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28 April :
1945 A piazzale loreto, Milano, vengono esposti i corpi del dittatore Mussolini e dei suoi sgerri. I partigiani sono costretti a usare gli idranti per disperdere la folla che voleva farne scempio.

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Nonostante tutto

 

Nonostante la Questura di Roma avesse da settimane fomentato un clima terroristico impedendo di fatto qualsiasi partecipazione “extra-militante”; nonostante tutto il campo della sinistra compatibile abbia lavorato per delegittimare le ragioni del corteo contro le politiche criminali della Ue; nonostante l’universo mediatico, senza eccezione alcuna, abbia censurato qualsiasi ragione politica e aizzato ogni peggiore repulsione verso il corteo anti-euroliberista, la manifestazione di ieri si è imposta come principale fatto politico della stagione. Ha oscurato ogni altra manifestazione – dalle celebrazioni ufficiali alle ridicole sfilate europeiste – con la forza dei numeri: più di 10.000 lavoratori, migranti, precari e studenti hanno dimostrato la propria avversione alle politiche Ue in una Roma mai come ieri blindata oltre l’inverosimile. Un successo oltre le aspettative, tenuto conto del boicottaggio mainstream trasversale e politicamente unificante, che rendeva impossibile solidarizzare materialmente con la manifestazione. La lotta all’Unione europea, al liberismo intrinseco delle sue istituzioni, da ieri è all’ordine del giorno della sinistra antagonista: un passaggio decisivo e qualificante che ha avuto la forza di affermarsi contro tutti i tentativi di pacificazione interessati. Se nei numeri possiamo dirci allora soddisfatti, sul piano più generale dei rapporti democratici e dell’agibilità politica l’atteggiamento del governo, della Polizia e della politica tutta segnano un punto di non ritorno di una gravità inaudita. Mai si era visto un corteo pacifico tagliato in due da cariche “preventive”. Mai si erano visti fogli di via comminati senza specifico reato contestato; mai si era assistito alla chiusura di ogni possibile manifestazione concreta di dissenso come ieri in piazza. E tralasciamo i pullman fermati nella mattinata, tenuti reclusi nel centro di identificazione di Tor Cervara e rilasciati a manifestazione finita, senza alcuna motivazione plausibile. Il vertice europeista imponeva una gestione, per l’appunto, “europea” della piazza, ma ieri tutta – ripetiamo: tutta – la democrazia italiana ha segnato un passo indietro senza precedenti. Chi da oggi non denuncerà il livello repressivo messo in pratica ieri con la reclusione forzata e, ribadiamo, preventiva e immotivata, di un intero pezzo della manifestazione, non solo certificherà il carattere reazionario del proprio posizionamento, ma contribuirà attivamente alla chiusura di ogni possibile agibilità politica dei movimenti nei prossimi anni. Ciò che è avvenuto ieri riguarda tutti, non solo le vittime dirette di un accanimento repressivo senza precedenti. E’ peraltro coerente con un’impostazione già in atto, e che vede nel decreto Minniti la formalizzazione di una gestione dell’ordine pubblico completamente “tecnicizzata” e quindi sottratta al confronto politico. Un clima che impone una riflessione al di là delle differenze politiche, perché in gioco c’è la possibilità stessa di manifestare, di fare politica, di tradurre le proprie idee in pratica, e questo scavalca i posizionamenti e la frammentazione attuale. Da ieri la lotta all’Unione europea riparte più forte di prima, ma il livello della democrazia sostanziale di questo paese ne esce con le ossa distrutte, ed è un problema collettivo e non dei soli manifestanti fermati.

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6 comments to Nonostante tutto

  • Hirondelle

    Prove generali di quando, passate le elezioni, sprofondate le banche, arrivato 5* in coalizione con il PD e magari i compatibili – nel senso di coloro che sono da compatire perché perseveranti nell’irresponsabile idiozia – il governo chiederà il MES, cioè la troika, cioè la Grecia.
    W l’euro che è solo una moneta.

