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21 August :
1940: LA MORTE DI LEV TROTZKIJ

1971 - Nel carcere di San Quintino viene assassinato George Jackson, militante comunista del Black Panther Party.

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Il cor(ro)sivo della Militant

E così, alla fine, Marino è caduto. Uno dei peggiori sindaci della storia di Roma si è dimesso (anche se con riserva)… ed era ora, aggiugiamo noi. Eppure dovrebbe farci riflettere che, laddove non sono riuscite l’inchiesta di Mafia Capitale, l’incazzatura per lo stato disastrato delle periferie romane o l’aggressione continua ai lavoratori delle municipalizzate, sono invece bastati 7 scontrini dubbi e una congiura di palazzo. Neanche si trattasse di Al Capone o Giulio Cesare. A rendere ancora più grottesca la giornata di ieri ci ha poi pensato Sel che solo qualche giorno fa aveva ingoiato la privatizzazione dell’Ama minacciando di uscire dalla maggioranza, ma solo dopo il Giubileo (cioè a giochi fatti), e che invece ieri si è affrettata a dare l’ultimatum al Sindaco per una Carbonara e due Saltimbocca alla romana. Evidentemente più importanti dei diritti di lavoratori e cittadini. Confessiamo di rimanere ancora stupiti di fronte alla capacità che mostra parte dell’a-sinistra nel coniugare il tragico con il comico, roba da far impalidire anche Goldoni.

L’antisemitismo anti-islamico del XXI secolo

 

Poche cose in politica hanno più forza del luogo comune. E così quando a ripetere stanchi cliché razzisti è nientemeno che Ernesto Galli della Loggia, apprezzato (dai neocon di tutto il paese) maitre a penser della destra muscolare italiana, nientemeno che dalle colonne del Corriere, ecco che il luogo comune si rafforza e assume il valore di un dato di fatto. L’attacco avvenuto ieri dalle colonne del Corriere della Sera all’Islam e al mondo arabo in quanto tale è paradigmatico di un certo modo di pensare, che solletica gli istinti sottoculturali della popolazione spacciandosi per “pensiero alternativo”. In realtà, è esattamente ciò che pensa la maggior parte della gente, è in tutto e per tutto pensiero medio, “ovvinionismo” un tanto al chilo detto però come se si stessero riaffermando chissà quali verità occultate dai media e dalla politica, ovviamente “dominata da una cultura di sinistra legata al Pci di gramsciana memoria” eccetera… Continua a leggere »

Il boicottaggio a corrente alternata dei professori del moralismo sionista

 

Da qualche tempo va avanti l’esplicita richiesta di boicottare l’Arabia Saudita in ogni sua forma. A seguito dell’ennesima decapitazione ingiustificata, i media chiedono a gran voce una presa di posizione da parte del governo italiano. Paolo Mieli sul Corriere non solo critica il silenzio italiano sulle decapitazioni saudite, ma si chiede anche perché venga tollerato dalla comunità internazionale un paese tanto platealmente ostile ad ogni diritto umano. “L’11 gennaio scorso, due giorni dopo che Raif aveva ricevuto la sua prima razione di frustrate, l’ambasciatore saudita a Parigi partecipava contrito alla manifestazione di solidarietà per gli uccisi della redazione di Charlie Hebdo. Grande e pressoché unanime fu il plauso mondiale per l’iniziativa di pubblico cordoglio senza che nessuno rilevasse quell’impropria presenza.” Questo un estratto dell’articolo dello scorso 30 settembre. Che si chiudeva con la speranza che il Salone del libro di Torino rifiuti “la scellerata” presenza dell’Arabia Saudita quale ospite d’onore del 2016 al Salone stesso. Tacciamo del resto dei media, dall’Unità a Repubblica, tutti in prima fila a difendere i diritti umani contro i cattivoni sauditi. Benissimo, aggiungiamo noi, era ora che anche le sirene liberali criticassero il regime saudita filo-americano. Continua a leggere »

Visioni Militant(i): Non essere cattivo, di Claudio Caligari

 

Abbiamo grande stima di Claudio Caligari, e ancor di più ne proviamo per Valerio Mastandrea che si è sbattuto per produrre e distribuire l’ultimo film del regista recentemente scomparso. E’ per questo che siamo andati a vedere questo film con le giuste aspettative, quelle cioè di non pretendere un capolavoro ma lo sguardo di un autore che ha saputo raccontare bene una certa periferia romana “post-pasoliniana”, come l’avrebbe definita il regista stesso. Purtroppo non è possibile parlare del film senza prima aprire una parentesi su Amore tossico, perché Non essere cattivo è una continua autocitazione (e autocelebrazione, in fondo) del suo lavoro più famoso. Continua a leggere »

Roma rompe il protocollo

 

Ieri è stato violato il protocollo che impedisce di manifestare per il centro cittadino. La mattina gli studenti medi, poi il pomeriggio le lotte sociali, si sono ripresi le strade della Capitale contro il governo commissariale Gabrielli-Pd. Questo il primo dato rilevante, quello per cui per la prima volta in sei mesi la città torna a manifestare strappando con la determinazione un’agibilità politica tutt’altro che scontata di questi tempi. I numeri costituiscono l’altro dato positivo della giornata. Nel pomeriggio hanno manifestato circa tremila lavoratori, l’apice di una giornata che ha visto scioperare il 97% dei lavoratori Tpl, il 70% in Atac e il 15% dei lavoratori Ama. Confrontati a qualche anno fa sembrano dati scoraggianti, ma la situazione romana e nazionale da qualche anno è catastrofica e da qui bisogna ripartire, con pazienza e umiltà. Continua a leggere »

In video veritas

 

Dunque, ricapitolando: i “moderati siriani” sono addestrati dalla Cia, che ormai non maschera neanche più il suo coinvolgimento nella guerra islamica contro Assad; i siriani incazzati stanno invece con Al Queda o con l’Isis, formazione nata proprio durante l’aggressione alla Siria per volere di Turchia, Arabia Saudita e Stati Uniti. I russi, nel frattempo, pensando di sganciare bombe contro l’Isis colpiscono la Cia, o viceversa, pensando di colpire i militari siro-americani colpiscono l’Isis. E in tutto questo, noi siamo contro Assad perchè è lui l’attuale problema della Siria. I meravigliosi paradossi della “sinistra imperiale” europea.

