APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

25 June :
1876 Cavallo Pazzo sconfigge Custer a little Big Horn

STATS

Le cose che non quadrano

 

Va bene, il ritorno di Berlusconi sulla scena politica è una di quelle notizie a metà fra l’esilarante e il tragico che fatichiamo effettivamente a comprendere. Perché va bene ogni tipo di analisi politica, strutturale  e non relegata alle rappresentazioni mediatiche della realtà, ma l’eterno ritorno dell’impresentabile dice molto della condizione politica che sta vivendo il palazzo in questo momento. Però ci sono molte cose che non quadrano, e non può essere il semplice rigetto “di pancia” al berlusconismo a nascondercele.

Che Berlusconi sia impresentabile o meno, dovrebbero essere le strutture politiche avverse, i media e soprattutto i giornali, le radio e gli altri mezzi d’informazione, l’intellettualità diffusa, insomma davvero il grosso corpo della cosiddetta “società civile”, della cosiddetta “opinione pubblica”, a esprimerlo. Non i mercati finanziari attraverso la minaccia dello spread e del debito pubblico. E questa lettura, a cui si aggrappano tutti gli organi d’informazione e le organizzazioni politiche , va combattuta senza se e senza ma. Perché, così come oggi si rivolge contro Berlusconi, domani si rivolgerà verso chiunque non assecondi il ricatto mercatista neoliberista. E questo è un frame distorto molto più pericoloso di Berlusconi o del berlusconismo, e che va combattuto senza remore e mai agitandolo come prova dell’impresentabilità di Berlusconi stesso. Berlusconi è uno dei tanti orpelli di cui si serve la struttura economica del potere per governare. Le istituzioni economico politiche europee sono esattamente *quella*struttura. Per quanto impresentabile, l’imprenditore pappone non rappresenta il problema principale.

Il secondo grave problema delle numerose interpretazioni del ritorno del nano sessuomane sono più politiche. Si rimprovera da più parti che il problema di Berlusconi non è l’opzione politica che rappresenta, ma il fatto che non ha messo in pratica, in questi venti anni, quelle scelte politiche. Insomma, si rimprovera a Berlusconi di non essere stato coerentemente liberista, di aver prodotto debito, di non aver tagliato la spesa pubblica (cioè lo stato sociale), e via dicendo. Contraltare a questa lettura, l’affidabilità invece di un centrosinistra che, nonostante Vendola (risate), sembrerebbe più affidabile nel proseguire le politiche di “aggiustamento sociale” avviate da Monti. Questo, peraltro, determina un’avversione quasi unanime al ritorno di Berlusconi. Ma questo ovviamente non quadra. Oggi come oggi, tolto il TG4 e Libero, sono tutti contro il ritorno in scena dell’ex primo ministro. Ma le motivazioni di questa vera e propria posizione plebiscitaria sono esattamente quelle da combattere con ogni mezzo. L’abbandono di Monti è visto ovunque come il peggiore dei mali possibili, e la causa di questo abbandono, Berlusconi, un vero e proprio nemico. Nemico perché ventilerebbe l’ipotesi di portare avanti una diversa ricetta politica per il paese (ovviamente, non è vero: Monti è riuscito, con il ricatto europeistico, là dove Berlusconi si era arenato).

Se non fosse che non crediamo nei complotti, questa volta sarebbe da farci un pensierino. Il ritorno di Berlusconi ha di colpo spostato (ulteriormente) a destra tutto il quadro politico. Il (centro?) destra ha una deriva populista fastidiosa addirittura per la Lega Nord, si sta collocando sempre più all’estrema destra dello schieramento politico e rischia l’espulsione dal Partito Popolare europeo. Il centro (sinistra?), invece, viene indicato come il prosecutore più affidabile del montismo, sempre in attesa però che il centro politico, quel coacervo di imprenditori e banchieri, ex-sindacalisti e cattolici, si decida a costituire una vera e propria alternativa politica maggioritaria. Dunque, la situazione è paradossale: la parte sinistra dello schieramento politico ha come ideale Mario Monti e le sue ricette neoliberiste; la parte destra critica, da destra, in chiave neonazionalista, Monti stesso.

Tutto questo, in due giorni di avvenuta campagna elettorale. C’è di che rimanere stupiti. Il quadro che si va componendo, nel medio periodo, è però quello descritto senza mezzi termini da Angelo Panebianco sul Corriere della Sera. Vediamo:

Nel migliore dei mondi possibili ci sarebbero due grandi partiti, l’uno di centrosinistra e l’altro di centrodestra, nessuno dei quali ricattato e condizionato da forze estremiste, che si contenderebbero l’elettorato di centro. Entrambi i partiti concorderebbero sul fatto che l’Italia non ha altre possibilità che rispettare gli impegni presi con i partner europei e che nulla serve di più, per rassicurare mercati ed Europa, della certezza che chiunque vincerà rispetterà gli accordi e governerà di conseguenza. Nel migliore dei mondi possibili i due grandi partiti si differenzierebbero fra loro solo perché, pur nel rispetto degli impegni presi, l’uno, quello di centrodestra, proporrebbe di ridurre la pressione fiscale su ceti medi e imprese tramite una contrazione della spesa pubblica mentre l’altro, quello di centrosinistra, proporrebbe risparmi che servano a migliorare la condizione dei ceti meno abbienti.

