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febbraio 7th, 2010 rassegna stampa 20 Comments

BONINOK

Nel fine settimana appena passato, stando a quanto riportato da alcuni organi di stampa, sarebbe stato raggiunto l’accordo tra la Federazione della Sinistra e la Bonino per l’apparentamento in occasione delle prossime elezioni regionali. Ora forse dovremmo fingerci sorpresi, oppure indignati, o addirittura costernati per l’ennesima svolta in fondo a destra (dove solitamente si trovano i cessi nei locali pubblici) della sedicente sinistra radicale. Dovremmo anche fare l’elenco delle dichiarazioni della cara Emma contro lo statuto dei lavoratori, contro l’articolo 18, a favore di tutte le guerre imperialiste e contro il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Ma eviteremo questo inutile esercizio retorico perchè le premesse di questa decisione erano ben visibili da tempo, potremmo dire da anni, e a nostro avviso hanno poco o nulla a che vedere con le ultime vicende congressuali del PRC e del PDCI. Sono inscritte però in quella parabola infausta che ha portato dalla teorizzazione del partito “pesante e radicato” (sempre solo auspicato) alla realizzazione del partito “leggero e d’opinione” (questo si, coerentemente praticato). Una vera e propria mutazione genetica che ha accompagnato la definitiva scomparsa di quella che una volta veniva definita dagli analisti politici “l’anomalia italiana”, causa ed allo stesso tempo effetto della condizione di merda che vivono oggi i lavoratori nel nostro paese. E che ha portato alla trasformazione irreversibile di organizzazioni che, prescindendo dal giudizio politico che se ne poteva dare, contavano comunque su un numero cospiquo di militanti in veri e propri cartelli elettorali. Gusci vuoti che debbono la loro sopravvivenza solo alla presenza nelle istituzioni, e la loro visibilità solo alla benevolenza dei media mainstream. Insomma dei partiti utili esclusivamente alla riproduzione del ceto politico che li dirige, e di fatto funzionali al mantenimento dello stato di cose presenti. Non ce ne vogliano i compagni e le compagne che tuttora generosamente militano in queste organizzazioni, ma sperare di risollevare o di reindirizzare questi partiti ci sa proprio di accanimento terapeutico, energie e tempo perso. E’ arrivato il momento di staccare la spina.

20 Responses to “La sinistra radicale e la radicale sinistra”

  • Marco 8febbraio2010

    Da Napoli siamo d’accordo. Anzi io proporrei di iniziare a fare, in maniera coordinata, propaganda per l’astensionismo.

  • Andrea 8febbraio2010

    Sono patetici……stiamo parlando comunque di strutture pseudo-politiche che al di fuori delle istituzioni (dove cercano ripetutamente di entrare) non sanno costruire nulla.
    Sono d’accordo con quanto precisato sopra nell’articolo, “nulla di sorprendente”!!!!

  • Roger 8febbraio2010

    Se siete tanto bravi risollevate voi le sorti della sinistra in Italia. In parte concordo con voi, ma credo anche che dai movimenti al di fuori dei partiti “istituzionali” non vedo grande innovazione nè lungimiranza politica per poter uscire dalla merda in cui si trova il paese. L’impressione e’ che in tutta la sinistra non ci si capisca bene dove si vada. Il fatto di pubblicare questi post d’indignazione ad ogni errore dei compagni della Federazione, indicandoli come unici colpevoli delle sconfitte della sinistra,mostra proprio questa condizione di confusione. E la cosa mi amareggia ancor di più che l’alleanze con la Bonino.

  • compagno 9febbraio2010

    sono un compagno di rifondazione comunista,ho comunque sempre partecipato con entusiasmo a tutte le manifestazioni dei movimenti (anche senza il partito), e credo che all’interno di essi si trovino le energie piu’ preziose per la sinistra italiana, sono anche d’accordo con voi nel criticare aspramente la scelta di andare con la Bonino (sono incerto anch’io se votare),pero’ non si puo’ criticare e basta, sono anni che non vedo piu’ gente dei movimenti all’interno di questi partiti, se questi si lasciano in mano ai professionisti delle poltrone (non dico della politica perche’ svilirei troppo il termine), e’ normale che poi si staccano dalla realta’ sociale, quindi vi faccio una richiesta accorata che non e’ quella del voto o quella della tessera, ma quella di entrare nelle sezioni (dove vi assicuro si trova ancora moltissima gente valida) e cambiare la linea di questi partiti,impegnandoci insieme forse l’alternativa a questo capitalismo di rapina si puo’ costruire, se poi sara’ ancora impossibbile saro’ il primo a staccare la spina con voi,ma non si puo’ far morire la tradizione comunista a livello partitico senza provarle (anche in maniera disperata)tutte.
    anche perche’ concorderete con me Marx e Lenin dicono esplicitamente che il partito deve essere quello che guida le masse nelle lotte,proviamo quindi a ricostruirlo insieme,prima con quelli esistenti poi se non funziona con soggetti nuovi.

