APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

21 September :
2004 - Il Partito Comunista (Marxista-Leninista) Indiano ed il Centro Comunista Maoista dell'India si uniscono, formando il Partito Comunista Indiano

STATS

Verso il 28, oggi più che mai

 

Sembra impossibile crederci, ma quella del 28 giugno prossimo sarà la prima manifestazione contro l’Unione Europea e le sue politiche neoliberiste fatta in Italia nel corso di questi vent’anni. L’assenza di una presa di posizione netta contro questo sistema di sviluppo politico-economico ha determinato un vuoto politico come sappiamo occupato oggi dal M5S, dalla Lega e dall’astensionismo. Soprattutto, la perdita di credibilità totale della sinistra di classe all’interno delle proprie fasce sociali di riferimento, quelle più colpite da questo processo politico. A forza di trincerarsi dietro a fumose ed equivoche posizioni “contro l’austerità”, “la crisi”, o peggio ancora scimmiottando slogan interclassisti d’oltre oceano, la differenza di posizioni e di prospettive tra la sinistra radicale e il resto del panorama politico si è andata via via assottigliando. Tutte le forze politiche, di sinistra, di centro o di destra, si sono dette in questi anni contro crisi e austerità. Non comprendere che una retorica comune avrebbe prodotto una scomparsa delle posizioni di sinistra era francamente difficile immaginarlo. Eppure è avvenuto proprio questo. Se le parole d’ordine dei movimenti e del PD si confondono in una generica avversione all’austerità, senza indicare i responsabili di questa, non era difficile intuire che il consenso di parte della popolazione sarebbe andato verso chi, da una posizione di potere, sembrerebbe combattere tali politiche riuscendo in qualche risultato concreto. Se il nemico è l’austerità, meglio chi mette nelle tasche dei lavoratori 80 euro di chi non ha alcun potere di migliorare effettivamente le condizioni di vita della gente. E’ chiaro allora che il problema non è “l’austerità”, “la crisi” o “le banche”, ma quella costruzione politica che produce tali conseguenze.

L’annullamento del vertice contro la disoccupazione giovanile dell’11 luglio non può che dare centralità alla manifestazione del 28 quale unico momento nazionale, prima della pausa estiva, di opposizione politica al regime renziano-europeista attualmente egemone. Nonostante ciò, la costruzione del 28 sconta dei limiti tali per cui questo non può essere considerato che una prima tappa di un percorso che urge allargare, sia in senso quantitativo che qualitativo. Sebbene questa manifestazione costituisca il primo passo del controsemestre popolare, quindi un momento non fine a se stesso ma che apre (o, per meglio dire, vorrebbe aprire) una stagione di lotte che abbia come tema centrale l’opposizione alla UE, le forze in campo non bastano. Prima di tutto, parte di queste sono le stesse che hanno decretato la scomparsa della sinistra “radicale” dal panorama sociale e politico nazionale, abbandonando ogni ipotesi antagonistica e conflittuale a favore della rappresentanza parlamentare/mediatica di gestione sociale della crisi. In secondo luogo, la costruzione del controsemestre non può che porsi su un piano di inclusività politica, che aggreghi forze anziché porre paletti, e soprattutto aggreghi forze vive e non ceto politico in cerca di riposizionamento. Proprio per questo, o il controsemestre agirà su di un piano conflittuale, mettendo in pratica tale volontà d’opposizione, o fallirà nel suo intento. Sarà proprio il conflitto a stabilire la possibilità di allargamento e operare una sana selezione delle forze che lo andranno costruendo. Se infatti si rimarrà sul piano delle idee e delle sfilate pacificate, questo non potrà che costituire quel brodo da sempre foriero di tentennamenti, riformismi, inconsistenti fraseologie rivoluzionarie, vetrina di dirigenti politici che non rappresentano nessuno se non loro stessi e le miserie da cui provengono.

Siamo dunque consci dei limiti di questo percorso, ma nonostante tutto crediamo sia oggi necessario tentare questa strada. L’Italia si sta sempre più caratterizzando come unico paese europeo senza alcuna opposizione di sinistra alla UE. E’ necessario riempire questo vuoto, prima che questo venga occupato, anche da noi, dall’estrema destra, ritrovandoci con una forza al 20% che prende voti sfruttando la percezione di contrarietà popolare verso l’Unione Europea. Siamo di fronte ad una sfida importante e difficile. Percorrerla significa giocarci tanto, non lo neghiamo, soprattutto perché siamo fra i diretti organizzatori. Ma sarebbe peggio continuare ad aspettare un cambiamento che fatica ad arrivare, lamentandoci dell’assenza di un discorso politico senza mai provare ad operare un salto di paradigma. Ma serve un passo indietro di tutti per farne due avanti, tutti assieme.

6488 letture totali 2 letture oggi

3 comments to Verso il 28, oggi più che mai

  • roberto1954

    si chiama TISA,e’ un accordo segreto che hanno preso le oligarchie finanziarie e i governi dei paesi occidentali per privatizzare tutta l’economia e soprattutto i servizi che sono l’80 per cento del pil.lo leggo dal sito dell’espresso che lo prende dai documenti usciti da wikyleas di assange.io lo dico da molto tempo,questi vogliono ridurre il ruolo dello stato a semplice controllo dell’ordine pubblico,il resto in mano al mercato,cioe’ alle multinazionali.il capitalismo e’ ormai diventato,ma forse lo e’ sempre stato,una variante tecnologica dello schiavismo.con questa fase finale si sta scavando la fossa.occorre metterlo nella bara e seppellirlo bene.

  • jangadero

    la manifestazione dovrebbe riuscire a produrre la formazione di comitati unitari a livello territoriale tra le forze che promuovono la manifestazione almeno in forma sperimentale durante il contro semestre
    finchè parleremo a livello nazionale o cittadino nelle grandi città o sul web ma non saremo presenti nel territorio, non intercetteremo un interesse più diffuso nei confronti delle nostre politiche
    capisco che a essere presenti sul territorio ci sono poche forze, però se queste ultime si presentassero come comitati unitari credo che riscuoterebbero maggior successo
    contro l’unione europea e le sue politiche che oltre che peggiorare le condizioni di vita dei lavoratori, che sia subito chiaro che siamo lavoratori, fanno prosperare forze di estrema destra, che sia subito chiaro che siamo antifascisti, per un’alternativa della collocazione internazionale dell’italia, che sia subito chiaro che siamo internazionalisti, credo siano parole chiare che possono resuscitare un certo interesse nei confronti della sinistra radicale a patto di trovarle anche sotto casa sotto forma di un manifesto, di un volantino, di una scritta, di un banchetto, di un dibattito, di una manifestazione di zona, di tutto quanto si sappia produrre
    questo credo sia il puù ambizioso obiettivo che si possa porre alla manifestazione del 28 – comitati territoriali di gufi ribelli durante il contro semestre

  • Albrecht Ali Höhler

    Ho visto i manifesti per la manifestazione del 28/6 in giro per roma.
    Volevo dirvi che quelli della rete NST in nero, sono veramente bellissimi.

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>