APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

10 December :
1973 - A Torino le Brigate Rosse rapiscono il capo del personale Fiat Ettore Amerio

STATS

Solo l’ultimo di una lunga serie…

Questa volta a far nascere l’ultima polemica sulla Resistenza sono state le celebrazioni per il centenario del palazzo del Viminale. Per questa occasione, infatti, è stato presentato un filmato – prodotto dalla Rai, anche se non siamo riusciti a capire di chi sia stata la consulenza storica – in cui il periodo ’43-’45 della storia d’Italia è stato definito come “guerra civile” (leggi). Subito gli scudi si sono levati dall’Anpi e dal “mondo politico”, ovvero da Pd, Idv e addirittura Fli: i quotidiani di centrosinistra hanno definito l’uso di questa espressione come “gaffe”, “errore storico”, addirittura “clamoroso strafalcione storico” (vedi). Ma è davvero così?

Da parte nostra, abbiamo più e più volte affermato che siamo d’accordo con l’interpretazione di Claudio Pavone, che vede nella Resistenza una guerra di liberazione nazionale, una guerra di classe e anche una guerra civile (leggi). Parlare addirittura di errore storico ci sembra eccessivo. Sono – a nostro avviso fortunatamente – finiti i tempi in cui la definizione di “guerra civile” richiamava solamente l’opera del missino Giorgio Pisanò, che l’aveva scritta per riconoscere pari dignità ai fascisti. Vent’anni e più di ricerca storiografica hanno riconosciuto che la Resistenza fu anche guerra civile, una guerra civile iniziata nel ’20-’21 e finita solo nel ’45, una guerra civile che – come tutti i conflitti fratricidi – è stata caratterizzata da quel “di più” di violenza che si è poi manifestato, prevedibilmente, nell’immediato dopoguerra, in quelle eliminazioni di fascisti per cui, lo diciamo chiaramente, non proviamo alcun rimorso. Come abbiamo già avuto occasione di dire, consideriamo l’interpretazione di quanti hanno sempre negato che si sia trattato anche di guerra civile parzialmente responsabile della mancata comprensione del dopoguerra, di quella mancata comprensione che ha aperto le porte al revisionismo.

Questo non vuol dire, ovviamente, che consideriamo completamente corretta l’interpretazione del filmato istituzionale: si è trattato, evidentemente, di un filmato superficiale e parziale, perché delle tre caratterizzazioni della Resistenza di cui abbiamo parlato sopra si è presa in considerazione solo quella che poteva far più piacere ai fascisti. L’omissione più importante, tra l’altro, riguarda probabilmente il dopoguerra: non una parola, infatti, sembra sia stata dedicata ai sette anni (1947-53) di repressione antipopolare, antiproletaria e anticomunista che è stata portata avanti da Scelba, con un conto di morti, feriti, arrestati e leggi eccezionali che non aveva nulla da invidiare al regime fascista.

Davvero paradossali, però, sono stati i commenti del cosiddetto “mondo politico” di cui parla “Repubblica”. Lasciando stare l’Anpi – che ha sempre negato la definizione di “guerra civile”, giungendo a dichiarazioni forzatissime come quella di Carlo Smuraglia che nella stessa frase dice che si è combattuto contro la dittatura fascista, quindi contro altri italiani, e nega la definizione di “guerra civile”, sminuendo tra l’altro le responsabilità dei fascisti in molti episodi di stragi e deportazioni – suonano davvero ridicoli i commenti degli esponenti del Pd, che come al solito si strappano i capelli solo pensano che questo sia un buon modo per screditare Berlusconi e il suo governo, salvo comportarsi allo stesso modo quando al governo ci sono loro.

Farebbe davvero ridere, se non si parlasse di una tragedia culturale, vedere infatti che a criticare la definizione di “guerra civile” ci sono esponenti dello stesso partito di quel Luciano Violante – uno che è stato nel Pds, dei Ds e che oggi è del Pd: un cursus honorum davvero completo – che, nel suo discorso di insediamento come presidente della Camera nel 1996, chiese di riflettere sulle ragioni che portarono molti ragazzi a scegliere la Repubblica di Salò: si trattò di un vero punto di non ritorno che aprì la strada dell’equiparazione tra repubblichini e partigiani. Significativo poi che il centrosinistro Violante fece appello alla comprensioni delle ragioni dei ragazzi di Salò, mentre dodici anni dopo il centrodestro Fini, nella stessa occasone, parlò di una memoria condivisa a partire dalla Resistenza: al di là dell’ipocrisia di Fini, come al solito i danni maggiori li fa il centrosinistra.

