APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

19 September :
1943: L'ECCIDIO DI BOVES

1952 - Gli USA vietano a Charlie Chaplin, considerato comunista, il rientro in patria dopo un viaggio in Inghilterra

STATS

Emilio Quadrelli: Grecia e Francia, nuove e…lezioni primaverili.

Questo fine settimana ci ha regalato due importanti passaggi elettorali in Francia e soprattutto in Grecia. Ormai ognuno di questi appuntamenti deve essere letto come un momento della politica interna europea per cui ci ripromettiamo di tornarci a breve con una nostra riflessione, nel frattempo così come già accaduto un mese fa (leggi) riceviamo e pubblichiamo più che volentieri un contributo al dibattito.

La lezione greca: o preparazione rivoluzionaria, o preparazione elettorale
In molti, già stasera, si strapperanno i capelli chiedendosi come sia stato possibile che, in Grecia, al termine di un ciclo di lotte durissime, di un numero infinito di scioperi generali e via dicendo, tutto sia tornato come prima. La destra vince le elezioni e si appresta a varare, in coabitazione con i socialisti, un governo solido del tutto prono ai diktat dei poteri finanziari transnazionali. La “grande speranza” di sinistra se ne torna a casa con le pive nel sacco, i nazisti incassano un discreto successo lasciando ampiamente distanziati i comunisti, intanto, il 40% dei greci si è astenuto. Da stasera, sicuramente, la Grecia potrà dirsi stabilizzata poiché, è assai probabile, che quella forza e quell’entusiasmo che aveva portato milioni di operai e proletari a lottare si sia bellamente esaurita. Non vi è nulla di cui meravigliarsi poiché, per lo meno da Clausewitz in poi, è noto come la forza morale che anima gli eserciti nell’avanzata sia destinata a esaurirsi e a ripiegare entro un determinato lasso di tempo.. La vittoria, pertanto, va colta nel momento di massima tensione morale delle truppe. Tergiversare, come tutte le vicende belliche sono lì a ricordare, significa andare incontro a una sconfitta poiché, una volta perso l’entusiasmo proprio del momento offensivo, le truppe inevitabilmente iniziano prima a ripiegare se non a entrare direttamente in rotta. Difficile, dopo l’esito di queste elezioni, pensare di indire altri scioperi generali e trascinare le masse alla lotta anche perché, e la cosa appare più che sensata, queste si domanderebbero immediatamente a qual fine. Domanda non retorica ma gravida di buon senso. Perché continuare a lottare? Ed è esattamente qua che tutti i nodi irrisolti delle formazioni di sinistra vengono al pettine.
In questi anni, a partire dalla rivolta di piazza che ha fatto cadere il vecchio Governo di centro destra, abbiamo assistito a straordinarie mobilitazioni di massa tali che, a ragion veduta, l’ipotesi per cui in Grecia si sarebbe spezzata una maglia della catena imperialista andava ben al di là delle cerchie degli eterni acchiappa nuvole. Che in Grecia la questione del potere politico fosse diventata la questione da affrontare e risolvere velocemente sembrava un banale dato di fatto. Le condizioni oggettive vi erano tutte: le classi sociali subalterne mostravano di non essere più disposte a essere governate da quelle classi dominanti mentre queste ultime apparivano nell’impossibilità di continuare a farlo. Ma, ovviamente, perché tale condizione oggettiva, ossia tale possibilità, trovi uno sbocco storico concreto occorre che una forza soggettiva si assuma l’onere di “dare una spinta alla storia”. Una forza soggettiva deve indicare la via di uscita e deve farlo esattamene qui e ora. Perché ciò sia possibile occorre che la preparazione rivoluzionaria occupi per intero la sua linea di condotta. È difficile, però, piegarsi a tale compito storico quando il cretinismo parlamentare rappresenta il “pensiero strategico” di una o più organizzazioni. Ed è stata esattamente l’opzione parlamentare l’unica coltivata dalle forze di sinistra le quali hanno continuato a pensare al gioco parlamentare come unico scenario possibile ignorando che, aspetto non proprio trascurabile, quel gioco è il terreno proprio del potere imperialista dove, non solo è in grado di fare il bello e il cattivo tempo ma, anche nell’improbabile caso che le cose andassero contro le sue necessità, di quella forma stato detiene pur sempre le leve essenziali ed è in grado, in qualunque momento, di rimettere le cose sui binari a lui maggiormente congeniali. Cosa pensava la sinistra che, in caso di successo, la borghesia imperialista si sarebbe tranquillamente tolta da torno dicendo: Prego, rompete con la BCE, non pagate il debito, espropriateci, pubblicizzate le banche, socializzate la produzione, armate gli operai, noi accettiamo di buon grado il risultato delle urne? (Allende dovrebbe pur sempre aver insegnato qualcosa!). Uno scenario che, in ogni caso, non si è presentato.
Tanto per cambiare, dalle urne, la sinistra variamente declinata esce con le ossa rotte il che, di per sé non sarebbe neppure un male se dietro a quella sconfitta non vi fosse anche qualcosa di ben più grave e consistente: la perdita di ogni autorevolezza politica e morale nei confronti di quelle masse che in questi anni hanno lottato con tenacia ed eroismo. Mentre la BCE canta vittoria e i suoi programmi strangoleranno sempre più il proletariato greco che cosa potranno fare le organizzazioni della sinistra? Forse aspettare quattro o cinque anni per tentare una rivincita parlamentare? Probabilmente non potrà che essere così e, con ciò, la caduta nel grottesco non avrà più limiti. Con ogni probabilità a beneficiare di tale situazione sarà il movimento anarchico, che potrà presentarsi come unico movimento rivoluzionario. Un risultato veramente eccelso, non c’è che dire, per i cultori del cretinismo parlamentare e per le sue vestali. Mentre una quota del proletariato, forse la più combattiva e irriducibile, andrà a infoltire le schiere anarchiche e a rompere vetrine e incendiare cassonetti in giro per le città andando incontro a una repressione inversamente proporzionale alle ricadute di tali atti, gran parte delle masse ripiegherà su se stessa guardando con odio, rancore e risentimento tutto e tutti. Non è escluso che i nazisti vedranno accrescere la loro “area di influenza” veicolando verso gli stranieri tutte quelle tensioni che, una sinistra imbelle, non ha saputo dirigere contro il potere imperialista. Ma non solo. Non è escluso che, proprio a partire da ciò, i nazisti, che tra l’altro godono di una non secondaria “simpatia” tra le forze di polizia e l’esercito, acquistino un peso rilevante nella vita politica greca e, in virtù di ciò, si vedano affidato l’onere di liquidare manu militare la riorganizzazione di un movimento operaio e proletario. Non c’è che dire, i servigi che il cretinismo parlamentare è in grado di fornire alla controrivoluzione, non finiscono mai di stupire. Infine ancora una cosa. Mentre in Grecia si consumava questo drammatico evento in Francia si andava al secondo turno elettorale. Anche in questo caso il fronte dell’astensionismo si è attestato intorno al 40% mentre del tanto osannato Front de la Gauche se ne sono perse le tracce. Persino i nazisti francesi riescono a entrare in parlamento mentre della sinistra, nonostante tutte le sue fatiche, non vi è sentore. Tutto ciò, se non fosse tragico, avrebbe molto di comico. Purtroppo a pagarne le conseguenze saranno milioni e milioni di proletari, non solo greci, ai quali, da domani, tutti si sentiranno in diritto di dire: zitto e mosca.  Alle avanguardie comuniste, invece, questa drammatica vicenda dovrebbe essere un ulteriore monito per capire che, in determinate circostanze storiche, come ricorda Lenin l’alternativa è tra preparazione rivoluzionaria o preparazione elettorale.

 

 

13819 letture totali 4 letture oggi

45 comments to Emilio Quadrelli: Grecia e Francia, nuove e…lezioni primaverili.

