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L’impossibile economia pubblica. Il paradosso ideologico dell’articolo 81 della Costituzione di fronte al nuovo ciclo di privatizzazioni

 

L’approvazione del nuovo articolo 81 della Costituzione, avvenuta con il consenso di tutto l’arco parlamentare nel maggio 2012, è all’origine del nuovo paradossale ciclo di privatizzazioni dei restanti lembi di economia pubblica italiana. Nel giro di pochi mesi sono state privatizzate Poste e Ferrovie (quest’ultime ancora in corso di privatizzazione), gli ultimi due colossi economici ancora di proprietà statale, senza che nessuno abbia avuto da ridire e anzi con il benestare di tutte le forze politiche. Le stesse che da anni spingono per la definitiva privatizzazione di tutta l’economia “municipalizzata”, quella cioè legata ai servizi pubblici comunali. E questo per l’ormai dichiarato motivo per cui se tra ceti politici c’è una lotta allo spodestamento del gruppo concorrente, socialmente tutti i “rappresentanti” politici in parlamento condividono lo stesso modello economico, il liberismo, nelle sue vesti corporative (centrodestra) o transnazionali (centrosinistra). Se però nel precedente ciclo di privatizzazioni, tra la metà degli anni Novanta e i primi Duemila (sempre inequivocabilmente a trazione centrosinistra, tanto per non confondere i protagonisti in campo), le giustificazioni erano sostanzialmente di due tipi: da una parte “fare cassa” con la vendita di determinati beni pubblici; dall’altra migliorare l’efficienza delle imprese sottratte al controllo statale, oggi è intervenuta una nuova e più sottile opera di convincimento: la privatizzazione è la soluzione al problema degli investimenti produttivi Continua a leggere »

La politica dell’ottimismo

 

È da qualche mese che Renzi ha deciso arbitrariamente che grazie al Jobs Act l’occupazione in Italia è finalmente in ripresa e quindi ogni due telegiornali dobbiamo sentirci dire sta cazzata. Per carità, a noi farebbe piacere se ci fossero nuovi occupati, ma abbiamo forti dubbi che sia così e che soprattutto sia merito di Renzi. Innanzitutto, pensando in termini economici, potremmo obiettare che l’occupazione è sempre l’ultimo indicatore a crescere, perché prima dovrebbero crescere gli ordinativi delle imprese, la produzione, gli investimenti, la domanda, ecc. E che generalmente, oltre che comprensibilmente, solo dopo questi (al momento non pervenuti) avviene una crescita occupazionale. Continua a leggere »

Il contratto di privatizzazione

Se uno volesse trovare un leitmotiv fra le politiche pubbliche degli ultimi tempi verrebbe da dire che – per un curioso controsenso – è l’amore per il privato. Che si parli della stretta del Comune di Roma verso la privatizzazione delle municipalizzate o della ‘Maker Faire’, la fiera di metà ottobre delle aziende innovative tenuta alla Sapienza (che farà pagare perfino l’accesso agli studenti), ormai pare che l’unico obiettivo che le istituzioni pubbliche centrali e locali sono in grado di portare avanti sia capire come contaminare di privato ciò che è (ancora) pubblico. E questo, cavalcando nell’opinione pubblica l’idea che l’unica alternativa alle inefficienze del pubblico sia quella di passare al privato. Le strade di Roma sono sporche perché l’Ama è sottodimensionata? Appaltiamo lo spazzamento ai privati. Non ci sono fondi pubblici per la ricerca scientifica? Facciamola fare ai privati anche se è finalizzata solo all’industria. Le politiche per il lavoro non funzionano e i neolaureati sono disoccupati? Riempiamo le università di operatori di agenzie per l’impiego private (ex interinali) come Manpower, Adecco e GiGroup. Continua a leggere »

Privatizzare l’AMA? La monnezza sete voi!

