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ACCADEVA OGGI…

24 March :
1980 A San Salvador l'esercito uccide l'arcivescovo Oscar Romero, colpevole di stare dalla parte dei poveri.

STATS

Su privatizzazioni, diritto alla mobilità e stabilizzazione dei/lle dipendenti ATAC

Ieri sulle colonne virtuali di corriere.it è uscito un articolo che, alla vigilia del corteo di domani per il diritto alla mobilità e contro la privatizzazione di ATAC, ha certamente dato prova che la partita in corso intorno alla municipalizzata del trasporto pubblico romano, ad AMA e ACEA è un affare ghiotto a cui bisogna opporsi con ogni mezzo. L’articolo, firmato da Ernesto Menicucci, parla chiaro, mettendo nero su bianco quello che da tempo ipotizzavamo e che si continuava a voler nascondere. Nell’ambito del decreto legge “salva-Roma”, con cui le casse del bilancio capitolino saranno rinverdite di oltre 600 milioni stanziati dal governo, la Commissione Bilancio ha votato favorevolmente l’emendamento di Linda Lanzillotta (Scelta Civica) grazie all’intesa tra Lega Nord, M5S e PD. Linda Lanzillotta, già nota alle cronache romane per le sue gesta da Assessore al Bilancio della giunta Rutelli, nel 2001 indagata per danno erariale e condannata poi a pagare una multa di 40 mila euro per le “consulenze” offerte in merito ad un altro processo di privatizzazione, ovvero quello dell’azienda Centrale del Latte di Roma. Ma torniamo ad oggi. Continua a leggere »

L’università delle larghe intese

 

Interveniamo, ormai con qualche giorno di ritardo, sulla giornata del 12 dicembre all’università La Sapienza, in cui, durante la contestazione alla conferenza nazionale sulla biodiversità a cui avrebbero dovuto prendere parte anche Letta e Napolitano, la polizia, chiamata dal rettore Frati, ha caricato in città universitaria. Qualche centinaio di studenti sono partiti in corteo, andando a circondare il rettorato e l’aula magna in cui si svolgeva la conferenza, alla presenza peraltro dei ministri Saccomanni, Orlando, Lorenzin e altri. Hanno poi “violato” la recinzione che chiudeva l’intero piazzale antistante l’edificio e si sono diretti verso l’ingresso del rettorato, per provare ad entrare, trovandolo ovviamente chiuso al loro arrivo. Continua a leggere »

Note sul movimento dei “forconi” e i conflitti interni della borghesia.

 

 

Riceviamo dal Collettivo Noi Saremo Tutto di Genova un interessante contributo analitico sulla vicenda dei cosiddetti Forconi e le polemiche interne alla sinistra di movimento che hanno caratterizzato questi eventi. Un’analisi che cerca di guardare lontano, non relegandoci all’albero “forconi” ma osservando la foresta che lo circonda e che lo produce. Buona lettura.

Il carattere distintivo dell’imperialismo contemporaneo è che “tutto il mondo è già territorialmente spartito tra i paesi più ricchi”, cioè la spartizione della terra tra gli Stati è terminata. È proprio da questa circostanza che deriva la particolare asprezza della lotta per una nuova spartizione del mondo, la particolare asprezza dei conflitti che porta alle guerre. (V. I. Lenin, Per la revisione del programma del partito)

Le mobilitazioni dei “forconi”, in maniera un po’ inaspettata, hanno catturato l’attenzione dell’intero mondo politico. Percepiti come qualcosa di non dissimile da una sagra folcloristica hanno finito, attraverso alcune giornate di mobilitazione sparse in parti non irrilevanti del territorio nazionale, con l’obbligare un po’ tutti a ragionare sul significato e il senso di quella che, a detta degli organizzatori, si è presentata come l’inizio della “rivoluzione popolare”. I reportage sulle manifestazioni sono talmente tanti che pare superfluo starne a riportare l’ennesima sintesi. Scoop giornalistici a parte, ciò su cui sembra importante intervenire è il dibattito che, a sinistra, si è aperto intorno a queste giornate.