  • Ciomi

    syriza passa dal 16 al quasi 27%, non mi sembra affatto una sconfitta anzi….e formazioni di sinistra radicale (EEK, Antarsya) che vanno nella direzione che dici tu ci sono, gli manca il supporto di massa

  • Alessandro

    Io credo che il vero problema sia capire perchè un partito di massa e radicato socialmente, comunista e organizzato come il KKE, scende nel giro di un anno da circa l’11% all’8% di un mese fa al 4% dell’altro ieri. Eppure la fase politica era e rimane favorevole.
    Una parte della ragione sta in quello che dice “Karla”, e cioè nella sua proiezione unicamente elettorale-costituzionale stile-PCI della sua azione politica. Altre ragioni però sono da ricercare, perchè il PCI un discorso del genere lo faceva col 30% dei consensi; farlo col 4% è un atteggiamento a perdere che non so dove porterà. Forse, ma parlo da ignorante della situazione particolare, avrebbe bisogno di un cambio generazionale nel suo apparato direttivo…

  • Ile

    Bisogna vedere se il kke è davvero un partito di massa e radicato socialmente. Perchè alla fine è un po’ difficile dall’Italia distinguere la realtà dalla loro propagada autocelebrativa… cioè io ho sentito dire dal kke che il loro sindacato, il pame, che avevano fatto sfilare ad atene un milione di persone e compagni italiani ripetere questa cosa che è una palese cazzata…
    Alla fine pure rifondazione prendeva l’8%: ma nessuno sano di mente l’avrebbe mai definito un partito di massa e radicato socialmente…

  • Brigante

    Penso che vi siate risposti a vicenda…Syriza non ha fatto altro che assorbire il grosso dei voti del KKE e parte del Pasok. Per il resto mi trovo perfettamente d’accordo con Karla. O crediamo veramente che se Syriza avesse vinto le elezioni avremmo avuto una Grecia socialista? E’ impensabile e non perchè Syriza non sia un partito con una piattaforma politica di sinistra, ma perchè non si può pensare di contrapporre il voto alla violenza delle classi dominanti. E visto che si cita Allende…uno degli errori che fece fu proprio quello di rifiutarsi, quando si capì che direzione stavano prendendo le cose, di armare il proprio popolo.

  • Alessandro

    Vabbè ma ora non paragoniamo un partito che ha un secolo di storia, che è stato clandestino dalla sua nascita al 1974, che era il punto di riferimento politico e organizzativo della resistenza greca, che ha fatto la rivoluzione (poi fallita, nel 1949), che ha il sindacato più rappresentativo (e combattivo) della Grecia, il PAME, che ha una serie di organizzazioni capillari nella società, a Rifondazione Comunista. Rifondazione comunista (e i partiti simili) sono movimenti d’opinione, liquidi, epsressione di elite più o meno progressiste, ecc..Tenuto conto delle differenze storiche e nazionali, il KKE può essere paragonato ai partiti comunisti della Terza Internazionale, non ai partiti di sinistra post-comunisti odierni. Infatti ne ripete pedissequamente gli errori, come lo schiacciamento sulla fase elettorale (ma cmq non dimentichiamoci che, al contrario del PCI o del PCF, il KKE il tentativo rivoluzionario l’ha davvero messo in piedi, pagandolo con 150.000 morti).

  • Roberto

    Dal punto di vista del rigore logico, l’analisi non fa una grinza.
    Paradossalmente però, si presta alla stessa critica che nell’articolo si muove a Syriza. Mi domando infatti a partire da quali forze e con quali mezzi avrebbe dovuta essere realizzata l’eventuale rivoluzione. E soprattutto, come avrebbero reagito, nell’ordine, militari greci e polizia (che, per inciso, sono lo zoccolo duro di Alba Dorata) e la Nato, che di fronte ad una Turchia “ballerina” ritiene sempre più strategica la Grecia ed il suo far parte del blocco “occidentale”, euro compreso.

    Sorvolo sul KKE, partito che trovo particolarmente indigesto, ma anche qui mi sembra riduttivo affermare che Syriza cresce solo a suo discapito. A me sembra, considerando che il Pasok rimane più o meno al livello di un mese fa così come la sinistra moderata di Dimar, che Syriza draga un 3,5% al KKE ma guadagna quasi un 7% pescando in territori nuovi, forse non voto ed astensione. Anche questo aspetto andrebbe considerato per esprimere un giudizio sulle potenzialità future di questo movimento.

  • Ile

    Sì ma averci decenni di storia alle spalle, o essere stato un partito clandestino, non ha mai impedito a un partito di crollare. E, soprattutto, non è che un partito debba essere considerato degno di stima (e quindi, nella loro ottica davvero limitata, di voto) solo perchè lo era 40 anni fa. Tra l’altro, anche il Synaspismos è erede di quella stessa tradizione e di quegli stessi morti (è una delle due scissioni del kke), ma non per questo lo considero un partito radicato, stimabile, ecc.
    Tra l’altro, la Grecia non è l’Italia o la Francia: in Grecia i comunisti hanno avuto sempre più difficoltà di radicamento. E, infatti, il KKE non è mai stato un partito radicato, al contrario del Pci che prendeva il 30% in Italia. Eccetto che nel 1958 (25% circa), il KKE non ha MAI raggiunto il 15% dei consensi elettorali, come è evidente da questo schemino che riporta le percentuali di consensi dal 1926 a oggi: http://en.wikipedia.org/wiki/Communist_Party_of_Greece#Party.27s_electoral_results

  • ahp68

    Dal mio piccolo e limitato punto di osservazione come ulteriore contributo vorrei segnalare questa intervista alla militante del KKE Liana Kanelli apparsa la settimana scorsa sul manifesto:

    http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120614/manip2pg/05/manip2pz/324257/manip2r1/kke/

    L’intervista sul quotidiano “comunista” mi ha parecchio stupito, di solito le corrispondenze dalla e sulla Grecia sono state un peana a Syriza, scritte spesso/sempre da Argiris Panagoupulus, nettamente schierate a favore dell’”alternativa di sinistra pro-euro ma anti-memorandum” e anti-KKE. Evidentemente dopo l’attacco fisico subìto in diretta televisiva dalla deputata comunista e condotto da un esponente neo-nazista, anche il “quotidiano comunista” ha ritenuto opportuno spiegare ai suoi lettori da dove spuntasse e chi fosse questa “comunista”…

    Ebbene, ciò che afferma Kanelli è molto chiaro: l’Unione Europea ha una struttura non solo neo, ma iper-liberista, e l’euro è semplicemente il braccio armato del Trattato di Maastricht. Ne consegue che ogni tentativo di riforma dall’interno del sistema europeo, anche con la vittoria elettorale delle sinistre in Grecia e Francia, non può che fallire.

    Ditemi voi quale partito di massa o aspirante tale in Italia ed in Europa ha avuto il coraggio di fare un’analisi simile.

    “Il modo in cui le classi dirigenti ci hanno portato nell’Ue e poi nell’euro è stato violentissimo: all’inizio di questo percorso per ogni prodotto agricolo importato ne esportavamo sette, oggi per ogni prodotto esportato ne importiamo 70! Con la politica agricola comune e il sistema delle quote, l’Europa ci ha imposto di fermare delle produzioni che ci avrebbero permesso di sopravvivere tranquillamente”.

    Questo non riflette forse quello che è successo anche in Italia? La de-industrializzazione o la de-localizzazione, con conseguente crscita in importanza del settore dei servizi, ha privato l’Italia dei settori strategici necessari per sopravvivere a qualsiasi crisi, anche nell’ipotesi di una uscita dal’euro e di un cambio di sistema economico.

    Prego poi leggere la chiosa dell’intervista:

    D: Non credete di aver raccolto poco dalle ultime elezioni anche a causa dei vostri cortei separati da quelli del movimento e del vostro linguaggio sovietico?

    R: Forse è vero, ma non potete immaginare il livello di propaganda contro di noi da parte dei media europei. C’è una decadenza del movimento operaio, favorita da anni dal Pasok. Tocca a noi ricostruirlo. Noi siamo un partito serio, che non mente. Qui c’è disperazione e molte persone hanno preferito attaccarsi alle bugie di Syriza. Il pericolo più grande è che se Syriza deluderà i lavoratori, ci sarà un riflusso che potrà durare 50 anni.

    Cioè, tra i militanti del KKE, è viva la necessità di “ricostruire il movimento operaio” come unica soluzione al ricatto di scegliere la padella-euro o la brace-default. E’ l’unica analisi un po’ lucida e sensata che ho sentito sull’argomento dello strozzinaggio della Grecia.

    La mancanza del “supporto di massa” lamentato da Ciomi non è una questione di poco conto poichè – come dice giustamente Karla – la Troika non avrebbe detto semplicemente “prego accomodatevi” alla coalizione di Syriza se avesse vinto le elezioni: si possono avere le chiavi, ma se non si ha anche la macchina non si va da nessuna parte. Però è fondamentale, soprattutto in un contesto di disperazione come quello greco, non dire bugie alla gente, non dire “si all’euro ma no ai sacrifici”; il consenso di massa, se alle persone dici la verità e se sei coerente con i tuoi obiettivi e li persegui senza scegliere la via elettorale come principale metodo di cambiamento, prima o poi arriverà.

