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22 January :
1905 - La 'Domenica di sangue' di San Pietroburgo, dà il via alla rivoluzione del 1905

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Dalle piazze alle urne. Lotte di classe in Spagna

I risultati delle elezioni generali spagnole del 10 novembre 2019, la quarta convocazione elettorale per elezioni politiche negli ultimi quattro anni, a solo sette mesi dalla precedente votazione, celebrata ad aprile, confermano un panorama politico-elettorale bloccato, in cui rimangono irrisolti tutti i principali nodi della crisi multilivello che sta interessando il Paese iberico nell’ultimo decennio. Continua a leggere »

La sinistra dello zero percento

 

Le elezioni umbre costituiscono certamente un fatto locale: irrilevante il numero di elettori coinvolti (700mila, di cui votanti circa 400mila: poco più degli abitanti di Cinecittà) per trarne indicazioni generali. Si conferma Salvini, e da una settimana è tutto un dire che “lo sapevamo”, “era scontato”, “non poteva andare diversamente”. Ma in realtà ci sono due dati che trovano nell’Umbria un trend generale, perché inseriti in una direzione che li precede e li seguirà probabilmente in futuro: la sconsolata e comica ritirata del M5S e la curiosa caparbietà della sinistra elettorale di essere caricatura di se stessa. Continua a leggere »

Oltre l’illusione della green economy. Alcune riflessioni

“E’ più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”
(Fredric Jameson)

Prima (ovvia) premessa
Interrogato su quali leggi scientifiche avrebbero superato indenni il test del tempo senza essere rigettate o radicalmente riformulate dalle future generazioni di scienziati, Albert Einstein indicò la prima e la seconda legge della termodinamica. “E’ la sola teoria fisica di contenuto universale di cui sono convinto che nell’ambito di applicabilità dei suoi concetti di base non verrà mai superata.” Continua a leggere »

Gramsci oggi

Ci apprestiamo ad iniziare un ciclo di seminari sul pensiero di Gramsci, ad indagare sul suo contributo dato al movimento comunista nel lungo secolo breve.

Perché Gramsci oggi?

Di incontri seminariali in questi anni ne sono stati fatti tanti, esiste anche una vasta comunità di studiosi e militanti che dedicano molte energie allo studio di Gramsci, al suo contributo politico come dirigente del partito comunista d’Italia e come brillante pensatore dei Quaderni dal carcere. Continua a leggere »

Mrs. Brexit, I suppose

Salviamo il compagno Boris! Massima solidarietà, nonostante le evidenti differenze politiche, al bizzarro Johnson, che si trova impossibilitato a dar seguito al preciso mandato popolare: l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. È difficile rintracciare, volgendo gli occhi al passato, una simile ostinazione, da parte delle élites economiche e culturali, nel negare la soluzione scelta dalla cittadinanza. In effetti un altro esempio esiste, peraltro recente: quello catalano, dove pure una importante riconfigurazione della polity di una comunità, avvenuta attraverso metodi liberal-democratici (referendum, pure lì), viene rifiutata perché… sbagliata! Il popolo ha votato in modo contrario agli interessi dell’alta borghesia… cambiamo il popolo! Questa battuta girava tanto quando il target – Brecht adiuvante – era il Comitato centrale, viene taciuta adesso, quando troverebbe una concretizzazione clamorosa e ripetuta. Continua a leggere »

Lezioni venezuelane

«Vi abbiamo messo in guardia contro la retorica umanitaria degli stati capitalisti che si dichiarano pronti a venire in soccorso della Russia sovietica affamata». Così si avviava il primo numero della “Correspondance Internationale” nel lontano 1921, quando gli immediati tentativi messi in atto dalle potenze mondiali, fino a poco prima impegnate in una lotta per l’annientamento reciproco, si concentravano per sopprimere sul nascere il più grandioso tentativo rivoluzionario che la storia abbia conosciuto. Il Venezuela non è di certo la nascente Unione Sovietica – sebbene sia una delle poche esperienze rivoluzionarie che abbia tenuto alta la bandiera della sinistra di classe riuscendo a dare ancora un senso a questo lèmma – ma la fase imperialista, mutatis mutandis, è sempre la stessa. Continua a leggere »

Quante opposizioni può reggere un quadro politico?

 

Con l’avvio del governo giallo-merda il monopolio dell’opposizione è passato de facto all’ex compare di governo Salvini. Più in generale, il “sovranismo” si è imposto quale unica opposizione possibile, dopo essere stato per quattordici mesi il collante valoriale del contratto giallo-verde. En passant: qualsiasi valutazione vogliamo darne, il trasformismo è di fatto il tratto caratteristico del ceto politico del paese dall’Unità ad oggi. Ma torniamo a noi. Dentro lo schema binario che si è imposto, e cioè europeismo di governo contro sovranismo d’opposizione, a sparire di fatto saranno tutte le “voci terze”, di volta in volta stritolate tra sostegno all’euroliberismo “democratico” o intelligenza col nemico sciovinista. Come uscirne? Molto difficile. La premessa sarebbe riconoscere lo stato di minorità che la situazione impone, al di là delle nostre forze, già oggettivamente scarse. Subiamo una fase in cui il quadro politico appare blindato dentro due false alternative, che però – presentandosi in lotta tra loro – si radicalizzano nella comunicazione politico-mediatica e quindi anche nella percezione di gran parte della popolazione. Continua a leggere »

L’impossibile cambiamento


Quando nel giugno 2016 Il Movimento Grillino riuscì a conquistare il Campidoglio con Virginia Raggi, grazie al massiccio consenso registrato nelle periferie della città, si pensò, con molti se, che la debacle del Pd e di quel sistema di potere pervasivo che aveva governato per alcuni decenni, si fosse scomposto, disarticolato. Non certo il partito degli affari ma almeno il referente politico bipartisan che aveva diligentemente portato avanti le politiche liberiste nella città. Sappiamo tutti com’è andata e nessuno nel nostro campo, nonostante l’evidente soddisfazione per la rovinosa sconfitta del PD, considerava la nuova giunta dell’onestà e della trasparenza”, una giunta che sarebbe stata amica dei movimenti e risolutrice di alcune grandi questioni sociali che affliggevano in particolare la metropoli romana. Continua a leggere »

La “generazione Greta” e l’antropocene: alcune riflessioni

Come molti già sapranno il prossimo 23 settembre nel palazzo di vetro dell’ONU si celebrerà il Climate Action Summit. Il vertice, convocato dal segretario generale Antònio Guterres, chiude idealmente un anno che ha visto ritornare prepotentemente la questione del cambiamento climatico al centro del dibattito pubblico, e questo mentre le piazze delle capitali occidentali venivano riempite da folle di giovani e giovanissimi appartenenti a quella che è già stata ridefinita come la “generazione Greta”. Continua a leggere »

Le privatizzazioni in Italia. Il buio oltre la siepe

Quotidiano “la Repubblica”, inserto Affari&Finanza, 5 agosto 2019, un lunedì. L’approfondimento firmato da Luca Pagni spiega come tra le prima quaranta aziende quotate presso la Borsa di Milano (listino Ftse Mib, quello più rilevante) un buon 40%, a livello di valore della capitalizzazione, appartenga a società a controllo pubblico, cioè con il socio di maggioranza rappresentato dal Ministero del Tesoro o da qualche ente locale. Molte di queste, peraltro, sono attive in un settore oggettivamente strategico: quello dell’energia. Continua a leggere »