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ACCADEVA OGGI…

27 July :
1942 - Josif Stalin emana l'Ordine numero 227 in risposta all' avanzata tedesca in Russia. In base a quest'ordine, chiunque si ritiri o abbandoni le sue posizioni senza ordine specifico, verrà giustiziato immediatamente. L'ordine è passato alla storia per lo slogan "non un passo indietro!"

1972 - Torino, ondata repressiva contro Lotta Continua

STATS

House of cards, ovvero Salvini, il Regno delle Due Sicilie e lo “Special One” Pomarici

Domenica scorsa a Palermo Salvini ha dichiarato che la mafia è il “nemico pubblico” per eccellenza del Paese, poi – incassata la tregua con Berlusconi – deve averci ripensato per convenienza ed evidenza, ritrovandosi sul groppone anche la strana storia di Giuseppe “Pino” Faraone, professionista della politica sicula che nel giro di due anni e una manciata di giorni ha cambiato ben 4 formazioni politiche pur di rimanere comodamente ancorato alla sua poltrona di consigliere comunale.

È evidente che la pochezza di questa storia (ben ricostruita qui) lascia spazio a riflessioni politiche, permettendoci al contempo di farci un paio di risate a cuor leggero. Continua a leggere »

La chimera di un accordo irraggiungibile

 

Se qualcuno nutriva ancora dei dubbi sulle concrete possibilità di modificare, migliorare, l’impianto politico-economico della UE, questi dovrebbero essere risolti dall’impossibile e, sia detto senza cattiveria, ridicolo tentativo di Tsipras di cambiare in qualche modo la natura degli accordi finanziari per la Grecia tramite improbabili e macchiettistici “tour” nelle capitali “in difficoltà”. In carica da meno di un mese, già è evidente la velleità del suo proposito, sbagliato sin dalle premesse, così come è evidente che l’unico modo di cambiare quegli “accordi” non è quello della trattativa tra le parti, ma dell’imposizione di una delle parti. Il “ridicolo” tentativo del governo greco è tale perché parte da premesse sbagliate: i governi “deboli” dell’Europa del sud, compresa la Francia, non sono concorrenti all’egemonia tedesca, ma suoi partners politico-ideologici. Non esiste un Renzi o un Hollande schierati, anche fosse implicitamente, contro la Merkel; non esiste un partito socialista europeo schierato, anche fosse implicitamente, contro il partito popolare; non esistono interessi contrapposti tra gli esponenti politici della grande borghesia europea. Sperare di provocare contraddizioni in un contesto politico ed economico assolutamente omogeneo, forti di un vago riferimento ad una presunta solidarietà tra “simili”, significa non comprendere il contesto in cui si sta operando. Non esistono similitudini tra i paesi governati dalle larghe intese politiche e il governo di Syriza. Continua a leggere »

L’introduzione unitaria – il video

 

Il video dell’introduzione all’assemblea di ieri a Lettere

 

 

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà dura ma non impossibile

Se in politica contassero i numeri, dopo l’assemblea cittadina di ieri saremmo già un bel passo avanti nella costruzione del percorso che arrivi a bloccare effettivamente la manifestazione fascio-leghista del 28 febbraio a Piazza del Popolo. Purtroppo – o per fortuna – la politica è poker e non tresette, è saper piegare la realtà alle proprie ragioni, non andando alla conta ma facendosi percepire determinanti a prescindere della propria forza oggettiva. Ieri questa forza si è però manifestata come non accadeva da anni, e questo fatto va tenuto in doverosa considerazione. Il percorso unitario, portato avanti con non poche difficoltà e stress, si è dimostrato ieri moltiplicatore delle nostre ragioni e non freno ad un’iniziativa più radicale. Per quanto ci riguarda, l’onere – e l’onore – di aprire quell’assemblea a nome del percorso che ha costruito quel momento pubblico dimostra il nostro impegno e la fatica di perseguire un percorso unitario ma allo stesso tempo conflittuale. Continua a leggere »

Consigli (e sconsigli) per gli acquisti: Numero Zero, di Umberto Eco

 

Leggiamo sempre con interesse i romanzi di Umberto Eco quale ultimo(?) rappresentante di un genere completamente destrutturato: il romanzo storico. Da una parte il genere ha subìto un inarrestabile declassamento dovuto allo svilimento ipertrofico a cui è stato soggetto in questi anni. Mandrie di autori un tanto al chilo, narrazioni alla “Voyager” o ricostruzioni alla “Macchina del tempo”, best sellers mainstream che univano l’improbabilità storica all’assoluta inconsistenza del messaggio allegorico, quando c’era. D’altra parte, il tentativo di alcuni – rarissimi – autori di proseguire la narrazione storica innovandola dalle secche del manierismo, addentrandosi in percorsi ibridi capaci di riformare uno stile e un genere per sottrarlo alle miserie della post-modernità intellettuale. Pensiamo soprattutto a Wu Ming, ma anche a Valerio Evangelisti. La capacità di Eco di maneggiare un territorio classico e abusato, il suo stile alto senza essere ermeneutico, l’originalità delle sue trame e la complessità intellettuale nel piegarle ai suoi riferimenti espliciti e soprattutto impliciti, lo rendono uno dei migliori narratori dell’Italia e dell’Europa contemporanea. Detto questo, l’ultimo romanzo ci costringe a un cambio di contesto importante. Abbandonato il panorama distante nel tempo e nello spazio – il medioevo, ma anche l’Ottocento francese o i mari del sud – Eco sceglie un passato prossimo, quasi presente: l’Italia del 1992. In questa Italia alle porte di una crisi istituzionale senza precedenti – tangentopoli – e alla fine di una guerra fredda che ne determinava il suo rilievo internazionale, ormai costretta a “fare da sé”, il paese sbanda, in preda a personaggi liminari capaci di riciclarsi nel promettente futuro di una “seconda repubblica” non più vittima del confronto storico con gli “avversari”, finalmente inserita nel normale corso della storia occidentale. Continua a leggere »

