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ACCADEVA OGGI…

1 March :
1953 Josif Stalin viene colpito da un attacco di cuore. morirà quattro giorni dopo.

STATS

Tecniche di repressione e fabbricazione del nemico comune: la criminalizzazione del tifo organizzato

Le vicende del derby campano fra Salernitana e Nocerina confermano la lettura che da anni diamo sul fenomeno ultras come terreno di sperimentazione di nuove tecniche di controllo da estendere al resto della popolazione. Un vero laboratorio della repressione, che nel corso degli anni ha visto calibrare il proprio obiettivo dai meri strumenti di gestione di piazza a quelli legali inerenti alla repressione giudiziaria, all’ultimo step di questo percorso, quello della repressione ideologica, portata avanti attraverso la produzione di una retorica pervasiva volta alla creazione del nemico assoluto, del male sociale da estirpare. Questo male è oggi il tifo organizzato, nemico principale dei processi di valorizzazione economica dello spettacolo calcio. Continua a leggere »

Salario o reddito?

Quello che segue è un primo nostro contributo al dibattito su salario e reddito. Comprendiamo benissimo che potrebbe risultare un po’ ostico, anche per via della lunghezza, ma confidiamo nella pazienza di chi ci legge e facciamo nostre le parole di Gramsci quando ammoniva che a voler esprimere concetti difficili in maniera troppo semplice si corre solo il rischio di scadere nella demagogia.

Lottare per il salario o lottare per il reddito? E’ inutile girarci attorno, queste due parole d’ordine agitate con alterne fortune dalla sinistra anticapitalista alludono a concezioni politiche, pratiche sociali e analisi teoriche che se per molti aspetti coincidono per molti altri sono invece così distanti da risultare difficilmente conciliabili, tanto da destinare al fallimento ogni tentativo ecumenico di tener dentro tutto. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

Da qualche settimana è possibile trovare in libreria l’ultima fatica editoriale di Vladimiro Giacchè, Anschluss, un testo sulla cosiddetta “unificazione” della Germania di cui caldeggiamo vivamente la lettura. Senza mai abbandonare quello stile chiaro e diretto che aveva caretterizzato le sue precedenti pubblicazioni l’autore racconta la storia dell’annessione della DDR da parte della Repubblica Federale Tedesca, smontando i luoghi comuni e le mitologie che da quasi 25 anni accompagnano la narrazione dominante. Continua a leggere »

Occupata a Roma l’agenzia di stampa spagnola: Lander libero!

da http://uncasobascoaroma.noblogs.org/

Questa mattina un nutrito gruppo di militanti del Comitato “Un caso basco a Roma” ha occupato la sede dell’agenzia stampa spagnola EFE, in Piazza Navona 106. Un’azione che ha puntato l’indice contro la principale agenzia stampa al soldo del governo di Madrid, sempre pronta a criminalizzare la lotta per l’autonomia dei militanti baschi e soprattutto schiacciata in maniera acritica sulla ragion di Stato del governo spagnolo, nonostante le torture e le leggi speciali che – come ha recentemente ricordato la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo – sono in aperta contraddizione con la “condotta democratica” che si dice di applicare in Euskal Herrira.
L’azione di stamattina rappresenta un modo per rompere il silenzio e l’ipocrisia intorno al noto caso di Lander Fernandez Arrinda, che il prossimo 11 novembre si troverà davanti i giudici dell’Audiencia Nacional di Madrid (insieme al coimputato Aingeru, al quale fu estorta sotto tortura la dichiarazione con cui fu poi costruita l’accusa a Lander), chiamati ad emettere la sentenza finale su una montatura politica che rischia ancora di privare Lander della sua libertà. Continua a leggere »

7 Novembre

Io ero, io sono, io sarò.

Chi lotta vince

Ieri quattordici lavoratori, facchini della DHL e TNT di via di Salone e di Fiano Romano, sono stati reintegrati nelle aziende. Il reintegro avviene dopo che le aziende su indicate avevano promosso una loro sospensione a tempo indeterminato a seguito dello sciopero del comparto della logistica dello scorso venerdì. Nel suo piccolo, un’importante vittoria dei lavoratori, che si riprendono con la forza un diritto che nella sostanza è stato già abolito nella costituzione materiale di questo paese: il diritto allo sciopero. La sospensione avveniva infatti in un quadro di assoluta illegalità e costituiva il tentativo, da parte delle aziende, di porre in essere una forzatura tale da disincentivare il resto dei lavoratori ad aderire e partecipare ai prossimi scioperi che caratterizzeranno l’autunno della logistica. E che cercava di affermare, una volta per tutte, che con la logistica non si gioca. Continua a leggere »

Continuons le combat. Dopo il 18 e il 19 ottobre. Partito e organizzazione di massa.

di Collettivo “Noi saremo tutto” Genova

Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi delle loro menti, scoprono, al risveglio, la vanità di quella immagine: ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché può darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo. (Th. E. Lawrence, I sette pilastri della saggezza)

 

Il crollo della socialdemocrazia

Dalle mobilitazioni di ottobre un primo dato emerge con chiarezza: la socialdemocrazia è un fetido cadavere e lo è, esattamente, nei termini in cui lo avevamo descritto e preannunciato nell’articolo a questo precedente. Il sostanziale flop a cui è andata incontro la manifestazione del 12 ottobre, a fronte dell’imponenza della giornata del 19, anticipata dalla non secondaria mobilitazione del sindacalismo di base del 18, conferma, attraverso un dato empirico denso di contenuti, quanto da tempo abbiamo posto all’ordine del giorno: l’impossibilità storica di una reiterazione di quel patto socialdemocratico attraverso il quale, per un’intera arcata storica, le classi dominanti insieme ai loro agenti attivi nel campo delle classi sociali subalterne hanno scongiurato l’irrompere dello spettro comunista sulla scena politica europea. A stento, il 12 ottobre, le varie anime della socialdemocrazia sono state in grado di portare in piazza diecimila persone. Se pensiamo che, tra gli organizzatori della manifestazione, vi era la FIOM, l’ARCI, SEL, il variegato mondo dell’Associazionismo, qualche pezzo del Pd e del M5S, la sponsorizzazione aperta de «Il fatto quotidiano» e quella “sotto copertura” de «La Repubblica» oltre ovviamente ai vari «Il manifesto» e «l’Unità» il fatto non è certo cosa da poco. Un flop, si può dire, senza precedenti che va assunto in tutta la sua importanza e conseguentemente analizzato. Continua a leggere »