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Una piccola storia ignobile

Capita, a volte, di incappare senza neanche volerlo in una piccola storia ignobile che certamente non meriterà nemmeno due colonne su un giornale, come cantava Guccini, ma che comunque da l’idea di come gira il mondo per certi cameratti. Questa è una di quelle volte. Giorni addietro stavamo preparando un post sull’ultimo concorso indetto da Zètema e l’ennesima “sola” (perdonate il francesismo) rifilata dal Comune di Roma a migliaia di giovani abbindolati con la promessa di 18 contratti a tempo indeterminato (leggi). Dopo aver versato i 10.33 euro di tassa d’iscrizione gli oltre 6mila partecipanti hanno infatti scoperto che si trattava in realtà di un concorso finto, bandito solo per poter regolarizzare chi già lavorava per Zètema con contratti a tempo determinato, e che dunque i titoli accademici (lauree, dottorati, master…) faticosamente conseguiti dopo anni di studio sarebbero stati comunque insufficienti per accedere alla prova orale. (leggi) Per chi non è di Roma o per chi non lo sapesse stiamo parlando della società in house del Comune incaricata di gestire i servizi culturali dello stesso gestendo per questo fondi più che cospicui; un carrozzone clientelare adoperato tanto dal centrosinistra di Veltroni che dal suo successore postfascista per elargire posti e prebende come nella migliore tradizione capitolina. Incuriositi da articoli come questo siamo quindi andati a guardarci i profili facebook (i nostri mezzi di intelligence di più non permettono) dei vincitori degli ultimi concorsi e indovinate un po’ chi ci abbiamo trovato? Ma dai, non lo immaginate? Fate uno sforzo… ma si dai, proprio loro, i duri e puri del terzo millennio, quelli che (a parole) non scendono mai a compromessi. Non ci credete? Provate a guardarvi i vincitori del 2009, e specificatamente la graduatoria finale del bando per le attività culturali (qui), riconoscete nessuno? Ad esempio quello col cognome che ricorda il mago di re Artù (e no, non si tratta di omonimia, è proprio il figlio dello stragista che pensate voi) oppure l’ex responsabile del servizio d’ordine dei blocchinari. Certo, qualcuno potrà sempre dire che si tratta di un caso, ma 2 su 4 fa il 50% di vincitori di concorso, un “caso” davvero molto grande. Arrivati a questo punto molti penseranno, giustamente, che non c’è niente di nuovo sotto il sole. Cose viste e riviste nel sottobosco dei palazzi del potere, storie di ordinario clientelismo che riempiono le biografie di tanti cameratti. Del resto, tanto per fare un altro esempio piccolo piccolo come il borghese di Alberto Sordi, il loro vicepresidente è stato o no imbucato dall’allora presidente della regione Lazio Storace in quell’altro carrozzone pubblico che risponde al nome di Astral (Azienda Strade Lazio)? Se scriviamo è dunque solo per far notare come casaclown stia basando gran parte della propria campagna elettorale su una presunta alterità rispetto ai Fiorito e ai Maruccio e a tutto il resto del ceto politico della seconda repubblica, sperano di cavalcare l’onda dell’antipolitica e raccimolare in questo modo qualche voto. Forse sarebbe il caso di ricordargli che questo sistema “marcio” l’hanno munto come e più degli altri, ricavandone case, negozi e soldi. Il fatto è che non sono diversi, e nemmeno pericolosi. Sono solo una manica di raccomandati.

 

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