APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

27 March :
1993 La procura di Palermo invia un avviso di garanzia a Giulio Andreotti per concorso in associazione mafiosa

STATS

Battisti e la cattiva coscienza di certi “sinistri”.

Se c’è qualcosa che rende più cupe queste ore, sono le reazioni di certa “sinistra” di fronte all’arresto di Battisti, e più in generale rispetto all’uso strumentale che viene fatto di questa vicenda per sciorinare giudizi sommari sull’intero ciclo di lotte degli anni Settanta.

Si va dagli strateghi del senno di poi, quelli che sanno per filo e per segno come si dovrebbe fare una rivoluzione (ma che però, chissà perché, queste informazioni importantissime se le sono sempre tenute ben strette) ai manettari di sempre, pronti ad accodarsi al giudice “progressista” di turno nemmeno fosse il pifferaio magico, fino ad arrivare ai dissociati fuori tempo massimo, a quelli a cui nessuno ha chiesto niente, ma che se non si pentono si sentono in colpa.

Lo ripetiamo ancora una volta (anche perché qualche solerte censore ci ha cancellato il post di ieri sulla nostra pagina FB): a noi del fatto che Battisti sia colpevole o meno dei reati che gli vengono imputati ci interessa poco o nulla. Abbiamo ovviamente le nostre idee al riguardo, sappiamo bene cosa abbia significato il regime emergenziale, ma non crediamo sia questo il piano su cui poggia tutta questa questione. Questo Paese, piaccia o meno, è stato scosso per oltre un decennio da una guerra civile a bassa intensità, un conflitto che ha fatto morti e feriti da una parte e dall’altra. Più dalla nostra, in verità, se proprio volessimo indulgere in questa macabra conta. Una guerra che ha portato in carcere migliaia di proletari sepolti da condanne pesantissime. Una guerra che, purtroppo, abbiamo perso. Tutti. Compreso chi allora non intraprese la strada della lotta armata. E questa sconfitta la misuriamo ogni giorno nella precarietà delle nostre vite, nei salari che non bastano mai, nella disoccupazione di massa. Oggi, a oltre quarant’anni dalla fine di quella storia, l’accanimento e la vendetta dei vincitori nei confronti dei vinti, la damnatio memorie a cui si vorrebbero ridotti i protagonisti di quella stagione, sono solo il tentativo di arrivare ad una resa dei conti con gli anni Settanta, nonché la cifra repressiva di questo Stato. E’ questo il senso prodondo della vicenda Battisti che, di quella stagione, fu tutto sommato un protagonista minore. E chi non lo capisce, per quanto ci riguarda, sta dall’altra parte della barricata.

15028 letture totali 2 letture oggi

11 comments to Battisti e la cattiva coscienza di certi “sinistri”.

  • dziga vertov

    Quando si era in 200 a fare il sit in per i primi licenziati 70 di Technicolor (tutti con contratto a tempo indeterminato) di fronte alla prima dell’ennesimo filmaccio di De Laurentiis all’Adriano tra i vari vip straccioni del cinemino di casa nostra arrivo’ pure Vauro: due selfie due con i manifestanti ed una pacca sulle spalle, poi dritto sul tappeto rosso e tanti saluti.

    Nel frattempo arrivarono le minacce del De Laurentiis in persona che intimava che nessun suo film sarebbe piu’ entrato in Technicolor se quei rompicoglioni non si fossero levati da li’ a rovinare la serata. Sembra un secolo fa, ma era solo il 2010. di li’ a un anno il glorioso stabilimento della Technicolor Roma avrebbe chiuso del tutto i battenti, mettendo per strada 500 persone. Al suo posto adesso c’e’ un Carrefour.

  • sergio falcone

    Che il vostro post su Facebook sia stato cancellato è un fatto grave. Ne va della libertà di pensiero e di espressione.
    Qualche tempo fa, l’amministratore di YouTube mi ha bloccato l’account per il solo fatto di aver detto più volte cosa pensavo della politica dell’attuale governo. Tra l’altro, ho guadagnato una buona dose di minacce e di insulti dagli altri commentatori.
    Oramai la censura è una prassi consolidata. E nessuno ha alcunché da eccepire.

