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ACCADEVA OGGI…

27 August :
2006 - A Focene, tre neofascisti uccido Renato Biagetti.

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I miracoli della svendita del patrimonio pubblico: l’ideologia liberista e la realtà dei fatti

Inutile stare qui a ricordare la retorica dominante che vorrebbe il processo di privatizzazione dell’economia quale principale strumento per la crescita e la modernizzazione del “sistema paese” e il suo sviluppo economico-sociale. Privatizzare tutto ciò che un tempo era di proprietà dello Stato è assunto, da ormai un trentennio abbondante, quale dogma irrinunciabile di qualsiasi ricetta economica. Soprattutto oggi, dove il ruolo economico dello Stato viene identificato come controllo della politica sull’economia, dunque della “casta” sulle imprese, distorcendo le leggi di un mercato altrimenti perfettamente in grado di regolarsi da sé. Producendo, anche a sinistra, il rifiuto della proprietà statale sui mezzi di produzione economici, in luogo di fantasiose “proprietà comuni” che non siano né private né statali. Niente meglio del processo di privatizzazione dell’economia italiana dagli anni novanta ad oggi sintetizza bene il fallimento di questa linea politica. E niente meglio della privatizzazione della rete autostradale riesce a racchiudere una serie di ragionamenti altrimenti astratti o esclusivamente teorici. Continua a leggere »

Roma, AMA, Manlio Cerroni

Roma e Manlio Cerroni intrecciano le loro strade senza soluzione di continuità. Dall’interno e dal vivo delle lotte AMA, un nostro contributo, un contributo operaio di chi ogni giorno vive sulla propria pelle le politiche dei tagli e delle “revisioni della spesa”, sulle vicende che hanno portato all’arresto del monnezzaro più famoso d’Europa, parte di quella politica cittadina indistintamente di destra e di sinistra a seconda di chi promette maggiori guadagni.

Già in un post passato avevamo parlato di questo personaggio alla ribalta che oggi ritroviamo sulle pagine di tutti i quotidiani. Manlio Cerroni, l’avvocato, il monopolista, il “benefattore di Roma” come amava definirsi, il “re della spazzatura romana” per i media nazionali, il “supremo”come lo chiamava invece la sua losca cricca. Uomo apolitico o meglio incolore, minimalista nel look, amico intimo di Alberto Sordi, con quel fascino di andreottiana memoria. Il detentore della più estesa, contestata, sanzionata, maledetta discarica d’Europa. L’uomo che ha tenuto in scacco qualsiasi amministrazione comunale di qualsivoglia colore senza eccezioni, da sempre. Continua a leggere »

Ciao Mario, proletario per sempre

Il nome e la faccia di Mario “der Coc” forse non diranno nulla a chi non è di Roma e a chi non ha vissuto in questi anni le battaglie dei movimenti di lotta per la casa. Per noi invece rappresenta quella Roma che davvero non c’è più, quella Roma proletaria, borgatara, e allo stesso tempo profondamente “compagna”, istintivamente comunista, dalla parte dei più deboli nonostante tutto. Mario ha vissuto parte della sua vita militando nella lotta per la casa, animando, con la sua capacità organizzativa tipica di chi viene dal popolo, uno dei movimenti di lotta di questa città, il Comitato Obiettivo Casa. Era un nostro amico, un nostro compagno. Un proletario di quella generazione uscita dal dopoguerra che aveva molto da perdere e infatti molto ha perso nelle vicessitudini della vita, una vita di strada con tutte le sue contraddizioni e sempre senza lieto fine. Fino all’ultima estenuante malattia, che lentamente lo ha debilitato nel fisico ma non nella mente e nell’umanità di un compagno che sapeva di morire ma non per questo non participava alle lotte cittadine. E’ morto abitando nella sua stanza occupata, lui che nella vita ne aveva occupate a centinaia, a migliaia, sempre per gli altri, per quei proletari che come lui non riuscivano a pagare affitti o mutui. E allora non possiamo che rendergli omaggio così, dedicandogli quel poco di visibilità che può garantire questo piccolo blog. Ciao Mario. La tua lotta è la nostra lotta.

