Corsi e ricorsi storici. Sembrava che alla storiella del male assoluto, di volta in volta identificato con il nemico di turno degli Stati Uniti, non ci cascasse più nessuno. Ma è nelle cose della storia non insegnare nulla ai posteri. Men che meno, quando parliamo di politica. Ma se, dopo i vari Saddam Hussein, Bin Laden o i Gheddafi di turno la storia si era già presentata tragicamente, assistiamo da qualche anno alla sua riproposizione in chiave farsesca.
Oggi è il turno di Assad, il presidente siriano. Il tempo che separa lui e il suo paese dall’invasione imperialista si va sempre più assottigliando. A dir la verità, questa invasione va avanti da diversi mesi, sebbene mascherata. Neanche più la curanza di attenersi a qualche tipo di protocollo formale, Stati Uniti, Unione Europea e Israele da circa un anno riforniscono i presunti ribelli siriani (in realtà, una vera e propria forza militare) di armi, finanziamenti economici, vettovagliamento e intelligence militare qui, quo e qua
Quando però a intrattenere rapporti militari con il governo siriano sono la Russia e l’Iran, ecco la prova che serviva per invadere il paese, il fatto decisivo per schierarsi dalla parte del bene contro l’ennesimo asse del male: Assad compra armi dall’estero!
E così, dal tragico al farsesco, i solerti media occidentali hanno raggiunto un altro apice ineguagliabile della loro imparziale campagna contro il nemico numero uno: qualche giorno fa veniva sbandierata a gran voce la notizia che il governo siriano usasse bambini come scudi umani contro gli attacchi dei ribelli
Poi, una volta capita l’aria che tirava (e cioè che la palese bufala stava per ritorcersi contro i famigerati ribelli) facevano un mezzo passo indietro, compiendo un capolavoro del giornalismo europeo
Il pezzo è il capolavoro irraggiungibile della giornalismo militante. Conviene riportare un breve stralcio che potrebbe sfuggirvi
Fino ad oggi a nulla sono valsi gli appelli delle Ong e delle organizzazioni umanitarie che ogni giorno denunciano le stragi di bambini, gli stupri e le torture perpetrati dal regime di Assad. Ora a questi orrori si aggiunge anche quello dei bambini soldato, utilizzati dai ribelli per far fronte all’esercito ufficiale…
Dunque, i presunti “ribelli” usano i bambini soldato come scudo contro l’esercito regolare siriano, ma poverini, lo fanno solo perché costretti dalle violenze di quest’ultimo. Una prova in più, insomma, di quanto è cattivone Assad.
Una volta però capito che l’errore non era più possibile tacerlo, alcuni media hanno riportato la vera notizia http://www.articolo21.org/2012/06/siria-denuncia-choc-dellonu-lesercito-usa-i-bambini-come-scudi-umani/
http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20120706_00029.shtml
Dunque, questi “ribelli” usano bambini come scudi umani anti-esercito. In realtà, un vero e proprio fronte militare, sfruttando le divisioni interne alla società siriana, e con l’appoggio chiaro ed interessato delle potenze occidentali, sta portando un attacco senza precedenti al governo siriano. Attacco propedeutico all’azione militare, che in parte sta già avvenendo. Qua se ne parla abbondantemente..
Tutto questo rientra nel tragico corso storico che stiamo vivendo. La guerra mediatica, invece, rientra nella farsa che purtroppo dobbiamo sorbirci insieme alle tragedie ben più concrete che stanno avvenendo oggi in Siria. Non avevamo dubbi che, nella farsa mediatica occidentale, l’Italia occupasse, come sempre, il posto d’onore.
















Solita ottima analisi della mistificazione mediatica in corso, basata come sempre sulla divisione infantile in buoni/cattivi, che ben evidenzia il livello – infimo, ridicolo direi – di consapevolezza sociale e politica raggiunto dalla cosiddetta società civile. A questa analisi si potrebbe aggiungere il ruolo svolto da aziende come Finmeccanica, che sulla guerra com’è noto ci marciano e mangiano.
In sostanza, gestiamo tutto noi: la farsa mediatica, la repressione e la guerriglia!
“ci sono numerosi messaggi che viaggiano tra la Siria e Finmeccanica e la sua controllata Selex, che rendono evidente come l’azienda abbia contribuito allo sforzo repressivo fino a oggi e senza porsi, almeno all’apparenza, alcun problema.
(…) quello di Finmeccanica è stato, ed è ancora, un contributo alla spietata repressione da parte del regime siriano.”
Syria files, Wikileaks inchioda Finmeccanica
Molti documenti certificano una collaborazione con il regime e recentissime forniture utili ad aumentarne l’efficacia repressiva.
http://www.giornalettismo.com/archives/400155/syria-files-wikileaks-inchioda-finmeccanica/
Wikileaks, scandalo e figuraccia Finmeccanica in Siria
http://mazzetta.wordpress.com/2012/07/06/3083-finmeccanica-in-siria/
Finmeccanica-Siria, la notizia più censurata del giorno
http://mazzetta.wordpress.com/2012/07/06/finmeccanica-siria-la-notizia-piu-censurata-del-giorno/
il link al corriere non funziona.
Comunque a ‘sto giro sembra che l’imperialismo usa dovrà genuflettersi davanti a russia e cina…
Il discorso non fa una grinza se non che Assad rimane comunque un dittatore cui il suo popolo deve buttarlo giu senza interventi degli esportatori di democrazia . Da qui però indire manifestazioni proAssad non parlo di voi passa il mondo .Come dice Grimaldo NON AD I FASCISTI ANCHE SE SONO ANTIMPERIALISTI ovviamente non è rivolto a voi e articolo .
Grimaldi errata corrigie .
Già ma com’è che di manifestazioni di una certa importanza da tempo ormai non se ne fan più? Noi si analizza e discute amabilmente su bombe, affari, media e cadaveri nel tentativo di smontare almeno la ricostruzione-farsa, 4 gatti di rossobruni organizzan sceneggiate…e nel frattempo passa la versione ufficiale dei buoni e dei cattivi, noialtri come idealisti, e dei fatti concreti, dei profitti, delle complicità, delle criminali assurdità ormai tollerate del sistema a parlare si fatica.
Eppure Militant già ha denunciato armi e trucchi dell’imperialismo, già ha scritto della Libia, e prima ancora di Kossovo e Serbia (La quadratura del cerchio http://www.militant-blog.org/?p=3038 ). “La faglia che si sta aprendo al nostro interno”, e che allora si diceva “rischia di essere incolmabile” (Vecchi errori e nuovi abbagli: il risiko libico http://www.militant-blog.org/?p=4353 ), è da considerarsi definitivamente aperta, estesa, dilatata? Se la narrazione del mainstream è talmente penosa, ipocrita e malfatta da poter esser smontata con una simile facilità, com’è che nulla si muove, che il dissenso non si coagula? Non può esser solo un rapporto di forze in campo…ok che Militant non ha tanti lettori quanti il Corriere, ma ci vuol davvero poco ormai a percepir la fregatura.
Avanti di questo passo la guerrà sarà davvero pace in tempi brevi, anzi forse già ci siamo.
