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ACCADEVA OGGI…

21 August :
1940: LA MORTE DI LEV TROTZKIJ

1971 - Nel carcere di San Quintino viene assassinato George Jackson, militante comunista del Black Panther Party.

STATS

La “centralità” del Parlamento europeo

Il 25 maggio saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo. Elezioni che, nella retorica politica mainstream, dovrebbero certificare il fatto di vivere in una comunità politica sovranazionale. Pur imperfette, le elezioni dimostrano il carattere tutto sommato democratico delle istituzioni europee, tali per l’appunto perché suffragate da continue tornate elettorali. Il Parlamento europeo è l’unica istituzione europea che viene eletta tramite il voto. Tale istituzione non ha potere di proporre leggi, decreti o politiche d’indirizzo per la Commissione europea, cioè l’organo esecutivo della UE. Il Parlamento non ha, quindi, lo stesso ruolo che riveste nei singoli contesti nazionali. Non è, cioè, un organo legislativo. Continua a leggere »

Per i fascisti sono ancora aperte le iscrizioni…

Se questo è un 25 aprile

Al peggio non c’è mai fine, potremmo dire. Il tradizionale corteo del 25 aprile di quest’anno è stato funestato da una gravissima provocazione pianificata dallo squadrismo sionista capeggiato dal rappresentante della comunità ebraica, Riccardo Pacifici. Lo stesso “democratico” Pacifici che a posteriori, dai microfoni di Rainews, inscenava lo stantio ruolo della vittima aggredita dagli “antisemiti di sinistra”, in piazza ha infatti organizzato e guidato la provocazione. Fin dalle 8.30, prima ancora della partenza del corteo, un nutrito gruppo del servizio d’ordine del Ghetto, ha ripetutamente aggredito un piccolo gruppo di manifestanti palestinesi nel tentativo vano di strappare le bandiere e allontanarli.
Le aggressioni sono continuate per un’ora e mezzo, attaccando compagni, isolandoli e malmenandoli e solo la resistenza di chi intanto affluiva nella piazza ha impedito il peggio. Insomma le classiche modalità delle squadracce fasciste. Continua a leggere »

il cor(ro)sivo della Militant

Ieri il presidente della Repubblica ha voluto celebrare il 25 aprile a modo suo e nel discorso ufficiale: ha ribadito l’impegno dell’Italia ad intervenire militarmente laddove necessario (leggi aggressioni imperialiste), ha invitato a non ridurre le spese militari (leggi F35) e ha reso omaggio ai due Marò (leggi assassini di pescatori) che, a suo dire, “fanno onore” al Paese. Davvero un bel modo di ricordare chi ha combattuto contro fascismo, guerra e sfruttamento… “Caro” presidente, nella vita c’è un tempo per ogni cosa. C’è un tempo per fare politica e un altro per sedersi su una panchina a tirare becchime ai piccioni o per andare a guardare come procedono i lavori di qualche cantiere. “Caro” presidente, quel tempo è arrivato!

La legalità antidemocratica del Corriere della Sera

Secondo il Corriere della Sera dovrebbero essere vietati i cortei nel centro storico della città di Roma. Sarebbero causa nientemeno della crisi economica della città, impendendo ai bravi commercianti di vendere e spaventando a morte i turisti stranieri. Per di più, ormai sono cortei che sfilano nella piena illegalità, e che anzi avanzano ragioni platealmente illegali. Fossero solo queste le motivazioni della chiusura dei centri cittadini alle manifestazioni di protesta, ce ne faremmo una ragione. Da anni i liberali di ogni colore puntano a limitare il diritto al dissenso politico, cercando di ricondurlo nell’alveo dell’azzimata compatibilità democratica, e sempre con le solite motivazioni. Un tentativo evidentemente irrealizzabile. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: L’armata dei sonnambuli, di Wu Ming

