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ACCADEVA OGGI…

24 February :
1946 Juan Domingo Perón viene eletto presidente dall'Argentina

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Quel passo in avanti che fa il cammino…

Sorprenderà forse che scriviamo solo oggi, a quasi una settimana dall’evento, quando i compagni arrestati la notte tra venerdì e sabato scorso in Valle sono già tornati a casa loro, per quanto continuino a essere privati della loro libertà. Ma scriviamo oggi, anche se molti (ottimi) contributi sono stati già pubblicati, perché pensiamo comunque che sia importante che tutti i compagni e tutte le compagne dicano la loro sugli eventi dello scorso fine settimana, e che lo facciano anche a mente più fredda, non spinti dall’emergenzialità dettata dai ferimenti e dagli arresti dei compagni, di fratelli che, come nel caso di Piero e Matthias, sono anche coloro con cui lottiamo fianco a fianco nella nostra città. Continua a leggere »

Il meno peggio… mena peggio

 

Se qualcuno aveva ancora bisogno di prove, oggi la retorica del “sindaco amico”, del “meno peggio”, del “meglio lui che i fascisti”, ha dimostrato tutta la sua inconsistenza. Per chi si fosse perso gli eventi, oggi un corteo (autorizzato!) dei movimenti di lotta per la casa è stato caricato senza poter giungere in piazza del Campidoglio, dove contestualmente avveniva l’incoronazione di Ignazio Marino a nuovo sindaco di Roma. Le cariche, di spropositata violenza vista la natura pacifica del corteo, con le famiglie occupanti in ciabatte e figli al seguito, assumono una valenza ancora più significativa visto il loro movente. Infatti, la polizia ha impedito il passaggio del corteo perchè in piazza del Campidoglio avveniva parallelamente una folcloristica “manifestazione” di dieci militanti del Movimento Sociale Europeo, con Castellino in prima fila. Il ridicolo sit-in dei neofascisti “istituzionali” era peraltro senza autorizzazione (anche qui confermando quale valenza abbia oggi il concetto di legalità borghese). Continua a leggere »

La solitudine del palazzo

 

In questa settimana due eventi, in apparenza molto diversi fra loro, hanno confermato lo scollamento sempre più marcato fra mondo reale e palazzo, dove per questo intendiamo quell’insieme di ceto politico orbitante attorno ai palazzi della politica, siano essi nazionali, regionali, comunali o municipali. Da una parte il referendum bolognese sulla scuola, dall’altra le elezioni comunali, in particolar modo le elezioni comunali di Roma. Tutte e due hanno sancito una distanza, forse incolmabile, fra esigenze popolari e vuote rappresentanze di interessi. Continua a leggere »

La via demografica al socialismo

Nei giorni scorsi quasi senza che ce ne accorgessimo abbiamo raggiunto il milione di visitatori. Possiamo quindi affermare che la prima parte della nostro piano strategico è conclusa. Ora basta solo che ognuno voi/noi si riproduca e faccia almeno due figli così nel giro di un paio di generazioni saremo al potere. Daje che è l’uovo di Colombo: la via demografica al socialismo!

Il cagnetto a sei zampe (e tre colori) al guinzaglio delle sette sorelle (a stelle e strisce)

 

50 anni fa (e una decina di giorni, per la precisione), il 27 ottobre 1962, veniva fatto precipitare l’aereo di Enrico Mattei, demiurgo – più che presidente – dell’ENI, la creatura esapode cui dedicò la propria vita: alla vicenda, come è noto, si ispira “Petrolio”, l’ultimo lavoro di Pasolini, anch’egli ucciso poco prima che riuscisse a terminare l’opera e a pubblicarla: dopo il suo assassinio vennero fatte sparire le carte compromettenti della sua inchiesta, successivamente in parte ricomparse.

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Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

E’ uscito ormai da qualche settimana per i tipi della Editori Laterza un agile pamphlet di Luciano Gallino di cui ci sentiamo, pur con qualche critica, di suggerire la lettura. Una delle tesi di fondo da cui muove il sociologo torinese, e su cui ovviamente non possiamo che trovarci d’accordo, è che a dispetto di ogni “nuovismo” la nozione di classe sociale è tuttora fondamentale se si vuole tentare di comprendere la realtà che ci circonda. Continua a leggere »

Alluvioni, tempeste di neve, guerre di mala

Per la serie: dal marxismo ai riti apotropaici…

Der Kommissar

“Dreh dich nicht um – oh, oh, oh der Kommissar geht um – oh, oh, oh”… non voltarti il commissario ci gira attorno. Per chi se lo ricorda suonava più o meno così il singolo che nel 1982 portò il mitico Falco a scalare tutte le classifiche europee, un pezzo che si tramutò presto in un vero e proprio cult che credevamo dovessimo custodire gelosamente tra i nostri ricordi e che invece da qualche mese sembra essere diventato la colonna sonora dell’Unione Europea. Continua a leggere »

Riflessioni sugli indignados di tutta Europa/Parte terza

 

Una conclusione o una speranza

 

Nonostante quanto detto nei post precedenti, queste mobilitazioni che hanno caratterizzato la primavera europea e araba continuano a soffrire di evidenti limiti politici che non le fanno mai condizionare la realtà politica dei paesi. Eppure la durata e l’imponenza di certe manifestazioni sarebbero bastate, negli anni settanta, a far cadere governi o a promuovere riforme progressive di ben altro tenore. Anche gli apparenti cambiamenti nel Maghreb sono dovuti più ad una spinta internazionale in favore del cambiamento che alla forza esplicita dei movimenti. Più ad una dichiarazione di Obama che a trenta morti in una manifestazione. E infatti, nonostante in Egitto continuino a prodursi manifestazioni e proteste, il disinteresse internazionale le sta relegando ad una sostanziale inutilità, o quantomeno all’impossibilità di incidere alcunché. Perché tutto questo? Continua a leggere »

Riflessioni sugli indignados di tutta Europa/Parte seconda

 

Le proteste contro i partiti e il ruolo dei social network

 

Una delle cose che accomuna effettivamente le manifestazioni di questi mesi è il rifiuto di un certo tipo di politica, nonché il netto rigetto dell’organizzazione partitica quale strumento per governare la democrazia. Insomma, non solo la politica non è vista più di buon occhio, anche se ci si mobilita politicamente per realizzare degli obiettivi, ma di certo il partito in quanto tale non è più lo strumento che viene ritenuto più efficace per veicolare i propri messaggi e per organizzarsi. Non è una protesta contro i partiti che ci governano o che ci hanno tradito dagli scranni dell’opposizione, ma è una protesta generale contro il modello-partito (questo vale ovunque meno che in Grecia). Questo è direttamente connesso al ruolo essenziale che hanno assunto Internet, i blog e i social network come fattore organizzativo e mobilitante delle proteste stesse. Continua a leggere »