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ACCADEVA OGGI…

14 November :
1947 - A Cerignola (Foggia), nel corso di una manifestazione contadina, la polizia apre il fuoco uccidendo Domenico Angelini e Onofrio Perrone. Per reazione, i dimostranti danneggiano il palazzo di un agrario e le sedi di alcuni partiti. Anche 2 agenti di Ps rimangono uccisi negli scontri. 114 lavoratori vengono incriminati

STATS

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti.

 

Mercoledì 3 ottobre verrà presentato presso la Libreria Odradek (Roma, Via dei Banchi Vecchi 57, h.18) l’ultimo libro di Geraldina Colotti, Dopo Chávez. Come nascono le bandiere, di cui proponiamo qui sotto un breve commento.

Latrano, ancora, gli sciacalli del Venezuela. Latrano a Caracas, nei quartieri residenziali, nelle stanterie delle lobby filoamericane, nelle ambasciate che producono intrighi e golpe, nelle redazioni dei numerosissimi network televisivi privati – tutti legati alle oligarchie e “resilienti” alla Rivoluzione – nelle armi e nelle maschere antigas dei giovani (appartenenti alle classi privilegiati, pagati da queste ultime oppure semplicemente confusi) che ancora cercano di replicare una Piazza Maidan a queste latitudini Continua a leggere »

La doppia morale sull’immigrazione

 

Qualche giorno fa un’incauta pubblicità di Busitalia (il trasporto su gomma di Trenitalia) invitava a «portare al nord il meglio del sud». Pessima frase, che esplicitava un’idea della società ancora peggiore. L’iniziativa pubblicitaria è stata giustamente criticata un po’ da tutti, soprattutto a sinistra. “Idealizzare” lo svuotamento selettivo delle risorse umane del meridione, scherzare apertamente sulla traumatica necessità dei disoccupati del sud di trovare altrove (al nord) la propria realizzazione lavorativa, non poteva non generare un moto d’indignazione, per quanto affidato unicamente alla voce social delle nostre coscienze. La pubblicità in questione non faceva altro che certificare un pensiero diffuso della borghesia italiana (ed europea), secondo il quale le disparità sociali tra territori e popolazioni non vanno ridotte ma addirittura incentivate, rivendicate come esempio di competitività. Ed è effettivamente così: la ricchezza del “nord” (del centro) si fonda sulla depredazione delle risorse del “sud” (della periferia). Depredazione che è prima di tutto un saccheggio di risorse umane. La vera ricchezza naturale, il vero petrolio inesauribile della società, è sempre e soltanto l’uomo. Eppure tale ragionamento viene meno se i territori e le popolazioni da saccheggiare non sono più quelle del sud Italia, ma quelle del sud del mondo. Continua a leggere »

Al fianco dei compagni funzionari

 

Fin dove può spingersi l’ipocrisia del giornalismo liberale italiano? Di seguito un velocissimo resoconto di quanto pensava la cricca giornalistica italiana, di destra e di “sinistra”, sulla burocrazia ministeriale. Prima, ovviamente, che Rocco Casalino aprisse bocca e se la prendesse coi funzionari dei ministeri. Al fianco dei funzionari ministeriali, per il comunismo! Continua a leggere »

Consigli (o sconsigli) per gli acquisti.

Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale la “questione demografica”, e in particolare la relazione tra lo sviluppo economico, la disponibilità delle risorse ambientali ed energetiche e la rapida crescita della popolazione mondiale, rappresentò uno dei nodi più controversi del dibattito internazionale. Il tema suscitava preoccupazioni condivise tanto nel mondo accademico quanto in quello politico e, parallelamente, alimentava i sospetti sulle ingerenze imperialistiche da parte dei paesi ricchi nei confronti di quei paesi poveri a cui veniva chiesto di controllare i propri tassi di natalità. Continua a leggere »

Il dibattito (guasto) tra Fassina e gli anti-Fassina

 