Andando all’osso, di fronte ai “forconi”, all’interno del movimento comunista e antagonista, si sono delineate due posizioni. Continua a leggere »

Boicotta la Granarolo!

Sempre più evidente è ormai l’indirizzo capitalistico di gestire la crisi in senso antioproletario e antioperaio agendo sul binomio mobilitazione-repressione in ambito politico e su quello sciopero-licenziamento in ambito lavorativo. La Granarolo è l’azienda tristemente nota per  aver trattenuto il 35% degli stipendi dei lavoratori del suo comparto logistico come misura contro la crisi aziendale. A questa trattenuta sul salario negli scorsi mesi la lotta dei lavoratori della logistica della Granarolo ha prodotto picchetti davanti ai cancelli della Centrale del Latte, blocchi della circolazione delle merci, scioperi, cortei. A questa lotta lo Stato e la Granarolo hanno risposto con 179 denunce, 41 licenziati e 10 lavoratori mandati in cassa integrazione. Continua a leggere »

A proposito di rivolte tossiche

 “E chi leggerà le parole di Lenin,

sfogliando le carte gialle dei decreti,

sentirà il sangue battere alle tempie

e salire le lacrime al cuore”

V. Majakovskij

Per l’ennesima volta fatti di politica internazionale irrompono nei nostri canali d’informazione attraverso una costruzione artificiale degli eventi, volta a creare un sostanziale “consenso interessato” nell’opinione pubblica utilizzato per fini interni. Piùche farla lunga sulla pervasività dell’apparato mediatico, che comunque non è di certo una nostra invenzione, pensiamo sia importante sottolineare la mediocrità in cui talvolta scivola il livello del discorso politico nazionale ed internazionale: nello specifico ci riferiamo a quello che è successo e sta succedendo in Ucraina in questi ultimi giorni. Da subito ci hanno fatto riflettere il favore e l’entusiasmo con cui alcuni hanno guardato agli eventi di piazza Maidan a Kiev, dove abbiamo visto il racconto dei media di qualche migliaio di persone trasformato nell’intero popolo ucraino nel bel mezzo di una rivoluzione, con la quale poter finalmente celebrare l’ingresso del paese nell’Unione Europea, consegnandolo una volta per tutte alle oligarchie europeiste: un processo politico-economico d’altronde già funzionante nei paesi europei. Perché non esportarlo, si saranno chiesti da Bruxelles o da Francoforte. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Point Lenana di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara

 

Se per Wu Ming 1 la storia narrata in questo libro si allontana dalla sua “zona di comfort”, quell’insieme di letture, argomenti, narrazioni e percezioni vicine al mondo culturale che si frequenta, per noi questo libro è lontano anni luce da ogni possibile comfort culturale. Come potrebbe essere altrimenti, visto che si narrano, in una forma particolare che poi indagheremo, la vita e le esperienze di un prigioniero italiano di guerra nell’Africa coloniale, non convintamente fascista ma neanche antifascista, e dopo la guerra palesemente anticomunista nelle sue funzioni istituzionali che andò a ricoprire? Il tutto, poi, legato da un argomento centrale che attraversa il libro e che edifica il contesto in cui è calata tutta la narrazione: la montagna. Insomma, apparentemente, niente di più distante dai nostri interessi, tanto politici quanto personali. Questa è anche la ragione per cui questa recensione giunge in ritardo, a otto mesi dalla pubblicazione. Continua a leggere »

Rivolte tossiche o contraddizioni in seno al popolo?

