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ACCADEVA OGGI…

5 May :
1981 muore, dopo 66 giorni di sciopero della fane, il rivoluzionario irlandese Bobby Sands, altri 9 membri dell'IRA moriranno entro agosto per la stessa forma di lotta estrema.

STATS

Curve e “distinti”

Più di un anno fa, dalle colonne del blog, prendemmo parola su quanto accadde in occasione della partita Genoa-Siena (leggi QUI). Un match che vide una dura contestazione da parte della gradinata Nord rossoblù e che, soprattutto, fu oggetto di un’accanita campagna stampa diffamatoria contro i tifosi che l’avevano promossa. Pur non entrando nel merito della questione, avevamo sottolineato con forza come i tifosi avessero il sacrosanto diritto di intervenire a gamba tesa nelle questioni che riguardavano il proprio club, con contestazioni o manifestazioni che osannassero i calciatori, e questo perché – ed è una regola che ci porta ai fatti di questi giorni – i tifosi sono i veri “proprietari” delle squadre. Continua a leggere »

La piazza è del popolo…

Oggi i muri e le piazze di Roma sono tornati a parlare contro la repressione e la tortura di Stato, e anche contro chi in nome di un ottuso legalitarismo ha troppo spesso fatto finta di non vedere. Insieme agli altri compagni del comitato abbiamo calato uno striscione che evidentemente non dev’essere piaciuto troppo agli organizzatori della manifestazione, come ha tenuto a precisare lo speaker dal palco. Fatto sta che dopo l’input che è risuonato nella piazza, prontamente alcuni solerti agenti della Digos hanno provveduto a sequestrarci il “pericolosissimo” striscione dopo averci seguito quasi fino alle macchine. Immaginiamo che in tempi di spending review questa attivita di “intelligence” rientri tra le attività essenziali. Comunque sia, Roma ha parlato: nel nome della legge lo Sato tortura. Continua a leggere »

Chi la dura la vince

Ieri è stato pubblicato da Il Manifesto l’appello della campagna nazionale contro la tortura di Stato. Dopo settimane di pressioni e di iniziative, alla fine hanno ceduto. La pubblicazione è avvenuta però con un commento della redazione in cui non solo prendevano le distanze apertamente dalla lettura che l’appello da degli anni Settanta e del contesto in cui maturarono quelle torture, ma anche definendoci con epiteti poco edificanti. Non c’è problema, sta nelle cose e non pretendevamo certo una condivisione politica da parte di un organo che da anni ormai ha abbandonato la strada del comunismo. Continua a leggere »

Le nazionalizzazioni al contrario

Da un po’ di giorni stiamo assistendo al solito film italiano della nazionalizzazione al contrario. Un’azienda privata è in crisi, magari in un settore considerato strategico per l’economia nazionale; si apre un dibattito politico su come salvarla, con quali strumenti, e cosa farne dei lavoratori; interviene il governo esprimendo vicinanza alle ragioni dei lavoratori e mettendo in campo la solita proposta dell’acquisizione temporanea dell’azienda, per risanarla e renderla nuovamente competitiva. Lo abbiamo visto nel caso Ilva di Taranto, lo stiamo rivedendo per la questione Alitalia. Questa dialettica, fra opposti esponenti politici e apparentemente fra opposte posizioni, è in realtà tutta interna ad un’unica visione del mondo. Non c’è una scelta fra le posizioni, perché sono tutte riconducibili ad un’unica visione, quella cioè della proprietà privata dei mezzi di produzione strategici (attenzione: qui parliamo di quei mezzi di produzione rilevanti per lo sviluppo nazionale, che anche un capitalismo keynesiano dovrebbe considerare patrimonio della collettività). Continua a leggere »

E’ morto il boia Erich Priebke…

Nessun commento… solo sorrisi.

