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La carta dei libri si fa con la cellulosa che, a sua volta, si ricava dal legno degli alberi. I quali, come è noto a tutti fin dalle elementari, attraverso la fotosintesi clorofilliana trasformano la CO2 in ossigeno svolgendo una funzione essenziale alla vita sul pianeta terra. Tutto questo per dire: perché abbattere degli alberi per stampare queste stronzate? Negli ultimi tempi gli scaffali delle librerie italiane si stanno riempiendo di volumi dedicati all’estrema destra, alcuni sono interessanti ma la maggior parte di essi non aggiunge nulla di nuovo e la sensazione che si ha sfogliandoli è che si tratti di una paraculata con finalità squisitamente commerciali. In questa schiera di libri inutili può tranquillamente essere inserita l’ultima fatica editoriale di Paolo Berizzi, Bande nere. Anticipato da un consistente battage pubblicitario su “Repubblica” (il giornale per cui Berizzi scrive) il libro è un concentrato di banalità, errori e idiozie che oscilla continuamente tra l’agiografia e l’allarmismo ingiustificato. Ma andiamo con ordine perché le cose da sottolineare sono molte. Cominciamo con le inesattezze perché, lo confessiamo, non ci era mai capitato di leggere un libro/inchiesta tanto sciatto e approssimativo come questo. Ecco alcune perle:
-    a pagina 12 Berizzi scrive “Tradizione distinzione recita lo striscione di un gruppo ultrà fortemente connotato a destra”. Qui l’autore sbagli il tempo del verbo, avrebbe dovuto scrivere “recitava” visto che il gruppo non esiste più dal 2007.
-    a pagina 85 il giornalista afferma “le band di riferimento delle testa rasate milanesi sono Malnatt, Sud Xt, Civico 88, Lapeggiogioventù” senza sapere che l’ultimo gruppo menzionato è romano ed il cantante altri non è che Giuliano Castellino, entrato ultimamente in AN.
-    a pagina 144 sempre Berizzi dice “Uno studente di Azione Studentesca cita il coraggio di un suo collega politico eletto al Machiavelli di Via dei Volsci a San Lorenzo, da sempre cuore rosso della città (Roma, ndr)”. Ora basterebbe un giro sul sito della provincia (leggi) per riuscire a sapere che su via dei Volsci non c’è nessun liceo, tantomeno il Machiavelli.
-    a pagina 148  Berizzi riesce a sbagliare luogo ed ora dell’aggressione forzanovista  ai danni degli studenti della sapienza “E’ il 27 maggio del 2008. Le due del pomeriggio. Nella Piazza intitolata ad Aldo Moro (…) Nella grande spianata d’asfalto di fronte all’ingresso principale dell’ateneo, qualcuno sta attaccando dei volantini…” Come si fa ad essere così imprecisi? Bastava semplicemente connettersi ed appurare che l’aggressione è avvenuta di mattina e su via De Lollis, e pensare che per dare un tocco di realismo alla narrazione Berizzi descrive pure piazzale Aldo Moro…
-    a pagina 156 un’altra svista ingiustificabile, parlando degli scontri di Piazza Navona Berizzi riesce a scrivere “ma alle due del pomeriggio la notizia comincia a circolare. Il decreto Gelmini è passato. I ragazzi si spostano a Piazza Navona e lì accade il putiferio.”  Ma come, trasmissioni su trasmissioni a parlare di quello che accadde il 29 ottobre e Berizzi sbaglia posticipando tutto di 4 ore?
-    a pagina 161, fingendo di intendersi di sottoculture giovanili il nostro goffissimo giornalista scrive un’altra castroneria “nonostante alcune band come gli SHARP si allontanino dalla destra”. Gli SHARP una band? Ma se sono un movimento internazionale che riunisce gli skin antirazzisti.
-    a pagina 163 più che in un errore Berizzi incappa in un vero e proprio falso storico “l’attentato (Acca Larentia, ndr) fu rivendicato dai nuclei armati di contropotere territoriale e diede di fatto il via al terrorismo nero”. Ora immaginatevi un adolescente che si trovi tra le mani questo libro, probabilmente digiuno della storia d’Italia degli ultimi decenni rischierà di convincersi che il terrorismo nero fu in realtà una risposta al terrorismo rosso. Ma con chi l’ha scritto ‘sto libro, con la Mambro  e Fioravanti? E Paolo Rossi? E la strage di Piazza Fontana? E la strage di Brescia? E le bombe sui treni? E le decine di compagni assassinati?
-    a pagina 193, tornando a parlare della curva della Roma, Berizzi scrive “i Boys, tradizione e distinzione, Bisl e opposta fazione della curva sud romanista…”. Ancora? Ma se il primo gruppo è di fatto sciolto e gli altri non esistono più da anni.
-    a pagina 197 “abitano nelle borgate di Casalbertone o di Torre Angela, Ostia e Tiburtino, dove Forza Nuova ha fatto opera di proselitismo”. Ora, se sei un comune cittadino puoi tranquillamente ignorare la geografia dell’estrema destra. Ma visto che stai scrivendo un libro specifico sull’argomento, come fai a non sapere che a Casalbertone c’è una sede legata a Casapound (e non a FN), lo stesso dicasi per Ostia, e che al tiburtino non ci sono sedi fasciste. Ma che inchiesta è?
-    e chiudiamo con l’esempio più clamoroso della sciatteria giornalistica dell’autore, a pagina 201 parlando dello omicidio di Giovanna Reggiani a Tor Di Quinto (Roma) il 30 ottobre del 2007 Berizzi scrive “l’assassino è un clandestino arrivato da Bucarest”. Clandestino? Ma lo sa Berizzi che dal 1 gennaio 2007 i rumeni sono cittadini comunitari?
Ci fermiamo qui per carità di patria, ma vi assicuriamo che l’elenco delle cazzate prosegue senza soluzione di continuità fino all’ultima pagina. A dire il vero gli errori si concentrano soprattutto quando si parla di fatti e personaggi romani, mentre laddove l’autore elenca accadimenti avvenuti in Lombardia e nel Veneto il racconto è molto più preciso. Questo perché gran parte di questo materiale non è altro che una rimasticatura delle inchieste (queste si, serie) portate avanti dall’osservatorio democratico di Saverio Ferrari. Ma veniamo ora alla sostanza del libro. Come abbiamo detto prima l’autore oscilla dall’agiografia all’allarmismo esasperato. A leggere le pagine dell’inchiesta sembrerebbe quasi che l’Italia si trovi alle soglie di una nuova marcia su Roma, con orde nere pronte a colpire a morte gli istituti democratici repubblicani.  Berizzi abusa di termini enfatici che vengono ripetuti quasi ossessivamente: “onda nera”, “penetrazione”, “contagio”, “galassia in espansione”, sappiamo bene che l’emergenza vende, ma a tutto c’è un limite. E poi, come si fa ad affermare (come a pagina 10) che “in Italia ci sono 150.000 giovani sotto i 30 che vivono nel culto del fascismo e, non tutti ma molti, nel mito di Hitler” facendo derivare questo dato dai voti presi dai partiti(ni) della estrema destra nelle passate tornate elettorali. Sarebbe come voler sostenere che visto che nel 2006 PRC e PdCI avevano preso tre milioni e centomila voti, in Italia si stava per realizzare la dittatura del proletariato. Ma facciamo i seri. Sembrerà forse paradossale detto da chi ha fatto dell’antifascismo uno dei cardini del proprio agire politico, ma la situazione è molto più contenuta di quanto non la descriva Berizzi che guarda al mondo con gli occhi del borghese illuminato appena sceso dalla luna. Un borghese che quando mette il microfono davanti a uno di questi personaggi viene improvvisamente colpito dalla sindrome di Stoccolma e si dimentica di porre alcune semplici domande bevendosi così tutto quello che questi personaggi dicono. Parlando di Casapound e del Blocco l’autore sostiene in più parti del libro che “vengono da certe borgate dove capita che i fasci siano più a sinistra della sinistra”. Questa è una vera e propria cazzata, almeno che non si voglia sostenere che Vigna Clara e Piazza dei Giuochi Delfici, quartieri da dove viene il gruppo dirigente del Blocco e dove le case stanno a 13.000 euro al metro quadro, siano dei quartieri proletari; e la stessa cosa vale per l’Appio-Latino, quartiere residenziale dov’è cresciuto il loro capo “supremo” figlio di una quadro Rai e non certo di un operaio edile. Il blocco studentesco, poi, viene descritto quasi come una macchina da guerra che in pochi mesi ha conquistato le scuole di Roma. Ora se queste cose le dice Di Stefano, siamo nel campo delle cazzate sparate da un cazzaro, ma se le afferma un giornalista, per di più “di sinistra”, entriamo nel campo di un incapace che fa danni alimentando il mito di un’organizzazione che, in realtà, nell’ultimo anno ha segnato il passo. Contrariamente a quanto riporta Berizzi i “blocchinari” non hanno mai organizzato una propria manifestazione contro la riforma, ma hanno semplicemente parassitizzato le mobilitazioni spontanee della protesta antigelmini fin quando non sono stati cacciati a sediate da Piazza Navona. Da allora sono spariti salvo poi riapparire episodicamente con qualche volantinaggio negli ultimi tempi, ma si sa, quando la marea si ritrae ricompaiono anche le cozze nere. Un capitolo a parte merita quell’altra vera e propria leggenda metropolitana che è la “lotta per la casa” della destra radicale. Leggendo il libro sembra quasi che a Roma chi si occupa dell’emergenza abitativa siano i fascisti con le OSA. Sarebbe bastato leggersi i giornali di questi ultimi anni e farsi due conti per capire come quel progetto non solo sia miseramente fallito, ma sia ridotto a far “svoltare” la casa al centro e in un palazzo di pregio a un gruppo di fascisti. E questo mentre i movimenti di lotta, quelli veri, organizzano migliaia di persone su vertenze reali. Di esempi se ne potrebbero fare decine ma ci fermiamo qui non prma di avervi consigliato che se proprio dovete spendere 16 euro, fatelo in qualsiasi altro modo ma non sprecateli per questa stronzata.

