APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

22 July :
1944 I nazifascisti uccidono a San miniato (Pisa) 54 civili

STATS

La pratica della teoria

Ieri pomeriggio, con un presidio e un volantinaggio di massa, il Nodo Territoriale della Tiburtina ha nuovamente acceso i riflettori sulla vicenda dell’ex fabbrica di Penicillina Leo. Un esempio piccolo piccolo (forse), ma estrememente significativo, di come debba essere declinato l’antirazzismo in periferia, e di come in una questione “particolare” sia contenuto il “generale” di questa fase storica. Abbiamo già scritto più volte della vicenda, ma è bene tornarci sopra per chiarire il concetto. L’ex fabbrica che un tempo dava lavoro a più di 1300 operai oggi è un monumento alla deindustrializzazione delle Tiburtina Valley. Per via dei residui chimici delle lavorazioni e dell’eternit presente nella struttura i costi di bonifica sono diventati talmente alti da disincentivare i progetti speculativi della proprietà, che infatti l’ha lasciata nel più completo abbandono, fregandosene della salute di chi vive nella zona. Nel frattempo lo stabile, per quanto in gran parte ormai ridotto ad un rudere, è diventato l’unico rifugio possibile per centinaia di disperati espulsi dal circuito dell’accoglienza (o semplicemente impossibilitati a trovarsi una sistemazione degna di questo nome) con il corollario di roghi tossici e tensioni sociali che non è difficile immaginare.

Un terreno potenzialmente più che fertile per chi specula sulla guerra tra poveri, un film già visto e rivisto di cui, però, stiamo faticosamente cercando di riscrivere il finale. Da settimane si susseguono volantinaggi e banchetti nei mercati rionali limitrofi per una raccolta firme con una richiesta “semplice”: requisire l’ex fabbrica, bonificare l’area, riconvertire l’ex penicilina ad uso pubblico creando lavoro, edificando case popolari e fornendo servizi. Il nemico non sono i disperati che li ci vivono, e a cui va assicurata una sistemazione degna di un paese che si definisce civile, ma la proprietà che ci avvelena da anni e l’amministrazione che permette tutto questo. Gli sgomberi manu militari non risolvono niente, spostano il falso problema per qualche ora, ma poi per chi vive sulla Tiburtina tutto torna come prima: con i lavori di merda, la disoccupazione alle stelle, le case che mancano, i servizi inesistenti… e l’amianto nell’aria.

Un discorso assolutamente controcorrente in questo momento, e che infatti a volte si scontra con il senso comune di chi, incarognito dalla condizione di vita in cui è costretto, trova nel “cacciamoli via” la panacea di tutti i mali. Ma non c’è scappatoia. O si ritorna a parlare quotidianamente con la nostra gente, ad ascoltarla, magari anche a litigarci, proponendo un’altra idea di società, oppure l’alternativa non potrà che essere lo sterile chiacchiericcio social.

5600 letture totali 2 letture oggi

2 comments to La pratica della teoria

  • Pasquerem

    Perché non parlate mai dei tanti murales che sono nei vari padiglioni dell’ ex fabbrica. Negli anni decine di artisti hanno lasciato una testimonianza e nel tempo si é creato un patrimonio di opere d’arte che andrebbe assolutamente preservato. Un progetto di recupero e uso pubblico del sito dovrebbe partire anche dalla difesa dell’attuale patrimonio artistico, nell’ottica di sviluppare un luogo per l’ arte pubblica.

  • quetzal

    mi sta bene.
    temo che dopo la retorica tipo “in borgata non sono, razzisti sono poveri” possa arrivare “aiutateli a casa dei ricchi” (mi capitò di vedere anni fa una scritta su un muro “rifugiati ai parioli”, firmata da pc di rizzo)
    e vabbè, accetto il rischio
    ma pure l’antirazzismo interclassista moralista istituzionale di principio e solidale non è che mi faccia schifo eh

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>