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RAIvisionismo futurista

Volete assistere a un prodigio della televisione? Allora andate sul sito Raireplay cercate la prima parte della fiction “Il Commissario” e scorrete il cursore fino al minuto 30. Visto che siamo buoni e vogliamo evitarvi la mezzora peggio recitata degli ultimi anni vi raccontiamo noi l’antefatto. E’ il 1969 e a Milano scoppiano le bombe, l’ultima è esplosa in una fabbrica, la DMP impianti, e come da copione a mettercela sono stati gli anarchici. Ecchissennò direte voi? Ecco allora che il buon commissario Calabresi nell’ambito delle indagini per salvare le istituzioni democratiche irrompe nella casa di un imbianchino ventenne e durante la perquisizione trova, oltre alla macchina da scrivere con cui è stata redatta la rivendicazione dell’attentato, niente di meno che un manifesto contro casapound. Avete letto bene: un manifesto contro casapound! Nel 1969! Con 40 anni d’anticipo! C’eravamo sbagliati, questo non è RAIvisionismo storico… questo è RAIvisionismo futurista.

PS onore al merito ai compagni di Ràdikal per aver immediatamente notato “l’anomalia temporale”.

 

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29 comments to RAIvisionismo futurista

  • Nemaprob

    E poi dicono che Zdanov era cattivo.

  • Antonio Monetti

    Ignoranti servi del potere

  • Alessandro

    La fiction fa talmente schifo che si è riuscito ad inorridire anche Aldo Grasso…il che è tutto dire. In confronto, i recenti film sugli anni settanta sono capolavori del cinema.

    http://www.contropiano.org/in-breve/italia/item/21396-il-raivisionismo-fa-schifo-persino-al-corsera

  • la RAi e chi ha prodotto questa squallida operazione non è solo incompetente nel ricostruire le condizioni storico-ambientali-sociali, bensì si è resa complice e partecipe di una revisione della storia recente (e anche di quella passata) ricostruendola in chiave “ri-pacificatoria” perchè teme le possibili emulazioni socio-politiche di allora. Non si dovrebbero solo vergognare bensì …sparire dalla vista di ognuno di noi, o almeno di quelli che non temono la storia vera, non quella finta e inventata. Ricordo che i malvagi “talebani” quando presero la capitale dell’Afghanistan, Kabul, una delle loro prime dimostrazioni, del loro successo, fù quella di “impiccare” sui lampioni i televisori perchè cosiderati, oltre come un prodotto dell’odiato e corrotto Occidente, anche come l’esecutore principale della disinformazione e della calunnia contro l’Islam e le sue espressioni socio-politiche: Con ciò non intendo assolutamente parteggiare coi talebani (siano essi orientali che occidentali), però a “impiccare” le TV forse qualche ragione l’avevano pure loro, malgrado la loro totale ignoranza del progresso.

  • raff bb

    Squallidi ….. sono squallidi

  • Cristian91

    Perché la scena al min 48:50 che vi ha fatto??? Il commissario dice:”…pensi che quell’uomo la giù accetterebbe di spaccarsi la schiena per 10 EURO se non avesse passione…”. Ahahahahah forse quella non era una Fiat 1100, ma una macchina del tempo!!! :)

  • massimo

    non so a quale minuto della fiction: quando Calabresi guarda le foto della strage di piazza Fontana. Ne ha una in mano di Piazza Loggia (sotto i portici di Piazza Loggia). Solo che la strage bresciana è del ’74 mentre lui è morto nel ’72. Potenza di RAIvisione !!!
    massimo

  • wombatviennese

    Ma sapete se questo film è pure scaricabile da qualche sito? Apparentemente la rai vuole venderlo fuori l’Italia, a meno non posso guardarlo qua nell’Austria “due to copyright reasons”.

  • Enver

    “Un errore storico che, per paradosso, è stato notato e messo in evidenza, tra gli altri, anche da quelli che si potrebbero definire gli ‘anarchici del III millennio’, i militanti del collettivo Militant.”

  • massimo

    non mi sbagliavo: al minuto 4.34, quando Calabresi parla con il collega mentre sfoglia le foto della strage di Piazza Fontana ha tra le mani anche quella della strage di Brescia, avvenuta nel ’74, sotto i portici dove si riparavano i manifestanti vicino al cestino dello sporco in cui era collocata la bomba fascista.
    potenza della violenza anarchica anticipatoria!
    il video è presente nel sito http://www.rai.it

  • ahp68

    mah, squallidi sicuramente. però questo episodio DEVE fare pensare, come mille altri analoghi. in politica il vuoto non esiste: se si smobilita una posizione, questa verrà occupata dal fronte avversario. questo vale in tutti in campi del conflitto, anche in quello che riguarda la ricostruzione degli avvenimenti della storia più o meno recente.
    assai più grave – anche se meno ridicolo – è l’esempio delle foibe: si sono spalancate le porte a chi ha decontestualizzato completamente gli avvenimenti nei territori attorno a trieste, come se la storia magicamente fosse iniziata nel 1943 e tutto quello successo prima con l’occupazione fascista non avesse nessuna importanza. questa nuova lettura revisionista ha trovato spazio dappertutto, sui libri di scuola, in televisione, persino su wikipedia.
    quindi non mi stupisce affatto il volantino del 1969 contro casapound, e penso che le prossime puntate ci faranno vedere altre perle dello stesso tenore.

