APPUNTAMENTI

11_nov_fermiamo_la_repressione

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

19 November :
1969 - A Milano, in occasione dello sciopero nazionale, la polizia carica un corteo nel centro città, provocando numerosi feriti. Rimane ucciso, per lo scontro fra due automezzi, l’agente Antonio Annarumma. Il filmato televisivo francese, che accerta la dinamica dei fatti sarà fatto sparire.

1974: SPESE PROLETARIE A MILANO

STATS

Mostri generati dal deserto della politica

 

In primo luogo, andrebbe davvero compresa quanta legittimità possa avere un processo elettorale che porta al voto il 36% della popolazione elettorale (molto meno, peraltro, della popolazione complessiva). Questo il risultato, eclatante, del voto nel X Municipio, un territorio di 231.000 persone e 185.000 votanti, di cui hanno votato solo in 67.000. Una popolazione molto grande, equivalente a una media città italiana, che sceglierà il suo vertice amministrativo nella sostanziale avversità della popolazione residente. Un’elezione delegittimata di fatto dal comportamento materiale della popolazione, elettorale e non, che ha sancito uno storico rifiuto per le opzioni politiche esistenti, tutte, inequivocabilmente, residuali. Una critica che in primo luogo coinvolge la “sinistra”, completamente assente dalla competizione perché da troppi anni assente nel territorio municipale e in particolare a Ostia, vertice del disastro urbano metropolitano. Tanto per dire, il candidato di “Sinistra unita” Eugenio Bellomo, l’unico cartello di “sinistra” presentatosi alle elezioni, esprimeva in conclusione della campagna elettorale il suo proposito di governo: «ci dev’essere un collegamento strettissimo con le forze dell’ordine». Come suicidarsi politicamente ed elettoralmente, per di più con la malcelata presunzione di superiorità morale rispetto al resto dei candidati.

In secondo luogo, bisognerebbe chiedersi quale legittimità possano avere delle elezioni in un municipio sciolto per mafia che vede tra i candidati i referenti politici delle famiglie mafiose del litorale. Siamo evidentemente al paradosso o, per meglio dire, al cortocircuito politico: se prevale la “democrazia” rispetto alla “legalità”, allora potevano evitare di sciogliere il municipio; se, al contrario, si fa prevalere la legalità, avrebbero di conseguenza dovuto impedire la candidatura di chi non nasconde il proprio rapporto coi clan mafiosi. Come detto, un cortocircuito che ha finito per racchiudere il senso di queste tristi elezioni. Anche in questo caso la risposta è stata data dalla popolazione residente del municipio, astenutasi per impraticabilità politica.

Terza questione: la parabola discendente del Partito democratico prosegue il suo corso, che terminerà nel 2018 con il tracollo elettorale che attende il partito di Renzi e Gentiloni. In perfetta continuità con le elezioni comunali dello scorso anno, il Pd si conferma partito del padronato, per ciò stesso rifiutato da quei territori utilizzati come discariche sociali, ridotte di un esercito di precari e disoccupati su cui si regge l’economia cittadina (che infatti vede l’ennesimo “balzo in avanti” dell’export, a rimarcare l’indissolubile legame tra peggioramento delle condizioni di lavoro e competitività nelle esportazioni). Un dato questo in assonanza con quanto avvenuto in Sicilia, altro territorio che vede l’estromissione del Pd dalla lotta elettorale di vertice.

C’è poi un ulteriore dato, la conferma dell’”argine” costituito dal M5S alle destre, nelle sue varie forme. L’alternativa al M5S, almeno a livello elettorale, non è “qualcosa di meglio”, men che meno la sinistra, incapace per definizione di recuperare quella forma di malcontento. Fuori dal rigurgito populista c’è la rassegnazione astensionista, che non si trasforma in partecipazione non convenzionale e/o radicale e/o di base, ma nell’apatia desolata; oppure, il travaso di voti verso destra. Il M5S perde in termini assoluti quasi 23.000 elettori rispetto alle comunali del 2016, transitati come detto verso il non voto o verso la destra. Il M5S non “blocca” alcuna ripresa elettorale della sinistra, barzelletta che in questi anni è servita a ripulirsi la coscienza sporca di non avere più alcun progetto politico nè presenza sociale.

