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Nuvole parlanti/3… consigli per gli acquisti.

Torniano dopo diversi mesi a scrivere di fumetti e lo facciamo per suggerire la lettura di “Renato Jones. l’Uno %”, un volume della Panini Comics che raccoglie il primo arco narrativo dell’omonima serie scritta, diretta e disegnata dal canadese Kaare Kyle Andrews e pubblicata negli Stati Uniti dai tipi della Image Comics. Leggendo il lavoro di Andrews c’è una prima considerazione che ci viene in mente, ed è che la libertà creativa che la casa editrice statunitense fondata da Todd McFarlane assicura ai propri autori, ha permesso questa volta l’approdo e la diffusione nel circuito mainstream di un fumetto che per i temi trattati e per il taglio narrativo ci si immaginerebbe invece confinato nel mondo dell’underground, allargando così la platea dei potenziali lettori. Un “effetto benefico” che qui da noi viene purtroppo controbilanciato dal prezzo proibitivo con cui il volume arriva sugli scaffali, 20 euro possono infatti rappresentare uno scoglio insuperabile per un lettore giovane o giovanissimo, per quanto esso sia incuriosito dai disegni e/o dalle tematiche affrontate. Fatta questa premessa, torniamo a noi. Il fumetto è di quelli che non può lasciare indifferenti, anche perché tocca questioni che in un modo o nell’altro nutrono il nostro immaginario, e lo fa con quel carico di violenza ed ironia che ne fanno una lettura godibilissima. Renato Jones, alias il freelance, è un eroe mascherato (e fin qui nulla di nuovo sotto il sole) che è stato cresciuto ed allenato per assolvere un solo compito: colpire ed uccidere i super ricchi, punendo col massimo della pena chi per inseguire il proprio profitto condanna alla miseria miliardi di persone. Le influenze delle tematiche del movimento “Occupy Wall Street” sono più che evidenti e Andrews non le tiene nascoste, anzi. I membri delle élite globali vengono dipinti come avidi mostri assestati di potere e abbandonati alle proprie peggiori pulsioni, completamente indifferenti alla sorte di chi lavora per neanche 10 dollari l’ora. D’altronde, se guadagnano così poco… “non sono nemmeno persone” ripete più volte il primo speculatore giustiziato dal Freelance. Ed è lo stesso protagonista a chiarire fin dall’inizio la sua missione “…hanno massacrato la classe lavoratrice. Decimato salari, eroso diritti, cancellato posti di lavoro. Hanno affossato l’economia, distrutto famiglie e rubato loro le case. Hanno reso povera la classe media e rinchiuso i poveri in prigione. Eppure non vedrai mai nessuno di LORO dietro le sbarre. Gli “UNO%” hanno pagato per elevarsi al di sopra della legge. Con quel genere di ricchezza e di potere chi potrebbe fermarli? Chi potrebbe fargliela pagare?! Chi gliela farà pagare?!.” In poche parole è un po’ come vedere The Punisher che fa la lotta di classe, una figata. A rendere ancora più interessante la storia immaginata da Andrews è poi il fatto che Renato Jones non indossi una, ma due maschere. Oltre a vestire i panni del giustiziere anticapitalista il protagonista è infatti costretto fin da bambino a fingersi parte di quel mondo che intende distruggere, ad essere egli stesso un membro dell’Uno%. Uno spunto della trama che potrebbe essere foriero di ulteriori ed interessanti sviluppi. Anche dal punto di vista grafico la serie non delude, l’impostazione delle tavole è dinamica, segue perfettamente il ritmo della storia e ben si adatta al tratto pastoso e grezzo dei disegni. Andrews dimostra inoltre di essere in grado di alternare l’uso del colore con un bianco e nero che il ricorda molto il “Sin City” di Frank Miller, sottolineando efficacemente alcuni passaggi narrativi. La speranza adesso è che il secondo volume sia all’altezza del primo.

Renato Jones. l’UNO%/Kaare Kyle Andrews/Panini Comics/20 euro

 

 

 

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