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ACCADEVA OGGI…

28 March :
1997 A largo di Otranto la motovedetta Sibilla della marina Militare Italiana sperona la nave Kader I Rades, carica di migranti. I morti accertati a causa del naufragio sono 86, ma molti corpi non saranno mai recuperati.

STATS

Ma quale criminalità, è conflitto sociale

da www.dinamopress.it

Luca Blasi è un nostro compagno e amico, ma soprattutto è un cittadino come tanti che quotidianamente si impegna nel sociale e in politica dal basso. Luca sono dieci anni ormai che è protagonista di tante battaglie in IV municipio e a Roma, dal diritto all’abitare alla cultura per tutti, dall’antifascismo allo sport popolare: quando ha cominciato era appena uscito dal liceo e studiava agraria, ora è padre di due gemelli, ha costruito una famiglia e lavora come operatore sociale nei campi rom e con persone con disabilità. Luca ha svolto sempre la sua attività alla luce del sole a volto scoperto e pubblicamente, incorrendo anche in denunce, come tanti e tante di noi, quando ha deciso che una legge che produce ingiustizie diventa intollerabile e va infranta.

Disobbedire ad una legge se ritenuta ingiusta in maniera pubblica e collettiva non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata, e questa dovrebbe essere una questione di buon senso: il racket non è uguale all’occupare una casa o a fare un blocco stradale. Eppure non è così, Luca infatti qualche giorno fa è stato raggiunto da un avviso dei Carabinieri della stazione di Monte Sacro che gli comunica che il 6 febbraio prossimo si dovrà presentare ad un’udienza che deciderà se comminargli o no un provvedimento di sorveglianza speciale con l’aggiunta dell’obbligo di dimora per un anno come richiesto, su elementi forniti dai Carabinieri, da un pm della Direzione Distrettuale Antimafia.

Quello che ci chiediamo è perché la DDA si occupi di Luca e non delle tante attività della criminalità organizzata, spesso col colletto bianco, che ormai spadroneggiano nella Capitale in particolare grazie all’attività di riciclaggio del denaro proprio all’ombra dei palazzi del potere. Inoltre pretestuose sono le motivazioni addotte dal pm per considerare Luca un soggetto pericoloso e un criminale abituale: tutti i precedenti annoverati nell’informativa parlano di segnalazioni e denunce che vanno dalla manifestazione non autorizzata al blocco stradale senza alcuna presenza di precedenti penali e condanne; l’elemento principale su cui i Carabinieri basano la necessità di questa misura spropositata di pubblica sicurezza nascerebbe dal fatto che Luca non lavora e quindi si sostenterebbe per mezzo di attività criminose. Niente di più falso, Luca lavora continuativamente dal 2003 con contratti regolari.

Crediamo fermamente che questa operazione ridicola cadrà alla prova dell’aula, ma ne cogliamo però tutta la gravità: ridurre il conflitto sociale a un problema neanche di ordine pubblico ma di delinquenza, legare le mani agli attivisti con provvedimenti spropositati e punitivi in un momenti di crisi e tensione sociale. Abbiamo poi l’impressione che colpire Luca voglia dire colpire un’argine sociale all’arbitrio dell’azione delle forze dell’ordine nei territori, un segnale d’intimidazione chiaro che rispediamo al mittente.

Siamo convinti che questa ennesima vicenda si leghi perfettamente al clima repressivo contro i movimenti sociali in questa delicata fase politica e sociale con l’uso criminoso del codice Rocco, un codice fascista usato sempre più spesso per colpire chi lotta come a Genova nel 2001 fino alle piazze romane del 15 ottobre.

Csa Astra 19

Palestra Popolare Valerio Verbano

Lab! Puzzle

Assemblea di Medicina

Fine di una storia. La Storia continua…

Pubblichiamo con piacere, su richiesta dei compagni che l’hanno scritto e firmato, uno dei pensieri per Prospero letto sabato scorso al suo funerale. “Fine di una storia. La storia continua…”

Prospero se n’è andato.

Ci aveva abituati male, eravamo abituati a vederlo risollevarsi dopo ogni caduta, dopo il colpo in testa, dopo gli attacchi al cuore, ma questa volta non ce l’ha fatta.
Nonostante i suoi anni non fossero molti più dei nostri, dava l’impressione di essere molto più grande.  Colmava questo divario tranquillizzandoci con l’appellativo  “vecchio mio, vecchia mia”. Questa impressione che fosse grande proseguiva sentendolo parlare. Pacato. Discorsivo. Riflessivo. Ma la cosa che ti rasserenava al termine di ogni discussione, fosse avvenuta in un bar o in una casa negli anni della clandestinità e dell’organizzazione;  in  una cella o in un’aula di tribunale negli anni passati insieme prigionieri, era la sensazione di aver ricevuto qualcosa e la convinzione che il Gallo avesse preso qualcosa da ciò che si era detto. Ed era anche questo che lo rendeva capo, lontano da leaderismi che non fanno crescere, che nulla danno agli altri compagni. Continua a leggere »

Chi ha compagni non muore!

