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Le scuole nello stato di eccezione permanente. Un contributo degli studenti

 

Pubblichiamo un contributo scritto dal nostro gruppo studentesco e universitario, insieme agli studenti in queste settimane coinvolti nelle occupazioni scolastiche, sull’adeguamento scolastico allo stato di eccezione permanente presente nella Capitale.

Nelle ultime settimane la città di Roma appare sempre più nervosa per la “minaccia terrorismo”  e  mentre tutti corrono ai ripari nessuno sa realmente cosa fare. Quindi, per ora, si riempiono le stazioni di militari con l’unico apparente compito di controllare l’obliterazione di tutti i biglietti mentre il ceto politico romano, Pd in testa, è intento a capire il modo migliore per spartirsi la torta del Giubileo e, magari, trovare un altro fantoccio da far sedere in Comune per distogliere l’attenzione dai loro sporchi affari “privati”. Già, affari, che di privato hanno solo i profitti come quello della Metro C, il cui cantiere rischia di fermarsi definitivamente a dicembre finchè il Comune non pagherà qualcosa come 260 milioni a fronte di una spesa totale che finora, secondo alcune stime, si aggira tra i 4 e 5 miliardi! Continua a leggere »

Il Maker Faire non inventa proprio niente: come al solito prefetto, polizia e rettore schierati contro gli studenti.

 

Ieri, dopo settimane di mobilitazioni dentro la Sapienza contro la volontà di trasformare per tre giorni l’università più grande d’Europa in una vetrina per Enel, Eni, BNL ecc., noi come collettivo e molti altri studenti ci siamo diretti in corteo per reclamare la libera entrata all’università. Al nostro arrivo ci siamo trovati il solito spettacolo a cui siamo abituati qui a Roma da più di qualche mese: polizia a destra, a sinistra, davanti e dietro, con tanto camionette ed idranti. Nonostante questo il corteo si è diretto verso l’entrata dell’ateneo ed è iniziata una trattativa con gli organizzatori della Maker Faire per riuscire ad entrare ma senza ottenere risultati. A questo punto abbiamo chiesto di parlare con dei rappresentanti della Sapienza che non si sono fatti vedere, delegando di fatto la “risposta istituzionale” alla polizia che, apparentemente da un momento all’altro, è partita con una dura carica con tanto di idranti e membri della digos sguinzagliati con la bava alla bocca che puntavano singoli studenti. Il bilancio è di una testa spaccata, molti ammaccati e 5 arresti, due dei quali denunciati a piede libero mentre 3 compagni sono ancora in carcere in attesa della convalida o meno. Continua a leggere »

La fiera del liberismo alla Sapienza

 

Da qualche giorno la città universitaria si è trasformata in un cantiere a cielo aperto: lavori in corso, ditte di montaggio, ponteggi e assemblaggi di tensostrutture. Chi vive quotidianamente la Sapienza potrebbe anche non accorgersi della differenza tra la normalità e lo stato di eccezione imposto dalla fiera dell’innovazione tecnologica chiamata Maker faire. In realtà però proprio chi l’università la frequenta per studio o lavoro da ieri è stato lasciato forzatamente a casa. Aule chiuse e lezioni sospese, lavoratori in ferie obbligate, studenti a spasso, tanto siamo a ottobre mica a luglio dove è invece obbligatorio presenziare il (fu) pratone cercando di rimorchiare facendo la spola col Village. Da ieri e fino a domenica l’università è di proprietà di Intel, Eni, Microsoft e Bnl. Per chi vuole accedere all’ateneo c’è la possibilità di comprare in prevendita un comodo biglietto da quattro euro, mentre se non sei studente o lavoratore della Sapienza, di soli dieci euro. Un vero affare. Continua a leggere »

Gli spazi di agibilità nel nuovo modello universitario: lo sgombero del Lucernario e la sua riconquista

 

Lunedì scorso il rettore Frati ha disposto lo sgombero del Lucernario, stabile occupato lo scorso 14 ottobre dagli studenti di Sapienza Clandestina all’interno della Sapienza. In prima istanza lo sgombero è avvenuto senza l’intervento della polizia, ma mandando degli operai a togliere tavoli e sedie presenti all’interno e saldando le porte di accesso. Lo stabile è stato in seguito riaperto dagli studenti, che si sono poi trovati di fronte i soliti dipendenti della Questura che hanno ribadito la volontà di sgomberare lo stabile, come richiesto dal rettore nel caso in cui non fosse riuscito il suo primo tentativo. Continua a leggere »

L’università delle larghe intese

 

Interveniamo, ormai con qualche giorno di ritardo, sulla giornata del 12 dicembre all’università La Sapienza, in cui, durante la contestazione alla conferenza nazionale sulla biodiversità a cui avrebbero dovuto prendere parte anche Letta e Napolitano, la polizia, chiamata dal rettore Frati, ha caricato in città universitaria. Qualche centinaio di studenti sono partiti in corteo, andando a circondare il rettorato e l’aula magna in cui si svolgeva la conferenza, alla presenza peraltro dei ministri Saccomanni, Orlando, Lorenzin e altri. Hanno poi “violato” la recinzione che chiudeva l’intero piazzale antistante l’edificio e si sono diretti verso l’ingresso del rettorato, per provare ad entrare, trovandolo ovviamente chiuso al loro arrivo. Continua a leggere »

Daje Degage!

Lo scorso sabato 6 aprile, insieme ai movimenti di lotta per la casa, un gruppo di studenti del progetto Degage ha occupato uno stabile in Via Musa 10. Tra loro ci sono anche molti compagni a noi vicini, ma non è solo per questo che esprimiamo solidarietà a questa occupazione che si trova a rischio sgombero e sotto attacco mediatico, in particolare da parte di quei giornali che difendono – quando non sono di proprietà – i palazzinari, e che con retoriche squallide alternativamente li chiamano “bamboccioni” o li accusano di terrorismo e di voler “ritornare agli anni ’70”.

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Il caldo da’ alla testa: ad agosto sgomberata la Baracca Occupata

 

In estate succedono spesso cose molto brutte. A farne le spese si trovano a essere, altrettanto spesso, le strutture politiche che fanno il loro intervento nelle università. Il motivo è presto detto: ad agosto le università sono chiuse e i compagni/e non hanno modo di organizzare forme di resistenza attiva. Comunque, anche quando vi riescono, non possano contare sulla forza d’urto della massa universitaria (ad agosto latente), ma devono limitarsi alle energie dei militanti. È su questo che giocano i poteri forti, gli speculatori e i baronati universitari, quando vogliono annullare una struttura ritenuta preoccupante, quantomeno problematica. Senza confronto, senza dialettica, senza neanche “l’onore delle armi” di una sconfitta dopo una giornata campale: aspettano agosto, sfondano giù una porta e tanti saluti. Vi piace vincere facile?

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Daje Giulio!

Molti di noi sono stati licenziati o hanno avuto quantomeno problemi sul lavoro per “motivi politici”. Sgomberiamo il campo da dubbi: per noi non è mai un motivo di vanto, ma solo la causa di problemi e rogne. Prima di tutto, la necessità di trovarne un altro, di lavoro. D’altro canto, siamo anche consapevoli che i comunisti debbano dare fastidio, anche e soprattutto sul posto di lavoro, “meritandosi” la vendetta del padrone. Assai improbabile immaginarci a braccetto con le élite e le oligarchie: qualcosa non tornerebbe. Del resto lo diceva già Marx. “Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma il loro essere sociale che determina la loro coscienza”. Continua a leggere »