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Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati…

 

Sin dall’infanzia, mi sembra di avere sempre avuto, molto netto, il doppio sentimento che doveva dominarmi durante tutta la prima parte della mia vita: quello cioè di vivere in un mondo senza evasione possibile, dove non restava che battersi per un’evasione impossibile

Tanti si sono espressi sulla sentenza della cassazione per i fatti del G8 di Genova. Chi credeva o sperava nella giustizia dello Stato, in una sua clemenza, in un suo ravvedimento postumo, ha dovuto fare i conti con una realtà ben diversa rispetto a come se l’era immaginata.  A mente più fredda anche noi diremo la nostra. Ieri però una bella notizia ha illuminato le nostre giornate, la fuga di alcuni compagni condannati. Non ci resta che augurargli buona fortuna e tanto coraggio. Vento in poppa compagni, e ricordatevi sempre: il nostro giorno verrà!

Le avventure dei fascisti del terzo millennio

 

Saranno anche i fascisti del terzo millennio, ma a quanto pare rimangono stupidi come quelli del ventennio. Non si potrebbe commentare altrimenti la loro ennesima prodezza, cioè quella di organizzare una spedizione punitiva di dieci e passa persone da Roma addirittura per Viterbo (!). L’obiettivo, il temibilissimo giornalista futurista Filippo Rossi, reo a quanto pare di aver parlato male di casapound sul suo giornalino. E siccome i Nostri riescono a battere in stoltezza persino le prime camicie nere (impresa non da poco), l’aggressione veniva capeggiata dal loro aitante ciccione-capo Iannone, così, tanto per non farsi riconoscere. Continua a leggere »

Verticalità del potere e orizzontalità della società

 

Inaspettatamente, il 10 luglio è apparso un ottimo articolo di Giuseppe De Rita sul Corriere della Sera. Una vera sorpresa, sia perché ospitato nel luogo riservato agli editoriali “importanti” del quotidiano; sia perché a scriverlo è stato De Rita, sociologo ormai avvezzo alla sociologia dell’ovvietà e del superficiale (come tutti i sociologi mainstream, d’altronde). L’articolo analizza la logica alla base della cosiddetta spending review, e cioè quella di ridurre, e se possibile eliminare, ogni forma istituzionale intermedia fra società e potere costituito. Continua a leggere »

Assad, il male assoluto

Corsi e ricorsi storici. Sembrava che alla storiella del male assoluto, di volta in volta identificato con il nemico di turno degli Stati Uniti, non ci cascasse più nessuno. Ma è nelle cose della storia non insegnare nulla ai posteri. Men che meno, quando parliamo di politica. Ma se, dopo i vari Saddam Hussein, Bin Laden o i Gheddafi di turno la storia si era già presentata tragicamente, assistiamo da qualche anno alla sua riproposizione in chiave farsesca. Continua a leggere »

Senza parole

da Il Fatto Quotidiano online, senza parole…

Andrea Antonini, consigliere del XX Municipio di Roma e vicepresidente di CasaPound Italia, potrebbe essere processato a breve per aver favorito, secondo l’accusa, la latitanza di uno spacciatore internazionale, Mario Santafede, arrestato a Barcellona nel 2008 e tra i 100 ricercati più pericolosi d’Italia. Continua a leggere »

Emilio Quadrelli: L’esclusione ovunque. Una rivisitazione del paradigma foucaultiano.

I borghesi hanno ottime ragioni per attribuire al lavoro una soprannaturale forza creativa, poiché proprio dalla natura condizionata del lavoro risulta che l’uomo, possessore soltanto della propria forza – lavoro, deve essere, in tutte le condizioni sociali e culturali, schiavo di altri uomini che si sono resi proprietari delle materiali condizioni di lavoro. (K. Marx, Critica al programma di Gotha)

Intorno al carcere, alla sua storia e funzione, sono state scritte intere biblioteche. È  immaginabile che il lettore di questo sito ne abbia una conoscenza abbastanza ampia. Diamo quindi per scontato gran parte di ciò che ci sta alle spalle e proviamo a tracciare alcune linee di ricerca e intervento a partire dal presente. Continua a leggere »

Il Muro del Canto – L’ammazzasette

“St’allegria nun me viene da voi, me ce svejo da trent’anni e ormai s’è mischiata alla rabbia e all’amore mo che è tempo de rivoluzione”.

C’era una volta il neorealismo e la Roma dei rioni e delle vecchie borgate. La Roma di Mamma Roma e poi quella dal Canzoniere del Lazio. Continua a leggere »