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Rispettiamo solo i pompieri!

Per protestare contro le misure di austerità e l’aumento dell’età pensionabile centinaia di pompieri belgi hanno assediato il palazzo del governo innaffiandolo con gli idranti che poi sono stati rivolti contro la polizia. Quando si dice l’esempio. La Grecia brucia, il Belgio s’allaga… solo in Italia non succede un cazzo.

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31 comments to Rispettiamo solo i pompieri!

  • Operaio San basilio

    il pompiere paura non ne ha!

  • Mastino

    è da prendere come esempio per le prossime manifestazioni.
    cmq in italia non succede veramente mai un cazzo…qui gli facciamo passare ogni cosa, chi sa che succederà.

  • Alessandro

    No, non è vero che non famo un cazzo, ma che dite! In Italia ci sono le acampade sotto le chiese, poi abbiamo i draghi ribelli, poi ci sono le riunioni e le assemblee megapartecipatissime orizzontali antiautoritarie antisessiste, poi ci sono i momenti di approfondimento e le discussioni…avoja a cose che facciamo!

  • Alessio

    Beh oddio, proprio un cazzo no… 14 Dicembre, 3 Luglio, 15 Ottobre sono belle date… Peccato che capitino poche volte!

  • tronco

    Come non succede un cazzo? Nevica!

  • Mastino

    ci dovremmo impegnare tutti di piu,perche alla fine le possibilita ci sono,ho l’impressione che manchi quel qualcosa che faccia capire alla gente che non è ora di sperare, forse si aspetta solo l’esido finale se ci salviamo o no chi lo sa.
    concordo con alessio sono state date importanti durate un giorno, si dovrebbe pensare a qualcosa di piu lungo, qualche giorno ma la gente è troppo impaurita da non perdere il lavoro che non ci sarà, anche se basterebbe che capissero che forse a breve molta gente perderà il lavoro.
    come lo vedete il futuro italiano?

  • Carunchio

    Ahah che stronzi che siete. La Grecia brucia e contemporaneamente autogestisce GRAZIE alle assemblee antiautoritarie.

  • Sì, però i pompieri partono un po’ avvantaggiati; che so io, proviamo a immaginare se il 15 ottobre o in Valsusa ce li avessimo a disposizione, degli idrogetti a 150 atmosfere. Sai ganzo! Se poi, sempre tipo il 15 ottobre, i pompieri facevano a meno di spegnerli, certi incendi…insomma, rispetto sí, però con juicio!

  • Alessandro

    @ Carunchio
    Si ma infatti quelle sono uno strumento per fare politica, non il fine ultimo del fare politica come qua. Qua vige la regola ferrea dell’assemblearismo: organizziamo una riunione per indire un’assemblea per poter decidere quando fare la prossima riunione che deciderà il successivo convegno per produrra il documento che lancerà la prossima tavola rotonda che prevederà gruppi di lavoro che organizzeranno riunioni che serviranno per lanciare assemblee per poter promuovere dibattiti.
    Questo è il movimento italiano: una lunga assemblea permanente fatta di liderini che amano ascoltare la propria voce.
    Il tutto inframezzato da un corteo pacifico ogni 4 mesi. Se poi per disgrazia il corteo degenera, è la scusa giustissima per non fare più il corteo, altrimenti romperebbe il flusso di riunioni in agenda

  • NameRequired

    L’ultima volta che è stato fatto qualcosa (15 ott) il fatto più importante post è stato semplicemente lo scazzare fra noi e spalare merda su ogni struttura al di fuori del proprio orto. (non dico su questo blog che anzi è riuscito a uscire da questo “giochetto” e ha fatto analisi critiche e lucide)
    Non sorprendiamoci se la Grecia brucia settimanalmente e noi famo sti exploit e basta se ad ogni assemblea il problema maggiore è guardare quante occhiatacce se tirano in giro.

  • splash

    Wow, pensa se si incazzano i carpentieri con le betoniere!

