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CAMPAGNE

Sei proprio un Carabiniere!!

Dopo aver commentato la prestazione degli atleti cubani alle recenti Olimpiadi, spendiamo poche parole per la componente italiana. Pochi giorni prima della fine delle Olimpiadi, il quotidiano Repubblica affermava senza tema di smentita che l’Italia non avrebbe raggiunto i livelli di Pechino 2008, cioè quota 27 medaglie. Come sempre quando si esprime Repubblica, in pochi giorni il quorum viene raggiunto e superato. Totale della spedizione italiana: 28 medaglie (8 ori, 9 argenti, 11 bronzi). Prontamente i quotidiani italiani cambiano linea e iniziano a incensare lo sport italiano, che ancora una volta salva la Nazione e la fa riscattare dalle umiliazioni dello spread, della disoccupazione, dalla recessione economica e dal tracollo produttivo.

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Cuba va, lo sport pure!

Con cinque ori, tre argenti e sei bronzi Cuba si riconferma la squadra olimpica più forte dell’America Latina. Non solo: escludendo gli Stati Uniti, Cuba è la nazione più forte nello sport di tutto il continente americano. Potrà apparire superficiale, ma lo sport è un importante cartina tornasole della salute economica e politica di uno Stato (oltre ad essere, di per se, una straordinaria espressione dell’uomo, in cui non a caso eccellevano tutti i paesi socialisti). Gli atleti a livello olimpico non si inventano né si improvvisano: servono strutture, preparatori atletici e allenatori, una federazione efficiente e molti soldi. Esclusi i soldi, Cuba possiede tutto il resto. Chiunque abbia avuto la fortuna di viaggiare per la isla grande non potrà che essere rimasto impressionato dal livello sportivo dell’isola. Un livello che, contestualizzato nel continente latinoamericano, è semplicemente inimmaginabile, anche rispetto ai vicini più ricchi come il Messico o il Brasile. Una tradizione sportiva che giustamente emerge solo alle olimpiadi, l’unica competizione internazionale che da il vero valore sportivo di uno stato. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

E’ uscito ormai da qualche settimana per i tipi della Editori Laterza un agile pamphlet di Luciano Gallino di cui ci sentiamo, pur con qualche critica, di suggerire la lettura. Una delle tesi di fondo da cui muove il sociologo torinese, e su cui ovviamente non possiamo che trovarci d’accordo, è che a dispetto di ogni “nuovismo” la nozione di classe sociale è tuttora fondamentale se si vuole tentare di comprendere la realtà che ci circonda. Continua a leggere »

Ciao Dario

Lo scorso 7 agosto è morto Dario, un militante del CSOA Ex Snia Viscosa e del Comitato di Quartiere Pigneto Prenestino. Un compagno con cui abbiamo camminato insieme. Preferiamo ricordarlo con le parole dei suoi compagni/e, insieme ai quali lottava tutti i giorni.

La sera del 7 agosto il nostro compagno e amico Dario Simonetti ci ha lasciato, sconfitto da una malattia atroce contro la quale ha combattuto, innamorato della vita, fianco a fianco con la sua compagna Francesca.
Dario come tanti sfruttato, ammalato, invalido, cassaintegrato ed indebitato. Uno dei pochi che non si inginocchia, non si piega, non si arrende, che vuole condividere per resistere, vuole capire per sognare e sorridere, vuole lottare per liberarsi, sfasciare tutto per ricominciare.
Con amore e rabbia, nel gioco e nella lotta. Gustando la vita fino all’ultimo sorso.
Ciao Dario

le tue compagne e i tuoi compagni

Venerdi 10 agosto 2012
- Dalle 10:30 alle 12:30 Policlinico Tor Vergata: Camera ardente
- Ore 13:00 in via Savorgnan (piazzetta) per il saluto della Certosa
- Ore 14:00 dall’ Isola Pedonale (via Pesaro) per l’abbraccio del Pigneto
- Ore 15:00 arrivo al C.S.O.A. eXSnia (via Prenestina 173) per ricordare tutti insieme Dario