L’anarcocapitalismo razzista di Grillo e Casaleggio


Ieri la contraddizione politica e sociale presente all’interno del M5S è esplosa in tutta la sua evidenza. Da una parte una serie di deputati e senatori espressione di quelle fasce popolari convinte – ingenuamente – che votare quel contenitore fosse il modo migliore per rompere con l’attuale schema politico italiano. Dall’altra i proprietari di quel movimento, che rappresentano invece quella frazione della borghesia internazionale vogliosa di liberare il mercato italiano da quei lacci sociali nel quale è invischiato e che ne impediscono la piena valorizzazione. Continua a leggere »

Alcune considerazioni su tortura, leggi speciali e 41 bis

In occasione dell’approssimarsi della data del 15 ottobre – giorno dell’udienza per la revisione del processo per calunnia che vide imputato Enrico Triaca, allora militante delle Brigate rosse, che aveva denunciato le torture subite in carcere nel 1978 – il Comitato “La tortura è di Stato!  Rompiamo il silenzio!” ha chiesto un contributo specifico all’avvocata Caterina Calia,  compagna, firmataria dell’appello e difensore di molti compagni.

Da oggi la campagna “La tortura è di Stato! Rompiamo il silenzio!” sarà presentata in alcune città: alle ore 18 di oggi a Roma, all’interno del LogosFest presso il csoa Ex-Snia Viscosa, alla presenza di Enrico Triaca, dei giornalisti Paolo Persichetti e Geraldina Colotti, dell’avvocato Francesco Romeo; alle ore 21.30 sarà invece presentata a Firenze, presso il Cpa Fi-Sud, con l’avvocatessa Calia. Nei prossimi giorni seguirano altri appuntamenti: domani, venerdì 11 ottobre, la campagna sarà presentata alle ore 22 a Napoli, presso la Mensa Occupata di via Mezzocannone; sabato sarà il turno di Teramo (appuntamento alle ore 20 al Gagarin 61), lunedì 14 quello di Perugia (ore 17,30 presso il Macadam). Ricordiamo inoltre l’appuntamento di martedì 15 ottobre, alle ore 9, sotto il Tribunale di Perugia, per un presidio in sostegno a Enrico Triaca.

Alcune considerazioni su tortura, leggi speciali e 41 bis

(di Caterina Calia)

Dopo le dichiarazioni di alcuni torturatori che tra la fine degli anni 70 ed i primi anni 80, per contrastare la lotta di classe, hanno sottoposto a brutali sevizie decine di militanti delle Brigate Rosse e di altre organizzazioni, la stampa ufficiale è stata costretta a riconoscere che in quegli anni lo stato democratico italiano aveva “istituito” la tortura, facendo sue le pratiche (sequestri di persona, finte fucilazioni, violenze e sevizie di ogni genere, waterboarding etc.) fino ad allora notoriamente utilizzate in America Latina. Continua a leggere »

Ce n’est qu’un debut. Verso e oltre il 18 e il 19 ottobre


Pubblichiamo di seguito un corposo e densissimo contributo del collettivo Noi saremo tutto di Genova che sentiamo di condividere quasi completamente. Comprendiamo pure che leggerselo su internet potrebbe risultare faticoso per questo motivo aprendo il post in alto a destra troverete la possibilità di scaricarlo in pdf e poi magari stamparlo.

“Durante la rivoluzione milioni e decine di milioni di uomini imparano in una settimana più che in un anno di vita ordinaria, sonnolenta, perché una svolta brusca nella vita di tutto un popolo permette di rendersi conto chiaramente dei fini perseguiti dalle classi sociali, delle loro forze e dei mezzi con i quali agiscono”. (V. I. Lenin, Gli insegnamenti della rivoluzione)

La posta in palio

Le giornate di mobilitazione generale del 18 e 19 ottobre possono rappresentare un passaggio importante se non addirittura decisivo per la messa in forma di un movimento antagonista in grado di “unificare” le lotte e le tensioni politiche e sociali che la crisi obiettivamente produce. Per molti versi è un’occasione non secondaria per dare una forma politica a quell’insorgenza sociale manifestatasi nella giornata romana del 15 ottobre la cui radicalità non ha trovato uno sbocco politico/organizzativo capace di trasformare quella rabbia in progetto politico. Continua a leggere »