APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

22 July :
1944 I nazifascisti uccidono a San miniato (Pisa) 54 civili

STATS

Di decoro urbano e controllo sociale

Pochi giorni fa l’assemblea capitolina ha approvato a larga maggioranza il nuovo regolamento di polizia urbana, norma fortemente richiesta e resasi necessaria dopo circa 70 anni dall’approvazione dell’ultimo regolamento di questo tipo nella Capitale. Un nuovo regolamento che interrompe la lunga stagione delle ordinanze straordinarie, definendo la lunga lista dei divieti cui il “buon” cittadino deve sottoporsi per vivere in città, se non vuole essere sanzionato con il famigerato “Daspo Urbano”, che consiste nel divieto di accesso a determinate aree della città per 48 ore.

Il grosso del regolamento è chiaramente dedicato alla tutela del patrimonio artistico della città e dell’industria del turismo di massa ad esso collegata: a partire quindi dalle norme anti-graffitti e anti-stickers sulla segnaletica urbana (grande patrimonio artistico evidentemente) fino alla tutela delle fontane e dei nasoni, passando per il divieto di svolgere “qualsiasi attività che, dietro offerta o corrispettivo di denaro, anche pattuito al momento, configuri la mercificazione della propria o altrui persona, come soggetto fotografico anche con abbigliamento storico o costumi in genere” per i “centurioni” e per tutti i saltafila e i venditori abusivi nelle zone Unesco e quindi maggiormente attraversate dai flussi turistici. Per non parlare poi dei divieti di rovistaggio e prelievo dei rifiuti, altra grave minaccia alla sicurezza urbana.
Un’altra parte del regolamento è invece dedicata al consumo e alla vendita di sostanze alcoliche, individuata come causa principale dell’inquinamento acustico generato dalla movida in diverse zone della città, e per questo sostanzialmente vietata di notte. È evidente che non è nelle intenzioni di nessuno andare a intervenire sulla causa di tutto ciò, ovvero la privatizzazione dello spazio pubblico e il proliferare di licenze per la somministrazione in zone specifiche della città, trasformate in divertimentifici a discapito degli abitanti.
Il regolamento è l’apoteosi di una stagione politica cittadina, iniziata con la creazione delle squadre speciali anti-degrado della polizia municipale capitanate da Antonio Di Maggio e con il movimento Retake, che confonde l’effetto con la causa del degrado che è sotto gli occhi di tutti. Siamo d’accordo sull’effetto, il degrado, ma la causa è evidentemente da cercare altrove. La chiusura di intere aree urbane, la creazione di quartieri artificiali anestetizzati dalle contraddizioni sociali, l’espulsione di intere fasce di popolazione dalla città consolidata verso zone totalmente prive di servizi; in poche parole: la gentrificazione di pezzi importanti di città. Andando avanti, è l’assenza di lavoro che porta all’abusivismo, apporre un divieto e dare il Daspo evidentemente non risolve il problema.
Sono la carenza di servizi, l’assenza di tutele sul lavoro e la chiusura effettiva di pezzi di città alla popolazione che dovrebbero essere oggetto di regolamenti anti-degrado, così come i legislatori dovrebbero semplicemente dare ascolto ai comitati locali e alle organizzazioni di cittadini per risolverne i problemi, piuttosto che perseguirli penalmente e inventarsi nuove norme e nuovi divieti.
Eppure, ancora una volta, si parte dalla repressione dei comportamenti potenzialmente pericolosi piuttosto che dai diritti sociali. Secondo lo schema già sperimentato dai Decreti sicurezza – sia Minniti-Orlando che Salvini – si minacciano con anni di galera, sanzioni amministrative e provvedimenti di allontanamento gli individui e si difende la Proprietà e la grande concentrazione finanziaria.