Grimaldi chi sarebbe, fulvio? quello che pro-siria ci ha fatto le manifestazioni coi fascisti veri?
Non capiamo perchè il link del corriere non lo apre, ma l’indirizzo esiste e se copincollato funziona. Mah..
Ovviamente l’articolo non vuole esaltare Assad quanto piuttosto mettere in luce le contraddizioni occidentali e soprattutto in queste presunte file di ribelli.
Sarebbe quello che si era a Roma poco tempo fa con i fascisti e ditemi li non cerano sara’ anche banale e una parata sulla questione che solo ora a Milano si rende conto che quelli so fasci ma almeno lo riconosce poi discutiamone finchè ne vuoi ma stato e potenza sono tutto fuorchè compagni . Antimperialismo è anche antifascismo e fare comunella con certi ratti neri significa essere confusi ripeto non centra nel mio discorso articolo e tantomeno militant anche perchè dire militant fasci sarebbe una stronzata epocale . Si ma infatti nelle file dei ribelli non sono santi anzi e occidente non deve metterci becco in quando a memoria Argentina e molti altri .
@destroy
Non ho capito una parola…
@ Lorenzo
Forse non è la consapevolezza di ciò che accade che manca. Per dire: nel 2003 quasi tutta l’opinione pubblica mondiale era conscia e convinta che l’invasione dell’Iraq era finalizzata al controllo petrolifero e territoriale di una regione strategica per gli interessi statunitensi. Era una ovvietà.
Il problema, semmai, è che nessun soggetto politico traduce questa consapevolezza in azioni e iniziative conseguenti. Ciò che manca, allora, è l’organizzazione del pensiero conflittuale: il pensiero alternativo esiste ma nessuno lo traduce in politica.
Be ILE se non capisci non mi merito . Cosa vuoi faccio il nome dei ratti neri che erano a Roma in divisa militare fare saluti romani giuramento fedelta’ ad Assad e pugni chiusi insieme a gente che si definisce pacifista .antimilitarista ?????.Perfortuna io ho sempre trovato il pacifismo la forma più ipocrita che esiste . La guerra è sbagliata come lo era in Iraq come lo è stata in Libia e come se succedera’ lo sara’ in Siria cio non toglie che da Gheddafi e Assad rimangono dittatori. Grimaldi evito di ripetermi perchè se si trovano ste sacche di rossibruni anche perchè ben pochi hanno preso in considerazioni di cacciarli anzi si sono tolti loro lasciando ad i rossibruni certe proteste vedi Eurasia docet e altre porcate nazimaoste . Spero che capisci altrimenti non so che farci
l’errore del link al corriere è dato dal doppio http
nel collegamento.
saluti
Genio!!
Condivido quello che avete scritto (a parte quando alcuni commentatori del blog utilizzano un linguaggio alieno di derivazione sistemica senza addurre alcuna dimostrazione evidente: Assad dittatore??!).
E’ tempo di superare il “giro di opinioni” e fare quello che va fatto: egemonizzare la piazza e scrollarci di dosso tutto ‘sto “gossip cromatico” veramente patetico (ci importa più indagare sulla redazione di Eurasia che essere incisivi, protagonisti, conflittuali,resistenti nella storia?).
I fascisti dalle strade non si cacciano con “la fatwa antifascista da tastiera”, ma con un intervento politico chiaro e forte!
Premessa indispensabile, per far questo bisogna studiare, capire bene, applicare il nostro metodo (quello scientifico e dialettico), ascoltare il resto del movimento comunista internazionale (che posizione hanno espresso i partiti comunisti, quelli degni de sto nome, nel mondo?).
E non dico questo per giustificare altra “attesa” perchè non si sa che posizione prendere. Penso che abbiamo materiale più che bastevole (perdonate l’ironia) per schierarci.
Su Grimaldi voglio dire che lo stimo molto e non solamente perchè in diverse circostanze stava in prima persona sotto le bombe NATO;grazie al compagno Fulvio Grimaldi anche per aver sbagliato e per essersi corretto: negli esperimenti è così, succede.
Crediamo negli esperimenti.
Sempre peggio assaltare l’ambasciata libica con le truppe trosco-cammellate di PRC,PCL e compagnia danzante che andare in piazza contro l’imperialismo pensando di essere tra compagni (anche e soprattutto perchè gli anticomunisti di PRC-PCL-SC-Manifesto-CGIL-etc.. non si sono mai scusati e mai lo faranno per tutte le bombe, le morti, il disonore…).
Vabè, è tosta….è tosta, rimarrò per molti un “ambiguo” perchè mi fa schifo l’esportazione di democrazia, perchè non penso proprio che si stia meglio con 2000 testate giornalistiche in edicola (il magro bottino che si ritrovano ora i libici a fronte di un paese lacerato: parafrasando una criminale puntata di Iacona su rai3 “ecco,questa edicola è la Libertà!”).
Del resto perchè stupirci: 3/4 del movimento va ancora dietro ai ribellismi, all’immaginario della vetrina infranta, l’assalto al parlamento coi sassetti in tasca, alla “rivoluzione possibile” ma solo coi sordi de Soros….ahahaha
Rido pe nun piagne.
@destroy
No, non capisco perchè mancano dei segni di punteggiatura in quello che scrivi. Non capisco perchè, alla tua citazione di Grimaldi sui fascisti, ho fatto notare che coi fascisti Grimaldi stesso sembra starci in intimità. Lo so pure io con chi stava, te l’ho fatto notare io nella conversazione, eh…
Pure io stimo Grimaldi, nonostante la prosa volutamente complessa/contorta e certe notorie contraddizioni. Qui un suo recentissimo intervento:
MAI CON FASCISTI O PARAFASCISTI, ANCHE SE SI DICONO ANTIMPERIALISTI
http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2012/07/mai-con-fascisti-o-parafascisti-anche.html
Grazie a Militant per la risposta su consapevolezza ed organizzazione. Smontar le frottole dei pennivendoli del regime è senz’altro già un primo passo nella direzione di riformare tale consapevolezza, oggi resa forse purtroppo meno ovvia proprio dalla pesante azione maleinformativa mediatica – anche se io seguito personalmente a credere che si tratti di una diffusa cecità volontaria che i media s’incaricano semplicemente di agevolare.
Saluti
Una buona denuncia delle ricostruzioni mediatiche più diffuse su quanto sta avvenendo nella Repubblica Araba di Siria, che si avrà cura di riportare citando la fonte.
Il mestiere del fogliettista pare sia diventato un copiare ed incollare tutto quello che può confermare quello che si è deciso che i sudditi devono sapere di un determinato problema o di una determinata situazione.
Nel caso specifico viene da mesi data carta bianca ad un sedicente “Osservatorio siriano per i diritti umani” che secondo Aisling byrne avrebbe praticamente sede in un ripostiglio londinese.
La farsa è arrivata al punto che i “liberi siriani” hanno diffuso foto di un elicottero d’assalto scattate in un museo militare (probabilmente ucraino) gabellandole per immagini di un sistema d’arma consegnato ai ribelli dal suo pilota.
