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L’estate del rosso-bruno

 

Da qualche settimana il termine “rossobruno” vive una seconda giovinezza. Poche discussioni politiche possono svolgersi senza che venga tirato fuori il decisivo epiteto, utile come battuta o come scomunica a seconda dei casi. Il più delle volte, però, questo termine viene citato a sproposito, non contestualizzato o non completamente inteso. Ogni tanto diviene, semplicisticamente, sinonimo di fascista, dunque vengono identificati i rossobruni con “quelli di casapound” (o cose simili). Altre volte viene usato al posto di nazista, determinato non da una particolare presa di coscienza, quanto dall’assonanza alle famigerate “camicie brune” naziste, le SA. A volte, ci è anche capitato di udire discussioni in cui rossobruno veniva utilizzato, a cuor leggero, come offesa ai “compagni che sbagliavano”, quei compagni che magari assumevano posizioni vicine alla destra neofascista.

Grande è la confusione sotto il cielo del rossobrunismo, dunque, ma la situazione non è per niente eccellente. Analisi e categorie che davamo per scontate rientrano dalla finestra meno comprese di prima. E dire che tanti, fra i compagni, nel corso degli anni si erano prodigati a spiegare il fenomeno, a tenerlo d’occhio e, a volte, a smascherarlo (un esempio fra i molti). Si perché una delle caratteristiche del rossobrunismo è quella di mimetizzarsi talmente bene da passare inosservato persino ai compagni più attenti.

Fra nazi-maoismo e comunitarismo

Rossobruno è un termine relativamente recente, che va a identificare quelle aree politiche che una volta si sarebbero definite, più sinteticamente e più efficacemente, nazi-maoiste. Nel corso degli anni, soprattutto nei primi anni novanta, il nazimaoismo mandato in pensione dalla fine delle ideologie cambiava definizione ma non sostanza, identificandosi col “comunitarismo”.

I rossobruni si mimetizzano molto bene, nascondendo la loro identità politica ben argomentata dietro simbologie e parole d’ordine apparentemente di sinistra. Ma una cosa principalmente caratterizza tutta l’area rossobruna:  ogni fenomeno della vita collettiva viene interpretato come episodio di politica internazionale. Nel fare questo, si servono di una determinata materia scientifica, la geopolitica, strumento analitico col quale interpretano ogni fenomeno politico rilevante. Lo sviluppo sociale è determinato, secondo questa, dalla continua dialettica fra blocchi nazionali o macroregionali culturalmente omogenei e in contrapposizione, in perenne scontro fra loro per l’egemonia – o la sopravvivenza – culturale. Anche i singoli episodi della vita sociale nazionale (il termine nazionale è una costante, mentre mai o quasi mai viene citata la parola stato – se non come sinonimo di comunità nazionale) derivano le proprie cause – e la spiegazione generale – dai rapporti di forza internazionali. In questo scontro globale, il concetto di Stato diviene sinonimo di Nazione, e questo viene assimilato a quello di Popolo. Altra caratteristica peculiare del rossobrunismo è la costante rivendicazione identitaria ed etnicista. Ogni scontro statale si trasforma così in scontro fra nazioni, e cioè in scontro fra popoli. Nel fare questo, il rossobrunismo (e tanta parte della geopolitica), inventano di sana pianta territori e culture assolutamente artificiali, come ad esempio il concetto di “Eurasia”, o “Eurabia”, mitiche regioni accumunate culturalmente dall’opposizione all’egemonia statunitense. Leggiamo questa definizione di Eurasia e dei problemi ad essa sottostanti che ne fa Claudio Mutti, storico nazimaoista ora direttore della rivista omonima “Eurasia”, la “rivista di studi geopolitici”

Il presupposto della visione eurasiatista è espresso da Mircea Eliade, quando ci ricorda che esiste una “unità fondamentale non solo dell’Europa, ma di tutta l’ecumene che si estende dal Portogallo alla Cina e dalla Scandinavia a Ceylon”. Sul piano geopolitico, a questo concetto corrisponde il progetto di un raccordo tra i “grandi spazi” in cui il continente eurasiatico si articola: quello russo, quello estremo-orientale, quello indiano, quello islamico, quello europeo. Alcuni di questi grandi spazi sono già adesso riuniti intorno ad un “polo” geopolitico (ad esempio la neonata Unione Eurasiatica), mentre altri sono ancora privi, del tutto o in parte, di unità e di sovranità politica e militare. Quest’ultimo è il caso dell’Europa, la quale, vincolata agli Stati Uniti d’America per mezzo della NATO e governata da classi politiche collaborazioniste, ha saputo esprimere soltanto una precaria unità economica e monetaria.

Lotta fra nazioni e complottismo

Quando i rossobruni parlano di scontro fra est e ovest, ad esempio di conflitto – latente o palese – fra Stati Uniti e Russia, intendono uno scontro fra il popolo russo e il popolo statunitense per l’affermazione della propria egemonia culturale (di cui le elites politiche non sono che l’espressione della volontà generale del popolo). In tutta questa retorica, scompare ogni analisi sociale e contraddizione di classe. Le società sono blocchi omogenei, con una propria cultura e una propria mentalità, da difendere, perennemente sotto attacco di un qualche nemico esterno. I problemi sociali, così come la stessa disparità sociale, sono sempre determinati da un qualche fattore esterno destabilizzante, da combattere ed eliminare per tornare ad un passato mitico di pace e prosperità. In questo senso, altra teoria forte del rossobrunismo è quella del complotto. Se lasciata libera, una nazione, cioè la sua comunità etnico-culturale, progredisce armonicamente. I fattori destabilizzanti derivano da complotti, perché non possono, costitutivamente, nascere dal seno del popolo, ma provenire unicamente dall’esterno. A questo proposito, una delle affermazioni preferite dai rossobruni è questa, di Nietzsche:

L’Europa, una volontà unica, formidabile, capace di perseguire uno scopo per migliaia di anni

Come abbiamo detto, scompare ogni forma di analisi di classe e di eterogeneità sociale. La società è un blocco unico omogeneo, diversificata al suo interno per propria e autonoma scelta organizzativa dettata dall’articolazione delle competenze. Il nemico può essere anche all’interno del corpo sociale, ma solo in quanto “venduto” a interessi esterni, internazionali. A questo proposito, riportiamo gli obiettivi che dovrebbero caratterizzare la battaglia del popolo russo contro quello americano: qui La Russia, Una, Indivisibile e Ortodossa. Come vediamo, scompare ogni dinamica di classe. La Russia, così come ogni altro paese, non è uno Stato con le sue proprie distinzioni sociali. Non ci sono ricchi e poveri, né padroni o lavoratori, né elites sociali e cittadini comuni. Il “bene comune” è identificato con la sua unità territoriale e culturale, e la sua tradizione religiosa. Queste sovrastrutture, lungi dall’essere la stratificazione di un dominio di una classe su un’altra, sarebbero il patrimonio comune di ogni russo. La cultura *ufficiale* di un paese si confonde con la cultura dei suoi cittadini; la mentalità delle elites sociali e dei padroni viene identificata con quella dei lavoratori. La lotta di classe, concetto novecentesco, è sopravanzata da rapporti di forza internazionali che la attraversano in ogni momento e ne prendono il sopravvento, rendendola un concetto obsoleto.

I rossobruni e l’anticapitalismo

A questo punto, saremmo portati a credere che tali personaggi siano facilmente identificabili e smascherabili. Se non fosse che, insieme a questa di visione del mondo, tali discorsi sono venati da una profonda retorica anticapitalista (ad esempio) . Bisognerebbe però indagare bene su questo loro presunto anticapitalismo. Anzitutto, la loro avversità al capitalismo sembrerebbe avere come obiettivo unicamente il capitalismo statunitense, visto che, al contrario, i capitalismi di tutti gli altri paesi, formalmente nemici degli interessi americani, vengono invece difesi ed esaltati come modelli di sviluppo sovrano da difendere. Dunque, ad esempio, la Russia Indivisibile e Ortodossa non viene accusata di essere uno stato capitalista, mentre questa sarebbe la peggiore accusa al modello americano. In secondo luogo (ma in realtà presupposto fondamentale), il capitalismo è identificato con la finanziarizzazione economica, e le problematiche geopolitiche sostanzialmente generate da fattori che turbano lo sviluppo economico “naturale” (a seconda dei casi: le banche, gli ebrei, il fenomeno migratorio, il signoraggio, ecc..). Insomma, quando parlano di “capitalismo” non intendono quello che intendiamo noi, ma una serie di non meglio precisate degenerazioni dello stesso che altererebbero il sistema.  Sviscerando alla radice tale retorica, il loro anticapitalismo non risulterebbe altro che un più modesto anti-liberismo. Infatti, coerentemente con la propria visione del mondo, i rossobruni sono si sinceramente anti-liberisti, ma in chiave autarchica e corporativa. Il mercato dev’essere libero, ma coordinato dal potere politico statale, che deciderebbe in base al presunto bene comune della nazione. Anche il loro supposto “socialismo nazionale” si risolve in nient’altro che in un mero capitalismo corporativo, forse anti-liberista ma non per questo più edificante. Esattamente il modello della Germania nazista degli anni trenta.