  • senzanome

    Volevo far presente ai lor signori militanti che nel frattempo che voi vi arrovellate il cervello in pensieri ciclici non produttivi e non riscontrabbili nella realtà (dette pippe mentali) la gente si è rotta il cazzo, hanno rotto il cazzo le assemblee orizzontali dove nessuno prevale (teoricamente) IL POPOLO ESIGE UNA GUIDA,non un’assemblea del cazzo o manifestazioni violente o pacifiche,il popolo esige una guida,qualcuno in cui credere,non in un presunto movimento(che cazzo mi rappresenta una riunione antisessista? mica stamo a parlà di chi deve lavà i piatte o cresce i ragazzini)qui si tratta di prendere coscenza,capire che non siamo più nel ’77 (in cui molti di noi non erano nemmeno nati)e prendere coscenza che il popolo per essere forte deve essere UNITO,co una bandiera e una tradizione da ONORARE e RISPETTARE come simbolo del popolo Proletario e Socialista tutto,e non cazzate anti-(cosa a caso su cui creare conflitto interno) iperframmentate in minicircoli del bridge universitari antispecisti (?) inzomma,basta circoletti de 50 persone e si alla riunificazione del popolo con il partito(quello vero,sovietico).Vi saluto con : Adda turnà baffone!

  • Pipo

    Senzanome <– interessante posizione di stampo nazionalista, con i più classici elementi del disprezzo per ogni funzione intellettuale, da essere sussunta invece alla fede nell'uno, forte, guida incontestabile.
    In Italia abbiamo già visto questo processo divenire ufficialmente egemone nell'anno 22 del ventesimo secolo e mi pare che non manchino seguaci di questo guazzabuglio di idee semplicistiche, enzimiche più che dei neuroni. Buone a difendere ogni potere in atto.
    Per dirtela più semplice, dell'idea di popolo, patria, onore, rispetto, tradizione, guida sovrasensibile, i fascisti se ne fanno un vanto.
    Non è che hai sbagliato indirizzo? Persino come provocazione è fiacca.

  • Militant

    @ senzanome
    parli di tradizione, di unità, di “guida”…secondo noi sei semplicemente un coglione.
    Così, tanto per chiarire come la pensiamo in merito.
    Ovviamente è l’ultimo commento che lasci qua sopra.

  • perchinonsaparlare

    @militant secondo me il compagno senzanome si è espresso male. In effeti è vero , serve un partito che sia l’avanguardia del proletariato. Ma con tutto il rispetto per l’esperienza dell’urss e di quella della grande guerra patriottica e con tutto l’antirevisionismo possibile , voi m-l e pmlini e cazzereli vari dovete smetterla con questa fissazioni sulla storia passata e su quella cazzo di frase “addà venì baffone”. In mezzo mondo movimenti proletari che s’ispirano al pensiero di Marx , di Lenin e di Mao stanno facendo una grande battaglia contro tutti l’imperialismo . E noi parliamo di “assemblee” e di “orti” . La lotta armata ci vorrebbe , altro che assemblee antisessiste…..

  • daniele

    Per tutti quelli che tirano in ballo l’antisessismo…
    l’emancipazione reale e autodeterminata delle donne è una pratica che mina alla base i rapporti di potere ANCHE del capitalismo…
    carletto diceva che la donna è il proletariato dell’uomo, quindi per cortesia evitate scivoloni sia nei blog che a maggior ragione nelle assemblee.

  • Brigante

    Scusatemi non per fare l’avvocato del diavolo ma penso di essermi perso qualche pezzo…dove sarebbe stato tirato in ballo l’anti-sessismo nel post? E dove sarebbe stato espresso l’appoggio alle assemblee orizzontali bla bla bla…?

