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22 March :
1979 Al Petrolchimico di Marghera muoiono tre operai e altri due rimangono gravemente feriti. Nei giorni precedenti alcune manifestazioni di protesta per le insufficienti norme di sicurezza sul lavoro erano state represse dalla polizia

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La politica fantasma

 

I fatti di ieri hanno un responsabile materiale e uno ideologico: Marco Minniti e il Partito democratico. Eppure – meraviglie della politichetta – proprio il Pd, direttamente o attraverso il nugolo di “organizzazioni umanitarie” contigue al partito, ha cercato, cerca e in molti casi riesce, ad intestarsi parte dell’indignazione popolare per quegli eventi, declinandola nella polemica contro la giunta Raggi. La quale ha, al contrario, un altro tipo di responsabilità, forse non meno grave di chi ha armato materialmente e ideologicamente la mano degli squadroni della morte che ieri hanno imperversato nel centro di Roma. La sua assenza, addirittura il malcelato disinteresse, di fronte a una città che ricordava più il Cile o il Messico di quarant’anni fa, segnano in qualche modo un punto di non ritorno, una dichiarazione di resa. L’assenza della politica genera il mostro di una polizia che diventa in tutto e per tutto attore politico. Tra poliziotti impuniti, media complici, amministrazione comunale assente e il vasto apparato tecnico-ideologico della Ong a rappresentare il contraltare umanitario alla violenza repressiva, ad essere stata sgomberata insieme ai rifugiati ieri è stata proprio la politica. Tutta la vicenda è costretta dentro uno schema binario che impedisce ogni tipo di soluzione progressiva: da una parte lo Stato e la sua repressione, dall’altra la “ongizzazione” delle ragioni sociali dei migranti. Un tempo fatti clamorosi come quelli di ieri sarebbero stati il naturale palcoscenico della politica e dei suoi protagonisti. Ci sarebbe stata una corsa ad occupare una posizione, qualsiasi essa fosse. L’assenza di questo ci racconta di un mondo che è tramontato, non si sa quanto definitivamente. Ma la ritirata storica della politica dalla gestione del territorio e della sua popolazione non farà che alimentare situazioni come quelle di ieri. Siamo solo ad agosto ma già s’intravede un autunno di eventi speculari, di caccia al migrante utilizzata come metadone sociale, arma di distrazione e di assuefazione di massa, elettoralmente appagante. Sabato ci sarà una prima risposta a tutto questo, ma sarà un percorso lungo.

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23 comments to La politica fantasma

  • Lorenzo Ciampi

    Dovreste ripubblicare il post o l’intervento di qualche tempo fa, quando dicevate, vado a memoria ma non penso di sbagliarmi troppo, che votare 5 Stelle sarebbe servito a far scoppiare le contraddizioni nel sistema. O giù di lì.

    Avete criticato una vita la sinistra a – radicale, con la a privativa, dovreste perlomeno fare autocritica. Vi stimo per molte cose, ma sui 5 Stelle avete preso una cantonata pazzesca.

    L’impresentabilità del Pd non può fare da parafulmine rispetto ad un’analisi sulle nuove destre. I 5 Stelle sono destra.

  • Militant

    @ Lorenzo Ciampi

    Se ti riferisci al ballottaggio romano in cui prendemmo posizione contro Giachetti, ti riportiamo alcuni passaggi di quella presa di posizione:

    “esiste una concreta differenza politica tra i soggetti in campo? Ci mancherebbe altro. Giachetti, Marchini, Meloni e Raggi condividono, con accenti diversi, una visione del mondo e dei rapporti sociali in buona sostanza speculare. E la condividono non in base a valutazioni ideali, che pure avrebbero un loro peso, ma valutando concretamente il governo dei territori messo in campo laddove queste forze governano effettivamente”.

    Oppure:

    “Impossibile, allora, dare un voto per qualcuno. Questo il motivo per cui la nostra scelta elettorale sarà ancora una volta quella dell’astensione al primo turno, per rimarcare una distanza sempre meno colmabile tra gli interessi dei lavoratori, dei senza casa, dei migranti, delle periferie, e quella dei soggetti politici che anche in queste elezioni ci chiederanno il voto guardando al centro, della città quanto dello schieramento politico e dell’ordine economico. La nostra astensione varrà anche al ballottaggio”.