Ed è in questo paesaggio di macerie sociali, di disinteresse e di avversità che – ciliegina sulla torta – Casapound raggiunge il 9% con poco meno di 6.000 voti, entrando in consiglio municipale. Se avevamo bisogno di un dato eclatante per descrivere il dramma della sinistra nel paese, questo li racchiude tutti.

5657 letture totali 12 letture oggi

7 comments to Mostri generati dal deserto della politica

  • Max

    in questo territorio oltre a non esistere la sinistra, non esiste la sinistra antagonista se non in piccole espressioni studentesche molto elitare e spesso lontane dalla realtà, ma soprattutto è una zona tenuta raramente in considerazione dal movimento romano (tranne quando ci sono state aggressioni fasciste).

    Ecco perchè trionfa (col 3% effettivo dei voti) casapound

  • quetzal

    tra l altro il candidato di “sinistra” era già al governo con la giunta commissariata per mafia(pd).l’ex sacerdote , molto piu radicato anche nelle pratiche sociali e con un profilo e programma ben piu di sinistra (senza chiamarla così…) ha preso il 9%, fermo restando che qualsiasi cifra vale quel che vale , con un’affluenza al 36%….

  • Tronco

    Io credo che i risultati a fronte dell’astensionismo vadano guardati non ‘solo’ ma almeno ‘anche’ sotto un’altra luce. Premesso il discorso cominciato anni fa sull’inconsistenza dei processi elettorali, sulle decisioni che si prendono altrove etc il dato elettorale forse ci dice qualcosa sulla base elettorale dei movimenti in campo, sulla capacità di mobilitazione e quindi anche qualcosina sul loro peso reale: se non vota nessuno e invece loro riescono, in questo contesto di disamore e mancanza di credibilità per il concetto stesso di rappresentanza, a mobilitarsi e a mobilitare questo un significato ce l’ha. Relativizzarla in numeri assoluti non ha senso, sappiamo benissimo tutti che una minoranza ben equipaggiata ideologicamente e motivata può fare il salto di qualità politico, addirittura prendere il potere. Il consenso assoluto non é di questo mondo, non ha fatto la rivoluzione francese né la rivoluzione d’ottobre, non ha fatto la resistenza né il 77. E su questo secondo me dovremmo interrogarci più a fondo. Pijalli per culo é un conto pijalli sottogamba un altro.

  • Nico

    Mai prendere sottogamba i fascisti e mai tacere del ruolo di classe del Pd e degli errori gravissimi della cosiddetta sinistra radicale. Detto questo, per ragioni diverse le forze emergenti, dai fascisti ai grillini, pur così diversi tra loro, beneficiano o hanno beneficiato del contesto, costruito dal main stream mediatico e dalla evoluzione dei rapporti materiali di lavoro e di vita. Se la crisi viene ossessivamente spiegata prevalentemente (se non unicamente) a livello morale, con la casta e la corruzione dei politici, è ovvio che il M5S trova terreno facile. Coi risultati pratici (mediocri e inevitabili) che però si vedono. Se il fascismo è riabilitato e la Resistenza criminalizzata, e si va alle conferenze di casa Pound, come fa Mentana, anche in questo caso si crea un terreno favorevole. Viceversa noi lavoriamo in un contesto ostile. Non si tratta di autogiustificarsi, si tratta di capire su quali aspetti fare leva. Lavorare sul territorio, sui bisogni dei lavoratori e di disoccupati, ed è necessario, ed è altrettanto necessario sviluppare una visione diversa della realtà e e una prospettiva di società alternativa e trovare il modo di comunicare entrambe. Certo i risultati non arriveranno in tempi brevi, c’è bisogno di tempo, visto pure che i buoi sono usciti dalla stalla e lo hanno fatto ormai da (almeno) un decennio.

    • Hirondelle

      Sarà ancora meno facile se entreranno in parlamento; e per come si sono messe le cose, ce la faranno, perché sono motivati mentre gli elettori diversi no e perché sono funzionali. A quel punto le scritte saranno il meno.

      • Ssaggio

        Ok..e la soluzione qual è?

      • Hirondelle

        Se la sapessimo la useremmo.
        Di certo stare in strada sarà più difficile, e parecchio, se entreranno anche in Parlamento.
        Diventerebbero il braccio armato, o il provvido diversivo kattivo, dei partiti che nella prossima legislatura si presteranno a essere la longa manus della restaurazione EU.

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>