APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

21 September :
2004 - Il Partito Comunista (Marxista-Leninista) Indiano ed il Centro Comunista Maoista dell'India si uniscono, formando il Partito Comunista Indiano

STATS

Verso Teramo… dicono i muri…

Oggi girando per alcuni quartieri della capitale ci è capitato di “imbatterci” in alcuni striscioni che non possiamo che condividere… Marco, Massimiliano, Mirko, Davide, Mauro e Cristian liberi!

11158 letture totali 4 letture oggi

75 comments to Verso Teramo… dicono i muri…

  • luca

    Scusate ma da teramo non avevano chiesto di candidare uno degli arrestati con Ingroia?

  • valerio

    Accidenti, ma il compagno Ingroia che dirà quando leggerà questi striscioni sovversivi???

  • Roberto

    Mi sembra eccessivo il livore verso Ingroia, quasi fosse il responsabile degli arresti in questione o dello sfacelo che viviamo. Ironia della sorte poi (nei vostri confronti, s’intende), uno dei compagni agli arresti ha condotto in questi giorni una battaglia pubblica fianco a fianco con Rifondazione Comunista per l’abolizione del reato di devastazione e saccheggio ed interrotto lo sciopero della fame dopo che da parte dei futuri eletti di Rivoluzione Civile c’è stato l’impegno a presentare nel prossimo parlamento un provvedimento di abrogazione. Stavolta state toppando, saltare un giro non si può proprio. Pur cogliendo tutti i limiti dell’operazione Ingroia, credo tuttavia che restino di gran lunga inferiori ai limiti che questo paese, classi lavoratrici e sindacati in testa, hanno sin qui mostrato.

  • valerio

    Assolutamente nessun livore verso Ingroia. E’ solo che funziona come per gli sbirri: l’unico magistrato buono è il magistrato morto. Per due voti in più il vostro mito Ingroia venderebbe tutti alla questura.

  • valerio

    Tra un po’ verranno pure a raccontarci che non tutti i poliziotti sono uguali e che la DIGOS tutto sommato ci protegge. Quanto me fate schifo…

  • Roberto

    Non stravedo certo per i magistrati nè si può definire Ingroia il mio mito. Detto questo, in primo luogo Ingroia è della procura antimafia di Palermo, un incarico abbastanza sui generis e nel complesso dignitoso, direi.
    Ma soprattutto, come mai la stessa intransigenza non la dimostriamo/dimostrate verso un generale dell’esercito (Chavez), un colonnello dal passato(?) fascista (Humala), un vescovo (!!!) (Lugo) o un peronista dal passato piuttosto fumoso(Kirchner)?
    Perchè giustamente dite che bisogna considerare attentamente il contesto ed io vi do senz’altro ragione.
    E allora in Italia perchè non vale più questa regola? Vogliamo forse astrarci dal contesto che viviamo?
    E’ alla luce di questo tragico contesto che io voterò Ingroia, non certo per idolatria. Dunque per una volta dissento diametralmente da voi. Ma per favore, risparmiatevi la retorica dell’amico dei giudici e della digos…se solo mi conosceste!

  • valerio

    Politicanti e ciarlatani vari andate a elemosinare voti da un altra parte oppure smettete di romperci il cazzo con l’ennesimo pupazzo aripulito e trovatevi un lavoro serio.
    PS avrei voluto scrivere una risposta articolata e ragionata circa l’inutilità del voto e l’impossibilità strutturale dello stato ad essere riformato. Poi mi sono detto che, se dopo 15 anni di sfaceli parlamentari e promesse mancate, gli zombie di Pdci e Rifondazione hanno ancora il coraggio di chiedere voti, l’unica soluzione é l’insulto continuo.

  • Lorenzo

    Per Roberto che “Mi sembra eccessivo il livore verso Ingroia”

    A prescindere dal discorso sui magistrati, sulla giustizia borghese e sul legalitarismo, ricordo solo che l’Idv è uno dei soggetti che costituiscono Rivoluzione Civile e Di Pietro è il coglionazzo che fra i legalitari l’ha fatta storicamente più grossa votando NO alla Commissione d’inchiesta sul G8…robetta! Peraltro Di Pietro ed Agnoletto stan litigando, con diversi malumori nella base, per chi si debba candidare e dove: sempre gli stessi poltronari.
    Repubblica parla infatti di “‘paracadutati’ a sinistra” e l’Espresso riporta il malcontento diffuso fra chi ci aveva creduto (dal gruppo fondativo ‘Cambiare si può’, alle Agende Rosse di Borsellino ed al Popolo Viola: tutti volatilizzatisi), a causa di “liste piene di riciclati in posti sicuri (Diliberto in testa)” che rendono il partito “una discarica di poltronari, trombati, riciclati. I nomi dei capilista sono tutti riferibili ad esponenti di partito, amici dello stesso Ingroia e di Luigi de Magistris. Si è trattato di una operazione vergognosa: i movimenti civili sono stati utilizzati per dare sostegno e visibilità a questa operazione, per poi essere tenuti fuori dalle liste” (Massimo Malerba, uno dei fondatori de il Popolo Viola).
    Detto questo, che poi – come è avvenuto in certi casi (ci son candidati appartenenti al movimento No Tav) – questi signori ci prendano dentro alle liste, o che invece ci usino e infine ci rifiutino per far posto ai soliti pseudocomunisti da salotto, in entrambi i casi son scontento e rassegnato e sempre più convinto che le lotte da portare avanti stiano altrove…

    Ne approfitto per esprimere comunque solidarietà al compagno agli arresti di Rifondazione Comunista, del quale ho seguito la vicenda, ma pur con tutto il rispetto per chi subisce ingiustamente la repressione statuale ritengo sia un compagno che a suo modo…sbaglia. Anche perchè se oggi, a 12 anni dal G8, stiamo ancora fermi alla “devastazione e saccheggio”, forse è proprio colpa di partitucoli ridicoli e movimenti imbelli che han permesso il degrado legalitario a sfondo antiberlusconiano che finisce per colpire anche noi.

  • Roberto

    Ringrazio per le risposte e continuerò a leggere il blog, non curandomi degli insulti gratuiti (e provenienti da dietro una tastiera).

    Alcune precisazioni, sebbene non dovute, alle critiche ricevute (che, per inciso, mi rimbalzano):
    - non sono un politicante
    - non ho tessere di partito in tasca (in passato ho avuto quella di Rifondazione)
    - un lavoro onesto e che mi piace ce l’ho, ma m’ha toccato emigrare in Argentina per farlo, dove risiedo, perchè qua avrei dovuto “prostituirmi”
    - visto che là siamo tutti in vacanza estiva, sono tornato un mesetto dai miei e visto che ci sono, esprimevo qualche considerazione sulla campagna elettorale.

    Ma evidentemente ci sono in giro intelligenze troppo superiori alla mia…dunque tolgo il disturbo e vi lascio ai vostri soliloqui

  • HUGO

    Mi spiace compagni ma io sto con Roberto.
    Gli insulti ad un bravo compagno che non ha detto nulla di male non mi piacciono, ci manca solo che lo andate ad aspettare sotto casa.
    Io preferisco conservare i miei insulti per i fascisti e i loro amici.
    Parentesi, sottoscrivo anche ciò che ha detto su Ingroia e Rivoluzione civile. Mi sembra che anche a Roma non hanno fatto mucchio insieme a Zingaretti, ma faranno una lista per dare un calcio in culo alla Polverini e a Storace mettendo dentro qualcosa di accettabile.

  • Brigante

    Ma per cortesia! Lasciando perdere gli insulti che su un blog sono quanto di più stupido possa esistere (dietro ad una tastiera mi sembra troppo facile!) come si fa ancora a credere a personaggi come Ingroia e ad operazioni raccatta-voti che utilizzano ancora la logica del meno peggio? Se non per principio, questa logica andrebbe rifiutata per esperienza! E’ la stessa logica che abbiamo seguito (me compreso fino a qualche anno fa) per diverse tornate elettorali e il risultato è che l’unico problema che si pongono i vari micropartiti è, come dice Hugo, di mettere qualcosa di “accettabile” in mezzo al solito marciume e alla solita immondizia. A furia di fare appelli al meno peggio, si è lentamente scivolati verso il peggio ancora più peggio perchè tanto, l’unica priorità, è essere un po’ meglio degli altri.

  • libero osservatore

    prima si dovrebbe conoscere e poi parlare.
    qualcuno acenna al popolo viola, bè, se è stato allontanato o si è allontanato da solo un motivo ci sarà, cosa ha fatto il popolo viola? vorrei nomi e fatti.
    poi qualcun altro giudica e critica liste di “perdenti”, come se a parlare fossero i vincenti o peggio, come se “perdere” sia da sfigati e basta.
    che brutta mentalità, altro che unità di classe, qui ci si divide pure su i curriculum e tra un pò pure sull aspetto fisico magari, sei bello si , sei brutto no.
    è questo che il capitalismo sta immettendo, creare standard si solo vincenti, di migliori, di punteggi e statistiche.
    io continuo a ribadire che non voto ingroia, ho solo alzato lo zoom su questo partito per capire i passaggi, monitorarlo e magari consigliare bene.
    visto che alla fine, solo di consigli si può parlare e ci si può mettere in concorrenza democraticamente.

    stessa cosa su agnoletto, di pietristi e italia dei valori, se tutti partecipassero, invece di criticare solo da fuori, si sposterebbe l ago della bilancia all interno, ma non per vantaggi o raccomandazioni personali, ma per far vincere le proprie “idee”.

    altrimenti si può anche continuare a fare astensionismo, ma poi non ci si deve lamentare di tasse e mal governo, perchè nel momento in cui tu ti estranei e basta comunque subisci a cascata le leggi che siano fasciste o totalitarie o antidemocratiche.

