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24 September :
1979 - Prospero Gallinari viene gravemente ferito e catturato a Roma dopo una sparatoria con la polizia. Gallinari è uno dei componenti del nucleo brigatista che sequestrò Aldo Moro

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Dalle fake news alle fuck news

 

Che il romanzo giornalistico sulle fake news fosse un’arma ideologica nelle mani dell’ordoliberismo è cosa persino ovvia. Basti pensare a come è stato raccontato l’attentato subito dal presidente Maduro («attentato farlocco», «fatto in casa», «prefabbricato»…) e metterlo a confronto con il “tweet storm” subito dal presidente Mattarella: «attentato alla libertà del capo dello Stato», «attacco all’Italia», «atto terroristico», «cyberterrorismo» e via delirando. Chi è il produttore di fake news in questo caso? L’oscura spectre russa al soldo di Putin? Qualche invasato nerd dell’alt right americana? O, più prosaicamente, il normale flusso informativo liberale fabbricato dai principali quotidiani, dai telegiornali, dalla cultura politico-giornalistica mainstream? Continua a leggere »

Dignità perduta

 

Sul cosiddetto Decreto dignità in questi due mesi s’è letto di tutto. Il giudizio unanime è invariabilmente negativo, e non potrebbe essere altrimenti. Per il mondo aziendale costituisce il primo atto governativo contrario alla progressiva flessibilizzazione del mercato del lavoro; per le sinistre il tentativo legislativo si è fermato all’annuncio di alcuni desideri tradotti malamente in legge, un coacervo di norme incoerenti, timorose e dunque inefficaci. Nel migliore dei casi, un palliativo propagandistico. Eppure il dibattito, di destra e di sinistra, si è accodato a una versione della realtà decisamente equivoca: quella secondo la quale tale decreto produrrebbe, di per sé, dei licenziamenti. Sia che lo si valuti “troppo” protettivo, sia che lo si valuti “troppo poco” utile alla difesa delle ragioni dei lavoratori, il sillogismo secondo il quale il decreto costringerebbe inevitabilmente le imprese a licenziare è ingannevole. Un sillogismo veicolato dal partito di Repubblica, che però ha avuto la forza di imporsi come realtà dei fatti. Continua a leggere »

Primi caldi a via Solferino

 

Dice Wikipedia: “Il bias cognitivo, in psicologia indica un giudizio (o un pregiudizio) non necessariamente corrispondente all’evidenza, sviluppato sulla base dell’interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio”.

Grecia 2018, Di austerità (e di Ue) si muore.

Mentre ancora non si ferma la conta tristissima delle vittime, tra cui figurano tantissimi bambini, inizia ad emergere la responsabilità umana di una strage, come sempre, evitabile. E non ci riferiamo soltanto alla natura presuntamente dolosa degli incendi che hanno devastato la Grecia, ma a responsabilità politiche ben precise che partono da Atene per arrivare fino a Bruxelles e nelle principali capitali europee. Continua a leggere »

Dai Nar ai Nas… la parabola dei fascisti gluten free

E niente, non si fa in tempo a finire di prenderli per il culo per una cosa, che i camerati svastici ne combinano subito un’altra delle loro: ieri, come in un film dei fratelli Vanzina, è stata la volta della truffa ai danni delle Asl. Il leader romano di FN è stato infatti arrestato per aver indebitamente riscosso 1 milione e 300mila euro di rimborsi destinati all’acquisto di alimenti per celiaci (leggi) attraverso la falsificazione e la manipolazione “approssimativa” (sic) dei ticket che lo stato eroga ai malati di celiachia.  Continua a leggere »

L’enigma antipopulista

 

Prima o poi, inevitabilmente, la luna di miele populista finirà. Dubitiamo che questa fine avverrà per incapacità politica delle forze al momento al governo: nonostante lo smascellarsi invidioso delle truppe antipopuliste, M5S e Lega sanno fare politica (quantomeno meglio dei loro competitors). Forse tra qualche tempo entreremo in una fase di crescita economica talmente impetuosa da dileguare le ragioni sociali del populismo, quel rancore diffuso che trova nel governo giallo-verde lo strumento per vendicarsi di Pd e affini. Forse, al contrario, una fase di deciso rallentamento del Pil, dei salari, delle aspettative, potrebbe prosciugare l’acqua persino ai movimenti di protesta. O forse, ancora, nascerà nell’establishment un qualche uomo nuovo, à la Macron, in grado di recuperare il consenso perduto dei ceti dominanti. Per una ragione o per l’altra, insomma, il populismo entrerà in contraddizione insanabile. Al momento, però, viviamo in uno scenario completamente opposto. Continua a leggere »

