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Piero Bruno ha sempre 17 anni

Confessiamo, non senza un qualche imbarazzo, che il teatro non rappresenta propriamente uno dei nostri principali interessi culturali. E’ un nostro limite, lo sappiamo bene, e ce ne siamo resi ancor più conto ieri dopo aver assistito a “Gli occhi di Piero”, un esempio bellissimo di quello che qualcuno ha giustamente definito il “teatro della memoria”. Purtroppo la pièce verrà proposta solo fino a domenica prossima, per cui chi volesse andarla a vedere (e speriamo siano in molti) dovrà affrettarsi. Non siamo critici teatrali, per cui non ci arrischiamo in chissà quali analisi, possiamo però dire che per oltre un ora, con un monologo capace di far sorridere, di far pensare e di far commuovere, Fabrizio Giannini tiene incollata a se l’attenzione degli spettatori raccontando la vicenda di Piero Bruno, un compagno di lotta continua assassinato dalla polizia. Era il 22 novembre del 1975 e dal allora Piero avrà sempre 17 anni.

Teatro dell’Orologio – sala grande
Via dei Filippini 17
12 euro + tessera

160 letture totali 1 letture oggi

12 comments to Piero Bruno ha sempre 17 anni

  • valeria

    Scusate la domanda, qualcuno diceva che il fine giustifica i mezzi…..ma è normale che uno spettacolo intitolato e dedicato a Piero Bruno (acnhe se non ideologico come chiarito dall’attore) sia pubblicizzato (anche a suon di interviste all’autore ed al cast) nella sua trasmissione da Mario Corsi? Ed ho anche letto che la voce fuori campo è la sua. Qualche compagno sa spiegarmi il senso di questo?

  • operaio di San Basilio

    Ho visto lo spettacolo e onestamente non ha riscontrato nessuna sbavatura che potesse anche solo lontanamente dar adito a qualche fraintendimento “bipartisan”. La presa di posizione del regista e dell’attore è netta, incontrovertibile, così come lo era la scelta di campo di Piero Bruno. Comunista, antimperialista, militante di Lotta Continua. I video a supporto del monologo sono altrettanto inequivocabili e Giannini nel ricordare gli occhi di Piero ricorda anche quelli di Pasolini, di Donatella Colasanti, di Carlo Giuliani e di tutti quelli che negli anni ’70 credevano fosse possibile cambiare il mondo vivendo le piazze convinti che tutto stesse per succedere. Anche perché, se così non fosse, che senso avrebbe avuto costruirci una rappresentazione teatrale sopra? Quindi a questo punto io ribalterei la domanda: come mai Marione sponsorizza uno spettacolo così schierato? Scusate l’accostamento sacrilego, ma se Marione dice d’aver letto il Capitale e di condividerne l’analisi che facciamo, smettiamo di leggere Marx? Tra l’altro se non ricordo male durante lo spettacolo non ci sono voci fuori campo se non una serie di splendide canzoni a fare da colonna sonora al racconto.

  • avanti popolo

    e non ha mai criticato un film senza prima, prima vederlo…
    ma secondo il ragionamento di cui sopra si può ancora citare Rino Gaetano o da quando lo ha usato il Blocco è diventato un tabù?

  • valeria

    Certo non cambia il mio pensiero su Piero, cambia quello sullo spettacolo. Capire perchè ci si fa usare è la domanda, non il contrario. Ma forse si fa finta di non sapere di chi stiamo parlando. E non è certo Piero che ha scelto di finire su certe bocche. Purtroppo per età ho visto quei tempi. E no, scusatemi, non meritano certi sponsor. Ma sono sicura che questo lo sappiamo tutti benissimo.

  • valeria

    Penso e credo che si vada da lui alla sua trasmissione per scelta, non credo sia lui ad obbligare autori ed attori…

    http://www.militant-blog.org/?p=749
    (per ricordarci chie è)

    Liberi certo tutti e responsabili delle proprie scelte, anche di accettare critiche…fatali nel caso di uno spettacolo magari anche bello su un compagno. Appunto, il senso di tale pubblicità?