    “LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE”

  • valerio

    Rispondo impegnandomi a non farlo più
    1)Coi compagni ancora al gabbio chiedere voti per un magistrato é una provocazione politica bella e buona.
    L’insulto è la reazione più spontanea che mi esce.
    2)Non sono di Militant, per cui ovviamente ogni singola parola scritta (insulti compresi) é da ascriversi esclusivamente alla mia persona e non al collettivo che ci fa il piacere di ospitarci.
    3)Per l’argomento “insulti da tastiera”, attraverso il caro e vecchio metodo del passaparola a Roma ci si conosce tutti. Se si fanno due domande in giro ci si incontra senza problemi. Ero tentato di pubblicare la mail personale ma considerato che siamo su un sito iper-monitorato ho preferito desistere.
    Saluti

  • Ile

    Nell’ordine (oppure no), Ingroia ha:
    - detto che i poliziotti condannati per Genova sono “funzionari validi, che si sono formaticol prefetto De Gennaro, che si sono occupati di indagini di mafia, criminalità organizzata, con i quali ho lavorato io stesso, e quindi che ci possa essere solidarietà umana nei confronti di persone che si è apprezzato è normale, dopodichè, d’altra parte, come ha detto già il prefetto Manganelli, rispetto nei confronti della sentenza, consequenzialità, e un occhio per le vittime dei reati, come sempre.”

    - difeso il 41bis, porcodio, affermando che alla fine le carceri non sono più così dure: “Il 41 bis è diventata una norma simbolo e quindi non credo che qualcuno possa apertamente prenderlo di petto, se non a rischio di essere investito da enormi polemiche. Di contro, c’è da dire che purtroppo il 41 bis oggi è rimasto solo una norma simbolo. Chiusi i penitenziari di Pianosa e dell’Asinara, svuotato di contenuto e indebolito, anche a seguito di principi di umanità nel trattamento carcerario, oggi il 41 bis è l’ombra di quello che veniva applicato dopo le stragi.”

    - ha candidato un poliziotto del sindacato di polizia Silp, che afferma che “rve una rappresentanza politica del mondo della sicurezza e della legalità”. Sicurezza e legalità loro???

    - ha candidato un ex fascista come capolista al Senato per la Sicilia: Luigi Li Gotti. Uno che dopo una carriera del Msi e in An, è uscito nel 1998 per etrare nel 2002 nell’Italia dei Valori. Come avvocato, ha difeso l’ex capo dello Sco Francesco Gratteri nel processo per le violenze alla scuola Diaz.
    Uno che mi farebbe schifo averci pure come vicino sull’autobus.

    Io faccio già fatica a comprendere come si possa votare in queste condizioni, e come si possa votare un magistrato, ma per me votare sta merda vuol dire non essere neanche più un compagno.

  • Brigante

    Concordo con Ile. Come dicevo la logica del meno peggio ha portato solo verso il peggio. Vent’anni fa probabilmente non avrebbero avuto la faccia tosta di candidare e appoggiare uno come Ingroia (non solo per quanto ha elencato Ile ma per 1000 altri motivi) ora invece si cerca di raccattare voti come meglio si può, accontentandosi di drenare qualche voto grillino piuttosto che rompere definitivamente con questa merda e tornare a fare una politica di classe. Sottoscrivo: votare sta merda vuol dire, nella più buonista delle ipotesi, non avere bene in mente cosa significa essere dei compagni.

  • rebeldia

    Resta un mistero, per me, capire l’esigenza che hanno certi lettori, nel voler scrivere su di un sito militante come questo, vaccate del tipo votiamo Ingroia per non consegnare il paese alla destra, oppure voto turandomi il naso, magari un fascista come Grillo, oppure un opportunista come Vendola perchè il voto è un diritto ottenuto con le lotte. Ecco appunto un gesto nobile non un voto alla meno peggio.
    Esistono altri altri siti dove fare proselitismo, in questi giorni di follia si è assistito a pratiche stile testimoni di Geova, con messagi subliminali, del tipo che la lotta alla mafia è la priorità di questo paese, non magari restistere alla macelleria sociale imposta dal FMI. Metto solo per curiosità la dichiarazione di Ferrero, in pratica l’orazione funebre del partito PRC, dove con candore si dice che alla faccia del dibattito con la base, il partito ,o meglio i vertici hanno deciso di imbucarsi nella rivoluzione civile, la lista di sbirri, giudici e trombati, con l’aggiunta ipocrita della sorella di Stefano Cucchi, morto a causa delle leggi e dei rappresentanti di questo Stato, gli stessi che i promotori della lista difendono o peggio candidano.Solidarietà per tutti i compagni arrestati. http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2013/1/17/30277-ferrero-prc-cari-compagni-e-compagne-e-nata-la-rivoluzione/

  • libero osservatore

    non capisco questa isteria nel rispondere e dover per forza alludere a testimoni di geova o semplici lettori.
    manca più di un mese alle votazioni, se esisteva una piccola percentuale di “compagni” che stavano per votare ingroia, perchè all inizio era partito bene, ora, è chiaro a tutti cosa sta succedendo, chi ha fatto fuori e chi invece ha ammesso.
    per fortuna, manca appunto 1 MESE, per avvisare i più lenti di comprendonio e i più distratti a non votare quel partito che neanche più nomino, ed anzi iniziare una boicottamento per tradimento e opportunismo vero e proprio(sempre già scritto in anticipo qui).
    ora voi direte, noi lo avevamo detto da subito, ancora che credete agli asini che volano, che devo dirvi, avevate ragione con gli hare krisna arancioni, ma non è certo una cosa di cui vantarsi, perchè non c’è comunque un’ alternativa
    il tempo è sempre galantuomo!

  • Ile

    Aggiungo l’ultima notizia che oggi sulla lista di Ingroia: http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/gallinari_ex_br_funerali/notizie/245652.shtml

    Si può esse compagni e dare il voto, attraverso Rivoluzione civile, ad un partito di infami?

  • libero osservatore

    si però non si può passare da uno estremo all altro, ma non esistono più le mezze misure?
    ora dare per scontato che tutti i compagni siano pro-brigate rosse è un pò esagerato.
    a proposito degli “infami” che stavano dentro rivoluzione civile, sono usciti tutti ora, all ultimo ed erano ben nascosti.
    positivo che siano stati smascherati ora a più di 30gg dalle votazioni.
    c’è tutto il tempo per riprendersi.

  • Ile

    Non è un discorso di essere pro-Br: non si tratta di una tifoseria di calcio, mi sembra talmente evidente da essere ovvio.
    Si tratta di riconoscere – anche nella lontanza di scelta di quell’opzione – che si è trattato di un tentativo rivoluzionario, onesto, che si inserisce nella tradizione del movimento operaio e della lotta di classe in Italia. E che quando muore un compagno si può andare al suo funerale perchè era un compagno (non come atto di umanità che davvero nn si può sentì).

  • Lupa

    La lista ingroia non viene votata da un comunista perché non possiede nulla di tattico rispetto ad un opzione comunista e rivoluzionaria. Non parla alle classi subalterne, non si pone obiettivi di miglioramento materiale e non ha nulla né di anticapitalista né di di antimperialista nei contenuti e nei personaggi. Vuole far leva sul ceto medio che si sta impoverendo ma che soprattutto e moralmente stanco della corruzione politica italiota. In questa sua operazione è chiaramente destinato a fallire perché il ceto medio a cui si rivolge, ossia la piccola borghesia intellettuale non ha numeri così grandi in questo paese da poter formare un blocco capace di influenzare il potere. Dopodiché mi sembra interessante il richiamo ai casi latinio americani, Chavez in testa, dove l’opzione è profondamente diversa. In quel caso abbiamo partiti che cercano di rafforzare la posizione delle classi subalterne e di sostenerne le conquiste materiali alleandosi con alcuni settori della borhesia nazionale contro la borghesia imperialista. Ma lì si tratta di paesi che hanno subito il giogo dell’imperialismo per secoli e non possono certamente essere paragonati con L’Italia paese imeprialista che al momento è direttamente impegnato nelle dinamiche della costruzione del blocco imperialista europeo. Nel nostro paese non esiste e non può esistere una borghesia progressista con cui allearsi tatticamente! Solo gli interessi autonomi delle classi proletarie possono rappresentare il punto di partenza di una politica comunista e del partito che deve portarla avanti. Ma partito per i comunisti non è uguale a competizione elettorale è tutt’altra cosa. Perciò in questo momento, credo che l’unica parola d’ordine e prassi conseguente per i compagni dev’essere: Non votare, lotta!”Dev’essere quella in grado di portare alla centralizzazione delle lotte e a creare l’orgasnizzazione in grado di dar imporre le istanze proletarie.

  • Lorenzo

    Se le analisi di Militant mi convincono ogni volta di più, le uscite di certi commentatori mi lasciano ogni volta più allucinato. E’ possibile che su un sito come questo – che ha ormai descritto non il proprio orgoglioso astensionismo, bensì la propria visione critica della rappresentanza esistente, l’opportunismo loro e le false illusioni nostre – che ci sia ancora tanto attaccamento al partitino?
    Da un lato tocca leggere di presunti compagni che ad Atene avrebbero preso senza alcun dubbio le parti dei comunisti-sbirri del KKE contro gli anarchici che tentarono l’assalto al Parlamento (“che brutta mentalità, altro che unità di classe” oserei dire, rubando le parole al libero osservatore); dall’altro, di “bravi compagni” che certamente non dicono nulla di male…ma qualcosa di criticabile sì! Laddove c’è genuina rivolta, la si vuol spegnere; laddove c’è un fallimento politico epocale, non ne si vuol prendere atto ed anzi si vuole ostinatamente partecipare al disastro, magari appuntandosi sulla giacca come il Berty-not-in-my-name la spilletta della Pace.
    Da ex elettore pur’io, quoto i terribili dati sciorinati da Ile (il G8 2001 non ci ha proprio insegnato niente!!!) ed il commento puntuale di Brigante: “A furia di fare appelli al meno peggio, si è lentamente scivolati verso il peggio ancora più peggio”.
    Nel mio piccolo avevo persino immaginato una metafora da WC, in base alla quale la successione nel tempo dei voti basati sulla strategia sinistra del meno peggio molto somiglierebbe alla successione nello spazio delle pisciate fuori dal vaso nei cessi pubblici: a prescindere dall’involontario accostamento del seggio elettorale alla latrina, motivabile peraltro con molteplici ragioni (il nascondimento tipico d’entrambe le situazioni, ad esempio), è infatti da considerare il fatto che, mano a mano che i signori la fanno fuori, il successivo è costretto ad arretrare la propria posizione, elevando così il rischio di farla fuori e proseguendo un ciclo che diviene un circolo vizioso negativo, dal momento che prima o poi il bagno s’allagherà, divenendo impraticabile.
    Tornando dai bassi bisogni ai nostri elevatissimi bi-sogni, il problema è che per un Brigante ci stanno decine di liberi osservatori ancora fermi alla necessità del parlamentarismo, alla valutazione da bar (per il maschietto) o da parrucchiere (per signora) che chi non vota non potrebbe poi permettersi di lamentarsi (“si può anche continuare a fare astensionismo, ma poi non ci si deve lamentare di tasse e mal governo”? Ma io mi lamento, e non certo qualunquisticamente, già ancor prima di decidere se andare a votare!) e che della storia dell’antagonismo e della sinistra extraparlamentare (non arrivo a dir le BR) si fanno un baffo, come se le giravolte del Di Pietro di turno od altre puntate dello show-telenovela della politica fossero più interessanti e degne d’essere seguite.
    Sul Popolo Viola posso solo ricordare che son girotondini del presunto giro critico piddino, ossia super-moderati: se perfino loro se ne vanno indignati per la situazione poco civile interna al partito della Rivoluzione Civile che parteciparono a creare, non è un bel segnale. Sveglia!