  • Sempre la solita tiritera sulla democrazia che non c’è, i diritti violentati di parola, di manifestazione, di libera informazione e via dicendo.
    L’unico dibattito sensato è: La piazza si prende con la forza o si sta a casa.
    Certo “la forza” non arriva spontaneamente dicendo: “Eccomi, cosa c’è da fare?” Bisogna costruirla, verificarla e perfezionarla con una manutenzione continua che è poi, in altre parole, fare politica.

    • Hirondelle

      Premessa: io le libertà borghesi me le terrei ben strette. Primo perché non sono un regalo, secondo, perché davanti alla spietata reazione UE si usano tutti gli strumenti e le possibilità a disposizione, non fosse che per farne risaltare le contraddizioni agli occhi di chi ancora non vuol vedere.

      Intervengo non tanto sulla questione forza sì o forza no, perché confesso non mi appassiona, ma per un’altra domanda. Ammettiamo per assurdo che la forza ci sia e ci sia chi va in piazza per prendersela e non per prenderle. Dopodiché, quando ti sei fatto sbucciare ben bene, assediare, additare a Jack Lo Squartatore da quelli che lUEportalapace ecc. e l’hai presa?

      E’ una piazza, un francobollo. Ammettiamo che ci siano ottomila francobollini in tutta Italia (numero dei Comuni italiani), rimangono francobollini.

      Dico queste cose rischiando di tirarmi addosso la valanga perché la Grecia è una lezione da meditare.
      Non si può dire che non abbiano tentato di prendersi piazze in tutti i modi, fino a farsi massacrare, e non lo facciano ancora adesso. Tsipras che peraltro aveva sempre detto di non volere la rottura con la UE né l’uscita dall’euro, ha solo suggellato una sorte già decisa.
      Eppure quel paese è stato occupato e martirizzato fino all’impensabile dalla madre UE. Han fatto e stanno facendo tutto quello che gli pare, fino a svendere le poche attività produttive rimaste alla Germania. Un saccheggio imperialista per interposta istituzione UE.

      Cosa ha potuto fare la piazza? O meglio: perché la piazza presa di tutte le maniere NON ha potuto fare, sostanzialmente, nulla? Cosa è mancato, quando, dove?
      (Oggi una piazza per piena che sia può avere nelle lotte il ruolo di cinquant’anni fa?)

      Altrimenti ogni piazza diventerà soltanto un martirio, patetico, inutile, purtroppo persino esaltante, a volte, ma un banale martirio. Una pratica burocratica nell’agenda dei tutori dell’ordine.

      Poiché con ogni evidenza siamo i prossimi sulla lista, è su questo che dovremmo impegnarci a riflettere.

  • Barabao

    Fogli di via dati senza un reato specifico contestato ne sono sempre stati dati. Il foglio di via è una misura di prevenzione poliziesca, non una misura cautelare. Vedi antimilitaristi in Sardegna, varie lotte territoriali Val di Susa su tutte. O le retate pre primo maggio 2015 a Milano (con anche l’espulsione di compagni stranieri), ma anche prima del 16 ottobre 2013, sempre a Roma. Stessa cosa per i pullman fermati e trattenuti, magari con più pretesti di quelli di sabato, ma di certo non un fatto nuovo. Perchè sorprendersi sempre? Che senso ha continuare le litanie trite e ritrite sugli spazi di agibilità tolti?
    La piazza è sempre una questione di rapporti di forza e, ahimé, il corteo di sabato, nella mancata reazione (e reattività)al dispositivo poliziesco non ha messo in campo nessun rapporto di forza.
    Non è una questione di cosa si va a contestare e come, ma di leggere la sperimentazione di un apparato repressivo che diverrà la norma nei prossimi anni. E non si può certo dire che siano mancati i segnali e i margini necessari per inserirvisi.
    Quando non si riesce a fare ciò che si è ritenuto opportuno fare ha sempre vinto la controparte, anche quando i dettagli di contorno sono confortanti.

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