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Le insegne luminose attirano gli allocchi…

E’ veramente deprimente dover ogni volta ammettere di rimanere stupefatti dall’incredibile capacità della borghesia internazionale di trovare il modo di intervenire nella politica degli stati da normalizzare. Anche questa volta, il multiforme ingegno del capitale imperialista ha trovato l’esca a cui far abboccare tutti i soliti noti del carrozzone dei difensori dei diritti umani (ONG varie, associazioni umanitarie, partiti “di sinistra”, sindacati, intellettuali radical, ecc..). Questa volta si sono inventati il presunto gruppo musicale punk femminista situazionista colpito dalla repressione del regime putiniano. Giù il cappello di fronte alla genialità.

La vicenda delle fighe riottose può essere analizzata sotto due piani distinti: la vicenda in se, da una parte, e dall’altra come la vicenda viene narrata dai media occidentali. Partiamo dal primo punto. Le pussy riot sono un gruppo (si definiscono collettivo, ma lasciamo perdere) politico anarco-situazionista, e non un gruppo musicale. Nelle loro “performance” ogni tanto suonano pure, ma non è quella la loro attività principale. Dopo aver messo in piedi alcune sceneggiate demenziali a sfondo pornografico, come infilarsi dei polli surgelati nella vagina in un supermercato di fronte agli allibiti clienti, oppure aver organizzato una mega orgia di gruppo in un museo, sono arrivate a mettere in piedi una sorta di rappresentazione musicale punk all’interno della principale chiesa russa, e cioè la cattedrale di Mosca. Queste solo le azioni principali, per non dire di tutte le altre pagliacciate, sempre a sfondo sessuale, praticate negli anni. Fossero state in un normale paese occidentale (l’Italia, ad esempio), sarebbero già scontando diversi anni di galera (pensate per un attimo ad un irruzione violenta a San Pietro con passamontagna in testa gridando cose oscene, come minimo gli davano terrorismo). Fossero state in qualche paese occidentale non troppo avvezzo alle usuali norme democratiche (gli USA, ad esempio) forse gli avrebbero sparato prima di entrarci, in chiesa. In Russia, invece, sono finite sotto processo e sono state condannate a due anni di lavori socialmente utili. Insomma, non stiamo certo difendendo la democraticità della Russia di Putin, ma tutto sommato non riusciamo a vedere dove sia la notizia. Poi possiamo anche dire tutto ciò che ci pare contro la chiesa, la religione e il regime politico anti-democratico di Putin, e avremmo ragione, ma quello che è successo sarebbe accaduto, probabilmente con maggiore incisività, in qualunque altro paese del mondo. E qui veniamo a come questa vicenda viene raccontata dalla comunicazione occidentale.

Secondo tutti i media occidentali, le pussy riot sono vittime di un regime repressivo che addirittura condanna delle giovani ragazze solo perché fanno musica punk. A spiegarci la vicenda è il noto filantropo e progressista Mickhail Khodorkovsky, che a colpi di un’intervista al giorno sui giornali di tutta Europa ci spiega quanto è dura la repressione russa. L’oligarca (quello che nel giro di una notte, grazie all’amicizia con Eltsin, comprò le compagnie petrolifere sovietiche moltiplicando il prezzo del petrolio e non pagando un centesimo di tasse, finito in prigione per nove anni, altro caso di chiara antidemocraticità del regime russo-zarista-putiniano) ci spiega infatti che in Russia non c’è libertà d’espressione, e che la vicenda delle fighe riottose è uguale alla sua, in carcere ovviamente per le sue idee (e non perché deve miliardi di dollari alle casse dello stato).

Lentamente iniziano a venire fuori i contorni oscuri della vicenda. Scopriamo infatti come le pussy riot siano legate a Femen, l’associazione “femminista” legata a Otpor, la nota associazione creata dal miliardario Soros per intervenire nelle politiche dei paesi non allineati, promuovendo proteste che puntano a creare  le condizioni politiche per l’intervento “umanitario” e il regime change. Una volta inteso di cosa stiamo parlando, tutto risulta più semplice, soprattutto tutto rientra nello schema creato ad arte da un ventennio abbondante: presunti movimenti per i diritti civili incorrono nella repressione del paese di turno; i media locali controllati dai capitalisti occidentali pompano la notizia; l’opinione pubblica del paese si mobilita, partono le prime manifestazioni; si mobilita l’industria dell’informazione occidentale; l’opinione pubblica occidentale (di sinistra) si interessa alla vicenda; la politica internazionale, una volta creata la condizione migliore per far passare una qualche forma di intervento, si attiva. E così via.

A volte lo schema di inceppa. Nel 2002, in Venezuela, le manifestazioni studentesche guidate da Otpor si risolsero nel colpo di stato, che però riuscì ad essere sventato dall’imponente appoggio della popolazione di Caracas a Chavez e al partito socialista venezuelano. Stessa cosa in Iran nel 2009, dove le manifestazioni filo-occidentali trovarono la risposta di piazza di milioni di persone in difesa dell’indipendenza iraniana. Il più delle volte, invece, la messa in scena va a buon fine. E allora bisogna inquadrare la vicenda nel gioco geopolitico attorno alla quale si snoda.

La politica imperialista statunitense ha come obiettivo primario la normalizzazione del medio oriente. Da più di un anno è attiva su tutti i fronti (culturale-ideologico, mediatico, politico, militare) per ridurre la resistenza dei paesi mediorientali non allineati alla volontà imperialista. In questo complesso gioco di posizione, la Russia è il principale problema geopolitico occidentale, perché è il fondamentale punto di riferimento di alcuni paesi mediorientali (Siria, Iran) che ancora resistono al più o meno violento processo di asservimento. La Russia, tramite il veto ONU, tramite il finanziamento diretto e indiretto di questi stati, tramite i suoi accordi politici con la Cina, dev’essere riequilibrata, e Putin non sembra accettare questo ridimensionamento (per sue ragioni geopolitiche, non certo per una qualche coscienza di classe in favore dei popoli oppressi). L’obiettivo, dunque, è creare un vasto consenso attorno ad un eventuale cambio di regime in Russia. Cambiamento che non può evidentemente avvenire manu militari, ma che può essere promosso dall’interno, sfruttando i mille legami che gli oligarchi russi hanno con l’occidente. La creazione artificiosa di questi episodi fa parte di questo progetto. I primi a cascarci, come sempre, i diritto-umanisti della folcloristica sinistra europea, sempre pronta a mobilitarsi per qualche presunto diritto umano violato (quei diritti umani che emergono dalle pagine di Repubblica, nel nostro caso). In degna compagnia di attori e cantanti multimiliardari, orchestrati e manovrati dallo sponsor di turno. Uno schema già visto. Evitiamo di citarvi tutte le volte che in questi ultimi due anni si è riproposto (gli ultimi due anni, non gli ultimi venti..)

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157 comments to Le insegne luminose attirano gli allocchi…

  • Luca

    Completamente d’accordo. Impressionante soprattutto l’affinità grafica tra i vari simboli.

  • Franco

    Si impressionante l’affinità grafica tra i vari simboli, che mi fa capire solo ora di aver militato tanti anni in un partito anticomunista pagato dalla Cia, Democrazia Proletaria.
    Raga’, ma dai…

  • marco

    Tutto giusto, tutto vero e tutto condivisibile. Mi chiedo però quando i compagni si doteranno degli strumenti teorici per analizzare e quindi combattere efficacemente anche l’imperialismo russo-cinese oltre a quello usa.

  • Luna

    Impressionante anche l’affinità grafica con un famoso simbolo femminista… http://it.wikipedia.org/wiki/File:Womanpower_logo.jpg

  • Luca

    Spesso d’accordo con questo sito, questa volta dissento. Scrivere che (cit. test.) “Secondo tutti i media occidentali, le pussy riot sono vittime di un regime repressivo che addirittura condanna delle giovani ragazze solo perché fanno musica punk.” è una bugia sequispedale.
    Tutti abbiamo ben chiaro che il problema è stato schierarsi contro Putin, paragonare poi le leggi liberticide russe a quelle occidentali non ci fa affatto onore, anzi, ci fa capire che siamo nella merda anche noi fino al collo.
    Se da noi qualcuno va sul sagrato di San Pietro (non all’interno) e urla che Berlusconi o Monti sia un mafioso, bè, non credo proprio in Italia rischi SETTE anni di carcere (poi diventati due, sempre disgustoso resta, più che nel penale si dovrebbe parlare di civile in una democrazia).
    Insomma ragazzi, a tutto c’è un limite, dai…

  • Marò

    Oh madre Santa. Anche questo sito da non aprire più …

  • Compagno Perplesso

    Le cose sono due: o siete anche voi infiltrati della Cia che con questi discorsi vogliono minare le proteste sociali

    oppure quella dei simboli è una cazzata senza paragoni, visto che ne ospitate d’identici nella vostra pagina senza fare una piega facebook https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/578812_402556699804652_345421636_n.jpg come questo ad esempio

    v’inviterei inoltre a illuminare noi poveri compagni ignoranti segnalando quali moti o rivoluzioni siano state genuine negli ultimi 20 anni

    Inoltre v’inviterei a prendere in considerazione la conseguenza ultima del vostro discorso, secondo la quale non esiste al mondo rivoluzione o rivoluzionario a parte qualche fanatico religioso troglodita in stile talebano, che però come ben sapete sono stati finanziati dalla Cia pure quelli

    A chi affidarsi per contrastare l’imperialismo? Ad Assad, Gheddafi jr, Khamenei, Chavez e il suo mentore fascista, Putin?

    Illuminateci, dopo un post del genere non sappiamo più dove sbattere la testa ;)

    Oppure, se non riuscite a fornire risposte alle domande sopra, rendetevi conto che avete scritto una cazzata e fate la dovuta autocritica e scusatevi con quelle ragazze che sono in galera mentre voi pontificate al sicuro nelle vostre camerette.

    Perché nessuno di voi ha preso le armi ed è andato a combattere contro i servi dell’imperialismo, dico bene?
    ;)

  • lucha

    Scusate, ma c’era bisogno di questa presa di distanza da un gruppo che, possano convincere o meno le loro strategie, ha rilasciato dichiarazioni che per quanto mi riguarda le pongono fuori di ogni possibile dubbio riguardo al loro posizionamento politico?

    Mi piacerebbe che concretiate queste “connessioni” con Soros, se avete dei dati concreti al di là delle voci di corridoio. È probabile che la loro vicenda venga strumentalizzata da più attori dello spettro mediatico, non ultima Madonna, e magari anche a difesa del decante imperialismo USA. Ma da qui ad accusare di essere “strumenti dell’imperialismo” a delle compagne che, al di là del giudizio sull’efficacia delle loro azioni, stanno portando avanti una battaglia politica a testa alta mi sembra ingiusto.

    Io ho letto questo http://www.minimaetmoralia.it/?p=9022 e mi sono piaciute. Magari saranno come quei berlinesi che, con le loro proteste e la loro lotta, aprirono la strada al capitalismo nella Germania dell’Est. Ma non per questo io li accuserò di essere prodotti dall’imperialismo occidentale.

  • costantino

    sono un vostro assiduo lettore anche se non ho una grande coscienza politica. I vostri articoli sono veramente interessanti. ben scritti. comprensibili. voglio quindi ringraziarvi per il vostro lavoro.

  • Claudio Lo Bosco

    di fondo c’è solo dell’incredibile maschilismo, nulla da aggiungere

  • Francesco

    ciao ragazz*, bell’articolo.
    qui, un mio contributo di qualche giorno fa.
    saluti

    http://www.facebook.com/notes/francesco-macheda/the-great-pussy-riot-swindle/10151020558172887

  • toscano

    secondo me l’elemento dietrologico è spinto veramente all’eccesso in questo articolo, e mi dispiace perché questo fatto oscura il senso del ragionamento, che invece condivido in pieno: è intollerabile che moltissimi compagni e compagne si facciano mettere, senza battere ciglio, nella scia della propaganda occidentale, oltretutto per una notizia nient’affatto strabiliante…al netto del fatto di essere sempre e comunque contro il carcere e la repressione, dove sta lo scandalo?? provate a farlo in una qualsiasi chiesa, cattolica o protestante, in occidente…o più semplicemente guardatevi intorno: negli usa le guardie hanno sparato 45 pallottole in corpo a un ubriaco che, a vari metri di distanza, teneva in mano un coltellino…in sudafrica la polizia ha falciato una manifestazione di minatori…ma soprattutto, qui a roma, il giorno delle condanne per il g8 di genova eravamo un centinaio di stronzi a scendere in piazza…ma evidentemente se non si è in uno stato canaglia tutto questo ha meno valore, pure per i “compagni”…io alle pussy riot posso pure dare solidarietà, ma non tollero che la gente si metta a starnazzare solo le cose spinte da repubblica.it, a orologeria, avendo l’unica funzione di diventare utili idioti da sfruttare

  • Luca

    Scusate, ma dove è il presunto elemento “dietrologico”, quantomeno rispetto a Otpor? Non è ancora chiara la natura di questo gruppo paramilitare, con le sue diverse diramazioni, utilizzato per destabilizzare dall’interno i Paesi non allineati con l’Occidente? Rispetto a chi affida alle pussy riot la propria prospettiva rivoluzionaria, invece, che dire? Va bene tutto, ma confondere la propria frustrazione sessuale con l’emancipazione di un singolo e della sua classe sociale mi fa sorridere. State bene così!

  • marco

    se repubblica.it appoggia una protesta giusta io che ci posso fare? La piscio perchè è appoggiata da repubblica? Se a solidarizzare con i compagni g8 c’erano 100 stronzi (fra cui io) non sarà mica colpa delle pussy riot. Ogni tanto leggo delle connessioni che faccio fatica a capire.

  • Luca

    @Marco: a proposito di “connessioni che faccio fatica a capire”, adesso cosa c’entra la campagna sulle condanne del G8? Ti vuoi far dire bravo che sei andato al sit-in?

  • marco

    replicavo a toscano luca. o segui gli interventi o nessuno ti obbliga a commentare. di farmi dire bravo neanche a me, ma al mio nickname su internet ti assicuro che me ne frega poco.

  • Luca

    @Marco: mi ero perso il riferimento all’altro commento, quello di ‘toscano’, e quello che avevi scritto mi era sembrato oscuro

  • toscano

    quello sulla campagna per il g8 era solo un esempio di come, non solo nella sinistra salottiera radical chic ma purtroppo anche tra compagni, spesso si ragioni per mero opinionismo (peraltro eterodiretto) e non analizzando i fatti in modo serio…tralascio la dietrologia, poniamo che le pussy riot siano nient’altro che un gruppo di simpatiche compagne situazioniste: la condanna a 2 anni (di lavori socialmente utili) è sicuramente ingiusta, ma se io andassi in cima al campanile di san marco o anche all’altare della patria, mi tirassi fuori il cazzo e iniziassi a sventolarlo, pensate che le autorità mi farebbero un applauso? probabilmente anzi mi beccherei un bel tso e tanti saluti al cervello…
    per il g8 di genova c’è un compagno che si è preso 10 anni (di galera vera) per aver preso delle bottiglie d’acqua da una vetrina che manco aveva sfondato lui, per questo mi fa incazzare la mobilitazione starnazzante su quanto la russia sia un paese antidemocratico che limita i diritti, e poi ritrovarmi in 4 gatti a combattere le ingiustizie di casa nostra…tralasciando il fatto che già sentire compagni parlare di “democrazia” o “diritti” mi fa alquanto rabbrividire

  • Destroy

    no comment altra gente cui lasciare perdere . Bye militant quando verranno chiedere delle iniziative per la gente al gabbio li riderò in faccia .

  • Luca

    Totalmente d’accordo con ‘toscano’

  • marco

    @toscano: se credi che le tue vertenze siano poco seguite dall’opinione pubblica (sia chiaro. Lo credo anche io!) la soluzione è che tu (noi) ti fai più il culo per promuoverle. Non che chi sostiene le pussy riot smette di farlo o lo fa di meno. Sono queste le connessioni che non capisco.