  • Lorenzo

    Per dar seguito ai dati snocciolati da Ile, ne approfitto per approfondire, sviscerandolo, l’argomento fantasioso poliziotto democratico, culturalmente di sinistra. Il signore in questione è Claudio Giardullo, segretario nazionale del Silp-Cgil. Basteranno alcune citazioni.

    Ottimismo post-G8 dopo la visione di “Diaz”, il film di Daniele Vicari sui fatti di Genova: tranquilli, oggi gli sbirri son diventati buoni.
    “Abbiamo forze dell’ordine “responsabili”? In sintesi: possiamo stare tranquilli?
    “Direi proprio di sì. Questi dieci anni non sono passati invano, se vogliamo fare ancora un raffronto con Genova.””
    (da Articolo21)
    Con tanto di presa per i fondelli della vittima di turno della Diaz: dodici anni e non sentirli.
    “Michael [Geiser] crede nella forza della memoria: «Se non ricordiamo, quello che accadde allora si ripeterà». Vero, ma i due poliziotti protestano: «La polizia è cambiata, sono undici anni che ci facciamo un culo come un secchio per cercare di far capire che la polizia italiana è un’altra cosa»”. (da Libre – associazione di idee)

    Consapevolezza antiberlusconiana post-15 ottobre: i nemici della democrazia sono il Silvio e i suoi black bloc.
    “è la seconda volta, la prima è quella del G8 di Genova, che un governo guidato da Berlusconi, di fronte ad una manifestazione dove si sa che saranno presenti anche i violenti del blocco nero, sceglie di blindare la ‘zona rossa’ e lasciare città, poliziotti e manifestanti pacifici agli scontri”. (notizia Ansa)

    No ai playmobil numerati: sì a cacce all’uomo e linciaggi a senso unico, cioè solo a danno dei ragazzini.
    “MicroMega si è fatto promotrice di una campagna per il numero identificativo su caschi e divisa delle forze dell’ordine. Che ne pensa?
    Non credo sia uno strumento idoneo perché può mettere in pericolo gli operatori di polizia che svolgono bene il proprio mestiere. Con l’identificazione alfanumerica potrebbero rischiare, in situazioni di scontri o forti tensioni di piazza, di essere oggetto di particolare attenzione da parte dei gruppi violenti. (…) Qualunque sia la condotta del poliziotto non si possono rischiare cacce all’uomo o linciaggi.”
    (da Micromega online)

  • tree

    riguardo grassi, ile non capisco di cosa ti stupisci..è chiaro che grassi deve rendersi più appetibile,popolare, a tanti più “compagni” possibili per arraffare voti. Visto che, come saprai, gli estimatori delle br sono una piccola parte degli stessi, non vedo cosa ci sia di così inaspettato..

  • Ile

    Scusa tree, ma dove leggi che mi sarei stupita?

  • Alessandro

    Francamente la presenza di Grassi non mi sembrava proprio in chiave elettorale. D’altronde, se per rimediare due voti ci si riduce addirittura a ravanare nel bacino ex-brigatista, starebbero molto peggio di quanto possa pensare. Stiamo parlando di due persone che si conoscevano da molti anni..non ci vedo nulla di strano

  • HUGO

    OK OK OK , mi avete convinto, gli arancioni fanno schifo, Ingroia è un infame, Rifondazione fa cagare.
    Ma scusate, io sarei prontissimo a votarvi, e come me 1000 altri, ma perchè non formate una lista e ci presentatiamo?
    Non prendetemi per un coglione provocatore, parlo sul serio.
    Si presentano quei ……. di Forza Nuova, Casapound, e liquami vari, non possiamo presentarci noi?
    Però finchè questa lista non ci sarà io non posso vedere i fascisti del mio condominio che la mattina delle elezioni vanno in chiesa e poi vanno a votare ed io che rimango sul divano a vedere la tv.
    Ora mi aspetto valanghe di insulti però questa era la mia misera opinione.

  • Lorenzo

    @HUGO

    Ci sarà un motivo se in Forza Italia trovano spazio fascisti e mafiosi, mentre D’Alema si sforza di spiegare all’elettorato che Vendola non è più un estremista e in Rivoluzione Civile i legalitari attaccano i rifondaroli apparsi al capezzale del brigatista, e questi ultimi precisano di non condividere parole ed opere del defunto. Il motivo di tutto questo teatrino, di queste banali rappresentazioni risiede nel tentativo di renderci od utili servi, omologati ed innocui, o individui soli e frustrati, impotenti e imbelli.
    “Ed io che rimango sul divano a vedere la tv”: per forza, io non sono un borghese che sul divano sta tutto il resto dei giorni dell’anno a vederci massacrare sui marciapiedi, per poi votare Vendola o l’Idv! Il limite democratico consiste nell’altrui inadeguatezza, ignoranza e/o ipocrisia, non nella mia irrappresentabilità. E’ con la logica (perdente anch’essa, seppure all’apparenza ragionevole) del meno peggio che siamo arrivati sino a qui, a questa confusione di imprenditori-benefattori e di sbirri progressisti. Ma per un balletto fra Vendola e Riva c’è una massa di operai che cambia sindacato pretendendo che natura, salute e lavoro non siano più messi in contrapposizione: ci sono sempre forme di resistenza nuove, avanguardie da sostenere. Prima di una questione numerica, di coscienza o di coerenza dovremmo porci una questione di qualità – che infine potrà auspicabilmente portare anche ad una soluzione numerica. Ma se ci fermiamo ai numeri, abbisogniamo di scendere a patti con l’Italietta che ci ritroviamo. Sinceramente non riesco a vedere le elezioni quale parte della soluzione: piuttosto, come parte dell’inganno. Altrimenti non ci resta che seguire gli insegnamenti del Pd ed andare in cerca del voto dell’avversario, così come la Lega ha saputo convincer gli operai a pagar le escort a Silvio. Ma se fossimo stati capaci di condurre una lotta decente prima, quegli operai si sarebbero rifiutati di votare Bossi e Calderoli! Quello è lo sforzo che avremmo dovuto fare, in quanto siamo in grado di valutare (per citare un compagno agli arresti per il 15/10) il dramma di “un paese che non offre più nessuna prospettiva democratica”, invece di approfittarne per saltar sul carrozzone; ed allora più non sentiremmo l’inadeguatezza delle nostre membra sprofondate per un sol giorno, per la dignitosa fatica, sul divano.

  • Gert

    io non ho deciso se votare o no e (nel caso) chi votare…ma in questa discussione trovo veramente insopportabile l’atteggiamento di chi distribuisce scomuniche e sentenze sommarie (a proposito di magistrati e inquisitori)tipo: chi vota questo non è compagno, chi vota quello non ha capito un cazzo…ma è così difficile cercare di rispettare le motivazioni di scelte che non si condividono? (a proposito del rispetto che si invoca, giustamente, per un compagno che ha scelto la lotta armata). Ma sarà possibile sostenere la tesi della inutilità del parlamentarismo senza vedere necessariamente questa scelta come dannosa se non addirittura “nemica”? Ma davvero non riuscite a cogliere in chi fà quella scelta, l’urgenza e la necessità (nell’attesa della rivoluzione prossima ventura), di contrastare in qualche modo mediante la presenza parlamentare l’attacco e l’erosione continua dei diritti della classi subalterne. Ma alla fine di un ragionamento sostanzialmente condivisibile come quello di Lupa non si potrebbe considerare la possibilità di votare e lottare?

  • rebeldia

    @Gert:Parlo a nome mio, quindi non di Militant. Sono tra quelli che ha distribuito scomuniche, in quanto penso, con un minimo di logica, sia comprensibile l’ orientamento politico di questo sito.Del resto basta scorrere gli ultimi articoli, per capire quanto sia distante la linea politica di Militant, dal teatrino di questi giorni, dove di tutto si parla, meno che di tematiche sociali come il diritto alla casa, allo studio alla sanità,contrasto alle politiche di massacro sociale,tutti argomenti che in un paese civile dovrebbero essere al centro del programma elettorale di un partito, che si dichiara vicino ai problemi della gente,soprattutto quella meno rappresentata.Invece , da giorni ci stanno rompendo i coglioni con i simboli, le liste civetta, io che ”parlo con quello meno che con l’altro personaggio politico”, e a farlo sono tutti personaggi che , in piazza o fuori dalle fabbriche, o davanti ai palazzi occupati non li vedrai mai.Lo stesso Ingroia, di cui sottolineo, la sua storia è quanto di più distante da quella di ogni compagno, libero o in galera,è sbucato dal nulla, solo dopo una squallida storia di intercettazioni, sul cui utilizzo, sia ben chiaro ne posso solo che dire tutto il male possibile, visto che la magistratura le usa per ascoltare sia le trombate di Berlusconi, sia quello che pensano i compagni incazzati,al telefono. Spero che almeno questo sia condiviso.Ora , pretendere l’assoluzione ed il rispetto dalla maggioranza dei lettori, circa i patemi su chi votare, fa capire che forse ci si affaccia su questo sito, una volta l’anno,come nel caso clamoroso delle Pussy Riot, dove per giorni centinaia di commenti intasarono il sito, su di un tema, che evidentemente sia per ostilità verso Putin, sia per i video porno che giravano in rete, suscitò attenzioni tali, che difficilmente si vedranno sulla chiusura ad esempio degli ospedali.Allora, Gert, che ti serve un sostegno per turarti il naso, una spinta a mettere una crocetta sul meno peggio, oppure magari vuoi imporre te il tuo pensiero, alla maggioranza dei compagni, che da mesi hanno fatto la scelta di non votare e di lottare, magari partecipando alla manifestazione di sabato a ROMA, per denunciare le malefatte di Alemanno e delle sue cricche di parenti ? Ripeto, è il mio pensiero, ma da giorni tra elezioni e funerali di Prospero, la marea di superficialità, ipocrisia, disinformazione,revisionismo, ha superato il limite di sopportazione, ed in tanti, vedi i 1000 compagni a Coviolo, i 5000 a Roma stanno dicendo chiaramente a mass media e alla società cosiddetta civile, che il passato non si rinnega, che il futuro è solo fatto di lotte ed autodeterminazione.Chi ha bisogno del leader, come Grillo, Ingroia, Vendola, lo segua pure, ma non pretenda che chi ha in mente un altro tipo di politica e di lotta debba per forza starli a sopportare senza reagire.Saluti.