    Alessandro, io non so se Karla si riferisse, nella sua analisi, anche al KKE, mi sembra da questo documento che invece il partito abbia ben chiaro che la lotta sarà dura e spietata e che l’unica soluzione è quella di “cancellare unilateralmente il debito, con un governo del popolo, nazionalizzando risorse naturali e sistema energetico, e uscendo dalla NATO”.

  • Ile

    @Roberto
    Sono molto d’accordo con te quando dici che Syriza non pesca certo solo dal KKE. Tra l’altro – con tutte le critiche a Syriza che si possono (e si debbono) fare – ha dimostrato che si possono aumentare i consensi anche con i propri contenuti di sinistra, soprattutto in tempo di crisi: non c’è alcun bisogno delle corse al centro a cui siamo abituati in Italia.
    A mio avviso, poi, Syriza ha ottenuto un ottimo risultato proprio perchè ha avuto un boom di preferenze senza vincere: governare avrebbe significato bruciarsi.

  • One Step Beyond

    Per quanto riguarda Alba Dorata, dall’esterno, credo facciano oggettivo riferimento anche a componenti ultras delle curve greche, chiaramente alle componenti di stampo neofascista. Bisognerebbe vedere a livello di radicamento socialmente a chi fa riferimento Syriza, perchè per raggiungere il 26% dei consensi, a prescindere dai contenuti, chiaramente marcatamente meno ortodossi del KKE, qualcosa dalle curve greche e consequenzialmente dai movimenti di piazza di un certo tipo deve aver pescato…

  • Alessandro

    Ora però non cadiamo nella retorica che in Grecia vincono i neonazisti perchè “alba dorata” è entrata in parlamento. Mi sembra fisiologico che una certa estrema destra sia presente nel panorama politico; niente di nuovo, c’era 10, 20, 30, 40 e così via anni fa. Dov’è la novità? E’ così più o meno in tutta Europa, e non mi sembra che le percentuali elettorali dell’estrema destra siano aumentate nel corso degli anni.
    Rifletteri piuttosto sul fatto che un partito di estrema sinistra antiliberista (se non anticapitalista) abbia quasi il 30% in un paese europeo, e guarderei anche alla flessione del KKE. Altre cose, francamente, mi sembrano costanti in tutto il quadro europeo.

  • Ile

    Sono d’accordo con Alessandro. Alba Dorata è un fenomeno nuovo perchè sono proprio apertamente nazisti, ma in non mi sembra una novità sul piano elettorale tali da far gridare allarmi…

  • treee

    …soprattutto visto il trascorso greco!

  • behemoth

    L’ipotesi massimalista di Karla dell’articolo non mi sembra-va praticabile.
    L’ipotesi riformista di sinistra Syriza-allende avrebbe veramente portato a Pinochet in Grecia? Mi sembra troppo semplice come ipotesi.

    E forse a proposito di memoria storica la sinistra greca ricorda molto di più la repressione post seconda guerra mondiale dopo il tentativo rivoluzionario, loro che dopo il “25 aprile” non mollarono il fucile.
    Non mi sembra obiettivamente ci sia in giro la forza organizzativa, culturale, militare, per una rivoluzione.

    Il potere imperialista, il cretinismo parlamentare? Mi sembra un’analisi condotta con degli schemi anni ’20 su una realtà geopolitica che è cambiata. E non significa che non bisogna parlare di proletariato-rivoluzione etc. però mi sembra un’analisi ex-post del tipo “ve l’avevo detto io” che al dunque dice solo “creare il partito rivoluzionario”. D’accordo ma dove e come si inserisce in un contesto totalmente diverso?

    E se la “borghesia imperialista” ti sbracava tutto in caso di vittoria di Syriza, sarebbe stata a guardare invece di fronte all’altra ipotesi ancora più radicale?

  • Alessandro

    Mi sembrano riflessioni interessanti. C’è il rischio di ragionare un pò troppo ex-post. Costruire un soggetto rivoluzionario non è cosa che si dice e poi si organizza. Servono le lotte, serve stare nelle lotte e produrle, serve essere soggetto rivoluzionario ancor prima di darsi l’organizzazione che poi serra le fila.
    Tanto per fare riamandi storici a noi cari, i bolscevichi prima organizzano le lotte, poi trasformano il POSDR in soggetto oggettivamente rivoluzionario, poi dopo pensano di costruire il partito comunista. E’ una cosa che viene dopo, non a tavolino prima.
    Noi piuttosto dobbiamo capire *quali lotte* sono rivoluzionarie e *quali soggetti* (sociali e politici) possono essere oggettivamente rivoluzionari, anche se ancora non pronti soggettivamente. Poi pensiamo all’organizzazione, al partito, ai quadri, ecc…o meglio: questi nasceranno dalle lotte sociali che nel frattempo avranno contribuito a realizzare.

  • decathlon

    ho cambiato nick così siete più contenti.
    secondo me si sta andando per l’ennesima volta fuori e lontano dal punto fondamentale.
    secondo me, parere personalissimo, continuare a osannare quadri, progetti, manifesti di 100-80-40-20 fa è lo sbaglio più grosso che ancora si fa e che non fà che peggiorare le cose.
    perchè continuare a dire studiare, leggere capire una rivoluzione non italiana, ma russa o cubana o greca?
    il popolo è diverso, il carattere, i modi di fare, pure il clima!
    la società è cambiata e guardando anche i governi citati, mettendoci pure i cinesi, francamente non vedo perchè dovrei copiare e rifare qualcosa che ora-attualità è pessima se non peggio.
    altra cosa, il sottovalutare il fenomeno nazista.
    il nazismo, che riprese dal fascismo ideologia e valori, non è altro che una schegge xenofobo dovuta ad una situazione economica grave che porta alla paura dello straniero e del vicino, rende un popolo aggressivo, ignorante (non cultura) e aumento di razzismo di classe.
    ci sono tutte le componenti perchè si possa rivivere qualcosa di simile, e dirò di più, ora è anche peggio, perchè contagia più governi e nazioni, trovando anche alleanze e sodalizi in nome di una razza, o un colore di pelle o pro-anti religione fanatica.
    aggiungo che le componenti militari e di polizia, anche questa sottovalutata non rientra più nella logica della legalità, prevensione e controllo a fin di bene, ma anzi tutto il contrario (vedi bolzaneto,genova e repressione quotidiana).
    io credo che continuando a spingere su una politica che è fallita e che ancora una volta ha tradito non si andrà da nessuna parte.
    l’unica costante di questi partiti comunisti o pseudo è proprio la loro retromarcia finale, tradimento e svuotamento di lotte.
    i numeri e lo sfiancamento della ribellione..la vera pre-rivoluzione…è creata ad hoc da governi che si rubano bandierine e nomi nel grande gioco della policia.
    il proletariato, termine che mi ha sepre fatto pensare alla prole…non c’è più..proprio perchè questo status quo non ti permette di avere e crescere la prole..i figli.
    i numeri diminuiscono, le emigrazioni e immigrazioni accrescono l’astensionismo.
    riflettiamo.

  • decathlon

    scusate gli errori e le ripetizioni.
    al punto nazismo vorrei farvi riflettere sulla questione israelopalestinese.
    il nazista europeo trova discesa e consenso proprio perchè da una parte attacca il sionismo e le corporazioni israeliane, e che trova consenso anche nell’area rosso-nera, e dall’altra sposa la questione palestinese in quanto terra sfruttata, stuprata e di minoranza.
    ora se la grecia come la spagna o l’italia è strozzata da governi o banche filo americane-israeliane, (ma anche qui poi si censura il tutto con il solito spauracchio degli alieni, dei siti di controinformazione e complottisti, perdendo il filo e non dando più risposte a riguardo), la propaganda e proselitismo aumenta, come i recenti manifesti di casapound contro equitalia, ovvero una presa di posizione netta che invece a sinistra non trova, ma solo nell’estremo di azioni belliche e di matrice anarcoide, che anche li è riuscita a dividere e immettere zizzania tra pro e contro, tra complici e solidali.

    se guardo l’argentina come uno scenario simile alla grecia o spagna (non dimenticando gli scontri attuali in asturias), vedo una ribellione di piazza e di povertà sociale, di repressione militare, un paese fallito e che ora è di nuovo in mano ai potenti e alle caste militari-religiose-bancarie.
    l’anarchia intesa come giungla e caos è al 100%, con vandalismi e criminalità organizzata piccola e grande, armi, televisione, barrio senza regole e borghesia impaurita rintanata dentro quartieri blindati, privati con vigilantes, telecamere e security.
    ecco che allora torno al principio…
    solo con un allontanamento dalla metropoli e tutti i suoi derivati, come la linea di rottura no tav o eco/equo novità si potrà cambiare punti di vista, uscire dal meccanismo dell’elettorato, del sindaco, degli assessori, dell’acqua privata, dei supermercati, della benzina e accisa, dei soldi buttati in partite di calcio o concerti o teatri.
    tutto il privato ridivenderebbe pubblico e di chi vive sulla terra, una riappropriazione del soggetto e dell’individuo, riappropriazione della vita stessa, del decidere, del non pagare più pizzi e ricatti per tutto, anche per come dobbiamo e dove morire, o per come e dove nascere!
    altrimenti è sempre e solo filosofia, intellettualità e tanto parlare che nbon fà altro che confondere le idee, perdere tempo, e aumentare consensi alla massa beota, cretina e lobotomizzata mentalmente e fisicamente.

