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CONFLITTO, RIVOLUZIONE, POTERE, IMMAGINARIO… ASCOLTA GLI INTERVENTI

Qui di seguito vi riproponiamo l’audio degli interventi che si sono succeduti martedì 19 nel corso dell’iniziativa a cui hanno partecipato WuMing1 e Geraldina Colotti. Come abbiamo avuto modo di spiegare già quel giorno non avevamo alcun intento risolutivo, non intendevamo in alcun modo essere esaustivi. Si è dunque trattato dell’inizio di un percorso che, almeno a giudicare da quello che ci gira intorno, sarà lungo, tortuoso e il cui successo è tutt’altro che scontato. Ma del resto anche la lunga marcia è iniziata con un semplice passo… o no?

l’introduzione

l’intervento di WuMing1

l’intervento di Geraldina Colotti

il nostro intervento

9742 letture totali 4 letture oggi

14 comments to CONFLITTO, RIVOLUZIONE, POTERE, IMMAGINARIO… ASCOLTA GLI INTERVENTI

  • francesco

    sbaglio o c’è qualche problema con i file degli interventi?

  • Militant

    Quale problema riscontri?

  • Abraham Zapruder

    Io non ho trovato nessun problema……..

  • Alex

    io riesco ad ascoltare solo l’introduzione, anch cliccando sugli altri interventi.

  • Ile

    Io sento tutto senza problemi sia con firefox che con chrome… con explorer in effetti si sente solo un intervento, che però è uno di quelli dell’iniziativa sul rapporto tra la guerra in Libia e media… ma del resto secondo me se uno usa explorer come browser un po’ se lo merita di riscontrare un cattivo funzionamento dei blog…

  • francesco

    Si uso explorer, rimedierò

  • francesco

    anche con Opera si sentono tutti gli interventi

  • daniele

    I wu ming farebbero bene a scrivere i libri senza troppe pretese, visto che parlano di un immaginario da costruire a cui loro non contribuiranno mai. L’immaginario è patrimonio di chi lotta, l’immaginario nasce nella testa di chi cerca di fare cento passi per arrivarne a fare magari solo uno. Poi arrivano gli scrittori, intellettuali, giornalisti, ricercatori che giustamente fanno quello che sanno fare, ovvero speculare su ciò che loro non toccheranno mai.

    Questi signori scrissero qualcosa anni fa, qualcosa su un’evento in cui loro hanno potuto sguazzare e farsi pubblicità. Un semplice articolo da blog che però pesa ancora tanto, in relazione anche a ciò che è successo di spiacevole il 14 dicembre tra i “compagni”.(qualcuno ha dato una cascata a qualcunaltro?non ne parliamo, cose vecchie che non interessano alla gente…infatti dovrebbe importare ai compagni)… e comunque igesti infami rimangono, anche se nascosti dietro un velo di omertà, convenienza e opportunismo. Aspetto il giorno in cui potrò dire anch’io che MI DISPIACE PER LE TUE COSTOLE…e a na certa il vento addà cambià.

    http://liguria.indymedia.org/node/5064

  • Alessandro

    Non capisco la polemica, in ogni caso mi sono letto quella pagina indymedia e mi sono sbellicato dal ridere…il manifesto situazionista, il carabiniere con il nome di uno (genii!) che li aveva insultati…ahhaah
    Invece il riferimento ai compagni e agli intellettuali ha veramente del penoso…qui casca proprio l’asino e mi fa capire da che parte viene la critica…quindi è anche inutile risponderti nel merito…

  • Tuc

    A suo tempo i WM parlarono di quell’episodio sul blog di Altai, e lì DAVVERO c’è da sbellicarsi! Discussione bellissima:
    http://www.wumingfoundation.com/italiano/Altai/?p=496