L’immaginario culturale consente la costruzione di quella specifica cornice politica nella quale inserire gli avvenimenti di questo mondo, dargli un senso e una prospettiva anche se non pienamente coscienti di tutto il loro portato. Nell’epoca della modernità politica, un qualsiasi contadino analfabeta, un operaio con la licenzia media o un qualunque manovale sfruttato e apparentemente “ignorante”, non avrebbe avuto troppe difficoltà a definirsi e collocarsi socialmente. Non era automatico definire la propria posizione politica o immaginare le soluzioni per la propria liberazione, ma erano immediatamente riconoscibili le condizioni del proprio sfruttamento. Queste figure percepivano chiaramente il proprio ruolo nel mondo. Il proprio ruolo di subalterni. Se qualcuno avesse ancora voglia di leggersi le testimonianze riportate in uno dei principali libri italiani del ‘900, Il mondo dei vinti,  quella massa di contadini senza nome aveva ben chiara, molto più chiara di oggi, la propria condizione di sfruttati: da una parte i lavoratori, chi si alzava la mattina ancora immerso nel buio, dove persino il pane era un lusso, e tirava avanti fino a sera, giorno dopo giorno fino alla morte; dall’altra i padroni, cioè chi traeva profitto da questo lavoro. Continua a leggere »

in viaggio per Macondo…

“In un determinato momento della mia vita ho fatto un bilancio, e l’unica cosa che risulta di troppo è la celebrità. io volevo diventare scrittore, essere un bravo scrittore, volevo che mi leggessero, volevo essere riconosciuto come un bravo scrittore; ma non mi aspettavo tanta celebrità, che è la cosa più scomoda del mondo, perchè serve solo a essere scocciati da quelli che vogliono intervistarti; e allora mi chiedo: che me ne faccio di questa celebrità? Cazzo! La sfrutto in politica, vale a dire: la metto al servizio della rivoluzione latinoamericana.”

Ciao Gabo.

PD e Polizia fanno politica in compagnia

Negli ultimi giorni Roma sembra essere la cartina di tornasole del nuovo assetto politico che la controparte sta mettendo a punto per arginare (se non sradicare) l’opposizione sociale che sembra lievitare, con intensità diverse, in tutto il Paese. Le cariche indiscriminate della polizia nello sgombero che ieri ha messo in strada oltre 200 famiglie nel quartiere Montagnola sono solo la punta di un iceberg emerso alcuni giorni fa. Ma allo stesso tempo, quelle stesse cariche sono anche l’evidente espressione del primo, nuovo passaggio che l’amministrazione romana guidata dal Partito Democratico sta sperimentando sulla pelle dei movimenti. Continua a leggere »

I rischi di una nuova estetica del conflitto

 

L’assedio ad un palazzo vuoto, elevato ad emblema feticizzato del proprio malessere, per di più da anni svuotato di concreti poteri politici che non siano la ratifica amministrativa di decisioni economiche prese all’interno delle istituzioni neoliberiste della UE, non può che farci tornare alla mente le giornate di Genova e la successiva discussione politica che qualcuno cercò di intraprendere nel valutare quegli anni e quel movimento. Una delle principali critiche politiche al movimento no-global fu proprio quella di aver edificato il livello simbolico, scenico, mediatico a protagonista assoluto, scalzando ogni dinamica materiale. Sebbene non era dentro quella zona rossa che il potere decideva per sé e per le popolazioni subalterne, ogni rivolo conflittuale doveva convergere verso l’assedio del “palazzo” (in quel caso, peraltro, una nave). Continua a leggere »

I limiti e le potenzialità di un movimento antagonista

Quella di ieri è stata una piazza colma di contraddizioni, alcune positive, altre meno. Si conferma forte la voglia di un pezzo importante di movimento di porsi su un piano di aperta conflittualità con l’attuale gestione centrosinistra della crisi, senza le mediazioni e gli accomodamenti di un passato che per fortuna sembra essere alle nostre spalle. Tutto questo sta avvenendo al prezzo di una durissima stretta repressiva, di cui le cariche di ieri costituiscono soltanto l’epifenomeno evidente, la dimostrazione fisica di un potere politico che non gioca più alla democrazia liberale. La rottura con una certa “sinistra”, con un certo istituzionalismo tatticista, sta inoltre avvenendo su un piano di massa, per quanto ancora piccolo e disorganizzato: niente velleitarismi minoritari, ma la capacità di una parte del movimento di classe di interagire con la vertenzialità sociale non accodandosi ma provando a costruire una sintesi politica. Continua a leggere »