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27 June :
1980 Il DC9 I-TIGI Itavia IH870, in volo da Bologna a Palermo, partito con due ore di ritardo, esplode nei cieli a nord di Ustica, 81 le vittime, di cui 13 bambini

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Verso il 12 aprile. Appunti per una “rossa primavera”

L’assemblea nazionale che si era svolta lo scorso 9 febbraio all’Università “La Sapienza” di Roma aveva segnato alcuni appuntamenti sulle agende di movimento. Alcuni, come quelli dello scorso 14 e 15 marzo che mettevano a tema il rapporto tra movimento di classe e apparato repressivo di Stato, hanno sicuramente evidenziato che l’opposizione sociale e politica in questo paese è un esperimento che nasce dal basso, che si innesta nelle contraddizioni quotidiane nel rapporto capitale/lavoro e che, soprattutto in un momento che puzza di campagna elettorale, ha sancito la sua diversità e diametrale opposizione allo spettacolo delle marionette europee. Esperimenti che però, pur nella bontà dello sforzo congiunto, devono ancora ragionare collettivamente per fare un salto di qualità in termini ricompositivi e organizzativi; passaggi obbligati, aggiungiamo, per poter coniugare una dimensione soggettiva del movimento di classe (ovvero, la percezione di sé come opposizione al governo del capitale) con una dimensione di massa del suo messaggio – vale a dire la capacità di essere chiari, ascoltati, di far viaggiare le proprie parole d’ordine. Continua a leggere »

Dalla rivoluzione sociale a quella “social”?

Ieri il Corsera è tornato a parlare di Venezuela dedicandogli ben dieci pagine del suo inserto settimanale e un titolo che da solo basterebbe a dirimere i dubbi su quanto sta (secondo i media) avvenendo laggiù: una rivoluzione borghese. In un “reportage” di taglio ovviamente antichavista e intriso di termini denigranti come regime, squadracce, ecc ecc, Rocco Cotroneo è pero costretto ad ammettere a denti stretti che <il chavismo ha ancora un forte appoggio, i programmi sociali funzionano e la protesta non è ancora penetrata nelle grandi favelas delle città, nè nelle zone rurali, cioè nei bastioni rossi>. Continua a leggere »

Trova le differenze

Il 17 febbraio 2008 il Kosovo, regione appartenente allo Stato serbo, dichiarava unilateralmente la propria indipendenza. Immediatamente 108 Stati, tra cui quasi tutti gli Stati dell’Unione Europea (con le importanti eccezioni di Spagna e Grecia per ragioni di politica interna), gli Stati Uniti e compagnia varia, riconoscevano la nuova sovranità statuale come espressione dell’autodeterminazione delle popolazioni residenti, avallandone il diritto a liberarsi dal giogo dello Stato serbo rendendosi indipendenti politicamente.

L’altro ieri, 11 marzo 2014, la Crimea, regione appartenente allo Stato ucraino, dichiarava unilateralmente la propria indipendenza. Immediatamente, questa veniva rifiutata da tutti i protagonisti delle relazioni internazionali – Stati sovrani e organi politici sovranazionali – tranne dalla Russia che riconosceva il diritto alle popolazioni russe della penisola ad autodeterminarsi liberandosi dal giogo dello Stato ucraino. Continua a leggere »

Miserie di un’operazione fuori dalla realtà

La famigerata “lista Tzipras” non manca di suscitare notevoli momenti di buonumore. Ci sentiamo dunque in dovere di ringraziare i vari protagonisti della vicenda, quantomeno perché danno un senso all’acquisto quotidiano dei giornali. Come volevasi dimostrare, il tentativo artificiale di mettere insieme pezzi di intellighenzia europea orfana della socialdemocrazia avanza a vele spiegate verso il fallimento. L’Italia, da questo punto di vista, si conferma territorio d’elezione dei fallimenti politici a sinistra, come documentano le attuali polemiche che imperversano nella lista personale del leader greco. La diatriba che sta attanagliando la lista in questi giorni ha però raggiunto dei picchi di non sense che vanno sottolineati e commentati. Continua a leggere »

Alba rossa a Caracas?

