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ACCADEVA OGGI…

23 July :
1967 A Detroit (Michigan), inizia una delle peggiori rivolte della storia degli Stati Uniti che prenderà il nome dalla strada in cui è scoppiata: la 12a strada, posta nel cuore della città a prevalenza afroamericana. Nella rivolta perderanno la vita 43 persone.

STATS

Boicotta la Granarolo!

Sempre più evidente è ormai l’indirizzo capitalistico di gestire la crisi in senso antioproletario e antioperaio agendo sul binomio mobilitazione-repressione in ambito politico e su quello sciopero-licenziamento in ambito lavorativo. La Granarolo è l’azienda tristemente nota per  aver trattenuto il 35% degli stipendi dei lavoratori del suo comparto logistico come misura contro la crisi aziendale. A questa trattenuta sul salario negli scorsi mesi la lotta dei lavoratori della logistica della Granarolo ha prodotto picchetti davanti ai cancelli della Centrale del Latte, blocchi della circolazione delle merci, scioperi, cortei. A questa lotta lo Stato e la Granarolo hanno risposto con 179 denunce, 41 licenziati e 10 lavoratori mandati in cassa integrazione. Continua a leggere »

A proposito di rivolte tossiche

 “E chi leggerà le parole di Lenin,

sfogliando le carte gialle dei decreti,

sentirà il sangue battere alle tempie

e salire le lacrime al cuore”

V. Majakovskij

Per l’ennesima volta fatti di politica internazionale irrompono nei nostri canali d’informazione attraverso una costruzione artificiale degli eventi, volta a creare un sostanziale “consenso interessato” nell’opinione pubblica utilizzato per fini interni. Piùche farla lunga sulla pervasività dell’apparato mediatico, che comunque non è di certo una nostra invenzione, pensiamo sia importante sottolineare la mediocrità in cui talvolta scivola il livello del discorso politico nazionale ed internazionale: nello specifico ci riferiamo a quello che è successo e sta succedendo in Ucraina in questi ultimi giorni. Da subito ci hanno fatto riflettere il favore e l’entusiasmo con cui alcuni hanno guardato agli eventi di piazza Maidan a Kiev, dove abbiamo visto il racconto dei media di qualche migliaio di persone trasformato nell’intero popolo ucraino nel bel mezzo di una rivoluzione, con la quale poter finalmente celebrare l’ingresso del paese nell’Unione Europea, consegnandolo una volta per tutte alle oligarchie europeiste: un processo politico-economico d’altronde già funzionante nei paesi europei. Perché non esportarlo, si saranno chiesti da Bruxelles o da Francoforte. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: Point Lenana di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara

 

Se per Wu Ming 1 la storia narrata in questo libro si allontana dalla sua “zona di comfort”, quell’insieme di letture, argomenti, narrazioni e percezioni vicine al mondo culturale che si frequenta, per noi questo libro è lontano anni luce da ogni possibile comfort culturale. Come potrebbe essere altrimenti, visto che si narrano, in una forma particolare che poi indagheremo, la vita e le esperienze di un prigioniero italiano di guerra nell’Africa coloniale, non convintamente fascista ma neanche antifascista, e dopo la guerra palesemente anticomunista nelle sue funzioni istituzionali che andò a ricoprire? Il tutto, poi, legato da un argomento centrale che attraversa il libro e che edifica il contesto in cui è calata tutta la narrazione: la montagna. Insomma, apparentemente, niente di più distante dai nostri interessi, tanto politici quanto personali. Questa è anche la ragione per cui questa recensione giunge in ritardo, a otto mesi dalla pubblicazione. Continua a leggere »

Rivolte tossiche o contraddizioni in seno al popolo?

 

La presunta “rivolta” di questa parodia di movimento denominatasi “forconi” avrebbe tranquillamente attraversato le nostre vite senza lasciare traccia. Troppi gli indizi e i fatti che la descrivevano come ultima propaggine di un leghismo sociale senza più rappresentanza. Piccoli imprenditori, partite iva, negozianti, camionisti; e, politicamente, organizzata da un insieme di persone equivoche, tutte fedelmente schierate nel centrodestra, molti dei quali candidati in questi anni proprio del PDL. A chiudere il cerchio, il tentativo di Forza Nuova e Casapound di allacciare rapporti con questa protesta, entrarci in incognito, appoggiarla direttamente nei propri canali. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, e se il neofascismo legge questa protesta come terreno favorevole alle proprie aspirazioni, inevitabilmente questa non può che essere contraria alle nostre. Scopriamo però che non tutti la pensano così. Ad esempio Infoaut, che attraverso una lettura “marxista” prova a ragionare non tanto su ciò che la protesta è oggi, ma sulle proprie potenzialità. Continua a leggere »