Per non parlare, poi, di quando nel 2001 il presidente Ciampi, il nonnetto che ogni esponente del Pd vorrebbe avere, pensò bene di esprimere la sua comprensione per i ragazzi di Salò, che sbagliarono – secondo lui – credendo di servire la Patria. Ulteriore passaggio verso l’equiparazione, che tra l’altro – probabilmente per rispetto istituzionale – fu avallato anche dall’Anpi e da Rosario Bentivegna (leggi). Un’equiparazione che ha portato i repubblichini ad essere visti non più come “figli di stronza”, come li definiva sessant’anni fa Elio Vittorini, ma come “quindicenni sbranati dalla primavera”, come li descrive romanticamente oggi Francesco De Gregori, cantautore tanto amato dal centrosinistra.

E vogliamo concludere la carrellata di questi veri, osceni ed eclatanti, “errori storici” dei piddini parlando di quanto nel 2005 affermò, pur riconoscendo la dimensione di guerra civile, Massimo D’Alema, esponente a tutt’oggi autorevole del Pd, secondo cui Mussolini non andava fucilato (leggi). Un caso palese di come, nel Pd, della Resistenza non ci capiscano un cazzo. Insomma, se davvero parlare di guerra civile fosse un errore storico, sarebbe solo l’ultimo di una lunga serie, inaugurata dal centrosinistra…

Davvero significativo, poi, che “Repubblica” celebri con gusto i giudizi critici sul filmato del Viminale di Italo Bocchino (leggi), uno che da giovane stava nel Msi e nel Fuan – per poi passare armi e bagagli in An, nel Pdl e infine in Fli (cursus honorum completo anche per lui) – che oggi ha il coraggio di dire, solo per accreditarsi (con successo, dobbiamo ammettere) presso il centrosinistra – che si tratta di una definizione parziale: proprio lui, che con gli eredi della Rsi ci ha militato fin da giovane.

L’ultima parte dell’articolo è poi davvero imbarazzante per l’intelligenza umana. Come nelle “migliori” puntate di “Porta a Porta” vengono infatti riportate le battute in par condicio di due storici di sinistra (Giovanni De Luna e Marco Revelli) e di uno di destra (Alessandro Campi, finiano anche lui, direttore scientifico di FareFuturo, di cui tra l’altro non si ricordano contributi storiografici particolarmente significativi). Come se la storia e le interpretazioni storiografiche potessero essere ridotte al cicaleccio politico a cui anche “Repubblica” ci ha abituati.

In questo feeling sentimentale, sempre più evidente, tra Pd e Fli, nessuno però ha avuto il coraggio di dire una parola su altri discorsi molto dubbi pronunciati nel corso della celebrazione, come quello di Giorgio Napolitano. Non pago di aver da poco condannato i manifestanti contro il Tav come “violenti eversivi”, durante la commemorazione del Viminale si è lasciato andare in sperticate lodi della Polizia italiana, che vede come impegnata nella «tutela dell’esercizio delle libertà e dei diritti dei cittadini. Questo è oggi e questa è stata sempre la polizia, nonostante la tendenza a darne rappresentazioni riduttive e in qualche caso persino denigratori». E noi che ne conosciamo una storia fatta di cariche, manganelli, arresti arbitrari, violenze ed omicidi! Magari siamo eversivi pure noi… o magari, sinceramente, siamo abbastanza disillusi dal sapere che non possiamo aspettarci niente di affine ai nostri ideali nelle celebrazioni del Viminale o nelle parole di Napolitano.

 

5808 letture totali 2 letture oggi

22 comments to Solo l’ultimo di una lunga serie…

  • Abraham Zapruder

    Condivido parola per parola….