I rossobruni e la sinistra anticapitalista

Sulla loro posizione anticapitalista nascono la maggior parte degli equivoci. Infatti, nella loro posizione concettuale contro gli Stati Uniti, aggregano al carrozzone rossobruno ogni Stato o movimento internazionale si opponga agli USA. Dunque vanno bene tutti, da Ahmadinejad  a Chávez (e anche qui, ma ci vuole fegato) , da Cuba alla Russia. Le contraddizioni evidenti con il pensiero della sinistra anticapitalista sono ovvie, ma non per questo immediatamente evidenti. Per la sinistra anticapitalista esiste processo economico di accumulazione e accentramento del capitale, che tenta storicamente di liberarsi dalle maglie della mediazione politica (frutto dei rapporti di classe esistenti) per gestire autonomamente e senza condizioni lo sviluppo produttivo (quello che, sinteticamente, una quindicina d’anni fa, iniziavamo a chiamare globalizzazione). Sommato a questo processo economico, ce ne è uno più politico, o di politica economica, che una volta veniva definito imperialismo, e cioè il tentativo del capitale (e dei suoi referenti politici) di espandersi controllando porzioni di territorio strategiche per il suo sviluppo. Nel fare questo, interveniva direttamente (politicamente) o indirettamente (economicamente) nelle questioni politiche di altri stati indipendenti, promuovendo guerre, destabilizzazioni, colpi di stato, ecc… Fatta questa premessa, dunque, mentre noi consideriamo (ad esempio) l’Iran evidentemente un obiettivo dell’imperialismo americano-europeo, visto che controlla determinanti giacimenti petroliferi, nonché politicamente un elemento “riottoso” rispetto alla pax regionale che vorrebbero imporre Israele e l’Arabia Saudita, per i rossobruni l’Iran è un modello di sviluppo possibile – anzi invidiabile – basato sulla fede e l’etnicità, sull’identità forte e sul controllo etico del libero mercato. Per noi, invece, affermare che Ahmadinejad è oggettivamente un elemento di disturbo per l’imperialismo statunitense non ci porta però a nascondere la realtà dei fatti iraniana, che è una realtà capitalista e teocratica, e come tale da combattere. Solo che la via d’uscita iraniana non può in alcun modo convergere verso un’ipotesi liberale, perché questo trasformerebbe l’Iran in una specie di Arabia Saudita, cioè un paese con lo stesso modello di sviluppo (capitalista), lo stesso livello di sviluppo dei diritti umani, con uno stato sociale più ridotto e asservito agli interessi statunitensi, e dunque non più un “problema” ma l’ennesimo stato-servo di interessi “altri”. Insomma, il cambiamento – necessario – in Iran (come in ogni altro paese opposto agli interessi americani), deve venire dalla lotta di classe (declinata in varie forme) e dall’autodeterminazione del proprio popolo, e non dalla longa manus statunitense. Stesso discorso vale per la Russia odierna, la Siria, e per ogni altro stato che viene attaccato direttamente e indirettamente dall’imperialismo statunitense.

Chiarita questa differenza, possiamo concludere con una nota storica. I nazi-maoisti, o comunitaristi, oggi rossobruni, esistono più o meno da cinquant’anni, non sono certo una scoperta recente. Fino a quando però era presente il problema politico dell’Unione Sovietica, del socialismo reale e politicamente possibile, questi erano chiaramente nel campo nemico, capitalista e anti-comunista, e questo li rendeva immediatamente identificabili dai compagni. Oggi, scomparso il problema politico del socialismo, questi si sono confusi con la retorica anti-globalizzazione. Hanno iniziato ad usare linguaggi a noi affini, e dotarsi di una simbologia para-socialista che li rende facilmente fraintendibili. Rimangono in ogni caso pochi. L’utilizzo efficace della rete ha ingigantito un problema che è difficilmente riscontrabile nella vita reale. Infatti, tali formazioni, oltre che essere assolutamente elitarie – proprio per la loro natura “accademica”, nella stragrande maggioranza dei casi non esistono se non virtualmente. Le iniziative che raramente producono, vedono la presenza di poche unità di persone, il più delle volte parenti degli stessi organizzatori. Altre volte, invece, qualche esponente della sinistra – più o meno radicale – ci casca, e avalla operazioni politiche o culturali che invece dovremmo combattere, esattamente come combattiamo il neofascismo. Presenziando a tali iniziative, si sdogana un mondo effimero e ristretto, ma che potrebbe divenire importante se venisse legittimato quale interlocutore politico credibile. La caduta storica dell’ipotesi politica socialista ha portato a sinistra molti “intellettuali” che una volta sarebbero stati a destra o “democratici”. Questa congrega, oggi saldamente nel campo della sinistra, cede alle sirene geopolitiche del rossobrunismo proprio perchè, non essendo mai stati comunisti, non fanno dell’antifascismo uno dei valori fondanti del proprio essere politico. Evitiamo di fare i nomi perchè altre volte si sono dimostrati interessanti pensatori, ma ribadiamo il concetto: nessuna legittimazione ci può essere verso chi sfrutta l’armamentario simbolico della sinistra per affermare idee aberranti.

 

 

 

 

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80 comments to L’estate del rosso-bruno

  • rebeldia

    Un fenomeno risibile, quello dei rosso-bruni, troppo amplificato dalla rete e dai social network, dove bastano poche persone a creare movimenti d’opinione,ma che di fatto non hanno nessuna incidenza nella società, oltre che diffondere ideali e slogan altrui, non hanno nessun radicamento nei ceti più deboli ed emarginati , restando confinati nei circoli e nei salotti di qualche intellettuale ed economista.Quanto a Chiesa e Grimaldi, non credo che non siano in grado di distinguere chi organizza manifestazioni, ed eventi, per altro sempre di scarsa partecipazione e richiamo, solo che spesso parlando di argomenti come imperialismo, sionismo,dittatura della finanza e delle banche è facile che si incroci la strada, tra chi combatte veramente la violenza del capitale e chi prova solo a sfruttare le situazioni, magari per vendere qualche libro in più.Comunque, rosso-bruni o meno, ma chi se ne frega, la notizia buona è che, come al solito dove passano gli americani seminando vento, quello che raccolgono è solo tempesta, tanti saluti al caro ambasciatore, ai suoi 007 o navy seal che fossero, non sempre invadere stati sovrani e infangare usi e tradizioni locali porta bene. http://www.corriere.it/esteri/12_settembre_12/libia-bengasi-ucciso-ambasciatore_9cdcc7ac-fcb9-11e1-8750-e7d636bddd26.shtml

  • Z

    “In questo senso, altra teoria forte del rossobrunismo è quella del complotto. Se lasciata libera, una nazione, cioè la sua comunità etnico-culturale, progredisce armonicamente. I fattori destabilizzanti derivano da complotti, perché non possono, costitutivamente, nascere dal seno del popolo, ma provenire unicamente dall’esterno.”
    Un po’ come la caduta dell’unione sovietica determinata secondo alcuni “rossobruni” esclusivamente dalle ingerenze della CIA, giusto?

  • hoo_liang

    nel capitalismo ,inteoria tutte le guerre hanno una natura imperialista, tranne una: la guerra civile del proletariato contro la borghesia.Ma per dirla con Trotsky : «L’imperialismo è quella fase del capitalismo in cui quest’ultimo, dopo aver realizzato tutto ciò che è in suo potere, comincia a declinare.» La causa del declino risiede in questo: che le forze produttive sono incatenate dalla struttura della proprietà privata, così come dai confini degli stati nazione. L’imperialismo cerca di spartirsi e ripartirsi il mondo. Al posto delle guerre nazionali ci sono le guerre imperialiste. Esse sono di carattere completamente reazionario, e sono l’espressione dell’impasse, della stagnazione e dell’imputridimento del capitale monopolistico.

    Il mondo, tuttavia, resta ancora molto eterogeneo. Il coercitivo imperialismo delle nazioni avanzate è in grado di esistere solo perché restano sul nostro pianeta le nazioni arretrate, le nazionalità oppresse, i paesi coloniali e semicoloniali. La lotta dei popoli oppressi per l’unificazione nazionale e l’indipendenza nazionale è doppiamente progressiva perché, da un lato prepara condizioni più favorevoli per il loro proprio sviluppo, mentre dall’altro infligge dei colpi all’imperialismo. Questa, in particolare, è la ragione per cui, nella lotta fra una civilizzata, imperialista, democratica repubblica e un arretrata, barbarica monarchia in un paese coloniale, i socialisti stanno interamente dalla parte del paese oppresso, nonostante la sua monarchia, e contro il paese oppressore, a dispetto della sua “democrazia”.

    L’imperialismo maschera le proprie peculiari aspirazioni – la conquista delle colonie, dei mercati, delle fonti di materie prime, delle sfere d’influenza – con idee come “la salvaguardia della pace contro gli aggressori”, “la difesa della patria”, “la difesa della democrazia”, ecc. Queste idee sono false da cima a fondo. Compito di ogni socialista non è supportarle ma, al contrario, smascherarle davanti al popolo.

  • ca_dy

    non se ne sentiva il bisogno.

  • hoo_liang

    di un apporto teorico? di conoscere un classico del leninismo? o ti riferisci al post dei compagni di militant sul rossobrunismo?

  • hoo_liang

    ho citato questo di Trotsky , perche quando militant ha provato a dire una cosa simile sono stati tacciati di rossobrunismo, inerenza quindi mi sembra ci sia.

  • stefano

    No il troscosatanismo no!
    Comunque di rossobrunismo sono accusati anche “li mejo compagni”. C’è un deserto in Italia: che dire, rispetto al Manifesto,alla CGIL,alla sinistra anticomunista è innegabile che (sbagliando) qualcuno potrebbe preferire gli slogan del Dugin di turno.
    E’ tutta una questione di anticorpi compagni e di liberarci di opinionisti, opportunisti e hooligans del regime democratico.

    PS: i nipotini ignoranti di Trotsky mi fanno veramente vergognare.

