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CAMPAGNE

Marchionne e la produttività

 

Circa due anni fa iniziava il braccio di ferro fra Marchionne e gli operai della Fiat. In realtà, sebbene la vicenda fosse drammatica anche di per sé, racchiudeva soprattutto il nocciolo delle relazioni industriali che si andavano modificando in questo paese. Come sappiamo gli operai – nonostante una lotta di classe durissima, nonostante il no al referendum (vinto solo grazie al terrorismo psicologico e alla partecipazione al voto dei colletti bianchi), nonostante una sovraesposizione della FIOM che mise in gioco in quella campagna tutta la sua forza organizzativa – persero quella partita. Marchionne e la Fiat l’ebbero vinta su tutto. Termini Imerese venne chiuso; venne riformata la contrattazione aziendale; la Fiom, cioè il sindacato più rappresentativo fra i lavoratori Fiat, venne espulso dalla fabbrica stessa. Continua a leggere »

Pakistan: storie di ordinario profitto.

Storie di ordinario profitto. Se mai dovessero fare un libro o un’inchiesta su quanto accaduto questi giorni in Pakistan potremmo suggerire questo titolo. A Lahore è andata a fuoco una fabbrica di suole per scarpe e 25 lavoratori hanno perso la vita, sono bruciati vivi. La stessa orrenda sorte è capitata alle operaie e agli operai di una fabbrica tessile a Karachi, dove un incendio durato diverse ore ha devastato lo stabile di proprietà della “Ali Enterprises”. Continua a leggere »

L’estate del rosso-bruno

 

Da qualche settimana il termine “rossobruno” vive una seconda giovinezza. Poche discussioni politiche possono svolgersi senza che venga tirato fuori il decisivo epiteto, utile come battuta o come scomunica a seconda dei casi. Il più delle volte, però, questo termine viene citato a sproposito, non contestualizzato o non completamente inteso. Ogni tanto diviene, semplicisticamente, sinonimo di fascista, dunque vengono identificati i rossobruni con “quelli di casapound” (o cose simili). Altre volte viene usato al posto di nazista, determinato non da una particolare presa di coscienza, quanto dall’assonanza alle famigerate “camicie brune” naziste, le SA. A volte, ci è anche capitato di udire discussioni in cui rossobruno veniva utilizzato, a cuor leggero, come offesa ai “compagni che sbagliavano”, quei compagni che magari assumevano posizioni vicine alla destra neofascista. Continua a leggere »

La prima pagina di Repubblica che non vi sareste mai sognati di leggere.

E’ inutile nasconderselo, da 14 anni ci sono cinque cubani innocenti condannati a pene spropositate e sepolti nelle carceri USA, eppure in Italia all’opinione pubblica progressista di questa cosa non importa un bel nulla. Che fare? ci siamo chiesti. Come riuscire a far conoscere la storia di Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort, Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar e René González Sehwerert? Poi c’è venuta un’idea bislacca… ma se ci riescono loro, i padroni, perchè non tentare anche noi. Perchè non provare con una bella prima pagina di Repubblica? Hai visto mai riuscissimo a smuovere qualche dirittoumanista almeno per una volta a favore di Cuba? Ahò, tentar non nuoce. Quindi se anche tu conosci qualche anima bella pronta ad indignarsi ad ogni stormir di fronda firmata da Scalfari, scarica questa pagina e spediscigliela.

Vota Anto’, vota Anto’… vota Antonio

Come scrivevamo gia qualche settimana fa (leggi) con ogni probabilità la prossima primavera saremo chiamati a votare per le prime elezioni amministrative nazionali, una nuova competizione elettorale che sostituirà le ormai obsolete quanto inutili elezioni politiche. A partire da quel giorno Palazzo Chigi verrà occupata da quello che potremo definire il primo Sindaco d’Italia che andrà a prendere il posto del Primo Ministro, una figura evidentemente non più funzionale ai processi di valorizzazione del Capitale. Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti

 

La storia, si dice, “la fanno i vincitori” ed è un lamento che spesso accomuna i vinti. Qualcun altro, maliziosamente, corregge: “la storia la fanno i sopravvissuti, che spesso non appartengono né ai vinti, né ai vincitori”. Sarà, ma a volte sembra che proprio i sopravvissuti siano “senza voce”: non possono dare la loro versione perché nessuno li ha mai ascoltati, intervistati, interrogati. Che sia un conflitto bellico, una guerra civile, una crisi economica, un caro-benzina: non vengono ascoltati, nessuno presta attenzione alle loro richieste, sono continuamente scavalcati dagli opinion leader, dai lobbisti, dalle corporazioni, dai giornalisti-servi, dai portavoce. Destinati all’oblio, raramente trovano una sponda propizia. Quando accade, è necessario parlare di “storia sociale”. Continua a leggere »

La Siria e il dado Antimper…

Ieri abbiamo letto su Contropiano una notizia (qui) molto interessante in merito alla imminente pubblicazione di milioni di mail riservate sulla guerra civile in Siria da parte di Wikileaks. Julian Assange nella lunga intervista concessa a Telesur nella sede diplomatica ecuadoriana di Londra (dove è rifugiato da mesi) ha parlato anche della manipolazione mediatica occidentale del conflitto (qui l’intervista completa, qui il passaggio sulla Siria), del chiaro tentativo di utilizzare quanto sta avvenendo per favorire Israele e indebolire l’Iran e di come già molti mesi or sono ci fossero stati incontri tra militari statunitensi ed europei in cui veniva “anticipato” lo scenario che oggi è sotto gli occhi di tutti. Continua a leggere »