  • Militant

    @ Decathlon
    Noi non censuriamo praticamente nessuno. Il problema è che il primo commento viene automaticamente messo in moderazione, in attesa che noi lo sblocchiamo. Ogni tanto però capita che nessuno di noi sia collegato o stia sul blog, e allora i commenti ci mettono un pò ad apparire. Tutto qui.
    Un saluto

  • Lorenzo

    Quello anarchico è probabilmente già l’unico movimento rivoluzionario in Grecia.
    E queste immagini, che potremmo definire storiche – e che ben pochi media tradizionali hanno a suo tempo diffuso, forse consapevoli della manifesta incapacità di comprensione delle masse quando si tratta di eventi un tantino più complicati rispetto allo schemetto: Stato buono VS. manifestante cattivo e pericoloso – sono fra le più tristi e deprimenti che io abbia mai visto in vita mia.
    http://www.demotix.com/sites/default/files/imagecache/large_610x456_scaled/photos/887715.jpg
    http://www.antinews.gr/wp-content/uploads/2011/10/pame-anarchists-sygkr.jpg
    http://u.jimdo.com/www15/o/s0601745408ce1d59/img/iae0a16671ef711a0/1319231363/std/pame-medlemmer-danner-en-beskyttelsesring-omkring-parlamentet.jpg
    http://eagainst.com/wp-content/uploads/2011/10/s5.jpg
    http://img839.imageshack.us/img839/7244/anarcocommie.jpg
    http://roarmag.org/wp-content/uploads/2011/10/48-hour-strike-Greece-crop-72.png
    http://actforfreedomnow.files.wordpress.com/2011/10/jd-11.jpg
    http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/9800dc0b113167477237289541b476a3.jpg
    Il KKE s’è fatto guardiano del Parlamento ( http://aranea.noblogs.org/files/2012/01/estalinistas-999×1024.jpg ), “spaccando le teste e consegnando manifestanti alle forze della repressione” ( http://baruda.net/2011/10/23/un-comunicato-da-syntagma-sul-partito-comunista/ ). Il PAME s’è scontrato coi ‘neri’ (Scontri tra PAME e blocco anarchico: Grecia – Italia, “una faza una raza”
    http://baruda.net/2011/10/20/scontri-tra-pame-e-blocco-anarchico-grecia-italia-una-faza-una-raza/ ).
    Neppure ci debbono dividere per poter imperare: ci riusciamo da soli. E oggi fascisti e borghesi ridono in faccia a tutti quanti, mentre qui si stanno a considerare torti e ragioni delle bastonate politiche ricevute dopo quelle vere date…sempre all’obiettivo sbagliato.

  • Gianni

    Sono pienamente concorde con Roberto. Il problema mai affrontato seriamente da chi, più o meno correttamente, descrive la deriva del cretinismo parlamentare ruota attorno al potere coercitivo, posseduto dalle forze dell’ordine e soprattutto dall’esercito. Proprio per tali ragioni in un cambio di regime queste forze giocano quasi sempre un ruolo di primo piano (a meno che non siano sconfitte da una precedente guerra, divise al loro interno, oppure completamente delegittimate). Dato che in Grecia non ci troviamo nella seconda situazione descritta, a mio giudizio, per chi voglia contestare il cretinismo parlamentare urge la necessità di una riflessione sul potere coercitivo e sui reparti che ne dispongono.
    Saluti

  • Alessandro

    Premesse le opportunità tattiche e i differenti contesti, fra gli anarchici e i comunisti che si scontrano in piazza non si può avere dubbi su quale parte schierarsi.
    Non valgono gli eventuali riferimenti ai nostri anni settanta. Prima di tutto, nei nostri anni settanta la componente anarchica era ridotta e le forze a sinistra del PCI erano comuniste e non anarchiche; secondo poi, il PCI non è il KKE o le altre forze comuniste greche. Quel PCI stava entrando nel governo Andreotti, era parte dello Stato, e il conflitto fra autonomia operaia (intesa in senso largo e non l’Autonomia organizzata) e Stato si riproponeva anche contro il PCI come parte integrante delle forze repressive dello Stato. Tutte cose che non riguardano il KKE.
    QUindi, fra un gruppo di rioters di professione e le forze comunisti greche, non vedo come un compagno possa avere dubbi su dove posizionarsi. Senza per questo negare tutte le enormi repsonsabilità del KKE e il suo fallimento elettorale.

  • decathlon

    chissà militant con chi si schiera
    comunque riassumendo semplicemente la situazione greca e anche con quella simile italiana

    vecchi vs giovani

    sono sempre loro che rompono i coglioni su tutto, agiscono da professori, figli e protagonisti di una generazione che ha fallito ed ora anche qui da noi a braccetto con le istituzioni, pompieri di principi di incendio, centuroni di sicurezze e servizi d’ordine interni..vecchi, con i capelli bianchi..basta!

    hanno la mentalità del Peppone..sceriffo..sindaco con i baffoni, sindacalisti cigiellini.

  • Ile

    Io non potrei MAI schierarmi con quanti non solo prendono a mazzate altri compagni (che ovviamnte non sono solo anarchici, ma ache rappresentati di quei partiti che hanno preso il 27%) ma criminalizzano anche le loro lotte.

  • Alessandro, non ti bastano le foto che ho proposto per accorgerti di come il KKE e il PAME siano stati parte integrante delle forze repressive dello Stato? I cuscinetti attorno al Parlamento nel momento più caldo delle lotte erano due: sbirri antisommossa e comunisti (cosiddetti, e criticati da gran parte dei comunisti)! Come se tu te ne stessi là a difendere La Russa, ci siam capiti?
    A quelli che dunque, come Alessandro, non hanno “dubbi su dove posizionarsi” nel consueto giochino automutilante del divide et impera fra compagni dedico questo volantino – forse utopistico, ma dal mio modesto punto di vista assai apprezzabile – prodotto guarda caso in Grecia…
    http://www.lookingattheleft.com/wp-content/uploads/2011/10/commie-anarchist-poster-ows.jpg
    Forse perchè noi nulla di concreto stiamo producendo, qui mostriamo di non aver dubbi; mentre lì i dubbi se li stanno vivendo sulla propria pelle, e fanno male. Ed io il farsi del male da soli, da “Terra e libertà” in poi, proprio non lo capisco.
    Prima di non aver dubbi pensate se una roba del genere accadesse da noi…a me dà i brividi.
    (cliccando sul mio nome altra galleria fotografica piuttosto sconcertante)

  • Alessandro

    Io in Grecia ci sono stato, non a Mikonos in vacanza, ma a farmi manifestazioni e assemblee. Ho ben presente gli atteggiamenti e le posizioni degli anarchici greci. Durante una serie di scontri, in cui abbiamo dovuto riparare in un cantiere abbandonato, mi è capitato di stare a contatto e parlare con questi anarchici per diverse ore, anarchici che avevano appena assaltato la manifestazione dei comunisti internazionali (sottolineo: assaltato indiscriminatamente senza alcuna provocazione da parte di questa verso gli anarchici).
    Gli anarchici greci attaccano ogni manifestazione non anarchica, sostanzailmente caricandola e impedendogli di manifestare. Questo loro te lo dicono apertamente in faccia, non c’è bisogno di scadere nel complottismo, se lo rivendicano proprio come modus operandi politico.