  • Militant

    Alcune precisazioni:

    1) quando diciamo che le varie aree rossobrune si servono della geopolitica, non per questo affermiamo che *tutta* la geopolitica è direttamente funzionale a un discorso di destra, o identitario o anti-classista. Dipende da come la si usa: se la si utilizza come uno fra i tanti strumenti per interpretare la realtà, oppure come *la scienza* esatta con cui analizzare i rapporti sociali, o a cui riportare tutto l’esistente.

    A questo proposito, un esempio: quando dieci anni fa più di qualche compagno interpretò (giustamente) la guerra in Afghanistan come espediente per il controllo di un territorio su cui doveva sorgere l’oleodotto che avrebbe consentito agli Stati Uniti di bypassare i territori russi, si serviva di categorie geopolitiche, ma non per questo sbagliate o “di destra”. Era una verità (parziale, perchè non era solo quella la spiegazione, ma non per questo meno reale), dei motivi concreti che portarono gli U.S.A. alla guerra contro i talebani.

    http://www.senzasoste.it/internazionale/afghanistan-tutte-le-bugie-sulla-guerra-degli-oleodotti

    http://www.marxismo.net/afganistan/la-guerra-degli-oleodotti

    2) Concordiamo con Rebeldia sull’assoluta vacuità e inesistenza del fenomeno rosso-bruno in Italia. E’ una realtà che viaggia solo in rete e su riviste mai lette da nessuno, se non da chi ci scrive sopra. Non per questo, però, non è utile fare delle precisazioni, visto che l’ignoranza di molti commentatori estivi ha portato a dare dei rossobruni ai compagni (o anche solo a insinuare il dubbio, cosa ancora peggiore), come se fosse un epiteto fra molti. Dunque, meglio riapprofondire il fenomeno per dare degli strumenti utili non tanto ai navigatori della rete, gente che rimane virtuale, ma onde evitare che magari “de visu” qualcuno se ne uscisse con cose simili, togliendo ogni possibilità di replica civile.

    3) @ Z
    Non capiamo bene il senso del messaggio, ma chiaramente la caduta dell’Unione Sovietica non fu causata da complotti della CIA (che, in ogni caso, lavorò scientificamente per cinquant’anni per produrre quella caduta). La sconfitta del socialismo reale deriva – ma come tutti i passaggi storici – da una serie di problematiche interne e esterne. L’Unione Sovietica non fu mai completamente libera di svilupparsi, costantemente sotto attacco globale contro il modello socialista da lei espresso, ma questo non può certo minimizzare la serie di problemi e questioni interne che portarono alla caduta di quel modello, anche, e forse soprattutto, dall’interno, per suoi peculiari problemi politici ed economici che non seppe risolvere.

  • Eccezionale disamina del neofascismo ‘rossobruno’ e dei modi per sgamarlo. Io ci aggiungerei in modo più calzato l’antisemitismo: se per noi compagni Israele è la portaerei degli interessi Usa in Medio Oriente, per i ‘rossobruni’ è l’opposto…gli Usa e tutto l’Occidente sono, a loro dire, una serie di Stati fantoccio in mano ad Israele e, in generale, agli ebrei (che loro chiamano genericamente ‘sionisti’, perchè dire ‘ebrei’ è oggi politicamente impresentabile)…ovvero il classico topos nazista dell’internazionale giudaica che sarebbe alla base di ogni ‘degenerazione’, dalla democrazia, al capitalismo, al comunismo.

  • ca_dy

    non si sentiva il bisogno di un ennesima lista di boriose precisazioni, di accusine e fregnacce.
    che poi questa cosache i fasci si vogliano camuffare e infiltrare il movimento è proprio una cagata pazzesca.

    la geopolitica è un ottica e uno strumento di analisi in mezzo ad altri sicuramente ma in questa fase è di fobdamebtale importanza perchè è con gli altru strumenti si annaspa nel buio.

  • visitatore estivo

    aldilà di tutto, ma la foto è vero o finta
    cioè quella testa rasata in mezzo a quelli?
    mi sembrano russi.

    vorrei invece chiedere a militant (io sono uno dei visitatori estivi) se nel rossobruno c’è anche l’accostamento a terzaposizionisti.

    negli anni oltre che radicali e socialisti postcraxi, a me ha sempre destato ambiguità tilgher con il suo fronte nazionale mi pare, sicuramente fascio ma era riuscito nel suo piccolo ad avere quella “posizione”, da voi descritta, come rischio di essere preso sul serio e come interlocutore delle parti.

    non volete fare nomi, ma credo che tra i primi posti della lista ci sia massimo fini.

    ultima nota, i tanti mentana-lerner-mimun-sgarbi-costanzo-ferrara e compagnia bella, sono da voi visti come ebrei infiltrati e stipendiati (ebrei nel senso di religione), sionisti, pidduisti, democratici, complottisti, rossobruni, radical chic, agenti cia, intelletuali, destabilizzatori, o semplici “comunicatori” alle masse?
    ci tengo a questa domanda, perchè comunque, al dilà di controinformazione e politica da bar, questi tipi di persone spostano il 60% della popolazione italiana, voti, consensi e punti di vista.

    l’avere avuto disinteresse e indifferenza nei loro confronti non ha fatto altro che peggiorare il tutto, consentendo poi le tante mattanze e schifezze all’italiana.

  • Militant

    La foto è vera, e quelli sono i nazional-bolscevichi russi, un gruppo rossobruno identitario e nazionalista con ben altre capacità di aggregazione rispetto alle macchiette italiane.

    @ visitatore estivo
    Premesso che il nazi-maoismo è una corrente interna alla destra neofascista almeno dalla metà degli anni sessanta (dunque non sta emergendo niente di nuovo in questi anni), i problemi sorgono secondo noi dalla caduta dell’ipotesi comunista (e di una possibile vittoria comunista in Italia). I gruppi come Terza Posizione erano neofascisti e basta, senza ambiguità, non tentavano il mescolamento e avevano come obiettivo il contenimento politico di ogni organizzazione di sinistra. Il loro definirsi nè nel campo della destra nè in quello della sinistra era chiaramente una boutade, visto che nella realtà dei fatti il loro ruolo fu sempre quello di manovalanza del sistema anti-comunista.

    I rossi bruni si riscoprono “non anti-comunisti” e per la Russia forte un attimo dopo la sua scomparsa: finito il pericolo, il loro ruolo non ha più senso strategico all’interno del sistema italiano. Questo, oltre che renderli ambigui, li rende anche inutili. Finiscono i finanziamenti, finisce il compito storico, si dileguano i militanti.

    Non capiamo invece il senso del resto della domanda? Cosa c’entrano con il fenomeno rossobruno tutta la seria di giornalisti che hai tirato fuori?

    @ Ca_dy
    “che poi questa cosache i fasci si vogliano camuffare e infiltrare il movimento è proprio una cagata pazzesca.”

    http://www.militant-blog.org/?p=82

    http://www.militant-blog.org/?p=127

    http://www.militant-blog.org/?p=1716

  • hoo_liang

    @ militant: ma che gli rispondete pure a questi?.per me so tutti rossobruni,attirati da un articolo scritto su di loro. tranne Bruno e rebeldia!

    ps: Stefano: incredibile quante cazzate si dicono qsu internet quando sai che non prendi una capocciata in faccia, eh? sai dopo come ti dovresti vergognare!

  • ca_dy

    @militant
    1 si è visto infatti che pericolo che sono stati. presi a mazzate e svergognati alla prima uscita.
    2 io intevo comuque di infiltrarsi tra i compagni camuffandosi da rossi…i movimenti studenteschi dell.onda non mi semmbravano proprio “compagni”. senza fare polemiche settarie che non è il punto.
    @hoo_liang
    che fai cadi anche te nel giochino dell.untore?

  • stefano

    Ma io come al solito torno a dire che “l’estate è stata dei rossobruni” perchè i compagni sono, il più delle volte assenti (o,se presenti, con delle posizioni fantozziane). Quindi cerchiamo un pò di entrare con forza nelle questioni internazionali non rimanendo in disparte con il dente avvelenato: guardate ad esempio alla manifestazione del 20 settembre a Roma,in vista della quale stiamo intasando indymedia di post patetici e piagnucolosi sull’adesione di 3 stronzi forzanovisti.
    Non ci piace la “costruzione” di una manifestazione di solidarietà verso il popolo siriano? Bene, facciamone una noi; ma se continuiamo con la lotta da tastiera non stupiamoci di un probabile prossimo “autunno del rosso-bruno” (è quello che ci meritiamo).
    PS: ai leoni da tastiera che pensano che ste cose non le dica in pubblico rispondo solo che non mi conoscono evidentemente..ah,mi fai solo vergognare con le tue minacce (dai uno sguardo ai “principi del leninismo” di Stalin, magari lui riesce a farti comprendere qualcosina sul fenomeno dell’imperialismo).
    Che gente patetica cazzo!

  • stefano

    ahahah
    poi a dimostrazione di quello che scrivo: quanto c’è voluto perchè arrivasse un “radicale” ad accusare tutti quanti di fascismo?!
    Dai su, vai tra i veri compagni, li trovi tra i socialisti rivoluzionari e i sinistricritici, li manco l’ombra di ambiguità,sono tutti puri come piacciono a te. Inizio a stufarmi di incontrare sta miseria pure qui,ovunque!