  • Alfonso

    Oltre alle bufale temporali, come la foto di P.zza della Loggia e la citazione dei 10 euro, ve n’era un’altra all’inizio del film. Il giovane poliziotto va a Milano in rapido, che a quei tempi era il treno dei signori e che gli sarebbe costato uno stipendio. Poi nel 1968 non mi sembra che ci si salutasse con i baci sulla guancia, come fanno ripetutamente gli avventori del locale Acquarius.
    Ovviamente condivido che il racconto sia pervaso di spirito revisionista, assolutorio nei confronti del poliziotto buono indicato come agnello sacrificale dallo Stato

  • roberto

    Bisogna capire una cosa:il potere non dice mai e poi mai la verita’ sui fatti della storia,perche’ divulgare la verita’ sarebbe un suicidio per loro.quando la dice e’ un’altra mistificazione perche’ vuole far credere che dice la verita’.usare la televisione per propagandare favole e’ la loro funzione primaria,quello per cui sono pagati.e,oltre tutto,pagano anche degli asini per fare tali pecionate.che vadano presto in fallimento,e’ l’unica cosa che si meritano.

  • Alessandro

    Diciamo una cosa: la fiction, anche se fatta con tutti i crismi del caso, stilisticamente perfetta e cinematograficamente impeccabile, sarebbe stata comunque una merda. Non sono certo determinati grossolani errori a cambiare il segno di un prodotto culturale ideologicamente orientato come quello. Perchè le fiction, tutte le fiction – che siano della rai, di mediaset, di la7 o di sky – servono a questo: a trasmettere un messaggio politico ben preciso. E al di là della fattura tecnica, il messaggio è sempre lo stesso: i buoni sono tutti giovani e belli, e sempre dalla parte del potere costituito, cioè lo Stato. L’unica fiction “anomala” (ma fino ad un certo punto), in questo senso, è stata Romanza Criminale, che serviva in realtà al medesimo scopo, ma mascherato. Serviva cioè a incanalare l’opinione diffusa della violenza sociale verso un modello anti-politico e sostanzialmente fisiologico e normalizzato, quello della violenza di strada, scontri fra bande, al limite anche la palese esaltazione del fenomeno mafioso, basta che non sia politico.

    Detto questo, l’orribile sceneggiatura, montaggio, produzione, recitazione, ecc… di questa fiction fa riflettere. E non perchè sia semplicemente brutta. La rai fa solo fiction brutte, da lì non si scappa. E questo perchè il suo pubblico di riferimento è la popolazione pensionata ultrasessantacinquenne, sommata alle casalinghe sfruttate e a tutto quel magma sociale ancorato alla televisione generalista quale unico strumento di intrattenimento, informazione, “acculturazione”. Se il pubblico è quello, a cosa interessa al produttore di turno, o allo sceneggiatore, che un manifesto sia del Fuan piuttosto che di Casapound? Nulla, perchè quel pubblico non solo non noterebbe la differenza, ma neanche se ne darebbe pena se poi qualcuno gliela facesse notare. Non è la stessa dinamica di Sky, ad esempio, che ha tutt’altro pubblico e che magari a questi accorgimenti farebbe attenzione, non tanto in senso politico, quanto perchè fintamente e superficialmente informati di cronaca quel tanto che basta da poter gridare all’errore una volta che questo si presenta. Contenti si saperne una più della televisione, spulciarne le deficienze, ecc…

    La cosa che mi fa riflettere in questo pressappochismo è invece un’altra. Non interessa più al potere politico trasmettere un messaggio critico nel migliore dei modi, tanto è elevata l’assuefazione a quel tipo di messaggio. Insomma, per dire che Calabresi era bravo, che lo Stato era nel giusto e combatteva i terroristi, che la polizia è efficiente e la società piena di criminali, non serve più un prodotto di alta qualità che “convinca” il pubblico. Quel pubblico è già ampiamente convinto, tanto vale dargli un prodotto di merda senza starci troppo su a spendere soldi per addolcire una pillola ormai completamente assunta dalla media della popolazione.

