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Dicono i muri

Hanno scritto che si era trattato di una sparatoria, ma quando qualcuno spara alle spalle ad un uomo disarmato non è una sparatoria: è un’esecuzione. Hanno scritto che c’era stato un tentativo di furto, ma cercare lamiere in una fabbrica abbandonata per costruirsi una baracca non è rubare: è tentare di sopravvivere in un paese di merda dove vieni pagato pochi euro al giorno per spezzarti la schiena nei campi. Da una parte e dall’altra ora stanno provando a specularci sopra politicamente, dimenticandosi che sono stati loro gli artefici e i complici di questo “ritorno al passato”. Hanno riportato i rapporti di lavoro all’ottocento, hanno reintrodotto la schiavitù e l’hanno chiamata modernità. Soumaila Sacko era un bracciante nero nell’Italia del XXI secolo, era un militante sindacale dell’USB, era un proletario, uno di noi, ed è stato assassinato per questo motivo. Ma prima o poi il nostro giorno verrà, ne siamo certi, e quel giorno pagheranno caro… e pagheranno tutto.

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6 comments to Dicono i muri

  • riso

    perché l’USB non chiama allo sciopero generale? ma fa scioperare solo i braccianti e fa presidi?

  • @ riso, possiamo dirti che è una polemica assurda e anche un po’ stupida? Soprattutto in una situazione come questa.

  • riso

    @ militant: certo che lo potete dire, però spiegatemi pure il perché.. perché secondo me non è una polemica stupida, fosse stato italiano presumo che la reazione sarebbe stata diversa (sicuramente a destra, ma anche in molte zone della sinistra)..

    penso che siamo ancora in tempo per chiamare allo sciopero generale.. sicuramente per portare ancor più alla ribalta la situazione dei braccianti nel sud..

  • Hirondelle

    Esecuzione che suscita molti interrogativi per la sua tempistica da avvertimento mafioso. Episodi del genere non saranno rari da quelle parti. Come venivano affrontati di solito? Sparando? Mirando a punto vitale?
    A che serviva ammazzarlo? Messaggio universale? Messaggio puntuale? Messaggio su un comportamento individuale?
    Qual’era la sua attività sindacale?

  • @ riso, permettici di essere franchi.
    Negli ultimi due anni l’USB ha visto assassinati due suoi militanti, prima Abdel Salam nel 2016 a Piacenza, e poche ore fa Soumaila. Entrambi erano migranti ed entrambi facevano sindacato laddove lo scontro di classe è più feroce che mai. Questi “eventi” non sono solo dovuti a “circostanze sfortunate”, ma rappresentano invece il “prezzo” che un’organizzazione e i sui militanti pagano ad un lavoro sociale quotidiano, concreto e importantissimo. Un lavoro che va ben oltre le tante teorizzazioni astratte (che pure tra i compagni abbondano) su come intervenire tra questi nuovi settori proletari, e su come organizzarli. Prova ne sono le mobilitazioni come la marcia della dignità partita da Cona, oppure le tante manifestazioni di piazza di questi ultimi anni in cui la componente “colorata” è sempre stata la più numerosa e determinata. Oppure i quadri sindacali “non pallidi” che si stanno formando in questi anni di lotte.

    Se di fronte a tutto questo invece di fare quadrato e di stringersi attorno a chi ha perso un compagno ci si attarda a fare polemiche come quella che hai fatto tu e come ci è capitato di leggere in rete, significa che il livello raggiunto dalla sinistra di classe in questo paese sta veramente raschiando il fondo. Di fronte a quello che è successo le polemiche fra strutture non devono passare in secondo piano, devono proprio scomparire. E non si tratta di ecumenismo, ma di unità di classe.

    Non siamo iscritti all’USB e non ne facciamo parte, per cui non possiamo o sappiamo rispondere su questioni prettamente sindacali. Sappiamo però che in questo preciso momento storico nessun sindacato, confederale o di base, concertativo o conflittuale, sarebbe in grado di indire uno sciopero generale in grado di bloccare effettivamente il paese. Si tratterebbe per lo più di proclami velleitari, frasi scarlatte buone per ripulirsi la coscienza. Ci scuserai se invece che alle formule liturgiche autoassolutorie in tempi bui come questi preferiamo dar importanza al lavoro concreto nelle situazioni concrete.

  • Gino

    D’accordo con militant, starsi a chiedere perché l’USB non si lanci a spada tratta nel chiedere uno sciopero generale è veramente incomprensibile.
    Lo sciopero generale è una roba che non si riesce a mettere in calendario da tempo immemore, causa le forze in campo.
    Ho constatato anch’io che in rete si cerca di alimentare questa polemica strumentale, sembra quasi una provocazione tout court contro il sindacalismo.

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