  • Lorenzo

    @ Ca_dy
    “che poi questa cosa che i fasci si vogliano camuffare e infiltrare il movimento è proprio una cagata pazzesca. (…) io intevo comuque di infiltrarsi tra i compagni camuffandosi da rossi…”

    Sempre quattro gatti sono, ma…

    “avevano bandiere rosse uguali con i simboli antifa”
    Presenza di autonomi nazionalisti a pavia
    http://lombardia.indymedia.org/node/28815

    Smascheriamo gli autonomi nazionalisti
    http://lombardia.indymedia.org/node/28850

  • Io credo che il pericolo ‘rossobruno’, se c’è, non è tanto quello dell’infiltrazione concreta nei movimenti quanto piuttosto, proprio per il fatto che qua da noi è sostanzialmente un fenomeno del web, di rischiare di infiltrare surrettiziamente categorie fuorvianti e dunque di far toppare l’analisi ad alcuni con tutte le conseguenze che un’analisi errata porta con sè nella lettura dei fenomeni e dunque nell’organizzazione delle lotte, soprattutto in prospettiva futura (i fenomeni strani è meglio sempre non sottovalutarli).
    Proprio perchè la geopolitica è una visuale fondamentale, è necessario farla bene, mantenendo sempre la prospettiva della contraddizione tra le classi, che il rossobrunismo accantona in nome di fantomatiche unità di popolo, come il posto spiega bene.
    Per quel che mi riguarda, ai fascisti, anche se pochi e sfigati, non va mai dato alcun tipo di legittimazione e nemmeno di indifferenza, perchè è su quella che loro si costruiscono e si rafforzano.

  • Ile

    @stefano
    La manifestazione di Roma del 20 settembre non fa schifo SOLO perchè Fn ha aderito. Fa schifo perchè è stata organizzata da tutto un ambiente rossobruno – di cui il post parla bene – che rende lecito a Fn di aderire, come già nella cosa organizzata a giugno a piazza del Popolo. Nello specifico, basta guardarsi i nomi di quanti interverranno al Capranichetta: Ugo Gaudenzi è il direttore di “Rinascita”, quindi non penso ci siano dubbi sulla matrice. Poi c’è il noto Fernando Rossi ex-pdci ormai esponente di quel carozzone disgustoso di giulietto chiesa chiamato “per il bene comune” (mo una volta si può anche essere sbagliato a fare le cose coi fascisti… ora però direi che si può dire basta). La marocchina Souad Sbai, che dice wikipedia essere giornalista de “l’Avvenire” e “l’Occidentale”, a tutt’oggi deputata del Pdl. Poi questo Mimmo Srour – che credo sia siriano – che era uno dell’Udeur di Mastella: ora mi sembra di capire che sia forse passato al pd…

    Non so come siano i post su indymedia, ma se criticano questa schifezza hanno più che ragione.

  • hoo_liang

    @ sei tu che non mi conosci…
    tra le altre cose hai preso una bella toppa credendo che io sia trotskysta, ma quel docuento lo sottoscrivo appieno. il Che, che non era trotskysta ( a scordavo che quelli come te il Che non lo considerano un comunista..) leggeva Trotsy nella selva in Bolivia… mentre il PC stalinista boliviano stava a guardare, come fai te, accanto ai tuoi amichetti di forza nuova, che tu preferisci ai “troscosatanisti”, a me non piace la piega di molti gruppi trotskysti e men che meno di socialismo libertario ( che manco so trotskysti) ma comunque meglio dei fascisti amici tuoi con cui fai le cose. o forze sei del CIP..

  • hoo_liang

    @ stefano è tutto per tep.s, come me piacerebbe conoscerti…

  • hoo_liang

    @ stefano è tutto per te
    p.s, come me piacerebbe conoscerti…

  • stefano

    No scusa non sei il mio tipo..ahaha
    CIP è “comitato italiano paraolimpico”, “comitati insegnanti precari”…?
    Preferisco confrontarmi con dei nemici dichiarati piuttosto che con dei mistificatori e opportunisti, questo è chiaro: non è per colpa del rossobrunismo che stiamo con le pezze al culo ma, semmai, a causa del revisionismo imperante.
    Non ti sembra un segno di debolezza da parte tua continuare a minacciarmi (con esiti comici)quando è evidente che hai rosicato (facendo tutto da solo)?
    Non mi sembra proprio di aver preso una cantonata e ti invito a non renderti ulteriormente ridicolo rivelando quelle che, secondo te, sono le mie inconfessabili tendenze (“quelli come te…”).
    Io non mi ci metto neanche a controbattere alla tua patafisica (quella sicuramente troschista,stacce!).
    Ciao frustrato
    PS: non sono io a decidere cosa e chi è comunista, c’è tanto di storia da studiare (buon divertimento)

  • Ile

    @stefano
    Tra l’altro, se i post patetici e piagnucolosi di cui sarebbe addirittura “intasata” indymedia è questo ( http://italy.indymedia.org/n/7804/12-09-12/rossobruno-edizione-ouday-detto-soso ), trovo sia pienamente condivisibile: e se non lo trovi condivisibile, se te piace ouday ramadan e tutto il resto del carozzone, puoi andartene affanculo pure mo.
    Tra l’altro vedo che, rispetto al manifesto iniziale che si era visto, mo partecipano alla conferenza al Capranichetta anche Alessandro Catalano (Forza Nuova), Stefano Bonilauri (Stato e potenza, rivista Eurasia e Edizioni all’Insegna dl veltro) e Ernesto Ferrante (dirigente del Fronte Sociale Nazionale, che scrive per rinascita pur lui).
    Ripeto Stefano, se per te il problema di questo schifo di cosa è “solo” l’adesione di tre stronzi di fn e forse neanche questo, puoi sparire pure mo.

  • stefano

    Ciao Ile,
    li conosco bene i motivi per boicottare la manifestazione del 20. A tal proposito invitavo solo i compagni interessati ad utilizzare le scarse energie nella costruzione di una iniziativa prossima sul tema dell’aggressione imperialista (piuttosto che scavare nella vita privata di Soso o di Rossi o di chiunque altro).
    I post su indymedia sono odiosi e terminano quasi tutti con grandi “osanna” nei confronti dell’indifferenza della sinistra italiana (mm…quanto è rivoluzionario non fare una sega; pratica seconda solo al voltagabbanismo militante!).
    Poi compagni non prendiamoci in giro, 3/4 del movimento è ancora avvelenato da ribellismi, utili-idiotismi e quindi a na certa uno se rompe pure il cazzo di starsi a difendere continuamente da accuse assurde mentre l’unica cosa che attira l’attenzione è il gossip su socialismo nazionale (aka 4 stronzi confusi).

  • stefano

    Ma che cazzo c’avete tutti quanti…ma chi ha mai detto nulla a difesa de sti tipi, ma chi li conosce.
    Me ne dovrei stare qui a prendermi minacce e “vaffanculo” solo perchè dico quello che penso?

  • mariod

    io volevo ringraziare il collettivo perchè è tutto molto interessante e farncamente ignoravo completamente l’argomento.
    saluti

  • hoo_liang

    @ Stefano: ok non sai cosa sia il CIP, quindi non sei un compagno…

  • hoo_liang

    comunque la misura è colma, ( non mi riferisco al poro Stefano) tocca cacciare i fasci e chi li tollera! come abbiamo fatto col CIP , ne piu ne meno!

  • Alessandro

    Cmq, se posso intervenire , secondo me Stefano c’ha ragione e state equivocando le sue parole.
    Per quanto mi riguarda, la “sinistra” italiana che non prende posizione, che si alambicca in sofismi pur di non capire la realtà e non sporcarsi le mani, che chiude gli occhi favorendo le guerre umanitarie perchè tanto “meglio dei dittatori di turno”, secondo me è allo stesso livello dei nazi-maoisti che fanno le iniziative per adorare gli stati anti-americani da destra.

  • Alessandro

    p.s. poi, che il CIP fossero fascisti è una pure follia…i problemi del CIP erano ben diversi; secondo poi tirare fuori accuse per cose accadute 20 (venti!) anni fa non lo trovo molto corretto.

  • Operaio San basilio

    Ho letto adesso tutti i commenti di fila e credo anch’io che le parole di Stefano siano state largamente equivocate per cui eviterei di continuare ad avvitarcisi sopra. Come sottolineava il post dal punto di vista della “ciccia” il fenomeno, almeno in Italia, è estremamente limitato. Stiamo parlando di gente che potrebbe fare le riunioni dentro una cabina del telefono. Vi prego di guardarvi la manifestazione di Stato e Potenza a Milano http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=4cMkbUKeoBk&list=UULqq4PVhgyxpUh7-LMXjYug giuro che
    al mio compleanno eravamo molti ma molti di più. Il vero nodo è che l’abbandono di alcune questioni da parte dei compagni, quando non il vero e proprio salto della quaglia ideologico e culturale, lascia campo e visibilità a fenomeni che altrimenti rientrerebbero nel novero delle bizzarrie della politica. E qui la colpa è solo nostra. Cioè, se la marea si ritira è ovvio che aumenterà la visibilità delle cozze sugli scogli. L’altra cosa su cui occorre ragionare è poi l’utilizzo assolutamente strumentale che viene fatto dell’accusa di “rossobrunismo” da parte di alcuni “compagni” per screditare strutture con cui si è in disaccordo. Il fatto che nazimaoisti, nazionalbolscevichi, comunitaristi o rossobruni che dir si voglia facciano il tifo per Assad non sposta di una virgola il fatto che quella contro la Siria è un’aggressione neocolonialista e imperialista contro cui i comunisti si devono (o meglio, dovrebbero) mobilitare. Così come il fatto che i fascisti abbiano tentato di accreditarsi come sostenitori dell’IRA o dello Sinn Fein non ha impedito al movimento rivoluzionario di schierarsi nettamente dalla parte del popolo nordirlandese. E la stessa cosa è accaduta, accade e accadrà per quanto riguarda la Palestina. Se posso utilizzare un’altra metafora: anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. Detto ciò, sicuramente la scarsa conoscenza del fenomeno può portare a frequentazioni imbarazzanti, soprattutto se uno non si prende la briga di andare a scavare sotto la patina socialisteggiante di questi gruppi. Della serie: sono un “intellettuale” ormai scollegato da ogni struttura politica ragion per cui ho perso un po’ il polso di queste questioni, mi invitano ad una manifestazione contro la guerra mentre il resto della sinistra si occupa d’altro, chi mi invita mi si presenta come compagno… è ovvio che le probabilità che io ci caschi sono elevate. Stesso ragionamento vale per il cane sciolto di base a cui magari capita di essere intercettato da questi figuri. In questi casi io non me la sentirei di gettargli la croce addosso o fargli un cordone sanitario intorno, piuttosto contribuirei, come è stato fatto con questo post, a sciogliere alcuni equivoci. Informare, far conoscere, aitare nella comprensione di alcune categorie. Un po’ come quando wikipedia “disambigua” un termine. Dopo di che se uno sbaglia una, due, tre, quattro volte… anche se è in buona fede come minimo mi verrebbe da dire che è un ingenuo. E come scriveva Lenin, l’ingenuità in politica è una colpa.