    Tra l’altro ci fossero state ste manifestazioni oceaniche per le pussy. Fino a mo l’impegno mi pare si sia ridotto a sette femministe davanti all’ambasciata. Quindi se è questo che ti preoccupa i condannati g8 vincono 100 a 7 sulle pussy riot!

    @Luca: equivoco chiarito. Nessun problema.

  • compa’ ve state a sbaja’ de grosso sto giro.
    voina c’e’ chi li ha incontrati di persona e sa che sono anarchici, se non vi piacciono le loro azioni situazioniste non significa che sono burattini de soros.
    http://theinfluencers.org/voina
    e putin non e’ un compagno per quanto me riguarda, ma un mafioso che se la fa con berlusconi volentieri. e la russia de oggi non e’ il comunismo reale, ma na zozzata de capitalismo mafioso e autoritario, me pare normale che qualcuno provi anche con forme artistiche a dire qualcosa di diverso anche la, che poi i giornaletti di regime occidentale ci marcino sopra e’ altro da loro, ma che se devono zitti’ se no qualcuno potrebbe strumentalizzare i loro messaggi? la russia fa schifo quanto qua se non di piu’, ognuno trova i suoi mezzi di espressione per cercare di diffondere messaggi altri da quelli dominanti, non e’ che perche’ le avete scoperte leggendo repubblica allora sono zozze loro, siete voi distratti e frettolosi nel tirare le somme sto giro.

  • Destroy

    Che poi ci vuole coraggio reputarsi antifa e schierarsi al complotto contro Putin sapendo che la gli antifa vengono uccisi come i migranti dai neonazisti e nazbol Russi cui hanno la copertura proprio di Putin , Vero al g8 qualcuno se preso 10 anni .Ma questo non sono andate in vacanza informarsi sul carcere Russo .Si non differenzi dall’Italia e USA ma non per questo giustifico sta storia del complotto di Optor perchè questo punto anche voi di militant siete il complotto del complotto e tutto fatto fino adesso trattasi di un complotto cia tanto per ci sono soggetti che affermano che i centri sociali occupati sono prodotti CIA .Quindi direi che da questo sito ci starò alla larga .

  • Compagno Perplesso

    Farei notare che non sono state condannate a “lavori socialmente utili”, ma a lavori forzati. I lavori socialmente utili si svolgono in società, quelli forzati in regime di detenzione

    Inutile dire i lavori forzati sono il massimo dell’inciviltà e che se li critico per gli Stati Uniti non posso certo tacere su quelli russi. Altrettanto inutile ricordare che la sorella del compagno Putin adesso sta festeggiando il suo compleanno in Costa Smeralda allietata da Sting, il quale ha incassato un cachet di mezzo milione di dollari un attimo dopo essersi indignato per le Pussy.

    La realtà è più complessa dell’assurda divisione tra bianco e nero presentata in questo pezzo che considero orribile e dannoso, anche perché se aveste un minimo di conoscenza di quello che avviene in Russia sapreste che Putin è sostenuto dagli oligarchi amici suoi e anche dalla chiesa ortodossa, che ha vietato anche la “propaganda omossessuale” con l’effetto di mandare in galera anche chi pubblicizzi semplicemente una festa gay. Senza considerare che agli ortodossi ora sono concessi privilegi che rendono possibile ai preti entrare nei negozi a far la spesa e uscire senza pagare, sicuri che nessuno si lamenterà o denuncerà per non finir male. Se non ci credete cercate le candid camera girate dagli attivisti del collettivo Voina con un attore vestito da prete.

    Come dei compagni possano difendere questa merda e il turbocapitalismo putiniano mi risulta incomprensibile, per questo v’invito ad informarvi bene prima di scrivere sciocchezze come questo post o a rassegnarvi ad essere derisi da chiunque abbia la minima contezza della distanza dalla realtà di pezzi del genere

  • Operaio San basilio

    Nelle ultime due settimane negli USA un afroamericano è stato crivellato di colpi perchè su stava facendo una canna, un altro ha subito la stessa sorta perchè diceva frasi sconfusionate e maneggiava un coltello. In sudafrica la polizia ha massacrato 34 minatori che chiedevano un salario più dignitoso. Però, a meno che non mi sia distratto, Madonna non ha indossato nessuna maglietta di condanna… Patty smith, Sting e i Red Hot Chili Peppers non hanno firmato nessun appello, tg e giornali ne hanno parlato di striscio, su FB sono davvero pochi quelli che hanno cambiato l’avatar in segno di protesta (sempre che questa cosa abbia un minimo di senso)o condiviso qualche banner di denuncia. Putin è un pezzo di merda baluardo dell’oligarchia, e su questo non ci piove, ma quando cominciamo a farci dettare dal sistema mediatico dominante per chi e per cosa protestare, beh… famose portà l’amaro e il caffè, perchè siamo arrivati alla frutta.

  • Ile

    [...] L’aggressione ad un paese è sempre preparata da campagne di manipolazione dell’opinione pubblica, tanto palesemente infondate quanto i media occidentali fanno finta di crederci, come i bambini del Kuwait che sarebbero stati strappati dalle incubatrici e sbattuti contro il muro dai soldati iracheni. Oggi, il battistrada sono le OGN così dette “umanitarie” a partire da “Human Rights Watch” (Soros) e “Amnesty Iternational”, che hanno raccontato i bombardamenti aerei dell’aviazione di Gheddafi sulla popolazione civile e delle fosse comuni a Timisoara. Tutte notizie, poi, sommessamente smentite. Naturalmente a giochi fatti. L’ultima frontiera è la difesa delle diversità sessuali, quella che viene chiamata “pink washing”. Nei paesi in agenda da aggredire ci sarebbero lesbiche e gay che, tramite i loro blog, chiedono aiuto al mondo occidentale, salvo poi scoprire che molti sono falsi e che dietro la lesbica o la femminista perseguitata c’è un uomo, magari americano o canadese, con grave danno, oltretutto per i casi veri. A proposito, la lesbica libivva per cui ci si è mobilitate/i, che fine ha fatto, e che fine farà soprattutto, e con lei tutte le altre lesbiche e le donne, con un governo che sta reintroducendo la sharia? [...] L’oscenità della strumentalizzazione delle donne e delle diversità sessuali è altrettanto grande quanto l’uso che viene fatto in quei pasi, da parte delle potenze occidentali, di armi di distruzione di massa e di nuove tecnologie distruttive sperimentate su quelle popolazioni, come le mini bombe atomiche. Vogliamo sapere quale sarà il prossimo Stato da aggrediere? Basta leggere, qui da noi, l’agenda delle manifestazioni davanti alle ambasciate dei “pacifisti a comando”: quella oggetto di maggiore attenzione è quella del prossimo paese “primo della lista”". [Elisabetta Teghil, "Il sociale è privato", Bordeaux 2012, pp. 137-138; mail mandata alle mailing list "Sommosse", "Chiavidicasa", "Femministanocie" il 14 novembre 2011]

  • questa cosa non mi è chiara. ci dormo sù – che ne dite?

  • ale

    Quanta fantasia…

  • Compagno Perplesso

    ma se “Putin è un pezzo di merda baluardo dell’oligarchia” ovviamente capitalista, perché mai il sistema capitalista dovrebbe contrastarlo?

    non lo fa e non lo ha mai fatto, fanno affari insieme e chi rompe le balle paga, se non ve ne foste accorti e se non ve ne siete accorti in Russia c’è qualche -migliaio – di persone che sta in galera o che sono aggredite per strada solo perché si presentano come opposizione al suo regime

    ma forse qualcuno di voi compagni adesso mi dirà che a Grozny ha rasato la città per contrastare i piani di Otpor, l’avete mai vista la foto di Grozny “dopo”?

    roba da far impallidire anche Falluja http://conrad2001.narod.ru/photo/maps_b/007_bm.jpg

    e lo sapete che il compagno Putin adesso ha affidato il governo della Cecenia a un massacratore che ha introdotto le simpatiche leggi islamiche?

    non stiamo parlando della guerra scatenata dall’idiota al potere in Georgia, che comunque è stato mollato subito anche dagli USA e sostenuto solo dai francesi come BHL, stiamo parlando di storie che caratterizzano senza dubbio Putin come nemico del popolo tale e quale agli zar

    voi state indubbiamente tirando acqua al suo mulino e no mi pare proprio una cosa da compagni intelligenti, quanto da persone poco informate che ripropongono uno schema mandato a memoria per spiegare qualunque cosa accada, l’esatto opposto del comunismo scientifico, molto più vicino all’approccio da bar tipicamente patrimonio dl tifoso italiano

  • Operaio San basilio

    ah ah ah “post cazzocentrico” è bellissimo, quasi come “commento checcazzocentra”

  • Operaio San basilio

    @ compagno perplesso, la cosa peggiore della discussione in rete è che ognuno parte per la tangente e segue la sua traiettoria dimenticandosi del post. Nessuno difende putin per cui mi sembra assurdo fare commenti come se qualcuno avesse detto o scritto questo. Direi che questo è un atteggiamento poco intelligente. Dopo di che, udite udite, i capitalisti pur difendendo il medesimo modo di produzione si fanno da sempre la guerra tra loro. Un tifoso al bar che mastica di comunismo scientifico mi ha detto che si chiama conflitto interimperialistico. Se non ricordo male c’hanno fatto due guerre mondiali e una miriade di guerre regionali, però a forza di leggere il corriere dello sport forse mi sbaglio.

  • marco

    @compagno perplesso: sono abbastanza d’accordo con te. uno dei più grandi problemi della sinistra (intendendo i compagni e non il pd obv) è che ci si scaglia sempre con ferocia nei confronti degli usa, l’impero di ieri (e va bene per carità), ma si tace nei confronti di russia e cina, gli imperi del futuro. Anzi spesso non solo si tace, ma vengono anche difesi. Per ora tantè.

  • Marcoco L'Umbro

    bisogna essere fedeli alla linea anche quando la linea non c’è.
    con articoli come questo si finisce nella lista nera, anzi nella lista rossobruna, e quando ti inseriscono in quella lista sei finito. puoi solo sperare in una riabilitazione postmortem che – su internet – avviene tramite una petizioneonline.

  • costantino

    boh non capisco le critiche. dopo i sostenitori delle pussi riot e delle rivoluzioni arancioni, ci mancano solo i sostenitori delle guerre umanitarie. bah

  • Alessandro

    Io vorrei consocere il compagno che conosceva queste Pussy Riot prima che Repubblica e il Corriere ne iniziassero a parlare. Oggi tutti se ne escono con i loro contatti in Russia, con una vasta esperienza politica nel femminismo russo, ma la verità mi sembra molto più semplice, nonchè evidente: come capita troppo spesso da molti anni a questa parte, ci stiamo facendo dettare l’agenda politica dai media mainstream occidentali.

    Nessuno si domanda perchè, negli stessi giorni in cui muoiono più di 30 minatori in Sudafrica e negli Stati Uniti vengono uccise due persone crivellate di colpi per strada, i giornali sono pieni di questa non-notizia della Pussy Riot? E perchè i compagni, invece di indignarsi e mobilitarsi sui morti del capitalismo, se la prende con le contenutissime condanne dello stato russo (per dire, in Italia uno come er pelliccia, per aver lanciato un estintore, ha preso quasi 4 anni, altro che i due di lavori pubblici obbligatori)?

    Qualcuno mi spiega dove sia il dispositivo repressivo della pena che condanna a due anni di lavori pubblici (manco di galera), un gruppo situazionista che da mesi produce clamorosi atti osceni in luogo pubblico? Ma se non fosse stato pompato dai media occidentali a forza di interviste a oligarchi e membri del liberalismo filo-occidentale russo, qualcuno se ne sarebbe accorto? Vi anticipo la risposta: manco per il cazzo. E invece, siccome ne parla Khodorkovsky, stiamo tutti qui a mobilitarcene.

    Qualche commento precedente parlava addirittura di lotte sociali….ma dai, ma abbiamo voglia di scherzare…

  • Maria

    mi troverei molto d’accordo con bomboclat e con esse http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/08/19/gli-anti-pussyriot/

    vi state sbagliando di grosso.
    il fatto che qualcuno le strumentalizzi non significa che loro sono al soldo degli imperialisti.

    ma poi ci sono femministe e compagne e compagni che da giorni le supportano e che normalmente si fanno il culo a supportare battaglie serie e voi vi fidate più dei complottisti invece che tentare di approfondire meglio? o sono radical chic e al soldo della Cia pure le compagne?

    Mah!

  • victor

    sono molto perplesso da questo post.
    1- ha una visione abbastanza limitata delle pussyriot, e piu’ che altro di tutto il movimento postfemminista e postporno e tutta la lotta queer.
    2- se lo facevano in italia e davano loro terrorismo ERA MEGLIO. Era meglil perchè riconosceva la natura politica dell’azione che hanno fatto, e non le punivano per Teppismo motivato da odio religioso. Pene maggiori, Senza dubbio un problema, ma il riconoscimento del fatto che l’atto aveva una radice politica, quindi era un modo di lottare.
    3- a mio avviso il capitalismo e l’imperialismo non ha una bandiera. Quindi basta appiopparli quella degli stati uniti d’america. E’ una visione troppo miope e limitante. Sempre loro, sempre gli stessi, etc etc.
    Ma il fatto che ci siano piu’ stronzi in una volta non è considerabile?

    Conclusione: io riscriverei il pezzo. Con un po’ di informazione in piu’ su cosa sono le pussyriot, in che contesto si inseriscono, cosa è il postfemminismo, e la visione anticapitalistica che ha, etc etc.

  • Alessandro

    Che poi mi piacerebbe sapere anche un’altra cosa: in Russia muore praticamente un compagno al giorno. Nessuno se ne occupa, nè i compagni, nè le femministe, nè le associazioni o i partiti che in questi giorni si sono espressi. Non trovo articoli da nessuna parte; nessuna manifestazione, nessuna petizione su facebook, nessun cinguettio su twitter…non riesco a capire quale sia la ratio…a si, forse Repubblica non ci fa le campagne giornalistiche sopra…

  • (A)

    I soliti stalinisti sfigati di merda . Da voi non me l’aspettavo però meglio tardi che mai .

  • SandorKrasna

    Sono d’accordo con il compagno Alessandro.
    Ricordo agli interessati che negli stessi mesi in cui la società civile occidentale occupava il proprio tempo libero stracciandosi le vesti per le Femen e le Pussy Riot, un tale di nome Sergej Udal’cov (che non sarà un esempio di coerenza, ma si è sempre esposto in prima persona nella lotta di movimento contro Putin e gli oligarchi) faceva dentro e fuori la galera con delle accuse ridicole, tipo aver aver attraversato la strada fuori dai passaggi pedonali. Ed è riuscito a guadagnarsi qualche scarna riga sui giornali solo perché era relativamente noto.
    Magari Madonna, Sting e Paul McCartney erano in turné.

  • marco

    appunto perchè in russia ad essere compagni si rischia la vita è importante attaccare il suo apparato repressivo. Con le pussy riot hai una bella occasione per farlo. In russia di fare gli schizzinosi non se lo possono permettere. Infatti davanti ai tribunali è pieno di gente perchè sanno che in altre occasioni può tranquillamente capitare a loro. Per noi da qui è tutto facile, l’importante è non confondersi con repubblica.

  • valerio

    Scolasticamente ed ottusamente credo ancora che il movimento di emancipazione dal lavoro salariato e quello per la liberazione del sesso oppresso debbano andare di pari passo. Io dico serenamente che qui a Roma sarebbe ora di separarsi da un certo femminismo non classista. E’ evidente che con molte di loro manca il minimo denominatore politico. Ognuno vada per la sua strada. Sulle Pussy Riot non mi esprimo, ma non credo che Soros c’abbia molto a che spartire con certe pacchianate adolescenziali.