Emblematica è la vicenda che ha portato quest’inverno alla nascita della campagna “Il blocco stradale NON può essere reato. Stralciamo le multe”. In corrispondenza con l’approvazione del DL Sicurezza Salvini, che ha ripenalizzato il reato di blocco stradale, la Prefettura di Roma viene sollecitata a dare la priorità alle sanzioni amministrative per blocco del traffico, una fattispecie giuridica e amministrativa che, nel corso degli anni, militanti, attivisti, operai della logistica, disoccupati di tutta Italia si sono visti piovere addosso per blocchi stradali, manifestazioni non autorizzate, picchetti anti-sfratto, mobilitazioni per il diritto all’abitare e per tante altre lotte che hanno animato le piazze del nostro paese negli ultimi anni. Di conseguenza decine di attivisti si vedono recapitare un’ammenda salatissima ( circa 2600 euro) per aver partecipato al corteo solidale dopo lo sgombero, nell’agosto del 2015, dello studentato occupato Degage.
La campagna, cui abbiamo aderito e che ha organizzato per giovedì prossimo un’assemblea con diversi invitati sia dal mondo giuridico che da quello sindacale e di movimento (link all’evento), rappresenta un esempio di organizzazione contro le norme liberticide che hanno come unico scopo l’eliminazione del dissenso e quindi del conflitto sociale. In tempi di chiusura degli spazi di agibilità attraverso regolamenti anti-degrado, Decreti Sicurezza e norme per la legittima sicurezza, le campagne pubbliche che rivendicano la legittimità delle lotte per tutti sono il primo degli anticorpi che dobbiamo mettere in campo.

9698 letture totali 0 letture oggi

7 comments to Di decoro urbano e controllo sociale

  • sandrone

    è off-topic, ma avvisare è importante

    https://southfront.org/israeli-mossad-is-training-sdf-intelligence-personnel-report/

    quindi: occhio ai “compagni” con ganci curdi

  • sandrone

    https://www.almasdarnews.com/article/saudi-officials-visit-eastern-syria-to-meet-with-us-sdf-delegations/

    …e per non farsi mancare niente di niente (caso mai CIA e MOSSAD non fossero già abbastanza per gli amichetti dei KKKurdi), oplà ecco anche una bella spruzzatina wahabbita di Arabia saudita

  • pino josi

    non credo che le conseguenze possano essere eliminate migliorando le cause che le generano, è molto più profondo è la deriva della società aggravata dall’essere una nazione sostanzialmente di destra ed egoista, con una sparuta minoranza democratica ed ipocrita e politicamente corretta, infine, il mondo antagonista ecc che non è rappresentato nè si rappresenta, vuoi per i vari ostacoli, vuoi per la sua stessa natura partecipativa e di condivisione.

    • Ingmar

      Beh salvo non accettare le stesse conseguenze su larga scala di questo egoismo, più che altro sono le varie rivendicazioni in ordine sparso di piccoli interessi di bottega come pezzi di un puzzle non organico. Ma qualcosa si è rotto, se solo nel 2013 i riferimenti erano tutt’altri, Gino Strada, Gabanelli, Rodotà, lo ius soli.
      Quindi sulle cause perlomeno dovremmo tentare di lavorarci, nuocere non nuoce.
      Se non vogliamo defaultare all’innatismo per cui si è nati cosi e non lo si è diventati, io ipotizzo che l’idea del fregare può nascere da una società che ti insegna che se non freghi vieni fregato tu, che sei circondato da lupi. Aggiungiamoci i disagi di una mancata integrazione dei migranti, proprio dovuta al disinteresse per le condizioni materiali economiche dei governi liberisti ad etichetta progressista.
      Non so se c’è un’idea di diritto che si scandalizza che con il disagio e chi agita un pensiero della scarsità, questo venga messo in discussione, perchè sì, da una parte non possiamo negare che è sacro, ma in survival mode, vulnerabili alla propaganda, purtroppo si perde, proprio perchè non ci si sente parte di quel diritto. Se poi ci aggiungiamo la propaganda anti quote, per cui le quote sarebbero posti riservati a standard più bassi allo scopo di includere, crei abilmente e diabolicamente un rifiuto delle lotte sociali e dell’inclusione, una negazione del vissuto di alcune identità svantaggiate, anche se la protezione verso un’asse dell’oppressione, non protegge da quella economica più loro di altri. E’ il gioco al meridionale, questo sì, in senso complementare, ma con un meccanismo simile, dice che ci sono organizzazioni centrali, Roma o Bruxelles, ladrone, che sarebbero corrotte e decadenti e distribuiscono i soldi viziando realtà meno competitive.
      Una delle soluzioni è una analisi sintetica, comprensibile e accessibile dei meccanismi di potere economico, di soluzioni che possano restituire potere contrattuale, che la flat tax viene fatta pagare da tutti in termini di tagli allo stato sociale. Non è per le piccole imprese che non ce la fanno, ma principalmente per chi può pagare benissimo. Creare esperienze di cooperazione e solidarietà organizzata.
      Vero che è facile a dirsi :) .