  • Brigante

    Penso che il commento di Operaio San basilio sia quello che centra meglio il punto.

  • Alessandro

    Cmq, anche se c’entra poco con la discussione in corso, e anche se sono tutto tranne trozkysta, l’ultimo pezzo della frase di Trozky citata da Hoo-liang (o è Trozky che cita Lenin? non si capisce bene dal contesto originale dello scritto) la farei tatuare sull’avambraccio di tutti i compagni, così, prima di scrivere o pensare certe cose, guardano l’orologio e si accorgono che ore so..

    “Questa, in particolare, è la ragione per cui, nella lotta fra una civilizzata, imperialista, democratica repubblica e un arretrata, barbarica monarchia in un paese coloniale, i socialisti stanno interamente dalla parte del paese oppresso, nonostante la sua monarchia, e contro il paese oppressore, a dispetto della sua “democrazia”.”

    Alla faccia del laviamocene le mani!

  • marco

    ho discusso con Militant tante volte, più di quelle in cui ero d’accordo.
    però questo articolo è ottimo: serio, documentato, ben scritto, divulgativo il giusto.
    Si potrebbero discutere diversi punti as es Terza Posizione ( con la quale ebbi numerosi..confronti)o se i rossobruni siano da considerare solo “ambigui” o proprio amici dei fascisti, quando non fascisti tout court: ma sono dettagli.
    Questo contributo di Militant è eccellente.
    E chi contesta quanto scritto dai compagni o è davvero disinformato,o è…rossobruno.
    Ps.secondo me,il CIP di allora opera, in maniera diversa, ancora oggi.

  • Militant

    @ Marco
    I rossobruni rientrano nell’area del neofascismo, su questo non c’è ambiguità. Si constatava solo che non si possono “semplicisticamente” definire fascisti come potremmo definire casapound perchè, pur rientrando nello stesso campo, operano su piani diversi.
    La “prova”, diciamo così, è che mentre non si darebbe mai del fascista a un compagno, ogni tanto gli si da del “rossobruno”, come se niente fosse (sia chiaro, niente che sia accaduto a noi di persona, ci mancherebbe altro..)
    In questo senso, il pezzo serve più a chiarirci le idee fra compagni.

    Il CIP esiste ancora oggi, ma è una struttura diversa, con persone diverse, ecc…bisognerebbe capire piuttosto fino a quale grado genealogico si tramanda l’accusa di infamità? Senza per questo aprire discussioni infinite sul tema, chè non è proprio questo il luogo, per carità di dio : )

  • rebeldia

    Un articolo utile, non immaginavo che ancora oggi ci potesse essere tanta confusione tra alcuni compagni, circa la genuinità di certe organizzazioni, con iscritti pari ad un nucleo familiare, che girano ancora ai margini degli accadimenti attuali, alla disperata ricerca di una visibilità altrimenti negata.A mente fredda, su di una cosa si deve dare ragione a Stefano, ossia quando evidenzia l’assoluta mancanza , in questa torrida estate,di una presenza fattiva di movimenti e compagni a difesa della Siria, ma non solo, visto che tra Iran,Venezuela,e Libia, la presenza delle forze imperialiste sta facendo salire la tensione,e se Israele nella sua mania di autodifesa partirà all’attacco,molti dei nostri problemi quotidiani, saranno davvero poca cosa, rispetto al rischio di un conflitto generalizzato.Quindi, giusta l’osservazione di Stefano circa la necessità di agire contro l’aggressione in Siria, con nostre manifestazioni,e con un servizio d’ordine capace di prendere a mazzate eventuali intrusi rosso bruni.Ormai regna una certa stanchezza, siamo sopraffatti dalla crisi economica, ed in molti, abbiamo trascurato un aspetto , ossia che il capitale e la classe dominante , tramite queste continue aggressioni, cerca di riposizionarsi sia strategicamente che economicamente.Del resto le guerre sono sempre un affare, ed inoltre si aprono nuovi scenari economici, grazie alla ricostruzione di citta’ distrutte dai bombardamenti ed il furto legalizzato, tramite i mandati auto prodotti della Nato,per accaparrarsi risorse energetiche, altrimenti in mano ai ”barbari”.Quindi, più che discutere tra di noi, spero tutti compagni, proviamo a stimolare un dibattito per ricostruire un fronte compatto, non solo contro i nostri problemi interni, pur gravi, ma anche contro la violenza delle potenze occidentali, che pur di ridar fiato al capitalismo in crisi, non lesinano morte e distruzione.Ai tanti dubbiosi,che credono nell’ egemonia della cultura occidentale, e che spesso giustificano ogni tipo di aggressione militare, con intelligence al seguito e rivolte preparate a tavolino, rivolgo lo stesso invito del post su Cuba, andate pure a sostenere Vendola e Ferrero,la finta sinistra, e non inquinate le menti di tanti compagni, che pure avanti con gli anni, hanno ancora ben chiaro nella mente quale pericolo rappresenta il dominio finanziario della nazione più forte al mondo, altro che Cuba, povera isola martoriata da un embargo vergognoso.Infine , i rosso-bruni,io li ho incrociati durante alcuni sit-in, piu’ che manifestazioni, visti i numeri ridicoli di partecipanti, basta vedere le loro espressioni idiote, con tatuaggi e muscoli gonfiati, per capire che si tratta di teste rasate oltre che vuote.Non dobbiamo lasciare spazi a questi idioti,ma tra un corteo per il lavoro ed un altro per la scuola, cerchiamo di trovare energie per manifestare contro le aggressioni, mascherate da missioni umanitarie.Ogni giorno, i droni USA uccidono civili, nessuno parla dell’Afghanistan, dell’Iraq, della Libia, tutte nazioni sconvolte dalla logica di sopraffazione del capitale, cosa sapientemente spiegata da Lenin, ma ahimè dimenticata da tanti compagni,che hanno il difetto di provincializzare le lotte, senza capire che stiamo sotto il ricatto di poteri finanziari globali, ma sempre sotto la regia americana, che arrivata alla canna di fucile, ormai le montagne di dollari stampate senza copertura stanno sommergendo il mondo,cerca in tutti i modi di esportare la sua crisi nel pianeta.Saluti comunisti, e davvero non soffermiamoci troppo su poche teste vuote, abili solo a ingannare chi magari tanto comunista non lo è più

  • marco

    hey Rebeldia!
    come avrai letto, ho condiviso l’articolo, e molto.
    sono militante del prc, e “finto ” ce sarai te!
    saluti comunisti a tutt*, esclusi rossobruni e incluso…Rebeldia

    .

  • hoo_liang

    @Alessandro, mai detto che quelli del cip fossero facisti! ho deto che chi leggittima i fascisti andrebbe allontanato dal movimento, in forma definitiva come fù all’epoca il CIP.
    Due parole sul CIP, il ruolo del CIP a Roma, aldilà delle paventate posizioni politiche, condivise allora da una buona fetta del movimento, e da me, é lo stesso ma a livello locale che Octpor e compagnia compiono a livello globale, ( e locale nelle loro aree), ovviamente non il ruolo di rovesciatori di regime, ma di strmento per dividere e conntrollare una realtà potenzialmente ” rivoluzionaria” , un “entrismo” dello stato nel movimento. vuol dire che tutti i compagni del CIP erano pagati dai servizi? ovviamente no, cosi come pure octpor e compagnia, ma entrambi sono pilotati ed i loro leader sono direttamnete al soldo, cual è stato il problema col CIP di allora ? che non solo non hanno voluto allontanare chi era stato smaschrato, ma se li sono difesi, anche “militarmente” e non hanno mai, dico mai fatto uno stralcio di analisi , di autocritica o altro rispetto a quegli episodi, di ormai quasi 20 (venti!) anni fa, neanche ora! e dico , mica sono stati accusati di “rossobrunismo” ao de servizi segreti! capito.
    Alessa`pure i fatti di octpor sono vecchi di 20 anni.

