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23 May :
1949 A Modena il partigiano comunista Romolo Dini viene arrestato , picchiato,e poi rilasciato senza alcuna spiegazione

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La contestazione a Cristicchi: il video

 

La solita sala di ex-partigiani sessantenni che hanno fatto la Resistenza (!), di ex-infoibati (si, uno ci ha anche detto che veniva “dalle foibe”, forse pensava che facessero provincia insieme a Trieste e Udine), di gente “communista così”. In realtà, gente per bene, lavoratori, che dopo decenni di resa ideologica, di arretramento culturale, di omologazione politica fra il PCI-PDS-DS-PD e ogni forma di centrodestra, hanno completamente perso la bussola. Contenti di infangare la Resistenza, di avallare retoriche scioviniste e intimamente razziste, credendo di essere nel solco dei valori della sinistra. Perchè c’è qualcuno che finalmente “dice la verità” anche sui nostri crimini, come Pansa o Cristicchi. Perchè “abbiamo sbagliato anche noi”, perchè in fondo partigiani comunisti e fascisti erano la stessa cosa, ed è ora di voltare pagina, di aprirci alla modernità politica, di entrare finalmente nel novero delle “grandi democrazie occidentali”. Questi i tempi in cui ci tocca lottare. Oggi più che mai, viva la Resistenza antifascista, italiana e jugoslava.

La nostra settimana del ricordo prosegue: contestato Cristicchi a Firenze

Nella serata di ieri, con i nostri compagni della rete Noi saremo tutto e i compagni della Rete Antifascista di Firenze, abbiamo contestato a Scandicci, vicino Firenze, lo spettacolo “Magazzino 18″ di Simone Cristicchi. L’iniziativa si colloca all’interno della nostra settimana del ricordo, ovviamente di stampo anti-revisionista. Diamo appuntamento, quindi, alla Mensa Occupata (via Mezzocannone 14 – Napoli) per il convegno che si terrà venerdì 7 febbraio alle ore 17, dal titolo Il mito delle foibe: riscrivere il passato per dominare il presente.

da noisaremotutto.org

Ieri sera siamo stati in quel di Scandicci, dove insieme alla Rete Antifascista di Firenze abbiamo contestato lo spregevole spettacolo revisionista, filo-nazionalista e impregnato di retorica anti-slava di Simone Cristicchi, “Magazzino 18”. Come tante volte ribadito, è proprio questo vasto mondo di intellettualità vicina alla sinistra del PD, apparentemente sincera democratica, che in questi anni ha contribuito a sdoganare i peggiori revisionismi e a veicolare la peggiore feccia nazionalista, buonista e pacificata della storia e delle sue ricadute politiche. Lo strumento dell’artista “di sinistra” in questi anni ha aperto voragini nella cultura politica di questo paese, contribuendo in maniera decisiva a sdoganare discorsi, retoriche, visioni del mondo un tempo appannaggio unicamente dell’estrema destra. Continua a leggere »

L’impossibile governabilità

La montagna ideologica mobilitata sul tema della governabilità continuerà a partorire inutili sorci giuridici. Il tentativo di garantire un governo stabile, duraturo ed eletto dai “cittadini” sfruttando la leva della riforma elettorale seguirà a produrre i perversi effetti di questi anni, proprio perché da decenni in Italia è presente un clamoroso fraintendimento riguardo alla dibattito intorno all’assetto istituzionale. Conviene infatti ricordare che in Italia vige un sistema parlamentare, e non uno presidenziale. Continua a leggere »

Unione Europea: rompere la gabbia… salariale!

Il cosiddetto “piano Polonia” proposto dalla Electrolux sembra aver riacceso un seppur minimo interesse sulla condizione salariale europea e, nello specifico, italiana. Il fatto, fanno sapere dai vertici della multinazionale svedese, è che la stessa lavatrice che oggi viene assemblata in uno stabilimento italiano se prodotta in un paese dell’est costerebbe all’azienda ben 30 euro in meno rispetto ai costi attuali. Per cui il messaggio è chiaro: o accettate i tagli salariali oppure “saremo costretti” a delocalizzare. E’ il mercato, bellezza! Continua a leggere »

L’uso politico della storia e il revisionismo dal volto umano: in attesa dell’ennesima giornata del ricordo a senso unico

Da diversi anni le campagne politiche volte a rileggere alcuni fenomeni della storia del Novecento hanno perso di veemenza. Da una fase di attacco a tutto campo della lettura “resistenziale” di determinati episodi della storia nazionale, si è passati ad una più efficace guerra di logoramento ideologico. Siamo passati dalle sbraitate storaciane contro i testi scolastici filo-comunisti al tentativo culturale di Romanzo Criminale o di Benigni nell’apologia del sano nazionalismo o dell’esaltazione della violenza criminale opposta a quella politica. Insomma, se la guerra ideologica contro ogni ipotesi di cambiamento politico reale continua, cambiano gli strumenti utilizzati, adeguati alle diverse fasi politiche e ai differenti contesti culturali di volta in volta presenti. C’è però una data che permane nel paesaggio istituzionale italiano figlia dello scorso decennio, quello in cui la destra aveva necessità dello sdoganamento politico e il sistema paese, nel suo complesso, bisogno di nuova linfa patriottica: il 10 febbraio. Continua a leggere »

I conti in tasca, in attesa della resa dei conti

Come sapete bene, i grillini al più ci allacciano le scarpe. Eccoci dunque a rendicontare quei dieci euro messi male che ogni tanto riusciamo a guadagnarci con le varie iniziative che saltuariamente mettiamo in piedi. Tanto per chiarire che da queste bande i soldi escono e basta, e quello che entra va a coprire molte volte unicamente le spese del pool di avvocati che da anni ci segue nelle nostre peripezie. Non solo rendiamo loro religioso omaggio, ma promettiamo anche che, una volta preso il potere, verranno tutti eletti in parlamento. Continua a leggere »