  • nouad

    credo si debba distinguere fra storia e uso pubblico della storia. pavone racconta un’altra cosa rispetto al ‘logo’ in cui lo si è voluto incastrare. la sua articolata e solida narrazione si è vivisezionata e si è scelto quelle due parole per dare la stura a quanti fino a quel momento erano stati giustamente esclusi dalla dialettica democratica pubblica. guerra civile, dunque, è passata a significare guerra fra pari, fra parti ognuna con la propria identità, e al limite, discesa della resistenza ai livelli aberranti dei repubblichini. è la retorica di vioante, prima ancora che napolitano. una sorta di tregua fra i depositari del mito della resistenza e i loro dirimpettai del mito della giovinezza impenitente dei reduci di salò. un’operazione per forza di cose semplificatrice e revisionista che isola un momento e lo rende impuro, negando valore perché disconosce il contesto in cui gli attori si muovevano. e rende tutto opaco. dimenticando come dici te che la resistenza ha un valore quotidiano

  • Ile

    Diciamo che il bellissimo libro di Pavone si intitola così, non è che la definizione è stata adottata per caso. Tra l’altro, a mio avviso, in realtà è prima di Pavone, e non dopo, che l’espressione “guerra civile” indicava “guerra tra pari”. Del resto, a nessuno di noi – manco all’anpi – viene da contestare la definizione di “guerra civile spagnola”: quindi chi contesta questa espressione o la fa in modo pretestuoso o pensa che repubblicani e franchisti fossero pari.
    Per quanto riguarda l’uso pubblico della storia, invece, io sto con Nicola Gallerano. Ovvero, penso che la storia non può che essere il suo uso pubblico: esso è non solo inevitabile, ma anche necessario e, in una qualche misura, doveroso. Quello di cui parli tu è l’uso politico della storia o, per dirla come aldo giannuli, un “ABUSO pubblico della storia”.

  • Aldo

    Non sono d’accordo sul non provare rimorso nell’eliminazione di fascisti,in questo modo si fà solo il gioco dei fascisti,il cui motto è sempre stato “nessun rimorso”.Mi spiego:mi sembra sbagliato provare felicità per le morti,e poi c’è da ricordare che tra i morti dei vinti, non morirono solo fascisti corrotti con il regime,ma anche molte altre uomini e donne che avevano scelto di stare dalla parte dei fascisti per svariati motivi,poi un conto sono le divise,un’altro i civili,e i civili non avevano colpa del regime(o meglio di suoi crimini e misfatti)

  • Ile

    Aldo, mi sa che hai sbagliato blog. Sei anche molto ignorate, quindi provo a formularti degli appunti/domande:
    1. Che “nessun rimorso” sia un motto fascista è una tua farneticazione. “In ogni caso nessun rimorso” sono le ultime parole dell’ultima lettera di Jules Bonnot, rapinatore anarchico morto nel 1912. Esiste un bel libro diPino Cacucci su di lui, si intitola proprio “In ogni caso nessun rimorso”, se ti vuoi fare una cultura. Lo trovi nelle pilette di libri da feltrinelli.
    2. Anche se fosse un motto fascista, non capisco in che modo dire – senza slogan – che non si prova alcun rimorso faccia il loro gioco (??).
    3. “Triangolo rosso? Nessun rimorso” fu una frase usata dal collettivo militant durante la nota contestazione a pansa a reggio emilia.
    4. Dire che non si provano rimorsi non vuol dire provare felicità per i morti, l’italiano non è un’opinione.
    5. Non c’è neanche un motivo logico per cui dovrebbe essere sbagliato essere felice per la morte di qualcuno. I morti non sono tutti uguali e io sono materialista, non ho il tabù della morte.
    6. Se avevano scelto di stare dalla parte dei fascisti è un problema loro. Ognuno paga l conseguenze delle sue scelte. Ma se uno ha scelto di stare da quella parte, ERA corrotto col regime, combatteva per la causa sbagliata.
    7. “Un altro” si scrive senza apostrofo.
    8. Chi sarebbero questi civili uccisi non coinvolti con il regime? Me ne puoi fare un elenco, citare un episodio?
    9. Ti consiglio un po’ di letteratura sulle guerre civili e il dopoguerra. Non so… Pavone “Una guerra civile”, Crainz “L’ombra della guerra”, Dondi “La lunga liberazione” tanto per iniziare…