  • Militant

    @Hugo e @Gert
    Il problema ci sembra che lo affrontiamo da due prospettive diverse. Noi non siamo astensionisti, ma sia l’offerta elettorale, sia il ruolo che i parlamenti nazionali occupano, ci portano a dire che votare o non votare è l’ultimo dei problemi. Insomma, la lotta politica, la partecipazione, il conflitto, si fanno fuori da quei contesti, soprattutto oggi che quei contesti non rappresentano più nulla e non possono incidere su nessuno dei problemi sociali principali, visto lo svuotamento di significato e di potere che nel corso del tempo hanno investito le istituzioni “democratiche” nazionali.
    Detto questo, quindi, nessuna scomunica per chi vota ma una presa d’atto che il nostro percorso, al momento, è differente. Insomma la questione non è vedere tutti i vari fascisti andare a votare e noi rimanere a casa, perchè noi stiamo fuori casa, per la strada a fare politica tutti i giorni dell’anno. Il voto è l’ultimo e, al momento, più inutile, degli strumenti della partecipazione politica, soprattutto in una fase in cui grandi parti di società, le famose “masse”, se ne stanno distaccando autonomamente assumendo una posizione più avanzata, in un certo senso, delle organizzazioni politiche stesse.

    Su Ingroia, invece, c’è una ulteriore presa di posizione di chiusura totale, di rifiuto in quanto nemico politico e di classe (a questo proposito, chiedere a quelli che si sono seguiti il percorso di “Cambiare si può” a Roma, per capire con quanta “democrazia” un percorso fatto da compagni è stato esautorato e messo da parte in funzione della campagna mediatica e politica di Ingroia e dell’ala giudiziaria che rappresenta).
    Nessuno vicino all’esperimento politico di un magistrato può essere nostro compagno di viaggio. Chi lo vota, secondo il nostro modesto parere, favorisce l’ennesimo scivolamente a destra di ogni ipotesi “di sinistra” del panorama politico, favorisce l’ulteriore esclusione di ogni ipotesi sociale dal basso, e in ultima analisi contribuisce all’emarginazione di ogni ipotesi “comunista” in fieri che potrebbe nascere dalla società. Si punta tutto sull’appeal mediatico di un magistrato che, una volta al potere (e per fortuna non ci andrà mai), sarebbe il primo dei nostri carcerieri. E non perchè sia un magistrato, ma perchè crede politicamente nella repressione del conflitto non funzionale alla sua candidatura e alla sua retorica politica.

    Dunque, nessuna scomunica verso i compagni che votano e che credono alla funzione utile del diritto di tribuna nelle assemblee parlamentari, ma una scomunica verso il percorso politico dei magistrati “di sinistra” nel nostro paese.

  • jangadero

    quindi seguendo il ragionamento sul meno peggio e applicandolo al lavoro salariato io non devo fare il lavoro meno peggio che trovo ma se non trovo un lavoro che mi piace (difficile ehh) non devo lavorare per niente salvo poi come fare per vivere non lo so, non sto difendendo Ingroia e la prova è che ho votato rutelli – rutelli l’unico che poteva perdere contro i fascisti a roma – al secondo turno pur di non vedere i fasci al campidoglio
    allora secondo me il problema non è votare ingroia o non votarlo (comunque sono per la libertà di coscienza e ognuno si regoli come pensa sia più giusto salvo trovarsi poi magari uniti su altre lotte) ma perchè come con il lavoro questo meno peggio è sempre peggio?
    sia le condizioni di vita sia la rappresentanza politica sono a livelli miserrimi e credo che continueranno a peggiorare soprattutto se la classe dei salariati non prenderà coscienza della sua impotenza – allora senza sopravvalutare questo mezzo aborto di lista ingroia siamo sicuri che tatticamente non ce ne possiamo servire? siamo sicuri che questi neo.giacobini non ci possano servire per contribuire a creare le condizioni per un rilancio della lotta di classe da parte dei lavoratori in italia? forse che i club dei lavoratori parigini non avrebbero dovuto appoggiare il movimento rivoluzionario francese perchè non espressione della loro classe? è vero come dice lupa che la lista ingroia fa riferimento al ceto medio che si stà impoverendo ma non sono d’accordo che questo impoverimento non sia di massa e possa essere gravido di conseguenze per il grande capitale se ciò che resta della classe è in grado di collegarsi in qualche modo a queste nuovo ceto povero (avete notato la composizione sociale prevalente degli arrestati del 15 ottobre?) – io credo che li voterò senza nessuna illusione di portare miei rappresentanti nel parlamento ma perchè credo che magari la in mezzo ci sarà qualcuno che una volta eletto darà un certo fastidio più o meno importante al capitale e alle forze che lo sostengono. altro discorso è se noi fossimo in grado di esprimere una forza realmente autorganizzata presente e che lotta soprattutto fuori dalle istituzioni

  • Lorenzo

    @jangadero

    “seguendo il ragionamento sul meno peggio e applicandolo al lavoro salariato io non devo fare il lavoro meno peggio che trovo ma se non trovo un lavoro che mi piace (difficile ehh) non devo lavorare per niente salvo poi come fare per vivere non lo so”
    Non mi pare una applicazione eccezionale di tale ragionamento: voti un giorno solo, non tutti i giorni della settimana; e non sei costretto a farlo per sopravvivere. Quel ragionamento, comunque, direbbe piuttosto che, se oggi accetti il lavoro meno peggio che trovi e non ti lamenti, nè rifiuti quel lavoro – anche temporaneamente, come protesta, una tantum: è il caso dello sciopero -, finirai per trovarne sempre di nuovi e di peggiori, avendo così contribuito al peggioramento delle condizioni generali di lavoro, a danno di tutti.
    Più azzeccata è allora, se posso permettermi, la mia metafora applicata al WC. ;-)
    Per mantenermi sul lavoro salariato: anche se non sembrano arrivarci tutti i compagni, è piuttosto chiaro che la situazione politica, benchè tragicomica, si stia avvicinando a quella, drammatica, lavorativa. Intendo dire che, come accadde alla Fiat, saremo presto – se già non lo siamo – ‘liberi’ di votare un’intesa forzata consistente nell’accettazione di ricatti sempre meno velati: l’intesa forzata fra le classi (ovviamente in base alle regole di una sola delle due), altrimenti perdi il lavoro, o altri diritti. Voteremo allora liberamente la nostra rinuncia, il nostro cedimento, la nostra rassegnazione. “Votare e lottare” (Gert) si ridurrà ad essere, forse solo allora, una palese contraddizione.

  • Lupa

    Io non capisco come si possa ancora pensare che il nostro parlamento possa avere una reale incidenza sulla sostanza della politica nazionale e europea (e non dico internazionale), dopo il colpo di stato Monti e mentre assistiamo giorno dopo giorno al costituirsi dell’Unione Europea come Blocco Imperialista.Non capisco quindi tutta quest’importanza al voto del febbrario venturo. E ancor di più non capisco come si possa pensare di usare tatticamente un ragruppamento elettorale minuscolo, con principi e interessi dichiaratamente borghesi come la lista Ingroia, per poter raggiungere seppur parziali nostri obiettivi, ossia della classe proletaria. I bolscevichi, allora espressione dei bisogni e delle aspirazioni delle classi subalterne, accettarono temporaneamente l’alleanza tattica con i menscevichi e socialisti rivoluzionari, allora espressioni degli interessi piccolo borghesi, quando si trattava di abbattere l’autocrazia zarista. Appena i raaporti di forza cambiarono e la situazione lo rese neccessario, ruppero con questi partiti per compiere e difendere la rivoluzione comunista. Ma il punto è: per fare scelte tattiche, per scegliere il parlamentarismo, il settarismo, l’insurrezione armata come il compromesso (non storico!) occorre un’organizzazione, un partito, che sia diretta espressione dei bisogni delle classi subalterne e che sia ingrado di dare la spinta necessaria per realizzarne le aspirazioni. Non è su questo oggi che occorre rompersi la testa e la schiena?

  • libero osservatore

    ok lupa, ma se quello che tu auspichi non esiste, per chi ci dobbiamo rompere la testa e la schiena allora?
    seguendo le parole di rebeldia, ok 5000 a roma, 1000 a reggio emilia, e poi?
    tu pensi che 10-15mila persone (ci metto dentro anche altre città) possano cambiare uno stato fatto di 60milioni?
    vuoi o non vuoi i numeri sono questi, è la sconfitta di tanti movimenti, e come ti dicevo anche delle brigate rosse, ed alla fine anche di un possibile partito di 10-15mila persone,(numeri bassissimi), perchè credo che a favore di una rivoluzione armata, rimangano in pochi pochissimi ad accettarla. semplicemente perchè i tempi sono cambiati, il controllo, l educazione civica, i valori, i buoni intenti, e la maggioranza delle persone preferiscono pagare e vivere supinamente piuttosto che andare incontro ad una guerra civile, e questo spiega l attualità italiana e l immobilismo sociale.
    perchè quello che tu vuoi cambiare non sarà “pacifico” purtroppo.
    allora io mi accontento di rosicchiare terreno piano piano, prendere punti piano piano, cambiare le cose piano piano, un poco alla volta, tu mi dirai, si ma nel frattempo loro ti bastonano, di mettono dentro e ti ammazzano, ti rendono povero, uori di fame o di qualche malanno. si ma loro sono loro, noi siamo altro.
    io non mi abbasso a certe persone, neanche mi confronto, ho sempre vissuto di altro, di non violenza, di aiuto al prossimo, di solidarietà e non sono un prete! non saprei nemmeno cosa farci con un arma in mano e non avrei nè la forza e nè il coraggio di fare del male, in senso anche di tortura, anche al mio peggior nemico. io sono contro tutte le guerre e le violenze, ed allora mi limito ad osservare, sperando in un cambiamento di massa ma senza passare per armi o lotte fratricide, mi limito a consigliare e diffondere un pensiero diverso a chi ho accanto e chi incontro, cerco nella quotidianità di essere una goccia, di contrastare il potere con il mio vivere, la famosa coscienza individuale prima della coscienza di classe, perchè se poi tu già ti metti dentro una classe, allora accetti e la dai vinta a chi ha diviso il mondo e la società in classi. forse era questo il mio primo pensiero positivo alla vista del motto “r….. civile” , e ci siamo cascati in tanti.

    abbiamo personaggi e giganti come gaber, pasolini e tanti altri che ci hanno insegnato e indicato la via da seguire, non dimentichiamoli o cestiniamoli.