Dopo Syriza, Podemos: qualcosa si muove nell’Europa inferiore

 

La marcia dei 200.000 di Madrid organizzata da Podemos può essere letta in vari modi. Un modo è quello di interpretarla guardando esclusivamente al programma elettorale di Podemos. Un programma nato come effettivamente socialista, a sinistra potremmo dire di quello di Syriza, ma che col tempo e con l’accresciuta notorietà mediatica si è andato moderando nel tentativo probabilmente di non spaventare troppo. Un altro modo è quello di leggere questa nuova linfa di un certo tipo di (neo)sinistra dal punto di vista delle classi subalterne, stanche di vedersi ridurre quotidianamente stipendi e diritti, e che concedono nuovamente credito a una sinistra che sembra aver individuato il nodo da sciogliere: contrattare condizioni economiche migliori con l’Unione Europea per riconquistare margini di autonomia politica, minacciando l’uscita dal consesso liberista in caso di non ascolto. Una popolazione convinta non tanto dai programmi o dai leader, ma dall’insofferenza dell’assenza di alternativa, dalla possibile soluzione di una crisi economica infinita. Continua a leggere »

Le condanne ai No Tav, tra strategia e “vendetta”

 

I numeri della sentenza nel maxi-processo che ha chiuso il primo grado di giudizio per 53 imputati No Tav sono oggi cosa nota. 47 condanne, 145 anni comminati, 150 mila euro in risarcimenti, provvisionali e pagamento delle spese legali per le parti civili in causa (poliziotti refertati, sindacati di polizia, ministeri vari e la LTF – società franco-italiana che si occupa di meccanica di precisione ), oltre 6 ore di pantomima giudiziaria nell’aula-bunker delle Vallette, a Torino. Meno noto, ma sicuramente più degno di evidenza, il fatto che nelle ore successive alle condanne emesse dal dispositivo di Stato che da quasi 4 anni lavora in maniera instancabile sulla trama di questa sceneggiata, molti compagni e compagne sono scesi nelle strade della Valle dando vita ad un corteo spontaneo, ad una prima risposta che ha portato al blocco del nodo autostradale A32, costato denunce a 3 militanti accusati di resistenza aggravata, danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio.

Sui social network, nel viavai di solidarietà che ha riscaldato i cuori della lotta No Tav, abbiamo gridato alla vendetta di Stato, ribaltando le carte in tavola e mettendo sul banco degli imputati la capillare attività d’inchiesta giudiziaria che la magistratura torinese, in collaborazione con le procure di mezza Italia, ha messo in piedi per dare una giustificazione penale ed amministrativa ad un processo di ordinaria repressione politica. Continua a leggere »

La prova del nove del riformismo radicale

 

Il primo dato evidente emerso dalla tornata elettorale greca è il rifiuto della popolazione ellenica dell’Unione Europea. Sia stato espresso appoggiando le forze progressiste come Syriza, quelle “rivoluzionarie” come il KKE, oppure le forze populiste e/o reazionarie quali Anel o Alba Dorata, oppure ancora non andando a votare, più del 50% dei cittadini greci ha espresso un netto ed epocale rifiuto per le politiche liberiste della UE. Un fatto decisivo, che per la prima volta rompe il fronte consensuale dell’europeismo liberista, mette in crisi una visione del mondo, quella egemone che vuole solo all’interno dei confini politici ed economici europeisti la possibilità del proprio sviluppo produttivo, sociale e compatibile con la democrazia. Le elezioni greche aprono una breccia potenzialmente deflagrante, che sarebbe sbagliato non cogliere nella sua interezza. Il partito vincitore, Syriza, non è certo un’avanguardia rivoluzionaria, e anzi nel tempo ha provveduto a moderare notevolmente le proprie posizioni politiche, ma cadremmo in errore se leggessimo la situazione nel suo complesso unicamente dal lato del programma elettorale di Tsipras & soci. In forma alienata o meno, i lavoratori greci chiedono di frenare le politiche UE, il liberismo quale unico modello economico-sociale, possibilmente di uscire direttamente dalle maglie europeiste, o quantomeno rinegoziare radicalmente il rapporto di sudditanza tra singoli paesi e centro capitalista. Una sfida immane, che probabilmente non potrà essere colta dal partito vincitore, ma che apre spazi inimmaginabili per le forze che saranno capaci di cogliere l’occasione. Continua a leggere »