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Lezioni egiziane

Tre anni fa le speculazioni sui futures e il balzo dei prezzi dei generi alimentari avevano funzionato da miccia facendo esplodere la rabbia popolare sulla sponda sud del Mediterraneo, sempre più banlieue d’Europa. Le imponenti mobilitazioni avevano spazzato via i rappresentati di un ceto politico da tempo degradato al ruolo di pallida ombra di quelle borghesie nazionaliste che furono comunque protagoniste delle lotte anticolonialli, e più di qualcuno si spinse a parlare, secondo noi impropriamente, di rivoluzione. Continua a leggere »

Il meno peggio… mena peggio

 

Se qualcuno aveva ancora bisogno di prove, oggi la retorica del “sindaco amico”, del “meno peggio”, del “meglio lui che i fascisti”, ha dimostrato tutta la sua inconsistenza. Per chi si fosse perso gli eventi, oggi un corteo (autorizzato!) dei movimenti di lotta per la casa è stato caricato senza poter giungere in piazza del Campidoglio, dove contestualmente avveniva l’incoronazione di Ignazio Marino a nuovo sindaco di Roma. Le cariche, di spropositata violenza vista la natura pacifica del corteo, con le famiglie occupanti in ciabatte e figli al seguito, assumono una valenza ancora più significativa visto il loro movente. Infatti, la polizia ha impedito il passaggio del corteo perchè in piazza del Campidoglio avveniva parallelamente una folcloristica “manifestazione” di dieci militanti del Movimento Sociale Europeo, con Castellino in prima fila. Il ridicolo sit-in dei neofascisti “istituzionali” era peraltro senza autorizzazione (anche qui confermando quale valenza abbia oggi il concetto di legalità borghese). Continua a leggere »

Elisabetta Teghil: Tertium non datur

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un’interassante riflessione di Elisabetta Teghil sul dibattito emerso durante le recenti elezioni su dove e come collocarsi come movimento.

di Elisabetta Teghil

“La coscienza della classe operaia non può diventare vera coscienza politica se gli operai non si abituano a reagire contro ogni abuso, contro ogni manifestazione dell’arbitrio e dell’oppressione, della violenza e della soperchieria, qualunque sia la classe che ne è colpita e a reagire da un punto di vista socialdemocratico e non da un punto di vista qualsiasi. La coscienza delle masse operaie non può essere una vera coscienza di classe se gli operai non imparano a osservare, sulla base dei fatti e degli avvenimenti politici concreti e attuali, ognuna delle altre classi sociali in tutte le manifestazioni della vita intellettuale, morale e politica: se non imparano ad applicare in pratica l’analisi e il criterio materialistico a tutte le forme di attività e di vita di tutte le classi, strati e gruppi della popolazione. Chi induce la classe operaia a rivolgere la sua attenzione, il suo spirito di osservazione e la sua coscienza esclusivamente, o anche principalmente, su se stessa non è un socialdemocratico perché per la classe operaia la conoscenza di se stessa è indissolubilmente legata alla conoscenza esatta dei rapporti reciproci di tutte le classi della società contemporanea, è conoscenza non solo teorica, anzi non tanto teorica, quanto ottenuta attraverso l’esperienza della vita politica.”

Lenin, “Che fare?

 

In tanta parte del movimento c’è la convinzione che l’alleanza con il PD e con i partitini della sinistra così detta radicale sarebbe una riedizione aggiornata dei fronti popolari.

Alla base di questo assunto c’è la lettura che il PD e i partitini di cui sopra sarebbero sì riformisti e, magari, collusi per un certo verso con la borghesia, ma comunque sarebbero di sinistra e una diga contro le avventure neo fasciste. Continua a leggere »

La compagna delle stelle…

Astrofisica, scienziata, atea, materialista… meravigliosa comunista. La compagna delle stelle ora è tra le stelle. Ciao Margherita.

