APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

18 June :
1971 Nel solo mese di giugno sono più di 90 le aggressioni fasciste ai danni di militanti e sedi di sinistra

STATS

Visioni Militant(i): Santiago, Italia, di Nanni Moretti

 

Il golpe contro Allende è notoriamente una delle mitologie degli anni Settanta, vicenda entro cui trovano spazio tutte le narrazioni edificanti della sinistra popolare dell’epoca. Dopo essersi allontanato dalle dispute politiche – ritagliandosi e poi rifiutando il ruolo di grillo parlante dell’incontro tra Dc e Magistratura (i girotondi, Micromega, in seguito il Pd) – Moretti decide di tornare a parlare di politica senza rischiare nulla. Riparte dunque dal golpe cileno, sicuro dell’unanimità di vedute che avvolge l’evento. Per essere sicuro di essere ecumenicamente accettato e osannato nei circoli intellettuali più navigati, decide di parlare del Cile senza mai parlare degli Usa, senza intervistare i politici cileni più compromessi, senza indagare il ruolo della Chiesa o della borghesia stracciona e dipendente. Una merda insomma? Non proprio. Perché l’asciutto resoconto delle testimonianze dei sopravvissuti, delle vittime del golpe, e della solidarietà che questi ricevettero dal mondo e in particolare dall’Italia, hanno oggi – oggi, alle soglie del 2019 – ancora la forza di colpire al cuore tanto il militante politico “abituato” al racconto della dura storia di classe, quanto il sincero democratico lontano dalla bagarre degli eventi ma ancora “umano”. Fino a qualche anno fa un’operazione di questo tipo sarebbe stata molto più compromettente. Il silenzio sulle responsabilità, certo, ma anche la struttura di un racconto che si regge sulle emozioni dei rifugiati, degli espatriati. E’ il racconto della fuga, la legittimazione di chi venne travolto dagli eventi. Gente ammirevole, vittime – vere – dell’imperialismo. E chi rimase a combattere i militari? La resistenza armata del Mir? I rivoluzionari morti combattendo? Questioni da tempo espulse dall’interesse generale, figuriamoci dunque se possono interessare Moretti, vecchia volpe del compromesso intellettuale. Ma per ricostruire quelle storie, ritrovare grammatiche più ardite, linguaggi più prossimi alla verità, servirà del tempo. Inutile pretendere quello che non può più essere, almeno momentaneamente, almeno al livello mainstream. Molto più facile mettere nel calderone “migrante” tanto chi lottava per il comunismo – e per questo ha trovato la morte, il carcere o l’esilio – quanto i dannati della terra che attraversano il Mediterraneo. Proponendo, tra le righe, sottaciuti (e compiaciuti) paralleli a-storici (Pinochet come Salvini?).

Ma il documentario conserva una sua forza ineluttabile, che nessuna pacificazione storica e ideologica riuscirà mai a cancellare del tutto. La forza del semplice racconto delle vittime, di chi veniva torturato, di chi si trovò ad abbandonare, dalla notte al giorno, tutta la sua vita, i suoi affetti, le sue cose, per rifugiarsi in qualche ambasciata straniera, partendo poi per paesi lontani. Questo e non altro sono le politiche imperialiste, anche se dirlo oggi risulta inevitabilmente melenso, ideologicamente ottuso, sottilmente populista, e così sia. Il Cile ancora oggi ha molto da insegnarci. Senza difesa non c’è rivoluzione, e non c’è difesa senza repressione. Allende pagò sulla sua pelle questa mancata scelta di campo. Piace proprio per questo, Allende. Perché venne sconfitto. Perché non ebbe il tempo, o non volle accorgersi, che il potere popolare va difeso con ogni mezzo necessario. Che la difesa del potere è una gran brutta cosa, che costa compromessi e scelte etiche senza risposta se pensate fuori dalla rivoluzione. Allende insegna che non bisogna fare come Allende. Questo limite è il motivo per cui uno come Moretti oggi può parlare liberamente di Allende, riuscendo a superare – momentaneamente – i limiti evidenti di una narrazione sostanzialmente opportunista. Moretti è stato un regista importante, il suo problema non è di certo organizzare una messa in scena convincente. E’ una vecchia volpe e sa come trascinare a sé lo spettatore. E nonostante ciò, le forza dei volti e dei corpi è ancora giustamente emozionante. Il problema non è lasciarsi convincere dall’emozione, ma di non saper più pensare le sue necessarie conseguenze.

7282 letture totali 28 letture oggi

15 comments to Visioni Militant(i): Santiago, Italia, di Nanni Moretti

  • sergio falcone

    Insopportabile. Se costui è un regista, io sono Federico Fellini.

  • “Senza difesa non c’è rivoluzione, e non c’è difesa senza repressione. Allende pagò sulla sua pelle questa mancata scelta di campo. Piace proprio per questo, Allende. Perché venne sconfitto”.

    Poche righe che sono un programma e la resa incondizionata dei resti della sinistra.