    Concludendo così:

    “Per questo, ad un eventuale ballottaggio tra M5S e il Pd, noi voteremo contro il Pd. Senza appoggiare niente delle proposte elettorali del M5S, la posta in gioco in questo caso sarebbe far perdere il Partito democratico, ed è nel nostro interesse contribuire all’eventuale sconfitta.”

    Qui l’articolo: http://www.militant-blog.org/?p=13192

    Posizioni che rispecchiano il nostro pensiero e la nostra azione politica ancora oggi. Qualcun altro ha scambiato nel tempo l’M5S per soggetto di sinistra, rimanendo nel tempo scottato dall’abbaglio preso. Altri, forti della loro sicurezza libresca e impolitica, hanno saputo posizionarsi sempre dalla parte della ragione inconcludente. Per quanto ci riguarda, facendo politica militante e non opinionismo social, viviamo dentro contraddizioni con cui bisogna saper instaurare una dialettica.

  • quetzal

    “ad un eventuale ballottaggio tra M5S e il Pd, noi voteremo contro il Pd. ”
    l abilità linguistica non può nascondere il semplice fatto che se tra due contendenti ne schifi uno e non ti chiami fuori dal gioco, stai scegliendo l’altro.
    dopo anni di “vota nessuno” proprio stavolta che ci stava tutta,avete scelto tra due destre quella , a vs giudizio, in grado di far più danni all’altra
    misteri della tattica

  • Gabri

    Voi eravate schierati con la Raggi neanche tanto il m5s il motivo era buttiamo giu il pd .Il che tatticamente ci sarebbe anche stato se non fosse siamo 4 gatti sparsi per il territorio e dopo esperienza m5s in val susa che hanno pacificato la resistenza valligiana e ridotto ad un mero logo da fare soldi bandiere e spille .La tav continua nessuno ha fermata e anzi la lotta li scemata livello nazionale non entrando nei dettagli li sappiamo benissimo tutti . Avreste dovuto astenersi considerando le nostre forze sono i minimi termini e non avrebbero’ potuto in alcun modo contrastare poi quello scempio che la sindaca e la sua giunta in continuita’ poi con quello che era la giunta paperino celtica al collo .Voi dite viviamo contraddizzioni perche’ noi facciamo la politica in strada non siamo opinionisti da asocial network . Pero’ ammettere di aver fatto una cappellata non significa sminuirsi anzi significa prendersi le responsabilita’ .Siamo umani sbagliamo tutti non siamo perfetti per lo piu’ chi fa militanza attiva non da tastiera ovvero voi . Ma non si butta giu il peggio per il meno peggio se non si hanno gli anticorpi sopratutto dopo aver visto i danni irreparabili che il m5s ha fatto in mov come i notav , i nomous danni per altro che non hanno minimamente fatto saltare il tav e smantellato il mous anzi fior fiore di denunce e dissociazioni dai violenti di fatto rendendo movimenti attivi sul territorio macchiette di se stesSI .Oggi alle 16 ci saro’ ma io accuso la raggi per quello successo ieri sopratutto quando un dimaio fa certe dichiarazioni :http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/luigi_di_maio_migranti_roma-3201743.html

    • kente

      scusa ma che la lotta no tav sia calata, te lo sei sognato o che?
      sia ben chiaro, il m5s in quella valle c’è entrato solo per fare propaganda e raccogliere voti, ma più o meno è quello che avevano fatto i partiti di sinistra nel 2006; sono scomparsi loro e scomparirà pure il m5s. La lotta no-tav è viva e forte

      • Gabri

        vabbe non mi sembra il luogo adatto per discuterne sai benissimo non sia cosi’ ma facciamo finta sia cosi’ .Solo perche’ non mi pare il luogo per citare le varie cappellate . Se per vivo intendi i festival alta felicita’ e le passeggiattine notturne ok allora la lotta sempre piu’ viva e sempre resistente . Intanto pero’ la tav va avanti.

      • Gabri

        Il m5s poi chiudo la questione tav solo perche’ centra nulla stato portato in valle perche’ nessuno si filava piu’ quella lotta livello mediatico . Ci sono stati leaders che si sono autoeletti tali ed evito i nomi metto le iniziali .P-D-R . Ci sono stati personaggi che fino ieri definivano i notav dei poveri cretinetti venire in valle fare i paladini . Il m5s da P stato portato porta a porta raccimolare voti per poi votare appendino cerano i notav applaudire la sindaca questa cosa non puoi negarmela che la bandiera sventolava sul comune di torino di fatto istituzionalizzando una lotta rendendola innocqua che poi la stessa cosa successa con il mous e con il tap . Detto questo chiuso la questione tav perche’ io avevo citata con il solo scopo di esempio m5s non entrare nei meriti che tanto lo sappiamo tutti sia cosi’ ma alcuni preferiscono far finta di nulla .