Ego te absolvo, in nomine Ceo

 

Se potessimo racchiudere in una sola notizia, in un solo evento, lo spirito dei tempi che corriamo, questa sarebbe la vicenda Marchionne. Non si tratta, in questo momento, di prendere parte ai commenti estasiati tanto per il suo lavoro (figuriamoci) quanto per la sua prossima morte (per quanto…). Va da sé che a noi della vita di uno come Marchionne ci interessa il giusto, senza per questo sconfinare nella facile battuta che risulta, per l’appunto, fin troppo facile. Quello che non torna, persino rimanendo completamente dentro la cultura media dell’attuale crisi liberista, è l’esaltazione politica, economica, giornalistica, culturale, del manager. La beatificazione del Ceo, questa davvero ci mancava. Un tempo, neanche troppo lontano, avremmo assistito ad un più ossequioso e compiaciuto silenzio. Marchionne non è il padrone della Fiat, oggi Fca. Non assistiamo dunque all’agiografia del capitano coraggioso, dello spirito animale, dell’imprenditore visionario. Non subiamo le magnifiche sorti e progressive di un Agnelli, di uno Steve Jobs, o di qualche altro capitalista in grado di riattivare il ciclo di valorizzazione del proprio capitale al prezzo di licenziamenti, decurtazione salariale, delocalizzazioni e innovazione tecnologica. Siamo qui all’onanismo manageriale, alle laudi del tecnicismo finanziario, incarnazione dello spirito bocconiano della business school e del risk management. Continua a leggere »

Numeri per un programma d’opposizione

Mentre Di Maio e Boeri litigavano sugli 8mila posti di lavoro (precari) che il “Decreto Dignità” farebbere perdere ogni anno, lunedì scorso il Corriere Economia pubblicava i risultati “sorprendenti” di una ricerca realizzata da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea. Secondo l’Istituto, che fa direttamente riferimento alla Commissione europea, non propriamente il politburo del Pcus, in Italia mancherebbero oltre 2 milioni di posti di lavoro nel settore pubblico. Continua a leggere »

Ronaldo, lo sciopero e il “Cialtrone della Sera”

Ieri mattina le pagine sportive del Corriere della Sera ospitavano un lungo e compiaciuto articolo di Dario Di Vico sull’ “insuccesso” dello sciopero indetto negli stabilimenti FCA di Melfi e di Pomigliano “contro Ronaldo”. Il giornalista, che passa per essere un esperto di relazioni industriali e questioni sindacali, infieriva in punta di penna sul fallimento del “populismo sindacale” dell’USB e del Si Cobas, sottolinenado invece il ruolo svolto da Fim, Uilm, Fismic e Ugl che, responabilmente e “a petto in fuori” (sic), avevano combattuto “il dilagare della più bieca demagogia”. Continua a leggere »

Le notti brave dei “cameratti svastici”

Nel panorama sempre più misero dell’estrema destra romana, saccheggiato ideologicamente ed elettoralmente dal populismo di destra, quel poco che resta in piedi è ormai da anni saldamente egemonizzato dai nazihipster di casapound. Nello sforzo sempre fallito di entrare nelle istituzioni i cameratti del terzo millennio dialogano amabilmente coi giornalisti mainstream, arruolano ex tronisti in disarmo, ogni tanto conquistano qualche copertina e sfoggiano giacche e cravatte negli studi televisivi, sforzandosi così di mostrare ai media la faccia glamour e perbene del fascismo. Quasi per reazione, nel patetico tentativo di garantirsi almeno un po’ di visibilità, ai cugini sfigati di Fogna Nuova non è rimasta quindi altra scelta che provare a ritagliarsi un’immagine più stradaiola, con scarsissimi risultati però (anche perché “per strada” ci devi essere nato e cresciuto). Continua a leggere »