  • nouad

    dare dell’ignorante è un po’ da ignoranti, lo dico senza la tua tracotanza. in fondo il tipo diceva la sua. non sei molto accogliente. diciamo poi che cacucci non è esattamente una fonte di rilievo: se studio cesare e bruto mica cito a supporto shakespeare. allo stesso modo trincerarsi dietro “l’ha detto gallerano” è un po’ da ingenui, così come la risposta che mi dedichi. che discorso è? la guerra civile esiste da sempre come termine e concetto. poi la spagna… fai confusione. avrai letto dei libri e scrivi anche bene, ma hai idee ancora un po’ confuse. contento te. fra leggere libri, comprenderli e trarne ricchezza per una riflessione matura è un processo che richiede tempo e pazienza. così, risulta la tua ingenuità. non fa niente, crescerai. stammi bene.

  • Ile

    Il tipo faceva la moraletta: la può fare in Chiesa.
    Poi: 1. cacucci è un consiglio di lettura, non una fonte (dove ho detto che una fonte?); 2. se parli di bruto citi cmq fonti letterarie; 3. non ho detto “l’ha detto gallerano” ma sono d’accordo con lui; 4. esiste da sempre, ma nel rapporto fascismo/antifascismo si manifeta nella guerra civile spagnola (ecco che risposta è).

    Penso che di ricchezza ne ho tratta abbastanza in vita mia, visto che ci sono argomenti ce tu tratti da opinionista, mentre io ci lavoro. Cmq, gradirei una risposta nel merito. Merci.

  • Ile

    Ah, tra l’altro ho scritto un commento di cinque righe pure mezzo in romano. Come fai a dire che scrivo bene?

  • nouad

    uffa. lavorare stanca, mettiamola così. a me non pare facesse la morale, ma anche fosse essere educati non rende meno miltanti. ma tant’è. non capisco: bruto e cesare, non so se lo sai, non è una favoletta per addormentarsi, perché dovrei citare necessariamente fonti letterarie? Non capisco. hai usato cacucci come fonte per dimostrare la verità, la tua, sul motto nessun rimorso. non giocare. sulle guerre civili c’è un bel volume curato da ranzato. l’avrai letto. rileggilo se del caso e traine profitto. poi cosa vuoi risposte nel merito? hai problemi con l’ego? io ho scritto un post a commento di un post, tra l’altro di puro apprezzamento e in totale leggerezza senza pensare di essere sottoposto ad un esame; tu non so in base a quale titolo e logica ti sei preso la briga di intervenire con la matitina blu o rossa (visto che intervieni sempre ho pensato che lo avessi scritto te stesso il post, ergo il “scrivi bene”). poi, da ultimo: qui le persone che hanno, come dici te, una opinione su un fatto o un evento storico non possono intervenire? devono esibirti il curriculum vitae e proprio a te poi? solo chi ci “lavora” può farlo? cos’è una università o una chiesa vecchia maniera dove si ode solo lo stupore impaurito e la reverenza che circonda il barone e il parroco? secondo me hai esagerato. tutto qui. passo e chiudo

  • Aldo

    Grazie delle precisazioni e dei libri consigliati.Comunque ,non intendevo dire che il nessun rimorso fosse stato inventato da fascisti,ma che viene usato generalmente da loro(nessun rimorso per tutto ciò che ha fatto l’Italia fascista o la Germania nazionalsocialista ecc)mentre per quanto riguarda i comunisti mi sembra molto di meno(ad viene rifiutato lo stalinismo o Pol Pot e altri etichettati come “comunisti” anche se di comunista avevano ben poco).Comunque ,non vedo perchè si debba usare tutta questa demonizzazione su gente (e non funzionari del regime)che ha scelto,O è stata costretta a schierarsi con il fascismo, ad es anche Dario Fo si dice che si schierò con la RSI.Poi ,credo che si debba fare una distinzione tra i civili e i militari,i civili anche filofascisti che colpa ne avevano dei crimini fascisti?e allora anche tanti italiani che hanno votato Berlusconi(magari xignoranza,propaganda e altro)sarebbero colpevoli,così come chi sostiene gli USA!Sulla morte:prima di tutto prima di essere di destra,di sinistra o altro siamo umani,e davanti alla morte siamo tutti uguali:altra cosa è il ricordo e la considerazione della vita del morto,e non vedo perchè si dovrebbe essere felici x la morte di nemici:allora alla morte dei mercenari della NATO yankee,italiani ecc dovremmo fare una festa come minimo.Poi x quanto riguarda le esecuzioni di civili ci sono state,oltre a varie vendette personali,anche errori come l’eccidio di Schio(http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Schio):e credo che è meglio dissociarsi da certi episodi.

