganni.
    Se non si ha scienza si hanno solo rivoli irrazionalistici ben sfruttati.

    Non aveva torto ad ogni modo chi, da anni ormai, metteva in guardia contro l’eurasiatismo.
    Ciò lo dò come punto di merito a Compagno perplesso, Lorenzo e tutti coloro che hanno avuto una posizione critica anche se le loro intepretazioni non mi sembrano così puntuali.

    saluti

  • Lorenzo

    Il commento di Militant è chiaro.
    A me comunque gli anarco-situazionisti stan simpatici, e non vedo cosa possano c’entrare coi tassisti (mi riferisco al paragone per accennare alle lotte non nostre e da non appoggiare).
    Certo auspico altre forme di lotta popolare, ma a quelle debbono pensare altre formazioni e persone; questi delle PR son solo segnali luminosi, fulmini a ciel sereno, e neanche troppo. A noialtri tocca scatenare il temporale.

  • daouda

    innanzi tutto: w il biscotto!

    in secundis, il situazionismo si è rivelato per essere un’ideologia reazionaria ossia contraddittoria con le esigenze libertarie che esprime essendo esse frutto della tecnologia e dell’individualismo.

    in terzo luogo, il commento di militant è condivisibile solo da coloro che sono ai margini della politica per il semplice fatto che , situazionismo o leninismo, pipimme o papamme, ci sono agenti che sanno il fatto loro.

    E’ per questo che tutta sta diatriba sembra insensata, sia perché spazia tra posizioni non in contraddizione, sia perché marginale assai.
    Ma cosa posso dire io che dal freddo del mio computere ( che ciò ‘a finestra aperta e lampeggia fora )?
    Difatti mi limito a scrivere…:-)

  • daouda

    1 w il biscotto

    2 il situazionismo è reazionario e contraddittorio laddove critica ciò che gli dà sostanza: l’individualismo e la tecnologia

    3 il discorso di militant è condivisibile ma solo ai margini della politica veramente detta e sperimentata giacché in realtà gli agenti esistono e gesticono a tutt’oggi ( che sia un bene od un male, a seconda di come la si vede, ciò lo si lascia interpretare )

    4 La diatriba appariva subito incongrua poiché era conciliabile

    5 il fatto stesso che non si sappia come e cosa fare conferma quel che affermo, non nell’ignoranza visto che io dò l’impressione ( chissà…) di aver capito qualchecosa , ma del fatto che si è ai margini. Altra conferma è data dalla frammentazione e dall’incapacità unitiva che ha il “movimento”

    saluti

  • [...] posizione di “militant blog” mi pare alla lunga quella piu’ saggia ed argomentata. Non c’è bisogno di arridere al complottismo: se lotta di classe c’è, i complotti [...]

  • Andrea

    “il situazionismo è reazionario e contraddittorio laddove critica ciò che gli dà sostanza: l’individualismo e la tecnologia”

    Veramente, l’internazionale situazionista criticava su basi marxiste il culto dell’individuo e la proprietà privata, era per i consigli operai, ed era per la tendenziale riduzione a zero del lavoro salariato grazie all’applicazione sociale e non capitalistica della tecnologia.

  • daouda

    Non credo proprio; ma tanto ormai, come si suol dire, un’opinone vale l’altra!
    Ci si può fidare di Isidore Isou o di Semprun? Ad ogni modo chi cerca trova.
    Ad ogni modo io proverei a capire non troppo questo, quanto semmai , visto che si ammette che siano possibili dei gombloddi, “chi o come” enga direzionato lo sfacelo del proletariato ( sempre che questo nome abbia ancora un senso, il che, tecnicamente, non è ).
    Quel che malamente si chiama Sinistra non ha bisogno dei rossobruni, sà fare tutto benissimo da sola…

    p.s. mi ero perso la frase “doppia etica politica”…scritto da un comunista è al tempo stesso comico e sagace, ovviamente sotto rapporti diversi.

  • daouda

    ad ogni modo…saluti!