 

Sabato siamo stati ai funerali di Prospero. Ci aspettavamo tanta gente, e siamo stati felici di vedere centinaia di persone da tutta Italia venire a portare l’ultimo saluto al compagno, al contadino, al combattente Prospero Gallinari. Era importante esserci, perchè era un atto politico. Si leggeva negli occhi della gente commossa che quella presenza non stava solo ad omaggiare un compagno morto, ma  significava molto di più. Significava non arrendersi, mantenere vivo non solo un ricordo, ma l’idea politica dietro a quel ricordo. Non è stato un funerale di reduci, come sarebbe piaciuto descriverlo ai media allarmati ed impauriti del seguito di cui Prospero ancora godeva. E’ stato un funerale fatto da compagni, di ogni parte d’Italia e delle più svariate aree politiche. Che hanno sentito tutte l’esigenza di prendere la macchina, o il treno, ed arrivare fino a Coviolo. Perchè la lotta armata è stata sconfitta e il conflitto di classe se la passa malissimo. Ma noi ci siamo ancora, e la presenza al funerale ha dimostrato questa volontà di non arrendersi. E’ stato bello e per nulla scontato vedere così tanta gente, viste le divisioni e le incomprensioni che attanagliano le varie anime di movimento. Il fatto che tante aree differenti abbiano voluto comunque essere presenti da anche l’idea di quanto Prospero fosse rispettato, e quanto il suo sacrificio umano fosse compreso. Con buona pace dei vari giornalisti impressionati, che mai si sarebbero immaginati questa solidarietà. Volevano relegare gli anni settanta ad infelice parentesi della nostra storia, si sono ritrovati increduli a rosicare sui giornali, vomitanti bile come non mai. Fanno bene, perchè hanno paura. La paura dell’odio di classe. Continua a leggere »

Verso Teramo… dicono i muri…

Oggi girando per alcuni quartieri della capitale ci è capitato di “imbatterci” in alcuni striscioni che non possiamo che condividere… Marco, Massimiliano, Mirko, Davide, Mauro e Cristian liberi!

Un contadino comunista nelle lotte di classe degli anni Settanta

 

Difficilmente una singola vicenda biografica è capace di racchiudere ed esemplificare un processo storico complicato e sfuggente, come ad esempio le lotte di classe in Italia degli anni settanta del novecento. Pochi anni sono passati, e un potere politico ancora troppo legato a quelle vicende, troppo ideologicamente ostile ad una loro ricostruzione storica, rende impossibile ragionare su cosa sia avvenuto politicamente in quegli anni. La vita di Prospero Gallinari, invece, riesce a descrivere perfettamente il senso di quel movimento storico di assalto al cielo che le classi subalterne tentarono per tutto l’arco dello scorso secolo. Sacrificandosi ed emancipandosi, con le loro contraddizioni e le loro tragedie, fino a scontrarsi con un potere che si è dimostrato più forte ma non per questo imbattibile. In anni in cui va di moda costruirsi un proprio passato di riferimento, nel nostro personale Pantheon politico Prospero Gallinari regge una delle colonne portanti. E i compagni come lui sono il cemento e il marmo con cui si regge quel Pantheon, senza il quale è perfino inutile occuparsi di riferimenti storici. Continua a leggere »

Teramo: corteo nazionale

Corteo Nazionale Teramo 9 Febbraio 2013. Complici e solidali.

In seguito alle pesantissime condanne a 6 anni di reclusione e 60000 € di risarcimento inflitte, lo scorso 7 gennaio, ai 6 ragazzi accusati di essere coinvolti negli scontri avvenuti nella capitale il 15-10-11, Azione Antifascista Teramo chiama all’appello tutti i gruppi, i movimenti e i singoli individui che si riconoscono nelle lotte e che vogliono dimostrare la loro solidarietà e vicinanza con i fatti, oltre che con le parole. Sabato 9 febbraio 2013 si terrà a Teramo un corteo nazionale le cui finalità saranno:

1_Esprimere la massima solidarietà a tutti i condannati, gli arrestati e gli inquisiti per i fatti del 15 ottobre 2011;

2_Rispondere in maniera forte ed unitaria alla repressione che ogni giorno colpisce chi ha la forza e il coraggio di non abbassare la testa e si ribella allo Stato di cose attuale;

3_Lanciare la battaglia contro il codice Rocco ed in particolare contro il reato di devastazione e saccheggio e tutte quelli leggi in forza delle quali ai singoli questori viene garantito il potere di limitare, in maniera del tutto discrezionale e priva di controllo, la libertà individuale attraverso l’emissione di fogli di via, avvisi orali e misure di prevenzione in generale.

Chiediamo a tutte le realtà e a tutti i singoli che intendano rispondere alla nostra chiamata di organizzarsi sin da oggi per raggiungere e far raggiungere Teramo nella giornata di Sabato 9 febbraio 2013, e di farsi carico di diffondere, ognuno nei rispettivi territori, questo nostro appello attraverso qualsivoglia mezzo.

Chiunque voglia dare la propria adesione formale alla manifestazione, sottoscrivere l’appello, fornire contributi ed essere aggiornato su tutto ciò che riguarderà il corteo può inviare una mail all’indirizzo:

teramo9febbraio2013@gmail.com

Melfi? Come se fosse antani…

Domanda: esiste un imbonitore più bravo di Marchionne? Esiste un altro in grado di fare, nel giro di pochi anni, la supercazzola ad un’intera nazione? Ammettiamolo, la risposta è no. Al suo cospetto il Conte Mascetti impallidisce. In un lasso di tempo relativamente breve il manager col maglioncino è riuscito a promettere tutto e il contrario di tutto irretendo (o comprandosi) politici di centrodestra e di centrosinistra, giornalisti e opinionisti, cardinali e sindacalisti. Ricordiamolo, in principio era il Verbo, o meglio, il fantomatico piano Fabbrica Italia e i 20 miliardi di euro di investimenti. Continua a leggere »