E’ da segnalare, affinché se ne traggano conclusioni sbrigative, la posizione “filoribellista” assunta anche in questo caso da Socialismo Rivoluzionario, un’organizzazione endogamica che nel corso degli anni è riuscita nel compito quasi impossibile di attirare su di sé il disprezzo dell’intero panorama politico della penisola italiana.
Scusate ma non vi seguo:
L’ anti-imperialismo non può essere un calderone in cui buttare tutto indiscriminatamente.
E mi pare che qui manchi totalmente un’analisi critica sulla figura di Assad e sul ruolo giocato da Russia e Cina nel contesto internazionale.
Il semplice fatto che dal punto di vista geopolitico al momento questi soggetti costituiscano un contrappesso all’aggressività imperialista americana non fa degli stessi dei modelli da assumere a riferimento.
Invece qui mi pare che il discorso sia (ovviamente semplifico) “il nemico del mio nemico è mio amico”.
Per cui Saddam Hussein,Bin Laden,Gheddafi,Assad,Hitler il Diavolo…va bene chiunque purchè anti-imperialista.
Continuando tra l’altro ad identificare,senza le dovute distinzioni,gli U.S.A con l’imperialismo.
Due categorie che,pur compenetrandosi a fondo,rimangono ben distinte perchè gli U.S.A sono certamente imperialisti ma non tutto l’imperialismo è U.S.A.
Il pezzo era una riflessione di come il mondo della comunicazione affronta il problema Siria, non un’analisi del conflitto in atto. Dov’è che avremmo scritto che va bene tutto (Gheddafi, Bin Laden, Assad, Hitler, ecc…) basta che antimperialista?
Dopodichè, più in generale, è evidente che l’imperialismo non è solo U.S.A., ma ad ogni conflitto di questo tipo si ripropone, sempre senza risposta, la solita domanda: meglio un personaggio oggettivamente anti-imperialista sebbene non progressista, o meglio un personaggio filo-occidentale liberista? Visto che manca la terza ipotesi, cioè l’antimperialismo progressista (o rivoluzionario), ragioniamo sulle ipotesi reali.
Viste le scelte in campo, per noi è più funzionale agli interessi del proletariato arabo un presidente anti-imperialista “non-democratico” che un dittatore liberista che dal giorno seguente normalizza il suo territorio svendendolo agli interessi occidentali.
E non si tratta di scegliere il nemico del nostro nemico, perchè non siamo in Siria e se vivessimo li probabilmente staremmo all’opposizione di Assad. Ma non l’opposizione di questi presunti ribelli al soldo turco-israeliano, ma un’opposizione progressista (comunista) che guarda caso oggi, in Siria, sta con Assad e non con i ribelli.
Di passi indietro se ne sono fatti rispetto al 2003. Allora nessuno, nel movimento pacifista, si chiedeva quanto cattivo fosse Saddam Hussein, ma tutti erano contro la guerra punto e basta, perchè guerra imperialista. Oggi, prima di dichiararsi contro un conflitto del capitale, andiamo a spulciare il curriculum del presidente di turno da attaccare, non capendo che è un curriculum già selezionato dai media occidentali.
@dibba sinceramente non capisco in quale parte dell’articolo tu abbia letto dell’appoggio di militant ad Assad (per non parlare di Saddam Hussein e compagnia). L’articolo a mio parere centra un problema fondamentale: la propaganda occidentale è capace di scrivere e trasmettere porcate palesemente false e, in molti casi, addirittura inverosimili pur di creare un’egemonia di pensiero che giustifichi aggressioni militari di chiara matrice imperialista. Da tempo su tutti i media viene presa come unica fonte di informazioni circa ciò che succede in Siria il fantomatico Osservatorio Siriano per i Diritti Umani. Ora io credo che questa sia il tentativo di mistificazione della realtà più patetico che si sia registrato negli ultimi anni. Basta inserire le parole Osservatorio (suggerisce neutralità e imparzialità)e Diritti Umani (chi potrebbe mai essere contro i diritti umani?) e si tinge il tutto di un’aura di verità. Peccato che tale Osservatorio non sia per niente imparziale e che di diritti umani in realtà non se ne occupi. Per quanto riguarda l’imperialismo concordo in parte con te. E’ evidente che gli USA non siano l’unica forza imperialista attualmente presente nel mondo nè che il concetto di imperialismo sia da attribuire in toto alle politiche statunitensi. Ma fino a prova contraria mi risulta che ad oggi gli USA siano la principale forza imperialista e che negli ultimi 20 anni abbiano portato avanti una politica internazionale con un copione pre-stabilito che si ripete in loop: si individua uno Stato con rilevanza geopolitica e strategica, si arma e sobilla una forza di opposizione interna, si dipinge l’ovvia reazione del governo come anti-democratica e si interviene militarmente per mettere al potere un governo amico. L’intera favola della primavera araba è stata raccontata secondo questo copione (a prescindere da quanto blaterino i Ferrando 0,qualchecosa%) e lo stesso è stato tentato in Iran qualche anno fa (a cavallo del 2009 e 2010 se non erro, prima che l’intelligence israeliana intervenisse in altro modo: http://it.wikipedia.org/wiki/Stuxnet ).
Io non ho parlato di appoggio esplicito ad Assad o agli altri poco raccomandabili soggetti citati.
Ho parlato,segnalando peraltro che si trattava di una semplificazione utile ad evitare un tedioso pistolotto,di mentalità da “il nemico del mio nemico è mio amico”.
E confermo il punto cercando magari di argomentarlo meglio,Militant scrive:”Visto che manca la terza ipotesi, cioè l’antimperialismo progressista (o rivoluzionario), ragioniamo sulle ipotesi reali”…è esattamente questo che io,umilmente,contesto.
Questa idea del dover “ragionare delle ipotes reali”,del dover scegliere “il meno peggio”.
Io sono per la costruzione,anche in medio oriente,di un movimento di opposizione rivoluzionario che si proponga l’obiettivo di organizzare e porsi alla testa delle masse in chiave sociale ed anti-imperialista.
Obietterete che si tratta di una prospettiva troppo lunga e complessa sopratutto in uno scenario come quello medio-orientale.
Avete ragione. E tale rimarra finchè si continuerà a ragionare solo sulle pessime alternative “reali” al momento all’orizzonte.
Sono realista,infatti esigo l’impossibile.
Ma non è che noi non siamo d’accordo con te. Il problema è che
“la costruzione,anche in medio oriente,di un movimento di opposizione rivoluzionario che si proponga l’obiettivo di organizzare e porsi alla testa delle masse in chiave sociale ed anti-imperialista”
la devono fare i siriani, o in ogni caso i compagni e i lavoratori arabi. Se questi non lo fanno, non è che possiamo venire noi dall’occidente e costruire artificiosamente un movimento comunista nei paesi arabi. Noi possiamo commentare ciò che vediamo e casomai mobilitarci qui in Italia. Se qui vediamo che le ipotesi in campo sono due, e con sopra la testa di queste due ipotesi una guerra, non è che possiamo metterci a ragionare sul sesso degli angeli. Dobbiamo prendere posizione. Non prenderla, significa oggettivamente appoggiare chi rientra nella retorica occidentalista (i bravi ribelli repressi da Assad). E dunque si può anche non appoggiare Assad, ma bisogna dire in maniera inequivoca che la guerra non è una risposta e che questi ribelli sono tutto fuorchè parti del proletariato arabo in rivolta contro l’oppressore. Vogliamo dire, è accaduto lo stesso un anno fa in Libia, ma possibile che ancora ci caschiamo?