  • Ile

    @Daniele
    I WuMing hanno già contribuito – e stanno già contribuendo – a creare immaginario, che a te piaccia o no. Perchè, con tutti i limiti che hanno potuto avere le loro posizioni nel 2001, sono stati gli autori del romanzo di quel movimento (“q”). E negli anni successivi sono stati autori di altri romanzi, che hanno costruito immaginario (penso ad esempio ad “Asce di guerra”).
    Ma quello che è davvero stupefacente è che sono passati 10 anni, di acqua ne è passata sotto i ponti, molt* di quell* che facevano politica allora non la fanno più, molt* di quell* che la fanno oggi allora non avevano avuto la loro prima mestruazione o la loro prima polluzione notturna, ma non si riesce a fare i conti con certi eventi. E parlo di te, daniele, non di wuming. Perchè loro la loro autocritica l’hanno fatta (“È impossibile sminuire le nostre responsabilità. Noi Wu Ming fummo tra i più zelanti nell’esortare la gente ad andare a Genova, e più di altri aiutammo il potere a tendere l’imboscata. Dopo il bagno di sangue, ci occorse un bel po’ di tempo – e molto rimuginare – per capire quali fossero stati i nostri errori, quelli specifici, nel quadro più ampio degli errori del movimento“: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap6_IXa.htm#3 )… cosa altro dovrebbero fare? Cospargersi il capo di cenere? Indossare il cilicio?
    Non sarà che questa acredine di cui ti fai portavoce contribuisce alla disfatta storica verso cui ci stiamo avviando?
    Tra l’altro, credo che tra coloro che nel 2001 ancora non avevano avuto la loro prima polluzione notturna ci sia anche la persona che materialmente è stata responsabile, qualche mese fa, dell’episodio che tiri fuori. Dubito che la sua azione sia stata dettata da una possibile legittimazione che quel brano di wuming4 gli avrebbe potuto dare: probabilmente ne ignorava l’esistenza. Quel racconto era frutto di un contesto ben preciso, in cui a mio avviso furono commessi molti errori di valutazione: renderlo però un capo d’accusa buono per ogni occasione è patetico.

  • Toto

    Un piccolo appunto.
    C’è un refuso nell’intervento di WM1.
    Il Taylor ingegnere da cui prende il nome il Taylorismo è Frederick Winslow e non Charles filosofo canadese teorico del multiculturalismo e del comunitarismo.

  • @ Toto

    hai ragione, sono i rischi del parlare a braccio! Ogni tanto gettavo un’occhiata a una massa di appunti, parole collegate da freccette etc., e mi è venuto da dire “Charles” invece che “Frederick”. Grazie per averlo fatto notare.

    @ Tutti
    fatta salva l’autocritica sugli errori di quei giorni e di quei mesi, va precisata una cosa importante:
    la persona che da dieci anni si lamenta a ogni occasione di essere stata “aggredita” da Wu Ming 4 a Genova, continua a non rendersi conto che il mio compagno di collettivo gli salvò l’osso del collo: si gettò su di lui per impedire che gli arrivasse un calcio in testa che un altro disobbediente stava già facendo partire. Quindi il paragone con la “cascata” del 14 dicembre è del tutto fuori luogo: Wu Ming 4 *impedì* l’equivalente di allora della cascata.

  • Mi permetto di aggiungere una cosa sola a quanto specificato da Wu Ming 1 a proposito della dinamica di quella “famigerata” incrinatura di costole genovese. Non solo fu involontaria e dovuta a un maldestro tentativo di fermare un’aggressione di tanti contro uno, ma oggi che l’adrenalina genovese è un lontano ricordo, me ne dolgo ancora più di allora. Col passare del tempo il mio dispiacere non è diminuito, bensì aumentato. Non ho mai provato e non credo che proverò mai piacere nell’infliggere dolore fisico a una persona. Se potessi tornare indietro cercherei ancora di fermare quell’aggressione, ma certo non montando con tutto il mio “non gentile” peso sul malcapitato. Fu uno sbaglio, anche se ovviamente indietro non si può tornare. Una volta ammesso questo, e dopo avere fatto una generale autocritica sul ruolo che avemmo in quei giorni di dieci anni fa, che altro dovrei fare?
    Riguardo alla “cascata” romana del 14 dicembre, mi sembra che dimostri soltanto una cosa: il persistere di una certa leggerezza e improvvisazione – per usare un eufemismo – nella gestione delle situazioni calde in manifestazione. E certo di questo è sempre il caso di parlare, proprio perché sappiamo cosa può capitare. Ma tutto mi si potrà dire, fuorché che io sia stato zitto o abbia nascosto la polvere sotto il tappeto. Tanto è vero che sono ancora qui a parlare e a rivolgere a me stesso tutte le critiche del caso.

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