  • Alessandro

    Se esistesse un partito rivoluzionario, 15.000 militanti sarebbero un numero enorme e staremmo già in una potenziale fase rivoluzionaria…l’idea che per fare la rivoluzione dobbiamo prima convincere la maggioranza del paese è l’idea perdente e falsa del PCI e dei partiti della Terza Internazionale post-1945, a sua volta mutuata da una distorsione del pensiero di Gramsci sull’egemonia

  • Gert

    @rebeldia
    Ci sarebbero molte cose da dire su quanto hai scritto…ma mi pare non ci siano i presupposti per farlo visto che usi espressioni come pretesa e assoluzione (aridaje con le contraddizzioni giustizialiste…nessun dubbio in proposito?), nei confronti di una riflessione come la mia che casomai sollecitava confronto e rispetto. Rispetto che stranamente tu subordini ad una precedente assoluzione e da cosa poi? Da atteggiamenti tipo tentativi di imporre il mio pensiero oppure desiderio di leadership tutte cose che tu desumi non si capisce bene da cosa…bah! Una cosa però vorrei fartela notare tu concepisci questo blog (e sospetto l’attività politica in genere) come un luogo dove si parla e si dicute solo fra chi la pensa allo stesso modo…a me sembra che questa sia la strada maestra verso la marginalità e l’autoreferenzialità tutte cose poco rivoluzionarie.
    @Militant
    Ovviamente il discorso sulle scomuniche non riguardava voi..però non capisco perché mettere il voto in alternativa alla lotta, il mio discorso sul voto era riferito ad un esigenza se vogliamo tattica… nel frattempo che si organizzano e si coordinano (si spera presto) le lotte per farne uno strumento efficace per modificare lo stato di cose…cosa c’è di male nel guardarsi attorno e dare un voto a chi può (ragionevolmente) fare argine, mettere granelli, fare sponda ….perché giudicare ciò inutile?…se ne può discutere senza considerarlo un alternativa alla lotta?
    Su Rivoluzione civile io non riesco ad essere cosi tranchant come voi (anche quelli di cambiare si può, con tutti i limiti che gli riconosco, non lo sono), e pur continuando a coltivare forti dubbi sull’eventualità di dargli il voto (visto anche il modo con cui hanno selezionato i candidati privilegiando l’apparato dei partiti) penso che la loro presenza in parlamento possa rivelarsi per alcuni aspetti utile….tutto ciò a patto ovviamente di non considerarli la SOLUZIONE! Parafrasando Lorenzo votare e lottare ancora non sono in palese contraddizione.
    Per chiudere e tanto per essere chiari la penso come Lupa, è l’organizzazione delle lotte (da raggiungere con il partito o attraverso altre forme), la QUESTIONE su cui rompersi la testa e la schiena.
    In ogni caso grazie a Militant per questo blog e per il loro lavoro

  • jangadero

    giustamente la trasposizione del principio del meno peggio applicata al lavoro salariato è debole perchè seguono regole diverse il voto e il lavoro, perchè dal voto come dice giustamente lorenzo non dipende la tua sopravvivenza e dal lavoro si, però la similitudine dell’accettare il lavoro meno peggio e non cercare con la lotta e con lo sciopero di migliorarlo può valere anche per questa “cagata” di voto e qui continuo a essere d’accordo anche sulle metafore applicate al wc e non sto dicendo di entrare in quella lista e poi di cercare di cambiarla ma sto dicendo a votarla ci costa poco poi se avranno rappresentanti potremo “fare pressioni” su almeno alcuni di loro per supportare le nostre lotte.

    La similitudine fra il lavoro e le elezioni ha però un elemento forte che è che seguono entrambi regole imposte dalla classe egemone in una dialettica con la reazione delle classi subalterne
    io non farò propaganda e non la sto facendo per questi elementi – non penso che cambieranno niente ma spero che presto siano loro a venire da noi per cercare il nostro consenso grazie alle nostre lotte e se una parte di questo ceto impoverito li voterà sarà meglio che se votino altro perchè comunque sono in contraddizione con la classe egemone
    e voglio anche dire che a me sembra meglio una lista così “ambigua” che una “coerentemente” a favore della classe lavoratrice che potrebbe ancora di più distogliere energie alla lotta per cercare risultati improbabili nelle istituzioni
    insomma oggi nelle condizioni in cui è la classe dei lavoratori mi sembra meglio sta lista ingroia che una lista cremaschi

    ovviamente dopo avere con tutte le forze lottato contro l’accordo e denunciato il ricatto che c’era dietro quel voto alla fiat che avremmo fatto? avremmo votato no o ci saremmo astenuti?

  • rebeldia

    Pensare di avviare un dibattito, con presunti compagni, che su argomenti fondamentali evitano il confronto, ripetendo il mantra dell’importanza di starci, nelle stanze del potere, anche con un solo deputato in attesa che il popolo comprenda che non esistono speranze per il futuro e decida di fare la rivoluzione, mi sembra impresa disperata.Come la pretesa che una lista di trombati, al cui capo è stato messo un personaggio, ignoto ai tanti fino a pochi mesi fa, ma designato dai media più che dal popolo, riesca ad opporsi , ammesso che poi lo voglia fare, al programma scritto dai poteri forti della finanza mondiale, sembra la disperazione di chi, alla lotta preferisce delegare, sperando che l’insieme di interessi contrapposti ma privi di un’ideologia comune, possa poi in seguito giungere ad una sintesi.Che dire, il popolo italiano ha sempre brillato per opportunismo, mancanza di coraggio, cambio al volo di casacca, che stupirsi è alquanto inutile.E’chiaro che il dibattito deve essere libero, ma che qualcuno si urti per la durezza dei toni, peraltro mai sfociati nell’insulto o minacce, rende l’idea della resa da parte di quei compagni,che in attesa della rivolta delle masse, preferisce far passare gli anni, assistendo alla perdita continua di diritti, conquistati con le lotte caro GERT, non con i dibattiti .Tra qualche mese, ascolteremo le solite litanie, di quelli che scopriranno con stupore che i mestieranti della politica , una volta ottenuti i loro privilegi, alzeranno un po di polvere con sterili e ipocrite interrogazioni parlamentari.Una storia vista e rivista, basti pensare alle speranze che in molti riposero nel peggiore dei segretari, Bertinotti,il quale sistemato le sue cosette, cioè 200.000 euro di retribuzione, cominciò a sfasciare partito e militanza.Basta aspettare.Infine ai benpensanti che con facilità paragonano chi si dissocia da questo teatrino a sostenitori della lotta armata,vorrei ricordare che questo modo di far politica lo ha già utilizzato il PCI negli anni 70/80,con l’unico risultato di favorire repressione e delazione ed arretramento delle lotte.Comunque, dicono che siamo in democrazia, ognuno agisca secondo coscienza, ma il tempo dei dibattiti su chi ha ragione è finito,ora è solo tempo di reagire.

  • Lupa

    @ libero osservatore: rispondo alla tua frase – “ok lupa, ma se quello che tu auspichi non esiste, per chi ci dobbiamo rompere la testa e la schiena allora?” – che mi lascia a dir poco perplessa, con questa frase di Marx ed Engels:

    Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente.

    Se pensi che oggi manchi questo presupposto e se la tua idea è piuttosto quella di un francescanesimo politico, ecco io credo che sia insensato continuare a scrivere su questo blog. Perché mi sembra che ti manchino le affinità politiche necessarie per un confronto sensato.

  • libero osservatore

    leggendovi a volte mi domando quanti anni avete, perchè quando vi rivolgete ad un pubblico militante, vi potrebbe anche sfuggire che ci siano presenti anche over 60 che da 40 anni fa politica, ma non per questo per forza con passati di arresti, carcere o altro. e francamente con tutto il rispetto, ma il ribaltameno della società per come viene concepito, “l’abolizione delle stato” può essere uno slancio emotivo solo per chi a 20 anni ha ancora tanta voglia e forza.
    forse l idea francescana politica pacifista arriverà anche a te dopo anni di morti, violenze, guerre ed ingiustizie.
    poi mi citi Marx, che con disinvoltura parla di “conformarsi” ed “istaurare”, vocaboli lontani dalla mia visione. hai ragione te questo blog si sta allontanando da molte opinioni anche mie personalissime, ma di quei 15-20mila militanti che si contano, ci siamo anche noi.

  • Gert

    @rebeldia
    ultima risposta dato che non amo le polemiche personali con chi tralaltro dimostra di non leggere i post.
    anzitutto ti vorrei tranquillizzare non mi sono urtato(?) per la durezza dei toni ma per i motivi che citavo nel mio post precedente se hai ancora dubbi lo puoi (ri)leggere, a questo punto mi è chiaro che ami polemizzare a prescindere e lo dimostri quando mi accusi di preferire il dibattito, o addirittura la delega, alla lotta cosa che desumi non si sà bene da cosa visto che scrivo (e penso) esattamente il contrario…comunque per quanto mi riguarda stai bene così!