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32 comments to consigli (o sconsigli) per gli acquisti

  • Ile

    A me “Morte a 3 euro” di Berizzi non era sembrato male: evidentemente quando si cerca l’argomento “cool” del momento per scrivere un “istant book” (come dopo piazza Navona) la qualità scende…
    Comunque non mi sorprende che il libro scivoli tra l’agiografia e l’allarmismo esagerato: è lo stesso che fanno i video sui fascisti messi in questi giorni sul sito di – guarda guarda – repubblica…

  • operaio di San Basilio

    infatti i video riprendono paro paro il libro, o viceversa. fatto sta che quel cretino de Avaro fa il coatto ma dimentica de dì che negli ultimi anni ha solo preso pizze. Avoja a annà in palestra…

  • davide

    comunque al di là di tutte le cazzate che ha scritto anche voi dovete fare il mea culpa.
    I boys, nonostnte non abbiano più lo striscione, causa legge amato, esistno ancora, idem per bisl, spostato in Tevere. opposta fazione invece si è sciolta a metà dei ’90
    Fe-fe-fedayn
    daje compagni

  • antifa hooligan

    micidiale quando si erge a dire “uno di noi vale dieci de loro” me chiedo allora perchè tutte le volte che ce l’ho avuto davanti ar naso ha semrpe fatto pippa…per non parlà de quella famosa scampagnata a piazza navona, la mattina si aggirava a riprendere le gesta dei cameratti,c’ha manco le palle de menà du regazzini, ma tempo meno di un paro d’ore e guarda caso era sparito…

  • Alessandro

    Il video su repubblica non è male, alcune cose sono interessanti. Una su tutte, il fatto che il politico preferito di casapound è Berlusconi…ma come ma non erano tutti contro il sistema? non erano gli unici non ammanicati con il potere^ Ogni volta che parlano in libetà si sputtanano da soli in maniera talmente plateale che manco un finto montaggio potrebbe fare di meglio.
    Altra cosa interressante è il fatto che quel ritardato di Avaro si rivendica apertamente l’aggressione a villa ada così…come se niente fosse, in cui sono state accoltellate diverse persone.
    Interessante anche l’intervista ad Arcivieri, che fa capi come la curva abbia fatto propaganda elettorale prima a Fini poi a Alemanno, quindi si so ri-sputtanati completamente e toccherebbe ricordarglielo ogni volta che smerdano fini o alemnanno che loro hanno contribuito in prima persona ad eleggerlo e oggi ce piano le mazzette (Lucarelli pia più de 200.000 euro l’anno pe nun fa un cazzo, soldi che poi passa alle organizzazioni di estrema destra, il sincero democratico…)

  • maurizio

    Sto libro è proprio na stronzata, chiunque de noi l’avrebbe fatto mejo, ha scopiazzato un pò in giro e pure male, ma se sà come funzione, pubblicità regresso e se venne pure la merda, comunque una bella analisi del perchè molta gioventù, tanta, diventa fascista bisognerebbe falla, le cose non stanno certo come le dice berizzi, ma non se pò nasconne che stanno a prende piede, e non è solo per il rilassamento de certi “comunisti”, fanno presa, e una cosa da non sottovalutà è che, oggi, semo noi comunisti che avemo contro tutti.