 

La presunta “rivolta” di questa parodia di movimento denominatasi “forconi” avrebbe tranquillamente attraversato le nostre vite senza lasciare traccia. Troppi gli indizi e i fatti che la descrivevano come ultima propaggine di un leghismo sociale senza più rappresentanza. Piccoli imprenditori, partite iva, negozianti, camionisti; e, politicamente, organizzata da un insieme di persone equivoche, tutte fedelmente schierate nel centrodestra, molti dei quali candidati in questi anni proprio del PDL. A chiudere il cerchio, il tentativo di Forza Nuova e Casapound di allacciare rapporti con questa protesta, entrarci in incognito, appoggiarla direttamente nei propri canali. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, e se il neofascismo legge questa protesta come terreno favorevole alle proprie aspirazioni, inevitabilmente questa non può che essere contraria alle nostre. Scopriamo però che non tutti la pensano così. Ad esempio Infoaut, che attraverso una lettura “marxista” prova a ragionare non tanto su ciò che la protesta è oggi, ma sulle proprie potenzialità. Continua a leggere »

Diritto alla Resistenza – Il nostro contributo

Sabato siamo intervenuti, come Comitato nazionale “Rompiamo il silenzio La tortura è di Stato!”, al convegno organizzato dal movimento No Tav a Bussoleno. Ancora una volta, non possiamo non rilevare la capacità della lotta della val di Susa di esercitare una egemonia concreta in quei territori, un’egemonia politica e non semplicemente sociale o “di scopo”. Un convegno importante, lungo quasi otto ore, e partecipato da circa trecento (300) persone. A di là di qualche decina di compagni, una partecipazione realmente popolare, di massa, di un pezzo di società in continua mobilitazione, per una lotta che ha tracimato da tempo la mera difesa del territorio trasformandosi in lotta a un modello di sviluppo rifiutato radicalmente. La capacità di creare consenso attorno al conflitto di massa, di rendere concreta e determinante una partecipazione non solamente artificiale o che si attiva nei singoli momenti di mobilitazione, sono alcuni dei nodi centrali per cui oggi quella lotta è un laboratorio politico che insegna a tutto il resto del movimento. Cosa che d’altronde notiamo da tempo, ma che ci stupisce ogni volta che torniamo in valle. Ci stupisce questa forza che dura nel tempo, che accumula risorse anche nei momenti di minor mobilitazione, di maggior repressione, di completa criminalizzazione. Una forza che diviene maggioranza, che esercita un’egemonia concreta, e la esercita sia nei momenti di dibattito politico come in quelli conflittuali, sia nella partecipazione pacifica  che nello scontro politico. In conclusione, riportiamo qui sotto la traccia dell’intervento prodotto per questo convegno, sperando di aver dato un piccolo contributo a questa lotta, coscienti che in questo caso siamo noi a dover “imparare come si fa”, e non il contrario. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

Se avete un figlio o un nipote in età scolare e non sapete cosa regalargli per natale, beh signori miei, questo è il libro che fa per voi. Ci siamo imbattuti in questo piccolo capolavoro mentre curiosavamo tra gli stand della fiera della piccola e media editoria di Roma e confessiamo d’essercene subito innamorati. Accompagnato dalle deliziose illustrazioni di Donatien Mary il professor Ronan De Calan (insegna filosofia all’università) spiega ad un ipotetico ragazzino curioso l’essenza del capitalismo e della lotta di classe, e lo fa riuscendo a non risultare mai pedante o pesante. Continua a leggere »

8 dicembre: consigli… per i risparmi

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo anche due euro possono fare la differenza. Se vai a fare la spesa ti ci compri un litro di latte o due chili di mandarini o tre pacchi di pasta… La mattina ti ci escono cappuccino e cornetto al bar, oppure ci prendi il caffè e il giornale… Se vai a cena fuori li puoi lasciare di mancia al cameriere, che tanto lo sai che prende un salario da fame… Insomma ci sono mille e uno modi per spendere due euro e se vuoi puoi anche decidere di infilarli nel salvadanaio o metterli da parte per i regali di natale, solo una cosa davvero non ci puoi fare: decidere di regalarli al PD, al partito dei sacrifici e dell’austerità. “Si”, ci dirai, “ma stiamo parlando comunque di una cifra iniqua”, non importa, perchè come insegna Maccio Capatonda …“soccomunque$oldi!”.