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Teramo: corteo nazionale

Corteo Nazionale Teramo 9 Febbraio 2013. Complici e solidali.

In seguito alle pesantissime condanne a 6 anni di reclusione e 60000 € di risarcimento inflitte, lo scorso 7 gennaio, ai 6 ragazzi accusati di essere coinvolti negli scontri avvenuti nella capitale il 15-10-11, Azione Antifascista Teramo chiama all’appello tutti i gruppi, i movimenti e i singoli individui che si riconoscono nelle lotte e che vogliono dimostrare la loro solidarietà e vicinanza con i fatti, oltre che con le parole. Sabato 9 febbraio 2013 si terrà a Teramo un corteo nazionale le cui finalità saranno:

1_Esprimere la massima solidarietà a tutti i condannati, gli arrestati e gli inquisiti per i fatti del 15 ottobre 2011;

2_Rispondere in maniera forte ed unitaria alla repressione che ogni giorno colpisce chi ha la forza e il coraggio di non abbassare la testa e si ribella allo Stato di cose attuale;

3_Lanciare la battaglia contro il codice Rocco ed in particolare contro il reato di devastazione e saccheggio e tutte quelli leggi in forza delle quali ai singoli questori viene garantito il potere di limitare, in maniera del tutto discrezionale e priva di controllo, la libertà individuale attraverso l’emissione di fogli di via, avvisi orali e misure di prevenzione in generale.

Chiediamo a tutte le realtà e a tutti i singoli che intendano rispondere alla nostra chiamata di organizzarsi sin da oggi per raggiungere e far raggiungere Teramo nella giornata di Sabato 9 febbraio 2013, e di farsi carico di diffondere, ognuno nei rispettivi territori, questo nostro appello attraverso qualsivoglia mezzo.

Chiunque voglia dare la propria adesione formale alla manifestazione, sottoscrivere l’appello, fornire contributi ed essere aggiornato su tutto ciò che riguarderà il corteo può inviare una mail all’indirizzo:

teramo9febbraio2013@gmail.com

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4 comments to Teramo: corteo nazionale

  • FIORFIL

    se conoscete orari e punto d’incontro pubblicateli

  • Frank

    Il corteo partirà da piazzale Aldo Moro. Il concentramento è previsto alle ore 15:00.
    Il percorso, della lunghezza di 3 km circa, è il seguente: piazzale Moro- via Pannella- viale Crispi- ponte san ferdinando- circonvallazione ragusa con passaggio in piazza san francesco- via oberdan- piazza martiri- via del vescovado- piazza orsini- corso cerulli- corso de michetti- porta reale- viale m.t. di calcutta- largo madonna delle grazie.
    I pullman che arriveranno a Teramo, dopo aver fatto scendere i manifestanti in piazzale Aldo Moro, dovranno raggiungere direttamente largo Madonna delle Grazie dove sarà possibile parcheggiare anche le auto private.

  • Lorenzo

    Frattanto, a Teramo… Altra simpatica archiviazione dopo quella relativa al caso Covell/Diaz (G8 2001).

    01 febbraio 2013
    “TERAMO. Il giudice chiude per sempre il caso Castrogno.
    L’inchiesta sul pestaggio di un recluso e sull’audio shock con la frase «un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto» è stata archiviata dal gip Giovanni de Rensis che ha respinto la seconda opposizione presentata da Mario Lombardi, il detenuto che accusava di essere stato pestato in carcere. Nell’inchiesta erano indagati l’ex comandante Giuseppe Luzi (nella foto) e quattro agenti di polizia: Donatello Pilotti, Giampiero Cordoni, Roberto Cerquitelli e Augusto Viva. (…)
    Nella richiesta (…) i magistrati sottolineano e rimarcano più volte l’impossibilità di poter dimostrare i fatti anche per l’omertà registrata proprio nell’ambiente carcerario. La stessa cosa aveva sottolineato il pm David Mancini (all’epoca dei fatti in servizio a Teramo e ora all’Aquila) nella prima richiesta d’archiviazione. (…)
    Il caso Castrogno era finito alla ribalta della cronaca nazionale. L’ex comandante, subito dopo l’esplosione del caso, aveva ammesso che era sua la voce che si sentiva nel colloquio shock registrato sul cd. E lui che diceva: «Il detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto. Abbiamo rischiato una rivolta perchè il negro ha visto tutto». Quel testimone era Uzoma Emeka, detenuto nigeriano morto in carcere un mese dopo i fatti, stroncato da un tumore al cervello non diagnosticato.”

    (da Il Centro: Pestaggio del detenuto, il giudice archivia)

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