  • hoo_liang

    @Stefano, innanzi tutto grazie dell articolo di Fulvio, compagno che stimo e conosco personalmente, fa piacere leggere la sua presa di posizione chiara e definitiva! anche se gia gli avevo personalmente scritto e mi aveva risposto questo!
    detto cio, dire: “i nipotini ignoranti di Trotsky mi fanno veramente vergognare.” è molto irritante, ase me lo dicevi in faccia, annavamo a litigà! anche se non sono trtskysta, perchè stavi rispondendo ad un mio cotributo al dibattito , e volevo appunto sottolineare la frase che Alessandro ci consiglia di tatuarci ! per me è la chiave di lettura delle guerre imperialiste, l’ha scritta trotsky, se l’avesse scritta Mao , Satlin o Bakunin la postavo uguale, perche è pure ora di superare le divisioni, quelle si ottocentesche, che ci impediscono di leggere una cosa perche l’ha sctta uno che di cui ti hanno parlato male; esempio di questa apertura è l’America LAtina e in special modo Cuba e il Venezuela dove trovi intellettuali Trotskysti ( ad esempio il centro internazionale miranda) che dibbattono e collaborano con gruppi e intellettuali guevaristi, maoisti , anarchici, stalinisti, e sono tutti bolivariani!, poi nonostante la difesa di alessandro e di operaio di san basilio ( che saluto) hai scritto cose anbigue che Ile ha capito, riflettici. ciao

  • Ile

    A proposio di ambigui, in alcune parti l’aticolo di Fulvio Grimaldi mi sembra sostanzialmete falso.

    Lui alla manifestazione del 16 giugno a Roma ci è andato: forse sarebbe più onesto dire “ho fatto una cazzata, ho commesso una leggerezza” piuttosto che continuare a negare il carattere fascista di quella roba, accampando un “semplice” – che semplice non è affatto – “tentativo di infiltrazione di quattro ridicoli bruno-vestiti di “Stato e Potenza”” e un presunto carattere antifascista della manifestazione garantito (??) dal suo interveto d’apertura (??).

    Dunque, il manifesto del 16 giugno si trova qui: come è evidente, è organizzato dagli STESSI promotori (il Comitato Italia-Siria e il sito Syrianfreepress.net, di cui è coordinatore Filippo Pilato Fortunato di Forza Nuova) di quella del prossimo 20 settembre ( qui ).

    Tra l’altro, la scritta “Nessun simbolo, nessuna fazione, nessun partito” fa già capire a qualsiasi persona dotata di raziocinio che dietro ci sono i fascisti. Invece, secondo l’articolo di Grimaldi citato da Stefano, questo slogan – che richiama il “nè rossi, nè neri” e il superamento delle fazioni politiche, quindi della destra e della sinistra – avrbbe mostrato che “la piattaforma [della manifestazione del 16 giugno] inibiva la partecipazione di fascisti” (cit.). Del resto, già in un post sul suo blog del 5 giugno scriveva che “Nel relativo manifesto è detto che sono vietate le bandiere fasciste. Divieto che io ritengo esteso a tutto ciò che a che fare con simboli, slogan, facce e atteggiamenti fascisti, di Forza Nuova, Casa Pound, Eurasia, Fronte Nazionale e congreghe del genere“: che qualcuno mi spieghi quale follia potesse spingere una persona a “ritenere esteso il divieto” anche a “facce” di Forza nuova se le stesse promuovevano la manifestazione stessa. E, infatti, queste “facce” di Forza nuova e di Eurasia – cioè i promotori stessi della manifestazione – hanno preso parola, senza far scomporre Grimaldi.

    La manifestazione del 16 giugno fu organizzata dallo stesso Ouday “Soso” Ramadan – di cui non mi importa che sia un ex consigliere del Pdci o che si ritenga comunista, perchè è comunque un collaboratore di “Stato e potenza” e “Eurasia” (quindi non ci sono dubbi sull personaggio) – e da Filippo Pilato Fortunato di FORZA NUOVA.
    Inoltre a quella manifestazioe – come si può vedere qui – intervennerono le STESSE persone che interverranno alla manifestazione del 20 settembre, e che ora Grimaldi dipinge incredibilmente (incredibilmente perchè questi non hanno subito una mutazione genetica ad agosto, ma sono gli stessi con cui a giugno faceva entusiasticamente comunella) come “eredi diretti di altre tra le forze più sanguinarie, reazionarie, tiranniche della nostra storia recente, se non addirittura picchiatori neonazisti in proprio“: e parlo chiaramente di Alessandro Catalano (Forza nuova), Ugo Gaudenzi (Rinascita), Ilario Cappucci. Come mai allora a Grimaldi andavano bene – anzi, non si è proprio accorto di loro, visto che parla semplicemente di un “tentativo di infiltrazione di quattro ridicoli bruno-vestiti di “Stato e Potenza”” (!!!!!) – e ora gli scatena fiamme e fuoco contro?
    A giugno, non solo gli andavano bene, ma celebrava anche con toni entusiasti l’esito della giornata del 16, scrivendo: “Dunque, sabato 16 a Piazza del Popolo di Roma, è andata alla grande. Con grave scorno della muta di sciacalli che avevano cercato, col terrorismo della diffamazione e della menzogna, irrimediabilmente fascista, di intimidire organizzatori e relatori e scoraggiare solidali e pubblico. [...] Onore e grazie a Ouday Ramadan, comunista siriano, ideatore e organizzatore principe e irriducibile dell’evento onorato dai migliori degli italiani, per quanto minoranza assediata dalle catapulte di menzogne e calunnie di una conventicola decerebrata, o collusa con gli sterminatori di popoli e classi. [...] Al di là di qualche frammento di folklore nazionalbolscevico, di qualche infiltrato fascista, subito imboscato perchè schiacciato dall‘ antimperialismo autentico, che non è mero antiamericanismo (Viva gli Occupy Wall Street) in funzione di altre versioni geopolitiche di imperialismo, e di un gruppetto di cerchiobottisti che avallavano l’equiparazione ONU tra chi aggredisce e chi si difende invocando un „cessate il fuoco di tutti“.“.

    Ma Grimaldi pensa che siamo stupidi e che ci può prendere per il culo?

  • ca_dy

    ora è nazional-bolscevicO anche grimaldi perchè ha osato prendere parte a una manifestazione organizzata da siriani in cui suo malgrado si è trovato a condividere l’aria con un fascista……….
    io capisco l’incazzatura ma avevate a pensarci prima, prima che tutti questi veleni, tentennamenti, spallucce, nè nè, distinguo ecc. ecc. facessero pensare a molti che stanno dietro alla mobilitazione per la siria che tanto vale un fascista che si fionda senza problemi che un compagno senza palle e settario.
    forse la manifestaizone del 16 giugno era l’ultima occasione buona per fare la parte dei compagni, e ci siamo persi pure quella e adesso rosichiamo.

    se quel soso o stato e potenza o fernando rossi(che oltre alle polemiche e alle frequentazioni, dite voi, di qualche esponente a me fascista non sembra proprio) e hilarion cappucci sono fascisti o rosso-bruni per il semplice fatto di non aver aspettato le truppe antagoniste mi sembra che il livello di analisi sia bassino e comunque sia solo da guardarsi in casa propria.

  • ca_dy

    più che altro mi sembra siate come quel marito che per far torto alla moglie si taglia l’uccello.
    e l’amante se la ride.

  • Frank

    Quindi che famo? Fuciliamo Grimaldi? Questi interventi non li capisco molto. Invece di fare le pulci a Grimaldi, Chiesa, Rossi e compagnia bella costruiamo noi delle mobilitazioni invece di lasciare tutto il campo libero ai fascisti e il problema si risolve da solo. Non scambiamo l’effetto con la causa. Va bene smascherare queste operazioni ma accanto dobbiamo metterci un po’ di autocritica altrimenti non serve a niente. Ai tempi dell’onda tutti i primi cortei degli studenti erano invasi dai fascisti che sfilavano, parlavano, organizzavano. Ci abbiamo messo un paio di settimane a politicizzare di più i cortei così da poter cacciare gli infiltrati e infine vincere la partita a Piazza Navona. Sinceramente, in piccolo, non vedo altre soluzioni Se invece non ci mobilitiamo e rimaniamo a guardare le manifestazioni per la Siria da youtube il risultato è questo. Grimaldi e compagnia sbagliano a frequentare queste manifestazioni ma anche noi abbiamo una responsabilità collettiva abbastanza grave. Più in generale concordo pienamente con l’intervento di Operaio di San Basilio.

  • rebeldia

    @Marco: io invece ti saluto, anche se appartieni ancora, come militante ad un partito che ormai conta meno di niente, soprattutto dopo la squallida vicenda della federazione di Roma, dei suoi strani rapporti con costruttori e finanziatori di feste, tale per cui si è giunti al commissariamento e alla fuoriuscita di tanti compagni.Io, ero gia’ uscito dai tempi di Turigliatto, della famosa pagliacciata della spilletta della pace di Bertinotti e dell’appoggio supino al governo Prodi, salvo poi , dopo le critiche dei compagni piu’ seri, scappare , lasciando nel caos il partito.Da quegli anni non frequento e non vi seguo più,senza alcun dispiacere, in quanto le ambiguità di Bertinotti e Vendola, sono oggi riproposte da Ferrero, che a parole ripudia il PD, mentre nei fatti continua a seguirlo nella speranza di qualche alleanza magari cittadina o regionale, insomma la solita vecchia storia dei posti da occupare per campare.Inoltre, non mi sembra che la tua Rifondazione, si sia distinta nelle vicende recenti, stiamo aspettando ancora iniziative o manifestazioni contro le aggressioni imperialiste, ma siccome il tuo segretario, difficilmente sconfessa Bersani, fedele sostenitore della Nato e delle missioni umanitarie,non credo che a breve il tuo partito proclamera’ una beata ceppa.Poi complimenti per l’abbraccio al questurino Di Pietro, sostenitore della repressione a Genova 2001.Io, a tua differenza, forse dipende dall’età e dall’educazione ti saluto,magari si può iniziare a discutere anche di questo, invece di fare ironia infantile, di come ricucire i rapporti tra compagni , distrutti da un decennio di politica personalistica e truffaldina(Cossutta, Bertinotti, Vendola,), che ha fatto naufragare un partito con circa l’8 % dei consensi.Infine, mi riallaccio alle lotte da sostenere, la vicenda dell’Alcoa rappresenta in maniera esemplare come l’imperialismo cerchi di occupare economicamente e nel nostro caso militarmente una nazione, salvo poi abbandonarla quando finiscono gli aiuti dello stato ‘ospitante’e la forza lavoro viene messa per la strada, delocalizzando la produzione in nazioni ancora vergini e prive delle protezioni sindacali.Vedi post drammatico di Militant sul Pakistan, e la morte atroce degli operai.Di nuovo saluti comunisti !