  • Aldo

    ed è meglio dissociarsi da certi episodi e tentare di evitare le strumentalizzazioni dei fascisti
    http://www.anpi.it/media/uploads/patria/2007/6/25_BUSETTO.pdf

  • Aldo

    Comunque non stavo facendo “la moraletta” ,quella lasciamola a PD e SEL e agli “umanitaristi” di parte

  • Aldo

    comunque si dice molto ignorante non molto ignorate,visto che hai segnalato l’errore/orrore mio di “un altro” scritto “un’altro”

  • Ile

    @Nouad
    Infatti ho solo dato un’opinione nel merito al tuo commento, circostanziato. Ho scritto che è stata presa, di tutto il lavoro di pavone, l’espressione di “guerra civile” perchè quello è il titolo, non per caso. E che per me il concetto di “uso pubblico della storia” è positivo, non negativo: esiste un’enorme letteratura su questo dibattito, ho detto la mia.
    Poi sei intervenuto farneticando come se a) fossi l’autrice dell’articolo (che è di un collettivo, non di una persona); b) difendendo un lettore che si può difendere da solo; c) inventando (non ho usato cacucci come fonte, quella lettera esiste di per sè; cacucci la cita e basta; ho consigliato il romanzo, perchè è carino, e basta); d) esprimi l’opinione che vuoi, e vuoi, ma e mi vuoi dire che non ho capito qualcosa, non dire che non capisco quello che leggo; e) la storia di bruto e cesare la conosci grazie alle fonti letterarie (tipo svetonio); f) cosa dovrei capire dal volume di ranzato? non capisco proprio il tuo discorso: per me il concetto di guerra civile non equipara nulla, perchè diversi erano i valori per cui si combatteva e questo fa la differenza; allo stesso modo, quando parlo di “guerra civile spagnola” nn equiparo le parti. Eppure, mi sembra un discorso semplice.

    @Aldo
    Io coi dissociati, storici tra l’altro, non intendo averci niente a che fare: mi fa schifo il termine e il concetto.
    Cmq, provo a risponderti. In primo luogo, ti consiglio di leggere tanto nella vita: chè la storia non è un’opinione. Non puoi fare l’opinionista. Fascisti e comunisti (??) prendono le distanze allo stesso modo da alcune esperienze, ovvero alcuni lo fanno, altri no. Io non prenderò mai le distanze da Stalin perchè fa parte del mio album di famiglia e ha avuto un significato fondamentale per il movimento operaio internazionale. Su Pol Pot sospendo il giudizio: non sono un’esperta di cambogia. Detto questo, forse confondi i comunisti con i redattori di “repubblica”.
    POi, nessuno è stato costretto a schierarsi col fascismo: ogni essere umano ha potuto scegliere, non esiste costrizione che tenga, nè prima nè dopo il settembre ’43. Non demonizzo nessuno, si sono già demonizzati da soli: hanno scelto di combattere per il nuovo ordine mondiale di hitler, se avessero vinto loro non starei qui a parlare.
    Se Dario Fo (che non “si dice”, ma fece davvero il paracdutista nella rsi) fosse stato preso loro, sarebbe stato anche comprensibile se fosse stato ucciso: comprensibile – e non è un giudizio giusto/sbagliato – quindi non ne avrei provato rimorso.
    I civili fascisti (ammettendo che si possa essere civili in un regime che mobilitava le masse come quello fascista) erano complici e responsabili di quanto faceva quel regime: avevano le stesse responsabilità del regime stesso. POi, mi sembra abbastanza evidente che gli elettori di Berlusconi siano responsabili e complici dell’attività del governo di Berlusconi: è proprio l’abc non solo della politica, ma anche dell’esistenza umana.
    Davanti alla morte, secondo me (non propongo verità di fede, come fai tu), NON siamo tutti uguali: siamo diversi, in base a come eravamo da vivi. Per questo quando è morto Haider ho fatto 10 giorni di festa. Ah, è la faccio anche ogni qual volta muore qualche coglione in Afghnistan, o quando è morto Quattrocchi.
    Per l”eccidio” di Schio non provo alcun rimorso: addirittura la voce di wikipedia spiega il contesto, addirittura la voce su wikipedia ti fa un elenco in cui sta scritto vicino il grado di collusione di ognuna delle “vittime” col regime e la rsi.Quegli omicidi diventano così assolutamente comprensibili: è morto qualcuno che non c’entrava niente? forse, ma le guerre sono cose brutte, sono fatte di sangue e di merda, non di partigiani romantici col fazzoletto rosso al collo. “Dissociandoti”, sei proprio tu a fare il gioco dei fascisti: sei tu che vai sulle loro posizioni, non io. Se non capisci questo, è davvero tragico.
    Quanti anni hai?