  • valerio

    “Ieri, Madonna si è presentata a Mosca con “Pussy Riot” scritto sulla schiena. Sempre più persone vedono che siamo tenute qui illegalmente, con falsi pretesti. Tutto ciò mi elettrizza. Mi elettrizza che la verità possa davvero trionfare sull’inganno. Nonostante il fatto che siamo fisicamente qui, siamo più libere di tutti coloro che siedono di fronte a noi dalla parte della procura. Possiamo dire tutto quello che vogliamo e diciamo tutto quello che vogliamo. L’accusa può solo dire quello che le è consentito dalla censura politica. Non possono dire “preghiera punk”, o “Madonna, spazza via Putin”, non possono pronunciare una sola riga della nostra preghiera punk che parla del sistema politico” (cit. dalla dichiarazione conclusiva di Nadezhda Tolokonnikova, una delle tre ragazze imputate. fonte http://www.minimaetmoralia.it/?p=9022)
    Ma de che stamo a parla’?? de Madonna??!!. Se a Roma se piange a Mosca certo non si ride. Premesso che er gabbio non se augura a nessuno, qua ce vedo solo tanta adolescenza. Liber@ tutt@

  • Maria

    Valerio ma con chi credi di avere a che fare? Con le Se Non Ora Quando? Le femministe di cui si parla e quelle che le supportano non sono interclassiste e fanno la lotta di classe unita a quelle di genere. cosa che tu, che parli di queste ragazze che faranno due anni di campi di lavoro come se fossero tre deficienti (alla faccia del rispetto per le lotte… del cazzo) evidentemente non fai. e comunque, cari compagni di militant, state facendo passare commenti dal piglio rossobruno che è da giorni che impestano pagine di compagne per andare a parlare di complotti sionisti e di cazzate varie.
    Dai, voi siete molto meglio di questi dementi. non potete regalare la lotta delle femministe anarchiche agli antimperialisti complottisti eccetera eccetera.

  • Compagno Perplesso

    Eccolo, non è che perché la maggioranza non se n’è occupata prima, delle Pussy e di altri oppositori, questi non esistessero e non si battessero o che non ci fosse chi sapeva cosa combinavano.

    A me articoli del genere suggeriscono più del cazzocentrismo un biancocentrismo insopportabile.

    Se ne ricava che gli altri popoli si sollevano solo se sollecitati dai biancuzzi onnipotenti anche quando lo fanno nei confronti di dittature decennali, che tutti i paesi arabi sono abitati da idioti telecomandati da Washington che quando vogliono li scatenano contro i loro ex alleati. Lo sapete che la Siria di Assad ha partecipato alle rendition per esempio? Che interesse poteva avere Washington alla deposizione di Mubarak, Saleh, Ban alì e compagnia cantante, tutti sdraiati sulla linea del Dipartimento di Stato?

    Che “conflitto interimperialistico” sarà mai quello che vede l’impero schierarsi contro i suoi più fedeli vassalli?

    Io il post l’ho letto, si dice che in Italia sarebbero finite allo stesso modo, ma l’avete letto il codice penale italiano che prevede una multa per una performance del genere in chiesa?

    perché il pezzo parla di “irruzione violenta” nella chiesa, se non c’è stata alcuna violenza e se quando sono intervenuti i pretazzi si sono fatte docilmente accompagnare fuori?

    può l’autore del pezzo dire quali “cose oscene” abbiano gridato all’interno della chiesa o si è inventato anche questo?

    lo avete visto Kasparov, l’ex campione del mondo di scacchi, moderatissimo e per niente pagato dalla CIA arrestato al di fuori del tribunale e malmenato e infine denunciato per violenza contro i poliziotti?

    e i legami con Otpor e le Femen? ci sono perché lo dice il pezzo o perché sono documentati? le Femen sono bielorusse e sfigate, che legame potete documentare con le Pussy che non sia la solidarietà non richiesta dalla Femen (che cavalcano di tutto) con le Pussy?

    e lala buffonata del disegno del pugno come prova?

    adottato da mezzo universo compresi gli antifa che militant ospita sulla sua pagina Facebook? che dimostra oltre al fatto che quelli di Otpor hanno poca fantasia e hanno ricicciato il pugno chiuso? e il fatto che Otpor abbia finanziato effettivamente alcuni movimenti di merda, come diventa Otpor che anima qualunque rivolta al mondo negli ultimi vent’anni?

    e non sarà una vaccata scrivere “La politica imperialista statunitense ha come obiettivo primario la normalizzazione del medio oriente” se prima delle primavere arabe era stabilissimo con tutti i governi allineati a Washington?

    e non è un’approccio razzista e anche un po’ cretino bollare l’opposizione iraniana come creatura dell’Occidente quando questa NON metteva in discussione la Repubblica Islamica e Khamenei, ma si poneva come un’alternativa interna al sistema, tanto che a guidarla sono politici che hanno già governato con il placet della guida suprema?

    questo articolo prima che ridicolo è falso, un maldestro tentativo d’adeguare il mondo ai pregiudizi di chi l’ha scritto, una robaccia pericolosa piuttosto che utile e offensiva sia per chi sa di cosa si parla e conosce la realtà dei paesi tirati in ballo, che per i popoli di quei paesi.

    poi lo richiedo, qualcuno di voi ha mai alzato il culo per andare a battersi contro gli imperialisti in questi paesi?

    lo sapete chi lo ha fatto? lo hanno fatto quelli di Nazione Eurasia, i fasci, che sono andati a fare gli osservatori per Putin alle elezioni nella ex repubbliche sovietiche, che hanno certificato free & fair anche se i risultati sono stati il consenso superiore al 90% per il dittatorello di turno. e i compagni che hanno capito tutto intanto che facevano?

    provate ad andare nei paesi arabi a spiegargli la tesi che sostiene questo pezzo e vedrete se non vi danno dei razzisti ignoranti e non vi sputano in un occhio, provate ad andare in Iran a dirlo, dove il “sostegno” americano arrivò a parole solo dopo settimane dallo scoppio delle proteste, che erano contro i brogli elettorali e non contro l’ayatollah in capo e i suoi pretazzi, parlate con gli iraniani, colti, politicamente accorti e tanto imperialisti da non volere tra le balle gli americani anche se s’oppongono al regime

    in Iran al soldo degli americani ci sono solo gli ex comunisti del Meq, gli ex mujaheddin del popolo, massacrati dagli ayatollah, rifugiati in Iraq, che hanno preso parte alla guerra contro il loro paese e che per questo sono considerati universalmente delle merde e dei traditori.

    comunisti che ora ovviamente sono liberisti, quattro sfigati comandati da una “presidente a vita” che occupa quel posto solo perché il marito che era il vecchio leader è un pezzo di merda impresentabile persino in Occidente

    non dubito della buona fede di chi ha scritto questa roba qui sopra, dubito fortemente della sua preparazione, così come della sua lucidità e biasimo il fatto che contribuisca a costruire l’immagine di un potere onnipotente che tale non è, rifiutando l’esistenza d’intelligenza propria negli altri popoli e la loro riduzione a burattini

    un atteggiamento suprematista e ridicolo, indegno di chiunque si creda un “compagno”, che dovrebbe ricordare che le più grandi rivoluzioni del dopoguerra, su tutte quella cinese e quella del Vietnam, non hanno certo avuto bisogno dell’impulso occidentale per svilupparsi e che persino Fidel Castro e i suoi quando cominciarono non erano molto di più di quattro sfigati con velleità all’apparenza incredibili e persino più filoamericani che fiolosovietici, almeno fino a quando Washington non tradì ripetutamente gli accordi presi con loro

    la storia non è la roba che si legge nel bignamino qui sopra, è molto più complessa e sfumata, questa roba qui sopra non serve a nessuno, solo a gente che ha l’ego più ingombrante della lucidità e ad eccitare la tifoseria di gente che pensa che la ragione stia dalla pare di dei super compagni con tanti punti-militanza guadagnati esclusivamente esercitando uno sterile cinismo e difendendo quattro idee in croce mandate a memoria

  • SandorKrasna

    Maria, per curiosità: in cosa consisterebbe la “lotta” di queste “femministe anarchiche”?
    Disegnare un cazzo gigante sul ponte di San Pietroburgo? Danneggiare auto della polizia usando i figli come scudi?
    Urlare “Dio è merda” durante una messa?
    Non so sei hai un minimo di familiarità con i movimenti russi, ma stai *delirando*.

  • valerio

    @Maria
    Il fatto che delle compagne femministe classiste sostengano le Pussy Riot non ne discende automaticamente che le Pussy Riot siano delle femministe classiste. Da quello che si evince dai loro scritti non c’è traccia di un’analisi materialista sulle condizioni odierne della donna in Russia. Mai ho scritto che le tre ragazze si meritino la galera o i lavori forzati. Per il resto io il femminismo classista me lo rivendico tutto.

  • Ile

    Per evitare ogni tipo di equivoco, premetto a tutto questo discorso che il governo e la figura di Putin hanno tutto il mio più alacre biasimo, che non lo considero un compagno e manco un post-compagno, che non penso che la Russia abbia un governo da difendere, da sostenere, da ammirare, da ignorare. Che penso, invece, che chi vuole abbattare quel governo faccia bene. Spero sia chiaro.

    Detto questo, sono molto contenta che il caso Pussy Riot stimoli un dibattito così acceso tra compagni e compagne. Un dibattito come non si vedeva da mesi: e non parlo dell’impegno quotidiano di compagni e compagne, femministe e non, che c’è e c’è sempre stato. Parlo proprio della voglia di discutere, di prendere posizione pubblica, di fare flash mob, di litigare anche. Evviva.
    E sono anche molto contenta che questo dibattito sia stimolato da un argomento che ha al centro la REPRESSIONE. Perchè, sapete, eccetto poche e illuminate eccezioni – a cui va il mio massimo e imperituro rispetto e affetto, al di là e oltre ogni diversa posizione che si può avere sulle Pussy Riot (un esempio su tutti: baruda) – non vi ho sentito spendere tante parole di solidarietà, parlare così tanto, discutere così alacremente, scrivere tanti post su fb su Manolo e Costantino, sui compagni e le compagne implicati nell’operazione tramonto (e questo lo dico da un punto di vista quasti borghese, democratico e certamente garantista… al di là di ogni discussione che potrei fare sulla condivisione o meno di certe pratiche… riconosco però il diritto di essere arrestati e poi magari condannati – o anche no, perchè tanto quando ti fai mesi di galera la vita te l’hanno rovinata lo stesso – per quello che si fa e non per quello che si è detto per telefono che si vorrebbe fare, o per il possesso di un manuale di crittografia), ma anche su Tonino o – perchè no – sur Pelliccia. Se ci fossero stati tutti sti commenti, sto interesse, magari certe attività repressive sarebbero state meno facili e questo in cui viviamo, forse, un paese migliore. O forse no, sarebbe stata la stessa merda, ma magari come compagni – in generale e non singolarmente – ci saremmo potuti guardare allo specchio con più tranquillità.
    Pensavo che la repressione non interessasse più, e invece ecco qui che quando vengono repressi non quant* si sono post* (anche con pratiche che non si condividono, sia chiaro…) contro lo Stato come si realizza qui e ora e a difesa degli oppressi, ma quant* fanno performance mediatiche con un mix di sesso e anti-clericalismo il sopito spirito dell’anti-repressione si risveglia: e non che non sia giusto pensare che due anni per un flah mob siano troppi, è ovvio che anche io lo penso.
    Forse – e non è di sicuro il caso di tutti, ma di certi di sicuro sì – il problema è che quando la solidarietà rischia di far cadere nelle maglie della repressione qui, nello Stato in cui si vive e non nella lontana Mosca, ci si caga sotto. Tantè, direbbe il compagno che commenta col nome di marco.

  • valerio

    @ile
    ma vaffanculo. Ma de core popo
    In sud africa hanno ammazzato 34 minatori, nessun media ne ha parlato, Madonna non s’è messa nessuna meglietta e adesso per queste tre bisogna organizzà una campagna che coinvolga tutto il movimento. Ripeto
    Libertà per le Pussy Riot e per tutti i detenuti, ma porco dio facce la predica sulla REPRESSIONE citando le Pussy Riot è na provocazione

  • Ile

    A Valerio, non hai proprio capito un cazzo. Me sa che è meglio che te lo rileggi domani mattina appena sveglio, così magari capisci l’ironia. Coglione.

  • valerio

    @ile
    oddio io effettivamente sto distrutto dal caldo, ma pure te non è che sei Groucho Marx. Un abbraccio e tante scuse.

  • Compagno Perplesso

    @SandorKrasna il cazzone davanti alla sede dell’ex kgb lo hanno disegnato quelli di Voina, non le pussy

    @ile del massacro dei minatori sudafricani ne hanno parlato tutti i media del mondo, nessuno escluso, tu dov’eri? dormivi o vivi in un mondo di fantasia? sei su iternet, usa un motore di ricerca e vedrai che hai detto una cazzata

    @Ile io mi batto contro la repressione sempre e ovunque, sono intervenuto in questo dibattito solo per commentare un articolo assurdo che GIUSTIFICA la repressione brutale (sono anche state lasciate per giorni senza cibo, lo sapevate?) sul presupposto, peraltro indimostrato, che le Pussy siano pagate dalla CIA, suonino male e si comportino in maniera incompatibile con la compagneria, per non dire di chi nei commenti le accusa di “farsi scudo” dei figli, argomento che usano spesso nei commenti di Libero o del Giornale contro le zingare e chiaramente una cagata che può venire in mente solo a un folle o a uno allineato con i pensieri di quella gente lì, maschi o femmine che siano che pensano che quelli che non gli piacciono sono bestie che sacrificano i figli pur di fare le sceme

    @valerio a Madonna hanno fatto causa e chiesto milioni di dollari perché ha provocato “stress e shock emotivo” con le sue dichiarazioni ai credenti russi facendo “propaganda omosessuale”, tanto per dire quanto tu abbia afferrato la situazione e la realtà russa… e se anche fossero “solo” adolescenti ribelli, che diritto credi d’avere tu di coprirle di merda dopo che coscientemente si sono esposte a quello che le è capitato?

    a me più che compagni sembra di leggere molti interventi con la puzza sotto il naso,roba da fighetti pronti a fare i froci con il culo degli altri (cit. Ricucci che ve lo meritate) più che disposti a capire e a discutere di come gira il mondo

  • Maria

    @SandorKrasna
    ma sei uscito dal medioevo o cosa? ti scandalizza un cazzo gigante?
    questo è il collettivo Voina http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/03/02/voina-larte-contemporanea-e-i-linguaggi-sovversivi/
    ti può piacere o no ma sono pratiche di lotta che meritano rispetto.
    o qua c’è un gruppo di cazzo/militanti che devono insegnare alle femministe cosa sia più virile nelle lotte? è naturale ‘sto sbeffeggiamento delle lotte altrui? ‘sta maniera di banalizzare le pratiche femministe?
    per dire: avete idea di cosa sia il postporno? la sovversione comunicativa? ci volete insegnare qualcosa? le donne nei banchi di scuola militante e gli uomini in cattedra?

  • valerio

    @Compagno perplesso
    Il fatto che la situazione in Russia sia drammatica non vi è dubbio, cio’ pero’ non significa che il modo di fare politica delle Pussy Riot non possa essere criticato. La ricerca spasmodica dell’ attenzione mediatica attraverso il gesto scioccante non mi sembra una gran modalità di intervento politico.
    Cio’ non significa che queste si meritino la galera o i lavori forzati nè che siano spie al soldo di Obama.
    Detto questo adesso che ho saputo che hanno fatto causa alla povera Madonna stanotte non prendo sonno…

  • SandorKrasna

    @Compagno Perplesso/Maria
    Non avete capito un piffero, come al solito.
    Ci vuole *veramente* parecchia fantasia per considerare una bestemmia in chiesa o un cazzo disegnato “pratiche di lotta che meritano rispetto”. Ci vuole invece parecchia malafede per ridurre vent’anni di *vere* lotte politiche e sociali alle pagliacciate di Voina e della sua propaggine al femminile.
    Voi lo chiamate “postporno” e “sovversione comunicativa”; in in italiano invece si chiama in tanti modi: si chiama cambiare discorso, parlar d’altro per distogliere l’attenzione da cose un po’ più importanti, si chiama invaghirsi del dito e dimenticare la luna.
    Siete dalle parti del cretinismo strategico più becero, pronti a dare ragione e a chiamare “rivoluzionario” chiunque protesti, per qualunque motivo, fottendovene bellamente di qualunque contesto politico e di classe. Non siete né più né meno di Piero Ostellino, con l’aggravante di credervi all’avanguardia.