    Insomma, questa fiction racconta in fondo molto più di quello che all’apparenza emerge e che dicono questi sfondoni scenografici. Mostra come il potere non abbia più interesse, in fondo, ad approfondire un messaggio culturale e politico ormai passato. E non ha interesse proprio perchè ormai assunto da tutti come unico messaggio plausibile e vicino alla realtà dei fatti. Racconta insomma molto della nostra debolezza, più che dell’incapacità del regista e dei cani che hanno recitato quella merda di fiction.

    • donatella

      concordo con te e con i commenti fin qui letti. tranne su un punto (anche se capisco perchè lo hai scritto): di anni ne ho 68 ma da quegli anni ad ora non ho mai smesso di lottare. Scusa, ma mi stanca continuare a leggere – ovunque – contro i 60enni, come se di giovani idioti non ce ne fossero.

  • massimo

    concordo completamente con Alessandro. Però ti faccio una domanda: come puoi mettere in crisi, disarticolare, il messaggio se non parti dal destrutturarlo scenograficamente per dire alla nonnina o alla casalinga che le stanno propinando una cosa falsa, come la fiction che sta guardando ?

  • Andrea

    Urge che chi è bòno ce faccia rivive i fasti de “La storia nel pozzo”, con un bel contro-video che smerda ‘sti revisionisti storici nei contenuti e che li prenda anche per il culo pè li sfonnoni che so stati citati…

  • [...] nella cura dei dettagli, come quel manifesto contro Casa Pound in casa di un anarchico del ‘69 (vedi segnalazione di Militant), costituisce un semplice sottoprodotto di una più generale e grossolana noncuranza per la realtà [...]

  • [...] nella cura dei dettagli, come quel manifesto contro Casa Pound in casa di un anarchico del ‘69 (vedi segnalazione di Militant), costituisce un semplice sottoprodotto di una più generale e grossolana noncuranza per la realtà [...]

  • [...] nella cura dei dettagli, come quel manifesto contro Casa Pound in casa di un anarchico del ‘69 (vedi segnalazione di Militant), costituisce un semplice sottoprodotto di una più generale e grossolana noncuranza per la realtà [...]

  • girolamo

    Quanto a pressappochismo: la cantante che fa la cover di “Space Oddity” prima che esca il disco di Bowie, il bar anarchico che ha già i manifesti del festival di Woodstock prima che il festival si svolga, e di Easy Rider prima dell’uscita in Italia del film.
    E le parole dei giornalisti come Stajano e Cederna in bocca a Calabresi…
    Questa è la RAI, e come diceva sempre calabresi durante gli interrogatori, o mangi ‘sta minestra, o…

  • Andrij83

    Non so se a qualcuno è capitato di sfogliare repubblica oggi. Articolo sulla fiction con citato questo post pubblicato dal Collettivo Militant, quelli che sono considerati “gli anarchici del terzo millennio”.
    Vi ho citato su twitter con l’ausilio di una foto delle righe incriminate…
    Un saluto compagni anarchici!

  • luca

    A qualcuno, evidentemente, cotanta porcata non è andata giù:
    http://freccia.noblogs.org/post/2014/01/10/infami/

  • Alessandro

    @ Massimo
    Hai ragione, ma infatti è necessario smascherare il pressappochismo e le figure dilettanti di un apparato culturale e televisivo chiaramente allo sbando, e Militant fa benissimo a farlo. L’importante, per noi, è solo non fermarsi alle apparenze, perchè così facendo alla prima fiction fatta bene della Rai poi ci ritroveremmo con le armi spuntate, come in un certo senso è avvenuto per Romanzo Criminale. Insomma, Calabresi è un assassino anche se lo interpretava Al Pacino e la serie era diretta da Martin Scorsese, questo in ogni caso è bene sottolinearlo, soprattutto ora che anche la veste scenografica fa schifo.

  • roberto

    Lo stato e’assassino.come sempre.finche’ esistera’.

  • jangadero

    premetto che la tv non la vedo e tantomeno ho visto questa fiction de merda però la bruttezza e il pressappochismo mi appaiono funzionali al messaggio cioè hai visto mai che un prodotto di qualità provochi un emozione o addirittura un pensiero? ciò è evidentemente contro lo scopo che si prefigge chi vuole parlare con quel pubblico di riferimento citato in un altro intervento che se messo di fronte a un prodotto comunque di “qualità” si sentirerbbe a disagio – do you remember qualcuno che teorizzava che l’elettorato ha le capacità intellettuali dei ragazzini delle scuole elementari e neanche dei primi banchi? e ovviamente ci deve rimanere in questa situazione – per concludere vorrei rivendicare le capacità previsionali degli anarchici degli anni 70 che con 40 anni di anticipo… già sentivano la puzza de caccapound

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