Pubblicità marxista

Diamo vita con questo post a un nuovo “servizio”: la “pubblicità marxista”. Se le istituzioni ogni tanto si rifanno il trucco grazie al buonismo politically correct della “pubblicità progresso” noi restiamo convinti che sia il lato cattivo a produrre il movimento che fa la storia e dunque crediamo che sia più che necessario dare risalto a chi ha messo a servizio di questo lato cattivo le proprie intelligenze. Continua a leggere »

26 giugno, giornata contro la tortura… dicono i muri

Ieri, 26 giugno, si è celebrata la giornata internazionale contro la tortura. A modo nostro, come spesso accade, abbiamo deciso di far parlare i muri della città anche per questa ricorrenza. Oltre a questo, però, nel ricollegare il tema della tortura e della repressione di Stato a questa data simbolica, proponiamo qui di seguito il testo di un articolo apparso sulle colonne de Il Manifesto in data 20 marzo 1982, a firma di Franco Marrone (già coofondatore di Magistratura Democratica). Un articolo in cui Marrone sposava le dichiarazioni di Triaca, vittima di tortura fisica e psicologica dopo l’arresto del 17 maggio 1978, pur non partendo da premesse “rivoluzionarie”. Rimane comunque un dato interessante a partire da alcune contraddizione giuridiche che evidenzia Marrone stesso nel corso della sua articolata disamina.

 

 

Certo che esiste la tortura in ltalia. Il caso Triaca, modello per pentiti o per ottenere pentimenti.

di Franco Marrone

[...] Esiste la tortura in Italia? Credo purtroppo che bisogna rispondere positivamente e non da oggi. Un caso, estremamente interessante, anche perché può essere ricostruito nel dettaglio, essendo ormai gli atti tutti pubblici, è quello di Enrico Triaca. Il tipografo delle Br che il 7-11-78 è stato condannato dalla 8^Sez. del tribunale di Roma quale responsabile del delitto di calunnia (artt. 368 e 61 n. 10 c.p.) «perché nell’interrogatorio reso al consigliere istruttore presso il tribunale di Roma il 19-6-78 quale imputato di partecipazione a banda armata e di altri reati, incolpava ufficiali e agenti di polizia giudiziaria di Ps, sapendoli innocenti, di averlo costretto con torture fisiche a rendere dichiarazioni ammissive di responsabilità proprie e altrui, il 17-18 maggio 1978». Triaca venne arrestato Il 17-5-78 nella tipografia di via Pio Foa a Roma. Nominò immediatamente suo difensore l’avv. Alfonso Cascone. Dagli atti risulta: l) che il Triaca venne interrogato il 17 maggio ore 17,50 nel locali della Digos da due ufficiali di Pg. Il verbale consta di sei facciate dattiloscritte a spazio uno. In esso non vi è alcun cenno al fatto che il Triaca è imputato, né al suo difensore, né al suo diritto a non rispondere. Continua a leggere »

Maturità, egemonia e potere

Anche quest’anno gli esami di Maturità hanno certificato come la cultura scolastica costituisca ormai una semplice appendice della più vasta egemonia culturale della democrazia neoliberista. Infatti, tutte le tracce contenevano precisi messaggi politici, più o meno velati, più o meno subliminali, di profondo condizionamento della propria visione del mondo. Per svolgere quelle tracce, dunque, bisognava aver assimilato determinati valori, essersi costruito un preciso insieme di idee, che costituiscono il prodotto coerente dell’attuale sistema di apprendimento nelle scuole italiane. Una visione alternativa non sarebbe stata possibile, pena l’impossibilità di svolgere efficacemente l’esame. Venuta meno l’idea politica gramsciana di influenzare alcuni fondamentali snodi del potere, di costruirsi ridotte di contropotere dalle quali organizzare la lotta alla democrazia borghese, la cultura ufficiale è stato il primo terreno ad adeguarsi al pensiero unico. Gli esami di maturità (come i libri di testo e più in generale il sistema d’apprendimento nei licei) di questi anni sono il più evidente effetto della ritirata delle sinistre da quella sorta di contropotere culturale che esercitavano fino alla scomparsa del PCI. Continua a leggere »