Sembrerebbe tutto un proliferare di patrioti, a giudicare dall’ennesima iniziativa promossa questa volta da Fassina e D’Attorre. In realtà, tutto si muove nel placido solco della virtualità, dove rossi, bruni e rossobruni se le danno di santa ragione a patto di non incontrarsi mai nella realtà. Fassina è però riuscito ad aizzare uno scombinato dibattito che merita d’essere commentato. Patria e Costituzione, dunque. Su cui si sono scatenati i cacciatori di rossobruni. Che partono da un dato incontrovertibile: Fassina è un essere squalificato. Basterebbe questo a chiudere il discorso (e noi la pensiamo proprio così: in politica non conta cosa dice chi, ma chi dice cosa). Eppure – come sempre – il dibattito sulla “questione nazionale” (perché, al fondo, di questo parliamo quando parliamo di “rossobrunismo”, “populismo”, “sovranismo” e “internazionalismo”) parte immediatamente per la tangente e il problema non è più Fassina, ma i temi politici che Fassina solleva malamente. Fassina è un pretesto, il problema è altrove. Vediamo cosa dice Fassina nel pezzo pubblicato sul manifesto del 6 settembre: Continua a leggere »

Sinistra senza politica contro un populismo senza popolo

 

L’azione giudiziaria contro Salvini smaschera due motivi di fondo di questa stagione politica. Il primo riguarda le forze dell’establishment, e in primo luogo la “sinistra”. Il secondo invece svela alcuni caratteri del “populismo” che con fatica riescono a cogliersi dietro i fumogeni giornalistici inadeguati alla comprensione della realtà. Riguardo al primo punto: secondo un copione ormai strutturato, la “sinistra” si presenta come braccio politico-ideologico dell’azione della Magistratura. Non è qui in discussione il merito della scelte di quest’ultima. Può essere corretto o meno il tentativo di inchiodare Salvini alle proprie responsabilità, anche penali, sul caso della nave Diciotti. Il problema è politico, come si sarebbe detto un tempo, e riguarda la proiezione – e la percezione – della sinistra nella società. Che è più o meno questa: una parte politica sconfitta alle urne ed espulsa dai luoghi fisici dove risiedono le principali contraddizioni sociali del paese, cerca attraverso la via giudiziaria di sbarazzarsi del nemico politico sostenendo e favorendo l’azione giudiziaria contro di questo. Ricorda qualcosa? Ovviamente: siamo ancora fermi al 1994. Continua a leggere »

Oggi come ieri a San Basilio

La manifestazione di domani per ricordare Fabrizio Ceruso, il suo assassinio a distanza di 44 anni, potrebbe ricadere nella ritualità degli anniversari, nelle date che necessariamente si ricordano per storia, per onorare la memoria di una grande stagione di lotte ormai lontana nel tempo, ma così non è.

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Il governo d’opposizione

I sondaggi vanno sempre presi con le molle, soprattutto quando le elezioni sono ancora lontane, eppure i rilevamenti della Swg pubblicati ieri, e che danno il blocco populista stabile al 60%, sembrano essere più che plausibili anche per gli osservatori poco attenti alle cose della politica. Continua a leggere »

Tristi topici

 

Buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza…

Quegli applausi mai sentiti

 

Gli applausi, bisognerebbe dire anzi la vera e propria ovazione, che il popolo di Genova presente ai funerali di ieri ha tributato al governo, a Salvini e Di Maio, sono un evento senza precedenti. Mai di fronte a una tragedia pubblica il governo ne è uscito così sostenuto, da un popolo vero, in carne e ossa, con tutte le sue tragiche contraddizioni. Siamo di fronte ad un cambiamento epocale – lo abbiamo già detto? – che ogni giorno viene confermato da un fatto nuovo e clamoroso. Provate a chiedere alle migliaia di vittime delle multiformi catastrofi del nostro paese – di ogni paese. Bombe fasciste e terremoti, alluvioni e terrorismo, stragismo mafioso o calamità naturali: mai il sentimento di rivalsa di un paese si è rispecchiato così fortemente nella sua classe politica di governo. Continua a leggere »