  • hoo_liang

    @ quoto operaio di San Basilio ( si dice cosi per dire che concordo con quanto scritto?)

  • hoo_liang

    copio incollo da facebook<. http://www.facebook.com/pages/Compagn-sul-libro-paga-della-Cia/358357754241130?ref=stream

    Così, en passant: ma di chi parlano? di sé stessi? di altri? di quelli? E poi: ma se (riporto da una nota di Militant nei commenti) il rosso-brunismo in Italia è un "fenomeno di assoluta vacuità e inesistenza che viaggia solo in rete", allora de che state a parlà? Perché c'è il bisogno di fare una disamina dal sapore ambiguo? (tanto per cambiare)

    cioè si accusa la militant di rossobrunismo!!! bho ormai siamo alla frutta!

  • Io

    http://syrianfreepress.wordpress.com/2012/09/13/comunicato-di-ouday-h-ramadan-soso-sulla-manifestazione-del-20-settembre-2012-a-roma-e-commento-esplicativo-di-filippo-f-pilato-redazione/ . Il manifesto per eccellenza rossobruna .E lasciate perdere facebook e gli idioti .Militant non ah bisogno di essere difeso solo degli idioti possono definirli rossobruni o fascisti

  • marco

    a Rebeldia
    guarda che i miei saluti comunisti erano rivolti anche a te, rileggi bene
    Non è questo ora il luogo per discutere di Rifondazione.Voglio solo dirti che su diverse cose hai ragione, tanto è vero che anche io-come te-sono uscito dal PRC a seguito della vicenda Turigliatto…per poi rientrarvi l’anno scorso perchè -credimi-il quadro delle organizzazioni ( dico organizzazioni strutturate, non movimenti o collettivi, che hanno il mio rispetto)è davvero desolante.
    La tua analisi è un po’ datata,secondo me : fatti un giro in rete e te ne renderai conto.Il prc non è adeguato , nessuno lo è, ma non è più neanche quello di Bertinotti e Vendola. Per fortuna. Ciao

  • Operaio San basilio

    @hoo_liang, cavolo che notizia. Dopo essere stata oggetto di una ventina di post specifici solo su di lei, dopo che qualcun* si è pres* la briga di di decostruire i post e i commenti dei post… la militant adesso ha pure delle groupie che tutto il giorno pensano solo e soltanto a lei. Grande!!!!!

    PS (hai notato che ho finalmente imparato a che serve l’asterisco sulla tastiera?)

  • hoo_liang

    @operaio san basilico, jajaja pure io, manco sapevo di avercelo sto tasto ********* anzi scusa di avercel* st* tast*

  • alfredo bullone

    Per quello che mi riguarda,il fascista che costituisce problema e’ quello, tipo oggi casapound,che aggredisce
    nei territori le timide fiammelle di un pensiero critico,oppure scambiando fenomeni paralleli,come i fricchettoni obsoleti…al cammino della liberazione dal profitto e dal capitale.Tali episodi vanno “opportunamente risolti”,ma purtroppo,la bertinottite pacifistoide ha castrato i giovani compagni…
    Per il resto,pur rispettando la pregiata analisi ericerca oggettiva vostra,credo che oggi,sia opportuno concentrare le forze nella costruzione di un fronte
    di oposizione al peggiore dei governi dittatoriali capitalisti: Monti e i suoi boia-tecnici..per me tutto il resto non e’ ne pericolo,oggi,ne’ priorita’…anzi,
    se non interveniamo oggi in categorie nuove sociali,le albe dorate stanno in agguato dietro l’angolo…

  • l'angelo misterioso

    Valerio Evangelisti, I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia

    http://www.carmillaonline.com/archives/2010/07/003561.html#003561

  • rebeldia

    @Marco : ok per i saluti, non sempre si capisce quello che si legge,anche se il mio atto d’accusa era verso i vertici del partito,non verso i tanti compagni che si fanno il mazzo sul territorio.Comunque,anche se fuori tema ,dici che le mie sono analisi datate, ma le affermazioni di pochi giorni fa, della FDS romana non tranquillizzano molto, se la paura di Monti fa accettare alleanze strane, come con Di Pietro, (L’Idv è una forza liberalprogressista che ha avuto il coraggio di contrastare in questi mesi il montismo, che bestemmia è questa ??), o si spera nel cambiamento del PD stiamo a posto.Comunque,almeno un segnale andrebbe dato di discontinuità, una manifestazione contro ogni ingerenza americana nel mondo,organizzata da tutto il vasto fronte dei movimenti,comitati,sindacati di base,perchè ritenere prioritario solo il tema del lavoro,a mio parere ci fa perdere di vista il problema principale, ossia che la crisi scatenata dalla finanza americana,agli inizi del 2000 la paghiamo noi, in tutti i modi, con le politiche assurde imposte dal FMI e BCE. Se non capiamo l’origine di tutti i problemi, ci si riduce a lotte marginali e territoriali,rischiando, come nel caso degli operai sardi, di lasciarli soli e dimmi anche qui il ruolo della FDS, quale è stato, praticamente nullo. Un saluto a pugno chiuso.

  • Brigante

    Caro Marco, ti dirò io mi trovo nella situazione di essere un militante non votante di Rifondazione. Per motivi territoriali (il paese è piccolo) Rifondazione rappresenta l’unica realtà in cui fare movimento e antagonismo. Lo chiamerei più centro di aggregazione che non aprtito vero e proprio. Ma ormai sono diversi anni che rifiuto categoricamente la logica del meno peggio per cui non vedranno la mia croce sulla scheda neanche a pagarmi a peso d’oro. Come dice rebeldia ce ne sono tanti di compagni che si fanno il mazzo, ma la segreteria è talmente “irriformabile” che ogni tentativo di fare politica di partito diventa uno spreco di energie.

  • stefano

    Cercavate i rosso-bruni?
    Ma veramente c’è stata una aggressione a Via dei Volsci come ho letto?
    Spero di no

  • stefano

    Mi riferisco a questo:
    http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=33636&typeb=0

    Se fosse vero (anche in parte) forse la lente è ora che la spostiamo da un altra parte…..

  • Ile

    @stefano
    Bisogna essere particolarmente idioti per pensare che quella roba sia opera di compagni, non credi?

  • stefano

    Non potrei essere più d’accordo.
    Volevo solo condividere una notizia (che speravo qualcuno smentisse) che mi pareva azzeccarci con la discussione.
    Non è la prima volta che ricevo risposte stizzite e, sinceramente, non ne capisco la ragione?!
    Poi, oh, lo so che non stiamo ad un corso online di ricamo, mi viene tuttavia spontaneo domandarmi quale posizione mi sia valsa un tale trattamento.
    Detto ciò, se in una via storica del movimento comunista e proletario succede una cagata come questa (e non è assolutamente la prima volta, “a esse bboni”) bisognerebbe un pò farci una bella chiaccherata chiarificatrice non sul concetto di “rosso-bruno”, quanto su quello di “rosso” (che ,al momento attuale, appare ben più indeterminato).
    A precisazione, non ho assolutamente voluto provocare postando qui la notizia….voglio socializzare un mio smarrimento.

  • Ile

    Non mi sembra che c’entri nulla con la discussione: anzi, l’articolo dice proprio che i rossobruni sono dei personaggi con delle precise linee di pensiero e teorie. Non è che mo per offendere i compagni gli si può dire che sono rossobruni.
    Mi sembra che tu non abbia proprio capito di cosa si parli nell’articolo. Nè il testo, nè il sottotesto a dire la verità.

    Quanto alla risposta stizzita, cosa dovrei dire se posti un articolo infamante, in cui si fanno nomi e cognomi di compagni che dovrebbero rendere conto? In cui si lascia intendere che gli autori di questo gesto infame siano compagni che animano il 32, di cui poi Rino sarebbe uno dei “capi”? Non ti sembra che un articolo come questo ti dovrebbe risultare così infamante per i compagni tutti (TUTTI, non il 32…) che sarebbe meglio non fargli pubblicità?
    Il problema della via – e di san lorenzo in generale – è grave e complesso, i compagni (e ovviamente non solo quelli del 32) hanno dimostrato delle mancanze sconcertanti negli anni: e mo la situazione è quella che è. Ma ti sembra un blog il posto in cui parlarne? Ti sembra che si possa affrontare qui una discussione in merito? Mi spieghi cosa si dovrebbe fare? Fare distinguo, nomi e cognomi, entrare nel dettaglio delle scene quotidiane che si verificano in via?
    Se uno vuole delucidazioni, va al 32 e le chiede. Sennò diventa il bar dello Sport. Il fatto è talmente grave, che scaricarlo sul 32 fa male ai compagni tutti. E non aiuta certo la discussione – su questa e su altre cose inerenti – che, nei luoghi reali e non in quelli telematici, ci dovrebbe invece essere. E pure molto urgentemente, credo.