Rompiamogli il protocollo

 

La manifestazione di venerdì può essere un momento isolato di opposizione al governo “tecnico” della Prefettura, o costituire un primo passaggio verso quel fronte sociale ampio oggi sempre più necessario per resistere e combattere il Pd a Roma e nel resto del paese. Dipenderà da noi, così come dipende da noi l’attuale momento di debolezza che stiamo vivendo come movimenti sociali e politici cittadini. Mascherare questa debolezza gridando alla repressione di Prefettura, Polizia, Questura, Pd, eccetera, può renderci simpatici ai nostri simili ma inutili politicamente. Da qualche tempo si cerca di spiegare questa debolezza accusando l’innalzamento della repressione, continuando a scambiare la causa con l’effetto. Non siamo deboli perché vittime di una stretta repressiva, ma siamo vittime di un innalzamento della repressione proprio perché siamo deboli politicamente. Difficilmente il movimento romano potrà risollevarsi dalla macerie in cui vegeta da troppo tempo se non assume questa debolezza come il dato da cui ripartire. Continua a leggere »

Conferme catalane

 

Le elezioni catalane ci confermano alcuni dati che andiamo dicendo da tempo. Il primo dei quali, che l’astensionismo è una caratteristica intrinseca al modello neoliberista e ordoliberale europeista. Dove c’è alternativa politica, dove c’è battaglia di idee, di programmi, di visioni di lungo periodo, di modelli di sviluppo differenti, la politica è ancora una cosa importante e i cittadini si mobilitano e votano. La scorsa domenica ha votato il 77% degli aventi diritto, il 10% in più delle elezioni precedenti del 2012. E’ la mancanza di alternativa che atrofizza la politica dei paesi europei e anglosassoni, e dove questa si materializza si riaffaccia l’incubo novecentesco della partecipazione politica, della mobilitazione costante, della condivisione di scelte e prospettive. Tutti fattori che l’impianto liberale europeista cerca di disattivare presentando i governi nazionali – e ancor di più il governo sovranazionale Ue – come “tecnici”, “impolitici”, “né di destra né di sinistra”, eccetera. Questo risultato non è però frutto di improbabili contenitori politici, rassemblement improvvisati di trombati della politica, costituenti rosa o ammucchiate elettoralistiche. E’ l’ultimo passaggio di una mobilitazione politica perdurante, capace di inserirsi nella società catalana toccandone le corde giuste. Facendo politica, insomma. Continua a leggere »

Uniti contro commissariamento e privatizzazioni: rompiamo il Protocollo!

 

Che lo voglia o meno la Prefettura, venerdì prossimo la città scenderà in piazza contro il commissariamento della capitale. Sarà una manifestazione decisiva e allo stesso tempo l’avvio di un percorso contro Gabrielli e Marino, il primo tentativo di connettere le lotte e le esperienze politiche cittadine di fronte all’attacco senza precedenti che stanno subendo lavoratori, compagni, senza casa e tifosi. Tutto si tiene di fronte alla stretta ordoliberista imposta dalla banda Gabrielli-Pd: il processo di privatizzazione delle aziende municipalizzate; l’attacco ideologico all’economia pubblica romana; la stagione di sgomberi e sfratti per liberare dai poveri la “città-vetrina” in vista del Giubileo; la normalizzazione del tifo organizzato in combutta con le società di Roma e Lazio; il divieto di manifestare imposto da un Protocollo che nessuno ha votato o firmato, se non i soliti noti. Roma sta vivendo una crisi davvero senza precedenti, il risultato di un ventennio di governo “democratico” con l’irrilevante intermezzo alemanniano. Gabrielli, lungi dal rappresentare un “novità” in questo senso, è l’emblema di un processo politico di lunga durata. Continua a leggere »

Privatizzare l’AMA? La monnezza sete voi!

In queste ultime settimane l’AMA, la municipalizzata del Comune di Roma che si occupa dell’intero ciclo dei rifiuti, oltre che di un’altra serie di servizi, è assurta alle cronache nazionali per il dibattito sulla sua possibile privatizzazione. Stiamo parlando di un’azienda con oltre 8000 dipendenti, intorno a cui girano miliardi di euro e che da tempo immemore solletica l’appetito di molti speculatori. Da qualche giorno questo dibattito si è però fatto maledettamente concreto ed è approdato nell’Aula Giulio Cesare che proprio mercoledì scorso ha approvato la delibera con cui, oltre all’affidamento ai privati del 10% dello spazzamento, si da il mandato alla stessa AMA di cercare un partner industriale fino ad arrivare al 40% dell’intera raccolta dei rifiuti. E a mezzo stampa l’amministratore delegato annuncia addirittura la quotazione in Borsa. Continua a leggere »