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19 November :
1969 - A Milano, in occasione dello sciopero nazionale, la polizia carica un corteo nel centro città, provocando numerosi feriti. Rimane ucciso, per lo scontro fra due automezzi, l’agente Antonio Annarumma. Il filmato televisivo francese, che accerta la dinamica dei fatti sarà fatto sparire.

1974: SPESE PROLETARIE A MILANO

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Giornalista nasochista

 

E povero il nostro “giornalista”, soltanto un mese fa inviato speciale della legittimazione neofascista, lui e il resto di quella trasmissione di merda chiamata Nemo (qui lo sdoganamento fascista come strategia mediatica). E’ bastata una testata a sconvolgere le emozioni della casta giornalista del paese, che improvvisamente si ritrova (in faccia) la realtà di un fascismo dato per virtualizzato, pacificato, sdoganato in ogni sua forma. Nessuna pietà per chi da anni alleva un mostro improvvisamente sfuggito di mano. Non abbiamo percepito cori d’indignazione mainstream per le quotidiane aggressioni del neofascismo romano, contro militanti politici o migranti, e oggi dovremmo salire sul carro dello sdegno trasversale solo perché un personaggio della virtualità mediatica incontra la legge della strada? Ma neanche per sogno. Il problema non è Roberto Spada o la criminalità di Ostia in questo caso. Il problema è la politica che legittima questa criminalità, che ne solletica gli istinti, che si serve della compravendita di voti. Ci è stato raccontato un neofascismo che portava il pane alle vecchiette e ripuliva la pineta dalle siringhe, occultando il legame tra questo stesso neofascismo e le mafie del litorale. E’ stupefacente come le parole più adeguate le riesca a trovare un altro pagliaccio del politicamente distorto come Roberto Saviano: «Per quanto mi riguarda, alla luce di tutto questo, combattere Casapound significa fare antimafia». Un’antimafia liberista, nel suo caso. Ma capace almeno di rompere l’omertà diffusa e trasversale di una legittimazione interessata. Per chi è abituato a stare per strada non c’è niente di stupefacente. E’ questa la legge della periferia, un territorio dove sopravvivono solo brutali rapporti di forza. Lo sa chi fa politica in periferia, non lo sa (o finge di non saperlo) chi da una redazione santifica un mondo che vorrebbe totalmente dematerializzato dei suoi conflitti, delle sue contraddizioni, della sua essenza. Non basterà una testata a cambiare una strategia politicamente interessata.

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6 comments to Giornalista nasochista

  • Tronco

    Attendo solo il lacrimevole comunicato di casaclown in solidarietà al giornalista, in cui si gridera’ al complotto contro CP e si farà professione di liberldemocratici sentimenti cartesiani con successivo codazzo di complimenti giornalistici e ritorno allo sdoganamento.

  • Hirondelle

    Al di là dei sentimenti di rabbia del tutto legittimi va vista l’utilità: se questo episodio puo’ contribuire a arrestare il processo di occultamento della reale natura di costoro, condividiamo pure lo scandalo.
    Uno dei modi in cui i fascisti vengono legittimati oggi è il riconoscergli un inesistente volto pulito e perbene, solidale alla moda, mentre si tratta di una maschera indossata secondo la classe di appartenenza dei loro interlocutori. Il rossobruno di cui parlate altrove incarna a meraviglia questo travestimento di identità (e non credo i nazi mao siano mai arrivati a farsi ritrarre cosi’ bene dai media).
    Se questa maschera inizia a mostrare delle crepe nel ritratto mediatico, la demistificazione che ne potrebbe conseguire sarebbe estremamente positiva.

  • Gracco Babeuf

    “se questo episodio puo’ contribuire a arrestare il processo di occultamento della reale natura di costoro, condividiamo pure lo scandalo”

    si su questo sono d’accordo con @Hirondelle.

    tanto che trattasi di “giornalista nasochista” è vero e lo sappiamo, poi se si contribuirà o meno ad arrestare o quantomeno arginare lo sdoganamento di costoro si vedrà, intanto staremo a vedere che accadrà nei prossimi 15 giorni.

  • Militant

    “Arrestare il processo di occultamento della natura reale di costoro”: questa sera nel frattempo ce li ritroveremo tutti ospiti a Piazza pulita da Corrado Formigli, in compagnia di Davide Parenzo. Il processo non si arresta, perchè l’operazione mediatica risponde a una strategia politica, come abbiamo cercato di dire anche in queste ultime settimane, e questa strategia non va certo in crisi per qualche fuoriuscita mediaticamente maldestra di qualche loro referente.

    • Hirondelle

      No, certo che no. Chi poteva aspettarsi che bastasse “solo” un’uscita maldestra a smontare trent’anni di Violante?
      Ma se l’episodio puo’ spingere qualcuno a riflettere, non sarebbe comunque cosa trascurabile.

  • berja

    purtroppo sono certo che il giornalista sia in buonafede.
    il che non è una giustificazione, però è il minimo indispensabile per creare una cornice per una riflessione sugli eventi.
    manca completamente nel giornalismo attuale la cultura necessaria per andare oltre il sensazionalismo e la narrazione “comoda”, i giornalisti, soprattutto se sono uomini di spettacolo, cercano soprattutto di non dispiacere troppo ovvero di piacere a tutti.
    non aspettiamoci nulla di diverso, il capitale non permetterà narrazioni alternative, dobbiamo antrare nell’ordine di idee che l’autonomia di classe vada ricostruita da zero, o quasi.

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