I funerali si terranno oggi, sabato 11 gennaio, a via del mortaro 24, angolo piazza Chigi, alle ore 10.00

E venne il giorno…

Neanche il tempo di appassionarci alla prossima farsa elettorale e subito si scoprono le carte delle alleanze e degli obiettivi politici di alcuni noti attori dei circo politico. Roba da non curarsene, se non fossero proprio quei soggetti a cui qualcuno, dalle nostre parti, voleva delegare il voto e la propria rappresentanza. A dire il vero, è già qualche tempo che anche i più scafati teorici dell’antiberlusconismo di movimento hanno capito di essere fuori posto e fuori dalla storia. Fino ad un certo punto, però. Ancora recentemente ricordiamo gli inviti a votare Ingroia e la sua “rivoluzione civile”, ed è utile ricordarlo oggi che esce un libretto a quattro mani, fra il nostro rivoluzionario e Caselli, dove una parte importante del testo è destinata a giustificare la repressione in val di Susa. Si, proprio l’ex magistrato che voleva farsi nuovo paladino contro la ca$ta e lottare per i “benicomuni”,  oggi pubblica un libro in cui si ammette la giusta repressione della resistenza piemontese contro l’alta velocità. Buono a sapersi. Il problema è che, come sempre, l’importante era rendersene conto prima, non dopo l’ennesimo insuccesso elettorale, forti del senno di poi della corsa ad attaccare colui che fino al giorno prima ci veniva invitato a votare. Continua a leggere »

Israele, il ruolo nella repressione a livello globale

Questa iniziativa si concentrerà su due delle crisi che si verificano oggi in Medio Oriente: l’ attuale occupazione della Palestina e ciò che sta accadendo in Siria . A volte, quando si guarda a questa successione di eventi, si rischia di perdere la capacità di cogliere il quadro più ampio, cioè la politica imperialista nella regione. In particolare, questo avviene quando l’intensità delle crisi è così intensa e costante, soprattutto in Palestina. Una ferita che non smette mai di sanguinare. La situazione è disperata, ed è nostro dovere reagire a tale disperazione . Ma è altrettanto nostro dovere non smarrirsi in essa e perdere traccia del quadro generale, perché è quello sguardo d’insieme che guida e forma le nostre strategie di resistenza. Così, attraverso questa iniziativa vogliamo sottolineare due questioni . Una, il modo in cui l’imperialismo ha cercato di gestire e controllare la regione. Due, quello a cui la resistenza assomiglia, ciò che lega insieme i movimenti di resistenza , e in ultima istanza ciò che l’imperialismo stesso considera resistenza. Per farlo metteremo a fuoco una parte della regione: Siria, Palestina e Israele.

Dalle ore 19 nell’Aula Portico Occupata della facoltà di Sociologia dell’università La Sapienza di Roma, via Salaria 113.

Ne parliamo con:

Max Ajl: scrittore ed editore della rivista nordamericana Jacobin e membro di Students for Justice in Palestine e dell’International Jewish Antizionist Network

Marco Santopadre: giornalista di Contropiano

Cogliamo l’occasione per pubblicare un ottimo contributo su sionismo, imperialismo e lotta di classe del Centro sociale Vittoria Milano scritto per il convegno sul sionismo del 1/12/2013 a Torino Continua a leggere »

RAIvisionismo futurista

Volete assistere a un prodigio della televisione? Allora andate sul sito Raireplay cercate la prima parte della fiction “Il Commissario” e scorrete il cursore fino al minuto 30. Visto che siamo buoni e vogliamo evitarvi la mezzora peggio recitata degli ultimi anni vi raccontiamo noi l’antefatto. E’ il 1969 e a Milano scoppiano le bombe, l’ultima è esplosa in una fabbrica, la DMP impianti, e come da copione a mettercela sono stati gli anarchici. Ecchissennò direte voi? Continua a leggere »

L’anticomunismo turistico della Lonely Planet e qualche consiglio per le vacanze

Varsavia è una delle città più sorprendenti che ci sia capitato di visitare. Certo non stiamo parlando di una bellezza “standard”, da paesino medievale o da metropoli in cui il corso della storia abbia sedimentato la sua urbanizzazione. La bellezza di una città che ha sessant’anni di vita non può essere certo apprezzata attraverso canoni pensati per altri contesti. Nonostante ciò, e nonostante il palese tentativo della Lonely Planet di disincentivare la visita della città, ci è rimasta negli occhi l’immagine di una vera e propria opera d’arte socialista, sebbene gli obbrobri architettonici seguiti al regime change del 1989 stanno velocemente adeguando il contesto urbano della capitale al modello prefabbricato delle downtown statunitensi. Continua a leggere »

Gli anni 70 e il RAIvisionismo storico.

Ci sono un commissario, un giudice e un ingegnere… no, avete capito male, non si tratta dell’incipit di una barzelletta, ma delle fiction con cui la Rai nelle prossime settimane proverà a raccontare gli anni 70 ai propri spettatori. E aggiungiamo purtroppo, perché pur non avendo visto ancora un solo fotogramma non abbiamo alcun dubbio su quale sarà il taglio della trilogia. Continua a leggere »