  • Alessandro

    Su mario corsi ci si potrebbe aprire un libro, e ancora non riusciremmo a capire l’intelligenza di un uomo che da estremista neofascista sia passato a condurre da 15 anni a questa parte la radio non musicale più ascoltata di roma. Paradossalmente, è molto più pericoloso adesso che non prima, proprio perchè ha un potentissimo mezzo a disposizione che sa usare perfettamente, veicolando qualsiasi tipo di messaggio in maniera assolutamente persuasiva.
    Se posso essere sincero, penso che da anni abbia abbandonato sinceramente ogni tipo di attività, legale o illegale, diretta o indiretta, con la politica e soprattutto con la destra. Io ovviamente non ci farei mai niente, men che meno sponsorizzarci uno spettacolo, perchè ai miei occhi rimane sempre un neofascista che ha enormi lati oscuri su alcune vicende degli anni settanta..non ne farei cmq una colpa verso chi decide di andare alla sua trasmissione, visto che non solo è appunto una delle più ascoltate di Roma, ma da anni ospita interventi quasi esclusivamente della nostra parte. Non ultima, proprio l’altro giorno c’è stata un intera trasmissione sulla vicenda di Cucchi, con interventi della sorella, di Padellaro il direttore del fatto quotidiano, ecc…
    Insomma Marione è un fenomeno a parte che non riusciremo mai a capire se lo riportiamo alle solite logiche destra-sinistra, neofascismo-antifascismo…e se non lo abbiamo capito noi figuratevi chi vuole usare la sua trasmissione per pubblicizzarci un suo spettacolo…

  • operaio di San Basilio

    Al di la del “fenomeno” Marione, su cui condivido il pensiero di Alessandro, continuo a non capire come si faccia a giudicare uno spettacolo teatrale senza prima averlo visto e soltanto per sentito dire. Peggio ancora, come si faccia a giudicare uno spettacolo teatrale giudicando chi è che ne parla bene.

  • valeria

    Non giudico chi ne parla bene, non giudico per sentito dire, non giudico. Ma non spostiamo come sempre il senso di ciò che si vuole indicare…..chiedo e mi chiedo come si faccia (e perchè si faccia) a far pubblicizzare uno spettacolo su un compagno (che ci ha rimesso la pelle) ad un fascista. Certo dovrebbero rispondere, qui e altrove, autore e cast. Ma si guardano bene dal farlo. Ognuno ha un suo modo di vedere la memoria e l’antifascismo e di praticarlo. Si sta combattendo o no lo “sdoganamento”???? E vale solo per qualcuno?

  • Gesù

    vabè.. ma qualcuno me dice qualcosa in più di questo spettacolo?

    Cmq nessuno sdoganamento di Marione, che rimane l’ambiguo (oggi) e fascista di sempre.. solo che il battage pubblicitario che promuove un evento non è sempre scelto dal regista o dall’attore principale, per cui non so… scandalizziamoci ma non ne famo un caso

  • valeria

    Tranquillo non abbiamo il potere di farne un caso, nè di questo nè di altre cose considerate marginali, ma a furia di cose “marginali” si crea confusione nelle teste di chi non sa. Allora diciamo che le persone, specialmente i compagni, vanno informati e chi è informato è libero di scegliere. Lo sdoganamento è già avvenuto, si da credito a questa persona ed il problema non sono certo i familiari di Stefano che ignari vanno da lui. Il problema sono quelli che dovrebbero avere una coscienza “politica”, ma forse è un’illusione pure questa. Personalmente “temo” un artistico e populista camaleonte come il soggetto in questione più dei chiarissimi nazifasci attuali e da due soldi che sputtaniamo tutti i giorni. Poi non so, secondo me sporca ciò che tocca. Opinione personale. Magari tra 20 anni Iannone o Fiore saranno “paladini” credibili della giustizia. E il “mercato” pubblicitario porterà nelle loro grinfie uno spettacolo ispirato a Carlo, o a Dax. Chissà! Ognuno di noi vive i suoi tempi, lo capisco, e Piero era da una parte certamente e senza dubbio……esattamente all’opposto c’erano i nar.

  • Gesù

    marginale lo definisci tu Valeria; nessuno mette in discussione nulla di quello che dici, solo che la publicizzazione di questo evento è stata indipendente da scelte e idee dei protagonisti diretti (regista e interprete), per cui il succo del discorso era solo: il manager promozionale fa il suo lavoro, fatto bene perchè centro suono sport è una radio no ascoltata, di più; fatto male perchè non sa che Marione è un uomo di merda che da anni prova a ripulirsi, e pubblicità come questa non fanno altro che rendere la sua immagine sempre più candida…tutto qui. Dopodichè, lo spettacolo era visibile fino a ieri al Teatro dell’Orologio, per cui il sequel della discussione lo rimandiamo alla prossima programmazione, magari sperando de averlo visto tutti lo spettacolo..

  • valeria

    ….sì, aspettiamo la prossima programmazione e speriamo pure che il manager (che ora sa però, no?) promozionale guardi meno il mercato. Altrimenti che ne so sceglie qualche altro tipo di spettacolo da sponsorizzare. Sai è un po’ come quando si contesta a certi pubblici personaggi la presenza alla ricorrenza dei compagni. Non ce li vogliamo.

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