  • rebeldia

    [Ma davvero non riuscite a cogliere in chi fà quella scelta, l’urgenza e la necessità (nell’attesa della rivoluzione prossima ventura), di contrastare in qualche modo mediante la presenza parlamentare l’attacco e l’erosione continua dei diritti della classi subalterne. Ma alla fine di un ragionamento sostanzialmente condivisibile come quello di Lupa non si potrebbe considerare la possibilità di votare e lottare].
    Come vedi leggo,interpreto e riporto fedelmente le tue affermazioni,tra cui quella più incisiva relativa alla rivoluzione prossima ventura(in che cinema danno sto’ film) e senza continuare polemiche sterili, del resto io e te rappresentiamo il nulla cosmico in questa disastrata situazione, rispetto alla tua posizione dico che preferisco 1000 volte l’odore della strada, del sudore, il freddo nelle ossa durante un presidio,al dare fiducia a chi non mi rappresenta , non vive i miei e altrui problemi,ha una storia personale lontana dai miei ideali, e spero anche dai tuoi, che più volte si espresso in termini giustizialisti e soprattutto è stato nominato senza il consenso del popolo e che si sta preparando solo a godere i frutti di una nuova vita,garantita da privilegi assurdi, pagati con le nostre tasche, senza abbandonare la magistratura, casomai andasse male..Se a te pare poco…senza alcun rancore e solo tanta nostalgia delle sedie che volavano tra gli insulti durante le assemblee.Questo buonismo , in mezzo a tanto massacro sociale,inizia ad essere fastidioso davvero.Saluti

  • quechua

    http://www.youtube.com/watch?v=WxZSxsv313E

    min 3.00
    europeista, pacifista, marxista-leninista, cattocomunista… rivolto a (veltroni-bertinotti)

  • fronte rosso

    Una ulteriore testimonianza della linea politica e di come funziona la democrazia dentro RIVOLUZIONE CIVILE. Praticamente si sono divorati l’ Agnoletto. http://bellaciao.org/it/spip.php?article32536

  • Lorenzo

    @libero osservatore

    Son stato zitto per un po’, anche se avrei voluto chiederti ad es. in cosa potesse consistere quell’accontentarsi “di rosicchiare terreno piano piano, prendere punti piano piano, cambiare le cose piano piano, un poco alla volta” e ragionamenti similari d’altri, quando mi pare evidente che stiamo solo a perderlo, il terreno: politicamente e culturalmente (ed uno dei motivi è già stato riconosciuto proprio nella strategia del meno peggio, che non può far altro che condurre al peggio); ma di fronte a certe uscite zitti non si può stare.

    ““l’abolizione dello stato” può essere uno slancio emotivo solo per chi a 20 anni ha ancora tanta voglia e forza.”
    Io sono over 30 e ho ancora tanta voglia e forza. In più ho acquistato una certa consapevolezza rispetto ai sentori ed alle tensioni intuite in gioventù. Mi son già sentito dire che il Potere non si vince, non si abbatte, al limite si cambia, si riforma: voglio proprio vedere quando vinta sarà la tua speranza ed abbattuto un figlio, un compagno, un amico, quello a fianco.

    “forse l idea francescana politica pacifista arriverà anche a te dopo anni di morti, violenze, guerre ed ingiustizie.”
    Ti risponderò recuperando un commento anonimo, cinico, memorabile comparso qualche annetto fa su di un quotidiano online:
    “…il pacifismo è morto quando spararono a Ghandi o per citare casi più recenti, quando la polizia caricò il 20 luglio 2001. E’inoltre fuori moda dal 2004.
    A essere sinceri nessuno ha sentito la mancanza del pacifismo visto i casi umani che lo portavano avanti, e nessuno si è chiesto in quale fossa comune del cimitero delle ideologie li abbiano messi, anche perchè ci hanno costruito sopra una fabbrica d’armi come quelle che non ebbero il coraggio di sabotare in vita, proprio per evitare che resuscitassero.”

    Qua sembra che siano alcuni compagni ad esser choosy, quando paiono altri a essere ottusi. Non voglio dar forza in alcun modo al divide et impera, tattica odiosa quanto efficace; perciò vi dico, fratelli deleganti più o meno fiduciosi: votate e militate pure liberamente ma, per favore, non riproducetevi.

  • Red Dog

    Il teatrino delle elezioni sta’ dimostrando tutta la sua ipocrisia… che strazio
    Una specie di grande supposta
    Nemico ingordo che si agira nei palazzi di poterese..
    si presentasse la lista si Pinocchio sarebbe piu’ credibile
    Liberta’ per tutti I compagni!

  • Gert

    evidentemente non hai ben interpretato ciò che hai letto perchè io parlo esplicitamente della possibilità di votare e lottare e ciò contraddice il succo della tua critica che se non sbaglio consisteva nel mio privilegiare la delega all’impegno…indicativo è anche il fatto che individui come più incisiva una mia affermazione sulla rivoluzione prossima ventura che in realtà era semplice ironia.
    infatti propio perchè penso che la rivoluzione non è affatto prossima che mi preoccupo dei risultati immediati del nostro impegno…tanto per essere chiari io preferisco al sudore o all’odore della strada il raggiungimento degli obiettivi, la difesa del posto di lavoro, il diritto alla salute e via elencando…ma non il giorno della rivoluzione ora…e se per farlo votare può essere utile lo faccio anche se il partito o l’alleanza o quello che è ha nel simbolo il nome di una persona che non mi rappresenta anche se è frutto di un operazione di gruppi dirigenti e sai perchè? perchè se grazie a quell’operazione io riesco a far entrare in parlamento un operaio della FIOM in cassa integrazione oppure la sorella di un detenuto pestato fino alla morte credo che sia utile…ovviamente come ripeto questa non è la soluzione, la soluzione si raggiunge con le lotte!

  • rebeldia

    Un momento di repressione dello stato, quello verificatosi ieri a Roma, al centro sportivo culturale Scup,dove le forze dell’ordine, braccio armato della giunta Alemanno e della sua cricca di palazzinari, ha provveduto a sgomberare i compagni che stavano all’interno dello spazio,occupato nel maggio dello scorso anno, completamente abbandonato e possibile oggetto di speculazioni immobiliari.Premesso, che la reazione è stata immediata, ora mi chiedo,in una eventuale conferenza stampa, della lista Rivoluzione Civile, il magistrato Ingroia, da che parte si schiera,da quella dei suoi colleghi tutori dell’ordine, oppure dalla parte della popolazione,non necessariamente dei compagni, che giustamente reclama spazi per fare attività culturali, sociali, sportive , ricreative e resistere all’assalto della speculazione.Su questi temi , deve avvenire il confronto, tra compagni, non sulla possibilità illusoria di occupare un posto alla Camera,per fare poi la fine del compagno Boccuzzi, portavoce solo dei programmi del PD. http://www.dinamopress.it/news/scup-siamotornatisubito

  • Red Dog

    Gert fai bene a delegare chi ritieni opportuno secondo te..
    Per me Il sistema del liberal capitalismo globale sta crescendo
     I suoi frutti amari,troppo amari e sempre piu difficili da digerire.. presto quando la crisi sara’ inreversibile anche la rivolta sara’inevitabile.
    Le elezioni non serviranno piu assolutamente a nulla..
    E’una farsa talmente palese e squallida
    E per tanti di noi non certo ci aiutera’a tornare a vivere in Italia o a darci un LAVORO..
    Dimenticati…
    Parlano di patria..
    Io li trovo solo tutti dei grandi ipocriti!

    …Alemanno e’ un fascio infame ex squadrista
    e la gogna publica non bastera’come punizione per I suoi misfatti..

  • Red Dog

    Assurdo…
    Che infami!!

  • Red Dog

    Ho appena saputo che anche Pollicino insieme al mago Zurli’
    Ha presentato una lista elettorale per cacciar via gli Orchi cattivi
    dal parlamento…
    Purtroppo non ha fatto in tempo
    Peccato

  • Verticale

    Oggi Lenin e Che Guevara si sono riuniti e hanno comunicato che la rivoluzione e’ imminente..presto tutti i licenziati avranno un lavoro e gli sfrattati una casa mentre i compagni arrestati verranno liberati…per i dettagli si terrà una conferenza stampa nel pomeriggio
    Come vedi e’ facile rendere grottesca una posizione per non volere/potere discutere nel merito…dimmi tu quando qualcuno in questa discussione ha sostenuto che votare rivoluzione civile e’ la soluzione del problema! Ma guarda te che pure fra compagni bisogna sopporta’ che la propria posizione venga distorta e demonizzata…ecchecazzo!

  • Gert

    il commento sopra è mio c’è stato un errore quando l’ho postato…non ho capito come è successo però sbagliando è venuto fuori un nickname non male!

  • Red Dog

    …Infatti come detto prima fai bene a delegare chi ritieni opportuno,ed e’giusto credere ed esser consapevoli delle propie scelte e non e’una presa per il culo..
    per me la presa per il culo e’ che dei cosidetti “comunisti” si aggreghino
    a personaggi molto dubbi ( vedi Di Pietro )
    Ho sempre creduto che e’ meglio essere pochi che male accompagnati,
    Perche trovare sedie in parlamento insieme a quella massa di ipocriti
    corrotti ,parte di una politica marcia nemica del proletariato e da abbattere.
    Quindi fare una battuta non e’diretta a te ma al sistema.
    Il Che e Lenin convivono nelle nostre lotte quotidiane

  • Lorenzo

    @Gert:
    nel merito è già stato spiegato che non ha senso considerare una forma di resistenza l’abbassarsi a costringersi a votar la cacca invece della merda – metodologia peraltro applicata da molti da sin troppo tempo e che ha palesemente portato ad un peggioramento della nostra condizione, non certo ad un miglioramento progressivo, come gli speranzosi amanti del meno peggio continuano a stimare, incuranti dei dati fattuali, ossia della realtà. Questo dannato voto a naso turato son decenni che lo sopportiamo… Io penso oggi piuttosto ai compagni che han da sopportare il carcere, e sai di quelli che gli frega a Ingroia o a Vendola.
    Qui non si sta contestando la presunta soluzione, ma il cammino che si dovrebbe considerare utile per raggiungerla.
    C’è un bell’articolo – provocatorio, ma non troppo – su Carmilla che consiglio: L’uomo dai voti tutti uguali, di Alessandra Daniele. O contribuiamo a disegnare un altro percorso radicalmente differente, o ce ne stiamo di dove ci vorranno condurre democraticamente.