    Dunque, certe realtà invito a chi chiacchera su internet a conoscerle magari un pò più da vicino, evitando di basarsi e di formarsi un idea su “foto” o “articoli” o “comunicati” che autocelebrano la follia di gruppi politici con cui non dovremmo avere niente a che fare.
    Per di più, i riferimenti politici e culturali degli anarchici greci sono identici a quelli degli anarchici italiani, non c’è differenza. Io rispetto la posizione degli anarchici, ma non può essere quella dei comunisti. Non solo non è la mia, ma non può essere *la nostra*, per mille ragioni che non sto qui a sottolineare.
    Detto questo, nelle foto si vede abbastanza nettamente di come da una parte ci sono i comunisti, dall’altra il blocco nero degli anarchici. Nessuna Syriza o altri groppuscoli “terzi”. Solo il blocco nero che tenta l’aggressione ai comunisti greci. E io sto dalla parte dei comunisti.

  • Alessandro

    Ah, altre piccole annotazioni: nella mia esperienza, il corteo dei comunisti assaltato dagli anarchici era formato anche (ovviamente) da Syriza e da tutti gli altri (koe, ecc..), che ovviamente ad un certo punto diedero tutti la caccia all’anarchico. Syriza è il primo partito che, se potesse, farebbe fuori tutti gli anarchici (cosa ampiamente ricambiata dagli anarchici, che infatti se potessero farebbero fuori tutti gli altri compagni non-anarchici).
    Altra postilla: gli anarchici greci non fanno lotte sociali, ma praticano il riot urbano disorganizzato. Lo fanno meglio e con numeri più grossi dei nostri, non c’è che dire, ma di quello si tratta. Idealizzare ciò, però, è veramente puerile, oppure è coerente con la propria natura anarcoide. Ma non di comunismo e di comunisti si tratta.
    Questo tanto per rimarcare che certi miti, che ovviamente durano lo spazio di un mattino, meritererbbero analisi più pregnanti. Per di più: adesso accolliamo tutta la colpa al KKE perchè ha preso il 4%. Se prendeva il 15%, eravamo tutti qui ad esaltarlo, a dire di quanto fosse radicato, ecc..senza minimamente fare i conti con qualche dato di fatto para-oggettivo.

  • Lorenzo

    Rispetto la tua esperienza personale, non le conclusioni politiche.
    Restando su un piano per così dire militare, nelle foto si vedono abbastanza nettamente un sacco di cose, fra le quali il fatterello che “il blocco nero che tenta l’aggressione ai comunisti greci” lo fa in quanto quei comunisti son palesemente piazzati a guardia del Parlamento! Questa cosa non è soltanto una mia fantasia di websurfer frustrato/militante da tastiera, ma è confermata da voci altre – non necessariamente anarchiche – le quali valutano a livello ancor più generale che “sul piano politico gioca un ruolo disastroso e controrivoluzionario il KKE stalinista”, il quale “agisce contro la rivoluzione” ed “è giunto a difendere con propri servizi d’ordine i palazzi del Parlamento contro la gioventù ribelle (sempre calunniata come massa di “agenti provocatori”) e contro la rabbia popolare” ( http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o32353:e1 ).
    Di “sindacati e partiti opportunisti e venduti al nemico di classe”, con espresso riferimento all’“aperto tradimento del sindacato PAME, controllato dal KKE”, che “ha fatto occupare dai suoi militanti le strade di accesso al Parlamento allo scopo di impedire agli scioperanti, radunati in piazza Syntagma, di disturbarne i “lavori”” ( http://www.international-communist-party.org/Partito/Parti349.htm#Grecia
    ) parlano un po’ questi e un po’ quelli…giudicatevi l’attendibilità delle fonti e vedete voi; io da nessuna parte ho scritto lodi agli anarchici, ma neppure mi sento di valutarli come una spina nel fianco. Il volantino che ho prima linkato dimostra che il problema esiste, ma va superato e non certo schierandosi tipo stadio con questi o con quelli, te lo dico proprio rivendicando umilmente la mia esteriorità e mancanza di faziosità, da osservatore per così dire esterno, ovvero da sempre partecipante a mò di cane sciolto, mai affiliato a questo o a quello.
    Saluti

  • Alessandro

    Il KKE ha una grossa parte di responsabilità, una lunga serie di colpe da espiare, e probabilmente in questa fase è inadeguato a portare avanti efficaciemente la lotta di classe in Grecia. Non è questo il punto.

    Il punto è che ormai qui tendiamo ad idealizzare tutto ciò che esce sui media basta che qualche media ne parli. Prima di maggio e delle elezioni, quanti compagni conoscevano Syriza? Nessuno, eppure adesso è diventato addirittura un partito da guardare con interesse (senza neanche sapere chi è, cosa fa, che cazzo propone, ecc). L’altro ieri è venuta una compagna di Syriza a Roma, e l’unica cosa che ha detto è che sono stati contenti di aver perso le elezioni sennò al governo non avrebbero saputo che fare. Bene, questi sono quelli che oggi oggi vengono esaltati.

    Altra cosa: ora ci esaltiamo per gli anarchici greci, senza considerare che sono gli stessi anarchici, con le stesse modalità e gli stessi referenti culturali, che stanno nel resto d’Europa, e che stanno pure qui in Italia.
    Perchè magari qui c’è qualcuno che se la prende con quelli della FAI, e poi nel discorso dopo dice quanto so bravi gli anarchici greci. Ma non scherziamo. Sono la stessa cosa, li sono di più e il conflitto di classe è più avanzato ed emergono di più, ma almeno noi cerchiamo di essere coerenti. Se a qualcuno piacciono le vetrine spaccate solo per il gusto di spaccare vetrine, lo facesse anche in Italia, evitando di esaltare da lontano ciò che si critica qua.

    Per quanto mi riguarda, quindi, se il KKE o chi per lui avesse una organizzazione alla sua sinistra che ne criticasse la sua deriva elettoralistica, ben venga, e se queste critiche producessero anche scontri di piazza, ci sta. Ma se questa critica arriva da gruppi anarchici io mi schiero coi comunisti. E’ abbatsanza imbarzzante che non sia una cosa ovvia. Almeno qui, che mi sembra un blog di compagni e comunisti e non un blog di anarcoidi.

  • Lorenzo

    Hai ragione, per carità…in effetti ‘fuori posto’, in quanto non allineato, qua dentro sono io.
    Potete continuare a discutere tranquillamente del KKE e di Syriza.
    Volevo solo esprimere il mio punto di vista di infiltrato, da sempre apprezzando il lavoro controculturale della Militant, ostinandomi a non voler capire tutta una serie di differenziazioni ed autoghettizzazioni che da sempre fanno solo del male al movimento tutto, se mai si può dire che ne esista uno (a questo punto ne sono davvero poco certo).
    Ma si può liberamente continuare a pensare all’associazione automatica anarchici=vetrine spaccate e altre riduttive banalità di questo genere.

    Ne approfitto per scusarmi di un altro svarione dei miei, ovvero: il volantino sopra proposto, che tende ad unire la lotta anarchica e quella comunista in un tentativo – a mio parere encomiabile, sebbene qui poco gradito – di sedare le lotte intestine, non è greco, bensì parrebbe essere opera di Marxisti-Leninisti interni al movimento Occupy.
    Qualcuno almeno ci prova.

    Buona notte

  • Alessandro

    Forse non mi sono spiegato: sono gli anarchici stessi che non vogliono questo fantomatico confonto con il resto dei fantomatici movimenti che farebbero queste lotte sociali. Troppo facile capovolgere la questione, dipingendo i comunisti come brutti, chiusi, settari e legalisti, e gli anarchici come gli unici portatori di chissà quali lotte ultra-radicali. Ma quando mai, queste sono le leggende mediatiche di chi è succube di certi meccanismi informativi che sguazzano in certe letture schematiche-riduttive di fenomeni complessi.

  • Lorenzo

    Forse non mi son spiegato io: come ho poc’anzi scritto, quel tentativo di volantino pacificatore parrebbe essere opera (così ho letto) di Marxisti-Leninisti, e non di anarchici.
    Non ho voluto far ritratti di nessuno, solo mi sconvolge l’orrore dell’incomprensione che agevola il Potere. Al resto pensano le immagini.
    Per chi, ingenuotto come il sottoscritto, passasse di qui e volesse approfondire…
    http://www.youtube.com/watch?v=Td1nOjqm3L4
    Da questo video si vede benissimo da quale parte stiano questi presunti comunisti.
    Di anarchici spaccavetrine non ne vedo. Vedo tanti ragazzi incazzati e pure a volto scoperto.
    Si vede benissimo, in compenso, da quale parte stiano i vecchi e da quale i giovani.
    Spacciate il falso cari compagni, se questo è il meglio che sapete fare…
    E questo è quel che ne è seguito.
    http://www.youtube.com/watch?v=q7igoPeJqok
    Questo è più lungo: http://www.youtube.com/watch?v=CtGSHXIU4CU
    Ci sarebbe da riflettere, altro che parteggiare e posizionarsi.
    Se volete il conflitto dovete saperlo gestire, non ammazzarlo come le guardie.
    Come le guardie.