Per alcuni . Si Assad e un dittatore ,Gheddaffi idem e altri idem cio non toglie e ripeto che sono contrario ad interventi militari occidentali per mettere su altri fantocci esempio dell’Argentina calza a pennello . Detto questo qui non si tratta di chi sia Assad o meno ma di spulciare quelli che ad oggi si definiscono antimperialisti scendendo in piazza con gente di destra e non mi sembra antifascismo da tastiera non partecipare a determinati eventi perchè con i fascisti io non vado in piazza nemmanco morto .Era per precisare a qualcuno sopra che si dilettava con antifa da tastiera .Sul resto come ho gia scritto mi trovo perfettamente in linea con Militant .
Ormai siamo finiti in un pantano, lo stesso che si verifica quando finiscono le parole e si passa alle armi.Difficile difendere un regime, ma come rapportarsi con la violenza di chi, infiltrando truppe speciali, finanziando ribelli più o meno attendibili, ha dato il via ad una rivolta dai contorni nebulosi, dove tutti ammazzano tutti, civili, bambini, malati, soldati, dove il futuro sembra ancora più oscuro di questo atroce presente.Ho partecipato a manifestazioni di solidarietà, più che con il regime, a favore del popolo siriano, colpevole solo di trovarsi in mezzo a interessi imperialisti da una parte, e il tentativo di mantenere in vita un regime ormai alle corde. Da poco si è votato in Libia, anche lì un regime più o meno duro è stato abbattuto, non dal popolo ma dall’intervento delle potenze occidentali oltre che alle solite note , come il Qatar, che fornisce ribelli specializzati in sommosse.Ora dire che in Libia sia arrivata la democrazia , mi sembra davvero una forzatura, io direi che è stata spazzata via una parte della storia di un paese indipendente,con cui tutti, dico tutti hanno fatto affari, gli stessi che poi hanno bombardato gli ospedali e le residenze civili, ossia i francesi, inglesi, italiani.Se questo è l’unico modo per portare la nostra democrazia, io invece credo ancora nell’autodeterminazione di un popolo, invece che ridurre tutto il mondo ad una colonia imperialista.Non conosco e non sono rossobruno, ma davvero mai come adesso è difficile schierarsi , senza cadere in contraddizioni e complicità con nazioni, che ancora ritengono di poter dominare il mondo.Ora forse parte il piano dell’ONU, l’organizzazione più inutile e costosa al mondo, spero che possa essere almeno un tentativo per terminare un massacro e una distruzione di una nazione tanto bella, carica di storia e cultura. Un saluto .
Rebeldia ma tu hai mille e passa ragioni ma io non andrei mai in piazza con gente di destra oppure vestiti in assetto militare mi farebbe ribrezzo sarebbe una contraddizzione di me stesso .Io di manifestazioni per la Siria popolo intendo non ne ho viste .Ho visto qui a Roma manifestazioni ProAssad spacciate per supporto al popolo Siriano .Io dico solo attenzione perchè antimperialista non significa andare a braccetto con rossibruni e fasci .Il nemico del mio nemico è mio amico non lo accetto proprio .Il nemico del mio nemico rimane sempre un mio nemico .
@Destroy: resta il fatto che stiamo lasciando uno spazio incredibile alla destra, dopo le numerose mobilitazioni per la guerra in Iraq, e non è che Saddam fosse un compagno da difendere, la sinistra di movimento, non quella istituzionale, ha lasciato che a condurre una lotta contro le continue ingerenze imperialiste, fossero i movimenti di destra, che come sempre utilizzando parole, slogan e figure a loro estranee, fanno sentire una voce discordante, da quella dei media asserviti, o dai partiti della sinistra, sempre più filo NATO.A questo punto dobbiamo decidere cosa fare, continuare a inveire contro il FMI , la BCE, il capitalismo devastante, per poi chiudere gli occhi, ogni volta che qualcuno tenta di mettere la bandierina a stella e strisce, su di un territorio sovrano, anche se non socialista come noi vorremmo.Se prendi le ultime rivolte, ogni corrispondenza dei media, parte con l’immagine di Hilary Clinton, che benedice e foraggia ribelli o movimenti.Se dobbiamo accettare tutto questo, ossia un pianeta americanizzato, allora finiamola di strepitare contro un sistema che ci opprime, che affama, che togli i diritti ai più deboli.Oppure siamo davvero tutti convinti, che finite le varie guerre umanitarie, le nazioni coinvolte avranno un futuro radioso e rispettoso dei diritti civili ? Basta vedere quello che accade in Libia, dove spenti i riflettori, non si parla più delle lotte tribali, dei prigionieri politici, mentre nel contempo continuano le stragi dei migranti sui battelli, ossia tutto quello che accadeva con Gheddafi, solo che al potere adesso abbiamo personaggi collusi con gli anglo americani.Per questo, dico, riprendiamoci le piazze, e come ai tempi del Vietnam, alziamo forte la voce contro ogni forma d’ingerenza, contro la disinformazione,ricordate le menzogne sull’Iran, dove sembrava che tutto il popolo fosse contro il regime,e non lasciamo spazio alle destre , che prive di ogni capacità di elaborare teorie, si limitano a cavalcare le lotte altrui.A Roma, per alcuni giorni , furono attaccati manifesti di sostegno e ricordo per la morte di Bobby Sands ed altri combattenti,messi da mani fasciste. Questo è solo un segnale di nostra debolezza,altrimenti torniamo a mettere tutto in discussione,ossia che va bene l’imperialismo,che va bene l’oppressione del capitale finanziario, che i diritti umani possono essere messi in secondo piano rispetto al profitto.Poi è chiaro che nessuno appoggerà dei regimi, che spesso limitano i diritti civili, ma quanta disinformazione ha fatto si che nazioni, spesso progredite più della nostra fossero rappresentate come covi di barbari , dediti all’omicidio di stato. In America si uccide tranquillamente, ma nessuna voce si leva come contro le impiccagioni in Iran, da condannare lo stesso fermamente.Insomma, che mondo vogliamo, in futuro, è tempo di schierarsi,non basta dire essere contro e poi chiudere gli occhi e diffamare come rosso bruni, quei compagni, che ricordando gli insegnamenti di Lenin, credono che il male maggiore sia l’imperialismo
Ma forse non riesco farmi capire .Guarda che io non sono per un intervento NATO ma non vado manifestare certo per Assad . Quando scendevo in piazza in mezzo quelle squallide bandierine modaiole della pace lo facevo non certo perchè Saddam era un santo ma per altre ragioni e non cerano i destroidi in quelle manifestazioni .Se mi dici organizziamo una manifestazione per la Siria contro Assad contro la Nato contro USSRAEL ok ci sto non trovo nulla da dire e partecipo .Ma non come nel caso di Roma cera gente di forza nuova .
