APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

15 December :
1969 - Pino Pinelli, ferroviere anarchico, sospettato ingiustamente per la strage di Piazza Fontana, muore "cadendo" dalla finestra della questura di Milano durante un interrogatorio diretto dal commissario Calabresi.
2000 - Scontri in via della Conciliazione (Città del Vaticano) tra Polizia e militanti antifascisti che protestano contro la visita del cancelliere austriaco, il razzista Jorg Haider

STATS

Il governo e il gioco dell’Oca

E così, alla fine, si ritorna al punto di partenza, con la giostra della politique politicienne che in poche ore ha fatto l’intero giro per tornare dov’era partita, impossibilitata a trovare una via d’uscita da quel “bipopulismo imperfetto” fotografato dalle elezioni del 4 marzo. Ogni attore in commedia potrà finalmente ricominciare a recitare la sua parte laddove l’aveva lasciata: la Lega e i Cinque Stelle potranno tornare a promettere mari e monti facendo i conti senza l’oste di Bruxelles, il Pd potrà riprendere la faida interna che dovrebbe portare alla nascita del nuovo partito à la Macron, Forza Italia potrà continuare lentamente ad estinguersi nella speranza che Berlusconi prima o poi resusciti e la sinistra-sinistra potrà ricominciare ad inveire sui social contro “il governo più di destra dalla caduta del regime fascista” cercando così di esorcizzare la sua scomparsa dalla società reale. 

E’ difficile dire cosa abbia determinato la ricomposizione di un quadro istituzionale che solo poche ore fa sembrava avviato a nuove elezioni, ed altrettanto difficile capire chi, con la composizione dell’esecutivo che verrà ufficializzato oggi, abbia portato a casa se non “il risultato”, quantomeno un risultato. Almeno a prima vista Mattarella sembrerebbe riuscito a non perdere completamente la faccia, ottenendo almeno lo spostamento di Savona dal ministero dell’Economia a quello dei rapporti con l’Ue, ma la sensazione però è che si tratta di un palliativo. Se si fosse andati davvero alle elezioni il presidente della Repubblica (per conto dell’unione Europea) si sarebbe trovato con ogni probabilità di fronte ad uno scenario ancora peggiore di quello attuale, con il polo populista che avrebbe fatto il pieno di voti sull’onda del veto della Ue ed il fronte europeista ancora più a pezzi di come si ritrova oggi. Anche le due formazioni populiste, che pure ottengono le tanto vituperate (e agognate) poltrone, non ne escono granché alla grande. Di Maio si è dimostrato nei fatti un novello “sor tentenna”, passando dall’impeachment alla collaborazione con dei tempi degni di un pilota di Formula Uno. Salvini invece, che pure di fronte alla pochezza del dirimpettaio ha giganteggiato, aveva fatto di Savona all’economia la sua linea del Piave e adesso spaccia per una vittoria la nomina di Tria facendo finta di ignorare la sconfitta, simbolica più che concreta, subita. C’è di più, però.

L’indisponibilità allo scontro con l’Unione Europea dimostrata in questo frangente tanto dai Cinque Stelle quanto dalla Lega la dice lunga sulla effettiva praticabilità dei programmi sociali contenuti nel loro contratto. L’abolizione della Legge Fornero e del Jobs Act, così come il reddito di cittadinanza resteranno nel cassetto dei sogni senza copertura economca. Più probabile (e facile) che nella ricerca del consenso entrambi i partiti si concentrino invece su quegli elementi di “populismo penale” che fanno parte del loro DNA. Del resto, come ha notato cinicamente qualcuno, i diritti sociali hanno un costo mentre i diritti umani no. Sia quando li concedi (riconoscimento delle coppie di fatto, matrimoni gay, ecc) sia, come in questo caso, quando ti riproponi di calpestarli (xenofobia, respingimenti, ecc). Dal canto loro sia il Pd che Forza Italia, se pure hanno scampato il “pericolo elezioni”, hanno anche dimostrato plasticamente la marginalità in cui sono attualmente confinate e da cui, almeno nel breve periodo, difficilmente riusciranno ad uscire.

Quello a cui abbiamo assistito è stato dunque soltanto un inutile balletto? Pensiamo di no. Come scrivevamo qualche giorno fa la linea di faglia tra i diritti sociali e l’architettura immodificabile dell’Unione Europea è emersa, forse per la prima volta, in tutta la sua centralità agli occhi di milioni di lavoratori.La questione è uscita dai convegni per addetti ai lavori ed è entrata nei bar e nei mercati. Ed è diventato finalmente chiaro che esiste un recinto economico-politico che non solo non si può scavalcare, ma a cui non ci si deve neppure avvicinare. E che la democrazia rappresentativa vale solo se si promette di non avvicinarsi a quel limite. Una lezione importante, ci sembra di poter dire, più per le masse dei subalterni che per quella sinistra unioneuropeista destinata a rimanere incastrata nel falso binomio sovranismo/europeismo.

7648 letture totali 6 letture oggi

3 comments to Il governo e il gioco dell’Oca

  • Hirondelle

    D’accordo su quasi tutto, soprattutto all’inizio e nelle conclusioni. Prima di tutto l’evidenza di come ogni domanda di cambiamento si scontri con la UE e di come sia quindi falso il binomio da voi richiamato, quindi in prospettiva falsa tutta l’alternativa che ci verrà proposta nei prossimi anni sul piano elettorale – con reciproche accuse di barbarie.