  • valerio

    Comunque se volete alle medie ed alle elementari è pieno di compagni che disegnano cazzi nei bagni. Incredibile, ero post porno a undici anni e manco lo sapevo. Speramo che Monti non me sbatte ar gabbio per quel “w la figa” che ho scritto sul banco in prima media…

  • Lalla

    @Valerio.. di tanti passaggi che potevi citare delle dichiarazioni delle tre, hai scelto il più leggero, il meno politico (sebbene comunque lo sia). Come mai? PErché non hai postato questo ad esmpio?
    ”In this closing statement, I would like to describe my firsthand experience of running afoul of this system. Our schooling, which is where the personality begins to form in a social context, effectively ignores any particularities of the individual. There is no “individual approach,” no study of culture, of philosophy, of basic knowledge about civic society. Officially, these subjects do exist, but they are still taught according to the Soviet model. And as a result, we see the marginalization of contemporary art in the public consciousness, a lack of motivation for philosophical thought, and gender stereotyping. The concept of the human being as a citizen gets swept away into a distant corner.
    Today’s educational institutions teach people, from childhood, to live as automatons. Not to pose the crucial questions consistent with their age. They inculcate cruelty and intolerance of nonconformity. Beginning in childhood, we forget our freedom.”
    - Maria Alyekhina (Member of Pussy Riot)

    Le cose che Maria cita non vi sembrano degne di lotta? O MAria, le donne come lei, le lesbiche i froci, le fenniniste, le negre e tutte noi altri dobbiamo metterci in fila ed aspettare che intanto le avanguardie de sto cazzo decidano quali sono le pratiche più opportune e gli obiettivi primari?
    Sottolineo che la mia visione della società è profondamente di classe, che credo che il conflitto capitale\lavoro sia il nodo principale per abbattere lo stato di cose esistenti, ma che lo sia insieme all’abbattimento del patriarcato e dell’eteronormatività. che è quello che queste donne (che noi femministe seguiamo da tempi non sospetti) stanno contribuendo a fare. PErché se pensate che la rivoluzione sociale avverrà prima o senza la rivoluzione dei rapporti sociali tra i sessi, avete preso una gran tranva ideologica. PS. io sono quella della locuzione ‘articolo cazzocentrico’ e me la rivendico tutta.

  • Lalla

    mi scuso per i refusi di battitura nel post precedente, ma è ‘na certa…

  • Taliesin

    Non vedo com’è possibile fraintendere il senso del post, a meno di malafede da parte di alcuni commentatori, dov’è che si difende Putin? Io non lo leggo da nessuna parte, tra l’altro Putin dorme sonni tranquilli se le Pussy Riot sono il baluardo della protesta in Russia, forse che tutti gli arrestati durante le manifestazioni pre e post-broglio elettorale hanno ricevuto lo stesso livello di mobilitazione internazionale? Qualche apparizione sul telegiornale e dopo ce ne siamo tutti bellamente fregati, esattamente come per gli arrestati per il g8 o i non arresti della Diaz, qualche rimembranza di Genova, scarni sit-in e basta che poi la notizia è già vecchia, concordo con Ile, a me sembra che si cerchi di sfogare i nostri sentimenti libertari e rivoluzionari solo quando gli eventi sono lontani da noi, sia mai che dovessimo davvero sporcarci le mani con le situazioni di casa nostra. La situazione in Russia è una merda ma come si dice siamo il bue che dice cornuto all’asino, aò ma noi ce l’abbiamo un governo eletto? No perchè da noi manco je interessa de fà i brogli che costano pure, se fa tutto inter nos perchè tanto c’è la crisi e se po’ fa tutto, poi je la buttamo in caciara coi diritti umani degli altri paesi così almeno non pensano ai loro di diritti Boh so’ senza parole per la miopia di certi compagn* ma forse sbagliamo noi evidentemente in una società cresciuta co’ gli effetti speciali e i flash mob colorati, pe’ fatte notà devi punta più sulla forma che sui contenuti perchè sennò nessuno te se fila, mo’ aspettate che organizzo pur’io na’ cosa a S. Pietro entro duranta la S. Messa e me metto a cantà due dita su per culo, poi quando m’arrestano e mi chiedono se è per solidarietà alle Pussy Riot dico ” Sto cazzo è per richiamare l’attenzione sullo smantellamento dei diritti dei lavoratori e la svendita dello risorse pubbliche da parte di un governo d’emergenza non eletto e palesemente a favore di una specifica classe sociale, ciao grazie e Punk is not dead” Qui non si tratta di sminuire le lotte di altri gruppi ( fermo restando che io non conosco questo gruppo specifico) si tratta di sottolineare come tutto l’evento sia palesemente pilotato per spostare parte dell’attenzione da questioni molto più scomode per il potere, il titolo è infatti Le insegne luminose attirano gli allocchi, non le pussy riot devono marcire in galera perchè se sò delle cazzone situazioniste. Mo’ verrò frainteso ma ‘sti cazzi me so’ levato un peso.

  • valerio

    no vabbe’ qua so morto. Speriamo che un gesto tanto ardito emancipi finalmente la donna russa.
    http://www.liveleak.com/view?i=aea_1343072683
    @maria e compagno perplesso
    grazie per la splendida serata, non ridevo così da anni.
    (ma quanto cazzo stamo messi male??!!)

  • Ile

    @compagno perplesso
    1. le pussy riot fanno parte di voina;

    2.scusa, ma che c’entro io coi minatori sudafricani? quando ne ho parlato? che cazzata avrei detto?

    3. non mi pare si giustifichi alcuna repressione, tanto meno brutale.

    Detto questo, a me il post-porno non piace, non lo capisco, non ne capisco il senso. Ma ognuna – per quanto mi riguarda – è liberissima di fare quello che le pare e non avrà la benché minima condanna, tanto più morale, da me: ma non me lo fate passare come un atto di liberazione. Si possono mettere polli nella vagina (mi fa schifo, ma alla fine fatti loro, anche se non ne capisco il senso), possono fare orge in un museo, disegnare cazzi e fare quello che vogliono. Trovo esagerata la repressione ma sono anche abbastanza sveglia da capire perchè tutto il mondo occidentale si occupi di questa vicenda. Che ci sia o meno la Cia dietro di loro ha anche poco valore dal mio punto di vista: che ci sia o meno, il discorso da fare è a mio avviso, su che uso si faccia della vicenda.

  • valerio

    @Lalla
    Per carità, qua nessuno discute la necessità dell’emancipazione della donna nè che tale emancipazione debba essere compiuta dalle donne stesse, senza alcuna attesa messianica di chissa’ quali avanguardie (Pussy Riot incluse)
    Qua si contesta la serietà e l’efficacia dei loro mezzi.
    Ma davvero pensi che infilarsi un pollo nella figa o disegnare cazzi giganti possa in qualche modo emancipare le donne russe dal oppressione della chiesa ortodossa??

  • F, lo stalinista felice

    per me le cose sono molto semplici.

    1. Con la loro azione le pussy hanno denunciato il rapporto organico tra chiesa ortodossa e regime russo. Esiste questo legame? Hanno fatto bene o male?

    2. La Russia di Putin è uno stato imperialista e guerrafondaio; non uno stato da “normalizzare” quindi, ma uno stato simile agli Stati Uniti, Francia e GB dal nostro punto di vista. Gli stati imperialisti si attaccano a vicenda con svariati strumenti (tra cui media e diplomazia).
    Perchè dobbiamo mettere il becco nelle beghe tra imperialisti?

    3. Il discorso sulle “pagliacciate” delle pussy è fuori luogo da un punto di vista politico e giuridico. Politico: ognuno lotti come gli pare; se la lotta funziona bene, sennò affari suoi. Giuridico: il processo non era per le cose pregresse, ma per i 30 secondi di video; 2 anni per 30 secondi farebbero ridere se non facessero piangere.

    4. I media hanno pompato la questione in chiave anti-russa? E sti cazzi? Repubblica pompa la questione dell’atac in chiave anti-alemanno e pro pd, ma non è che il comitato nonvipaghiamo sia colluso con zingaretti.

    5. Interessante il riferimento all’Iran, ma il confronto non regge per due motivi: innanzitutto l’Iran è oggettivamente anti-imperialista dove la Russia è imperialista. In secondo luogo nel caso Iran i media battevano su due cose inventate(i “brogli” elettorali e il “caso” Sakineh), mentre in questo caso battono sulla reale repressione contro chi oggettivamente si pone (con tutti i limiti che uno gli vuole trovare) contro un governo imperialista.

    6. Le insegne luminose servono per distogliere l’attenzione da altro. Per me di altro ci starebbe ad esempio la questione ILVA (per non parlare di Sudafrica e, molto dopo, dell’aggressione inglese all’Ecuador per la questione assange). Se chi ritiene che quello delle pussy sia solo fumo negli occhi avesse speso lo stesso tempo ad approfondire le altre questioni, penso che ne avremmo tutt* tratto giovamento.

  • giovanni

    “se repubblica.it appoggia una protesta giusta io che ci posso fare? ”
    chiederti perchè un giornale che vomita bile ogni volta che nomina Putin ha tanto a cuore la protesta giusta, e ci attacca il “povero” mafioso Khodorkovsky come perseguitato politico. O perchè si è accodata alla protesta tanta gente famosa che non ha mai detto NIENTE per il g8, o per il Sudafrica, o per la polizia yankee che usa i neri come bersagli da poligono, o per Bradley Manning (Sting solidale con le PR che poi va a cantare per la sorella di Putin è il capolavoro dell’impegno politico di sta feccia). Se per voi è più importante acccodarvi a Sting e alla Repubblica russofoba, problema vostro. Per chi ha occhi per informarsi, le PR vengono ALMENO dopo l’Ilva, dopo Genova, dopo il Sudafrica, dopo Assagne e Manning, ecc.ecc. Chi si fa dettare l’agenda dell’indignazione dalla Repubblica si deve dare una svegliata, e di brutto.

    “e putin non e’ un compagno per quanto me riguarda, ”
    nessuno l’ha scritto, se vi dovete attaccare a cose che non ha scritto nessuno vuol dire che siete in malafede plateale.

    “si tace nei confronti di russia e cina, gli imperi del futuro.”
    il pericolo giallo e il pericolo russo tutti assieme appassionatamente, come da copione del razzismo eurocentrico.

    sul tumblr. Qualcuno chieda al signore che ha scritto quelle idiozie se sa cos’è il pinkwashing, e a cosa serve.
    “Si può manifestare per tutte e tre le ragioni (Sudafrica, Assange, PR)? Certo, anzi si deve. ”
    però chissà perchè non dico indire una manifestazione, ma un post da 2 righe su Assange e il Sudafrica provate a trovarlo su quel sito, neanche morti. “si deve”, sì, fatelo voi, noi seguiamo la bandiera rossa dei compagni della Repubblica dei russofobi.

  • giovanni

    “le Femen sono bielorusse e sfigate,”
    no, sono ucraine. Ti manca l’ABC, lascia stare…

    “in Iran a dirlo, dove il “sostegno” americano arrivò a parole solo dopo settimane dallo scoppio delle proteste,”
    preferivi una bella serie di bombardamenti a tappeto stile irakeno, vero, compagno del genere “sì Bush è un macellaio ma Saddam pure per cui meglio che sia morto” (e chissenefrega del milione di irakeni, col pallottoliere della morte che continua a girare ancora oggi)?

    “le più grandi rivoluzioni del dopoguerra, su tutte quella cinese e quella del Vietnam, non hanno certo avuto bisogno dell’impulso occidentale”
    già, e queste 3 invece quell’impulso ce l’hanno, e potentissimo. Chissà perchè. Forse perchè nei loro memorabili discorsi di difesa (secondo la stampa di regime) non troverai nemmeno a morire la parola “lotta di classe”?

    “Le femministe di cui si parla e quelle che le supportano non sono interclassiste e fanno la lotta di classe unita a quelle di genere.”
    come no? Guarda su femminismo a sud quando hanno parlato di Taranto. L’hanno fatto per le centinaia di proletarie tarantine ammazzate dai tumori, o per le migliaia che stanno perdendo il posto?
    Ma quando mai, l’unico problema dell’Ilva è che Libero ha dato della zitella rossa alla Gip! E lo sanno tutti, che il problema di Palemmo è il ciaffico!

  • joe

    Dunque, secondo l’articolo di fondo le Pussy Riot sono un gruppo di agenti al soldo della CIA, e la loro incarcerazione e’ dovuta a una lotta tra l’imperialismo americano e quello russo. E tutti quelli che hanno protestato sono dei gonzi che si fanno abbindolare dai media mainstream. A queste argomentazioni ha risposto bene http://infondoasinistra.tumblr.com/post/29776293389/gli-anti-pussyriot e preferisco non dilungarmi ulteriormente.

    Poi pero’ l’articolo viene condito da una vagonata di allusioni sessiste (fighe riottose, che traduzione accurata, complimenti), di complottismo pluto/giudo/massonico (che cazzo c’entra Soros in questo contesto?) che lo rende ancora piu’ fastidioso, e onestamente questa merda da dei compagni non me la sarei aspettata. Ma d’altra parte siam sempre il movimento che nel 1977 accusava con lungimiranza i punk di essere un strumento del capitale.

    Davvero, lo stile di questo articolo e’ roba da Libero. Al di la’ delle argomentazioni di fondo (da cui dissento, ma e’ quasi secondario), chi lo ha scritto dovrebbe farsi una bella presa di coscienza sul sistema di valori oppressivo che c’ha in testa.

  • hoo_liang

    CAPO II

    DEI DELITTI CONTRO LA PERSONALITA` INTERNA DELLO STATO

    276 Attentato contro il Presidente della Repubblica

    Chiunque attenta alla vita alla incolumità o alla libertà personale dei Presidente della Repubblica è punito con l`ergastolo (c.p.290 bis).

    277 Offesa alla libertà del Presidente della Repubblica

    Chiunque, fuori dei casi preveduti dall`articolo precedente, attenta alla libertà del Presidente della Repubblica , è punito con la reclusione da cinque a quindici anni (c.p.290 bis, 313).

    278 Offese all`onore o al prestigio del Presidente della Repubblica

    Chiunque offende l`onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni (c.p.

  • hoo_liang

    ao ma quando arriva sto antimper??

  • claudio

    Quello che pubblicano in questi giorni sulla rete alcuni compagni che si autodefiniscono “antimperialisti” non è solo demenziale ma, soprattutto, preoccupante. In realtà c’è in questi personaggi un gravissimo maschilismo di fondo anche se loro lo negheranno e cercano di mascherarlo con discorsi “antimperialisti”….