“E dunque si può anche non appoggiare Assad, ma bisogna dire in maniera inequivoca che la guerra non è una risposta e che questi ribelli sono tutto fuorchè parti del proletariato arabo in rivolta contro l’oppressore.”
Se fossimo ad un congresso proporrei di emendare “si può anche non appoggiare Assad” con “ferma restando l’opposizione ad Assad”…ma nella sostanza sono d’accordo con Militant.
Il punto è, per l’appunto, la nostra debolezza: abbiamo visto il movimento no war, assieme a quello cosiddetto no global, disfarsi mano a mano che le cose peggioravano ed avrebbero reso necessario un impegno ancor maggiore. Se ci sono state a suo tempo “numerose mobilitazioni per la guerra in Iraq, e non è che Saddam fosse un compagno da difendere”, mentre oggi per la Libia e per la Siria non si muove più nessuno, a dire forte e chiaro la cosa più semplice e concreta – e per nulla ideologizzata – del mondo, ovvero che “la guerra non è una risposta”…è semplicemente perchè la narrazione del Potere ha prevalso, e il movimento evidentemente almeno in parte s’è accodato, o non è stato in grado di replicare a tempo e a modo. Se è vero che – come scrive Rebeldia, “mai come adesso è difficile schierarsi”, è anche vero che lo è in quanto abbiamo lasciato campo libero a quella narrazione mediatica ipocrita e complice che Militant disvela e distrugge. C’è stato un momento che m’è parso che a dir qualcosa di sinistra in tempo di guerra fosse rimasto il solo Gino Strada, e forse Grimaldi; e politicanti e giornali, fottendosene ovviamente del secondo, attaccavano il primo con un odio malcelato. A sinistra così magari non si vota, ma ci si iscrive ad Emergency.
Militant parla della consapevolezza diffusa del 2003. Ma già nel 2006 Grimaldi scrisse concitato “Siamo rimasti in tre: Bernocchi, Cremaschi e noi”: intervento sufficientemente convincente, con tanto di citazione gramsciana, per descrivere il passaggio “dall’“intervento umanitario” alla “riduzione del danno”” avvenuto nella sostanziale indifferenza di società civile, sinistra e movimenti. “Trecento con l’Italia, tutti gli altri col palazzo”, denunciava. E ancora: “Eravamo trecento contro la guerra senza se e senza ma e alle nostre spalle, visibilissimi, c’erano tre quarti dei nostri concittadini. Non c’era, e la storia lo ha registrato nelle sue pagine più nefande, il “movimento”.”
Dietro a un poco d’orgoglio, c’era della ragione. Era, lo ripeto, il 2006. Nessuno mosse un dito ed oggi ancora, a più di 10 anni dal G8 genovese, abbiamo da confrontarci con gli invasati della non violenza, gli indignati, i confusi; ci scontriamo verbalmente fra compagni di diversa formazione culturale, non ci incontriamo, non riusciamo a diffondere conflitto, ad unificar le lotte, implodiamo. Resiste dignitosamente il solo movimento No Tav, finchè vi riusciremo; ma perfino lì c’è gente a sinistra che ancora ciancia di fenomeno Nimby, c’è ancora gente giovane che vota Pd senza considerare epurazioni ed altri misfatti noti ed inquietanti. Se ciò accade temo che sia, come dicevo, anche a causa d’una diffusa cecità volontaria popolare. Ma se riusciamo, con articoli come questi (o gli altri più vecchi citati), a smontar le loro tesi, il passo successivo non può che esserne la diffusione, altrimenti ce la stiamo a raccontare fra pseudo-illuminati e/o disperati; il pensiero alternativo/conflittuale che in politica non trova sbocco deve quantomeno ritornare nelle strade! Farla da sè la politica, imporla! E’ un invito, magari illusorio, a chi più di me si sbatte, ad aiutarci a superare l’impotenza.
Concordo con tutti voi, difficile trovare la via d’uscita a tanta indecisione, ma in politica, non esiste la via di mezzo, ossia ne’con questo, ossia un regime come quello di Assad,ne’con un movimento imperialista che come non mai sta accelerando il progetto di cambiare tutto per poter poi ristabilire il controllo su una larga parte del pianeta.Anche oggi, il robottino Monti si sta recando ad un vertice, chiuso, organizzato da chi detiene il potere economico nel mondo, e quindi anche quello politico-militare.Di sicuro , da questo vertice usciranno propositi poco rassicuranti, che poi i vari governanti dovranno applicare nelle rispettive nazioni.Quindi, chiedo a tutti voi,ad oggi quale pensate sia il nemico da sconfiggere,Assad , che in sostanza ha fatto quello che fanno tutti i regimi, ossia limitare libertà , informazione, diritti politici, ma garantendo un equilibrio in una nazione sovrana, che fino a ieri, stranamente non veniva considerata alla stregua di un inferno,basta parlare con i tanti turisti che la visitavano,oppure i piani segreti che magari oggi stesso l’imperialismo sta elaborando a Sun Valley, determinando nuove restrizioni dal punto di vista del welfare, del sociale.Impossibile continuare con questa indecisione, solo rafforzando le lotte contro chi detiene il potere nel mondo, si avrà anche la forza di internazionalizzare le idee e rendere le rivolte nei singoli paesi davvero di popolo e non di servizi segreti ed intelligence.Questo vuol dire che si può tornare a manifestare, a sinistra usando le nostre parole d’ordine ed isolare quei gruppuscoli di opportunisti fascisti, che senza neanche capire che manifestano contro i loro padroni, rischiano di prendersi lo spazio, appartenuto sempre alla sinistra,prima che apparissero i pacifisti di professione.Un saluto
Mi addolora legger anche qua la retorica del dittatore e dei diritti umani. La fase esige di stare al fianco di chi non rientra nel gioco atlantico. Di stare al fianco di Assad, ultimo baluardo del socialismo arabo (con tutte le sue contraddzioni) e ultima frontiera rusa-cinese-iraniana (quindi non NATO) in medio oriente.
Il frame del dittatore è ormai completamente nelle mani del nemico e va rifiutato.
Questi sarebbero i tempi di volontà, coraggio e posizioni ardite, non certo di fare spallucce perchè si vedono le puci in testa dei compagni e non.
W Grimaldi e viva chi fino ad ora è stato l’unico ad aver fatto manifestazioni contro l’imperialismo e per la Siria di Assad.
mi chiedo e vi chiedo quale prospettiva socialista del XXI secolo possiamo avere,in un mondo unipolare a guida NATO, mi chiedo su quali riferimenti potremmo contare in una possibile lotta per il potere senza un antagonista geopolitico dell’occidente americano. Mi chiedo come mai tutti i paesi progressisti che ci stimolano più la fantasia da frustrati comunisti occidentali: Venezuela, Cuba e il nuovo sistema latino-americano si schierino senza se e senza ma con i vostri fantomatici dittatori, con la Russia, con la Cina e l’Iran e invece qua a spaccare il pelo in due su l’autentica e buonista prospettiva irrealizzabile.