  • operaio di San Basilio

    Sinceramente io credo che il vero problema sia oggi la passivizzazione e la spoliticizzazione delle giovani generazioni. Questo crea le condizioni affinché i fascisti ritrovino agibilità politica in alcuni territori. I militanti neofascisti veri e propri, però, non sono poi così tanti come scrivono i giornalisti/giornalai. Ma davvero credete che Casapound abbia 300 militanti a Roma e 3000 simpatizzanti? Immaginate cosa significherebbe in termini di agibilità dei quartieri una cosa del genere? E’ ovvio che si tratta di cifre gonfiate per autocelebrarsi e chi se le beve è quantomeno ingenuo. Secondo me, stima personale, non sono più di 40/50 militanti con una cerchia un po’ più larga di simpatizzanti mobilitabili in determinate occasioni. Prova ne è il fatto che materialmente riescono a tenere solo 3 sedi (Casapound, casalbertone e Piazza perin del Vaga) di cui due aperte solo uno o due giorni a settimana. Area 19 è un vero e proprio bluff, è sempre vuota tranne quando (una volta ogni due mesi circa) ci fanno qualche serata. A livello studentesco si vedono sempre e solo le stesse facce che se stanno davanti alle scuole superiori non stanno all’università. I nomi sono quelli usciti per piazza navona e nulla di più. Le occupazioni delle case si sono ridotte a Casapound e anche allo stadio sono considerati solo “chiacchiere e distintivo”. In trasferta, vero termometro per un gruppo ultras, non vanno mai oltre le 4/5 persone (quando va bene) con la pezza. Di Forza Nuova non ne parliamo neanche, oltre la sede di piazza vescovio ce n’è una all’Appio latino (che non riescono neanche ad aprire)animata da fagiani ed una a Torre Angela che è sempre chiusa. Andatevi a vedere il Forum del cosiddetto Nucleo Torre Angela, è patetico ci scrive solo tal danielone che fa i post, se li commenta da solo e non se li caga nessuno. Il vero dramma è che oggi questi infami rappresentano l’estremizzazione del cosiddetto senso comune il che fa si che se non sono un problema grosso oggi, lo potrebbero però diventare se sottovalutati e lasciati fare indisturbati

  • ASR FANATICS

    i boys hanno lho striscione anzi ne hanno 3 che ruotano ogni domenica(quello rosso con il sole,quello bianco scritta bicolore giallorossa,e un altro rosso con scirtta bianca con bordi gialli)bisl si è sciolto formalmente anche se i membri vanno ancora allo stadio qualcuno in nord con enterna legione e avanzata romana qualcuno con curva sud 1973 in tevere e qualcuno nella parte bassa fra padroni di casa e giovinezza più o meno dove sta la pezza “assentipresenti”
    tradizione e distinzione opposta fazione sono ormai sciolte da decenni.
    ora mai scrivere su l’estrema destra equivale a scrivere i libri sulla “casta” basta che scrivi 2 stronzate e hai assicurato il libro fra gli scaffali

  • antifa hooligan

    concordo in parte con l’attenta analisi qui sopra, il problema secondo me è che quello che continuiamo a chiamare fascismo, e a trattare come tale, oggi in realtà è un’esplosiva miscela di coattanza-povertà culturale e intolleranza. una “sub cultura” da top girl che risulta facilmente vendibile ai pischelli in cerca di personalità svuotati dalla povertà culturale della società mediatica, per farla breve è qualcosa di così semplice che possono capirla anche loro.
    FN casapound e gentaglia simile hano dei numeri irrisori ma il loro simil-pensiero, proprio per la sua povertà, è facilmente riproducibile da chiunque, è questo che li rende pericolosi.

