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Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

Prendete un saggio di storia delle classi subalterne: dettagliato, puntuale, potente. Aggiungete poi un romanzo scritto come si deve: appassionante, ben costruito, mai banale. Fatto? Adesso metteteci pure una robusta dose del vostro/nostro immaginario ricolmo di lotte, scioperi, rivoluzioni e shakerate, shakerate bene e poi lasciate riposare. Ne verrà fuori “Un sogno chiamato rivoluzione” uno di quei libri che non ti aspetti, che ti fa restare avvinghiato fino all’ultima pagina e che alla fine maledici pure, perché è finito troppo presto. Continua a leggere »

il baricentro

Chavez ha vinto! La rivoluzione bolivariana ha vinto! I popoli dell’America latina hanno vinto! Noi, proletari d’Europa e del mondo, abbiamo vinto! L’America latina si conferma, come sosteniamo da tempo, il baricentro e la punta più avanzata nella lotta per la costruzione dell’altro mondo possibile, del socialismo. Ci sarà tempo e modo per analizzare con calma i risultati, oggi ci godiamo la vittoria mentre a Washington e nelle altre capitali imperialiste il maalox scorre a fiumi.VAAAAAMOOOOOSSSSS

…ed il rosso è il colore dell’amore

Dieci anni fa si spegneva Pierangelo Bertoli, un’artista incredibile, uno dei migliori cantautori italiani. Ma Bertoli era molto, molto di più di questo. Era un compagno, un comunista. E non di quelli che lo erano diventati perche all’epoca il vento soffiava in quella direzione. Era un militante vero. E’ praticamente impossibile andare a pescare nel suo immenso repertorio una canzone capace di spiegare chi era a chi, magari per motivi anagrafici, ancora non lo conosce. Scegliere un pezzo piuttosto che un altro una significherebbe fargli un torto lasciando fuori un universo di note e di parole. Per cui nemmeno ci proviamo a farlo, vi proponiamo invece una canzone tra le tante a cui siamo particolarmente affezionati. Ciao Pierangelo, a pugno chiuso, a dieci anni da te.

L’amore dei fascisti per la merda

 

Nel 1975 Pasolini, scandalizzando l’intero sostrato cattolico bigotto della società italiana, diede alla luce un geniale film sulle perversioni della moralità fascista, Salò o le 120 giornate di Sodoma. L’amore corrotto, perverso e anti-etico dei potenti di turno verso il proprio essere e la propria appartenenza di classe, ben lungi dal riguardare solo la parentesi fascista, caratterizzava l’intimo sussistere della società italiana, quantomeno quella parte di società che, riciclandosi, rimase e rimane sempre ancorata al potere e alle briciole che questo lascia cadere dal tavolo del comando. Clero cattolico, tanto di base quanto assicurato alle gerarchie vaticane; piccoli ras di provincia; sottobosco della politica politicante; imprenditoria piccola, media e grande. Un eterogeneo agglomerato indissolubilmente unito dalla propria appartenenza di classe e dalla feticizzazione della propria esistenza. Continua a leggere »

il cor(ro)sivo della Militant

E così dopo appena 30 ore la pantomima è finita producendo, come direbbe il bardo, molto rumore per nulla. Saviano può finalmente stare più tranquillo, Yoani Sanchez è di nuovo nella sua casa a twittare e a scrivere su internet che a Cuba non si può twittare e scrivere su internet, visto che c’è la censura. La nostra signora dell’ipocrisia voleva utilizzare il processo a Angel Carromero per l’ennesimo show a uso e consumo dei media occidentali, e glielo hanno impedito. Voleva scrivere “le mie prigioni”, è s’è dovuta fermare a pagina 1. Aho, certo che so’ proprio “stronzi” ‘sti comunisti cubani!

Giulia Bausano ed Emilio Quadrelli: Linea di condotta. Per una discussione su Siria, guerra e internazionalismo

Come ampiamente previsto, la Turchia è entrata a gamba tesa nella questione siriana. Dopo l’incidente alla frontiera dell’altroieri il Parlamento turco ha votato il via libera, “valido” un anno, per eventuali operazioni militari contro la Siria, su precisa richiesta del premier. La situazione, dobbiamo aggiungere “fortunatamente”, non è però così lineare, né esplicitamente indirizzata verso l’intervento turco. A calmare la situazione ha contribuito non tanto la dichiarazione di scuse di Damasco per il colpo di mortaio che uccise cinque turchi ad Akcakale, quanto “il polso” dell’opinione pubblica turca, assolutamente contraria alla guerra. In tutto ciò l’opinione pubblica italiana, fino a pochi anni fa alla testa dei movimenti pacifisti, sembra dimenticare che tra i ministri con l’elmetto spicca il nostro Terzi. La guerra civile in Siria ha spinto Giulia Bausano ed Emilio Quadrelli ad alcune interessanti riflessioni, che vi proponiamo:

I piemontesi hanno commesso un errore enorme fin dall’inizio, contrapponendo agli austriaci soltanto un esercito regolare e volendo condurre una guerra ordinaria, borghese, onesta. Un popolo che vuole conquistarsi l’indipendenza non deve limitarsi ai mezzi di guerra ordinari. L’insurrezione in massa, la guerra rivoluzionaria, la guerriglia dappertutto, sono gli unici mezzi con i quali un piccolo popolo può vincerne uno più grande, con i quali un esercito più debole può far fronte ad un esercito più forte e meglio organizzato.

(K. Marx, F. Engels, Sui metodi di condotta della guerra popolare d’indipendenza)

 

Gli scenari che si sono delineati giorno dopo giorno in Medio Oriente sono una puntuale conferma di come, dentro la crisi sistemica del modo di produzione capitalista, la tendenza alla guerra diventi l’elemento cardine intorno al quale ruota per intero l’attuale fase imperialista. Continua a leggere »

Ciao Eric!

«I liberalismi politico ed economico, da soli o in combinazione, non possono fornire la soluzione ai problemi del XXI secolo. È ora di prendere di nuovo Marx sul serio»: così Eric J. Hobsbawm concludeva, nel 2011, la sua raccolta di saggi sullo sviluppo e l’impatto del pensiero di Marx, intitolata significativamente Come cambiare il mondo. Perché riscoprire l’eredità del marxismo. Continua a leggere »