Cronache di lotta dallo sciopero dei facchini

Cronache di lotta dallo sciopero dei facchini

 

Non sappiamo se la lotta pagherà, ma di certo oggi è stata una giornata che possiamo dire riuscita su tutti i fronti. Parliamo di quel che è accaduto a Roma, con la consapevolezza di una mobilitazione importante anche nel resto dell’Italia “logistica”, quei nodi della produzione sempre più cuore pulsante del profitto capitalista nei paesi a “capitalismo maturo”. Sin dalle 8 di mattina più di trecento persone, facchini, driver, compagni, occupanti di case, hanno bloccato l’accesso agli stabilimenti della logistica di via di Salone, centro della zona industriale romana. Uno sciopero che non è stato soltanto un appuntamento di lotta per i lavoratori del settore logistico, ma che ha visto prodursi due sinergie decisive per la possibile generalizzazione politica delle vertenze sindacali:

da una parte hanno scioperato sia i facchini che i driver, due categorie interne alla produzione logistica, ambedue sfruttate, ma divise da tipologie contrattuali e salariali differenti tipiche della lotta fra poveri (e non a caso i driver – gli autisti dei furgoni – sono quasi esclusivamente italiani, a differenza dei facchini in stragrande maggioranza stranieri, e anche questa è una solidarietà importante); dall’altra, la convergenza tra lotte diverse, e in particolare l’unione fra la vertenza sindacale della logistica e la lotta per la casa. Davanti ai cancelli la maggior parte delle persone proveniva infatti proprio dalle occupazioni situate nel quadrante est della città, rafforzando la solidarietà effettiva delle lotte.

Lo sciopero, assolutamente riuscito in termini sindacali con punte del 100% in alcuni magazzini e comunque superiore al 50% dei lavoratori negli altri limitrofi, ha visto non solo un enorme picchetto all’entrata dei magazzini, ma anche un corteo spontaneo di circa cinquecento persone, che dai magazzini ha portato, bloccando la Tiburtina, alle occupazioni abitative nei pressi della grande arteria cittadina. Mentre scriviamo è ancora in corso il blocco itinerante, che si inserisce peraltro nella giornata di sciopero sociale indetta dai movimenti sociali. Finalmente una giornata di lotta che ci riporta a casa con il sorriso sulle labbra, consapevoli della sua “eccezionalità”, ma che apre un viatico importante per le prossime mobilitazioni, che non potranno più non riguardare il salario, diretto e indiretto, quale tema dirimente di ogni lotta sociale.

http://youtu.be/k3DmRaCF45U