  • Militant

    @ Gabri

    Inutile e davvero improduttivo sarebbe tornare a discutere sull’ovvio, cioè sulla natura populista-regressiva o addirittura reazionaria del M5S come partito politico. Ma quando, almeno da queste parti, è stata mai negata tale natura soggettiva? Senza scomodare decine di interpretazioni del fenomeno che nel tempo abbiamo prodotto, rimandiamo solo a questa: http://www.militant-blog.org/?p=13195

    Fatta questa premessa, sgomberato cioè il campo dall’equivoco del M5S come “partito/movimento di sinistra”, a noi è interessato, e interessa ancora, il *perchè* un soggetto più o meno esplicitamente reazionario ad un certo punto intercetta gli umori e le speranze di un importante pezzo di proletariato nazionale. Ci interessa cioè il M5S (e il fenomeno populista nel suo insieme) come *oggetto* della politica. Ma questo interesse è possibile comprenderlo solo ed esclusivamente dal nostro punto di vista militante, cioè di compagni che quotidianamente *devono* fare politica nelle enormi contraddizioni sociali romane. Se ci limitassimo a leggere dei libri, a commentare la realtà dai social, ci saremmo da tempo fermati alla natura soggettiva del M5S, cioè al suo palese carattere reazionario. Sarebbe stato tutto marxisticamente esatto, eppure allo stesso tempo tutto marxisticamente inutile. Perchè di fronte a un proletariato che individua il problema *nella sinistra*, qualsiasi essa sia, e la soluzione nel populismo, qualsiasi forma questo assuma, ci si può ritirare nella teoria o sporcarsi le mani e la testa nella pratica. Non è un caso che questa condizione è vissuta da chiunque faccia veramente politica, nel movimento o fuori da esso, e banalizzata da chi *dall’esterno* commenta i fatti della politica. Lotta No-Tav insegna.

    Detto questo, crediamo ancora oggi che il Partito democratico sia il principale problema politico del paese e, per estensione, i “partiti democratici” di tutta Europa il principale problema politico europeo. Quella forma di ordoliberalismo democratico, liberista dal volto (sempre meno) umano, è oggi il contenitore perfetto per dare forma e sostanza allo sviluppo capitalista. E’ il nemico da combattere anche perchè, peraltro, annienta ogni speranza per la sinistra di risorgere dalle sue ceneri, visto che per la “gente comune” i Pd di tutta Europa *sono la sinistra*, quindi il nemico. Detto questo, dunque, sebbene valga ed è valsa l’astensione come risposta tattica all’impossibile scelta politica odierna, in un ballottaggio secco tra il nemico principale e un altro soggetto politico, ancora oggi crediamo che ogni mezzo valga la possibilità di combattere il Pd. Roma, con Giachetti, sarebbe stata un posto peggiore *proprio perchè* avrebbe amministrato con più sapienza il tragitto liberista di espropriazione definitiva della città dai suoi abitanti. Questo pensavamo allora, e questo pensiamo ancora oggi.

  • Gabri

    Difatti io ho specificato che avete votato raggi per far andare alla merda il pd io non so se sarebbe stato peggio per quel che mi riguarda raggi e altro sono uguali identici quindi mi sono astenuto come molti altri compagni . Detto questo ribadisco che il concetto tattica era giusto ma sbagliato nel periodo in cui viviamo e come dire voto hitler poi li spacco il culo e magari qualcuno nel periodo ha pensato cosi’ basti pensare agli ebrei che partecipavano alle fiaccolate di hitler e feccia varia del periodo prima del arresto e presa al potere . Ovvio che raggi non e hitler e il m5s non sono nazisti sono peggio in un certo senso ricordano lo psicocontrollo e psicoreato di orwell ma ovvio parliamo di ovvieta’ .Tuttavia io accuso raggi si perche’ su minniti potremo scrivere un poema di quanto sia una merda quel individuo ma pur vero e lo sappiamo tutti che lo sgombero non passa da minniti . Se mi buttano fuori da casa perche’ non pago affitto oppure perche’ sto occupando minniti , gentiloni centrano nulla centrano i prefetti e i sindaci che sono predisposti e lo so bene avendo subito diversi sfratti e anche uno sgombero di un alloggio occupato . Quindi i migranti di fatto sono stati sgomberati da raggi come di fatto io tempo addietro sono stato sgomberato da marino non da renzi .

