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CAMPAGNE

Tanto fumo negli occhi

 

Sono ormai settimane che i quotidiani ci ammorbano l’esistenza con le vicissitudini della banda Batman-Polverini. Oltre ai fatti, evidentemente sintomo e causa stessa della degenerazione umana di un ceto politico ormai senza più attinenza col mondo reale, i commenti dei giornali e delle firme più importanti hanno del sorprendente. Dopo decenni in cui il concetto chiave della nuova politica era considerato l’abbandono della ideologie e dei partiti di massa in favore di una democrazia più matura e più “tecnica”, con l’obiettivo di sostituire i governi politici con delle amministrazioni in stile statunitense Continua a leggere »

Marchionne, Marx e le ripartenze…

La strada che porta all’inferno è lastricata di buone intenzioni, recita più o meno così il detto popolare. E di buone intenzioni nell’incontro tra FIAT e Governo ne sono state tirate fuori tante quante erano le slide di Marchionne; quello che invece ancora una volta è mancato, e non poteva essere altrimenti, sono stati gli impegni precisi. Confessiamo che da quando Marchionne ha rimesso nel cassetto il suo piano industriale “Fabbrica Italia” e i suoi fantomatici 20 miliardi di euro di investimenti, siamo quasi riusciti nuovamente a stupirci dello stupore, ovviamente ipocrita, dimostrato da ministri, sindacalisti e maître à penser. Continua a leggere »

Chi ti vuole addormentato l’ero non ti fa mancare…

 

Qualche giorno fa al Pigneto sono apparsi questi manifesti. Troviamo la provocazione a dir poco geniale. Ma si tratta davvero di una provocazione? Al di là delle ipotesi giornalistiche, che lasciano il tempo che trovano, il dubbio si è insinuato anche fra gli stessi compagni: un’intelligente provocazione o un manifesto che esprime un’esigenza concreta? Il fatto poi che questi manifesti siano apparsi in un quartiere ad elevatissima densità di spaccio ha reso la vicenda ancora più oscura. Continua a leggere »

Il cor(ro)sivo della Militant

Come qualcuno ricorderà due anni or sono, insieme ad altri compagne e compagni, andammo a contestare San Sonetti (patrono dei fascisti del III millennio) in occasione della festa de “Gli Altri” (leggi). Forse ricorderete pure che il nostro “democraticissimo” Piero insieme ad altri redattori del suo giornale ed anime belle dell’a-sinistra aveva da poco sottoscritto un appello promosso da Ca$apound in cui si richiedeva la libertà di marciare anche per i cameratti, fingendo di ignorare che così facendo contribuiva a sdoganare da “sinistra” chi delle aggressioni vigliacche ai danni dei compagni aveva fatto uno stile di vita. Continua a leggere »

Marchionne e la produttività

 

Circa due anni fa iniziava il braccio di ferro fra Marchionne e gli operai della Fiat. In realtà, sebbene la vicenda fosse drammatica anche di per sé, racchiudeva soprattutto il nocciolo delle relazioni industriali che si andavano modificando in questo paese. Come sappiamo gli operai – nonostante una lotta di classe durissima, nonostante il no al referendum (vinto solo grazie al terrorismo psicologico e alla partecipazione al voto dei colletti bianchi), nonostante una sovraesposizione della FIOM che mise in gioco in quella campagna tutta la sua forza organizzativa – persero quella partita. Marchionne e la Fiat l’ebbero vinta su tutto. Termini Imerese venne chiuso; venne riformata la contrattazione aziendale; la Fiom, cioè il sindacato più rappresentativo fra i lavoratori Fiat, venne espulso dalla fabbrica stessa. Continua a leggere »

Pakistan: storie di ordinario profitto.

Storie di ordinario profitto. Se mai dovessero fare un libro o un’inchiesta su quanto accaduto questi giorni in Pakistan potremmo suggerire questo titolo. A Lahore è andata a fuoco una fabbrica di suole per scarpe e 25 lavoratori hanno perso la vita, sono bruciati vivi. La stessa orrenda sorte è capitata alle operaie e agli operai di una fabbrica tessile a Karachi, dove un incendio durato diverse ore ha devastato lo stabile di proprietà della “Ali Enterprises”. Continua a leggere »

L’estate del rosso-bruno

 

Da qualche settimana il termine “rossobruno” vive una seconda giovinezza. Poche discussioni politiche possono svolgersi senza che venga tirato fuori il decisivo epiteto, utile come battuta o come scomunica a seconda dei casi. Il più delle volte, però, questo termine viene citato a sproposito, non contestualizzato o non completamente inteso. Ogni tanto diviene, semplicisticamente, sinonimo di fascista, dunque vengono identificati i rossobruni con “quelli di casapound” (o cose simili). Altre volte viene usato al posto di nazista, determinato non da una particolare presa di coscienza, quanto dall’assonanza alle famigerate “camicie brune” naziste, le SA. A volte, ci è anche capitato di udire discussioni in cui rossobruno veniva utilizzato, a cuor leggero, come offesa ai “compagni che sbagliavano”, quei compagni che magari assumevano posizioni vicine alla destra neofascista. Continua a leggere »