Giù le mani dalla Siria

 

C’è un primo risultato, oggettivo e indiscutibile, delle vicende degli ultimi giorni sul territorio siriano: la città di Aleppo, attuale scenario più avanzato del conflitto tra l’esercito di Assad e i miliziani definiti “ribelli” (meglio sarebbe dire “jihadisti”), è stata quasi totalmente evacuata dalla sua popolazione (si vedano i puntuali aggiornamenti sul sito di Contropiano). Migliaia e migliaia di persone costrette a fuggire, per non finire coinvolti negli scontri – come pure già accaduto a molti. Nell’orgia mediatica dell’informazione filo-imperialista, che mistifica i fatti, rovescia le situazioni, ignora le variabili e attribuisce a vanvera le responsabilità, le sofferenze della società civile causate dall’attuale guerra rimangono colpevolmente sullo sfondo, come fossero un inevitabile panorama. Anche di questo qualcuno dovrà risponderne, prima o poi.
A ben vedere, quello che accade ad Aleppo e dintorni è molto meno difficile da interpretare di quanto sembri. Noi ci abbiamo provato, insieme ad altri compagni/e da anni impegnati nella solidarietà alle popolazioni in lotta nel bacino orientale del Mediterraneo e nel Medio Oriente. Per questo motivo tutti insieme abbiamo sottoscritto un documento e insieme un impegno: quello di non far finire la questione siriana nel dimenticatoio e – meno che mai – di accettare che venga trastullata dal fiume mainstream. Il documento lo leggete qui sotto, i numerosi firmatari non li elenchiamo, perché l’elenco sarebbe comunque non aggiornato. Non elenchiamo, per quanto l’elenco sarebbe decisamente più breve, coloro che hanno evitato di firmare oppure – ebbene sì – chi ha prima firmato e poi ha fatto marcia indietro. In questo momento evitiamo polemiche, arriverà anche per questi “pacifinti” il tempo delle spiegazioni.
Per aderire: controleguerre@gmail.com (solo adesioni collettive)

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La classe operaia di Taranto…

Dopo la manifestazione dello scorso 2 agosto a Taranto e soprattutto dopo la contestazione del palco sindacale su cui molto si è scritto e detto, anche a sproposito, ci è sembrato utile riproporre questo articolo scritto in presa diretta da Davide Cobbe e Devi sacchetto per connessioniprecarie.

Sindacati alle cozze e classe operaia in «u tre rote»

Quando Maurizio Landini, il segretario generale della Fiom, prende la parola di fronte ai circa 2500-3000 operai dell’Ilva che affollano piazza della Vittoria a Taranto, 2-300 persone riunite nello spezzone dei «Cittadini e lavoratori liberi e pensanti» fanno il loro ingresso rumoroso. La loro moto-ape a tre ruote – dotata di una forza paragonabile a quella dei grandi mostri cingolati degli eserciti, ma attrezzata solo con casse e microfono – ospita a bordo cinque operai assai arrabbiati, e si sistema a non più di venti metri dal palco, continuando a gridare slogan contro il padronato, ma soprattutto contro sindacalisti e autorità appollaiate in tribuna. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

Qualche mese fa a margine della presentazione di un suo libro su Lenin fra una chiacchiera e l’altra Emilio Quadrelli ci raccontò che stava lavorando a un testo sulla rivoluzione algerina di cui andava particolarmente orgoglioso. Oggi, dopo aver letto avidamente le oltre 300 pagine del suo libro editato dai tipi de “la casa Usher” possiamo capirne il motivo. Fin dalla prefazione Quadrelli sgombra il campo da ogni possibile equivoco; il suo non è un libro celebrativo, di quelli buoni da far uscire in occasione delle ricorrenze “a cifra tonda”, tanto per vendere qualche copia in più. E non è nemmeno un lavoro con un taglio “storico”, almeno non nel senso polveroso ed intellettualistico del termine. Continua a leggere »