  • Ingmar

    Comunicazione per Militant, mi spiace se OT. Ci starebbe un post che aiutasse ad orientarsi sulle contradditorie assegnazioni di responsabilità per la pseudointernazionale reazionaria, visto che c’è chi guarda a Putin come responsabile ed in combutta con i vari Orban e Visegrad, ma al tempo stesso in chiaro contrasto con Trump su Venezuela, Iran, Siria, Sauditi e guerra in Yemen.
    L’operazione Cambridge Analitica di Bannon è intrecciata o scollegata a quanto attribuito a Putin per l’ascesa di Trump (ovviamente, manco a dirlo, anche ad Assange), il Russiagate, insomma.
    La contraddizione si assapora in Salvini in una contorsione tragicomica che sembra però non scalfire il suo 20% di voti reali, ammirare Putin e Trump al tempo stesso, ma sostenendo di fatto Trump, prostrarsi a lui su flat tax (ma è vero cha anche in Russia c’è qualcosa di simile?), dar finta che se ammesso che l’Europa sia il nemico, lui invece sia, se mai riuscisse ad usarlo come ariete da sfondamento e utile idiota, un suo alleato ed amico, non uno che impone di comprargli i polli alla varecchina, minacciando dazi, dicendo esplicitamente da “sovranista” che l’Europa non possa fare la sovranista di sè stessa e fare i propri interessi commerciando con la Cina. E che ne pensa chi parla di aiutare l’Africa a casa sua di chi vende le armi per andare in guerra e massacrare gli Houthi yemeniti più migliaia di civili, non sono questi gli squilibri che creano gli odiati “invasori”, quelli che i loro ultras definiscono “risorse boldriniane”? Non dovrebbe smascherare la retorica sovranista, tutto ciò, nel non darsi il limite che era la premessa stessa di tutto quel fermento. Le nazioni possono fare il loro interesse ed arricchirsi, ma, scritto in piccolo, possono anche usare il loro potere per massimizzare i propri interessi ed impedire agli altri di farlo. In cosa è meglio Trump di quello che si rimprovera all’Europa.
    Altre discussioni che non si vedranno su Facebook o nel fatto quotidiano, ma quasi solo scaramucce tra tifosi che si beccano e scandalizzati che passano per “buonisti” e “pidioti” contro “legaioli” etc, o “e allora il Pd?”.
    Tornando a bomba, quindi vedete in Putin e i “bot e troll russi” il principale responsabile, o, complice ovviamente la delusione liberista, la propaganda di Bannon? :) A presto

  • sandrone

    …intanto, nel silenzio (complice) di tutti: eccoci pronti alla guerra all’Iran.

    pronti per un pò di fallout nucleare e (se il mondo resta in piedi) benzina alle stelle?

    • Ingmar

      Dài forse ancora no, però non capisco a che gioco giochi Trump, ma soprattutto gli acritici elettori. Ti fai eleggere sulla piattaforma dell’odio anti islamico e fai di tutto per accontentare i giochi di potere dei più estremisti. “Banni” i musulmani da 7 paesi, praticamente nessuno dei quali, soprattutto l’Iran, è quello di provenienza di alcuno dei terroristi che hanno attaccato l’occidente. Esclusa ovviamente l’Arabia Saudita che ha praticamente prodotto l’Isis contro Assad.
      Estremisti islamisti e sionisti insieme contro l’Iran.

Rispondi a sandrone Annulla risposta

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>