Forse qualche appassionato di cinema trash si ricorderà di “Alba rossa”, una delle prime apparizioni sul grande schermo di Patrick Swayze. Il film uscì nelle sale nel 1984, nel pieno della campagna reaganiana contro l’impero del male sovietico, e raccontava la resistenza di un gruppo di ragazzi yankee all’invasione degli Stati Uniti da parte di soldati cubani e nicaraguensi. Avete letto bene, non ci siamo sbagliati, soldati cubani che invadono la Florida. Una trama talmente surreale e paranoica che avrebbe richiesto l’analisi di uno psichiatra piuttosto che quella di un critico cinematografico. Continua a leggere »

Aree di influenza ed espansionismo imperialista: il ritorno del Novecento

Sebbene l’intervento russo in Crimea non sia inscrivibile in una cornice politica di mobilitazione antifascista, e nonostante le contraddizioni esplose nell’area ucraina siano la concretizzazione drammatica di una lotta per l’egemonia in una regione vitale per lo sviluppo del capitale, quella dell’est europeo, ecco, nonostante tutto questo, l’intervento russo assume oggi i caratteri della resistenza politica ad un disegno imperialista europeo che punta al continuo allargamento della propria influenza a discapito dei suoi concorrenti internazionali. Continua a leggere »

DA SOCHI AL BRASILE: I media e il racconto degli eventi sportivi

Il 23 febbraio si sono chiuse le Olimpiadi invernali di Sochi. Hanno abbassato il sipario nel segno della continuità, non tanto per il numero delle discipline in continuo aumento per rispondere alle esigenze commerciali, quanto per le modalità con cui i Giochi sono stati affrontati, letti e raccontati.Le Olimpiadi sono state utilizzate e, più precisamente, strumentalizzate, per fini politici attraverso l’apparato mediatico.A conferma di quanto siano ipocriti quelli che dicono “lo sport non è politica…”, “qui la politica non c’entra…” e nel momento in cui lo dicono, fanno politica, anche in quest’ultimo evento sportivo non sono mancate narrazioni colme di tossine.Tutto questo non è nuovo. Continua a leggere »

Belle notizie

Fernando Gonzàlez Llort è finalmente tornato a Cuba (leggi). Dal 12 settembre del 1998 era prigioniero in un carcere statunitense. Per 16 anni ha resistito a torture e pressioni psicologiche e ha preferito rimanere da innocente in prigione piuttosto che tradire il proprio paese e il socialismo. Difficilmente come in questo caso è possibile usare la parola “eroe” senza paura di cadere nella retorica. Ne sono tornati due, ce ne mancano ancora tre, erano in cinque ma dietro di loro continuano ad avere milioni di cubani e antimperialisti. Volveran!

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti: “Fuga dalla storia?” di Domenico Losurdo, ovvero: divergenze tra il compagno Losurdo e noi

 

Sebbene uscito nel 1999, scopriamo oggi un testo di Domenico Losurdo nella nuova edizione datata 2012, rivista e ampliata dall’autore. Colpevolmente in ritardo, decidiamo comunque di recensirlo soprattutto per la stima che proviamo verso uno dei rari studiosi, appartenenti al sistema universitario ufficiale, non piegati alle retoriche dominanti e alle mode accademiche del momento. Con una coerenza che gli fa onore, Losurdo ha col tempo mantenuto dritta la barra dell’antimperialismo, con la sua produzione teorica e la sua attività politica. Nonostante questo, non nascondiamo lo stupore per certe tesi avanzate nel presente testo, e nel recensirlo non possiamo che catalogare tale libro fra gli “sconsigli” per gli acquisti. Continua a leggere »

GLS: una nuova vittoria per i lavoratori della logistica

Le lotte della logistica degli ultimi anni hanno dimostrato molto a chi lotta fuori e dentro i posti di lavoro, ma soprattutto a chi aveva ancora dubbi sul senso e l’importanza di riportare al centro del dibattito politico le questioni del lavoro.

Prima ci hanno mostrato le cose negative: la possibilità di perdere, di essere licenziati, di subire ripercussioni, di essere denunciati o picchiati da forze dell’ordine e guardaspalle dei caporali, di vedere i crumiri lavorare al proprio posto, di assistere ai sindacati confederali che si appropriano di vittorie ottenute da altri o che provano a distogliere i lavoratori dalla lotta per collaborare coi padroni, di rendersi conto che le condizioni accordate non sono rispettate, di vedere i compagni di scioperi e blocchi allontanarsi sfiduciati o comprati dai capi con qualche promessa di condizioni migliori. Continua a leggere »