  • Militant

    @ Gabri

    Guarda, per come stanno messi al Comune in questo momento è probabile che la Raggi o chi per lei fatichi anche a trovare il numero di telefono per parlare con la Questura. Figuriamoci ordinare sgomberi. D’altronde la verità lo dice oggi il Corriere, che infatti titola: “Minniti non darà più il via libera [agli sgomberi] senza soluzioni abitative”, chiarendo che è il Pd, e in primo luogo il Ministro degli Interni Minniti, a decidere chi, quando e cosa sgomberare. Oltretutto, la Questura romana, così come la Prefettura, sono istituzioni repressive da almeno un decennio a stretto controllo “democratico”, sono cioè controllate politicamente dal Pd. Anche questo dovrebbe servire a chiarire *chi* è il soggetto e l’area politica che governa di fatto il paese e la città. A prescindere da chi siede momentaneamente al Comune. E questo senza nulla togliere alle responsabilità politiche del M5S, che esistono ma sono d’altra natura rispetto al Pd, anche nel caso di piazza Indipendenza.

  • Luca

    @ Militant

    Dire che il PD è “il principale problema politico del paese” significa stabilire implicitamente che il M5S non sarebbe in grado/non vorrebbe fare ciò che ha fatto e che fa il PD nelle scelte essenziali e principali in materia economico-sociale.
    Ora, a parte il fatto che quasi un lustro di presenza e attività politica del M5S, locale e nazionale, è sufficiente per iniziare a dimostrare che ciò non è vero, ma dire questo vorrebbe dire a sua volta postulare una differenza di fondo – vera – fra la strategia e la natura di classe dei “partiti democratici di tutta Europa” e quelle dei partiti populisti-regressivi di tutta Europa. Credo che una cosa del genere non solo non corrisponda alla realtà, ma equivalga ad un colossale e pericolosissimo errore politico. Perché vorrebbe dire legittimare – sia pure dissociandosene e addirittura riconoscendone a parole la dannosità – la natura politica borghese e capitalista delle forze populiste-regressive e reazionarie, che in ultima analisi è *in tutto e per tutto coincidente* con quella dei “partiti democratici”. Simul stabunt simul cadent.
    Ostacolare, ritardare o – peggio – negare il riconoscimento questa coincidenza è il peggior atto politico che oggi una sinistra di classe possa compiere verso se stessa e soprattutto verso chi pretende di rappresentare. È ora di iniziare ad parlare e ad agire di conseguenza.

  • Gabri

    Luca se espresso meglio di me .Il senso era lo stesso di fatto legittimando forze populiste -regressivi . In europa si parla di antinazionalismo e i movimenti europei vedono come fascismo il m5s e non parlo di gruppi di sinistra europea legati i governi , israele e altro pattume simile . Ma di antagonisti sia francesi che tedeschi che inglesi .Poi vedere il male assoluto il pd si fa lo stesso errore di quando cera silvio. Pero’ sugli sgomberi e sfratti avendoli subiti entrambi minniti neanche cera ancora .Posto e premesso che la posizione del m5s rimane prima i romani tradotto prima gli italiani e come diceva un profugo eritreo ieri no prima i romani TUTTI . Mio avviso il m5s dove amministra fa solo grandi danni in continuita’ con le vecchie giunte .

  • quetzal

    ottimo Luca.contro le tre destre del capitale :pd , fasciorazzisti, m5s.

  • T.S.

    @Luca
    Non capisco su quali basi oggettive costruisci la tesi secondo cui scrivere che il PD è “il principale problema politico del paese” significhi postulare una presunta differenza sistemica del M5S e quindi fornirgli legittimazione.

    Mi pare che su queste pagine non sia mai mancato il riconoscimento del carattere reazionario del M5S.
    Semmai, ciò che qui si precisa è che il fenomeno elettorale dei 5S va sviscerato e compreso nel suo meccanismo di intercettazione del consenso che gli rivolge una fascia ampissima di subalterni e secondariamente che, per quanto reazionari, almeno ad oggi i 5S le stanze dei bottoni le hanno viste soltanto col binocolo, a differenza di un PD che le occupa stabilmente da quando Berlusconi fu messo alla porta su ordine UE.

