Contro l’Unione europea del liberismo e delle guerre: il 25 marzo mobilitazione nazionale contro il vertice Ue

 

Senza sprezzo del ridicolo, l’Unione europea delle guerre, del liberismo, delle lobby finanziarie, della speculazione, delle controriforme sociali, della povertà generalizzata, celebrerà se stessa in un vertice tanto inutile quanto simbolico. Inutile perché i luoghi decisionali della Ue sono altrove, non certo nella fanfara dei vertici autocelebrativi. Simbolico perché la Ue proverà a presentarsi come luogo-istituzione del progresso e della democrazia liberale, nonostante il ventennio di spoliazione che questa ha materialmente significato per le classi lavoratrici europee. Un trionfo di retorica liberale si abbatterà come una slavina sulla città e sul paese intero. Questo vertice va allora contestato con ogni mezzo necessario. Va impedita la narrazione unica che vuole l’Unione europea come portavoce della democrazia, come espressione dei diritti umani (a corrente alternata), del libero mercato come unico orizzonte di sviluppo, delle guerre umanitarie e dei pogrom sui flussi migranti. Per queste e altre mille ragioni, l’unica mobilitazione decisa a esprimere la rabbia popolare contro questa istituzione canaglia è quella che partirà alle 14 da piazza della Repubblica. Una manifestazione finalmente di rottura: tanto con la Ue quale ente liberista e irriformabile, quanto con i tatticismi di quella sinistra europeista sempre prona ai vincoli politici e culturali dell’ideologia neoliberale. Una manifestazione finalmente unitaria, dove troveranno posto le articolazioni maggiori della sinistra antagonista. Una manifestazione finalmente di classe, che ha come obiettivo strategico proprio quello di organizzare un pezzo di società nemica degli interessi europeisti.

Nonostante i proclami mediatici dei populismi anti-europeisti, nei fatti nessuno di questi avrà la voglia di contestare davvero il vertice Ue. Solo il ridicolo “polo sovranista” dei fascisti riciclati di Alemanno e Storace ha indetto una manifestazione di testimonianza, forti della loro inutilità nella scena politica. Lega e M5S per ora tacciono. Non tace invece la sempiterna sinistra di complemento, che tramite l’Arci e Cgil ha lanciato nientemeno che la “piazza europeista” (perché non aderire direttamente al vertice Ue, a questo punto…). In una città apparentemente invasa di mobilitazioni, questo 25 marzo impone una scelta di campo: da una parte la rabbia sociale contro il liberismo europeista, dall’altra quella borghesia “democratica” (o reazionaria) collusa con quelle stesse politiche. Non si può restare nel guado, non ci si può voltare dall’altra parte, in questo caso. In una piazza che finalmente griderà il suo NO al liberismo europeista, questo NO prenderà le forme che la crisi economica ha già determinato nel paese. Non c’è più spazio per le mediazioni riformiste.