  • decathlon

    è spaventoso leggere a volte certe cose qui su militant.
    sia per una presa di posizione forte di alessandro, e di chi la pensa come lui, e sia per un senso di smarrimento nel cercare di capire chi allora hai accanto durante manifestazioni e scontri di piazza e nelle varie assemblee cittadine e di organizzazione.
    ancora con stalin porca troia.
    ma la cosa che mi fa riflettere è l’arroganza nel volersi sentire primi della classe o so tutto io solo perchè si ha avuto la fortuna di assistere ad assemblee e manifestazioni in quel di atene, (“fortuna” perchè c’è chi non ha i soldi nè per fare la spesa nè per andare in vacanza, e peggio ancora chi è rinchiuso dentro una cella o deve pagare processi ed altro o è semplicemente stato ammazzato).
    ma questo il nostro bel alessandro lo sà, lui ha i contatti con il mondo rivoluzionario greco, come se dalla grecia rinascerà una società nuova e migliore…
    in piena europa e pieno regime di lavoro e sistema bancario!!wow!
    belle illusioni e/o sogni, perchè poi leggo che in inghilterra,(anche io serfo su internet) alle olimpiadi ci sarà la più grande zone di ristorazione mcdonalds, sempre europa alessandro, sempre comunismo e lotta di classe, come la nostra bella italia e i sicari di aldrovandi o tutta la merda che esce quotidianamente, ma tanto tra collette e benefits..la lotta la sifà sempre e comunque, e tutti stiamo apposto con la coscienza.
    peccato che ti sei dimenticato di dire che mentre in grecia i neri (soprannominati così da corriere e repubblica) attaccano e bruciano le sedi di nazisti e fascisti, qui inveceavviene il contrario, non ultimi episodi a reggio calabria e al corto circuito, e i tanti pestaggi dentro i cie….ma tanto sono solo spacca vetrine e feccia della società!
    ma non voglio attaccarti personalmente, mi basta aver letto per farmi un idea, che forse anche io sono nel posto sbagliato.
    oltre che anarchici buoni e cattivi, riottosi e nichilisti, ora ho scoperto che gli anarchici vogliono solo distruggere, creare scompiglio e fomentare violenza, magari pagati da qualche illuminato americano e con all’interno infiltrati cia e di qualche setta massonica-giudaica-vaticana.
    bene, mi mancava questa linea e giudizio filo-governo repressivo, oltre che teoremi da magistrati e intelligence che stanno mandando a chiosa mandati e fogli a tutti, nessuno escluso.
    ma qui ancora che si perde tempo a dire noi si, voi no.
    il tentativo di unire le forze e aprire gli occhi a chi per anni ha accettato cattivi consigli dai nostri anziani continua a trovare muri e zizzanie.
    e quelli che stanno dentro, nelle patrie galere, pure quelli feccia della società.
    alessandro mi manca il concetto di dissidenza e di libertà nei tuoi discorsi.
    poi vorrei sapere qualcosa anche a riguardo di sfortunati, senza scarpe, poveri, emarginati etc
    perchè le tue posizioni mi sanno molto di snob e di prediletto, il che mi fa pensare a razze e menti superiori, di migliori, di in e out, di concetti verticali e mi fanno rabbrividire di nuovo.
    buona notte e buona manifestazione con i picconi..

    p.s.
    in asturias ci sono i neri o i rossi?
    chiedilo ai tuoi amici greci vediamo che ti rispondono.

  • Lorenzo

    Ci tengo a ri-sottolineare, visto il carattere divisorio da tifo ultrà che ha preso la discussione, che due dei link da me proposti contenenti attacchi frontali a KKE e PAME son la voce di comunisti bordighisti e del PCdL; minoritari quanto si vuole, ma non certo anarcoidi.

  • Brigante

    Personalmente mi trovo d’accordo con Ile. In mezzo al casino in cui si ritrovano milioni di proletari greci, davanti ad un palese golpe internazionale che ha tolto il potere dalle mani dei greci per consegnarlo alle forze reazionarie internazionali, di fronte ad un affamamento sistematico e pianificato di un intero popolo in nome della virtù finanziaria, non posso schierarmi con chi divide invece di unire le lotte. Con chi prende a mazzate i compagni. Con chi consegna dei compagni alle stesse guardie contro le quali pretende di lottare. E ricadiamo di nuovo nel vecchio schema PERDENTE (e sfido chiunque a dimostrarmi che non sia vero) delle fazioni che si scontrano. Personalmente non condivido molte delle teorie e delle pratiche anarchiche, non credo nel valore assoluto del riot come forma rivoluzionaria, ho spesso provato rabbia per le sparate pseudo-libertarie durante le assemblee e per la cecità del “daje spaccamo tutto” durante i cortei. Ma i compagni sono compagni e per quanto mi riguarda il nemico è dall’altra parte della barricata. E se durante un corteo qualche anarcoide si mette a spaccare le vetrine (che poi questo cliché del blekke-blokke mi risulta un po’ indigesto caro Alessandro) posso anche dirgli che è un coglione in sede separata ma di certo lì per lì so bene da quale parte della carica stare: da quella delle bottiglie e dei sampietrini, non certo da quella dei lacrimogeni e dei manganelli.

  • Alessandro

    Sono imbarazzanti certi livelli di ingenuità presenti in alcuni commenti. Si confonde la ricomposizione di classe con la ricomposizione di siglette politiche che si odiano, scambiando il tentativo (giusto) di riunire politicamente le varie differenze insite dentro la classe, con quello, (sbagliato) di unire varie formazioni politiche credendo che un unione politica possa poi portare a una ricomposizione di classe.
    Vorrei tranquillizzare poi Decathlon (bel nick..) che non ho mai detto che gli anarchici sono infiltrati, al soldo della cia o del mossad, provocatori, ecc..tutte fantasie nate dal tuo non saper leggere i commenti, che al fondo significa non voler discutere, ma insultare. Ho, più semplicemente, detto che gli anarchici sono dei compagni che non vogliono coscientemente relazionarsi ad altre parti di movimento, che non lo teorizzano nè lo praticano sul campo e che, quando possono, attaccano le manifestazioni delle altre formazioni politiche. Quale tipo di ricomposizione politica si può trovare con gente del genere? Nessuno me lo ha ancora spiegato. Però invece è facile scadere nell’insulto senza avere argomenti, visto che mentre tu “surfi sulla rete” (come hai tenuto a precisare), magari qualcun’altro fa le lotte sociali, quelle vere, e in queste lotte di anarchici non ne vede neanche l’ombra, mentre molti altri compagni si sbattono per questa ricomposizione (che, ripeto, è la ricomposizione politica del sociale, non la ricomposizione politica del politico).
    Trovate voi le differenze.

  • ahp68

    Lorenzo, personalmente apprezzo il tuo sforzo ideale di unire ecumenicamente le organizzazioni di sinistra ben sintetizzato dal volantino che hai postato e che penso sia in sintesi la ragione dei tuoi interventi.

    ti prego, almeno qui però, di smetterla con la retorica del giovani=nel giusto anziani=venduti.
    di conflitto generazionale se ne parla già a sproposito sui media mainstream per indurre ad accettare le peggiori nefandezze (aumento età della pensione, licenziamenti facili) con la scusa che il welfare è tutto sbilanciato a tutela dei vecchi (quindi la soluzione sarebbe precarietà per tutti), cerchiamo di guardare la luna e non il dito.

  • decathlon

    l’attacco agli anziani l’ho fatto io e non lorenzo.
    su alessandro, ti rispondo che mentre tu alle 12.58 scrivi su militant e non cogli l’ironia nel mio “serfare su internet”, nei dintorni di sangiovanni si è fatto un antipasto di quello che sarà oggi pomeriggio.
    infine accusare l’area anarcoide di non fare niente a livello sociale e a livello di conflitto sociale…
    bah, no comment!forse vivi sulla luna.