  • perry

    D’accordissimo con Operaio di San Basilio e Antifa Hooligan.
    Ho scritto in più occasioni su Indymedia (se qualcuno chiede, metto i links) a riguardo, specie partendo dall’analisi di Fn Torre Angela (non sono di lì, ma bazzico ogni tanto la zona e conosco qualcunio che ci abita).
    Venerdì 20 pomeriggio, i coraggiosi del circolo Futurista hanno fatto un attacchinaggio a Casalbertone: alle sei era in programma un’iniziativa con cocktail offerto (guardate sul loro sito). Pertanto, per l’occasione, hanno radunato una ventina di loro che giravano in due o tre squadre per il quartiere, guardandosi intorno, alcuni con guanti rinforzati da moto, e tenendosi spesso in contatto al telefonino. Intanto il celebre Kangoo girava avanti e indietro.
    Così, questi eroi hanno attaccato i soliti manifesti Giovinezza al Potere e Tempo di Essere Madri.
    Il bello è che ci sono stati almeno tre episodi (visti da compagni e amici del quartiere) di abitanti, adulti, negozianti, donne, semplici cittadini, quindi neanche “veri” militanti antifascisti, che, appena loro attaccavano i manifesti, glieli strappavano. E questo proprio davanti a loro, che protestavano, accusavano di non essere democratici, eccetera. E poi …tiravano dritto.
    Insomma, sono tigri di cartone, privi di radicamento a Casalbertone.
    Idem, all’inaugurazione di Fn Torre Angela, il 13 febbraio, erano in NOVE, compresi Fiore e Lopolito: guardate le foto che ha messo quest’ultimo sul “suo” tristissimo forum!!
    Da allora, vanno a vendere il pane al mercato il sabato e basta. La gente lo compra e se ne va. Fine della storia.
    Dopo l’attacchinaggio (poca roba, forse cinquanta manifesti su via Quaglia e altrettante locandine sui cassonetti di Torbellamonaca vecchia) fatto per l’inaugurazione, niente più cenni di vita. Avevano attaccato tre striscioni proprio la notte prima, probablimente per paura che glieli strappassero subito, facendogli fare una pessima figura dall’inizio. Gli striscioni (via Torbellamonaca-svincolo via del Fuoco Sacro, via Aspertini, Gra svincolo Casilina), infatti, sono stati strappati in pochi giorni e non più rimpiazzati.
    Infine, sempre la notte dell’attacchinaggio, hanno fatto due o tre scritte contro i rom. Un po’di A3 sul “Pane comunale” attaccati vicino alimentari e fornai della zona.
    Alcuni li hanno usati per cercare coprire i manifesti per Gaza messi dai loro “rivali” del Mosaico Romano (un paio di mesi fa, peraltro, anche CP aveva attacchinato a Torbellamonaca)!!
    Basta.
    Il buco di sede, aperta da Fiore per le elezioni, è sempre deserta o chiusa.
    Del resto, FN non se la passa bene, per le europee: sul loro forum, parlano di un’alleanza con Fiamma Tricolore!
    Come scritto più volte, il problema è che il loro nome, striscioni, manifesti, fomentano i coatti di borgata e i ragazzini che vanno a picchiare immigrati e infastidire ambulanti. L’aggressione in trenta ai due lavoratori albanesi è stata un misto di razzismo e criminalità comune che, ovvio, colpisce a partire dai più deboli.
    Torbellamonaca è un posto degradatissimo, criminalità, spaccio, bande di ragazzini che fanno danni in giro, e chiaramente il razzismo e la violenza sono la regola. Ma si tratta (non intendo sminuirlo, chiaro) di un fatto “prepolitico”.
    Via Livia ha ricevuto una visitina esplosiva, un paio di settimane fa. Rimessa a posto in breve, quello che era in effetti un piccolo bar con scantinato, hanno fatto una serata con forse trenta persone…
    Lotta Studentesca, a febbraio, ha fatto un “corteo”: venti ragazzini con altrettante bandiere a Piazza Esquilino (video su youtube).
    Dal’altro lato, Casa Pound, tanto snob e intellettualoide, ormai si limita a patetiche iniziative pseudoartistiche di “guerrilla marketing” (dalle statue incappucciate, ai manichini impiccati, alla “passeggiata futurista”, ai manifesti fantasiosi, con grafica accattivante similunderground e slogans a effetto). Per il resto è chiaro che punta solo a cercare di beccare qualche lira, guadagnare con affitti, magliette, cd e concerti con cinghiamattanze incluse, e arrivare a qualche poltrona.
    Dell’edificio occupato da “Uscocchia” al Portuense (che portò in tre giorni ad un corteo “duro” di più di seicento antifascisti), che affermavano di aver fatto riconsegnare alla cittadinanza, hanno più parlato???
    Blocco Studentesco, screditatissimo dopo Piazza Navona, può solo fare azioni improvvisate come il volantinaggio con ottanta di loro a Tor Vergata, fatto all’improvviso, per evitare la mobilitazione antifascista. Se per volantinare devono essere in ottanta, significa che per loro non c’è più agibilità, non possono fare vera azione quotidiana, solo mostrare i muscoli protetti dalla Digos o aggredire vigliaccamente antifascisti isolati.
    Al cocktail annunciato al Meo Pinelli infatti non si sono visti!
    In effetti, FN e CP non possono attrarre davvero militanti: quelli che condividono le loro “idee” sono per definizione degli imbecilli e, come tali, troppo sfaticati e incapaci di un vero “impegno” come “militanti”.
    Ciò non toglie che siano delle immondizie da spazzare via in ogni modo.
    Ah, naturalmente anche il libro in oggetto è ugualmente immondizia…
    Antifascismo militante sempre!

    P.S.: Magari sbaglio, ma Maurizio che scrive balle già lette su Indymedia (“non se pò nasconne che stanno a prende piede, e non è solo per il rilassamento de certi “comunisti”, fanno presa, e una cosa da non sottovalutà è che, oggi, semo noi comunisti che avemo contro tutti”) mi pare tanto un fascio mascherato…
    Sgamato?

  • Alessandro

    Sono d’accordo con perry ottima analisi…per fortuna la sitauzione è questa…
    Il problema è che a leggere certi libri e il cumulo abnorme di indagini inchieste articoli ecc sulla destra pare un fenomeno in espansione e in un certo senso incontrollabile, quando non è assolutamente così, ed i primi a saperlo sono proprio i neofascisti di oggi. La realtà per fortuna è diversa, e al di la dei nostri meriti/demeriti come compagni, loro non sono propri capaci ad aggregare o quantomeno a fare una decente iniziativa politica. Meglio così…

  • perry

    A proposito, se a qualcuno può fregare qualcosa, in buoni rapporti con i casapoundiani futuristi di Casalbertone ci sono anche i Giovani Poeti d’Azione.
    Chi ha qualche anno, ricorda Alessandro D’Agostini e altri patetici soggetti del genere (uno si chiamava Porcacchia, di cognome, o qualcosa di simile) che facevano gli artisti d’assalto contro la cultura accademica, a Lettere alla Sapienza, verso la metà degli anni novanta.
    Loro articoli furono pubblicati dal giornale nazimaoista “Rosso è nero” e da “Rinascita Nazionale”.
    Verso il 2000 o 2001 ricordo un comizio-manifestazione-concerto neofascista vicino il Colosseo (ero andato per guardare le facce e cercare notizie), e c’erano tra il pubblico D’Agostini e un altro che cantavano canzoni stile “…un solo grido, Boia chi molla”, a braccio teso.
    Sono dei patetici imbecilli, ovvio, ma del resto è questo il livello degli intellettuali e artisti che i futuristi di Casalbertone possono permettersi…

  • perry

    Ad Alessandro: sia chiaro, ciò non toglie che quando sono in dieci contro due possono diventare pericolosi…
    Quindi, al di là del fatto che alla fine non raccolgano che consensi verbali e superficiali e, nel caso di Fn, il voto dei giovani di borgata (è chiaro che sia votata soprattutto da giovani perché prende voti principalmente alla Camera e pochi al Senato, per cui si può votare a ventisei anni), è sempre opportuno fare il possibile per … spazzarli via fisicamente.
    Immagino che su questo siamo tutti d’accordo.