  • Compagno Perplesso

    Forse vi sfugge che della situazione russa non ne discute nessuno da anni, non i compagni che sembrano perdonare qualsiasi cosa a Putin perché tanto è “alternativo” a Washington e nemmeno gli altri. Se adesso dopo anni di silenzio qualcuno si sveglia per criticare le PR sui presupposti esibiti dal pezzo, fa solo cadere le braccia

    Vedo comunque che più in là di una critica superficiale ai modi delle PR non si riesce ad andare, ho criticato il pezzo spiegando gli errori fattuali che secondo me contiene e anche altro, non ha risposto nessuno, nemmeno quello che ha tirato fuori la CIA

    infatti il punto è tutto lì, non è come dice Valerio che le PR non possano essere criticate, ma è che è ridicolo criticarle in questo modo buffo, così come -ridicola- l’impostazione di base che vede la CIA animare qualsiasi scoreggia contro il potere nel mondo

    di questo nessuno sembra prendersi la responsabilità, eppure è il succo del post ed è quello che rende grave la diffusione di roba del genere, degna per profondità e rigore delle robe di quelli delle scie chimiche

    l’accusa non è quella di difendere Putin, è quella di aver scritto una vaccata infondata e pericolosa pur di fare i saputi che schifano una modalità che non ritengono della lotta antimperialista

    mi piacerebbe discutere di questo, se c’è qualcuno che ne è capace e ne ha voglia, non ho scritto migliaia di caratteri per discutere se la rivoluzione si vince disegnando cazzi, ho fatto riferimenti precisi e rivolto critiche precise al pezzo, alle quali -nessuno- finora si è degnato di rispondere

    sembra che il livello praticabile sia solo quello che ruota attorno al mi piace/non piace quel che fanno le Pussy, accusate di deviazionismo borghese e complicità con i porci capitalisti dal tribunale di stocazzosky

    sinceramente mi aspettavo di più, ma se di più non ce n’è, ne prenderò atto

    @Ile il riferimento era al nick simile al tuo direi… se mi sono sbagliato scusami, non ho voglia adesso di rileggere il mondo ;)

  • marco

    Ma si piò sostenere che polli in figa, orge per strada e cazzi giganti disegnati siano azioni sovversive?
    Ma emancipazione de che? Semo tutti boni a emancipà non se sa cosa e ad atteggiasse a rivoluzionari girando col pisello de fori…compagni come semo caduti in basso

  • marco

    E comunque Putin piaccia o non piaccia ha salvato la Russia dalle oligarchie mafioso/capitalise che avrebbero ne avrebbero ben volentieri smembrato le ricchezze. Chi è contro Putin in genere è aiutato e finanziato dall’Occidente (vedi Otpor, Kasparov, e pagliacci vari)

  • Compagno Perplesso

    p.s.

    un’altra conclusione che si può trarre da questa vicenda è che il compagno Putin sia un coglione fatto e vestito, incapace di rendersi conto delle manovre dell’impero contro di lui e così cretino da amplificarle procurando una dura punizione a tre stupide pornografe invece d’ignorarle o di comprarsele (se si sono vendute alla CIA vuol dire che vendono, basta alzare il prezzo e Putin non ha problemi di soldi) con qualche milionata di dollari

    un’altra incogruenza che sfugge ai Poirot al servizio del tribunale del popolo, che si credono di saperne di più e di essere più furbi persino di Putin, senza però fare il minimo sforzo di dimostrarlo oltre alla pronuncia stentorea delle loro tesi e delle loro condanne

  • Compagno Perplesso

    @hoo_liang non sono state condannate per vilipendio al capo dello stato, che non c’è stato, non fare il furbo ;)

    http://www.altalex.com/index.php?idnot=36765
    l’articolo applicabile all’esibizione in chiesa è nel TITOLO IV
    Dei delitti contro il sentimento religioso e contro la pietà dei defunti
    Capo I
    Dei delitti contro le confessioni religiose
    e in particolare all’Art. 403. Visto che non ci sono stati danneggiamenti e non c’era una funzione in corso. Pena prevista: “la multa da euro 1.000 a euro 5.000.
    Si applica la multa da euro 2.000 a euro 6.000 a chi offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di un ministro del culto.”

    bravo giovanni, grazie per la correzione, l’ho scritto di corsa e m’è sfuggito

    adesso prova a rispondere ad alcune delle questioni che ho posto invece di fare il maestrino, nascondendoti dietro la difesa della lotta di classe

  • Lorenzo

    il secondo paragrafo poteva essere pubblicato pari pari su Libero o Il Giornale.

  • Vlad

    L’articolista ha ragione da vendere, ed i commenti del cani da guardia intervenuti in massa a stracciarsi le vesti provano lo stato penoso di certa “sinistra” o “autonomia” o anarchismo d’accatto, totalmente appiattiti su pruderie piccolo borghesi di stampo “occidentalista”. Qui una analisi simile del fenomeno http://quintoelementomusical.wordpress.com/2012/08/10/il-caso-pussy-riot-riot-grrrls-al-servizio-della-geopolitica/

  • Frank

    Bravi Militant, ottimo articolo. Premessso che qui nessuno appoggia Putin e nessuno augura il gabbio a nessuno, quello che fa schifo e annoia e` la “tibetanizzazione” delle pussy riot a livello mass-mediatico. Non è che delle attiviste di greenpeace e artiste concettuali (sai che concettuale disegnare un cazzo davanti alla sede dell’ex kgb o entrare in chiesa per infilarsi polli congelati nella vagina) mi dettano l’agenda solo perchè hanno scoperto malcolm mclaren o perche´ Putin le perseguita. Poi tutta l’operazione con il singolo in uscita addirittura puzza di artsy-fartsy e tutta sta valanga di artisti occidentali che le sventola come bandiere puzza invece di operazione commerciale oltre che politicamente utile all imperialismo americano. L’esposizione mediatica soprattutto made in usa te le rende eroiche ma…..non è tutto oro quello che luccica. Mi sembra chiaro che la questione delle pussy riot sia l’ennesimo tentativo Usa di destabilizzare il governo russo (anch’esso di merda). E noi siamo i soliti utili idioti pronti a tirare fuori la bandierina dei diritti civili ad ogni scoreggia di vento. Per quanto mi riguarda non è neanche necessario che siano direttamente parte di Optor ma che semplicemente si servano di loro, come di tutti noi che gli andiamo appresso, per lasciar perdere questa buffonata pop.

  • Maria

    Vabbè, tutto ciò è di un sessismo mostruoso. da giorni l’accanimento, l’assillo, per cercare di scovare la prova, il rigo, l’espressione, il trucco per svilire le lotte delle pussy riot e condannarle al rogo è sessista. assange è sulle pagine di tutti i giornali, con solidarietà ovunque, hanno strumentalizzato anche il suo caso ma di lui non si è detto che è al soldo della cia.
    e qui siamo oltre. qui si contesta la validità della lotta. siamo al moralismo sulle pratiche. siamo a quelli che dicono ad altre quali sono le pratiche politiche veramente valide e quali no.
    perchè ovviamente le donne che lottano contro i fascismi/sessismi stanno a gioca’, no? non è che si fanno il culo per decostruire e capovolgere linguaggi.
    e poi che cazzo c’entra il fatto che la sovversione comunicativa voglia forare i media? se uno sfascia una vetrina non c’era scritto da qualche parte che lo faceva per forare i media? o lo fa perché quella singola vetrina rappresenta davvero la lotta contro il capitale?
    siete di un moralismo spaventoso e siete censori delle lotte altrui ed è sessista la maniera, sessista l’accanimento contro le tre donne, sessista la metà dei commenti che ci stanno qui.
    qui siamo ancora all’abc della questione, ecco tutto. altro che pussy riot.

    e non poteva ovviamente mancare l’accenno sessista contro femminismo a sud reo di non occuparsi di quello che piace a compagno virile ‘azzoduro.
    vai da femminismo a sud e proponi un post se vuoi che parlino di qualcosa che ti piace. non sono una redazione e non accettano deleghe. se vuoi qualcosa fattela da solo. autodeterminati. chiaro?

    scusate ma è deprimente, davvero.

  • Maria

    ah, dimenticavo, sai chi è che sta contestando le azioni di Voina sul cazzo e i polli? in questi giorni ci sono articoli di fascisti e misogini antiabortisti che si occupano di questo. non mi sorprenderebbe che chi commenta qui arrivi da lì per richiamare alla solidarietà di branco con i machi duri e puri per mettere in cattiva luce le femministe.

    perché il movimento misogino che sputa sulle femministe e vuole metterle al rogo si muove in modo più trasversale di quello che si immagina.

  • RagnoNeroY.

    Ottimo post!finalmente qualcuno fa cadere l’accento sui veri risvolti di una vicenda che già presa di per se,è il succo del nulla su cui sovente le mobilitazioni transnazionali si basano.Non è dietrologia parlare chiaro dei movimenti imperialisti,della geopolitica e degli interessi ad esso legate.Poi mi sembra sia abbastanza chiara la premessa antiputiniana del post e il netto schierarsi contro l’antidemocraticità del suo governo.Ma un’analisi non è completa se non include l’intento chiaro di renderci tutti utili idioti a comando.I vari commenti al vetriolo non fanno che appurare che il post di Militant ha colpito nel segno.

  • valerio

    @Maria
    deprimente è che venga riconosciuta credibilità politica ad un gruppo/collettivo che vorrebbe cambiare la società russa disegnando cazzi sui muri o bestemmiando in chiesa. Sia esso composto da femministe, punk, marxisti ortodossi o quant’altro.
    Spaccare una vetrina è una idiozia come lo è entrare in chiesa e bestemmiare. Se poi ci si infila i polli in figa è si è convinti di sconfiggere il patriarcato è un’altra questione.
    Sulla repressione delle stesse ho già detto che hanno la mia solidarietà, ma cosi’ coma la darei hai prophilax se venissero arrestati dopo un concerto.

  • valerio

    Se antiabortisti e merda varia criticano le Pussy Riot ciò non significa che loro automaticamente siano nel giusto. Qua siamo ai limiti del puerile.

  • Jacopo

    Ottimo articolo. Veramente ben fatto e difficilmente smentibile. Chi non si mette in questa prospettiva o ci ha capito poco poco oppure preferirà sempre la Russia americana di Eltsin a quella di Putin. Che le Pussy Riots siano direttamente manovrate dai soliti noti (come ritengo probabile) oppure che si pongano involontariamente in modo funzionale a questi ultimi è del tutto irrilevante. Il loro ruolo è oggettivamente reazionario, perché mira a destabilizzare la Russia moderna la quale, senza essere nemmeno lontanamente un paese socialista, è senza dubbio il boccone grosso dell’imperialismo Usa per tutta una serie di valutazioni geopolitiche e strategiche. D’altro canto, l’odio furioso e irrazionale che l’intera opinione pubblica della sinistra occidentale prova per Putin, uno che ha pur sempre tirato fuori la Russia dal baratro, dalla fame e dall’umiliazione del post-comunismo, si spiega solo con una campagna mediatica scientifica portata avanti ormai da anni. Eppure tanti compagni non si rendono ancora conto che quando le proprie grandi battaglie di civiltà coincidono con quelle di Repubblica e della Clinton, forse qualcosa non torna.
    Un velo pietoso sui polli vaginali e le orge nei musei come strumenti di lotta: si tratta, come chiunque dotato di senso della realtà può comprendere, di volgari esibizioni piccolo-borghesi e offensive della dignità della donna, pagliacciate ad uso e consumo del proprio ego frustrato che non hanno nemmeno una virgola non dico di rivoluzionario, ma nemmeno di vagamente anti-sistemico.
    Ricordo infine, nel merito, che le Pussy Riots hanno cantato una canzone dove non si limitano ad attaccare Putin ma chiamano il patriarca ortodosso “puttana”, e il cui ritornello fa il verso alla liturgia ortodossa ripetendo “la merda, la merda, la merda del Signore”. E l’hanno cantata non nel seminterrato di casa loro o nel locale vicino, bensì nella cattedrale di Mosca che è un luogo tra i più sacri per gli ortodossi. Si tratta di un gesto grave in sé, aldilà di ogni valutazione esterna, un gesto che offende la sensibilità di milioni di fedeli di una Chiesa che riveste un ruolo enorme nella Russia contemporanea. Suggerirei di stare (ogni tanto eh, mica sempre!) dalla parte dei popoli piuttosto che da quella dell’avanguardia di contro-costume di turno, dall’orientamento politiche come minimo nebuloso e dalle gesta discutibili.

  • rho

    O__O

    Cioè le pussyriot sono la punta di diamante di un piano della “borghesia
    occidentale” per “rovesciare il regime” in russia ??!?!?!
    Oh, merda! io non mi accorgo mai di niente!!
    Ora vado a mangiare qualcosa per non svenire e ci rifletto su.
    Grazie della dritta. ;)
    r.

    NB mi sembrava fosse chiaro da un pezzo che il punto non è giudicare quanto sia “rivoluzionario” (R-I-V-O-L-U-Z-I-O-N-A-R-I-O!!!)entrare in chiesa bestemmiando, rompere vetrine o fare azioni postporno. Ma che davvero?!

  • Jacopo

    P.S. Paragonare compagni che fanno valutazioni politiche serie ai fascisti anti-abortisti è veramente scorretto e puerile. Potrei rispondere di andare a sostenere le proprie tesi sui blog dei radicali, sicuramente entusiasti sia dei polli nelle vagine che degli attacchi al tiranno Putin, ma non lo faccio.

  • Compagno Perplesso

    @valerio se i compagni s’inventano le cose (ho spiegato quali anche se non pare interessi a nessuno) per criticare le PR, non è che siamo tanto più distanti dal puerile, non ti pare?

  • Maria

    cavolo si, allora immagino che per un intellettuale che mira a sconfiggere un regime anche solo scrivendo, che so, un libro? voi vi fate grasse risate perché la lotta deve essere solo quella che piace a voi. di altri linguaggi di lotta non se ne parla.

    dimmela, dai, quale doveva essere l’azione cazzutissima antiregime per cui avresti proferito esclamazioni ammirate…

    me lo fai un elenco di azioni si e di azioni che ti stanno sul culo?

    dopodichè me lo dici a quale commissione compagnesca mi devo rivolgere per chiedere il permesso di fare le MIE lotte di modo che poi non mi ritrovo sul groppone sessisti di ogni risma?

    commissione tutta maschia, mi raccomando.

    il comitato “ce l’ho duro e si vede”. ché se ve lo stampano su un palazzo è ridicolo, per te, a mostrare la ridicola possenza di un regime in erezione, ma se voi quel pene lo mostrate in ogni ragionamento a discredito delle azioni altrui, in special modo a quelle che fatte dalle femministe, allora tutto bene, no?

    movimento anno zero: misoginia sparata e motivata da pretesti compagneschi. giuro che una discussione così me la sarei immaginata almeno ad un livello di consapevolezza maggiore. da parte vostra.

  • troll

    premessa:
    ho provato subito simpatia per le pussy riot che, a mio avviso, hanno trovato una maniera geniale di comunicare. I compagni continuano a pensare che l’efficacia comunicativa equivalga all’asservimento ai media mainstream, mi pare tutto sommato una tautologia autolesionista.

    seconda premessa:
    provo un odio irrazionale per la russia di putin, probabilmente simmetrico all’innamoramento dei fasci nostrani o forse per le centinaia di antifascisti morti in loco, mi rendo conto che spesso è un ostacolo alla comprensione della realtà.

    Ma perchè qualsiasi critica venga mossa alle pussy riot(anche da altre donne) è tacciata di “fallocentrismo”? perchè se si dibatte sulle pratiche automaticamente si sottointende una stigmatizzazione complessiva di qualsiasi rivendicazione di genere?

    Il post della Militant mi è parso abbastanza frettoloso, non conoscendo la realtà di otpor e dei movimenti finanziati da soros non riesco a farmi un’idea da queste poche righe, ma tralasciando ciò pone un problema, dal mio punto di vista, da approfondire: il rapporto tra il movimento, i media e i “movimenti” nel resto del mondo.

    I media nostrani, laddove hanno interesse o non possono fare altrimenti, descrivono i movimenti del resto del mondo così come vorrebbero che fossero e, ovviamente, selezionano le espressioni di questi movimenti che sono più “compatibili”.

    è il caso, ad esempio, della cina dove da anni i giornali occidentali fomentano fantomatici blogger che a febbraio dell’anno scorso avrebbero dovuto dar vita alla “rivoluzione dei gelsomini” poi risolatasi in un assembramento di poche decine di persone, mentre contadini e minatori si scontrano con la polizia cinese in tutto il sud del paese costringendo il partito a rimuovere funzionari su funzionari ma pochi ne parlano.

    Con le pussy riot abbiamo visto, ancora una volta, una dinamica simile: ciò che i media nostrani hanno sottolineato è la differenza tra noi e l’antidemocratica russia, dove il dissenso è criminalizzato in quanto tale, dove è vietata la propaganda omosessuale, dove un gruppo punk può essere condannato a due anni di galera. Alla stessa maniera si sono sprecati i servizi che raccontavano la tunisia e l’egitto come posti lontanissimi.

    C’è, in estrema sintesi,una maniera di raccontare qualsiasi scenario di rivolta o, a dirittura, di dissenso come esotico.