  • Lorenzo

    Ok ok Alessandro, gli anarchici non fanno un cazzo e si limitano a divertirsi a sfasciar vetrine. Vabbene. Non so ad Atene, poichè l’esperto sul tema qui sei tu, ma quelli che conosco io qui non son così. E per fortuna conosco pure comunisti lungimiranti.
    Qualcun altro pare aver compreso il mio “sforzo ecumenico” (eh eh), forse idealistico assai: il mio era per l’appunto un tentativo di unire e non di dividere, cosa che l’analisi di Karla purtroppo non fa. Legittimamente, per carità; ma io lo posso contestare, sulle basi di quel (poco) che conosco?
    Un punto innegabile è sicuramente la difficoltà di relazionarsi fra i vari gruppi; ma non vedo come ciò possa essere addebitato ai soli anarchici dopo aver visto certi cordoni sbirreschi, certe cariche, certe scene di compagni pestati e fatti rotolare giù dai muri (altro video presente su Youtube che ora non sto a ricercare). Mi pare evidente che quei compagni in rosso abbiano fatto di tutto pur di evitare che il conflitto prendesse piede, o forse degenerasse. E lo so bene che l’azione politica non si risolve certo nel riot, addirittura controproducente. Ma in quei giorni c’erano in gioco ben altre cose, altro che riot.
    Non credo affatto che i giovani sian nel giusto e gli anziani venduti, suvvia…mi son legato un po’ goffamente ad una constatazione altrui per dir dell’esistenza d’una rabbia dignitosa e sempre più irrappresentabile, che per forza di cose non può che convogliare fra le file dei neri, se non peggio in quelle dei nazi.
    Io volevo insomma solo dire che non mi pare corretto parlare di KKE/PAME ed associarli a tentativi pseudo-rivoluzionari; semmai è vero il contrario.
    In conclusione, Alessandro, è vero, sono imbarazzanti certi livelli di ingenuità presenti in alcuni commenti: compresi, però, anche i tuoi.

  • dibba

    Un paio di considerazioni:
    1)In Grecia sommando (operazione discutibile da un punto di vista politico e statistico ma efficace per avere un idea complessiva della situazione) i consensi ottenuti da KKE e Syriza si va ben oltre il 30%.
    Francamente parlare di “sconfitta” mi sembra, nella migliore delle ipotesi, esagerato dato che si registra un significativo avanzamento delle forze (semplifico) “anti-troika”.
    E altrettanto francamente mi sembrava per lo meno ottimistico aspettarsi di più dopo mesi di terrorismo mediatico sul fallimento,la dracma,il debito che va onorato,l’argentina etc etc etc…
    Che poi il risultato sia stato incapace di produrre un cambiamento nei rapporti di forza tra classi,mi pare si tratti di un dato di fatto di palmare evidenza.

    E qui ci colleghiamo al secondo punto.

    2)Da sempre noi comunisti tendiamo,forse anche inconsciamente,ad offrire a noi stessi una rappresentazione semplificata della realtà nella quale da un lato ci siamo noi e le masse (poi un giorno bisognerà fare un dibattito sulla consistenza di queste masse che mi sembra essere ben inferiore a quanto prospettato dala fervida immaginazione di qualche romantico compagno) e dall’altro il capitalismo imperialista governato dalla borghesia plutocratica internazionale.
    E invece bisogna fare i conti con tutta una serie di categorie che definirei sistemiche,che cioè riguardano le modalità di conduzione delle lotte, il funzionamento dei sistemi nei quali ci si trova ad agire,le forme d’esercizio del potere da parte delle classi dominanti.
    E qui viene secondo me il punto debole del pur interessante articolo di cui sopra.
    In Italia,come in Grecia,come in tutti i paesi industrializzati a capitalismo avanzato i comunisti,non da oggi,ma da sempre,si trovano di fronte ad un problema non da poco che ha conosciuto interpretazioni fortemente diverse nella storia del movimento operaio.
    E cioè,riassumendo,decidere se accettare (semplifico) “il sistema”, pur proponendosi di superarlo “da dentro”,oppure proporsi di abbatterlo,di rovesciarlo rivoluzionariamente.
    Allora se si parla,come si parla nell’articolo,forse anche giustamente,di “cultori del cretinismo parlamentare” bisogna però anche avere il coraggio di indicare un’altra via…altrimenti si continua a marcire in un dibattito infinito e,cosa peggiore,inutile perchè incapace di prospettare soluzioni operative concrete.
    Si finisce cioè per lanciare il sasso e nascondere la mano.

    Se non si scioglie questo nodo qualsiasi mobiliazione,qualunque movimento,qualsiasi lotta è destinata a perdersi nel nulla.

  • Alessandro

    Sono molto d’accordo con l’ultimo commento di Dibba. Credo anzi che la questione sia proprio questa, e non le altre fittizie afforntate fino a qui (mi ci metto pur’io, ovviamente). Nel senso: ok, il KKE ha evidentemente fallito, ma l’alternativa al fallimento del KKE non è, semplicisticamente, quella insurrezionale di assaltare i palazzi del potere. O meglio, credere che fra riformismo e rivoluzione non ci siano passaggi intermedi che rendano possibile quest’ultima, è appunto una semplificazione schematica che nella realtà non esiste.
    Schemattizzando al massimo: fra l’opzione anarchica che protende direttamente verso l’assalto ai palazzi del potere (senza rendersi conto delle risposte che il potere potrebbe mettere in campo, prime delle quali l’esercito, nonchè senza programma politico organizzato), e la deriva elettoralistica-parlamentare del KKE, esiste una via di mezzo capace di fare i conti con la realtà (impossibilità di una rivoluzione violenta nel cuore dell’Europa monetaria), senza per questo adagiarsi nella sola logica istituzionale?
    Questa via intermedia non è però rappresentata da Syriza, che però non va demonizzata. Una vittoria dello schieramento anti-troika avrebbe favorito uno scenario potenzialmente favorevole all’ipotesi, se non direttamente rivoluzionaria, quantomeno di rottura con sistema capitalistico internazionale (cioè esattamente ciò che avviene nei paesi dell’america latina: un capitalismo antiglobalizzato, nazionale, con statalizzazione e nazionalizzazione dei mezzi di produzione, ecc..). Scusate se è poco, insomma. In questo eventuale schieramento la punta più avanzata non sarebbe più il Syriza di turno, ma le forze politiche che proporrebbero a quel punto una spinta in avanti verso la socializzazione.
    Ovviamente si tratta di un percorso difficilissimo, ma la Grecia in fin dei conti non c’è andata troppo lontana. Pensate a 2 o 3 punti percentuali in più, con l’Europa paralizzazata dalla vittoria anti-troika e la Grecia formalmente fuori dall’Euro. Uno scenario in fin dei conti probabile fino a qualche giorno fa. Purtroppo oggi tocca fare i conti con una situazione profondamente diversa.

