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11 December :
1961 - Gli USA intervengono nella guerra del Vietnam

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Dal degrado…nasce Hierba Mala!

Accogliamo con favore l’iniziativa dei compagni di Hierba Mala, persone con le quali abbiamo condiviso tanto in questi anni e ai quali facciamo i nostri più sinceri in bocca al lupo.
Dove c’è degrado, noi occupiamo, dove c’è abbandono noi costruiamo.
Avanti ragazzi!

 

HIERBA MALA
Da un momento all’altro.

La metropoli dall’alto appare con la faccia dell’austerity, i palazzi del potere al centro come fortini, intorno un estensione infinita che raccorda le povertà di ieri a quelle di oggi, a macchie evidenti i presidi dell’accumulazione e del profitto. Lo smantellamento del welfare, il virus della rendita immobiliare, la chiusura dei servizi, l’assenza di spazi pubblici, ci riconsegnano un quadro urbano desolante, abitato da una cittadinanza già da tempo esclusa dalle scelte e condannata al sacrifico continuo, senza possibilità di futuro. Continua a leggere »

La sinistra per bene nei salotti che contano

 

Ci chiedevamo che fine avesse fatto Tsipras, ed ecco ritrovarcelo al Forum Ambrosetti. Non staremo qua a fare l’elenco dei motivi per cui un rappresentante di una sinistra non diciamo antagonista, men che meno rivoluzionaria, ma quantomeno radicale, dovrebbe stare ben lontano da certi cenacoli per banchieri. Tutte motivazioni giuste e scontate. Per di più, in via molto teorica, si può anche decidere di andare a parlare a casa del nemico, ma non così. Non senza un rapporto di forza costruito con la lotta; non trattato come scimmietta allo zoo, curiosità antropologica con cui distrarsi nei momenti di disimpegno. E soprattutto, dicendo cose appropriate, non cercando di assecondare l’animo più liberal della platea, reiterando il concetto di una borghesia illuminata contrapposta ad una speculatrice. Continua a leggere »

La visione strategica del premier Renzi

 

Renzi e il suo governo potrebbero essere l’ennesimo tentativo delle classi dirigenti internazionali di adeguare l’Italia al contesto economico europeo; oppure, l’ennesimo tentativo del PD di dotarsi di una politica sempre più liberista per tranquillizzare i settori politico-economici che muovono le fila del sistema produttivo del paese, accreditandosi quale migliore rappresentante di quegli interessi; o forse né l’una né l’altra cosa, ma semplicemente il tentativo autonomo di una borghesia in crisi politica che cerca l’ennesimo salvatore della baracca in versione mediaticamente appetibile. Queste differenti visioni sono tutte accomunate dall’intrinseca sottovalutazione del progetto renziano. Noi crediamo che Renzi e il suo governo, e ovviamente il PD – che sta lentamente definendo la propria visione strategica – siano uno scarto decisivo per la politica italiana, e non solo. L’ennesima dimostrazione di questa “alterità” si è avuta al vertice NATO in Galles. Continua a leggere »

Consigli (e sconsigli) per gli acquisti: Il Manifesto del Partito Comunista edito da Red Star Press

 

Da qualche giorno è in libreria una nuova edizione del Manifesto di Marx e Engels. Questa volta però si tratta di un evento importante, per varie ragioni. Da troppi anni Il Manifesto è relegato a curiosità letteraria, riletto più dalla borghesia in cerca di “sensazioni forti” che dai compagni. Ciò che manca, più che una sua riscoperta, è la sua attualizzazione. Il Manifesto è un libro politico e una guida per le lotte di classe, non l’esposizione di una particolare teoria economica o politica. Anche laddove letto “ da sinistra”, purtroppo, questa non riesce a liberarsi dal pensiero di avere fra le mani un testo datato e inservibile, curiosità culturale appunto e poco di più. In questo senso, l’iniziativa della casa editrice Red Star Press è rilevante, perché ci sembra che tale tentativo vada esattamente in questa direzione. Dare la possibilità, attraverso un’edizione agevole e graficamente pregevole, di far viaggiare l’opera comunista sul piano politico e non su quello letterario o intellettuale. E’ proprio questa la forza e l’importanza della Red Star Press, quella di essere al servizio di un discorso politico antagonista, strumento della lotta di classe e non della cultura fine a se stessa. Non è poco, in questa epoca di disimpegno politico del mondo della cultura. Continua a leggere »

Bertinotti non è più comunista?