  • Ile

    Tra l’altro, la ricostruzione di Rino mi sembra piuttosto credibile, almeno per chiunque sappia di cosa stiamo parlando.
    Lo smarrimento, nel 2012, mi sembra un po’ ingenuo: la discussione dovrebbe vertere – e avrebbe dovuto cominciare anni e anni fa, non mo – su certe dinamiche che sono state accettate. Aggressione razzista o non aggressione razzista.

  • stefano

    Continuo a pensare che sia inerente: ci sono sciacalli in giro che già parlano di “razzismo di sinistra” e di “ponte” lanciato tra xenofobia di destra e di sinistra (?).

    I nomi e i cognomi li stiamo facendo tutti dall’inizio del post (citando anche gente/spazi di 20 anni fa….piuttosto che Grimaldi,etc…) e non mi sembra sia giusto fare due pesi e due misure.
    In più se l’autore dell’articolo (che io manco so chi è, non mi importa) cita personaggi del movimento romano è perchè sono tra quelli che frequntano la via e la gravità della cosa richiede perlomeno una condanna pubblica da parte di un consigliere comunale (che ha ricevuto il voto di parte del movimento, la parte che vota ancora).
    Sul concetto di “autocritica” Lenin ha scritto pagine stupende!

    I compagni del 32 penso che abbiano moltissimo da dimostrare a tutti!
    Quale sarebbe, invece, il senso di andare a parlare (da solo) in Via dei Volsci ?? Per poi non ricevere manco la vostra solidarietà di comunisti? No, grazie, sono sufficientemente impicciato già per altri cazzi e ho già constatato personalmente le amabili chiaccherate tra fratelli rossi come vanno a terminare.

    Fatemi indovinare si risolverà tutto in un bel gavettone d’oblio:
    -qui con l’accusa di off-topic
    -fuori con la santissima “legge de quartiere”

    ….ma quale società, ma quali masse se manco na cazzo de via riusciamo tenecce!

  • Ile

    Ti prego, quado ti rivolgi a me, di usare la II persona singolare: perchè sono una e parlo a nome mio, non sono molteplice. Tra l’altro, io non ho mai scritto commenti su episodi di 20 anni fa: Alessandro è già intervenuto su questo, non c’è bisogno che ripeta le sue parole. Grimaldi, invece, nella discussione ci si è tirato dentro da solo, con un articolo chiamato nazisti e farlocconi o qualcosa di simile: nessuno gli ha chiesto di rendere conto.

    Detto questo, se ti sorprende l’esisteza di sciacalli, forse non avresti dovuto dare pubblicità, in un blog letto da una media di 800 persone al giorno, ad un articolo che dello sciacallaggio ne fa un’arte.
    La discussione, anche tra compagni, può e deve essere anche durissima: ma tra compagni, ché qui nessuno ha da rendere conto ad alcun anonimo redattore di globalist.
    Ma poi… ma che ti pensi che i tre compagni citati nell’articolo abbiano il benchè minimo problema a condannare un episodio che – e ci metto la mano sul fuoco – trovano aberrante almeno quanto lo troviamo aberrante io e te? Ma di chi ti pensi che stiamo parlando, scusa?

    E, inoltre, ma perchè pensi che chiedere chiarimenti dovrebbe renderti necessario ricevere la mia (il “nostra” te lo rispedisco allegramente al mittente, ché io – ripeto – non sono una e trina) solidarietà di comunista (ma poi che i comunisti so una lobby?)? Ma che te pensi che ce sta il farwest? Che te sparano? Davvero, il sottotesto del tuo discorso è quanto meno discutibile e biasimabile.

    Mi fa piacere che sei “impiacciato già per altri cazzi” ma, lasciatelo dire, la politica si fa faccia a faccia, chiarendosi, discutendo, litigando, anche in modo vivace. Non pontificando – e infamando – su internet. IndymediaRoma è finita per questo: vedo che, dopo anni, l’atteggiamento dei romani non è cambiato di una virgola.

    Detto questo, io non risponderò più sulla questione: la mia l’ho detta. E già mi sono spinta troppo avanti nella discussione.

  • stefano

    I comunisti non sono una lobby, magari ci diventano quando iniziano a tollerare “scelte scellerate” fatte 10 anni fa (da chi? non da noi).
    Io il far west me lo immagino proprio un luogo dove vieni minacciato col coltello, dove vengono imbrattate sedi di compagne, dove si spaccia allegramente.
    Vabè Ilè, non posso che smetterla qui anche io (raccolgo il tuo buon consiglio).

    Solidarietà alle vittime dell’aggressione razzista

  • Alessandro

    La cosa successa al 32 ha dello sconcertante…parliamo tanto di fascismi e neofascismi vari e chiudiamo gli occhi al neofascismo che permea i quartieri in cui facciamo politica…iniziamo a guardare la trave nel nostro occhio piuttosto che la paglietta nell’occhio altrui (fuori di metafora: se i profughi del darfur avessero aperto una sede a piazza vescovio scommetto che nessuno gli avrebbe detto niente, però a san lorenzo non possono…qua sta tutta la gravità della situazione…)
    E’ una vergogna a cui dobbiamo porre fine…basta giustificazionismi

  • Brigante

    Non posso che concordare con Alessandro. La situazione che c’è a via dei Volsci la conosciamo tutti. Evidentemente nessuno vuole mettere sotto accusa i compagni per l’aggressione razzista, ci mancherebbe. Ma che i compagni abbiano delle responsabilità almeno decennali su quello che è diventata via dei Volsci penso sia doveroso metterlo in evidenza. IL giustificazionismo è dannoso almeno quanto la diffamazione (vedi articolo linkato che è terribile).

  • treee

    premetto che, a mio avviso, è veramente ridicolo l’articolo di globalist, chiaramente un attacco agli esponenti “conosciuti” della sinistra romana. Detto questo però a via dei volsci mi sembra che da tanto, forse troppo, si convive con “corpi estranei” che nulla c’entrano con la via e il quartiere.

  • Bah

    Regà la situazione a San Lorenzo è una merda da anni. E basta con la retorica degli sciacalli e dei panni sporchi da lavare in gran segreto, perché a me sembra che che dopo tanti brutti segnali, la situazione vada inesorabilmente degenerando. E gli sciacalli arrivano solo quando la carogna inizia a puzzare.

  • max

    ottimo articolo.
    spesso i commenti vanno ot purtroppo. vorrei aggiungere, date un occhio ai blog e siti cosidetti ‘cospirazionisti’, come luogocomune o disinformazione per esempio, su quelle piattaforme i rossobruni girano tranquillamente, ed anzi a loro e’ lasciato il compito di ‘indottrinare’ gli utenti (da dire c’e’ che i rispettivi webmaster sanno il fatto loro in quanto a propaganda) tramite post e 3d.
    per esempio, su luogocomune la presenza de il sito “aurora-sito” – “eurasia-rivista” e’ massiccia. il riflesso devastante sui post in pubblicazione e’ visibile e netto, come netta e’ la posizione di tanti – sono davvero tentato di dire tutti – blog, siti e forum di ‘teorici del complotto’: la causa ultima dei ‘mali del mondo’ e’ rappresentata dalla messa in atto del ‘nuovo ordine mondiale’ da parte degli ‘illuminati’, supportati dall’omnipresente complotto plutogiudaico.
    sono acque torbide e malsane quelle cospirazioniste, sopratutto deliranti e pericolose.
    provate voi stessi, stormfront, olo-truffa od holy war (qualche nome fra i tanti) sono ad un paio di click dai siti sopracitati, quando a commentare sono revisionisti neofascisti come gianluca freda (suo e’ ‘blogghete’), oppure semplici utenti che gridano allo scandalo (il 16 ottobre viene varato il progetto di legge che rendera’ perseguibile il negazionismo storico [ termine usato per identificare quella corrente di pensiero che minimizza i crimini del terzo reich, fino alla negazione della Shoah - vedi il post su romaebraica.it ]
    il resto, come da manuale, pardon, come da post : l’idolatria al contrario, la difesa dei peggio tiranni, questo il ‘mood’ che contraddistingue il cospirazionista-pensiero.
    in fatto di mimetismo vi consiglio caldamente uno sguardo a questo blog che sfiora il ridicolo :
    http://resistenza-nazionale.blogspot.co.uk/

  • Alex

    I rossobruni nostrani ammettono l’esistenza di un loro piano politico segreto per distruggere gli antifascisti! http://britneynationalparty.wordpress.com/2013/11/25/noi-falsi-amici-breve-manuale-per-gli-infiltrati-rossobruni/

  • [...] su comunitarismo e rossobrunismo, questi due testi: Contributo dei compagni di Militant http://www.militant-blog.org/?p=7617 Contributo di Claudia Cernigoi: [...]

  • Sterminarlitutti

    Leggendo il primo commento sul fenomeno risibile, a circa due anni di distanza, con gli ultimi, e con quello che sta accadendo in queste settimane, mesi, sinceramente capisco ecomprendo sempre di più la pericolosità insita nella maggioranza del cretino

  • Le forze rossobrune sono irrisorie è vero, ma non è da sottovalutare l’appoggio che gli anti-Euro come le vecchie destre populiste, o le sinistre radicali borghesi che rimpiangono i bei tempi di un “capitalismo più giusto”, possono dargli. Entrambi identificano l’argine in uno Stato-protettore in grado di difendere “il popolo” dall’avidità del capitale transnazionale. Il feticcio dello Stato-protettore implica necessariamente l’ammorbidimento dei conflitti di classe in nome del nemico unico “esterno” rappresentato qui dalle istituzioni europee, in un’ottica completamente interclassista e nazionalistica. Alla realtà delle classi in lotta per rivendicare interessi materiali, si rischia di cedere al sogno menzognero di una comunità legata da interessi comuni indissolubili.

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