  • quechua

    la situazione critica la vedo solo a roma città, nel resto d’italia c’è molto fermento e convinzione.
    le assemble si fanno ovunque, sicuramente il vuoto che c’è è dovuto anche alla grandezza della città, alle difficoltà di spostamento e altre beghe interne tra gruppi, invidie, litigi vari.
    però mi chiedo, se qui non scoppia niente, tranne le date citate, sarà perchè alla fine, bene o male, stiamo messi meglio degli altri.
    noi ci possiamo permettere di andare in grecia e dare supporto, noi ci possiamo permettere di salire in valsusa, insomma abbiamo quei soldi che ci permettono uno stile di vita migliore qualitativamente, di viaggiare, mangiare, dormire sotto un tetto.
    ecco che sottolineo che la rivolta, se avverrà qui, verrà portata avanti da quella classe/non classe di invisibili, che non ha colori e bandiere politiche, che arrivata alla fame e alla disperazione o risponderà “criminalmente” (ed è questa la grande differenza tra italia e grecia, noi abbiamo le massime organizzazioni criminali mondiali) o risponderà in sommosse senza regie e guide sfruttando magari date e luoghi politici.
    noi cosa dobbiamo fare?
    non scegliere se lenin o mao sono meglio di bakunin o i fotovoltaici o le comuni o i vegetariani,
    ma semplicemente attendere e sfruttare i passi falsi del governo, si spera però senza regalare arresti e denunce ai magistrati indebolendo le truppe di resistenza.
    sono dell’idea che la grecia, atene in primis (lontano come ricordi dalla spagna di granada) ci sarà di aiuto nel capire i passaggi successivi per uscire dalla crisi speculatrice di chi vorrebbe MILITARIZZARE e rendere finanza e profitto tutto.
    ultimamente cileni e nordeuropei (svezia e olanda) e francesi ci stanno illustrando nuove alternative e forme di lotta efficaci e di facile apprendimento.
    ognuno a modo suo, la mission e causa è la stessa da sempre.
    con onestà, sincerità, coraggio e altruismo sempre.
    hasta la victoria

  • Alessandro

    @ quechua

    Non credo siano (solo) le mere condizioni oggettive di classe a determinare il livello dello scontro fra classi. Oggi staimo notevolmente peggio di dieci o venti anni fa, eppure questo peggioramento non ha portato ad un innalzamento del livello del conflitto.
    Negli anni sessanta-settanta l’Italia era diventata da pochi anni unn grande paese industriale e ricco, eppure il benessere conquistato anche dalle classi lavoratrici non ha impedito a queste di esprimere parte del loro potenziale rivoluzionario molto meglio di oggi.
    Dunque, secondo me, non sono solo le condizioni oggettive (cioè le condizioni materiali che si trova a vivere la classe), ma anche, e forse soprattutto le condizioni soggettive della classe, cioè la sua organizzazione e i suoi obiettivi politici.
    Oggi, a fronte di un peggioramento totale delle condizioni di vita della classe, questa non ha ancora nè l’organizzazione politica e/o sociale adatta, nè gli obiettivi chiari per poter promuovere il conflitto.
    Poi, a mio modesto avviso, questo conflitto nei luoghi di lavoro ancora si esprime, il problema è che non viene “politicizzato”, cioè generalizzato e appoggiato da altre categorie sociali che invece negli anni passati lo facevano.
    Dunque, per arrivare a un livello di mobilitazione simile a quello greco, più che impoverirci ulteriormente dovremmo avere un partito, o almeno un’organizzaizone, paragonabile a quella del KKE, un sindacato paragonabile al PAME, un lavoro politico di queste organizzazioni che inneschi il conflitto di classe. Tutto questo manca in Italia oggi, non le condizioni materiali della svolta. Mancano le condizioni soggettive.