  • fronte rosso

    @Gert:
    A me sembra che proprio qualche compagno stia fuggendo dal confronto.Se ti accompagni a personaggi, lontani dal tuo ideale politico, di fronte a temi fondamentali,come uscire dalla Nato, come fermare il disastro ambientale ed economico della TAV,come fermare i piani criminali del FMI,come fermare l’ingerenza della Chiesa su tematiche laiche,come risolvere l’emergenza nelle carceri, quando Ingroia vorrebbe arrestare pure i moscerini che passano,come restituire spazi e territorio ai cittadini, come fermare il MUOS, insomma da discutere ce ne sarebbe abbastanza, ma non mi sembra che i tanti sostenitori di Rivoluzione Civile e lo stesso M5S di Grillo stiano dando risposte, oltre che ripetere in continuazione slogan e spot pubblicitari.Avviamolo sto dibattito, senza dimenticare che definirsi compagni, comporta pure il difendere ideali senza cedere a compromessi.

  • Gert

    Forse non riesco a spiegarmi, ma ci riprovo….il voto (eventuale visto che non ho ancora deciso nulla) a rivoluzione civile, dal mio punto di vista, non è una questione di delega, (non ho mai delegato le lotte a nessuno pur avendo sempre votato), nè tantomeno di resistenza (la resistenza si fà in prima persona), è come ho gia detto il tentativo di far eleggere delle persone (ilaria cucchi, antonio de luca, gabriella stramaccioni…etc) che, se non altro per storia personale e sensibilità, possono rappresentare all’interno del parlamento delle istanze altrimenti negate o ignorate.
    Questo aldilà di ingroia (vedo che questo nome scatena ossessioni inspiegabili, non capisco ad esempio perchè lo vediate come uno che voglia arrestare anche i moscerini, tralaltro mi sembra che abbia parlato di amnistia per alcuni reati…forse sapete cose che io non sò, io lo conosco come quello dell’inchiesta sulla trattativa stato-mafia e come magistrato anti-mafia) che ripeto non centra niente con i motivi per i quali voterei riv. civile.
    Per concludere vi vorrei ricordare che il senso dei miei commenti non è convincere qualcuno a votare rivoluzione civile (visto che non ne sono convinto neanche io) ma semmai affrontare una questione che mi sembra alquanto rimossa dai vostri commenti e cioè…l’esigenza che le nostre lotte possano acquistare maggiore incisività, godere di qualche sponda o qualche forma di appoggio attraverso la presenza parlamentare….e questo, per tranquillizzare tutti, senza coltivare nessun tipo di illusione sull’esito!
    Tanto, e concludo, non mi sembra che il non-voto garantisca risultati più concreti di questi.

  • Lorenzo

    @Gert:
    Mi rendo conto che sulla fiducia nel prossimo si basino anche buona parte delle lotte, ma non ti basta l’esempio dell’ex operaio Thyssen Antonio Boccuzzi, oggi Sì-Tav sfegatato nel Pd? Voglio dire, c’è gente che ha indagato sulle morti bianche della Tav, e questo se ne esce da un’esperienza simile per andare a riempir le file dei porci democratici?! Opportunismo, si dirà. Sta bene, e invece il buon Francesco Caruso, con tutta la buona fede che gli si può voler accordare, di meglio cosa ha potuto fare? Qualche dichiarazione provocatoria, una piantina di erba in Parlamento ed una protesta contro i CPT insieme ad Haidi Giuliani. Quindi? Cosa ce ne sia venuto in tasca proprio non lo so. Queste son piccole dimostrazioni di quanto inutile sia il voler contare numericamente quando è una cultura a mancare, sostituita da questa pseudocultura del diritto-dovere, della rappresentanza e della legalità. Ci son voluti anni per veder gli sbirri che ammazzarono Aldrovandi prender qualche mese appena di galera, e noialtri abbiamo i fuggitivi che per un sasso rischiano pene assurde…
    Il dato è semplice, ed è questo: il Potere non allarga le braccia al primo arrivato per prenderlo o per smontarlo; così, chiunque tu voterai non saprà o vorrà o potrà aiutare la tua parte. Chiunque tu voterai oggi, domani ti farà manganellare. Il governo Prodi con Rifognazione dentro m’è bastato: stavo in corteo quasi tutti i giorni appena dopo averlo votato! In più, ci si trovava a subire il predicozzo dei ragionevoli compagni che temevano il crollo del governo, affossato da chi come noi era troppo radicale, troppo coerente, troppo pretenzioso, troppo choosy: ma vaffanculo. Il problema non è una sinistra confusa fra lotta e governo, ma l’inesistenza di una sinistra nel paese (a meno che non ci si voglia accontentare di Veltroni e Bertinotti che recitano Gaber in TV) unita all’irrappresentabilità di certe lotte e di certe istanze.

  • Gert

    eheheheh uolter e bertinotti cantando gaber hanno fatto la figura che si meritano…squallore! Sono daccordo con te Lorenzo quella che và ricostruita è una reale cultura di sinistra…certo il potere non allarga le braccia a chi lo combatte…ma resta il fatto che è lì, nel parlamento che si fanno le leggi, nell’attesa del contropotere dal basso è lì che si creano le condizioni della nostra subalternità volenti e nolenti ci dobbiamo fare i conti.
    Possiamo noi direttamente metterci in gioco attraverso un partito o una organizzazione…oppure “usare” altri per fare questo…altri certamente il più possibile vicini alle nostre istanze cercando di condizionare la loro politica e non regalandogli il voto ma inchiodandoli alle loro responsabilità sputtanandoli sulle loro incoerenze o sulla loro inutilità, usando le nostre armi…la fantasia, il coraggio, l’intelligenza come insegnano i compagni di militant.
    Ma,e che questo sia chiaro, senza delegare niente a nessuno tantomeno le lotte, la nostra deve essere la pratica dell’obiettivo…abolire lo stato di cose presente.
    Ultima cosa, non sò a chi ti riferisci, ma io non ho mai votato qualcuno che mi abbia poi manganellato, così come non ho mai subito predicozzi più o meno ragionevoli, non perchè non ci abbiano provato ma perchè hanno avuto risposte adeguate!

  • fronte rosso

    Allora incominciamo sabato a scendere in piazza a difesa della scuola pubblica, massacrata dai vari governi, centro sinistra compresi.Se poi , anche sabato, come due sabati passati, ci si ritrova nel solito migliaio di compagni a protestare, la conclusione è una sola, tenetevi la CGIL, la Camusso, Bertinotti, Ingroia,e schifezze varie.Chi si rifiuta di delegare, sceglie altre forme di lotta, di certo non si limita ad aspettare con ansia l’intervento in parlamento di un poveraccio preso in mezzo alla società civile.Tutto il resto sono chiacchiere da tastiera.

  • Gert

    se se parlamm parlamm e nu se capaimm…come diceva quello! se sabato saremo in pochi non sarà una novità quindi non capisco cosa centri con il votare o non votare il 24 febbraio…figurati poi CGIL camusso bertinotti.
    Ma tu sei proprio sicuro che chi non delega (ancora con la storia della delega) sceglie altre forme di lotta? fatte due conti e calcola la percentuale di chi non vota e poi confrontali con i numeri di chi lotta…vedrai che qualcosa non torna. Alla tastiera ce stai anche tu ma io non sostengo che fai solo quello…bah

  • fronte rosso

    @Gert: non che voglia aprire una polemica con te, mi sono riletto tutti i commenti di questo post e non leggo nessuna presa di posizione tua, in merito ai quesiti che avrei voluto proporre ad Ingroia,vedi sopra, ad esempio, ma lui è impegnato a far volare gli stracci con la Bocassini(bona quella), e gli eredi dei magistrati iti in cielo.

    Aspetto tue risposte, quanto alla tastiera, mi ci sono trovato per caso, volevo rispondere agli opportunisti alla Veltroni, come te, per cui è buono questo, ma pure quello.

  • Gert

    eheheh ho capito passavi per caso…comunque scusa ma anche io non ho intenzione di fare polemiche (e questa è durata anche troppo) tantomeno con chi è capace di eprimere giudizi sommari su di me (opportunista alla veltroni…ma quanti anni hai??) basati non si sà su cosa.
    In ogni caso che ciò che penso sull’argomento è abbastanza chiaro basta leggere i miei post…tutte le risposte che cerchi stanno lì!

  • Lorenzo

    Il G8 e la Diaz di Covell, la polizia di Giardullo e la Rivoluzione inCivile di Ingroia, il tutto riassumibile in pochi collegamenti, che piaceranno anche a giustizialisti e legalitari. La polizia non è cambiata, e gli opportunisti neanche. Ma se preferite crederlo, siamo in buone mani: votate, votate!

    06 febbraio 2005
    “One of them said to me in English ‘You are Black Bloc and we’re going to kill Black Bloc.’ (…) They kicked me in the spine and I was used as a football.”
    (dalla BBC: Mark Covell: ‘I still have nightmares’)

    24 marzo 2012
    “La polizia è cambiata. Sono undici anni che ci facciamo un culo come un secchio per cercare di far capire che la polizia italiana è un’altra cosa. (…)
    Giardullo stringe le spalle di Michael. “Non sono mai stato neutrale, credimi”.”

    (da Repubblica: La vittima e il poliziotto davanti al film della Diaz)

    09 luglio 2012
    “Qualcuno dice che Antonio Ingroia è stato “solidale con i macellai della Diaz”. E’ falso. Ad Ingroia si attribuiscono false solidarietà. (…)
    “Ingroia: Gli uomini coinvolti nelle indagini, nei processi, sono funzionari validi, che si sono formati col prefetto De Gennaro (…)
    Cruciani: “Dunque lei capisce le parole di solidarietà espresse da De Gennaro su questo? Cioè, non sono inopportune queste parole?”
    Ingroia: “No, non le valuto così””"

    (da Rivoluzionecivile: Il G8? Una tragedia senza precedenti)

    17 gennaio 2013
    “Claudio Giardullo, segretario generale del Silp-Cgil, sindacato degli operatori della Polizia di Stato si candida alla Camera con la lista «Rivoluzione civile» di Antonio Ingroia.”
    (da L’Unità: Giardullo lascia il Silp-Cgil e si candida con Ingroia)

    18 gennaio 2013
    “MicroMega si è fatto promotrice di una campagna per il numero identificativo su caschi e divisa delle forze dell’ordine. Che ne pensa?
    “Non credo sia uno strumento idoneo perché può mettere in pericolo gli operatori di polizia che svolgono bene il proprio mestiere. Con l’identificazione alfanumerica potrebbero rischiare, in situazioni di scontri o forti tensioni di piazza, di essere oggetto di particolare attenzione da parte dei gruppi violenti. (…) Qualunque sia la condotta del poliziotto non si possono rischiare cacce all’uomo o linciaggi”.”