    • Luca

      Dire che c’è “il principale problema politico” significa dire che gli altri sono problemi politici secondari e/o meno gravi. O quantomeno non principali. Sono parole che non ho usato io, sto citando.
      Secondo me non è vero che il M5S sia un problema “meno principale”, per così dire, del PD.
      Anzi, secondo me è il contrario. Proprio per la sua natura e il suo involucro ambiguo e truffaldino – che lo fa essere quello che è, e lo ha fatto per anni passare all’incasso trasformandolo in referente di molti proletari e subalterni – costituisce un avversario da smascherare e da denunciare per quello che è, diversamente dal PD che è un avversario alla luce del sole e che non ha da essere smascherato.

  • Militant

    @ T.S.

    Inutile insistere, tanto è un dialogo viziato dal pregiudizio ideologico di chi insiste nel fotografare la realtà esclusivamente in forma monodimensionale, a-dialettica e statica. Per questi compagni basta aver smascherato la regressività del M5S per auto-elogiarsi di chissà quali doti interpretative. Condendo il tutto con qualche frase ultra-rivoluzionaria, giusto quel tanto da poter dormire con la coscienza apposto. A noi della coscienza apposto ci frega il giusto, anzi: è solo dalla coscienza in disordine che scaturiscono le soluzioni per l’avvenire. Ma vaglielo a spiegare ai professori della sentenza.

  • Luca

    @ Militant

    Non capisco il senso della risposta, e soprattutto non ne capisco il tono. Mi dispiace che il mio intervento sia stato interpretato come viziato dal pregiudizio ideologico (quale, poi?). Mi limitavo a constatare quella che a me e a molti compagni è sempre apparsa una falla nel vostro discorso e nella vostra analisi, e quindi nella vostra tattica, sul M5S. Un errore dal quale possono discendere posizioni che ci allontanano, e non ci avvicinano, alle soluzioni per l’avvenire, e anzi pure per l’oggi.
    Non penso né ho mai detto che basti smascherare la regressività del M5S per risolvere il problema, ma di sicuro il non farlo e il tacere è peggio. E peserà e produrrà danni sempre di più, *nel* nostro campo e *sul* nostro campo.
    Invece di tirare in ballo l’ideologismo e le coscienze a posto (se mi permettete, accuse retoriche che lasciano il tempo che trovano, come quella di accusare indistintamente gli altri di non sporcarsi le mani. A chi vi riferite? Perché non fate i nomi?), vi chiederei di dimostrare dati alla mano come, quanto e perché il M5S dovrebbe farci scampare dalle stesse politiche che PD-Forza Italia-Monti-Letta-Renzi hanno condotto per anni e che non mi pare abbiano trovato il benché minimo ostacolo da parte dei pentastellati, almeno per ciò che riguarda le cose che dovrebbero interessarci da un punto di vista proletario e comunista. Perché non discutiamo di questo? Parliamo di fatti, invece di dare giudizi.

  • Militant

    @ Luca

    Il presupposto (e il pregiudizio) ideologico trasuda anche da questo commento, ed è il motivo per cui continuare un dialogo di questo tipo è inutile e improduttivo (inutile perchè improduttivo).
    “Non penso né ho mai detto che basti smascherare la regressività del M5S per risolvere il problema, ma di sicuro il non farlo e il tacere è peggio”. Quando, ripetiamo: *quando* nei nostri (molti) ragionamenti sul M5S non è sempre stata premessa la natura contraddittoria e regressiva nel movimento grillino?
    “vi chiederei di dimostrare dati alla mano come, quanto e perché il M5S dovrebbe farci scampare dalle stesse politiche che PD-Forza Italia-Monti-Letta-Renzi hanno condotto per anni”. Ancora, quando – quando – non è stata individuata la sostanziale continuità ideologica tra partiti liberisti e M5S?
    Ma perchè insistere nel dialogo se al prossimo commento tornerai – tu e chi, come te, perseguita non un “dialogo”, ma un monologo – a dire che non “smascherare” la “natura regressiva” del M5S “sarebbe un errore”?