  • quechua

    alessandro,
    mi sarei spaventato se fossi d’accordo con me.
    sicuramente tu sei stato in grecia e conosci la questione greca a livello di conflitto e sindacati,
    ma almeno tra noi dobbiamo essere franchi e onesti.
    cosa ha portato il kke e il pame di positivo?
    la grecia si sta salvando grazie a loro? uscirà dalla morsa dello stato di polizia, dalle torture carcerarie, dalla crisi?
    non credo e non sono certo felice nell’ammetterlo,
    è il concetto di sindacato e di fazione politica che è perdente oramai nel 2012.
    è ovvio che la base deve essere antirazzista e antifascista (allargando il bacino di nemici a capitalisti, manager, banche, xenofobi, leghisti nel nosro caso, sindacati corrotti, militarizzazione, carceri, inquinamento, caste), ma non bisogna cadere nella trappola e nella logica di contrasto tra partiti e movimenti stessi, osannando vecchi credi che alla lunga hanno fatto il gioco del rubabandiera e hanno fatto finta di contrastarsi a vicenda.
    in grecia, ricorderai di frizioni e scontri tra rossi e rossi/neri, tacciati questi ultimi come infiltrati, che distruggono tutto, che fanno solo violenza, fascisti, sabotatori, feccia senza ideali, nichilisti etc etc.
    alla lunga hanno vinto i secondi, perchè loro non fanno tifo per un partito o filosofo o ramo politico.
    perchè non sono come la stampa e massmedia li dipinge, perchè è una lotta lunga e dura che va avanti da quando esiste l’uomo.
    noi dobbiamo capire questo..
    che se il mostro lo vogliamo abbattere non possiamo ancora litigare se usare i libri di uno e non dell’altro, se eliminare anarchici o tali perchè non accettano leader comunisti o un servizio d’ordine interno, che lavorare serve per piegare una società basata sul lavoro, che gli orti e i forconi sono solo per paraculi e figli di papà o peggio mafiosi etc.
    i cileni hanno ben spiegato la loro visione, il popolo unito, tutto, deve contrastare il nemico senza perdersi in guerre e conflitti interni, dividendosi e indebolendosi, forse per loro è più facile capire questo passaggio perchè sono figli oltre che d una repressione e genocidio locale, sono anche figli di una stirpe da sempre “sfruttata” e colonizzata, al contrario nostro che volente o nolento facciamo parte di quell’occidente o europa che usa e è complice di divisioni razziali e culturali, che si basa sul principio di superiorità e di impero.
    “bisogna aumentare la ferita fino a farla diventare mortale e non rischiare che il nemico abbia il tempo di curarsi”.
    io ho paura che qui a roma, ma anche nel resto d’italia ci siano troppe differenti visioni e contrasti, che è il gioco del sistema del dividi et impera.
    si cade ancora nell’errore di vedere fantasmi terzaposizionisti ovunque, infiltrati, complotti, logiche religiose.
    si accusano pacifisti per essere troppo passivi, chi vuole il ritorno dei soviet militari, chi vorrebbe girare nudo e senza regole, chi si accontenta della free joint, chi vuole combattere senza usare le armi e chi si è isolato in modo eremita senza voler più avere niente ache fare con il mondo esterno ( e qui risottolineo il termine “brigante”).
    potrei fare tanti altri esempi che tutti sanno perchè lo vivono quotidianamente.
    io ripeto, aspettiamo gli eventi greci, nel frattempo continuamo a studiare, rileggere la storia, trovare nuove o vecchie strategie vincenti, ma non fossilizziamoci che il comunismo è la salvezza e il resto è zero, non convinciamoci che solo con la violenza e la guerra si risolverà la questione, sarebbe un grosso sbaglio dovuto alla giovane età e fomento iniziale.
    vivere per sostenere i carcerati e le famiglie dei morti non è nè rivoluzione nè resistenza..
    ma è PERSEVERARE..e quindi DIABOLICO.
    ieri per sbaglio ho ascoltato le parole di celentano.
    borghese e filo istituzionale, attore e cantante,
    mi sono rimasti impressi solo 2-3 cose.
    don gallo (per chi è stato a genova sà cosa ha fatto), navi da guerra tedesche e francesi, vita e non morte.
    occhio..che in giro aumentano i proselitismo new age e qualcuno, anche nostro, ci sta cascando dentro con tutte le scarpe.