Io mi sono preso le manganellate per la presenza di Gheddaffi a Roma come molti altri ragazzi .e antagonisti e non che avevano organizzato la manifestazione contro la presenza e politica immigrazione di quel soggetto .Come sono sceso in piazza successivamente contro intervento in Libia e ripeto non cerano i fasci . Ripeto e spero di chiuderla io con i FASCI NON CI MANIFESTO nulla che vedere con antimperialismo oppure altre storie .Se poi questa la politica di pochissima gente affari loro per me rimangono ambigui , infami gente da salutare dopo essersi sputato sulla mano .Rebeldia (a sinistra usando le nostre parole d’ordine ed isolare quei gruppuscoli di opportunisti fascisti, che senza neanche capire che manifestano contro i loro padroni, rischiano di prendersi lo spazio, appartenuto sempre alla sinistra,prima che apparissero i pacifisti di professione.Un saluto ).Condivido ogni singola parola FUORI I COMPLOTTISTI AMICI DI FN, FUORI I FASCI. Anche per quelli le manifestazioni per la Libia sono state un flop perchè mentre noi manifestavano per il popolo Libico qualcun altro pensava bene di esaltare Gheddafi , stessa storia con Assad e non è questione di pacifismo io non lo sono neppure ma un anarchico , anatgonista , antifa non ci mette piede con chi esalta i militari si vanta di essere stato scortato dai carabinieri e il dittatore Assad .Il resto amici NATO sono fuffa rossobruna . Riprenderci le piazze pienamente daccordo .
Sempre a proposito di Grimaldi : http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2012/07/mai-con-fascisti-o-parafascisti-anche.html .
Vatti a sentire cosa dicono gli immigrati neri in Libia di Gheddafi. Lo esaltano. Il popolo libico è nella barbarie, nella fame e nella servitù per colpa delle bobme della Nato di certo non per colpa di Gheddafi.
Se i compagni sono anarchici, anatagonisti, antifa, antimilitarista ma dirittoumanisti e braccetti della Clinton mi sembra normale che altri scendono in piazza sugli stessi temi.
Se i compagni fossero coscienti del proprio ruolo e non avessere una capacità mobilitativa dipendente da quella del PD, le piazze sarebbero Rosse e acclamerebbero Assad.
Ma riesci leggere ca_dy opppure vuoi fare flame . Io ero presente ad ambedue le manifestazioni la prima contro la presenza di Ghedaffi ,seconda mi sono sbattuto fino a Milano per partecipare alla manifestazione contro intervento in Libia .E lo farei anche se attaccasserò la Siria ma non certo con i fasci ma siccome qui qualcuno duro di comprendonio per propria scelta non lo vuole capire .Per me Assad non è il male assoluto ma in dittatore punto cio non toglie che evviva che tirino le bombe e magari mettono un fantoccio stile Argentina .Se poi tu vedi in sti dittatori dei salvatori idea tua io li vedo non diversi da chi vuole appropriarsi della lora sovranita’ .La Russia poi dove i compagni -e antifa vengono uccisi dai neonazisti protetti da governo e autorita’ locali e io dovrei schierarmi con quella feccia sono perchè sono antimperialisti per convenienza geopolitica e militare giammai . Sono poi le stesse parole di Grimaldi tra altro post su mondocane e Grimaldi si tutti i difetti che volete ha scritto che la manifestazione proAssad a venire ha chiaramente un manifesto fascista non lo dico io ma Grimaldi verificabile dal suo blog . Detto questo ognuno si tenga le sue opinioni e rispetti le altre .Io non ho nulla contro il post di militant che condivido .Ma non condivido la comunella con certi soggetti che appena girato le spalle ti bruciano i cs , accoltellano compagni Dax , Renato e quant altro e ti vendono anche .Questo quanto . E non voglio ripertermi fino a diventare logorroico e spammare che se domani si organizza a caniccatti’ una manifestazione contro la guerra , imperialismo , usrael , assad e nato io sono il primo andarci .
@ca_dy:
Bella l’immagine degli anarchici che acclamano Assad. Ho riso di gusto.
…Ah non scherzavi?!
non posso che associarmi a Lorenzo nel dovuto sarcasmo. Militant ha pienamente centrato il punto mentre molti commenti non hanno evidentemente messo a fuoco l’ oggetto dell’ articolo che non era certo Assad quanto certo giornalismo. Confesso una certa fatica nel leggere commenti scritti coi piedi (parlo di forma e non dei contenuti, ma cazzo la punteggiatura e la grammatica non sono optional borghesi) ma questa è fuffa nel momento in cui mi imbatto nelle farneticazioni di chi sbrodola di socialismo arabo e ad addirittura mi contesta il mancato allineamento alla Russia di putin (!) ed alla cina della Foxxcon (!!!) oppure all’ iran di quello psicolabile di Ahmadinejad, che minchia abbia tutto questo a che fare con la prospettiva di essere comunisti e rivoluzionari nel 2012 francamente mi sfugge, io chiamerei il 118…
http://www.youtube.com/watch?v=2sB88SO1Lqo
ci ritroviamo di fronte il bene e il male
i babilonesi e gli assiri
babele intesa come cupola, mafia, potere, dominio
ricadrà di fronte al popolo, alla pace, all’amore.
che ci siano i mercenari, bande armate finanziate ed equipaggiate da navi libiche, israeliane, americane, italiane è facile da capire, ma ovviamente per chi ancora segue stampa e massmedia nazionale, non avrà mai la verità ed andrà dietro a facile retoriche.
il capitalismo, come le guerre e la povertà stan creando manovalanza da usare in queste situazioni.
i poverissimi diventano i giocatori, pedine da mandare e creare caos, guerra, stupro.
è come la guerra alla coca in colombia, con lo stesso stato e polizia che manda avanti il narcotraffico aiutato da paramilitari orchestrati ed addestrati nell’odio, nella droga, nella sofferenza ad uccidere per soldi e basta.
anche in italia, se si continuerà così, vedremo manifestazioni pilotate e finte, come ai tempi di berlusconi con le comparse pagate e i finti attentati.
tutto cinema che fà brodo al consenso popolare non attento e totalmente asservito alla macchina del controllo mediatico, culturale, religioso.
uscire dal meccanismo sbagliato porterebbe libertà d’azione e libertà di pensiero, autonomo e lontano dal pensiero imperante deviato.
deviato, perchè deviante dalla realtà e verità.
ecco che poi gruppi addestrati di fascisti, militari, polizie possono creare situazioni di sommosse, attentati, depostaggi coordinati.
non a caso ultimi ritrovamenti di armi tra “simpatizzanti” di destra, bande varie, ex movimenti politici anni 70 in casa italiana.
in siria, c’è un insieme di forze da parte della cia nera di qatar e arabia saudita, legata alle università di londra-bruxelles, alqaeda pakistana e cia bianca americana-europea, con l’unico obiettivo di bloccare aiuti pro-palestina e alleanza pro-iraniana e difendere lo stato confinante israeliano-egiziano.
gli eserciti attuali, dall’iraq all’afghano fino alla nato, sono membri e militari che raggiunto potere con trafficamenti di tutto (droghe,donne,sigarette,medicinali,armi) creano gruppi o bande armate che agiscono per le agenzie deviate, che rischiano di unirisi alle mafie locali e tribali, o alle piraterie di sequestro o alle strutture integraliste religiose.