  • Luca 9febbraio2010

    Solo per rispondere a “compagno” e al suo appello nelle ultime righe: “proviamo quindi a ricostruirlo insieme [il partito comunista] prima con quelli esistenti poi se non funziona con soggetti nuovi”
    No, quelli esistenti non funzionano, quanto altro tempo deve passare per capirlo definitivamente? Quante altre sconfitte elettorali (dove per sconfitta non si intende oggi non riuscire a prendere la maggioranza relativa, ma non superare la minima soglia di sbarramento?) aspettiamo cosa? Un miracolo, un nuovo bertinotti? Il partito a cui facevano riferimento Marx e Lenin e a cui fanno riferimento tanti commenti odierni di Rifondaroli (perché Marx e Lenin fanno ancora comodo, eh?! Andate a dirlo a Ferrero, allora…) era il partito che guidava le situazioni di conflitto PERCHE’ ERA NEI LUOGHI DI CONFLITTO. Non era un partito che bisognava votare per forza perché aveva l’etichetta “comunista” (per quanto tempo ancora, tra l’altro?…). Ricostruiamo insieme il modello-partito, incominciando a mettere in rete i collettivi comunisti che ancora oggi – nonostante tutto (e nonostante la Federazione della Sinistra)- lavorano nei posti di lavoro, nelle scuole, università, nei quartieri popolari.

  • Elpidio Valdes 9febbraio2010

    Concordo con luca.
    Tra l’ altro, non sarà il caso di militant (ne’ il mio), ma molti compagni che ora sono apartitici ma attivi nei movimenti, fino a poco tempo fa hanno provato come dici te a tapparsi il naso e a stare con rifondazione tentando di influenzarla dal basso come dici te, ma anche questo progetto è ampiamente fallito col governo prodi.
    Io continuo ad avere un’ utopia riguardo alla rifondazione del partito comunista, (dico utopia non perchè sia irrealizzabile ma perchè conosciamo la situazione italiana in cui ognuno pensa al suo orticello ecc), bisognerebbe che tutti i partiti (e credo siano parecchi) a sinistra di prc e pdci si autosciogliessero e decidessero di riunirsi, cercando di coinvolgere anche tutti i vari movimenti anticapitalisti, in un unico partito. Poi da lì penso che anche i militanti di rifondazione se davvero come dici te compagno si trova gente in gamba, penso avranno l’ intelligenza di decidere da che parte stare.
    Sarà utopistico ma io altre vie per la rifondazione del partito non le vedo.
    Il pcl per quanto venga tacciato di settarismo, intanto per lo meno aveva proposto un parlamento dei lavoratori, sarebbe stato almeno un qualcosa che avrebbe cominciato a unire le varie realtà della sinistra, magari un punto da dove cominciare…Ma invece mi sa che siamo ancora lontani da qualsiasi discorso del genere

  • compagno 9febbraio2010

    replico a Luca, guarda che io in parte sono d’accordo con te quando dici che quelli esistenti (di partiti)non funzionano,appunto per quello avevo scritto il commento,il punto e’ che in Italia gia ci sono 5-6 (minimo)partiti che si rifanno al comunismo,vogliamo farne un’altro??, l’esperimento della federazione della sinistra almeno e’ un tentativo per riunificare le forze;questo esperimento vogliamo farlo tutti insieme o vogliamo lasciarlo fare alla dirigenza senza contrastarla??,parliamo (mi ci metto anche io)di costruire dal basso un soggetto politico,e poi siete i primi ad autoescludervi,ma che vi aspettate che segretari, amministratori,consiglieri,sindaci,etc.etc.lascino la poltrona senza la minima pressione???,se i compagni dei movimenti (nei quali ripeto mi rispecchio e credo ci siano le migliori energie della sinistra anticapitalista)tornassero nelle sezioni di Rifondazione e PDCI, forse le cose cambierebbero,gia una bella epurata (seppur involontaria)e stata data liberandoci dai bertinottiani,ora serve l’apporto di forze radicali per costruire un partito solido e rappresentativo dei conflitti e dei lavoratori, perche’ un rappresentante istituzionale sappiamo tutti che serve e fa comodo, e sappiamo anche che e’ necessario per contrastare questo sistema di merda (anche perche’ io sono studente figlio di operai e non faccio il segretario di partito)e poi pensiamoci,con l’esclusione di PRC e PDCI dal parlamento nei movimenti e’ cambiato qualcosa??? si e’ avuto un salto di qualita???? non mi pare,invece ne hanno beneficiato il PD il PDl e gli altri che non trovano neppure un’opposizione degna di questo nome.