    Poi, certo, è dagli anni novanta, ovvero i tempi dei “saggi” sociologici di Alessandra Castellani o Maurizio Blondet sugli skinheads, che pseudoreportages sensazionalistici e libri semipubblicitari sui neofascisti vengono pubblicati come semplice operazione commerciale.
    Chiaramente, già questo fa apparire la cosa maggiore di quanto sia, poi i soldi di Fiore, Adinolfi e simili che finanziano rispettivamente Fn e Cp, fanno il resto, con manifesti a colori, siti internet, bandiere, merchandaising (perché di questo si tratta) vario…

  • maurizio

    Perry, Perry, primo non scrivo su indy, secondo, sarei un fascio mascherato solo per aver detto che “stanno a prende piede ecc….ecc….” che acutezza, grazie per avermi/ci illuminato, non mi ero reso conto che il movimento comunista era egemone in questo paese e che in questo momento di crisi, sociale, politica ed economica stava preparando la rivoluzione, io pensavo che eravamo intenti a compiacerci nel nostro identitarismo narcisistico, slegati daslla società reale, che i tempi dell’”inchiesta”, di maoistica memoria, erano solo un ricordo dei più anziani, mi chiedo dove vivi, ti rendi conto dove stiamo andando a finire, ma non vedi come stà crescendo la gioventù, solo per il fatto che i gruppuscoli fascisti sono numericamente pochi credi che sia tutto risolto, o il pericolo è la “cultura” che rappresentano e i loro padroni “parlamentari”? Credi che il “messaggio” comunista, oggi, passi facilmente come nel passato, o c’è bisogno di lavorare per anni per riconquistare la credibilità e il terreno perduti?
    Rilassate che te fa bene!!!

  • perry

    Ultimo messaggio per stasera:
    Godetevi questo video di antifascisti che fanno asserragliare gl’indomiti blocchetti partenopei all’università. Ascoltate, peraltro, la tipa che a 7’42″ dice “Aprite, facciamoli entrare tutti quanti”, tanto per fare un po’di più le vittime dei cattivoni antifascisti intolleranti.
    http://www.youtube.com/watch?v=UyzeJlg_kNk

    Altra cosa: il 2 aprile a CasaPound indovinate su chi si terrà un’iniziativa?
    BETTINO CRAXI!!!
    Sarà presente la figlia Stefania.

    Mi sa che stanno peggio di come pensassi…

    A Maurizio: grazie, mi hai tolto ogni dubbio!!! Salutami i tuoi amichetti che scrivono in giro, appunto su Indymedia (non hai capito neanche quello che avevo scritto: ulteriore conferma!). Imparate a scriverli meglio i messaggi falsi…

  • Spartako

    comunque è vero il servizio di repubblica era inutilmente allarmante.
    A na certa se ne escono che ce so 50000 fasci a roma.
    Io personalmente non li ho mai visti ma ndo stanno?
    Sembrerebbe quasi di trovarci in una roccaforte fascista inattaccabile.
    A me me pare che invece Roma sia piena de quartieri rossi e praticamente è spaccata a meta.Nord-ovest nera sud-est rossa,a parte piccole eccezioni.
    Vojo di i fasci ce stanno ma è una città co na cifra de compagni
    porcoddio

  • perry

    Vero.
    Sono le zone tradizionali, dagli anni sessanta e settanta.
    Rosse la zona universitaria di San Lorenzo, le borgate San Basilio, Val Melaina, moolto rossa era (oggi non più molto, in effetti) l’area Alessandrino-Torre Spaccata-Centocelle-Quadraro, eccetera.
    Era invece nero San Giovanni (più ricco e poi c’era/c’è Acca Larentia).

    A ovest credo alcune borgate come Valle Aurelia e Primavalle fossero antifasciste.
    Il resto (le zone benestanti di Eur, Nomentano-Africano, Giochi Delfici, Prati: vedi anche la canzone “Piazzale degli eroi” di Venditti, quando scriveva canzoni ascoltabili) era certamente territorio più che altro di destra.

    Se ci penso, ho avuto una gran fortuna, a nascere al Prenestino…

    Sicuramente a Roma ci sono molti antifascisti, tra attivisti di organizzazioni di sinistra, collettivi studenteschi, centri sociali, skinheads, cani sciolti, semplici democratici.
    Al Portuense il corteo contro Cp/Uscocchia ha mobilitato almeno seicento persone “decise” in un paio di giorni: abbiamo sfilato con anfibi, caschi, giubbotti, mentre i pochi fascisti erano asserragliati e protetti dalla polizia e una quindicina di facce da stadio stazionavano lì intorno, con l’aria di non sapere se fosse davvero il caso di farsi vedere in giro…
    Idem, la due giorni per Valerio Verbano e poi il sabato per
    Scialabba sono state un successo, in questo senso…

    Io sono certo politicamente molto di sinistra (sono anche attivista) ma l’antifascismo lo intendo come un fatto ampio, che raccolga dai comunisti veri e propri ai moderati, a tutti i sinceri democratici, in nome di valori collettivi di democrazia, antirazzismo, libertà, solidarietà.
    Poi, tutto il resto lo si discute a parte.

    Tornando al nostro discorso, il problema vero non sono i “militanti” fascisti veri e propri: secondo me ci saranno una quarantina di Cp/Bs e altrettanti di Fn, a Roma. Poi avranno forse un altro centinaio di simpatizzanti ciascuna, a dire tanto, che parteciperanno a concerti e cortei.
    Fiamma e La Destra sono davvero quattro gatti: i manifesti della Destra li ho visti attaccare da immigrati (pagati, immagino). Il Fronte di Tilgher, da sempre sbeffeggiato dal resto della “destra radicale”, è definitivamente scomparso, mi pare aderendo alla Destra, mentre Militia saranno forse una decina: Boccacci e gli amici suoi.

    Il vero problema sono la massa di teppisti da stadio e coatti di borgata, che costituiscono il grosso della manovalanza delle azioni violente, responsabili di pestaggi di immigrati, attentati contro negozi eccetera.
    Ci vuole poco a reclutare una decina di coatti per andare ad aggredire degli immigrati in una baracca o per fare i bulli contro un ragazzo con la kefyah o i dreads.

    Non occorre andare ad indagare i meccanismi psicologici, la logica del branco, il volersi mostrare coraggiosi, il dover dimostrare di saper mettere in pratica le cose dette tutti i giorni in bisca (tipo “bisogna ammazzarli tutti, ‘sti negri”) o la “solidarietà” con l’amico che accetta per primo l’invito a partecipare ad una spedizione…

    Poi, certo, Blocco Studentesco si è tirato dalla sua molti studenti medi qualunquisti, con i suoi slogans a effetto e le chiacchiere contro le strumentalizzazioni politiche, lo scorso autunno.
    Ma era più che altro una faccenda superficiale, giocata anche molto sulle relazioni personali, amicizie, eccetera, il fatto che ci fossero liceali che stavano dalla parte dei fascisti.
    Ma si tratta appunto di una vicinanza poco convinta, è una massa molto instabile e volatile, oltre che limitata.