  • [...] collettivo Militant in calce al quale si è sviluppato un dibattito proseguito poi in altre sedi (qui e qui) e che ancora [...]

  • Lorenzo

    Lungi da me, ripeto ancora, la considerazione delle Pussy Riot come “nuovi alfieri dell’anticapitalismo rivoluzionario”, ma io augurerei anarco-indifendibilmente ai compagni che si fermano rigidi sulle posizioni di hoo_liang qualche mesetto a cucire uniformi di polizia a meno trenta in Mordovia.
    Lo so che è poca roba, che c’è chi nella storia anche recente si è passato ben di peggio. Ma alle sagge domande di Militant: “E’ giusto manifestare contro Putin? Certo. E’ giusto farlo da quelle posizioni? Non crediamo” (solo perchè anarco-situazioniste, e perciò per origini culturali e forma espressiva, o piuttosto per la colpa d’aver fatto numero od appartenere alle forze d’opposizione liberali?) ne aggiungerei pertanto un’altra solamente, questa: è giusto che queste ragazze passino anche soltanto un giorno in galera (come tanti altri compagni, certamente) a quelle condizioni, che oltre al danno materiale ed all’incomprensione generale aggiungono peraltro la beffa plateale (“Ordine e cucito: Pussy Riot rieducate”, titola ghignante il Corriere)? Si può insomma abbandonare anche un solo compagno/a alla repressione statuale, pur consapevoli di tutte le peculiarità del caso in questione, sostenendo semplicemente che questo è il minimo che potessero beccarsi? Allora anche chi scende in piazza armato e travisato, scusate tanto (è una provocazione, per carità)!
    Mi rendo conto che l’occhio dei media sia volontariamente parziale e che certe polemiche abbiano forse fatto il loro tempo, ma queste presunte furbacchione in questo momento non se la stan certo passando meglio di noi che cianciando di rivoluzione ci lamentiamo, come su queste pagine ha fatto qualcuno, che “di andare a combattere la guerra a fianco dei nostri compagni non abbiamo modo”, ma neppure ci sogneremmo di andare a far casino travestiti da punkrockers in Vaticano.
    Esiste una terza via fra l’attendismo rivoluzionario e l’urgenza interventista?
    Esiste la possibilità di una solidarietà umana che sappia avere anche un peso politico consapevole, limitato alla contingenza, all’occasione?
    Tanto è apprezzabile la riflessione di Militant sulle lotte che non si collegano, quanto è colpevole l’atteggiamento di superiorità e di scetticismo che porterebbe alcuni a considerare la detenzione di queste ragazze come un soggiorno all’Hilton.
    Le tireranno fuori certamente prima della Baraldini, d’accordo…
    Ma se la mia attenzione e passione devono andare innanzitutto al tragico destino di Hanen Tafish e delle altre centinaia di civili innocenti ed all’immutabilità dello scenario sanguinario imperialista guerrafondaio, proprio in nome di una auspicabile “generalizzazione delle lotte” e “perché tutte le lotte sono la stessa lotta” mi sento vicino a chiunque si trovi nelle condizioni di un patimento più o meno grave inflitto da un qualunque Stato, Potere o autorità per la sola colpa d’aver turbato pur goffamente la pace sociale e molestato le coscienze assopite d’una società espressamente ipocrita e incivile.
    Ce ne fossero qui da noi di 22enni come la rilasciata Iekaterina Samutsevich, capaci di sentenziare la tanto banale quanto dolorosa, orwelliana verità per cui «Dentro o fuori sei sempre sotto controllo». Certo, non soltanto la Russia ma il mondo intero posto sotto questo sistema di oppressione, sfruttamento, repressione e morte «è una grande prigione»: ma è un passo successivo che considero fattibile, se solo ci si rende conto con un briciolo d’autocritica che è sufficiente la nostra gabbietta dorata a renderci imbelli (anche se non spettacolarizzati) tanto quanto le Pussy all’Hilton di Siberia.

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