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26 e 27 maggio, elezioni comunali. Inizia…

 

In questa tornata elettorale cittadina abbiamo deciso di astenerci. E’ necessario però spiegare bene la nostra scelta del non voto, perché da molti anni questa è stata delegata a opzioni politiche assolutamente distanti dal modo di pensare e d’agire dei collettivi comunisti.

Non siamo astensionisti per principio, e anzi crediamo che un movimento di classe debba portare il conflitto anche all’interno delle istituzioni statali con suoi rappresentanti. Crediamo che, intelligentemente e creativamente, le organizzazioni comuniste debbano sfruttare ogni margine che il nemico lascia loro. Perciò, anche le assemblee elettive costituiscono un luogo dove far valere la propria battaglia. Oltretutto, si tratta di istituzioni non gentilmente concesse dallo Stato, ma conquistate dai lavoratori nel corso di decenni di dure lotte di classe. Continua a leggere »

Flatulenze imperialiste

 

Incerto se impelagarsi o meno in un’altra avventura bellica mentre è ancora impantanato in Iraq e Afghanistan, il “democratico” e “liberale” qualche mese addietro Obama aveva fissato la sua red line per un ipotetico intervento militare in Siria: l’uso delle armi chimiche da parte del “criminale regime” di Assad. Continua a leggere »

Siria: la santa alleanza

Più passa il tempo, più Assad resiste e più diventa difficile continuare a raccontare il conflitto siriano attraverso la dicotomia buoni/cattivi che tanto piace ai lettori e ai telespettatori del nord del mondo. Ieri per la seconda volta in pochi giorni Israele ha bombardato la capitale di uno stato sovrano senza che la comunità internazionale muovesse un dito. Continua a leggere »

Una bella notizia…

Ogni tanto una bella notizia, Renè, uno dei cinque, è libero e potrà restare a Cuba (leggi). Finalmente andrà rifatto lo striscione: Libertà per i 4!

Una malattia che non va più via: la dissociazione

Come sempre capita, in questi casi, un’azione politica (anche la più indovinata e riuscita) provoca qualche polemica, maldipancia e invidia. Sono generalmente sintomi di un morbo da cui non si può guarire, perché costituisce di fatto un habitus mentale: la dissociazione. Ci spieghiamo meglio nelle righe che seguono. Continua a leggere »

E voi di Sel da che parte state?

Se c’è un aspetto interessante dei dibattiti parlamentari è che durante essi diventa evidente – auto-evidente, ci verrebbe da dire – la sostanziale unanimità e concordia tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Al di là di quanto possano dire nei salotti televisivi, sui manifesti elettorali o negli spot radiofonici, infatti, è in parlamento –nel «comitato di affari della borghesia» – che i diversi partiti manifestano l’orizzonte comune della loro prospettiva politica. Oggi a distinguersi per la particolare idiozia del suo discorso è stato Massimo Cervellini, senatore e responsabile romano di Sel. Insomma, non il primo militante vendoliano passato per strada. Continua a leggere »

Yoani gusana, l’hai fatto per la grana… (il video e il comunicato)

“Il successo di Yoani è testimoniato da questa sala piena di gente”: quelle di Mario Calabresi, direttore de «La Stampa» potrebbero intitolarsi le ultime parole famose. Quando la tanto attesa (e che tanto si è fatta attendere) Yoani Sánchez prende la parola le prime tre file di pubblico si alzano contemporaneamente e “occupano” la presidenza ricordando alla stessa Yoani e agli scribacchini del “capitalismo progressista” che la vera vittima di un regime non è la ben remunerata Sánchez, ma sono Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René. E che il regime è quello statunitense, che li tiene imprigionati dal 1998. Continua a leggere »