Mancava la pubblicita’ alla radio mpa che da spazio ad i complottisti amici di forza nuova .
non cadere pure tu nel vedere fantasmi dappertutto nel trucco della controinformazione e contro-complotto,
mettendola sul ridere e ironia, per stemperare un pò,
è come il film “pacco-doppio-contropaccotto” e il contropaccotto, inteso come caos, zizzania, falsità e bugie è quello che sta succedendo ora.
ho capito…verrà il tempo che i comunisti italiani non parleranno più di anti-imperialismo perchè è una roba di fascisti, non faranno manifestazioni contro la svendita del paese perchè sennò ci trovano gli sciovinisti di forza nuova. Verrà un tempo che dichiarerete anche voi di sentirvi sicuri sotto l’ombrello della Nato, e che i popoli si liberano solo da una pagina facebook, altrimenti si finisce per dare agibilità a inquietanti mostri militaristi.
già la capacità di analisi di tutti noi è limitata, mettiamoci pure un estremismo imbelle e settario come paraocchi, e voglio vedere fino a che punto arriviamo.
militant ha fatto un articolo discreto che smascheralo schifo della casta odiosa dei giornalisti, il passo successivo per un comunista mi sembra ovvio. spero che al di la dei commenti dell’antiquesto e dell’antiquello qualcuno se ne renda conto.
Vabbe allora spiegatemi essere comunista nel 2012 significa appoggiare gli psicopatici ? .
Significa ANCHE saper riconoscere la mancata sovranità nazionale di uno stato di fronte alle ingerenze imperialiste targate NATO.
Significa capire che lo scontro di classe esiste anche fra stati e non solo entro i rapporti di produzione. Fra gli stati poveri del terzo mondo, fra gli stati non allineati, fra quelli che propongono altri modelli di sviluppo, e le alleanze occidentali del grande capitale, c’è una lotta di classe evidente e forse ancora più cruenta di quella fra padrone e lavoratore. Non basta nascondersi dietro la maschera che anche negli stati poveri esistono i rapporti di classe “capitalistici”.
La base dell’internazionalismo proletario è proprio quella di difendere gli stati deboli e soggetti allo sfruttamento occidentale, di generalizzare la loro lotta portandola nel nostro conflitto di classe. Non sproloquiare di quanto siano cattivi i politici dello stato subalterno.
Qualcuno poco sopra invoca l’intervento del 118 (?), in quanto schierarsi dalla parte dei ‘feroci’dittatori nulla centra con l’essere un buon comunista.A questo punto, mi chiedo, per essere dei buoni comunisti,senza schierarsi a difesa di personaggi poco difendibili,non possiamo iniziare a costruire una reale opposizione contro chi , in maniera neanche tanto subdola, continua a seminare caos e e disinformazione ? Inizio a credere che tanti compagni, vivano in un mondo piacevole, forse amabilmente sostenuti dai propri genitori e leggermente distanti dalla realtà, fatta di una società sempre più individualista, devastata dai disastri sociali,imposti da entità sovranazionali, spero ad esempio che al buon Alex non sia mai capitato di imbattersi nelle disfunzioni della sanità, oppure che buon per lui abbia frequentato una scuola fatta di insegnanti e non di precari, intercambiabili come le figurine.In sostanza, quella di Assad è solo un pretesto per discutere,in un momento in cui il capitalismo è imploso, ampiamente previsto da un signore con la barba,noi stiamo discutendo se le cannonate contro i civili siano vere oppure frutto di una rivolta organizzata dall’esterno.Premesso che non ho a cuore le sorti dei vari personaggi sopra citati, vorrei capire per quale motivo tanti spero ‘sinceri’ compagni, debbano ignorare tutte le disinformazioni montate ad arte dalla stampa occidentale e sostenuta dalla libera (!) Al Jazeera. Le famose armi di distruzione di massa di Saddam, con la barzelletta delle fialette mostrate dal rinnegato Powell http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/verso-elezioni-usa-5/vecchio-soldato/vecchio-soldato.html, oppure la demonizzazione del popolo serbo a favore dei fascisti croati, le famose fosse comuni libiche, i blogger massacrati in Iran,le vittime civili in Siria, tralasciando il fatto che fossero ribelli in armi, spediti da ogni dove,che puntualmente smascherati, vengono conteggiati nel martirio generale.Insomma per quale motivo dobbiamo continuare a passare per dei poveri gonzi,in un periodo in cui le informazioni viaggiano in rete, facilmente verificabili e confrontabili ? A questo punto, centra essere comunisti, forse quello a cui dobbiamo guardare è il fine di tutto questo caos sparso per il mondo,a chi giova, chi lo finanzia e soprattutto perchè poi critichiamo anche quei paesi dell’america latina, Venezuela in testa, che con nuovi modelli sociali, con la difesa delle proprie risorse naturali, si sono attirate le mire imperialiste,con continui golpe come in Honduras, oppure finte rivolte per abbattere Chavez , colpevole di ostacolare il ritorno della destra al potere .Se vogliamo combattere questa società , fatta di diktat emanati da organismi finanziari e militari, forse sarà il caso di schierarsi, contro un modello sociale che non ci appartiene, che non prevede pietà per gli ultimi,che finanzia il sistema militare(F 35 )e affossa il sistema sanitario nazionale.Se non facciamo chiarezza,poi chiediamoci il motivo di tanta disaffezione da parte dei compagni, che complice la repressione di stato,non partecipano in massa a forme di lotta organizzata, limitandosi allo spontaneismo, ormai dilagante.Che mondo vogliamo ???
Quindi essere comunista nel 2012 significa che devo farmi piacere il cosidetto BRIC perchè sono antiimperialisti allora me sa ho sbagliato tutto .
rebeldia il tuo commento è molto bello, come quello di militant e tanti altri.
io proporrei per iniziare un percorso che tanti osannano e chiedono, ma che poi nessuno prende in mano per porta avanti, insomma un primo passo, che può sembrare anche banale ma almeno per me, di vitale importanza, per fare chiarezza su tante cose, concetti valori e non ritrovarsi per ennesime ancora volta in mezzo a situazioni poco carine e poco chiare.
purtroppo è un argomento delicato, che molti rigetteranno al mittente, ma che almeno per me, svelerebbe tante sfaccettatture che tutti sanno e conoscono e prenderebbe di petto un problema serio ed esistente.
basta COCAINA!
se vogliamo fare un discorso internazionalista, di contropotere, di contromafia, di controguerra, di controsistema
la prima cosa da bloccare e non alimentare più è proprio lo spaccio di cocaina, con tutti i suoi derivati, da pesci piccoli, grandi, business finanziari mondiali, traffici in zone di guerre, nei circuiti militari, di prostituzione, di traffico di uomini, donne, bambini etc
e questo non è ideologia fascista.
poi una volta chiarito questo passaggio, si può anche iniziare un secondo passaggio di costruzione e crescita, ma onestamente il numero dei partecipanti e militanti diminuirebbe e allora ecco la risposta a tanto assenteismo nelle lotte e organizzazioni dal basso, medio, antagonista e altro.