  • senzanome

    @perchinonsaparlare Purtroppo è vero,mi sono espresso male risultando diciamo pure offensivo e non poco coglione,chiedo scusa al collettivo Militant e a chiunque ha dato fastidio il mio post.Comunque il mio intervento non voleva rimandare minimamente al fascismo ne tantomeno voler denigrare funzioni intellettuali,che anzi reputo necessarissime per una “rivoluzione culturale” più che necessaria in una società che fa ancora uso di feticci e status symbol vari,o rilegare l’antissessismo a “chidevefareipiatti”,purtroppo mi sono lasciato andare un po troppo,aggevolato dall’anonimato di internet e dalla delusione scaturita da delle situazione vissute “politicamente” negli ultimi mesi,a una dialetticca molto spicciola e semplicistica,non che a tratti offensiva.Comunque se me ne darete modo mi spiegherò bene,quando dico che gli intellettuali devono smettere di farsi le pippe mentali non voglio dire che devono smettere di fare dibattiti o le mille altre cose che fanno,semplicemente reputo che la situazione sia urgente,quindi di lasciare in sospeso delle questione che possono essere l’antisessimo o il confronto orizzontale,per sviluppare un nuovo movimento molto più ramificato nei strati sociali più bassi ( i primi a pagare la crisi) con concetti più semplici,non perché gli altri concentti siano sacrificabili al fine di una rivoluzione,ma semplicemente rendere il “movimento” o meglio i concetti del “movimento” più sintetici,perché guardiamo la realtà,possiamo spiegare in 10 minuti a un lavoratore qualsiasi ( 10 minuti credo che sia il tempo che effettivamente danno molte persone a tali questioni) le argomentazione che dovrebbero spingerlo a entrare nel “movimento” e dare la sua fiducia (ricordiamo che l’uomo medio ormai non ha fiducia in nulla,basta parlare 30 secondi con chiunque in metro) invece l’argomentazione delle tradizione e bandiere da onorare,quello è un fatto puramente etico mio personale,infatti credo che le tradizioni intese non come le intende la lega,una cosa chiusa in se senza sbocchi o finestre,ma come un’insieme di rituali e custumi a far riconoscere il ploretariato con se stesso ormai sempre più chiuso e isolato che sogna fetticci e status symbol(un’esempio l’i-phone simbolo dello schiavismo e del capitalismo più sfrenato) la bandiera intendevo la bandiera rossa,non più vista come una cosa da sventolare nelle marce “pacifiche” ma come simbolo di raduno del proletariato nella lotta per una società più giusta,per concludre,credo che il problema per cui l’italia non si risveglia è che manca un’identificazione comune di classe e la sensazione che tanto nulla mai cambierà,in quanto burattini nelle mani di qualche massone mafioso amico di qualche lobbysta della banca centrale,e che l’unica soluzione sia risvegliare un senso sia patriottico (socialisticamente parlando) e sia di un senso di appartenenza alla classe lavoratrice. il addà turnà baffone era una battuta triste che rimandava ai toni della lettera appena scritta troppo nazzionalista.

  • Militant

    @ senzanome

    Ecco, diciamo che se correggi il tiro ed eviti sproloquio nazisti, puoi intervenire nuovamente. Diamo per buona la tua buona fede, stavolta. Parlare di “popolo che esige una guida” non ha senso nè storico nè politico, a meno che la tua visione del mondo non sia fascista. Il popolo (?) non esige nessuna guida, semmai sono i lavoratori che si organizzano autonomamente e si strutturano in organizzazioni politiche, si danno autonomamente le proprie forme organizzative che ritengono più efficaci e che il tempo e il contesto determina. Anche nel caso delle avanguardie. Se per guida(!) intendevi un partito o un movimento organizzato, anche questi o nascono in seno alla classe o sono intimamenti fascisti – cioè autoritari – non c’è una via di mezzo.
    Diamo per buono che volevi intendere guida in senso collettivo, perchè se per guida intendevi *l’uomo* solo al comando ti ribanniamo prima di subito.