  • Attack 10febbraio2010

    Che volete consegnare il Lazio ad Alemao ed i suoi….E dai cazzo!Non si può no si deve farli vincere sta volta….poi non ci si lamenti se escono strani personaggi al potere.

  • Gian 10febbraio2010

    Non entro nella questione dei cinque partiti comunisti e della Federazione della Sinistra per non diventare volgare, sarebbe inopportuno e non saprei come evitarlo.

    In realtà alla luce di questo articolo volevo porre una domanda, specie a Militant che, in fatto di antifascismo, qualcosina la sa sempre. Le regionali vedono affrontarsi una candidata della sinistra liberaloide come la Bonino ed una fiera rappresentante della destra sociale come la Polverini. Tutti ricordiamo quanto fu determinante l’intervento di Storace, altro presidente della regione di area destra sociale, nella nascita e proliferazione di Casapound.

    Una Polverini presidente sarebbe un altro Alemanno sul groppone di Roma, un altro Zaccheo per Latina, un’arma in più in mano agli scagnozzi di Iannone per ricavarsi nuove nicchie dove proliferare in pace. Allora mi viene in mente se non sia il caso di votare affinché questo non si verifichi. La legge elettorale per le regionali prevede infatti che si possa votare il candidato presidente senza esprimere preferenze di lista per i partiti che lo appoggiano. Tanto che addirittura c’è il voto disgiunto.

    Allora non sarebbe il caso di dare il voto alla candidata della Sinistra quantomeno per impedire che arrivi la Polverini?

    Badate bene che mi riferisco alla sola questione dell’antifascismo perché, come dimostrano i fatti, le differenze in tema di politiche sociali sono tanto inconsistenti da far pensare che non cambierebbe nulla in ogni caso. E ovviamente, non sto nemmeno dicendo che la Bonino potrebbe far qualcosa contro i fascisti. Si tratta solo di non dargli una mano, tutto qui.

  • maurizio 10febbraio2010

    Sono daccordo con Gian, questa volta non dobbiamo farli vincere, è questione di agibilità politica, dobbiamo togliere quanta più acqua possibile dalle fogne de stì sorci.

    Maurizio

  • Gian 10febbraio2010

    Si Maurizio il punto è quello. La domanda che pongo io è: si può convenire verso una scelta di voto contro la Polverini boicottando poi di fatto Rifondazione Comunista?

    Non bisogna tapparsi il naso, ma anche portarsi un sacchetto di plastica al seggio in caso di conati di vomito, però qui discutiamo della differenza tra una liberista ed una liberista fascista. A sto punto meglio radical-chic che nazi-shit :)

  • operaio di San Basilio 10febbraio2010

    Vorrei ricordare che i “compagni” Mambro e Fioravanti fanno parte del partito della Bonino. Io non la voto neanche sotto tortura. La logica del “meno peggio” ha spalancato la strada al “peggio del peggio” e basterebbe guardare a questi ultimi anni per comprenderlo.

  • Ile 10febbraio2010

    Io non sono antifascista perchè i fascisti sono brutti e cattivi, ma per una ragione di classe. La stessa ragione di classe per cui sono irriducibilmente contro la Bonino, che tra l’altro come ricordava operaio di san basilio non pone alcuna pregiudiziale antifascista. Non si può fare antifascismo per l’antifascismo: essere antifascista è ANCHE essere contro la Bonino. Che tra l’altro, oltre ad essere liberista, è pure filo-sionista, cioè una che appoggia l’imperialismo di alcuni criminali.