    (da MicroMega: Intervista a Claudio Giardullo, candidato di Rivoluzione Civile)

    04 febbraio 2013
    “Non vi sono elementi probatori sufficienti (…)
    Per questo motivo il gip Adriana Petri ha disposto l’archiviazione del procedimento (…), “pur censurando come gravissima la mancata collaborazione degli investigatori con la Procura di Genova che di fatto ha impedito l’individuazione dei singoli responsabili”.”

    (da Repubblica: Giornalista massacrato al G8: niente processo per i poliziotti)

    04 febbraio 2013
    “nel decreto di archiviazione si legge che il giudice «ritiene che non possa che amaramente prendersi atto che, nonostante la lunga istruttoria e i due altrettanto lunghi gradi di giudizio nel procedimento principale, la pubblica accusa non sia riuscita, anche a causa dell’evidente azione delle forze di polizia di copertura delle responsabilità individuali, a individuare gli autori materiali della gratuita aggressione portata dagli operatori di polizia nei confronti di persone inermi che si trovavano fuori dalla scuola».”
    (da Il Secolo XIX: G8, archiviate 20 posizioni per le lesioni a Covell)

  • Gert

    Ho letto l’articolo di contropiano…beh tutte considerazioni condivisibili (e c’è ne sarebbero altre), sensazioni già vissute durante le assemblee romane di cambiare si può…ma d’altra parte non c’è niente di rivoluzionario e tantomeno di utile neanche nella scelta astensionista… o sbaglio?

  • Brigante

    @Gert
    No, hai ragione di rivoluzionario non c’è nulla. Sull’utile sarei un po’ più cauto, personalmente ritengo che eliminare dalla scena politica utili idioti come Ferrero & Co., impedire l’affermazione di un’idea di sinistra giustizialista e legalitaria, affermare il dissenso verso il parlamentarismo con le mani legate dalle varie Troike, forse potrebbe aprire spazi di riflessione tra tanti compagni onesti che comunque continuano ad impegnarsi in estenuanti quanto inutili (quelle si!) campagne elettorali. Ma anche facendo finta che queste cose non siano vere e dando per scontata l’inutilità dell’astensionismo, comunque mi sembra non faccia neanche danno (a differenza della presenza di poliziotti e magistrati tra gli scranni parlamentari). Motivo per cui, anche ignorando le cose che dicevo su, tra due cose inutili (votare per gli arancioni o non votare) scelgo almeno quella che salvaguarda la mia onestà intellettuale.

  • Manfredi

    scusate se contribuisco ad un dibattito che si è allontanato troppo dall’argomento del post…

    @ Brigante

    la funzione “educatrice” del non voto mi convince poco: gli utili idioti di cui parli hanno visto crollare i loro consensi e proseguono sulla loro strada come se niente fosse. Chi li segue in buona fede continua, per mille ragioni, a farlo, nonostante la trafila di scelte assurde collezionata negli anni. Quindi il “voto negato” non ha mai insegnato niente a nessuno, mi pare.

    Resta, mi sembra, solo la giustificazione personalistica del non voto: non voto perché non voglio mettere il mio nome sotto a una porcata (sto banalizzando, lo so..).

    Però non mi pare una posizione politica. Piuttosto, ha a che fare con l’etica personale. Di politico che ci resta? Siamo sicuri che possiamo permetterci di snobbare le elezioni politiche prossime venture, “solo” perché il Parlamento è stato svuotato delle sue funzioni? (intendendo, per funzioni, quelle che ci interessano, ossia la mediazione nel conflitto di classe). Forse sì, come suggeriscono i Militant, ma confesso di non avere le idee molto chiare a proposito.

    Non dovrebbero, i comunisti, preoccuparsi di elaborare una strategia che comprenda anche ciò che accade in Parlamento? Non rischiamo, altrimenti, di contribuire a quello svuotamento delle funzioni del Parlamento che è stata promossa e realizzata da altri?

  • Lorenzo

    @Gert

    Più che affrontare il tema dell’astensionismo quale condotta politica, qui si è tentato di smascherare e denunciare l’opportunismo di alcuni che si presentano quali ultimi baluardi dei valori della sinistra pur essendo in realtà minestroni spaventosi preparati con alimenti a noi indigesti. Questa realtà di scivolamento culturale (e conseguentemente dell’offerta politica) verso destra è peraltro la conferma pratica del concetto teorico del carattere diseducativo della lotta parlamentare. Altro che meno peggio, quindi: sempre peggio!
    Malmessi siam dunque noi che, ben lontani da Bordiga e Lenin ed al dibattito su astensionismo tattico o strategico, siam costretti a discettar del nulla col cappio al collo, il boia in posizione e Wanna Marchi pronta a venderti il miglior salvatore, nel mentre che ai compagni si fa il culo ed agli sbirri grandi pacche sulle spalle, senza neanche più l’indignazione popolare.
    Per “utilità” oggi non so più cosa s’intenda, utile sarebbe attrezzarsi per evitar la futura repressione che colpirà lavoratori, studenti, lottatori contro le nocività. Per una questione di coerenza individuale/onestà intellettuale (Brigante), di opportunità (a meno che non si consideri una libertà di scelta quella di decidere il nostro carceriere…un voto col cappio al collo tipo Fiat) ed infine di necessità (chi dovrei votare fra rivoluzionari Sì-Tav, rivoluzionari ex-fascisti e rivoluzionari pro-abusivismo edilizio?), considero opportuno, scontato, immancabile astenersi.
    Decideranno gli altri, è vero: quelli per i quali questo sistema implacabile funziona, la Tav in ogni caso s’ha da fare, Wanna Marchi – come la Mafia e la P2 – non esiste, ed al G8 dopo tutto han fatto bene.

  • quechua

    si ma continuando così si cade nel vittimismo e nell’intellettualismo, ovvero io mi lavo la coscienza (o me ne lavo le mani…memoria evangelica) non voto e sto apposto con me stesso, sono stato coerente e non complice! il punto dell’astensionismo è solo dare un segnale al paese e a chi governal, noi ci siamo, noi non vi seguiamo, noi non accettiamo le vostre leggi e il vostro status quo! una conta strategica, una diffusione di dissenso, e allora sfruttando la tecnologia, poi i loro conteggi evidenzieranno che li c’è un problema, li i quel paese, in quel comune, in quella zona, in quella città VANNO DA SOLI.. questo deve fare l’astensionismo, una resistenza attiva non violenta e silenziosa ma molto efficace.
    il secondo passaggio sarà, o ancora più repressione o dovrà cercare un contatto con quella parte non RAPPRESENTATA, perchè cresce ogni giorno di più, con quel 1-2-3% che alla fine sono mila a tre-quattro zeri.
    l’ astensionismo è il periodo storico che precede un qualcosa, una forza d’urto che aumenta, un malcontento che non credendo più nelle istutuzioni, oggi non ti paga più, domani si verrà a riprendere tutto.
    se non capiamo questo contesto storico e BANALIZZIAMO sempre il tutto, pensando che l’astensionismo è anche l’ignorante, il menefreghista, l’assente viaggiatore,l’anziano invalido, dimentichiamo invece chi ha già in questi anni BRUCIATO LE SCHEDE ELETTORALI

    QUANDO VERRANNO BRUCIATI I DOCUMENTI, PATENTI, CODICI FISCALI ALLORA LA RIVOLUZIONE SARA’ INIZIATA.

    ecco perchè il sistema ti plagia, fa passare il concetto, il pompieraggio “annulla voto, scheda in bianco”, è questa la trappola, il trucco per continuare a vincere, censurare, nascondere e ottenere sempre la maggioranza.

  • Lorenzo

    Esatto Quechua.
    Vorrei ad es. ricordare il caso esemplare della “signora sulla cinquantina” (cito dall’articolo, che potete facilmente ritrovare sul web) la quale nel giugno 2009 ebbe la forza di strappare la propria scheda elettorale “urlando indignata: “Ma chi è questa? Basta, io col voto ho chiuso”” nel veder nientepopodimeno che “Noemi Letizia, per la prima volta alle urne (…): per lei viene chiuso il seggio di Portici (Napoli), mentre procede al voto. Poi la ragazza, senza dire una parola, va via scortata dai vigili urbani sino a una vicina Mercedes.” L’indignazione fu peraltro diffusa e ben motivata, cosicchè “c’è chi se la prende con gli agenti: «Vergogna, scortate un cittadino»!”
    Ecco, queste son le nostre, pardon le vostre elezioni. O poniamo fine a questo grottesco, violento teatrino, o potete tenervele.

  • fronte rosso

    Una volta chiarita la posizione dei favorevoli all’astensione, è chiaro che solo il non votare è insufficiente a contrastare sia il governo dei tecnici, sia la finta opposizione dei partiti personalistici, di cui a breve potremo capire importanza e azione politica.

    Quindi, chiunque non vota, nauseato, deve poi mettere in campo ogni forma di lotta, che sia un presidio per non far chiudere un ospedale, per difendere la scuola del suo quartiere, lo spazio verde che il comune magari vuole svendere al palazzinaro di turno.

    Insomma ogni quartiere, deve continuare ad essere un fronte aperto, inoltre tutte queste lotte circoscritte devono mantenere un legame con quelle di altre zone della città, insomma creare un coordinamento unico, che sappia diffondere informazioni, mezzi, finanziamenti, che ad oggi vengono dispersi in miriadi di attività, scollegate tra di loro.
    Questa, a mio parere deve essere la politica, di chi si rifiuta di farsi rappresentare dal politico trombato,dal mestierante alla terza o quarta legislatura, oppure dalla casalinga o precario che , inseriti senza un minimo di preparazione politica in un contesto più grande di loro, rischiano di fare la fine del più volte citato Boccuzzi,ossia testimone o passacarte di una classe politica di professionisti.
    Non mi sembra un impresa difficile,basta sapere quello che si vuole fare, cosa si vuole fare, e a Roma ad esempio l’autorganizzazione spontanea,sta dando alcuni frutti, legando lotte diverse tra di loro,ma collegate dal resistere al massacro sociale del governo dei banchieri.

    http://www.nodebito.it/index.php/News/9-febbraio-seminario-nazionale-comitato-no-debito.html

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>