Renata Polverini? I lavoratori…

Renata Polverini? I lavoratori…


In Italia quello che accade in provincia raramente trova spazio nella cronaca. A volte sembra che si faccia politica solo nelle grandi città, come se i piccoli centri non avessero le loro richieste, i loro diritti, i loro conflitti. Succede infatti che la Polverini abbia presentato il piano regionale per risanare i conti della sanità e i cittadini abbiano scoperto che presto ben ventiquattro ospedali (situati ciascuno in un piccolo centro del Lazio) verranno depotenziati in poliambulatori, primo passo verso una probabile chiusura. Ventiquattro ospedali nella sola Regione Lazio, senza contare le centinaia di posti letto che perderanno anche gli ospedali romani. Monterotondo, Palombara Sabina, Subiaco, Zagarolo, Rocca Priora, Anzio, Arpino, Pontecorvo, Ariccia, Sezze, Minturno, Anagni, Ceccano, Ferentino, Arpino, Isola Liri, Minturno, Bracciano, Acquapendente, Montefiascone, Ronciglione, Magliano Sabino, Amatrice, Atina, …: sono ventiquattro piccoli centri (in qualche caso neanche tanto piccoli: si tratta di città con decine di migliaia di abitanti) che presto si troveranno un piccolo presidio sanitario, al posto del loro ospedale. Nel Lazio la sanità ha funzionato così, negli ultimi anni: la giunta Storace ha pensato bene di sperperare milioni in convenzioni con le cliniche degli amici e degli amici degli amici (il Lazio era l’unica Regione italiana nella quale la spesa della sanità privata convenzionata era superiore alla spesa della sanità pubblica…), la giunta Marrazzo ha pensato bene di ridurre il debito (ma perché? Per fare un favore a Storace?) chiudendo qualche ospedale (con la destra che lo attaccò pesantemente, dicendo che non difendeva i malati), la giunta Polverini adesso si dedica a misura draconiane, chiudendo ospedali come se stesse togliendo convenzioni con cliniche private. Ben sapendo che gli ospedali nei piccoli centri – dove sicuramente ci saranno anche sprechi e spese irrazionali – spesso servono malati che hanno difficoltà a spostarsi nelle strutture sanitarie di Roma (peraltro notoriamente congestionate). Ben sapendo che dietro la chiusura di un ospedale non c’è solo il menefreghismo verso il malato, ma anche il disprezzo per tutto il personale che lì lavora, a ogni livello. E brava la Polverini! Ma qualcuno non diceva che sembrava di sinistra?! Sì, certo, la sinistra come il PD…
Fatto sta che i lavoratori incominciano a organizzare la protesta, in qualche caso anche in modo fantasioso e totalmente condivisibile. Nell’ameno centro di Pontecorvo – provincia di Frosinone – lo scorso venerdì si è tenuto il consiglio comunale per parlare del rischio chiusura dell’ospedale. In contemporanea i lavoratori appendevano dal suddetto ospedale un manichino della Polverini, con la scritta “La vogliamo così”. Non c’è che dire, pienamente d’accordo. Anzi, appesa a testa in giù veniva ancora meglio!