    Per il resto, se vi regge lo stomaco, guardate i video su Youtube dei cortei e altre iniziative di Fn, Cp, Bs, eccetera: roba ridicola.

    Dopo lo stupro della Caffarella, Fn fece un corteo di un a cinquantina di persone, in zona e, dopo qualche altro giorno (21 febbraio, credo), una fiaccolata da Bocca della Verità al Campidoglio.
    Beh, c’erano pochissime persone. Addirittura il sito di Fn Torre Angela pubblicò interventi (incluso quello dello stesso Danielino) che lamentavano che, nonostante i vari “daje”, “presente”, “ci saremo”, “avanti, camerati” alla fine c’erano state, da come scrivevano, centocinquanta persone.
    Poi devono essersi resi conto che era meglio non dirlo in giro, così la discussione è stata cancellata!!!

    Comunque, per pochi che siano, bisogna levarli tutti di mezzo.
    Già questa città mi piace poco, che sia almeno ripulita dai fascisti!

  • Mic

    OK, mi fa piacere sapere che le merde sono quattro gatti invece delle centinaia di migliaia millantate dallo scribacchino. Ma secondo me questo non fa che rendere ancora più grave la situazione. Le loro fogne saranno pure vuote, ma sta di fatto che ne aprono sempre di più. Loro saranno pure quattro gatti, ma continuano ad aggredire, accoltellare, minacciare e devastare ogni volta che gli gira e indisturbati, almeno qua a Milano e dintorni.

  • antifa hooligan

    ottima analisi perry, ma non me dimenticà la gasba che da sempre è involabilmente rossa!!!!
    per il resto una volta appurato, e mi sembra che su ciò siamo tutti d’accordo, che il vero pericolo non sono i “veri” fasci organizzati, ma semmai a destar preoccupazione è la replicabilità del loro pensiero, e soprattutto delle loro azioni, da parte del coattame da borgata o stadio, allora forse siamo finalmente arrivati a capire che dobbiamo rivedere il target della nostra militanza.
    non ha senso combattere questo nuovo fenomeno come se si trattasse di fascismo ideologico perchè qui di ideologia non ce n’è manco l’ombra; ricorrenze, celebrazioni, informazione e tutti i normali strumenti a disposizione della nostra causa non servono contro chi il cervello non solo non lo usa ma forse neanche ce l’ha in dotazione.
    quel sostrato giovanile privo di valori che si era accatastato appresso al fantoccio del blocco studentesco ne ammirava evidentemente niente più che l’ostentazione della forza, elemento indispensabile nella costruzione della personalità di un adolescente alle prese con gli eccessi di masturbazione, e proprio la scoperta che questa forza poteva essere spazzata via in meno di tre minuti da un gruppo di compagni determinati ha fatto crollare il consenso del fantomatico blocco, non certo il nostro lavoro sul territorio o la nostra presenza nei quartieri: semplicemente una massiccia dose di “pizze didattiche”.
    questa è la via da seguire, senza dimenticare comunque che se non ci decidiamo a prendere in mano la situazione negli stadi non avremo mai il controllo su uno strumento di aggregazione dal potenziale enorme.

  • perry

    Scusa, ho saltato la Garbatella, è vero!!!
    Io la conosco poco, ma ricordo (era la metà degli anni ottanta) un circolo anarchico, credo intitolato a Carlo Cafiero, in un sottoscala di via Vettor Fausto.
    Mai stato anarchico, ma il posto aveva un fascino notevole.
    Si, la Garbatella aveva anche quel tessuto sociale popolare, anche grazie alla particolarità urbanistica (frutto delle politiche sociali populistiche del fascismo, molto efficaci in questo) che la rendeva molto vivibile.

    Sull’influenza e l’azione verso i giovani.
    Il problema è generale: la crisi economica, il consumismo, la televisione, la propaganda della destra, il qualunquismo, la fine della vecchia sinistra (penso alla scomparsa del Pci dai quartieri, mentre fino a trenta anni fa la “sezione” era comunque punto di riferimento, nelle periferie), le sconfitte subite negli anni, la fine del Socialismo Reale…

    Chiaramente la destra ha buon gioco nel fomentare gli istinti peggiori, più beceri e ottusi e, insieme, a dipingersi come rigorosa, onesta, forte, dignitosa, a proporre modelli forti e vincenti, oltre a proporre discorsi sui “valori”, la “comunità”, le radici, l’identità…
    Poi, chiaro, ha copiato molte istanze proprie della sinistra “vera” nei quartieri: case, lavoro, servizi, eccetera, anche la sicurezza (perché il problema della criminalità c’è e era la sinistra a difendere i soggetti deboli, ovvero lavoratori, proletari, semplici cittadini e abitanti delle borgate, da ladri, scippatori, rapinatori, balordi vari). Il tutto riproponendolo in chiave nazionalista e razzista, ovvio.

    Il lavoro è grosso.
    Io faccio militanza in un partito, non importa quale, per tutte le tematiche suddette (lavoro, diritti civili, stato sociale, antirazzismo, eccetera), e questo è il discorso “politico” in senso stretto.
    Attraverso questo (chiaro che ci sono anche altre forme, oltre il partito e la lotta istituzionale: comitati di quartiere, centri sociali, collettivi, fino ai gruppi d’acquisto solidale, eccetera), oltre al lavoro a livello istituzionale, si fa propaganda, nel senso migliore del termine, si cerca di mandare un messaggio “educativo”, di far ragionare, capire la realtà, spiegare chi sono i veri nemici e i responsabili dei problemi quotidiani e della crisi del paese, eccetera.
    Poi c’è la questione del territorio, l’antifascismo, ovvero la lotta contro ciò che il fascismo rappresenta: ideologia e strumento contro i lavoratori (nonostante le loro chiacchiere populistiche e “anticapitalistiche”), i diritti, le minoranze, i “diversi”, donne, omosessuali, immigrati, ebrei, musulmani…

    Certo, la sinistra deve, a tutti i livelli, specie a livello di territorio, mostrarsi rigorosa, forte, organizzata, seria, anche un po’ “militare”, come simboli, stile, struttura.
    Non basta fare le feste al centro sociale, i concerti reggae contro il razzismo, le feste della semina contro il proibizionismo…
    E’anche una questione di immagine: con tutto il rispetto per i “fricchettoni”, di per loro magari ottime persone, corrette, coerenti, eccetera, bisogna mostrare alla gente che essere di sinistra e antifascisti non è solo portare i capelli lunghi, il piercing o la kefiah, ma essere lavoratori e cittadini seri, precisi, onesti, maturi.