Alcuni sono rimasti basiti, altri ci hanno versato sopra ettolitri di inchiostro per scavarne le ragioni più profonde e recondite. Molti lo hanno ignorato, troppi invece già lo sapevano. Mancava solo lui, forse; e, meglio tardi che mai, la sua abiura aiuta a capire chi e cosa fosse il leader di quella Rifondazione che, non ci stanchiamo di ripeterlo, è stata affossata ancor prima di poter valorizzare una generosa e numerosa base di militanti. Chi e cosa fosse, tanto per restare alle cronache di oggi, quel personaggio che designò Gennaro Migliore (nomen omen) come suo delfino. Rimane il fatto, comunque, che avremmo potuto continuare la nostra vita anche senza questa notizia..si, ecco, insomma…alla fine, pure ‘sti cazzi.

Il cambio di passo renziano

 

A dispetto della sua immagine, di ciò che dice e dei suoi tweet compulsivi , Renzi non è affatto stupido, e in questi giorni ne abbiamo avuto una decisiva conferma. La nomina di Federica Mogherini a rappresentante della politica estera dell’Unione Europa è un fatto importante, da non sottovalutare, che descrive la capacità di Renzi di leggere le dinamiche politiche molto al di là di quanto potevamo immaginare. Insomma Renzi, a differenza di Berlusconi, Bersani o Letta, può essere politicamente un problema rilevante, e sarebbe opportuno rendercene conto prima di continuare a banalizzarlo (come anche noi in passato abbiamo fatto) quale ennesimo tentativo del PD di trovare il leader “giovanilista” di turno. Continua a leggere »

I compagni, i fascisti e la questione ucraina

 

I goffi tentativi di porre tutto ciò che non sia “comunismo qui e ora” sullo stesso piano non possono oscurare un dato di fatto evidente a tutti, dai media liberali alle posizioni politiche più radicali: l’internazionale nera di tutta Europa sta combattendo in Ucraina dalla parte dei golpisti di Maidan. E’ un fatto noto, suffragato, nel corso di questi mesi, da decine di eventi che ne confermano l’evidenza. Dall’assalto a tutto ciò che ricordasse la Rivoluzione bolscevica alla messa fuori legge del Partito Comunista ucraino, dagli omicidi degli antifascisti alle politiche neoliberiste ed etniciste avviate dal governo golpista di Poroshenko. Insomma, pochi altri eventi nel corso della storia recente mondiale sono stati così chiari, segnando un confine palese fra noi e loro. Questo fatto, nonostante l’evidenza appena detta, non significa che dall’altra parte, dalla parte delle Repubbliche Popolari del Donbass, per non dire dell’interessato intervento russo, sia in corso una rivoluzione popolare. Continua a leggere »

Il dibattito post-comunista sul terrorismo

 

Davvero interessante il dibattito avvenuto in questi giorni sulle colonne del Manifesto tra Angelo D’Orsi e Giuliana Sgrena. Pur avvenuto su un quotidiano che ancora si definisce “comunista”, pur non essendolo – quotidiano e comunista – da svariati anni, riesce a mettere di fronte due opinioni (apparentemente) opposte, nessuna delle quali riesce ad uscire dal punto di vista borghese di vedere il mondo. Continua a leggere »

Le ricette per alimentare la crisi

 

E’ davvero interessante l’intervista apparsa qualche giorno fa su Il Fatto e linkata da un nostro commentatore in risposta al nostro pezzo sulla crisi senza soluzioni (qui). E’ interessante perché, senza neanche farlo apposta, conferma tutto ciò che andiamo dicendo (non solo noi ovviamente) da anni. La ricetta proposta da Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi ed esponente della cabina di regia economica di Matteo Renzi, è la seguente: “giù i salari e le tasse alle imprese”. Sembra una boutade estiva, e invece è davvero il pensiero dominante degli esperti economici del governo. Abbassare i salari, tagliare la spesa pubblica, e allo stesso tempo ridurre le tasse alle imprese, sono l’unico espediente che gli “esperti” economici riescono a pensare per fare fronte alla crisi di domanda che investe l’Europa. Continua a leggere »

Di Battista e la questione terrorista

 

Anche l’orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno, diceva Hermann Hesse. In questo caso, anche un deputato del M5S riesce a mettere in fila una serie di concetti elementari e sacrosanti, trattati come spregevoli solo da un sistema politico-mediatico completamente prono allo schema ideologico dominante. Nel suo lungo post, apparso qualche giorno fa sul blog di Beppe Grillo e che ha suscitato lo sdegno unanime del sistema ideologico ufficiale, Di Battista, effettivamente con un certo coraggio visto il panorama culturale italiano, ha provato a dare una spiegazione storico-politica del fenomeno da lui definito “terrorismo”. Un tentativo ovvio, in un certo senso, ma che oggi assume il valore di provocazione, o di insulto. Continua a leggere »