    Preciserei solo che anche i diritti “umani” un costo ce l’hanno, in negativo o in positivo che siano i diritti: ce l’hanno i respingimenti e le espulsioni, ce l’hanno in termini di servizi sociali o detrazioni fiscali ai coniugi le coppie omosessuali, ovviamente non in quanto tali ma in quanto famiglie ufficiali che altrimenti non si sarebbero formate. Non saprei ovviamente quantificarli, questi costi, e sono senz’altro poca cosa rispetto ai diritti sociali e economici universali, però ci sono.
    Non so poi quanto sia simbolica la sconfitta di Salvini: il ministero delle politiche europee non è paragonabile alle Finanze e alla possibilità di gestire certi processi che il secondo dà mentre il primo no. Le proposte economiche avevano portato senz’altro voti alla Lega, non vederle rappresentate potrebbe toglierne. Di certo Mattarella ha vinto su due punti importanti: l’idea che il ministro dell’Economia viene deciso in sede di BCE e Commissione UE, istituzioni sotto controllo sostanzialmente tedesco, nemmeno europeo,e comunicato per bocca del presidente della Repubblica, il quale diviene istituzionalmente il porta parola del padrone vero, viene confermata alla luce del sole e questa è una vittoria non da poco, sia per il nuovo peso che assume la carica di presidente, sia perché nella fattispecie il ministro attuale non è manco un keynesiano di destra (ultimo?) erede di una vecchia tradizione atlantista e statalista di conciliazione sociale, ma un liberista di destra, più europeista che il suo contrario.

    Altra vittoria non da poco, quelle riforme della Costituzione miranti a creare una corsia preferenziale per il recepimento dei voleri UE e una maggiore concentrazione dell’autorità nelle mani di una sola persona spianando i bilanciamenti e controlli previsti nel 1948, respinte quando erano state presentate da Renzi in un referendum che fu su Renzi, sono state di fatto riaffermate vittoriosamente proprio da Mattarella. Che può andare appunto fiero, in UE, del lavoro svolto.

  • Fred

    intanto governa chi ha raccolto milioni di voti, abbiamo assistito ad uno spettacolo indegno e pericoloso spero che alcuni passaggi messi in luce dal susseguirsi degli avvenimenti non verranno nel futuro più ignorati dall’opinione pubblica. Quelle forze che hanno distrutto relazioni e meccanismi di contrattazione salariale, liberalizzato infinità di attività statali, svenduto il paese ai loro amici, buona scuola, vaccini, tav e basta non se ne poteva più, sono ora all’opposizione. Se sono all’opposizione altri danni non ne possono fare. Alcuni ormai sono buoni per il museo delle cere, ed era ora! scandalosa cgil in ossequio a cottarelli manco era stato ancora incaricato!!!
    Adesso ripartiamo, riprendiamoci un po’ di quello che ci è stato tolto, battaglie già vinte dovranno forse essere di nuovo combattute. Art. 18 e tutte le riforme sul lavoro da Biagi a Sacconi al jobs act., fanculo a Invalsi e alternanza scuola lavoro, i patronati e il pizzo che gli devi, Tav. Ceta, TTTIP e ogni trattato firmato dai porci e sotto ricatto UE deve essere rivisto, fino ai trattati europei, tutte le cooperative che hanno collaborato con quelli di prima devono avere rivisto il contratto di collaborazione con le aziende pubbliche!
    Questo deve essere l’ordine del giorno per il nuovo soggetto politico che da sinistra dovrà sostenere nel caso il governo oppure incalzarlo! Tabula rasa di tutto ciò che 20 anni di quelli hanno prodotto in termini di decreti legge, riforme di giustizia, lavoro, scuola e sanità! hanno fatto un macello!!! Forza vediamo da sinistra chi c’è! Poi se nel frattempo si perderanno un po’ di diritti per la comunità LGBT beh, pazienza! ai richiedenti asilo gli si offriranno anche opportunità in altri paesi, magari evitando di alimentare guerre a scopo umanitario nei loro paesi di provenienza e sostenendo invece attività di sviluppo e di diplomazia, certo non contando sulle varie ong compromesse che sono ormai sgamate. Insomma c’è molto da fare.

  • Gino Strampa

    Mettiamo il caso che questa maggioranza destra parlamentare è così schiacciante da allertare anche i più distratti.
    Mettiamo il caso che il sistema stesso si renda conto che non può far fronte a un’opinione pubblica che vedrebbe l’80% delle forze parlamentari da una parte sola, oltretutto a destra, in tal modo non potrebbe far passare troppe cose indigeste.
    Pensiamo al fatto, per esempio, che dopo aver piazzato insieme alle destre ruoli instituzionali subito dopo sollevato la questione Berlusconi, il m5s ri rivolge al PD e limitrofi… se il PD avesse accettato, cosa avremmo adesso in Parlamento e al governo?
    So che la storia non andrebbe fatta con i se, ma almeno individuare quali potrebbero essere le strategie della controparte.
    Non è forse stato il tempo trascorso necessario a portare a termine quel tentativo poi fallito? Il m5s con l’appoggio del PD si poneva a “sinistra” e le destre al posto che più gli compete.
    Se Mattarella avesse respinto il vilipendio denunciandolo pubblicamente, non si sarebbe rotto il meccanismo al punto tale da dover ricorrere al voto? E potevano a quel punto m5s e destre fare campagna elettorale alleate?
    Bersani, e non solo, stava già abboncando all’esca, ma il PD fiutata l’aria preferiva spaccarsi, prevedendo quel che scrivevo… un m5s che fagocitava un PD, cancellandolo, ma ponendosi a sinistra nel Parlamento.
    In sintesi, e lo chiedo umilmente perché non ho tutti gli strumenti, è possibile che il progetto m5s fosse proprio mettersi in quelle condizioni, cancellando la sinistra e facendo comunque politiche di stampo reaionario in nome della sinistra, come si appresterebbe a fare con la Lega e Fdi (Fi sta lì, servirà alla bisogna).

Rispondi a Hirondelle Annulla risposta

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>