  • Aldo

    19 :condivido più o meno quello che hai detto,per quanto riguarda la questione dei civili continuo a non essere d’accordo con te :comunque certo era una guerra,e la guerra è fatta di sangue e merda,e infatti dovremmo essere abolite.Per quanto riguarda la tua precisazione su Stalin mi fà piacere che lo consideri come parte della tua storia ,almeno si vede che hai coerenza e sei un pò fuori dal coro dei comunisti medi i quali demonizzano eccessivamente Stalin a vantaggio di altri :detto questo a me lo stalinismo non piace e non l’ho condivido quasi x niente così come non condivido il mito del comunismo ultraindustrializzato .Ps una domanda:visto che quelli che hanno combattuto con la RSI stavano combattendo x il Nuovo ordine mondiale di Hitler e secondo te sono complici dei crimini nazifascisti,allora anche i partigiani che combatterono a fianco degli Alleati(liberali,”democratici”,sinistra riformista e via ma anche certi comunisti)che combatterono x il Nuovo ordine Mondiale di USA/UK sono responsabili dei crimini alleati e della strategia della tensione,oppure del ritorno del potere mafioso in Sicilia?Anche tenendo presente che molti partigiani filoalleati nel dopoguerra isolarono e perseguitarono coloro che avevano combattuto da partigiani,in genere anarchici e certi comunisti e socialisti e anticapitalisti,sia contro i nazifascisti e sia contro gli “alleati” e contro i partigiani filocapitalisti.Per quanto riguarda Pol Pot comunque gli unici(o tra i pochi) che esaltano il suo operato sono nazistalinisti razzisti o qualche fondamentalista del “socialismo” reale

  • Ile

    Ora, nn voglio perdere tempo a parlare di Pol Pot, mi fanno ridere quelli che nel 2011, a sinistra, dibattono su Trotskjy e Stalin, pensa su Pol Pot.
    Cmq, la differenza tra il rapporto tra nazisti e repubblichini da un lato e partigiani e alleati dall’altro sta nel fatto che il primo era un rapporto organico, nel secondo conflittuale (basti pensare al proclama del generale alexander, nel novembre ’44, che chiedeva ai partigiani di deporre le armi). Ad ogni modo, in termini tattici e non strategici, mi sembra una scelta non solo saggia, ma anche doverosa, quella di essersi schierati con gli Alleati (e con l’Urss, tra l’altro!).

  • Aldo

    Peccato però che gli Alleati non hanno fatto altro che bombardare(come fanno sempre)riorganizzare la mafia e fondare il neofascismo e reprimere i partigiani che non si erano schierati con loro,come gli anarchici o certi socialisti e comunisti

  • Ile

    Mi sembra che tu abbia una visione della storia – come dire – un po’ troppo semplificata.

  • Nouad

    Hai molte idee. Un po’ confuse. Io non farnetico. Tu pensa quello che vuoi. Il mio era un consiglio.. Non un proclama. Da persona più adulta e più esperta, credimi sulla parola. Per il resto, Pensa quello che vuoi. Sinceramente non me ne frega nulla

  • Ile

    Chi sei, gesù che je devo crede sulla parola?

