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Molte cose non si possono dire

 

Certa gente non ama ricordare
Molta gente non vuole capire
Certe cose non si devono pensare
Molte cose non si possono dire

Quello che vi presentiamo è un breve video documentario che abbiamo realizzato come contributo per la campagna “La tortura è di Stato: rompiamo il silenzio!“. Una delle ragioni per cui è nato questo comitato, come recita il nome stesso, sta nella sua volontà di rompere il silenzio. E di farlo attivamente. Quel muro di silenzio complice e di omertà che ha, nei fatti, coperto e protetto l’applicazione di queste pratiche nei confronti di molti militanti delle organizzazioni rivoluzionarie. E di buttare giù con esso tutti i tabù, le paure e gli spettri che, a distanza di decenni, ancora sopravvivono. La rottura del muro di silenzio come primo passo, condizione preliminare per la crescita di un’ampia mobilitazione di massa in grado di porre una barriera forte e decisa contro la repressione. Un’altra delle ragioni sta nella volontà di evidenziare come la pratica della tortura nel nostro paese non fosse il frutto dell’iniziativa individuale o delle fantasie sadiche dei singoli poliziotti, ma la messa in atto di un preciso progetto repressivo che ha le sue radici nella progressiva evoluzione in senso sempre più autoritario degli apparati dello Stato. Il progetto repressivo di uno Stato, per nulla democratico, che ha sfoderato un intero arsenale per mantenere intatti tutti i privilegi della classe dominante: l’utilizzo del terrore e delle stragi, la tortura come mezzo investigativo, il carcere come strumento di applicazione di pene corporali (e non solo). E che, al momento giusto, sarà sempre pronto a ripetere perché connaturato alla sua natura di classe.  La campagna è appena cominciata: mobilitiamoci!.

Per info e adesioni:

rompiamoilsilenzio@autistici.org
rompiamoilsilenzio.wix.com/home
www.facebook.com/latorturaedistato

 

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