    In secondo luogo, altra logica intimamente (o cripticamente) fascista è parlare di “unità di popolo”, descrivendo la società come un *uno* unito e armonico, attaccato da chissà quali agenti esterni, che romperebbero l’armonia che invece regnerebbe. Una cosa aberrante, idealista, criptonazista. La società è attraversata da contraddizioni ineliminabili, il famigerato popolo(?) è diviso in classi che si scontrano direttamente e indirettamente. Non esiste armonia e pace fra classi differenti, il popolo non è unito per niente, è pieno di contraddizioni, scazzi, liti, lotte, guerre e prevaricazioni, e il nostro compito non è quello di ridurle e annullarle, ma nel farle emergere e scoppiare. Il nostro compito dovrebbe essere creare conflitto nella società e nel “popolo”, non riunificarlo su basi ideali.

    Terzo poi, parlare di bandiera(!!!) o di tradizioni da onorare(!!!!), ma che è, il nazismo magico?
    Le tradizioni, a differenza della cultura, sono un insieme di atteggiamenti e imposizioni del potere che si reiterano nel tempo diventando luogo comune imposto (appunto), che non nasce dal seno delle popolazioni povere. Le tradizioni sono le forme con cui il potere santifica e cristallizza la propria organizzazione reticolare (Gramsci). Non c’è nessuna tradizione da difendere, la tradizione è un concetto di destra, di una destra organicista se idealista che noi dovremmo combattere.

    Questo, per rispondere su ciò che aveva suscitato in noi qualche dubbio sulla tua spontaneità o “inconsapevolezza” di certe tue affermazioni.

  • tree

    Comunque, volendo sforzarsi di leggere tra le righe, i concetti non mi sembrano tanto sbagliati, parte delirante esclusa. Il fatto che ultimamente(?) la sinistra extraparlamentare non abbia un partito unico supportato da una forza eterogenea ma unita mi sembra vero. E anche quando senzanome parla di antisessismo etc penso volesse dire semplicemente che queste questioni non fanno focalizzare l’attenzione sui problemi SERI che stiamo vivendo, non che l’”antisessismo” non meriti attenzione, ma insomma, senza fare retorica, pare di secondo piano.

  • tree

    p.s. che poi qui il sessismo c’entri un c!#@? è un’altra storia..

  • Pipo

    Non potrei essere meno d’accordo con quanto detto: il sessismo è solo uno dei modi di esprimersi del conflitto di classe. Un modo particolare che riguarda la parte femminile della classe e che si palesa nella società informando di se le relazioni tra le persone, feticizzando le donne in merce che a sua volta è feticizzata, in questo modo restituendoci esattamente il rapporto sociale che caratterizza lo sfruttamento delle lavoratrici.
    Quindi ritengo l’antisessismo molto utile per rendere evidente come non esista quell’organismo armonioso, che si ipotizza non funzionante solo per inquinamento esterno, ma invece è un corpo pieno di frizioni, scontri, iati, in una parola: conflitti.
    E per evidenziare chi, in questi conflitti, sta da una parte e chi dall’altra.

  • Alessandro

    @ quechua
    “noi ci possiamo permettere di andare in grecia e dare supporto, noi ci possiamo permettere di salire in valsusa, insomma abbiamo quei soldi che ci permettono uno stile di vita migliore qualitativamente, di viaggiare, mangiare, dormire sotto un tetto.”