    E’un discorso di marketing, lo so, ma ritengo si debba contrastare anche in questo la propaganda reazionaria e i luoghi comuni qualunquisti di molti giovani fascistoidi.
    Vale certamente anche negli stadi, dove la psicologia di massa è molto importante.
    Una volta c’erano i Fedayn “storici”, o le BAL. Certo tifoserie di sinistra ci sono ancora (ne so poco, ma penso a Perugia, Ternana, Pisa, Venezia, Campobasso, Cosenza, eccetera, per limitarci all’Italia), ma il lavoro da fare anche lì è ancora molto.
    Però vedo che la cosa prende piede, almeno a Roma.
    Del resto il calcio è un elemento aggregativo importantissimo, e il tifo è terreno fertile per l’organizzazione e l’attività politica.

    A questo punto, segnalo un incontro SABATO 28, ORE 17, AL SALLY BROWN DI VIA DEGLI ETRUSCHI, organizzato dal neonato gruppo PATRIA SOCIALISTA, sul tema delle forme della militanza a sinistra.
    Il gruppo per chi non lo sapesse, si richiama con forza all’esperienza degli Arditi del Popolo, per azione, stile, forme, tematiche.
    Fate girare la notizia. Intanto ci sono già dei manifesti, specie a San Lorenzo: sono quelli neri con la scritta “Guai ai vinti!”.

    A Mic: vero, nessuno sottovaluta le azioni squadristiche, le conosciamo bene e sono quelle il primissimo problema.
    Ed è un problema di carattere… squisitamente militare (capisci a mme!).
    Il fatto che aprano molte sedi in varie città, negozi, pub, che si riuniscano sotto molte sigle diverse, abbiano siti internet, manifesti, merchandaising, è dovuto ai soldi che ricevono da Fiore e quelli come lui, oltre che da politicanti compiacenti, istituzioni locali che assegnano sedi (incluso Veltroni che diede lo spazio a Foro 753)…

  • perry

    Per farsi due risate:
    un nuovo iscritto al forum (st’imbecille che mette la foto di Mu****ini) è studente dell’Amaldi, di TorBellaMonaca.
    Subito gli si propone con energia di candidarsi come rappresentante, e Danielino insiste pure, nonostante il “nuovo camerata” affermi di non aver alcuna esperienza e non sapere nemmeno da dove cominciare…
    E meno male che l’Amaldi è una scuola “nera”, a sentir loro!
    Ormai si attaccano al primo che passa…

    http://forzanuovanta.forumfree.net/?t=31620650

  • maurizio

    Perry, quello che dici mi trova, quasi, totalmente d’accordo, ma quello che serve (senza teoria rivoluzionaria)è una forte autocritica/analisi sulla teoria del mov. comunista oggi, ma sò benissimo che per i partitini è soltanto tempo perso, loro devono lavorare per avere voti e mantenere la loro piccola burocrazia!!!

    ARDITI NON GENDARMI

  • Alessandro

    Io penso che di veri e propri quartieri, o zone, fasciste a Roma non si possa parlare. Forse l’unica zona nera della capitale è il trieste-salario e in particolar modo pizza vescovio, ma più che zona nera intesa come territorio in cui c’è una presenza costante della destra o dei neofascisti, noto che è più una zona off limits per i compagni. Per il resto, niente di che, alcuni quartieri popolari sono ormai al degrado più totale ma non esiste in nessu caso una presenza forte della destra neofascista (an è un altra questione).
    In compenso non esiste più una cintura periferica rossa in senso stretto. Le periferie sono divenute zona di frontiera, territori controllati da spacciatori e banditi vari, o lasciati nel migliore dei casi nel vuoto politico e sociale generale. Nonostante ciò, esistono ancora molte zone o quartieri chiaramente controllati dai movimenti sociali o cmq con un tessuto sociale e popolare chiaramente antifascista e democratico. Oltre alle note ed evidenti zone di san lorenzo, pigneto, garbatella, quadraro, appio latino cinecittà, ecc… tutta roma est mi sembra abbastanza inseplorata per i neofascisti vari…
    Cmq, mi sembra abbastanza evidente che se il livello politico è quello visto nel video di repubblica possiamo dormire sonni tranquilli per i prossimi 20 anni…
    1000 Avaro e Guelfo….

  • maurizio

    Ma veramente pensate che il “pericolo” per i comunisti, quei pochi che restano, siano questi fascistelli, oppure è la società tutta, ormai reazionaria in tutti i suoi “lati”?
    Questi, al momento opportuno, saranno chiamati a ricoprire il ruolo loro più congeniale, mazzieri al soldo del raket capitalistico, per questo motivo urge riallacciare quel rapporto comunitario con i dominati.

    Questi di “Patria Socialista” hanno un sito o altro dove poter leggere qualcosa di loro, grazie?

  • poli

    grazie ragazzi, leggendo i vostri commenti penso di avere la situazione romana molto più chiara che leggendo le “stronzate” di questo libro.
    in particolare @andy, operaio sbasilio, alessandro.
    continuate così!

  • utar

    Io pensavo ,con altri compagni/e,di invitare al festival antifa di Bologna proprio Berizzi(l’autore del libro in questione).Crediamo,credo, che sarebbe interessante il confronto.Se e’ proprio un quaquaraqua’partorito dalla piu’ miserabile elite mediatico-borghese,quale occasione per sbugiardarlo in pubblico!In caso egli ammetta i suoi(in parte)grossolani errori e si dimostri disponibile al confronto,si potrebbe prendere il via ai lavori di correzione dei tali per la (tra l’altro sicurissima e gia’ in programma )seconda edizione del libro.
    Cosa ne pensate?In fondo si tratta di un testo che viene divulgato alle masse con migliaia e migliaia di copie e che si trova oggi in tutte le maggiori librerie italiane… proprio per rispetto a noi antifascisti/e ,deve essere corretto e chiaro nei suoi contenuti.(Almeno nella sua seconda edizione che come ho gia’ detto sopra ,inevitabilmente, si stampera’…..)
    Cosa ne pensate?

    utar

  • Alessandro

    Mi sembra che a bologna avevano preso la decisione di presentarlo ma poi abbiano fatto marcia indietro ad una più attenta lettura e a seguito delle recensioni riportate abbiano cambiato idea. Secondo me i libri pessimi non meritano di essere presentati facendogli fare pubblicità fra i compagni, ma ignorati o sbugiardati come ha provato a fare questo blog attraverso la recensione. Di spazio, e di pubblicità, questo libro già ne ha avuta parecchia, perchè darglielo ulteriormente anche nelle nostre iniziative?
    Meglio impiegare tempo ed energie a lavori più interessanti che possono arricchire i compagni invece di presentare brutti lavori ininfluenti…