@Destroy: questo post, oltre che parlare di regimi e imperialismo, vorrei servisse proprio a questo,sciogliere un dilemma che tu hai sintetizzato, sapientemente.Ossia, che tipo di società vogliamo per il nostro futuro, visto, che ormai il comunismo inteso come alternativa al capitalismo ha dimostrato, di non possedere la necessaria radicalizzazione tra i proletari nel mondo, e quello che rimane sono solo rivolte di piazza strumentalizzate, o come in Italia e altre nazioni europee solo un movimento a macchia di leopardo, fatto di rivendicazioni salariali, ambientali, vedi l’acqua pubblica, oppure di diritto alla casa,ma senza la necessaria coordinazione, come per esempio abbiamo visto contro il no TAV.Pure io non sono affascinato dal capitalismo di stato,ma continuare a demonizzare tutto, senza proporre nulla di realizzabile, visto gli attuali equilibri politico-finanziari globali, dove di fatto esistono due visioni , quella imperialista e quella dei paesi emergenti, non solo appartenenti al BRIC, ci fa vivere in una condizione, ormai di semischiavitù, dove ogni giorno ci applicano le misure severe del capitale finanziario,che di certo non si preoccupano di tanta parte della popolazione ormai senza speranza.Quello che vorrei, ma ormai pare un sogno è ,un alternativa politica che metta i bisogni delle persone e la loro dignità al centro del suo programma,senza finire a parlare solo di lavoro, inteso come forma di sottomissione, che garantisce la nostra sopravvivenza.Creare una società che sappia rispettare l’ambiente,e su questo hai ragione il petrolio di Chavez puzza ed inquina, ma almeno parte di quei proventi servono a garantire un livello minimo di vita, che con i governi filo americani, davvero era utopia. Se questo possiamo ancora definirlo comunismo, non lo so, ma se vedi alternative realizzabili , sarei felice di parlarne con te.@Decatlon, mi piace la tua critica , solo quello che manca al tuo pensiero è quale evoluzione dare alla società, ossia rigettare in blocco l’attuale modello organizzativo, fatto dal binomio lavoro-salario, con la conseguente condizione di vita fatta di elemosine richieste al potere, lavorando in ambienti alienanti oppure fabbriche inquinanti, basta pensare ai morti per amianto , o alla strage di Porto Marghera.Come pure il rifiuto di esigenze e bisogni indotti, spesso mi chiedo per quale motivo tanti compagni continuino a seguire sport come il calcio, vero esempio di capitalismo e sopraffazione trasmesso nell’ambito sportivo.Solo che quello che tu proponi, più che una rivoluzione mi appare come uno sconvolgimento,ossia azzerare completamente il modo di vivere e relazionarsi,per creare dei fronti, avamposti, oasi dove poter vivere rispettando ambiente e umanità.Purtroppo i tentativi del passato, sono finiti in un fallimento, in quanto la bestia che ognuno di noi porta dentro, messa in determinate condizioni, ossia di rinunce e condivisioni di beni,porta a far emergere la naturale condizione di predominio , del forte sul debole.Quindi le regole, le gerarchie,i limiti purtroppo servono, quello che dobbiamo capire chi stabilisce cosa, ossia come regolamentare questa convivenza e soprattutto in che modo intendiamo mettere in condizioni di non nuocere , che la pensa diversamente da noi, ossia finanza, imprenditori, borghesia, apparati militari.Qui, il discorso si fa’ insidioso, e anche poco saggio da mettere on line, ma quello che ti ricordo , che negli anni 70, qualcuno ha provato a sovvertire questo stato di cose, purtroppo è finita come sappiamo. Un saluto, e spero si possa continuare, a parlare e confrontarci, su questo o altri post, vedi verticalità del potere.
ma guarda rebeldia, non credo che militant sia una piattaforma in grado di portare avanti un discorso simile di questa portata.
o meglio, magari è letto e preso spunto da molti, mi ramane comunque un dibattito o critica virtuale su un blog internet.
anche se, qualcosa militant aveva organizzato come incontro, aveva anche promesso reportage a riguardo ma ancora non ho letto o ascoltato niente.
prima di mettere le basi per qualcosa di nuovo e qualcosa di “sconvolgente” (carino come termine) bisognerebbe prima fare chiarezza e conoscerci.
questo è il primo passo e secondo me, uno dei punti fondamentali, che ultimamente ha mandat in frantumi qualunque tentativo.
io invece lo scrivo qui, tanto non vedo differenze tra blog e email registrate da strumenti di controllo, peggio ancora sms o facebook.
abbiamo visto come indagini e processi oramai si indirizzano su associazioni di utenti e internauti, quindi a questo punto, piuttosto che creare sette e circuiti chiusi, almeno rendiamo il tutto leggibile, libero e di facile diffusione veloce.
ti dicevo, prima dobbiamo conoscerci e fidarci, proprio per evitare gente ambigua, confusa o peggio infiltrata nel distruggere o riportare ad altrui.
la chiarezza nelle idee e punti da cui partire.
io ha accennato, cocaina, come droga del padrone e del sistema, alimentazione corretta, sport sano e non padronale (d’accordissimo su ultrà e stadio), musica, ecologismo, bicicletta.
sono degli esempi, ma che purtroppo analizzando spesso la “incoerenza” di molti, che poi alla fine si perdono, si mescolano, e allora magari creano anche fratture interne e alla lunga danno inizio a quelle “oasi” da te citate di militanti coerenti e dai più desscritti come soldati.
è qui che casco l’asino.
tu con quale verità assoluta definisci, come spesso anche scritto da militant, il fallimento del tentativo degli anni 70 di creare comuni, comunità o nuove società?
ne siete così sicuro, pure se ora una gran parte ne ricerca e ci si trasferisce in blocco?
se avesse fallito, vi assicuro che non esisterebbe gran parte di resistenza e alternativa, proprio perchè protetta e non inquinata negli anni da uno status e ritmo dominante.
le famose sacche esistono e “vegetano” da anni, proprio grazie a chi si è imbarcato in avventure, spesso solitarie ed individuali ma che stanno danno i frutti di tanti sacrifici.
rebeldia, ripeto, prima i punti, le chiarezze, domandarsi su quante cose si è disposti a cambiare a rinunciare, e poi viene il dopo,
altrimenti come ho già scritto, ci si perde in incoerenze, ipocrisie che sanno molto e troppo di alibi e lacrime da coccodrillo, come le ultime uscite di solidarietà e complicità che non superano le 200 unità.
piemonte dice che vede militant troppo “zona roma”, ha ragione, ma il 13 luglio per la cassazione di GENOVA 2001, dove riguardava tutta italia, quanti non romani c’erano? è stato un pomeriggio molto caldo, almeno per me, molto triste…10 anni di rabbia e di ingiustizia condiviso con non più di 250 persone.
questa è l’italia rivoluzionaria e di cambiamento?
i dibattiti servono se hanno continuità nel tempo e presa di coscienza da parte di tutti, nel come e dove vivere, altrimenti è solo fumo agli occhi e perdita di tempo, ultimamente anche perdita di soldi e LIBERTA’.
fidatevi.