    Oggi i tifosi del PAOK a Udine sono 5.500…non mi sembra che anche i greci non si possano muovere…come vedi le situazioni e le motivazioni di certe rivolte sono un tantino diverse

  • quechua

    vabbè se il tuo termine di paragone sono i tifosi di calcio allora lasciamo perdere.
    quindi questi greci sono gli stessi che bruciano banche e teatri però osannano i giocatori miliardari, il dio denaro di sky e la mafia delle competizioni di calcio e tutto quelloc he gira intorno dagli sponsor alle multinazionali, vips e sicurezze??
    ti ricordo che la grecia ha 11milioni di abitanti, a manifestare erano 1 milione.
    togli bambini, anziani, il resto sono borghesi, istituzioni, militari e poliziotti, oltre che fascisti.
    brutta cosa gli stadi e chi li frequenta.

  • Alessandro

    @ quechua

    No, ti rispondevo solo in merito al fatto che, secondo te, noi non protestiamo perchè ci possiamo permettere ancora cose che i greci non possono più permettersi, tipo gli spostamenti anche internazionali. Come vedi, sei stato smentito subito. Non sono (solo) le condizioni materiali che determinano la consapevolezza di opporsi a un determinato sistema. Altrimenti in Africa avremmo già avuto il comunismo, ma non da oggi, da secoli.

    Altra cosa, le tifoserie organizzate sono le prime che stanno anche in piazza nei cortei e negli scontri greci. Dovresti informarti meglio.
    Oltre a questo, ignorare quello che avviene nelle curve è tipico di un certo snobbismo elitario di sinistra che ha prodotto mostri in questo ventennio, primo dei quali consegnare gran parte delle curve alle destre, cosa che infatti negli anni settanta e ottanta non esisteva (a parte poche realtà), visto che i compagni stavano pure nelle curve.
    Secondo dramma, l’incapacità di una certa sinistra di capire ciò che accadeva e accade nel mondo giovanile, che si autorganizza per tifare una squadra. Sarà sbagliato forse, ma una parte di proletariato si è spostata dalle piazze alle curve, mentre una certa sinistra si è spostata dalle curve agli uffici nel giro di pochi attimi
    Brutta cosa la sinistra dei salotti.

  • s

    “brutta cosa gli stadi e chi li frequenta” è il modo di ragionare della sinistra da 20 anni a questa parte.
    poi ci meravigliamo del perchè le curve si siano fascistizzate, del perchè non riusciamo più a comunicare con degli strati sociali che dovrebbero essere i nostri primi interlocutori.
    meglio aspettare che il fato li faccia convertire alla nostra causa, vero? che desolazione.

  • quechua

    ma francamente spero che militant intervenga una volta per tutte sull’argomento stadio.
    perchè poi il 15 ottobre gli stessi osannavano o disprezzavano chi ha partecipato agli scontri,
    quindi deciditi se gli ultrà sono buoni o cattivi.
    l’esempio greco era per coerenza.
    se tu manifesti per la crisi, ma trovi 100euro per farti una gita a udine, sei fesso e pure poco credibile.
    poi sulla diatriba curve e altro, lascio fare.
    quel proletariato o strato sociale non è quello che farà la rivoluzione, li stessi che fanno saluti romani e buu razzisti poi si fanno le canne e dall’altra parte chi predica comunismo e anticapitalismo, spende soldi per uno sport che non ha pià niente di sport ( è come se volessi comunicare o rendere militante chi spende soldi ai gratta e vinci o alle slot machine, dai su, facciamo i seri, mica puoi salvare tutti e dare a tutti un alibi, cazzo.)
    alessandro lascia stare veramente.
    forse sei piccolo, gli anni 70 di ultrà avevano poco, era tutta autonomia e spontaneismo, poi la tv e paparelli hanno cambiato tutto, dai nazisti in curva a chi ora parla alle radio.
    ma non avevate una biblioteca ultrà a san lorenzo?
    e che cazzo ma non vi ha insegnato niente quel brav uomo di marchi?
    salutatemi l’ardita và…altro che salotti.

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