In queste ultime settimane l’AMA, la municipalizzata del Comune di Roma che si occupa dell’intero ciclo dei rifiuti, oltre che di un’altra serie di servizi, è assurta alle cronache nazionali per il dibattito sulla sua possibile privatizzazione. Stiamo parlando di un’azienda con oltre 8000 dipendenti, intorno a cui girano miliardi di euro e che da tempo immemore solletica l’appetito di molti speculatori. Da qualche giorno questo dibattito si è però fatto maledettamente concreto ed è approdato nell’Aula Giulio Cesare che proprio mercoledì scorso ha approvato la delibera con cui, oltre all’affidamento ai privati del 10% dello spazzamento, si da il mandato alla stessa AMA di cercare un partner industriale fino ad arrivare al 40% dell’intera raccolta dei rifiuti. E a mezzo stampa l’amministratore delegato annuncia addirittura la quotazione in Borsa. Continua a leggere »

Ferragosto greco

Pubblichiamo questo commento sugli ultimi avvenimenti in Grecia, frutto di una riflessione collettiva da parte di alcuni compagni, tra cui uno del nostro collettivo, che sono stati ad Atene nell’ultimo mese e  che hanno toccato con mano la situazione in seguito al referendum.

Negli ultimi due giorni, per i pochi sfortunati che anche sotto l’ombrellone leggono il giornale, è stato scritto un nuovo atto della tragicommedia greca.
Nella notte tra il 13 e il 14 agosto il parlamento ellenico ha approvato il terzo piano di aiuti, corredato dal terzo pacchetto di misure che l’Eurozona ha preteso come prova della “buona” volontà. Buona per modo di dire dato il contenuto delle misure. Continua a leggere »

Lavoro gratuito e «volontario»: verso una forma legalizzata di schiavitù

Con l’improvvisa e disastrosa alluvione di Firenze della scorsa settimana è salita nuovamente agli onori delle cronache una di quelle proposte che dovrebbe far accapponare la pelle, provocando un moto generalizzato di rifiuto: quella di mettere a lavorare gratis – apparentemente come «volontari» – i cosiddetti «profughi» (o, usando una sineddoche, gli «immigrati»). Fautori della proposta – che tra l’altro si è concretizzata nei giorni successivi – sono stati questa volta il governatore della Toscana Enrico Rossi e il sindaco di Firenze Dario Nardella, un renziano di ferro. Continua a leggere »

La protesta dei lavoratori Atac, la creazione del capro espiatorio e la strada verso la privatizzazione del trasporto pubblico

Un mese fa,  in un invito alla discussione collettiva sulla giunta Marino e la situazione che si sta determinando a Roma (leggi), scrivevamo che il sistema di malaffare emerso con l’inchiesta di Mafia capitale – ma da anni  intuito da tutti i romani – era il prodotto proprio di un galoppante processo di privatizzazione, che ha portato il Comune a esternalizzare gran parte dei suoi servizi essenziali e a dar vita a una guerra per gli appalti di cui oggi si intravede il risultato. Trascorso meno di un mese, sul fronte delle privatizzazioni la situazione è, se possibile, peggiorata: sono, infatti, iniziate le danze che porteranno – prevedibilmente – alla privatizzazione di Atac, la società di proprietà comunale concessionaria del trasporto pubblico nel comune di Roma in cui sono occupati circa 12mila lavoratori (di cui gli autisti sono circa 5.800). Continua a leggere »

«Da qui non ce ne andiamo». I richiedenti asilo di via Visso e il trasferimento a Casale San Nicola

Ritorniamo sui recenti fatti di Casale San Nicola, chiedendoci: ma chi c’è dall’altra parte? Chi sono questi «profughi» di cui tutti i giornali parlano? Come ha chiarito il prefetto Gabrielli, a dover essere trasferiti nella ex scuola Socrate sono alcuni «richiedenti asilo», provenienti da San Basilio. Già questo dovrebbe far suonare dei campanelli di allarme sulla non aderenza alla realtà dei timori che il loro trasferimento suscita: si tratta, infatti, di richiedenti asilo che da mesi vivono nel campo di accoglienza di via Visso, una traversa della Tiburtina dopo Rebibbia. Continua a leggere »