    C’è, un interesse di parte dei media occidentali nel descrivere come liberticidi gli stati che rappresntano interessi geopolitici differenti. Con questo non voglio dire che cina e russia sono paesi democratici ma è evidente che repubblica non da la stessa attenzione a ciò che succede in arabia saudita, in israele o in messico.

    Ci sono movimenti di “protesta”, vedi le rivoluzioni arancioni, completamente eterodiretti.

    Quello che il post della militant dice, intelligentemente, è che non si può leggere la vicenda mediatica delle pussy riot senza tener conto di queste premesse.

    Partendo da ciò e sommando dati ulteriori il post arriva a conclusioni che io non condivido detto ciò non capisco le reazione da lesa maesta.

  • valerio

    @ compagno perplesso
    beh si, non credo che le Pussy Riot siano della CIA. Gente come Soros avrebbe tirato su un gruppo decisamente più serio e strutturato (vedi Solidarność).

  • valerio

    @Maria
    e io devo per forza appoggiare ogni cazzata solo perchè la fa una femminista?? Ma che cazzo di ragionamento è??
    Riconosco la libertà di lottare di chiunque coi mezzi che meglio crede, ma rivendico anche la mia libertà di criticare chi voglio,al di là delle patenti di movimento.
    Il messaggio delle Pussy Riot, con tutte le sue elucubrazioni sul post porno, risulta incomprensibile
    E’ come se un intellettuale che mira a sconfiggere un regime scrivesse un libro in una nazione dove nessuno sa leggere.
    Io davvero non capisco come le donne russa possa emanciparsi attraverso un pollo nella figa.
    Magari mi serviranno 8 mesi di autocoscienza, ma me sa che non ci arriverei comunque.

  • SandorKrasna

    @Maria
    E’ veramente spettacolare questo riflesso pavloviano che ti obbliga a definire “sessista” chiunque sia anche leggermente in disaccordo con te. Il fatto che i tuoi post siano una sfilza di sciocchezze concettuali passa quasi in secondo piano.

  • Lalla

    completamente d’accordo con Maria. Valerio: mi sembri veramente un provocatore da quattro soldi. Le vorrei vedere le tue lotte quotidiane quali sono e farmici su due belle risate, compagno sovversivomasovversivoveramente.
    In realtà riscrivo solo perché, giacché nell’articolo si sminuiscono le modalità di lotta che le pussy riot hanno scelto da un pulpito che io non so chi abbia regalato ai Militant, e visto che questo è un sito di un collettivo politico, vorrei tanto che i Militant venissero a spiegarci la gestazione e il concepimento di questo articolo allucinante. Vorrei che qualcuno dei militant, che tanto spesso intervengono scrivendo cose condivisibili su Giap ad esempio, intervenisse anche qui tra i commenti a spiegarci dove hanno preso questa sfilza di panzane e soprattutto da quale sapere infuso traggono questa cazzo di aria supponente. Perché per me il problema non è solo più di opinioni ma anche di sapere a Roma con chi cazzo faccio politica e sto fianco a fianco nei cortei. Sulla solidarietà di chi posso contare se il mio collettivo femminista viene bevuto. Sì cari compagni. Di un articolo così di merda mi\ci dovete rendere conto soprattutto politicamente.

  • Mara D.

    Mi piace il tentativo di sviare il discorso creando una critica NON costruttiva sui metodi di lotta e, secondariamente (o parallelamente), una gerarchia delle cose per cui valga la pena lottare. Vi sta a cuore qualcosa? Bene: alzate il culo e iniziate a lottare nei modi in cui sembra giusto a voi. I morti in Sudafrica vi scandalizzano più dei senzatetto in Italia? Fatta: iniziate a propagare la notizia (già fatto dai media mainstream, ma quelli sono pagati dalla CIA, non contano). L’ILVA vi spezza il cuore più dei bambini-soldato? Via: subito a diffondere notizie e riflessioni e a organizzare proteste. E se una determinata pratica vi disturba, allora iniziate una discussione COSTRUTTIVA a riguardo, senza i beceri tentativi di dileggio che si leggono in questo “articolo” contro i massoni sionisti alieni.
    Ora, dato che non possiamo lottare per mille cose contemporaneamente, permettete che ci sia chi si muove per l’ILVA, chi per il Sud Africa, chi per la fame nel mondo e chi per l’oppressione in Russia…tenendo sempre presente che si tratta, ebbene sì, di lotta di classe (che, è così scontato che pare imbarazzante dirlo, non può prescindere dalla lotta femminista che nasce per mettere in discussione il potere).

    Tralasciando questo, che è un commento ai commenti, l’articolo in sé è penoso, ma è già stato detto.

  • completamente d’accordo con Maria. Ripeto, nei discorsi di questi compagni sedicenti antimperialisti c’è solo maschilismo, misoginia, omofobia…

  • No vabbè, ma davvero il livello della discussione è polli nella figa si/ polli nella figa no?

    visto che il livello è questo l’azione nome in codice “polli nella figa” è stata fatta da voina, gruppo anarchico misto, per mettere in atto una performance che parlasse della necessità di rubare nei supermercati per mangiare. no. effettivamente non è una interpretazione materialista della condizione delle donne russe. e quindi?

    premetto che io non ho gli strumenti per sapere tutto, per sapere se una pratica di lotta avrà maggiore forza e impatto di un’altra, quanto è pura e dura ecc. voi si?

    come mai allora stiamo a questionare che le notizie le diffonde repubblica e le distorce come vuole? (leggasi repubblica come paradigma del quotidiano di merda).

    siamo media? siamo capaci di far passare le nostre lotte e contenuti attraverso i nostri media? si, no forse?
    femminismo a sud, tra parentesi noto con piacere che gli è stata tirata merda addosso anche tra questi simpatici commenti, che ormai sembra un intercalare “fas merda” in ogni dibattito, ad esempio ci prova e lo fa dando visibilità a tutt*, cercando di fare rete, di non dire solo quello che la gente si aspetta ma dire quello che vuole, come vuole, provando a tirare fuori forza da dove sembra non ce ne sia. ci riesce? raramente, con una spesa di energie incredibili e perdendo tanto tempo. ma ci prova.

    l’alternativa quando non sei tu il media, o le tue energie non sono sufficienti per far arrivare cmq il tuo messaggio, è provare a bucare i media che ci sono, andando incontro al travisamento, le strumentalizzazioni e lo sciacallaggio. sono scelte, hanno pro e contro. e entrare nei media mainstream non è difficile, davvero. a certe sollecitazioni rispondono al 100%, di merda ovviamente, ma da li un* può provare a far sollevare un caso e far passare qualche messaggio. rischioso, antipatico e per farlo devi essere dispost* a parlare il linguaggio che richiama il media main-stream. c’è a chi può fare schifo e chi invece pensa che il fine giustifica i mezzi. parliamone criticamente ma parliamo di questo, non di gente asservita all’imperialismo perché sa cavalcarne il linguaggio, cosa a mio dire ben differente.

    perché dare attenzione al caso pussy riot? perché se vogliamo che non siano strumentalizzate dai media “imperialisti” occidentali, i media dobbiamo essere noi. fare traduzioni, trovare fonti attenidbili, far circolare anche voci critiche che arricchiscano il dibattito. per qualcuno è una perdita di tempo? faccia dell’altro. non tutti possono fare tutto, la priorità ad una lotta è data anche dall’interesse e dagli strumenti che uno ha per affrontarla. dalle energie e dall’utilità del contributo che uno sa dare. e io lo reputo una forza e una tranquillità sapere che lotte che io non saprei o non ho voglia e tempo di fare sono cmq portate avanti da altr*. per voi no?
    in tutto ciò complottismo e sessismi fanno solo rumore, come sempre. e questo rumore, come il chiacchiericcio di questi commenti, sono interferenze che schiacciano le poche forze di chi prova a fare media proprio contro i media tanto criticati.
    per questo sono qui a dirlo, se ci sono critiche puntuali e politiche ben vengano, con femminismo a sud siamo le prime a farle pubblicamente da sempre, panni sporchi da lavare in casa tra compagn* ( e non solo) non ne vogliamo, però le critiche portano sempre conseguenze e responsabilità, per questo chiedo almeno un dibattito con critiche che siano articolate (e documentate all’occorrenza) e non interferenza per creare disinformazione (volente o nolente).
    ciao ciao :)

  • Maria

    D’accordo con Lalla:

    “Perché per me il problema non è solo più di opinioni ma anche di sapere a Roma con chi cazzo faccio politica e sto fianco a fianco nei cortei. Sulla solidarietà di chi posso contare se il mio collettivo femminista viene bevuto. Sì cari compagni. Di un articolo così di merda mi\ci dovete rendere conto soprattutto politicamente.”

    E ribadisco:

    Se nel corso di una mia eventuale azione sovversiva/concettuale (come ce ne sono state anche in italia) mi bevono e mi portano in galera mi devo sorbire questi commenti del cazzo, letterale, o posso contare sui compagni? Se può accadere se mi portano in questura? E’ già successo a delle compagne per molto ma molto meno…

  • ca_dy

    e allora se basta questo viva il maschilismo la misoginia e l.omofobia. se il livello di analisi e di prassi è quello dei sostenitoti dellefighe riottose w putin.io sto col centrofallico partito comunista russo,i discorsi infiniti e le supercazzole femministe le lascio ai compagni new age. c.e bisogno di un epidemia di antimper ma anche di realtà.

  • marco

    Io sarei troppo curioso di vedere cosa sarebbe successo a geopolitica ribaltata: cioè se le pussy riot fossero state bevute in america. Chissà forse agli “antimperialisti” in quel caso un pollo nella vagina andava a meraviglia come protesta di classe. Difficilmente avrò la controprova…

  • ca_dy

    che poi per una buona volta sarebbe da essere sinceri e dirselo a chiare lettere: non combattiamo piu per le stesse ragioni. abbiamo altri obiettivi intermedi e finali. è stato bello ma ognuno per la sua strada. noi combattiamo contro il patriarcato, il cazzoe la figa, voi per il socialismo maschilista. aahhh! non sarebbe una liberazione?

  • Ile

    Per cortesia, non parlate di solidarietà contro la repressione voi che mai mezza parola avete speso per processi molto più importanti con condanne molto più pesanti.
    Vorrei sapere se qualche mese fa avete tributato la stessa attenzione dedicata alla sentenza contro le Pussy Riot all’attesa della sentenza in Cassazione per i compagni coinvolti nell’operazione tramonto. Se la risposta è “no” – o se la risposta è “ilè, manco so di che cazzo stai a parlà” (penso che – sperando sempre che non ci siano altri processi del genere – nel caso ci fossero suggerirò personalmente agli imputati di infilarsi una trota salmonata nel culo durante il processo, non sia mai che una performance concettuale gli procuri più solidarietà di quella che gli procura il “solo” essere compagni) -, per cortesia, tacete. Che se ce mettiamo a fare i distinguo sulla solidarietà in caso di processi ingiusti, a Roma so davvero pochi quelli che possono parlà.
    E ve lo dice una per cui so troppi pure i due anni e mezzo dati a zippo (a cui di certo non auguro la galera, anche se la sua vicenda mi commuove meno di zero), pensate un po’ i due anni dati alle pussy riot.

  • hoo_liang

    @compagno perlesso, allora putin non c’entra niente!

  • Maria

    Scusa: voi chi?
    E’ bello sapere che di tanto in tanto spunta fuori qualcun@ che ha il dente avvelenato per cazzi suoi contro femminismo a sud che ne approfitta per spalare merda sulle compagne. perché di merda si tratta. Di fottutissima, compagnesca, virilissima merda.

    Come sopra. vai dalle compagne e proponi il tuo fottuto post. fai che la tua lotta diventi la loro lotta. o sei brav@ solo a postare argutissimi commenti su militant per dire quanto non ti piacciono?

    La domanda resta: se io faccio una azione sovversiva/concettuale e mi portano in galera posso contare sulla solidarietà dei compagni o dite che sto al soldo della Cia?

  • marco

    Maria puoi stare tranquilla. In italia va bene non sei in uno stato canaglia, in quelli non devi fare casino perchè hanno la sacra missione di combattere gli yankee, ma qui va bene. La solidarietà dovrebbero concedertela anche se sei un po’ strana e poco virile.

  • mr beppe

    ok,il post in questione può anche essere uno svarione sotto molti aspetti,ma tacciare militant di essere maschilisti,fallocentrici,misogini e pro-putin mi sembra quantomeno una forzatura.

  • s

    Si può discutere, si possono prendere posizioni, si possono esprimere le proprie convinzioni ma io qui noto che ad ogni dubbio posto su quelle che sono le pratiche ed i fini delle pussyriot, soprattutto verso chi fa notare che tutta questa solidarietà è mancata in casi ben più gravi e vicini a noi, si risponde con la parola magica: “maschilista/misogino/provocatore”.

    A parte che, tanto per dirne una, Ile non è un maschio ed è davvero ridicolo darle della misogina, è la bassezza delle contro-risposte a darmi davvero fastidio.

    Non condivido le pratiche delle PussyRiot? Sono un maschilista frustrato.
    Ritengo che ci siano casi molto ma molto più seri per cui sbattersi e dare solidarietà? Sono un provocatore da quattro soldi.

    Poi vorrei capire io come dormite la notte – voi che siete veramente rivoluzionari – sapendo di essere sulla stessa linea di USA, UE e persino della Farnesina che hanno protestato per la durezza della pena inflitta.

    Ma non vi suona un po’ strano? Quando mai USA e UE (e Italia) protestano per violazioni di diritti umani?

    Secondo me, stiamo già perdendo troppo tempo.

    E poi vorrei chiedere, oltre a dare del maschilista/misogino/provocatore a chiunque non sostiene le PR, quali pratiche di solidarietà state mettendo in atto? No, perchè io non ho visto nulla in giro, a parte un mezzo presidio di 7 persone sotto un’ambasciata, un mesetto fa.

    A questo punto, visto che rimaniamo in ambito di militanza da tastiera vi dico la mia.

    Per me gli unici, veri rivoluzionari sono il Fronte Popolare di Giudea. Gli altri tutti parolai.

  • Quelle dei polli non sono le Pussy Riot!!! Ma Voina, un altro collettivo artistico di San Pietroburgo. Così, per essere precisi.

  • Ile

    Così, per essere precisi, le Pussy Riot vengono fuori da Voina: nella foto, a destra, si distingue chiaramente Nadezhda Tolokonnikova: http://en.wikipedia.org/wiki/Voina

  • E comunque “riot” non è traducibile con “riottoso”. E’ una traduzione imprecisa, mistificante. Riot è sommossa, tumulto, rivolta, mentre riottoso significa litigioso, e dà l’idea (negativa) di qualcuno che dà fastidio per il gusto di dar fastidio. La storia dei polli, la traduzione sbagliata, sono tutte imprecisioni non casuali: si modificano dei piccoli particolari per supportare una tesi… Questo avviene quando una tesi non sta in piedi da sola.

  • Ile

    Chiara, ha ragione sul fatto che “pussy riot” non è assolutamente traducibile – come, invece, hanno fatto quasi tutti i media in Italia – come “fiche riottose” (altrimenti sarebbe stato “riot pussy”, come “riot girl” per capirci: l’inglese ha poche regole grammaticali e sono anche tutte molto semplici), ma “riot/sommossa della fica”.
    Detto questo, “riottoso” ha anche il significato, in italiano, di “coloro che fanno le sommosse”: e, al di là del caso specifico, non ha proprio niente di negativo. Se non, ovviamente, nei rapporti delle forze di polizia.