    Il problema politico che ci pone di fronte il M5S e, per estensione, il “populismo” di questi tempi, è d’altra caratura, e cioè: perchè una quota rilevante di proletariato individua nel populismo la soluzione alla necessità di rottura con lo status quo politico? E nel farlo non si affida, come pure a volte è capitato nella storia, a opzioni direttamente reazionarie, nazionaliste o xenofobe, ma ad una soluzione populista che fa leva su altri ragionamenti? L’elettorato, almeno una parte consistente di esso, del M5S non vota Grillo perchè semplicemente “xenofobo”, “nazionalista”, “razzista”, eccetera: per quello c’è già la Lega Nord o il resto del microcosmo neofascista. Quel proletariato vota Grillo per altre ragioni, e sono queste ragioni a costituire il nostro interesse. E insieme a una doverosa critica del M5S – che, ribadiamo per l’ennesima volta, è necessaria – vanno tenuti in considerazione i motivi per cui i proletari si affidano a Grillo e non a qualche “partitocomunista” detentore della giusta linea rivoluzionaria.
    Ora, che a tanti non interessa proprio la questione perchè da tempo immemore disinteressati ad intrecciare le proprie sorti politiche con quelle del proletariato, è una delle risposte.
    Che altri abbiano allergia per i temi (non le soluzioni, i temi) agitati dal populismo (Unione europea, occupazione/disoccupazione, lotta alla globalizzazione, eccetera) è un altro pezzo della risposta.
    La nostra tesi è questa: il populismo guadagna consensi (elettorali) perchè capace di organizzare un discorso e una lotta politica, in un linguaggio comprensibile e semplificato, attorno a quei temi che la sinistra di classe non ha più interesse o capacità di affrontare (o capacità di farsi ascoltare). Le soluzioni che propone sono sbagliate e sostanzialmente speculari a quelle liberiste/padronali – ma questo, va da sè, è il limite oggettivo di ogni populismo – ma i temi che affronta sono quelli che più toccano il sentire comune dei subalterni. Questa la contraddizione entro cui un soggetto comunista è costretto oggi a fare politica.

  • Luca

    @ Militant

    potrei anche concordare sulla vostra tesi (secondo me c’è anche dell’altro, tipo il fatto che i temi in sé, nominalisticamente, non sono mai neutri, anche quando magari sembrano essere contigui ai problemi e alle condizioni degli sfruttati), e infatti non vedo come sia in contraddizione con quello che ho detto. Dimostratemelo.
    Ma però scusate, a parte questo, perché non vi prendete la responsabilità logica e linguistica, prima ancora che politica, di quello che affermate?
    Se vedete la continuità politica e ideologica fra partiti liberisti e M5S, come fate a dire che il nemico principale/principale problema è solo il PD (ponendo quindi implicitamente il M5S in secondo piano)?
    Se denunciate la natura regressiva del M5S come fate poi, tra Marino e Raggi, a dire “non votare PD”? O pensate che basti denunciare a parole, e magari scriverci sopra raffinate interpretazioni, però poi quando si tratta di stare con le mani nella merda si può mettere la denuncia e le analisi fra parentesi, e chiudere un occhio e pure l’altro? Se per te il M5S è regressivo e reazionario non lo voti. Punto.
    No, perché scusate, sennò a me questa ricorda molto la tattica della defunta (per fortuna) sinistra cosiddetta radicale dei tempi andati (pre-2006), che non mancava occasione per dire che il PD/eredi del PCI o chi per essi era un partito organicamente situato in un altro campo rispetto a quello del lavoro però poi ci si facevano gli accordi e le coalizioni. Si è visto che fine hanno e abbiamo fatto.

  • quetzal

    l’analisi di per se giusta del consenso proletario al m5s è un buon esercizio di sociologismo elettorale , non è una linea politica ; perchè poi difronte a fatti,decisioni,scelte o omissioni dei grillini, che governino oppure no, tu qualcosa la devi dire e fare: ti opponi, e come? oppure dialoghi, o esprimi una critica benevola (tipo la vostra )?
    ai tempi, un sacco di proletari e sottoproletari votavano MSI, non abbiamo mai visto alcuna “contraddizione “in questo.
    alcuni compagni pensano che il sistema politico collasserà quando e se il m5s andrà al governo nazionale : questo è un tentativo di interpretazione della contraddizioni che può essere utile.
    Altri compagni si spingono fino a dedurne che questo processo va accelerato sostenendo attivamente il m5s, e si comportano come il famoso tizio che si inflisse gravi lesioni personali per far dispetto alla suocera
    altri ancora, credo pochi ma ne conosco, non “assumono” ma “sono”ormai il pattume ideologico del m5s, quindi: chiusura porti ai migranti, no ius soli etc etc.
    sono diventati a noi nemici
    la tanto vituperata (anche meritatamente) sinistra radicale oggi , nel suo complesso, dice : serve costruire l’opposizione politica e sociale a tutti: pd,destre e m5s.
    tutt’e tre , in modi diversi, fautori dell’ordoliberismo che uccide il “popolo” invocato ogni due per tre, tre volti dell’avversario di classe.e se ripartissimo da qui?
    Ques se vayan todos!