  • utar

    beh….diciamo che qui a Bologna se ne sta’ ancora parlando,e che la decisione ultima ancora non e’ stata presa…..(per questo ho postato il commento).Saranno presentati vari libri al festival,non c’e’ dubbio,ma questo di Berizzi proprio per la sua grande diffusione (e per le inesattezze riportate)aveva attirato l’interesse di molti.Cmq vedremo l’evolversi della situazione anche quando riusciremo a sentire che campana ha deciso di suonare il sig.Berizzi.(domanda: e’ stato contattato da voi?)Ripeto:nel libro ci sono delle inesattezze che si DEVONO correggere al piu’ presto prima di essere divulgate anche nella seconda edizione.Io mi fermerei a riflettere su chi fa’ il gioco di chi.
    Saluti antifascisti.
    utar

  • operaio di San Basilio

    Il problema non sono solo gli errori, ma l’intero impianto del libro. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di diffondere fasciofobie infondate attraverso operazioni editoriali dal valore esclusivamente commerciale. A breve, invece, dovrebbe uscire un libro di Saverio Ferrari, sarebbe il caso di spingersi quello vista la serietà del compagno.

  • utar

    Parli di”Le nuove camice brune”,vero?E’ gia stato preso in considerazione….cmq riguardo a “bande nere”l’idea non era proprio quella di “spingerlo”(come sai non ne ha bisogno,vista l’enorme pubblicita’).Anzi.Forse non ci siamo capiti:Visto che nessuno ,almeno da queste parti,(sai com’e'….)nutre una grande simpatia per quelli di Repubblica,l’occasione si faceva allettante…..il confronto potrebbe essere costruttivo…..non so’ se mi spiego.In ogni caso niente di definitivo,anche perche’ come potete immaginare credo fermamente,e non solo io,che Berizzi proprio per ragioni commerciali si tenga ben lontano da un festival pieno di “estremisti”come il nostro….vedremo.
    Testo consigliato, a proposito di libri validi:
    “all’estrema destra del padre” di Emanuele del Medico.Ottimo.
    utar

  • Filippo Matteucci

    MASTER and servant
    Piccola Allegoria della nuova tirannide

    Democrazia elettiva
    I padroni di bassa qualità, per restare al potere, usano sgherri e lacchè per tartassare i servi, e utilizzano parte dei soldi estorti ai servi per pagare sgherri e lacchè, ovvero per comprarsi voti. Il resto lo intascano loro.
    Questo permette loro di socializzare i costi del consenso, cioè di far pagare alla maggioranza di oppositori o di disinteressati il costo sia delle rendite distribuite ai clientes sia dei copiosi sussidi che le famiglie al potere ritagliano per se stesse, camuffandoli sotto le più varie forme e con le più varie modalità. Ovviamente, a tal fine, più disinteressati e distratti ci sono fra il popolo, meglio è.
    Così i servi ogni giorno lavorano per mantenere i loro persecutori.
    (“… se metà dei servi si rivoltano, abbiamo abbastanza denaro per assoldare l’altra metà dei servi, e mandarla a sparare addosso ai rivoltosi…” oggi non è più necessario sparare ai servi, c’è il lavaggio del cervello, basta mandarli in discoteca o far loro vedere i reality, non si rivolteranno più…)

    Uguaglianza
    Il padrone vuole tutti i servi uguali davanti a lui.
    Non vuole capaci ed efficienti competitor, vuole servi balordi, cannati, da discoteca, da stadio, o, nella migliore delle ipotesi, da offerte dei centri commerciali.

    Accoglienza
    Il padrone sostituisce i servi italiani pretenziosi, organizzati, sindacalizzati, relativamente acculturati, con nuovi servi africani, asiatici, sudamericani, disperati disposti a tutto, a lavorare 18 ore al giorno in uno scantinato, a vivere in venti in una bicocca.
    La nuova forza lavoro per la grande industria assistita succhiasoldipubblici, la nuova manovalanza per la criminalità organizzata, nuovi corpi a disposizione per chi va a p.ttane o a viados.

    Solidarietà
    Sussidi di stato per chi gestisce l’immigrazione dei nuovi servi. Soldi pubblici per chi ci mangia sopra. Elemosine gestite clientelarmente. Soldi di noi contribuenti coi quali i padroni comprano voti e consenso.

    Garantismo
    Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, col crimine, col furto, con l’inganno, col tradimento, mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. La sua greppia e il suo scranno sono più sicuri.
    Colpisce i dominati onesti e lavoratori, e favorisce i delinquenti, i puzzoni, gli insolventi, i truffatori. Le organizzazioni criminali, braccio armato dei padroni nei traffici illeciti, non devono essere disturbate.
    Favor rei e favor debitoris.
    E’ garantista chi sulla delinquenza ci mangia sopra.

    Emancipazione
    Il buon servo deve ballare, ascoltare musica, innamorarsi, fare sesso.
    I padroni fanno i soldi, i servi fanno i figli.
    La moglie, la figlia, la sorella del servo devono essere a disposizione del padrone.
    La famiglia del servo deve essere disunita, disorganizzata, lacerata da liti interne, marito contro moglie, figli contro genitori, fratelli l’uno contro l’altro.
    La famiglia del servo deve essere debole, non competitiva, non pericolosa, imbelle.
    Dividi et impera.

    Trasgressione
    Il servo che trasgredisce obbedisce al padrone. E’ funzionale al regime. E’ per lui lecito fare del male a se stesso e agli altri servi. Nessun giudice nominato dai padroni lo punirà.
    Il padrone vuole che il servo balordo trasgredisca le regole del vivere civile tra servi. Così i servi vivono soffocati nella m.rda, e non pensano a rivoltarsi, a uccidere le famiglie dei padroni.
    Pub, discoteche, piercing, tatuaggi, ultras, droga, alcool: facciamo scannare i servi tra di loro, noi padroni vivremo più tranquilli.
    Dividi et impera, semper.

    Filippo Matteucci

    P.S. – spunto di riflessione per qualsiasi buon servo : sai quali famiglie padrone controllano il tuo comune, la tua provincia, la tua regione, la tua vuota esistenza, la tua vuota testa …?

    Fedeltà al Vero Re, colui che giustizia.

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