  • merrick

    scusate, ma una lotta cosa deve fare? per caso far parlare di sé, far conoscere un problema, attirare l’attenzione su quello che denuncia? a me pare proprio di sì e mi pare che le pussy riot ce l’abbiano fatta. è questo che rode? che loro abbiano trovato il modo di farsi sentire e di dare visibilità alla causa? non dico che sia giusto che l’opinione pubblica sia attirata sui problemi solo da azioni “shock”, ma se è così -e lo continuiamo a vedere- non capisco perché criticare chi sfrutta questa cosa. sarebbe bello se bastasse spiegare pacificamente ciò che non va per svegliare le coscienze e avere del supporto, ma visto che mi pare che così non sia non capisco perché condannare chi trova via alternative che funzionano, discutibili o meno.
    giuro che vorrei una palla di cristallo per vedere come sarebbero state le reazioni se le pussy riot fossero state dei cock riot e composte solo da maschietti.

    p.s.quella dei polli non era una dimostrazione per l’emancipazione della donna, quindi la prossima volta che leggo un altro banalissimo “m’immaginocomesiemancipaladonnacoipollinellavagina” credo mi cresceranno i testicoli per poi cadere inesorabilmente.

  • hoo_liang

    non ho letto tutto, prometto che mo mi ci metto ma ho una domanda per le compagne : criticare un gruppo femminista è essere automativamente macisti? quindi criticare israele è essere antisemiti. ecc…

    (criticare un sindacato è sessere borghesi, criticare un nero è essere razzisti, ecc, ecc,)

  • G

    articolo già citato, ne riporto uno stralcio per chi si annoiasse a leggere tutto, visto che è un’opinione e una proposta di riflessione e non una posizione monolitica.

    “li stereotipi alla Ahmadinejād, tipo “In Iran non ci sono finocchi: a che servono gli stilisti se le donne si vestono tutte uguali?”, producono un intenso senso di liberazione. Inutile nasconderselo, questi stereotipi hanno un valore di liberazione per lo spettatore, soprattutto di sinistra, dal peso del pensiero, dalla fatica della riflessione autonoma. In realtà queste semplificazioni brutali della realtà danno sfogo ad un malcelato impulso goebbelsiano, quello di tirare fuori la pistola davanti a allo sforzo del ragionamento, che si annida nei militonti di sinistra come in quelli di destra. Il bisogno di semplificazione (rassicurante) per orientarsi nel caos globale, per darsi un’identità o una maschera politica, è così estremo che qualsiasi sviluppo della coscienza attraverso la differenziazione e varietà dei materiali espressivi e l’autoriflessione, è considerata una minaccia.”

    attraverso la differenziazione e varietà dei materiali espressivi e l’autoriflessione

    attraverso la differenziazione e varietà dei materiali espressivi e l’autoriflessione

    attraverso la differenziazione e varietà dei materiali espressivi e l’autoriflessione

    http://info404.net/article/meglio-sotto-putin-che-con-le-pussy-riot

  • Premetto che i toni di quest’ articolo mi hanno stupito non poco, soprattutto conoscendo Militant per i lucidissimi commenti post-mobilitazioni che trovavo su GIAP che a mio avviso distano un pò dalle teorie tirate qui in ballo.

    Ammetto che tutta la questione non è chiara neanche a me, solo da ieri ho iniziato a vagliare le varie teorie particolari in merito alla vicenda #PR e bisogna ammettere che vi sono in gioco più dinamiche di quanto sembrava ad una prima occhiata.

    Credo che la maggior parte delle incomprensioni, tuttavia, sia causata da un falso dualismo, classico nelle analisi politiche, di amico-nemico, buono-cattivo, pussy-putin, dualismi che nascondo la totalità delle sfacettature che un’ opinione in questo caso può assumere.
    Dico, insomma, che accusare di “pro-imperialismo” chi semplicemente ha considerato l’ azione delle PR un buon tentativo di fare politica è insensato, controproducente, e allo stesso tempo criticare le (reali) strumentalizzazioni del caso da parte di vari organi non implica necessariamente dover denigrare il comportamento dei collettivi femministi in questione.
    Io stesso non provo soddisfazione nel ricevere appoggi “politici” da Madonna o da Sting (che 2gg dopo va a suonare al Putin Party), perchè sono d’ accordo che esiste anche un marketing del consenso, e in questo non mi voglio far abbindolare, ma allo stesso tempo voglio considerare le dichiarazioni delle tre ragazze come un forte segnale politico proveniente da un paese che non è come gli altri in termini di libertà individuale. (tanto per dirne un altra:http://www.giornalettismo.com/archives/352790/la-russia-censura-il-gay-pride-per-100-anni/)

    E scusate la prolissità, ma ammetto che la cosa è complessa e sparare su* compagn* a freddo non è mai bello.

    Ah, e un ultima cosa… se il pugno chiuso è un inequivocabile simbolo dell’ OTPOR allora Autonomia Operaia era finanziata dalla CIA?

  • Gino Lucchese

    Questo caso suscita partigianerie simili a quelle calcistiche. Io credo che si possa riconoscere che il collettivo Voina e la propaggine Pussy Riot siano quanto meno discutibili nei metodi e negli obiettivi. Qui ho trovato una serie di link e testimonianze piuttosto evidenti.. http://quintoelementomusical.wordpress.com/2012/08/10/il-caso-pussy-riot-riot-grrrls-al-servizio-della-geopolitica/

    Come ha scritto qualcuno “la caduta di un dittatore NON è l’anarchia, se non si è in grado di capire chi è che fa cadere quel dittatore, e che intenzioni ha, si fa OGGETTIVAMENTE il gioco di chi vuol far passare un paese di male in peggio. Vedi l’Iraq, l’Afghanistan, TUTTE le “primavere” arabe. Chi si rifiuta di ammettere la realtà che prima di augurarsi la caduta di un tiranno bisogna vedere CHI ha la forza politica, economica e militare per comandare al suo posto, non solo NON servirà a niente per chi lotta davvero contro la tirannia, ma sarà dannoso, esattamente come gli anarchici in Spagna nel ’36, che con la loro pretesa DEMENZIALE di fare un esercito senza gerarchie in cui ognuno combatteva se e quando voleva, stavano regalando a Franco Madrid dopo soli 6 mesi di guerra. E’ inutile avere principi buoni, se non sei minimamente in grado di analizzare la realtà e quindi non hai la minima idea di come si possano far prevalere quei principi.”

  • lupa

    Articolo centrato. Completamente d’accordo con Militant e con i comunisti che hanno commentato (Ile, Operaio di san basilio, luca, alessandro ecc.)
    Mi sembra sensato pubblicare un articolo su questo fatto (di per sè ben poco rilevante per la lotta contro il capitalismo), perché serve: sia a segnalare uno dei mezzi frequentemente usati dai paesi imperialisti del blocco occidentale per generare consenso alle loro politiche di guerra, sia a mostrare la confusione e il dadaismo che regna tra “i movimenti” qui da noi. Infatti non considerare il pompaggio mediatico che avuto questo fatto, né l’attenzione nel dibattito a “sinistra” che gli è stata riservata a scapito di altri ben più intensi e importanti per la lotto contro il capitalismo, dando invece attenzione solo al fatto in sé e per sé (un gruppo di artiste che protestano contro una politica autoriataria con delle performance)in quanto simbolo “antiautoritario”, vuol dire non avere alcuna coscienza di classe ed essere molto sudditi dell’opinionismo made in Occidente.
    A partire da ciò, sempre più urgente mi sembra la necessità di costruire degli strumenti indipendenti della nostra classe, tra cui mezzi d’informazione autonomi in cui magari simboli ed esempi siano le donne palestinesi che lottano ogni giorno nella Striscia piuttosto che nei campi profughi per mantenere aperti spiragli di dignità… ecc.

  • Riottoso ha principalmente (anche se non esclusivamente) una connotazione negativa. E la connotazione negativa si sposa col titolo del post “le insegne luminose attirano gli allocchi”… Si desume dal contesto, diciamo. Criticare un gruppo femminista non implica necessariamente essere machisti. Il termine “pagliacciate a sfondo sessuale” mi fa pensare però che si consideri profondamente sbagliato mescolare l’emancipazione sessuale con altri temi, perché affrontare l’emancipazione sessuale svilisce (in quanto pagliacciata) la prospettiva politica.

  • SandorKrasna

    G, quelle che hai appena citate sono un formidabile mucchio di scemenze, un ottimo esempio di quelle banalità sensate e ragionevoli che nessuno discute, dato che sono totalmente evanescenti.

  • toscano

    a me pare che si stia andando fuori tema col procedere della discussione: si sta parlando di femminismo vs machismo (con toni veramente fastidiosi, ha ragione hoo-liang, vedo commenti in cui la logica è la stessa degli israeliani, mi critichi allora sei antisemita, o maschilista) e di pratiche di “lotta” più o meno legittime o efficaci, e quindi polli sì/polli no, cosa di cui a me non frega un cazzo…
    secondo me il punto è un altro, ovvero stare attenti a non essere controproducenti nelle posizioni che si prendono, e non cadere nelle trappole opinionistiche in cui ci tirano dentro governi occidentali e media mainstream…io semplicemente sento puzza di bruciato quando per un fatto di per sé marginale (una serie di flash mob finiti con una condanna non particolarmente fuori misura) si mobilita tutto l’apparato propagandistico dell’occidente, e istintivamente mi ritraggo e mi riservo di farmi un’opinione con calma, senza cadere nel dietrologismo ma anche senza fare l’utile idiota, come già hanno fatto molti compagni nel caso della guerra in libia, andando a sventolare le bandiere di re idris (!!!!!!!!) sotto l’ambasciata pochi giorni prima che intervenissero i nostri bombardieri liberatori…
    sul caso pussy riot in sé, non mi metto certo a dare patenti di legittimità, e quindi sostenetele pure, sti cazzi, però cristo santo mi permettete di esprimere una libera opinione senza rispondere con insulti? secondo me le loro azioni sono sciocchi flash mob, e più che azioni di lotta sono azioni di disturbo tipo paolini che si mette dietro ai giornalisti a fare i versacci….posso dirlo o divento automaticamente un sessista filo-zarista terzaposizionista complottista? e ripeto, non discuto la legittimità di fare queste azioni e di appoggiarle, il mio discorso è: a chi sono utili? nella mia prospettiva di compagno sono azioni positive, inutili o invece controproducenti? su questo mi piacerebbe riflettere…
    @maria se ti si bevono per un flash mob di merda io ti do tutta la solidarietà, vengo al presidio ecc, poi una volta che esci magari ti dico la mia sul tuo flash mob…così dovrebbe funzionare la solidarietà, ma troppo spesso si fanno mille distinguo, e troppo spesso si dà la solidarietà quando la chiede repubblica, e ci si caga sotto a darla ad esempio ai compagni dell’operazione tramonto

  • G

    ok, mi fermo qui a leggere.
    avete perso un bel po’ di lettrici e lettori.

  • Gino Lucchese

    Scusa Chiara, ma infilarsi un pollo in quel posto o imbastire un’orgia in un museo pubblico prodicendosi in performances ardite in avanzatissimo stato di gravidanza non è e non può essere assolutamente considerata “emancipazione sessuale” e difficilmente si puù inquadrare in una qualsivoglia prospettiva politica, svolgendosi il tutto all’interno di prouderie voieristiche piccolo borghesi

  • @toscano:
    possiamo e dovremmo certo discutere dell’ efficacia delle azioni politiche, dico solo che una strategia per essere valutata va tenuto in considerazione non solo l’ azione fisica in sè (limitarsi a dire “sono andato in piazza e ho tirato un calcio nelle palle al papa” o chicchessia), ma innanzitutto contestualizzando nell’ ambiente circostante, perchè da circostanza a circostanza azioni uguali assumono diverso significato, e soprattutto valutando anche la capacità di coinvolgimento alla partecipazione da parte della popolazione, successivamente all’ azione in sè.
    Che poi come conseguenze ci siano anche politiche nazionali e mediatiche che strumentalizzano il fatto, beh, anche questa è una conseguenza da valutare.

  • Luca

    …scusate, intervengo di nuovo, ma non per portare un contributo teorico (ce ne sono stati fin troppi), solo per sottolineare una nuova categorie infantile: quelli che scrivono “avete perso un bel po’ di lettori e lettrici”. Ecco, magari – se potessero – se ne andrebbero portando via il pallone, giusto per rimanere in tema cazzo-centrico. Ma, che cavolo, perchè bisogna scrivere una cosa del genere? Non so cosa ne pensano questi di Militant, ma cosa me ne può fregare se non leggi più questo blog? E se dici anche alle tue amiche/amici di non leggerlo più? Non so quante persone lo leggano, ma cosa cambia se lo leggono dieci, cento, un milione? Hanno banner pubblicitari che non confermano il finanziamento in caso di diminuzione di lettori? I lettori vengono considerati come i votanti, quindi Militant rischia di perdere le prossime elezioni? “Basta, sono offeso/a, siete tutti stupidi, oh”

  • giovanni

    “ne approfitta per spalare merda sulle compagne. perché di merda si tratta. Di fottutissima, compagnesca, virilissima merda.”
    io rivendico il diritto di gettare merda su “compagne” che si accorgono di Taranto solo quando Libero dà della zitella rossa alla giudice che ha sequestrato l’Ilva.
    Per me chi chiude tutti e due gli occhi su 15.000 licenziati imminenti e centinaia di morti di tumore solo perchè non sono tutte donne, e quindi non vuole parlare di altro che degli insulti sessisti a una giudice, può dire e fare quello che vuole, purchè non millanti di essere di sinistra o di fare lotta di classe.

  • daniela

    Post sconvolgente, commenti che rispondono alle critiche pure peggio. A Napoli diciamo “tira a petrell e nascond’ a manell’” quando, come in questo caso, prima si scrive un articolo connotato di violenza verbale e poi si dice alle compagne e ai compagni che criticano: ‘ma come non si possono esprimere critiche?’ Prima si criticano NEL MERITO l’oggetto sessuale delle pratiche, poi si legge ‘ma io penso che i flashmob non centrino l’obiettivo’. Quanta ipocrisia. Mettetevi scuorno (trad:vergogna)!
    Al di là del merito e dei complotti, non si rendono conto gli autori del post, che ‘fighe riottose’ è un’espressione sessista? Riottosa in italiano significa recalcitrante, non addomesticata. Forse il termine non é scelto a caso, forse le uniche fighe che concepiscono gli autori sono quelle addomesticate e docili, le fighe ribelli non vi piacciono perche vi mettono in discussione, e a voi questo non piace.

    Mi auguro che le compagne come Ile ci riflettano e decidano di emanciparsi dal clima di oppressione paternalista che si resira in questo blog, magari iniziando a riconoscere se stesse come individui e come genere (e magari smettendo di identificarsi e annullarsi, anche linguisticamente) con i ‘compagni’. Con l’augurio di diventare 10 100 1000 fighe riottose (in senso letterale, non la brutta traduzione)

  • merrick

    che poi, è sicuramente una precisazione pedante, ma ci vuole tanto a capire che fighe riottose sarebbe stato “riot pussy”, mentre “pussy riot” significa rivolta della figa? dai, figlioli che l’inglese c’ha due regole, buttiamole a memoria.

  • SandorKrasna

    @Daniela
    Sempre a proposito di riflessi pavloviani.

  • Jacopo

    Il “femminismo” inteso come appare in alcuni di questi post è deprimente, un fondamentalismo fanatico come un altro. Impossibile intavolare una discussione seria quando le accuse di machismo e misoginia volano a vanvera, in maniera veramente insulsa. Con annessi tentativi di psicanalizzazione spicciola involontariamente umoristici e amenità simili. Che dire? Per fortuna conosco decine di compagne serie che prenderebbero certi argomenti e certe manifestazioni esattamente per ciò che sono: i deliri di gente che ha confuso la battaglia politica e il conflitto sociale per uno scontro di cazzi e fighe. Rattrista veramente che un contributo di tale lucidità debba essere disprezzato in questo modo. Ma tant’è. Il mondo lo cambieranno le pagliacciate delle Pussy Riot e degli amici Clinton (una donna, quindi simbolo del BENE) e Khodorkovsky. Avanti con la cagnara anti-Putin.

  • Pipo

    Ma quindi, in conclusione, tutta l’attenzione che questa faccenda sta destando, è eterodiretta per raggiungere uno scopo, vale a dire il (continuare a) costruire un immaginario manicheo, oppure no?

    Perché la risposta a questa domanda, deve informare il proprio agire.

  • daniela

    @SandorKrasna ???