 

Quindi: il vincolo europeo (cioè della finanza europea tramite la longa manus delle istituzioni politico-bancarie) è il paradigma al quale ogni opzione politica deve sottostare. Le differenze non si tradurrebbero in modi alternativi di vedere la realtà e cercare di modificarla, ma nella medesima lettura e dei medesimi obiettivi. Nessun margine è possibile. Quella fantasiosa differenza politica che intravede Panebianco è così flebile che sembra essere posta lì come artificio retorico, si vede che non ci crede neanche lui.  Berlusconi, incredibilmente, finirebbe per apparire come colui che tenta  di rompere lo schema che non riesce a scardinare la sinistra, cioè quello di liberarsi dal ricatto europeo e tornare a una politica delle differenze sostanziali, e non solo della messa in scena decorativa. Berlusconi la sta già mettendo sull’unico piano possibile per recuperare un po’ di voti: o con lui o contro di lui. Sembra paradossale, ma è così che dovremmo metterla pure noi: o con le strutture di potere economiche europee che ci governano, o contro di esse. Chi si schiera al loro fianco non può essere nostro amico. Dunque, è il nemico politico da combattere. L’assurdo, è che questa radicalizzazione non avviene dalle nostre parti, ma da Berlusconi.

Fra qualche mese questi partiti ci verranno a chiedere il voto, promettendoci chissà quali differenze, che in realtà non esistono, non possono esistere. La soluzione a tutto questo purtroppo (o per fortuna) non risiede in quelle aule, in quelle istituzioni, in quelle tribune.

3778 letture totali 4 letture oggi

6 comments to Le cose che non quadrano

  • libero osservatore

    ottimo articolo, la diretta di sky 24 ieri ha destabilizzato molte persone.
    sia per la lucidità di berlusconi nello spiegare dettagliatemente cosa è successo, sia nello scagliarsi contro tutti e sia nel rendere, per chi dorme ancora, palese la malafede del mondo giornalistico, nel rendere tutto solo a provocazione, battuta, propaganda, zizzania che non fa altro che aumentare caos, frammentazione, squilibri.

    berlusconi ieri ha semplicemente raccontato cosa è successo, come una fiaba davanti agli increduli presenti, che forse pensavano di sfruttare solo l evento per vendere qualche copia in più di un libro o sperare in una sua caporetto.

    e il silenzio della cronoca, il non volere oggi, giorno dopo, analizzare punti da berlusconi elencati, come le intercettazioni anti costituzionali, il ricatto delle banche tedesche nei confronti di tutta un europa, il terrore tedesco post weimar e hitler, (allundendo quindi a chi ora gestisce la germanai), questo silenzio, conferma la paura della verià, conferma il solito attegiamento “italiano” di salire e scendere dal carro quando più conviene, il pensare sempre e solo al proprio orticello, all ipocrisia di pseudo schieramenti, ideologie, ad una non serietà e falsità intrinseca.

    ma il problema sono quegli italiani che continuando ad andare dietro a repubblica, corriere e tutto quel mondo che vota per partito preso, non riesce più a leggere l attualità con la propia intelligenza.

    l italiano è spento, svuotato di personalità, arrivista e incatenato da pessimismo, assomiglia sempre più ad una formica telecomandata.

    berlusconi è lontano anni luce da un democratico popolista, ancora ancorato a principi industiali e capitalisti, ma una volta liberato da quel parassitismo di politica, che lo ha usato per ottenere benefici personali e che lo ha scaricato quando il vero Potere ha alzato la voce, si ritroverebbe solo un elettorato convinto e fedele.

    ora ci troviamo

    un fronte nordista che spingerà nella ripresa economica nazionale ma fuori dal ricatto europeo, e un fronte nordista che spingerà in una fuori uscita dal padrone romano ,che spingere in nuovi cantoni svizzeri o austriaci, quindi pro europa.

    una spinta civica alla grillo, con tutti i rischi di una nuova bufala mediatica che porterà a governare personaggi ambigui, tirannici e ultra modern-tecnologici.

    una pseudo sinistra arcaica, con all interno troppi doppiogiochisti, ladri di professori, truffaldini, veri terroristi di massa, dai d alema ai rutelli, ai tanti cigl, intellettualoidi, anti poveri e via dicendo.