Granarolo: due facchini arrestati a Bologna


Qualche giorno fa abbiamo riportato la notizia di un compagno del S.I.Cobas aggredito a Milano, evento che si andava ad aggiungere agli altri innumerevoli tentativi di padroni e padroncini del settore della logistica che con l’aiuto di forze dell’ordine e magistratura provano ad arrestare le lotte della logistica e la loro diffusione. E dopo sospensioni, licenziamenti e denunce ieri a bologna il tiro della repressione si è alzato ancora una volta portando all’arresto di due facchini accusati di aver resistito alle cariche della polizia davanti ai cancelli della Granarolo. Azienda che non ha tardato ad esprimersi affermando ad esempio al Corriere che “…la nostra azienda non è in nessuna vertenza sindacale. Nessuno dei nostri lavoratori sta scioperando. Quelle persone davanti ai cancelli non hanno niente a che fare con noi”. E grazie, ci verrebbe da dire, visto che tra i facchini che bloccano i cancelli ci sono proprio quelli che l’azienda ha licenziato alcuni mesi fa, oltre a tutti quelli di altre aziende che portano supporto e solidarietà alla loro lotta come a tutte le lotte del settore della logistica, ai sindacati di base e ai compagni delle realtà politiche della zona. Di seguito riportiamo i comunicati del Laboratorio Crash! e del S.I.Cobas, ribadendo il nostro sostegno agli arrestati e a tutti i facchini in lotta per la difesa del proprio lavoro e per l’ottenimento di condizioni di lavoro dignitose. La Granarolo ieri ha detto che “Ancora una volta la produzione è andata persa perché il latte dei nostri allevatori è rimasto nelle cisterne”, quindi qualcosa ci dice che questa è la strada giusta…..Avanti facchini!

 

Il comunicato del Laboratorio Crash

 

Ieri la resistenza degli operai e dei solidali davanti ai cancelli della Granarolo è stata tenace e grande espressione di dignità. I cazzotti, le manganellate, i trascinamenti, gli insulti, il gas urticante spruzzato in faccia e poi gli arresti non hanno piegato la lotta degli operai (tutti gli episodi di violenza e brutalità sono stati filmati e circolano in rete). Al loro fianco tanti compagni e compagne stretti in un forte cordone di solidarietà.

Non appena scattati gli arresti e davanti tanta violenza poliziesca e sopruso padronale i compagni del S.I.Cobas hanno dichiarato lo sciopero generale della logistica in tutta la provincia di Bologna.

Questa mattina sui tre giornali locali la Granarolo ha comprato un’intera pagina dove invita le istituzioni di Bologna a colpire duro gli operai e addita all’opinione pubblica cittadina i S.I.Cobas e Laboratorio Crash come i fomentatori di soprusi contro la loro azienda, che a loro dire, è manifestazione di grande valore etico-aziendale.

In città il padronato e le istituzioni fanno quadrato e puntano con ogni mezzo ad aggredire la lotta. Ieri ad esempio alcuni facchini rimasti isolati sono stati pestati da decine di crumiri delle cooperative della logistica che lavorano per Granarolo.

Alle aggressioni e alle provocazioni poliziesche, alla disinformazione, e alle iniziativa dei mercenari di Granarolo rispondiamo con il sorriso degno di chi lotta per il giusto e per i diritti. Resisteremo al oltranza e fino a quando i 51 facchini non verranno tutti riassunti e fino a quando non saranno riconosciuti i loro diritti e le rivendicazioni della lotta: al primo punto la dignità!

Chiediamo l’immediata liberazione dei due operai arrestati e rilanciamo la mobilitazione in tutta la città per il loro rilascio!

Facciamo appello ai movimenti sociali di tutta Italia ad esprimere solidarietà militante per una lotta che riguarda tutti e tutte. E confermiamo la preparazione di una giornata di boicottaggio internazionale contro Granarolo da fissare nei prossimi giorni. Facciamo appello ai compagni e alle compagne, ai movimenti e al sindacalismo conflittuale di Bologna a recarsi oggi in solidarietà al presidio fisso davanti Granarolo che nonostante la durissima repressione resiste!

Sciopero e picchetti fino alla vittoria!

Laboratorio Crash!

 

Comunicato S.I.Cobas

Due operai che hanno osato presidiare i cancelli della Granarolo sono stati pestati come i loro compagni, hanno subito un attacco premeditato degli sbirri al servizio della lega coop e per tale motivo sono trattenuti in arresto nelle patrie galere. I due lavoratori, uno della Dhl, e un’altro della Susa non sono stati rilasciati come gli altri quattro compagni fermati alla Granarolo. Colpevoli di aver dato solidarietà attiva ai loro compagni della Granarolo devono pagare, devono restare in carcere perché sono come i loro compagni contro i padroni.

Domani il fronte dei COBAS sostenuti da militati solidali con la loro lotta, esercitando il diritto di sciopero che i padroni ed i loro sgherri cercano di contrastare, manifesteranno con la loro forza davanti ai cancelli della Granarolo. Padroni: PAGHERETE CARO, PAGHERETE TUTTO!

L’azione repressiva della polizia non fermerà questo movimento, l’onda lunga degli scioperi dei lavoratori della logistica farà rientrare i loro compagni della Granarolo nei magazzini, questa lotta insegnerà che è possibile resistere agli attacchi dei padroni se i lavoratori si organizzano e faranno pagare cari prezzi ai padroni.
Fuori dalla galera i due compagni arrestati.

S.I.Cobas