  • Roma

    Moretti è un pariolino, io i miei nemici, quelli che non condividono le mie battaglie, quelli che hanno altri altri obiettivi e sopratutto altri orizzonti insomma quelli che mi sono contro preferisco averceli difronte che mischiati in mezzo ai miei amici. La messa è finita!

  • Gianluigia

    Perché possa risorgere qualche “forma di pensiero rivoluzionario” deve morire il vecchio. Guardiamoci allo specchio e uccidiamo i nostri pesi ideologici. Qualcuno non é capace? Beh si ritiri

  • quetzal

    Moretti a parte , Allende la “scelta di campo”la fece eccome , dalle nazionalizzazioni all amicizia con Cuba, dalle politiche sociali e del lavoro all appoggio (critico) del MIR.
    della sua stessa mancanza – non difendere la rivoluzione – morì .
    cadde per feticismo legalitario- non certo alla 5s, pure da voi sostenuti (magie della tattica)- non per incomprensione della natura del nemico.
    Ma avercene oggi,di Allende…

  • Brigante

    @quetzal
    Non credo che i militant parlino di scelta di campo politico, ma di una scelta ancora più critica, a cui fanno riferimento fiumi di parole scritte sui “tradimenti” delle rivoluzioni. Perché quando si passa dal campo del teorico a quello del reale purtroppo si va sempre a sbattere sulla necessità del compromesso. E chi non si è posto questi problemi per tempo, si è sempre rotto la testa contro un muro. Il tema da proporre per ogni movimento rivoluzionario non è se accettare o meno dei compromessi,ma stabilire delle scale di priorità che aiutino a mettere delle linee rosse sui punti non negoziabili. Il tutto o niente non è proprio della realtà.

  • Militant

    @ Brigante

    Inutile prendersi la briga, questo quetzal è un provocatore a cui va concessa libertà di parola per poterne ridere tutti assieme. D’altronde quale risposta impostare di fronte a un commento che mette nella stessa frase Allende e i Cinque stelle? Nessuna, se non utilizzare cotanta ingenuità polemica come termine di confronto tra la società reale e il marasma entro cui è confinata la sinistra oggi.

    • Gino

      Beh, bisogna ammettere che i 5 stelle sono stati messi al potere (MESSI) in poco più di cinque anni… forse c’è poco da ridere nel trovare nella stessa frase Allende e i 5s, un golpe cruento per deporre il primo e un golpe mediatico per instaurare il secondo.
      La mano è sempre la stessa.

  • subcomandante

    Io onestamente ho trovato il film bello. E anzi alcune delle mancanze che voi elencate (tranne ovviamente la giusta conclusione sulla conservazione del potere) le ho trovate. Anche le accuse agli USA sostenute chiaramchiaramente dalle vittime, protagoniste, “buoni” del film che non vengono contraddette. Certo manca una voce off che ci metta il carico da 11 ma essa manca su tutto. E quando Moretti dissente con chi intervista gli risponde. Se vogliamo parlare di un film “patetico” (cioè che fa appello ai sentimenti) e anche timido, siamo d’accordo. Così loffio non mi è sembrato. Anzi, data la fonte, sono rimasto piacevolmente sorpreso. Cioé, mi aspettavo peggio! Sarei curioso di sapere il vostro parere sul Roma di Cuarón. Io ne ho dato una lettura molto dura e in qualche modo mi sembra un film speculare: molto emozionante ma con un limite “di classe”.

  • Militant

    @ subcomandante

    Beh la recensione non è per niente negativa. Hai detto bene: è un film *patetico*, nel senso tecnico della parola, che fa appello al pathos, ai sentimenti immediati. Se fino a qualche anno fa sarebbe servito altro, una denuncia più circostanziata, maggiore precisione, *oggi* è tornato a servire anche questo: l’immediata, persino sentimentale e retorica, presa di coscienza, fosse anche solo fondata sui sentimenti. Oggi non è più scontato nulla, ripartiamo dunque dalle basi. E il film di Moretti da queste riparte. Poi, certo, per chi è un militante politico, per chi ha studiato la storia, può apparire davvero poco e, a voler insistere, anche sviante. Ma per la stragrande maggioranza del pubblico questo poco è già troppo, di questi tempi. E allora va bene così.

  • subcomandante

    Ok. Avevo capito male io. Grazie

  • Gino

    Non pretendevo capissi di cosa parlavo… sono assai tollerante in materia ;)

  • quetzal

    potete ridere quanto volete ma “provocatore”lo dite a qualcun altro.io ho semplicemente detto che allende non cadde per feticismo della legge,ma per errori politici e di valutazione sul nemico, in particolare sull esercito. il feticismo legalitario del m5s c entrava solo come esempio recente di quel delirio che allende non provò : capisco che l argomento 5s un po vi duole , ma era solo un inciso.sono d accordo con brigante sul rapporto tra mediazione e punti non negoziabili.

Rispondi a Gino Annulla risposta

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>