    @JCOPO meno male che ci spieghi tu qual è il femminismo non disfunzionale alla rivoluzione. Tu che dividi il mondo in Putin e Clinton (un maschio e una femmina,guarda caso) Cose di pazzi

  • Lalla

    questo post e l’altro di precisazioni sono talmente assurdi nel merito, nei toni e nella forma (e nei commenti) che mi fanno venire voglia anche a me di fare del complottismo da quattro soldi e leggerci dietro la volontà di creare una qualche spaccatura politica per magari creare un’alleanza dall’altra parte. Me sa’ un po’ de post scritto da qualcuno esterno a Militant. Me puzza de riorganizzazione interna. Con tutto il rispetto, è solo una tesi complottista e strumentale come un’altra.

  • Ile

    @daniela
    In primo luogo, ti invito a scendere dal piedistallo di merda su cui ti trovi: non sei illuminata e non hai alcun diritto di sperare/consigliare a nessun altra di emanciparsi (??).
    In secondo luogo, e questo lo dico per te, ti consiglierei di non continuare a scrivere commenti che ti fanno sembrare una povera deficiente, tipo che Putin e Clinton sono non a caso un uomo e una donna. Se il segretario di stato americano si chiamava Mario, ci sarebbe stato scritto Mario. Ma visto che è una donna e che di sicuro te con lei ritieni di averci in comune qualcosa in virtù del genere non ti va bene. Mah, poi parli pure di emancipazione.

  • G

    @Luca. La logica e il sentimento con cui ho scritto quel commento non è quella che descrivi tu.

    Mi metti addosso cose che non esistono quindi devo risponderti: mi sono semplicemente confrontata con 3 persone oggi che mi hanno detto/scritto cose tipo “non me l’aspettavo da militant”, “post un po’ superficiale” (uomini e donne). Tutto qui. Non vado a evangelizzare nessuno e ascolto le opinioni altrui.

    E per quanto riguarda la mia scelta: semplicemente questo non mi sembra un clima di confronto, a me personalmente non piacciono certi toni ed è per questo che scelgo di non impegnarmi più nella riflessione, perché non c’è riflessione se non da parte di qualcun*.

  • Mara

    Ho letto la maggiorparte dei commenti ma non tutti, non tanto per disinteresse ma per il notevole volume di parole scritte. sono a lavoro e purtroppo nn posso dedicare molto tempo alla lettura del blog. voglio pero dire la mia.
    Premetto che leggo militantblog assiduamente, trovo interessanti l’analisi politica e le posizioni prese e generalmente condivido le iniziative politiche del collettivo.
    Cio’ detto, non mi e’ per niente piaciuto sto post.
    Non credo ci sia molto altro da dire sulle azioni delle PR aka ‘la rivolta della fica’ (e nn fiche riottose), se n’e’ parlato ovunque sul web e sulle pagine dei giornali, ne ho letto poco e non ritengo di aver niente di sensato da aggiungere. Ne sono venuta a conoscenza quando st’inverno si seppe della loro azione e arresto, non le conoscevo prima, non conosco il movimento femminista third-wave russo, sicuramente ne so molto meno di molti di voi altri commentatori. E se oggi su militantblog, evidentemente anch’esso investito dall’ondata mediatica che critica, non avessi trovato quest’articolo, nn sarei qui a riflettere sul significato delle loro azioni.
    Quello che so e’ che le PR sono delle giovani donne che mirano a destrutturare e capovolgere il linguaggio patriarcal-maschilista di un regime op(re)pressore, corrotto, fascista, in questo caso la russia di Putin. La vicenda vola tra i media, come era prevedibile, racoglie criticismi e solidarieta’ internazionale e arriva a sconvolgere la nostra piccola piazza italiana, o forse dovrei dire romana.
    Non credo ci interessi parlare di quanto facciano schifo i media mainstream, il loro asservimento al capitale e la pochezza e superficialita’ con cui decidono di cavalcare questa piuttosto che un’altra notizia. Spero che su questo siamo tutti d’accordo, almeno chi arrivi a leggere questo blog.
    Si e’ andati oltre. Le questioni, a mio avviso decisamente importanti, sollevate dal post sono due.
    Da una parte, da militant vengono sferrate delle accuse piuttosto pesanti alle PR, ovvero l’essere uno strumento dell’imperialismo occidentale, un ingranaggio di una macchina comandata dalle peggio merde del pianeta, volta alla destabilizzazione, dall’interno, dei paesei ‘non allineati’. Ora, tralasciando una discussione sugli equilibri geopolitici del nuovo millennio e il ruolo della Russia di Putin in essi, questa mi sembra davvero una cazzata.
    Dall’altra, cosa che mi interessa maggiormente, si e’ (finalmente) arrivati a una discussione che, mascherandosi dietro al riconoscimento o meno di pratiche di lotta e al loro criticismo, nasconde un nocciolo concettuale e politico fondamentale. Ovvero, come si coniuga il femminismo (post o di terza generazione che sia) con la lotta di classe. Se le lotte di emancipazione dal patriarcato e quelle dal lavoro salariato possano _debbano_ essere considerate inscindibili. E se esse siano abbastanza rivoluzionarie da poter essere abbracciate dai compagni tutti. Questioni di non poco conto, come sottolineato anche dal numero dei commenti al post e dal veleno in essi.
    Cio’ che mi sorprende molto e’ l’analisi alquanto banale di militant, collettivo di teste pensanti che rispetto e che reputo in grado di cogliere il significato politico di azioni anche se non condivise. E se anche quelle delle PR non sono pratiche che mi appartengono (pe gnente), che la discussione tra i commenti volga su polli e cazzi e’ davvero superficiale e triste.
    C’e’ della superficialita ideologica soprattutto nel non capire che diverse (situ)azioni, siano esse volte a rovesciare la piazza d’affari del capitalismo (banche, macchine etc) o la morale ortodossa serva del capitalismo (pretazzi e moralisti) meritano lo stesso rispetto, anche quando critico. Capire che entrambe sono ben distanti dall’essere forme rivoluzionarie, che arrivano alle orecchie delle masse con lo stesso linguaggio incomprensibile, e che riempono la bocca di giornalisti e politologi asserviti alla stessa stregua. Capire che tra esse e le lotte (quelle si che so lotte) di minatori Sudafricani o Asturiani o di chi lotta l’oppressione del capitale con la propria vita, passa la stessa distanza.
    Non trovo un’analisi politica interessante nell’accanirsi a dare giudizi di merito a chi porta avanti le proprie battaglie, anche limitate, altrove, con le proprie forme. Non mi sembra che le PR si innalzino a bandiera rivoluzionaria del popolo russo. Mi sembra piuttosto che si siano messe in gioco e stanno pagando per le loro azioni co dignita’. Che poi la notizia abbia fatto il giro del mondo, ingrossandosi, beh questa nn e’ una cosa nuova. Del resto, oggi, qui, anche su militant di questo si parla. E vabbene cosi’.

  • Alessandro

    Interessante articolo: da quando in qua la rivoluzione è appoggiata da una come la cantante Madonna?

  • hoo_liang

    e certo che a rleggere l’articolo, non capisco propio tanta merda buttata su militant, se non la vecchia abitudine settaria dei groppuscoli romani di voler avere la ragione a tutti i costi , tanto piu se protetti dall’anonimato del web, almeno ai miei tempi se faceva a schiaffi! no perche a me me pare da matti! attaccare dei compagni con una riconosciuta ( non solo a Roma) pratica rivoluxionaria e atifascista, per delle analisi antimperialiste, chiare chiare che puro no gnorantone come me capisce, e da fa a schiaffi, sopratutto arrivare a dare del machista , collusi coi facisti , bho, me pare da matti propio! io nell articolo dei compagni della militant non leggo nessun attacco antifemminista , bho!!! aripijateve! ma come cazzo state???!!!?!?!?!
    viva militant, carajo!

  • bello bello veramente l’articolo, la riflessione, lo spunto, blog, social n., rete, o come meglio lo si vuol definire; peccato che manca la Pratica Politica.

    Cit. utile: Sapere, saper fare, far sapere, FARE. F.Fortini

    daje regà che se movemo il culo possibile che ce torna l’astuzia.
    sempre baci e abbracci femministi eh

  • SandorKrasna

    Alessia, voglio sperare che la tua sia semplice superficialità e non malafede.

  • Emiliano

    Tutte chiacchiere e distintivo, la questione centrale è la campagna imperialista che si fa di queste, chiamatele come volete. Preferisco sostenere la compagna Bo appena condannata all’ergastolo.

  • Alessia

    Sandor e’ malafede, garantito, e visto che c’avemo un sacco de tempo da perde a fa i leoni da web te spiego pure in due parole come la penso; il problema non è che la riflessione è solo ridondante e retorica, che non si affrontano ( e mi riferisco a determinati canali mediatici) le questioni di genere se non quando ci accorgiamo degli eventi eclatanti e in qualche modo attaenti.Il problema non è nemmeno sentir parlare di borghesia senza aver opportunamente proceduto ad un’attenta (auto)critica quando la tastierina del MAC pronuncia B O R G H ES I A -SFRUTTAMENTO-ANTIMPERIALISMO ECC. Tutto sommato quello che non accetto, e mi riferisco chiaramente ad una personalissima analisi e visione d’insieme, che questa tipologia di politica virtuale, abbia contribuito, se non addirittura determinato, all’annullamento di quello spirito critico e rivoluzionario necessario a darci poi la coerenza intellettuale di poter gestire concetti come borghesia antimperialismo sfruttamento ecc non come aspetti sociologici da sviscerare, bensì come nemici della rivoluzione da distruggere con la lotta. gli studenti, i lavoratori, i disoccupati i precari, io, tu, tutti gli stronzi che leggono e scrivono, leggono scrivono e poco più, troppo poco di più riusciamo a fare fuori dalle nostre armate tastiere.
    mi è stato suggerito di leggere l’articolo sul vostro blog e l’ho fatto, e vi chiedo, a cosa serve tutto questo se ha perso l’obiettivo di ricompattare quei settori sociali di cui prima? stiamo nella merda più totale eppure non perdiamo l’occasione di circondarci di false opulenze, non sarebbe ora di richiamare alla ricomposizione di classe piuttosto che perdersi in chiacchiere suggerite dal TG2, che tral’altro sta bene ndò sta? troppo tempo dedicato al virtuale, ci si atrofizza il cervello, perdiamo troppo tempo dietro ad uno schermo e quel che è peggio è che lo schermo non è più simbolico.
    tralascio le considerazioni di carattere femminista perchè abbiate pazienza, non mi pare affatto la modalità che ci piace e che ci soddisfa.
    ps: mi sono sforzata di non parlare in terza persona, se l’ho fatto mi correggo; tutto quello che scrivo sopra parte chiaramente in primis da una severa autocritica.
    Alessia

  • SandorKrasna

    Ok, grazie per la conferma: se vieni qui ad accusare metà mondo di non voler tenere il culo in strada il problema è solo malafede.
    Per la precisione: il blog non è mio.

  • Lev

    In Russia, invece, sono finite sotto processo e sono state condannate a due anni di lavori socialmente utili…….

    Aho`! Ma che te sei impazzito? 2 anni di lavori socialmente utili????
    Ci sei stato in Russia per caso? Io si. Un decennio.

    Condivido quanto scritto su Khodorkovsky, e` un criminale e va punito.

    Il discorso sui due pesi e due misure della stampa occidentale me lo sono vissuto a Mosca e condivido. La stampa occidentale e` patetica.

    Ti

  • Jack

    Chiunque critichi questo articolo è soltanto un fricchettone, e purtroppo il movimento comunista è pieno di questi soggetti che abusano da sempre della parola “compagno”.

  • giulia

    Intervento militare in Russia a dofesa delle Pussy Riot da parte della NATO e dell’Unione Europea? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
    Ci volevano proprio le Pussy Riot, guarda, per giustificare tale intervento!

    Tornate nel mondo e smettetela di fare complottismo da 4 soldi!!!! di sicuro voi siete gli stessi che difendono Bashar Al Assad perchè “almeno è contro Israele e gli Stati Uniti”! Per quanto riguarda SOROS, li conosco abbastanza bene, avendo fatto una tesi in Bulgaria con le ONG locali.

  • hoo-liang

    @ giulia :
    ma sai leggere?

  • Giulia

    Io so leggere, qua invece c’è gente che ha perso l’uso del cervello.

  • maya deren

    Attirata da un post su fbck ho seguito il filo di arianna a ritroso e letto fino in fondo l’articolo,come si consigliava caldamente nell’articolo pubblicato in seguito alle polemiche.cerco di giudicare quindi con la maggiore obiettività possibile: le vostre sono critiche proto-clericali, se qualcuno entrasse a san pietro a menarsi la vagina e urlare frasi oscene contro un regime sessista, andrei con di corsa a dirgli: BRAVA! il clero, la politica e la società non ammettono un eguale spazio bi-sessuale. inoltre in questo caso il paragone con i movimenti di piazza sudamericani mi sembra fazioso e fuori luogo.
    da fastidio che con la fica si possa fare politica? eppure mi sembra che sono millenni che gli uomini governano col pisello…io rifletterei più a fondo prima di dire che c’è stato un fraintendimento: vi siete proprio spiegati male.

  • hoo-liang

    @ giulia

    ok sai leggere . ha mai provato a leggere qualcosa di diverso da toni negri ?

  • hoo-liang

    @ giulia comunque rileggi l’ articolo. piano però magari lo capisci

  • Rob

    Non c’è dubbio che questo sia una caso mediatico costruito ad arte, non bisogna cascare in queste trappole.

  • lens

    l’unica pecca dell’articolo è non chiarire la natura particolarissima di OTPOR, una delle operazioni più efficaci degli ultimi anni (proprio per il grado di incredulità e scetticismo che riesce a suscitare nei compagni).
    I metodi dei servizi si sono affinati a livelli inverosimili, intervengono in modo indiretto e derivativo, lavorano sull’improbabilità delle associazioni semantiche (prima ancora che politiche). Fa riflettere il livello di baggianaggine di certe persone che cadono dalle nuvole perchè il simbolo di Otpor è simile a quello di storici movimenti politici italiani o di tanti collettivi ospitati su queso sito.
    Una volta per fregare l’intelligenza dei compagni ci voleva molto di più, specie sul punto delle influenze dirette e indirette (pedine innocue, pedine contestuali, pedine inverosimili ecc.)

  • daouda

    Tralasciando la questione femminismo, in realtà, i discorsi di Compagno Perplesso e Militant ( presi a riferimento dialettico per tutti gli altri) non sono affatto contraddittori ed escludenti.

    Dov’è il problema?

  • hoo_liang

    I legali delle Pussy Riot sono intanto travolti da un’altra vicenda che semina polemiche e malumori. Solo ieri si è saputo infatti del tentativo della moglie di Feighin di registrare il marchio Pussy Riot per ottenerne l’esclusiva. Lo ha denunciato Maria Alioshina, la terza ragazza processata che proprio per aver rotto con gli avvocati troppo dichiaratamente militanti per l’opposizione, ha ottenuto la libertà condizionale. La richiesta, comunque bocciata, avrebbe garantito incassi notevoli visto che il marchio Pussy Riot è di fatto sfruttato da aziende e movimenti vari in Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti dove addirittura lo stesso staff della cantante Madonna vende a venti dollari l’unale t shirt con il nome del gruppo. Storia misera e carica di veleni. Maria Alioshina accusa l’avvocato di “voler lucrare su una missione politica”. Lui sostiene di aver avuto l’incarico dalle altre due. E viene anche fuori la ambigua storia del marito di Nadia Tolokonnikova, la giovane leader del gruppo lasciato dalla moglie con una lettera dal carcere. Il ragazzo avrebbe intascato premi e contributi in tutto il mondo compreso un assegno personale di Yoko Ono sfruttando il momento di notorietà. Veleni e pettegolezzi che non dicono niente di buono per il futuro delle due detenute. Medvedev fa il magnanimo ma quello che conta, lo sanno tutti, è Vladimir Putin. E la sua ultima dichiarazione non lascia scampo: “Hanno avuto quello che si meritano”.

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