  • Gabri

    io rimanga della idea che si sta ripetendo lo stesso errore di quanto il nemico era berlusconi e di danni quel periodo ne ha fatti .Abbiamo cambiato ossesione mo abbiamo il pd di fatto sottovalutando il m5s che mio avviso un grosso problema . Poi senza offese a militant ma parlare meno politichese risulterebbe piu’ comprensibile quelle fasce proletarie che si sono rotti da tempo del politichese . Ecco spiegato in parte senza analisi cervelloidi perche’ il politichese ti vota il vaffanculo poi esiste la parte proletaria fascista razzista esiste e visto il ceto medio sparito quasi del tutto eccola la che colpa dei rifugiati questi ultimi votano anch essi il m5s perche’ ha nel programma esigenzio medio borghesi per questa categorie.Esigenze che poi dove amministrano si notera’ sono specchietti per le allodole . Noi intanto probabilmente 2-3 annetti ancora e spariremo perche’ ci siamo autocastrati da soli e fine .

  • Militant

    @ quetzal

    L’interpretazione del consenso elettorale del M5S non è certo una linea politica, chiaramente. Di fronte alle decisioni del movimento grillino, siano esse ideologiche o amministrative, bisogna prendere una posizione, ma questa stessa posizione deve tenere in conto dei motivi reali per cui viene aggregato tanto “consenso proletario” attorno all’opzione populista. Un esempio: l’Unione europea. Secondo noi parte del suddetto “consenso proletario” di Grillo riguarda la posizione che un tempo il M5S aveva sulla Ue e sull’euro. Mentre tutti – tutti – i partiti della sinistra sostenevano il processo europeista, il M5S era l’unica forza politica a esprimere un suo contraddittorio ma chiaro dissenso, un dissenso che prevedeva anche l’uscita dall’euro (o un referendum su di esso) come soluzione. Ora, le posizioni del M5S, su questo come su altri temi, nel frattempo sono cambiate, adeguandosi al mainstream ideologico liberista. Però all’origine c’era questa capacità grillina di agitare un tema quantomai centrale per i destini dei proletari. Ecco, in questo caso la critica proveniente da sinistra non condannava le contraddizioni del M5S sull’Unione europea, ma la scelta stessa di combattere le Ue in nome di un borghesissimo cosmopolitismo ideologico. Dunque non è tanto la critica al M5S il cuore del discorso, ma *come* criticare il M5S che determina il proprio posizionamento politico. Se la scelta è fra la compatibilità auspicata dalla sinistra o la rottura contraddittoria suscitata dal populismo, meglio il populismo!
    Poi, lo stiamo vedendo, questo ventaglio di contraddizioni si sta rapidamente chiudendo: in vista del voto il M5S assumerà sempre più un profilo compatibile con gli interessi del capitalismo italiano. E’ un dato di fatto ed è un terreno su cui dare battaglia al populismo grillino. Ma, per l’appunto, questa battaglia dipende da dove arriva e verso quale direzione vuole andare: non tutto ciò che “critica” il “populismo” da “sinistra” corrisponde a una critica progressiva. Le critiche possono essere anche “di destra” sebbene in apparenza provenire “da sinistra”.

  • quetzal

    non sono d’accordo ma apprezzo molto la dialettica costruttiva tra compagni.il dissenso verte sulla errata alternativa tra compatibilità e populismo.anche sull ‘Europa. io penso che esista un altro spazio politico, quello che tra tenersi l’europa cosi com’è e romperla a destra (perchè tanto farebbe il grillismo governativo) dice : rovesciamola, rompiamo i vincoli, annulliamo il debito e disobbediamo ai trattati (a cominciare da quello di dublino). e facile ? non piu di quanto sia semplice piegare a sinistra il populismo nostrano (che non è certo l’unico populismo possibile , ma questo abbiamo)

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