  • altro

    e se questo lo chiamate dibattito o crescita intellettuale….stiamo alla frutta e ai soliti insulti gratuiti e virtuali.
    bah.

    francamente come si fa a commentare un periodo storico che nessuno ha vissuto, ahimè i poveri 90enni di oggi.
    durante una guerra civile o internazionale ci vedo poco di politica.
    si pensa alla propria pelle, a mangiare un tozzo di pane, a cercare di salvare il salvabile.
    chi dirige i fili dei fronti sono altri.
    gli uomini credono di essere protagonisti, ma sono solo vittime di un potere, che a secondo di dove arriva il profitto, una volta è tiranno, un altro è carnefice.
    esempio della manodopera attuale, prima il potere asseconda i carriarmati, poi diventa corcerossa nella ricostruzione, poi sindacalista nel dare ossigeno ai cantieri…e poi giornalista nel controllare il “made”.
    questo è semplice ile.

    l’esemoio della seconda guerra è calzante.
    i partigiani per amor di patria (azz..mi dà di nazionalismo fascista) si è schierato prima contro i nazisti, poi stessi italiani fascisti, ha avuto l’appoggio di altri maiali inglesi o americani..
    la storia arriva dopo, dopo le bombe atomiche, dopo dresda, san lorenzo…dopo le faide e vendetta tra “poveri”, dopo gli stupri e figli illeggittimi colorati nel napoletano e sud italia.
    ecco che succede poi.

    molto simile ai balcani attuali.
    tribù mischiate, risentimenti, stuprati e stupratori che giocano a scambiarsi i ruoli.
    come potrà cambiare in meglio una società che vive di questo?

    io credo più in un concetto di pace e tregua…
    e non senza tregua.
    i rimorsi generano altri rimorsi.
    i morti di piazza sono al conseguenza di una spinta da parte di vecchi che raccontano la loro storia.
    ci sono tante verità, ognuno crede nella sua..e così ci si scanna per una fettuccia di “presente”.
    quel presente che poi studieranno i nostri nipotini.
    una tesina, e un bel “sufficiente” e promozione.
    poi di nuovo davanti alla tv e a mangiare mcdonalds.
    che tristezza.

    a che serve la storia allora?
    quello che è successo è successo,
    almeno cerchiamo di non ripetere gli stessi errori,
    ed invece ancora “anti e anti-anti”.
    i primi e secondi ordini mondiali,
    sono quelli che ora vestono in giacca e cravatta,
    che ordinano ai carghi dove inviare armi,
    che formano univeristà privata dove arruolare nuovo avvocati, ambasciatori e sindaci, sono quelli ceh alzano e abbassano la borsa, che decidono quanta merda è da mettere negli hamburger o nei concimi o nell’acqua potabile.
    cazzo.
    ancora stiamo con stalin e hitler?
    porca troia, sono passati 70 anni??

    facendo così, entrambi i fronti ingrasseranno i maiali, come diceva l’attualissimo orwell nella fattoria degli animali, si cambiano le leggi, ma il gregge continua con i paraocchi a scavarsi la fossa da solo.

    bisognerebeb parlare con qualche ebreo dopo guerra, e chiederli come mai un “maus” arrivare a fare un fumetto del genere, e come mai altri “topi” invece in palestina non hanno nè acqua e nè una matita per disegnare, o chiedere a bregovic se la sua “vita è un miracolo” è pro o contro tito…o ironicamente alla chaplin vuole solo far riflettere.

    io preferisco essere sempre “altro”.
    sono fuori da ogno logica e teorema già prefissato,
    mi vedo più come il pazzo/matto di train de vie,
    vivi e lascia vivere.
    il resto è tutto una conseguenza del ragionare troppo..
    e allora aveva ragione il buon nietzche..o è troppo filo nazo??…..
    vedo un legame tra zoroastro, taoismo e zingaro.
    viaggiare, muoversi di continuo, vagabondare, lasciare che il ruscello faccia il suo corso.
    tutto si trasforma sempre, non siate statici, fermi.
    siate come l’acqua, il vento, l’aria, il fuoco.

  • nouad

    evviva! il socialconfusionismo! il vento, l’aria, il sole la luna, mettice du’ mandolini…

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>