    un movimento arancione che vede la legge sopra a tutto, garantista, anti casta e forse anche anti vaticano

    la parte cattolica sotto attacco da tutti e sempre più estremista

    il resto cosa fa?
    non vota, si autoesclude, si autoorganizza

    io mi focalizzo sui radicali
    gli unici che hanno fatto uscire lo schifo della regione lazio, come ben scritto dal fatto quotidiano, gli unici che parlano in senato di carceri e abusi, gli unici che un tempo lasciavano i microfoni aperti a sfoghi e insulti figli di una rabbia diffusa
    quei radicali che presero un 15% di voti, quei radicali figli di giorgiana masi, del femminismo, del divorzio, del antiproibizionismo

    in un contesto storico “radicale”, dove le mezze misure aiutano e consolidano i padroni, i cerchiobottisti, le bilance della menzogna, del potere, della continuazione di riciclaggio politico, di mezze leggi, di mezzi uomini, di inetti e sottomessi

    forse la concezione radicale, di radicalità di pensiero, di risposta, di azione è l unica strada percorribile, l unica alternativa sia dentro che fuori le mura di un palazzo, che anche “vuoto”, sgombera chi lo vorrebbe riscaldare e farlo vivere.

    il nemico è scheletro, cinico, freddo, morto, sempre meno umano e sempre più robotizzante

    chi porta vitalità, passione, umanità e calore
    sia nel bene che nel male, può essere sostenuto

    finchè esisteranno sentimenti di cuore, di spontaneità, ci sarà sempre la possibilità di “cambiare” e modificare il peggio e l errore.

    Mentre davanti al MURO, all’ acciaio, all isolamento, non c’è via di scampo e di uscita, è un vicolo cieco! c’è solo il tentativo di fuga o l accettazioni di “ergastoli sociali”.

  • Una lettura che condivido completamente.
    Una piccola precisazione sull’utilizzo di un certo linguaggio travaglino/grillino: “nano sessuomane”, che disdico.
    Raga, le parole sono importanti.

  • Lavoratore...Franco

    “Fra qualche mese questi partiti ci verranno a chiedere il voto, promettendoci chissà quali differenze, che in realtà non esistono, non possono esistere. La soluzione a tutto questo purtroppo (o per fortuna) non risiede in quelle aule, in quelle istituzioni, in quelle tribune”.

    Il mio voto comunque, NON SE LO SPARTIRANNO MAI!
    Chi va a votare, o è in malafede, o è un idiota utile al sistema di potere politico istituzionale.
    Sarò drastico, ma la vedo così.

    Saluti

  • Brigante

    Sono d’accordo sia con classe che con Lavoratore…Frenco. Quanto all’analisi di Panebianco è importante osservare che ormai i partiti di governo neanche si preoccupano di marcare le differenze inesistenti che richiamate. Esilarante la conferenza stampa di Bersani di oggi, che ha tenuto a precisare che nel dopo Monti non potrà che esserci continuità con la politica attuale anche se l’avversario elettorale fosse Monti. Della serie, scontro elettorale tra Monti e il partito montista. Siamo giunti davvero alla farsa!

  • Red Dog

    C’e’ necessità di unificare e coordinare la conflittualità in atto, sia a livello delle
    singole fabbriche ,nelle scuole,al livello nazionale,e internazionale.
    Per impedire che la crisi che si manifesta a tutti i livelli
    instabilità governativa, inflazione, licenziamenti, forti tensioni sociali, non si traduca in
    un arretramento del livello della lotta, in una posizione puramente difensiva,
    Credo che nessun politico o partito possa rappresentare niente di questo…
    Quindi qualsiasi farsa elettorale non servira’ assolutamente a nulla,alla crisi economica in atto, forse fara’ respirare un po’ le borse ,cosi’che le banche possono fare ancora piu’ profitto per un po’ e pagare gli interessi hai loro stessi capitali e per poi farli sparire in mano a….quelli che sotto banco comandano i fili dall’alto.
    Medello che fa’ diventare i ricchi sempre piu’ ricchi e prepotenti con i loro mezzi di controllo e repressione.
    la crisi e’ nelle fondamenta del capitalismo stesso,e le sue radici hanno raggiunto tutto il parlamento.
    L’innominato in alto nella pagina e’ stato interdetto dagli uffici publici per tre anni credo e condannato a quattro anni per falso in bilancio…lasciando perdere tutto il resto come puo’essere che lo si ripropone?assurdo!
    e’ difatti tuttta una farsa di qui fa’ parte anche la sinistra “Democratica”e ordinata che ripudia ogni tipo di ribbellione che appoggia proggetti come la TAV che fa’ gli occhietti dolci all’ex DC ,per me come la metti la metti chi vince vince al proletariato alla crisi alla povera gente al prcario,al disoccupato, ai prigionieri politici o no’,all’ambiente,ai senza tetto ecc ecc… non fara’ molta differenza
    …è necessario quindi partire in comune per un progetto di centralizzazione che partendo dalla pratica dei bisogni come esercizio della democrazia proletaria, rappresenti un punto di riferimento per il movimento di classe che rifiuta il ricatto della crisi!

  • Lorenzo

    @Lavoratore…Franco
    “Chi va a votare, o è in malafede, o è un idiota utile al sistema di potere politico istituzionale.”
    Queste posizioni io proprio non le capisco, vota Sinistra Critica, vota Turigliatto, vota il partito marxista-leninista se credi… ma la fiera rinuncia al voto a prescindere mi sembra l’opzione più stupida sulla piazza. Che diavolo vorresti? La democrazia organica?

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>