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ACCADEVA OGGI…

19 January :
1939 - Il fascismo scioglie il Parlamento, sostituendolo con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni

1979: LA RIVOLTA DELLE NUOVE

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Sòle elettorali

 

Nonostante l’affermazione del PD, dell’UKIP di Farage e del Front National di Marine Le Pen, il Partito Popolare europeo ha vinto le elezioni e si ritrova in Parlamento con il maggior numero di deputati. Conseguenza liberale vorrebbe che il candidato presidente espressione di quel partito, Jean Claude Juncker, sia nominato presidente della Commissione Europea. Siccome però il Parlamento europeo nei fatti non conta nulla, il veto posto da Cameron ha subito fatto declinare la possibilità di Junker a presiedere la Commissione. Ci si sta accordando su una scelta che prevede un parterre di nomi di tutto rispetto, fra cui spicca Cristine Lagarde, direttrice del FMI. Le cose stanno peggio di come le descrivevamo qualche settimana fa. In un precedente pezzo, infatti, davamo per sicura l’elezione di Junker qualsiasi fosse stato il risultato elettorale, anche avesse vinto Tsipras. La realtà è addirittura peggio della (facile) previsione. Continua a leggere »

Tristi elezioni

 

Tutto, più o meno, come previsto. La centralità della nuova DC appariva probabile, sebbene non in questi termini, che non possono che peggiorare le nostre aspettativa per il futuro. Un sistema che si stabilizza, che si cementa attorno all’uomo forte e al partito asse del sistema politico-istituzionale. Niente di buono per le speranze antagoniste in Italia, che ora avranno di fronte un nemico molto più coeso dal risultato, che andrà avanti a spron battuto tacitando, con la forza se necessario, chiunque osi opporsi al suo liberismo europeista. Un M5S che, come ampiamente previsto, riduce i suoi voti, anche se meno di quanto potessimo aspettarci. Nonostante si confermi con numeri rilevanti, ci sembra abbastanza segnata la sua parabola discendente ora che da partito extra-istituzionale è divenuto partito presente in tutte le istituzioni, senza alcuna credibilità che non sia la capacità comunicativa del proprio leader. Continua a leggere »

Ogni comizio sarà una barricata

 

Se il PD credeva di stare al sicuro almeno ieri, protetto nella sua vetrina radical chic di Piazza del Popolo e garantito da decine di blindati a salvaguardare le apparenze della “competizione” elettorale, oggi si è dovuto ricredere. Il candidato dei lavoratori, Nessuno, insieme ai movimenti di lotta per la casa, è andato a bussargli a casa, nell’evento cittadino a coronazione del suo segretario e Primo Ministro. Non c’è pace sociale che regga, tantomeno nei momenti in cui il potere si crede al sicuro. Non è bastato rinviare il comizio di due ore, terminarlo in fretta e furia, farsi proteggere da centinaia di poliziotti, obbligare digos e polizia ad impedire qualsiasi contestazione, e alla fine andare avanti come se niente fosse. Oggi siamo andati a dire in faccia al partito dell’europeismo neoliberista che è il nemico principale, quello da cui dipendono le nostre condizioni di vita e lo sviluppo della costruzione europea imperialista. Continua a leggere »

Il volto umano del renzismo

Anche ieri, un’occupazione abitativa sgomberata a San Paolo, senza alcuna mediazione o trattativa possibile. Il giorno prima, l’arresto in piazza di Paolo Di Vetta e a seguire di Luca Fagiano, dirigenti dei movimenti di lotta per la casa, accusati di aver partecipato alla manifestazione del 12 aprile, violando per questo lo spirito delle misure cautelari ancora in corso. Per non dire dello sgombero della Montagnola, di Godot e delle altre occupazioni lo scorso mese, o gli arresti di febbraio. Il clima politico è quello della fine di ogni margine di trattativa, lo scontro è totale e la mediazione politica inesistente. I pochi assessori o consiglieri “amici” e “vicini ai movimenti” ogni volta si lavano le mani da un problema che dicono chiaramente non avere il potere di risolvere o mediare. In tutto questo, bisogna anche rilevare il ridimensionamento del ruolo della Digos quale apparato di mediazione tra intervento della polizia e movimenti. Continua a leggere »

Le lotte di classe nelle municipalizzate romane

 

Sabato scorso abbiamo partecipato alla manifestazione nazionale contro le privatizzazioni, al fianco del neonato “Coordinamento Operaio Ama”, insieme ad altri lavoratori e lavoratrici, compagni e compagne che hanno voluto ribadire la netta contrarietà alla politica di privatizzazioni portata avanti, con consenso assolutamente bipartisan, sotto il dettato dell’Unione Europea. Privatizzazioni che, imposte sotto il vessillo dell’efficienza e della razionalizzazione, sappiamo tutti essere rivolte a favorire il profitto dei soliti noti e destinate a pesare sulle spalle in primis dei lavoratori e poi di tutte quelle fasce più deboli della cittadinanza che si vedono via via precluso l’accesso a quella serie di servizi fondamentali che dovrebbe costituirne il salario indiretto. Continua a leggere »

L’altra Europa con Nessuno: in arrivo la grande festa elettorale di chi lotta nelle strade contro chi vota nelle urne

Giovedì 22, alle ore 18, Nessuno presenterà la propria candidatura al Lucernario Occupato all’interno dell’Università La Sapienza. Una candidatura importante, forte del grande consenso elettorale di questi anni, nonchè dalle promesse sempre mantenute dal nostro leader, il vero uomo da battere alle prossime elezioni. Un candidato che ha saputo esprimere il conflitto quando il neoriformismo di sinistra chiedeva la pacificazione sociale, e che ha saputo indicare nell’Unione Europea il vero nemico dei lavoratori quando tutto il mainstream chiedeva più Europa e meno democrazia. Il candidato più odiato da PD e amici, l’unico che difenderà i diritti dei lavoratori nell’Europa neoliberista: Nessuno. Continua a leggere »

17 maggio, in piazza con i “minatori all’aria aperta”…

 A breve scenderemo in piazza, nel corteo nazionale che grida forte il suo No! Alle politiche di privatizzazione che stanno smantellando il sistema pubblico italiano. Nelle nostra città questo attacco al welfare di Stato è la logica conseguenza ad un asservimento diretto e passivo ai diktat dell’Unione Europea, portati avanti da un esecutivo monocolore che ha fatto delle cosiddette “larghe intese” la ricetta definitiva per una politica neo-liberista e filo-europeista. A Roma, in particolare, parlare di privatizzazioni significa parlare di servizi pubblici di trasporto, di raccolta della nettezza urbana, di energia e di acqua; ma non può non significare anche parlare di Unione Europea e della netta opposizione che ad essa va messa in campo. Continua a leggere »

Democrazia, non basta una scheda

 

Il titolo che leggete non è farina del nostro sacco ma di quello di Luigi Ippolito, che dalle colonne del Corriere della Sera di lunedì 12 maggio commentava le recenti elezioni delle regioni ucraine del Donbass. Proprio così, quando le cose non vanno come previsto, quando le urne esprimono un risultato non in linea con le aspettative dei mercati, improvvisamente i liberali rimettono al centro la sostanza dei processi politici. Quella sulle elezioni è la retorica maggiormente abusata dal circuito politico-mediatico. I sistemi politici vengono classificati e definiti democratici o meno proprio in base alla natura del loro sistema elettorale. Quando però sistemi politici avversi all’ideologia mainstream si legittimano proprio con gli strumenti della democrazia liberale, ecco che improvvisamente non conta più la formalità elettorale, ma la sostanza di quei sistemi. Continua a leggere »