  • Marco 11febbraio2010

    Ai compagni di Militant propongo di iniziare a pensare a costruire un percorso di dibattito nazionale tra i marxisti rivoluzionari che abbia come fine la costruzione di sindacato di classe e partito comunista.
    Astenersi per sbaragliare definitivamente la merda revisionista che ancora si ostina a chiamarsi comunista e stare attenti ai tentativi di riciclaggio dei vari Rizzo, Giannone, Sinistra Popolare e company.

  • Gian 11febbraio2010

    Mi aspettavo una serie di risposte di questo tipo.

  • Gian 11febbraio2010

    Però una domanda sola: qualcuno qui dentro un’idea alternativa ce l’ha?

  • Mic 12febbraio2010

    Dunque Gian, se non ho capito male tu proponi, in nome dell’antifascismo, di votare una candidata priva di qualsiasi credenziale antifascista, boicottando nel contempo un partito farlocco quanto vuoi ma dichiaratamente antifascista?! Mi sembra un po’ grossa… E poi ha ragione operaio di san basilio, il “meno peggio” non paga: a quel punto tra qualche anno ti ritroverai a votare la polverini perché sarà “meno peggio” del candidato ufficiale del kkk o di casaclown…
    Per me, l’idea alternativa che chiedi consiste nell’intensificare la lotta antifascista sul campo, dando per scontata la protezione dei fascisti da parte del potere a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale. D’altra parte, si è mai visto un fascista che muove un dito senza avere il culo parato da qualcuno che conta?

  • Andrea 13febbraio2010

    Che non ci sia attualmente una strategia precisa all’interno dell’interno immaginario della sinistra credo che questo sia evidente. Ha tutti coloro che dicono “Ma perche non la icostruite voi la sinistra” rispondo dicendogli che è troppo comodo rispondere in questo modo quando, nonostante si parli di soggetti politici in crisi,questi possiedono grosse strutture di interlocuzione(giornali, fondi economici, giunte locali…..) per non parlare di sedi e di associazioni e onlus varie! Cari compagni di rifondazione guardatevi dall’esterno e provate a darvi un giudizio. La realta e che i vostri leaderini reciclati all’infinito(chi stava alla destra della sinistra tipo socialismo 2000 ora sta con voi, e parte di chi stava alla sinistra ora sta con Vendola) quello che vogliono lo sanno benissimo e lo sapevano ancor meglio 10-15 anni fa. Capisco che adesso fa comodo ritornare alle storiette vecchie, a parlare di classe lavoratrice, a fare finta di cercare le cause di questa disfatta. Il destino di rifondazione o della federazione della sinistra e quella di essere la gamba sinistra del partito democratico(e questo i vari Diliberto,Ferrero, Salvi), l’hanno deciso ancor prima di dare vita a questa ennesima buffonata. Se si vuole costruire un qualcosa di positivo ripartiamo dalla ricomposizione di classe (dovrebbe essere molto piu naturale per i “comunisti), invece di toccare questioni che non sono assolutamente all’ordine del giorno!!!
    Saluti Comunisti

  • maurizio 13febbraio2010

    Io non parlo di votare il “meno peggio”, dico che ci dobbiamo operare per togliere più acqua possibile dalle fogne ai sorci, che, a roma e nel lazio, acquistano sempre più potere e occupano sempre di più i posti nevralgici della vita sociale, poi affanculo tutti i “forchettoni rosè”.

    Maurizio

  • compagno 20febbraio2010

    in primis continuo a ripetere che secondo me le elezioni non risolvono niente, i problemi si risolvono con l’azione diretta sul territorio e non con parlamentari assessori e consiglieri.detto cio’ vorrei precisare:
    i rappresentanti istituzionali purtroppo servono e di questo penso che quasi tutti sarete d’accordo con me, stiamo parlando di sfiduciare la liberista Bonino,(e percio’ anche chi la sostiene)giusto ???
    Chi crede che votare non serva,lo capisco ma allora non vota e non ha mai votato e va bene cosi’…..,quindi come possiamo fare?
    secondo me l’opzione e’ votare (per me Rifondazione-Fds)un partito di sinistra per bloccare i fascisti,ma dare il voto al candidato presidente di una forza minore,(magari il PCL,che sono comunque compagni),non c’e’ peggior sfiducia politica di quando un candidato raccoglie meno consensi della somma dei propri partiti.
    detto questo lottiamo sempre insieme sul campo e saluti comunisti.

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