  • berja

    E’ questo il senso profondo della vicenda Battisti che, di quella stagione, fu tutto sommato un protagonista minore

    colpiti e affondati i professionisti della lagna

  • Giuliano

    L’unica considerazione che andava scritta l’avete scritta voi. Le ultime quattordici righe, in particolare. Tutto il resto è fuffa.

  • Luca

    A chi vi riferite quando dite “strateghi del senno di poi”?

  • Luca

    @ Militant?

    Si può avere una risposta? La mia non era una domanda retorica, non si capisce di chi parliate. È possibile essere un po’ più espliciti? Grazie.

    • Ci riferiamo ad una serie di commenti che abbiamo avuto modo di leggere in questi giorni soprattutto sui social, alcuni anche in calce ai nostri post. Ragionamenti secondo cui i compagni che all’epoca scelsero di intraprendere la strada della lotta armata peccarono quantomeno di “avventurismo” se non, addirittura, di intelligenza con il nemico. Tutti avrebbero fatto dunque parte, in maniera più o meno consapevole a seconda del livello di dietrologia, di una sorta di complotto ordito ai danni del movimento operaio “ufficiale”. Si tratta, ovviamente, di profili personali per cui parliamo del peccato ed evitiamo di parare del peccatore.

      • Luca

        Capisco. Quello che vorrei capire è se per voi esistono (a prescindere dalla condivisione) critiche alla lotta armata da un punto di vista comunista e rivoluzionario, o se qualsiasi critica alla lotta armata venga esclusivamente “da destra”. Anche questa non è una domanda retorica.

  • Hirondelle

    Da certa gente ci si aspetta di tutto e non sorprende. Ma quel dissociato fuori tempo massimo li’ sembra aver finito il suo tempo intellettuale, se non biologico, che gli auguriamo ancora molto lungo, ovviamente (meglio precisare ché di cretini qui in queste ore ne devono passare tanti).

    Una riflessione sulla vostra chiusa: gli elementi che voi giustamente indicate come risultati della sconfitta (precarietà, riduzione dei salari sul PIL ecc.) fanno anch’essi parte della resa dei conti, in realtà. Quei decenni vanno smontati in toto: negli anni’80 lo si è fatto ideologicamente inondandoci di von Hayek e simili, dagli anni’90 distruggendoci economicamente, e con i processi simbolici (Sofri, l’incontro Calabresi-Pinelli, questo). Non ne devono rimanere né conquiste né memoria. Ricorda il gesto di bruciare i cadaveri dei ribelli perché non divenissero oggetto di venerazione e di ucciderli in pubblico perché non si creassero leggende e attese di un futuro ritorno di cui altri avrebbero potuto approfittare.
    La peggiore destra si salda poi con la peggiore non-sinistra nell’idea del complotto ai danni del movimento operaio ufficiale, buono: naturalmente contrapposto in una sorta di perbenismo e moderazione consapevole a quei debosciati libertari dei sessantottini figli di papà – proprio il ritratto di Battisti!!!
    Tuttavia si potrebbe anche rilevare come questo successo salutato in abbraccio tra maggioranza e opposizione arrivi dopo una mediocre finanziaria che non risolve il malessere sociale e prima della campagna elettorale.

    A voler essere forsennatamente dietrologi ci sarebbe da augurarsi che le accuse ai volontari in Siria e la morte recente di uno di loro non siano che coincidenze temporali del tutto casuali.

    • Hirondelle

      Finanziaria che ha inoltre suscitato malumore nell’estrema dx per la sua acquiescenza verso la UE. In una visione perversa e alterata dei veri rapporti di forza questo arresto restituisce smalto all’immagine maschia e muscolosa di un governo mai come in questo caso forte coi deboli e debole coi forti.

  • dziga vertov

    questa dell’esigenza della critica alla lotta armata fa venire proprio l’orticaria, per la sua meschina pretestuosita’ e per le miserabili rendite di posizioni di cui e’ funzione, fossero almeno le rendite di una volta. in un contesto socio-economico che vede oggi un livello di concentrazione della ricchezza e di ineguaglianza a livelli superiori rispetto agli anni dell’ancien regime c’e’ davvero qualcuno che in buona fede interpreta tale critica – ad un fenomeno storico preciso, compiuto e come tale irripetibile – come prioritaria nell’analisi e nel dibattito?

Rispondi a Militant Annulla risposta

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>