Diritto alla Resistenza – Il nostro contributo

Sabato siamo intervenuti, come Comitato nazionale “Rompiamo il silenzio La tortura è di Stato!”, al convegno organizzato dal movimento No Tav a Bussoleno. Ancora una volta, non possiamo non rilevare la capacità della lotta della val di Susa di esercitare una egemonia concreta in quei territori, un’egemonia politica e non semplicemente sociale o “di scopo”. Un convegno importante, lungo quasi otto ore, e partecipato da circa trecento (300) persone. A di là di qualche decina di compagni, una partecipazione realmente popolare, di massa, di un pezzo di società in continua mobilitazione, per una lotta che ha tracimato da tempo la mera difesa del territorio trasformandosi in lotta a un modello di sviluppo rifiutato radicalmente. La capacità di creare consenso attorno al conflitto di massa, di rendere concreta e determinante una partecipazione non solamente artificiale o che si attiva nei singoli momenti di mobilitazione, sono alcuni dei nodi centrali per cui oggi quella lotta è un laboratorio politico che insegna a tutto il resto del movimento. Cosa che d’altronde notiamo da tempo, ma che ci stupisce ogni volta che torniamo in valle. Ci stupisce questa forza che dura nel tempo, che accumula risorse anche nei momenti di minor mobilitazione, di maggior repressione, di completa criminalizzazione. Una forza che diviene maggioranza, che esercita un’egemonia concreta, e la esercita sia nei momenti di dibattito politico come in quelli conflittuali, sia nella partecipazione pacifica  che nello scontro politico. In conclusione, riportiamo qui sotto la traccia dell’intervento prodotto per questo convegno, sperando di aver dato un piccolo contributo a questa lotta, coscienti che in questo caso siamo noi a dover “imparare come si fa”, e non il contrario. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

Se avete un figlio o un nipote in età scolare e non sapete cosa regalargli per natale, beh signori miei, questo è il libro che fa per voi. Ci siamo imbattuti in questo piccolo capolavoro mentre curiosavamo tra gli stand della fiera della piccola e media editoria di Roma e confessiamo d’essercene subito innamorati. Accompagnato dalle deliziose illustrazioni di Donatien Mary il professor Ronan De Calan (insegna filosofia all’università) spiega ad un ipotetico ragazzino curioso l’essenza del capitalismo e della lotta di classe, e lo fa riuscendo a non risultare mai pedante o pesante. Continua a leggere »

8 dicembre: consigli… per i risparmi

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo anche due euro possono fare la differenza. Se vai a fare la spesa ti ci compri un litro di latte o due chili di mandarini o tre pacchi di pasta… La mattina ti ci escono cappuccino e cornetto al bar, oppure ci prendi il caffè e il giornale… Se vai a cena fuori li puoi lasciare di mancia al cameriere, che tanto lo sai che prende un salario da fame… Insomma ci sono mille e uno modi per spendere due euro e se vuoi puoi anche decidere di infilarli nel salvadanaio o metterli da parte per i regali di natale, solo una cosa davvero non ci puoi fare: decidere di regalarli al PD, al partito dei sacrifici e dell’austerità. “Si”, ci dirai, “ma stiamo parlando comunque di una cifra iniqua”, non importa, perchè come insegna Maccio Capatonda …“soccomunque$oldi!”.

Genova per noi. Lotte operaie, organizzazione di massa, soggettività politica.

Pubblichiamo di seguito una cronaca ed un’analisi del Collettivo Noi saremo Tutto di Genova sulle “cinque giornate” di lotta dei ferrotramvieri del capoluogo ligure.

Per cinque giorni a Genova, il trasporto pubblico cittadino è stato bloccato dall’iniziativa autonoma degli operai AMT. Ciò ha obbligato sia i sindacati di regime, il cui peso all’interno dell’azienda è ridotto all’osso, sia il “sindacato autonomo” a cavalcare la tigre della rabbia operaia. Sabato mattina, dopo una votazione farsa, lo sciopero è terminato sancendo, di fatto, una tregua armata. Al momento non ci sono né vinti, né vincitori. Una situazione di stallo che lascia aperte diverse prospettive. Questa lotta non si è limitata a questo, poiché da un lato ha assunto una valenza nazionale in relazione ai nodi del trasporto pubblico, dall’altro, ed è l’aspetto preponderante, ha indicato i non improbabili scenari che il conflitto capitale/lavoro salariato potrebbe riservare di qui a poco. Tutto ciò contribuisce non poco, sul piano del dibattito politico complessivo, a ricalibrare intorno alla centralità del lavoro operaio e subordinato i limiti e le genericità emersi dentro le giornate romane del 18 e 19 ottobre. Continua a leggere »