  • Lorenzo

    Questa cosa dell’anarchismo ridotto a lanciar sassi veramente m’indigna.
    Come se non vi fosse alla base, alle spalle, un tentativo di rivoluzione innanzitutto culturale. Come se prima del tentativo d’assalto al Parlamento non vi fossero stati mesi e mesi di scioperi generali e di diffusa rivolta, di controinformazione, di solidarietà internazionale.
    Ora io arrivo e mi presento umilmente come parvenu dei movimenti, e vengo tacciato d’ignoranza, quando voi per primi cianciando “di abbattere, di rovesciare rivoluzionariamente il sistema” parlottate del KKE dimenticandovi di certe pratiche e posizioni quantomeno criticabili (e criticate infatti da più parti della medesima area comunista rivoluzionaria), e nel parlottar di Syriza par che manco v’accorgiate di stare a parlar di Ferrero e di Vendola, praticamente. “Bisogna costruire Syriza anche in Italia”, scrive infatti il primo dei due sul Fatto Quotidiano ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/bisogna-costruire-syriza-anche-in-italia/268503/ ), commentando il risultato delle elezioni greche. S’è svegliato, e va a dare il buongiorno a gente che è più di là che di qua ma che lui crede di ritrovarsi in casa, grillini, travagliati, savianofili, santoriani.
    Ma noi (posso dire noi? Oddio, più non saprei!)? Dopo il G8 dei Casarini, Caruso e Bertinotti, dopo sinistri arcobaleni e passamontagna multicolori, dopo il vendolismo basato sull’alleanza col Pd, dopo gli scioperelli CGIL – ancora questa settimana – di due orette (!!!), dopo le tende di Occupy esaltate da Scalfari su Repubblica e gli inviti alla delazione pubblica per far arrestare i ‘black bloc’, perfino dopo le mazzate inter nos da me qui denunciate…stiamo ancora fermi qua?
    “Una vittoria dello schieramento anti-troika avrebbe favorito uno scenario potenzialmente favorevole all’ipotesi, se non direttamente rivoluzionaria, quantomeno di rottura con sistema capitalistico internazionale”? Ma se scrive Karla, giustamente: “Cosa pensava la sinistra che, in caso di successo, la borghesia imperialista si sarebbe tranquillamente tolta da torno (…)?”! Mi domando stupefatto come si possa ancora immaginare una rivoluzione per via elettorale, quando si vota proprio per senso d’irresponsabilità, per impreparazione politica, per abitudine, per potersi poi sedere sugli allori! Il cambiamento lo ha segnato semmai, qua come là, l’astensionismo dilagante, unica vera novità.
    Diamine, qua ad ogni rivolta a suon di molotov Militant grida alla dignità della insurrezione popolare, dopodichè ritorniamo a preveder percorsi già superati? Sbaglio o ci vedo ancora una rincorsa al meno peggio? Oppure state immaginando una sorta di mix italiota di Sinistre Critiche e partitucoli falce & martello, con facce nuove e tanto ghiaccio? Non vedo i “passaggi intermedi” insomma, solo una frantumazione eterna che ci rende sempre più disgregati e ci abbandona a polemiche sterili e risentimenti pericolosi.
    Forse, fra preparazione rivoluzionaria o preparazione elettorale, la soluzione resta la propaganda culturale: ma allora il problema resta la voce che non si ha, la volontà unitaria che non si ha…i tanti altri fattori che non si hanno e che permettono che vi siano sempre pochi rivoluzionari incazzati, troppa confusione e molti schiavi felici del tutto inconsapevoli. E se oggi, fra gli incazzati, ci si limita a guardarsi in cagnesco, non vorrei domani i confronti a bastonate, che fan gli schiavi ed i potenti, oltre che felici, anche sorridenti.

  • decathlon

    bene lorenzo
    poi intraleggo una certa poesia e rima
    che mi rassicura sulla tua buonafede.
    io oltre a ripetermi fino alla noia
    continuare a propagandare idee vecchie e fallite
    è deleterio, perchè non si ah più il polso della realtà.
    i linguaggi sono cambiati, i caratteri, la vita quotidiana e anche i nuovi militanti non capiscono più concetti per loro lontani ed astratti.
    a questo mi soffermo sull’ultimo messaggio di alessandro.
    nel 2012, con l’ignoranza e poco cultura giovanile figlia di una distruzione della scuola e dell’abbattimento di valori e punti di riferimento (non solo famiglia…percarità democristiana) ma nelle amicizie, fiducia nel prossimo, rispetto altrui, rispetto di animali e della terra..tanto per…
    perchè poi non è un caso se i groppuscoli più radicali, oltre che anarcoidi sono quelli vegani, biciclettari…appunto sempre in prima linea..sul pezzo..a intedere rivolta sociale come abbattimento di status quo che per chi ci sta dentro…operai, call centeristi, precari e a progetto (rispetto si..ma umiltà e amor proprio pure) è difficile da sottrarsi e vedere oltre, perchè troppo ancora legati a tematiche di comunismo inteso come salvare tutti..che è giusto..ma poi nel tutto ci metti militari, poliziotti, nazisti, torturatori e macellai di animali..
    e allora ecco che mi saltano all’occhio le parole di alessandro:
    tu parli di nazionalizzazione, socialismo.
    ok belle parole e concetti, ma se andiamo a vedere dietro hanno aperto le porte a concetti di xenofobia, armeria di difesa e “protezione civile”..lontani anni luce a tentativo di comuni per tutti, di unità di cooperazione e nuovi percorsi per nuove sperimentazioni.
    sembra che repubblica a volte prenda spunta e scopiazzi militant, non è la prima volta che escono per coincidenza articoli e reportage a riguardo.
    oggi un interessante panorama alla servizio segreto sull’aere nera europea in espansione..curioso proprio il giorno dopo della fiera del pallone dove un’italia vittoriosa ha rifato viaggiare cittadini con il tricolore, senzo di patriottismo..dopo le prediche di respect-fairlplay e tolleranza da parte di apparanti come uefa-fifa e calcio business (anche qui toccata sull’argomento ultras e genova)che invece succhiano la vita di schiavi dentro le varie corporations di nike e simili, trucidano cani per pulire le strade, birre, distrazioni di massa durante le giornate di decreti e g20 europei, scommesse e laboratori di controlli di massa.
    ecco che allora oltre che linkarvi gli articoli, sembrerebbe che la rivolta sociale oltre che transmondiale e di transazione monetaria e bancaria, stia diventando facile per una ideologia che si è sempre più ingrandita e fatta forza nelle stesse ideologie ambigue riportate da alessandro..ma figlie di vendola-bertinotti-cgil-prodi-d’alema….senza spingere sulle ultime malefatte di soldi rubati al popolo, aiuti bancari, massoni e club di potere intrallazzate tra loro, guerre umanitarie dove solo…ahimè…i “neri” senza avere obblighi e ricatti di bandiere o partiti..si sono sempre schierati per la libertà e la pace universale, pagando in arresti, carceri pesanti e morti strane, senza mai piangere, senza mai essere vittime di una lotta che va da prima e andrà anche dopo l’estinzione di questa umanità.

    http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/06/28/news/vento_di_destra_in_europa-38130135/?ref=HREC1-1

  • ammetto che non ho letto tutti i commenti, lo farò, prometto, ma….. a manica de eurocentristi… stanno a fa colpi de stato e tentativi in tutta l’america latina e non ve ne frega un cazzo???? e daje compà!

  • daniele

    @hoo_liang
    sul blog ci sono i post, e i post generalmente hanno un tema.
    Non è che si può sempre andare a parare da altre parti…
    E’ come se dicessi che , riferito alle mazzate tra i compagni greci io me ne uscissi che anche i Italia, anche a Roma alcuni compagni hanno dato mazzate ad altri compagni (tra l’altro NON anarchici) e comunque non sono stati isolti dal movimento (cosiddetto) romano…

    trovo sterile la diatriba giovani/vecchi, nuovo/antico…

    In particolare non capisco oggi cosa voglia dire…
    Mi sembra che le società capitalistiche agiscano in maniera gattopardesca, cambia tutto per far rimanere tutto uguale.
    Nella società possono cambiare atteggiamenti,umori,aspettative,modi di comunicare e di produrre… poi alla fine c’è sempre un plusvalore da tirar fuori, riassetti societari con licenziamenti, privatizzazioni, speculazioni, costruzioni di carceri, ecc.

    Bisogna “solo” trovare il modo di inceppare il meccanismo e sostituirlo con un meccanismo di cui gli esseri umani non ne siano un ingranaggio

    E di sicuro oggi le rappresentanze parlamentari non vogliono/possono assolvere a questa funzione.
    Ergo lavorare diffusamente affinchè le persone (vogliamo dire i proletari? e diciamolo!) riacquistino la capacità di decidere senza mediazioni ormai impudritite sul proprio posto di lavoro, nei territori e incidano veramente sulla politica a livello generale.

    Poi ahò, se arriverà il partito che ci porta per mano sui monti ben venga…ma non c’è stato nel ’45 dubito che a breve avremo una tale formazione politica…

    e ora forse per preparare il terreno al mondo che verrà non c’è bisogno di un partito ADESSO….magari tra 3/4 decadi, e non sarà come le forme partitiche a cui i compagni giovani e vecchi ci hanno abituato fino ad ora…

    io comunque ci credo poco

  • kzm

    ciao a tutt*
    ho letto il post e un po’ di commenti. interessante la discussione pro/contro riots. mi è tornato in mente il 15 ottobre scorso, la piazza, e le discussioni che ne sono seguite, per non parlare di delazioni e caccia al black bloc. ho ripescato cosa diceva militant in quei giorni:
    http://www.militant-blog.org/?p=5684
    giocando un po’ con l’immaginazione, direi che se a roma c’era il servizio d’ordine del kke (invece che quello del pd – ihih!) sarebbero volate un bel po’ di mazzate in più. insomma, non per polemizzare, ma mi sembra di vedere anche qui su militant (forse sbaglio) una contraddizione nelle analisi di ciò che avviene in grecia e ciò che avvenne a roma.

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>