APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

22 July :
1944 I nazifascisti uccidono a San miniato (Pisa) 54 civili

STATS

Ecrasez l’infame

Tra le molte derive linguistiche della sinistra rosa, ce n’è una davvero significativa: quella di procedere per “scomunica rossobruna” verso qualsiasi posizione politica dell’universo mondo che non coincida pedissequamente con le proprie teorie post-moderne sull’uomo e il suo destino. Tutto rientrerebbe nel distopico universo online in cui, in genere, prendono vita, divampano e rapidamente muoiono le dispute politiche del XXI secolo. Eppure in questo caso la questione ci sembra leggermente più problematica. Da qualche tempo una fitta(?) schiera di scienziati sociali, twittologi, facebookers, pinterestomani, instagrammofoni, alle prese con lo smascheramento del complotto neofascista mondiale, indaga sulla natura rossobruna di “certa sinistra”.

Siccome la tesi, che condividiamo, è che il “rossobrunismo” non sia altro che neofascismo mascherato, delle due l’una: o i rossubruni sono in tutto e per tutto neofascisti, quindi da combattere con ogni mezzo necessario (come ammette vigorosamente la schiera di neofascistologi), oppure il rossobrunismo è solamente un’accusa morale rivolta al “compagno che sbaglia” o che non è in linea con le posizioni della suddetta sinistra. Propendiamo nettamente per la prima ipotesi, ma a leggere certi dibattiti il dubbio è più che legittimo. Visto che rossobruno e neofascista sono sinonimi, dev’essere in corso un cortocircuito mentale di vaste proporzioni nell’universo internettiano “di sinistra” (“universo” che ha però le dimensioni di un satellite di un pianeta nano, in questo caso). Da qualche tempo va di moda, anzi fa proprio fico nei circoli della sinistra bohemian rhapsody, dare dei rossobruni alla Banda Bassotti. Rossobruni, cioè in pratica neofascisti. Alla Banda Bassotti.

Qui il delirium tremens.

 

Facciamo un bel respiro, contiamo fino cento, ecco..possiamo riprendere.

La Banda Bassotti, senza nulla togliere a una numerosa serie di grandi gruppi musicali militanti, è un’esperienza unica nel suo genere in Italia e in Europa. E’ l’esperienza di un collettivo di manovali, operai, proletari della periferia romana, che da trent’anni – non tre settimane, trent’anni – continuando ad essere manovali, è anche il più famoso e importante gruppo musicale della scena militante, antifascista e comunista in Italia. E’ una di quelle esperienze che andrebbero salvaguardate, davanti a cui ci si dovrebbe inchinare, al netto e a prescindere delle diverse posizioni politiche che si possono avere, ovviamente. Fa parte di un mondo che non c’è più, scomparso da tempo, quando la sinistra era capace di politicizzare certo proletariato metropolitano, attirando a sé pezzi di società altrimenti destinati alla rassegnazione esistenziale o alla delinquenza comune. Senza essere dei “militanti politici” in senso stretto, sono presenti nelle lotte di classe cittadine e internazionali dagli anni Ottanta. La loro musica ha creato più immaginario anticapitalista che il resto del cosiddetto “movimento” messo insieme in questi anni. Dare dei fascisti alla Banda Bassotti non significa tanto equivocare un termine, quello di rossobruno, possibile solo nel mondo artificiale della rete (perché dal vivo, chissà come mai, tutti tornano a più miti consigli: quando un uomo con la tastiera incontra un uomo con la cucchiara, in genere l’uomo con la tastiera è un uomo morto). Significa promuovere un’idea di mondo per cui tutto ciò che si contrappone all’esasperato particolarismo dei nostri percorsi ultra-minoritari viene relegato a fascismo, criptofascismo, rossobrunismo, autoritarismo, sovranismo, eccetera. Peraltro, considerazione marginale ma non meno importante, internet ha abolito il senso del rispetto. Bollare come neofascisti un collettivo di operai dalla comode poltrone del commentatore online racchiude egregiamente certo spirito dei tempi.

Ovviamente il discorso sul rossobrunismo può essere trasferito a tutta un’altra serie di epiteti utilizzati come clave attraverso cui randellare la sinistra comunista. Il più bello è “sovranismo”, con cui bollare tutti coloro che parlano di “sovranità”, non si capisce come e quando divenuto in questi ultimi anni sinonimo di fascismo(!!). E’ la valanga post-moderna che ci travolge. La deriva attraverso cui legittimare, scomunicando tutto il resto, una visione del mondo per cui dileguate le ideologie, finita la Storia – quella con la S maisucola, non ci resta che l’eterno presente con cui fare i conti, le nostre piccole storie quotidiane, la ricerca di senso che parte dal proprio io individuale e dalle nostre micro-comunità zoologiche. Un “potere” da condizionare, limitare, controllare, frenare, arginare, ma mai da conquistare. Un’ideologia che si serve solo di esperienze particolari e mai di analisi generali (bollate tutte come “geopoliticismo”, altro neologismo caro ai neofascistologi d’ogni latitudine che, ormai, mettono nello stesso calderone geopolitica e antimperialismo, catalogando il tutto come rossobrunismo, quindi neofascismo), frutto di un cinquantennio di egemonia filosofica della cosiddetta italian theory che è un miscuglio sconsiderato di operaismo+foucaultismo+cassonettibruciati. Tutto avviene nella virtualità delle proprie second life online, ovviamente. Perché la vita, così come la storia dell’uomo, è fatta di rapporti di forze. Che invece sono materialissimi, e a volte fanno anche male.

40649 letture totali 2 letture oggi

63 comments to Ecrasez l’infame

  • teo

    boh, sarà la valanga post-moderna, ma dare del compagno ad assad non é né meglio né peggio del chiamare fascisti la banda bassotti.
    che in effetti si’, non sta mai bene dare del fascista a nessuno, figurarsi alla banda, pero’ porcodio anche l’idea di ripigliarsi un minimo non farebbe male eh..

    e i proletari che sbagliano (cit.)
    e la famosa lotta per il comunismo nel donbass, nuova guerra di spagna, (sigh)
    e l’irreprensibile compagno assad, vittima delle menzogne imperialiste (meh)

    sarà la valanga post-moderna
    ¡A las Barricadaspor el triunfo de la Confederación!
    baciotti

  • spalmen

    Ottimo articolo

  • Precisamente dove hai letto che la BB ha scritto “compagno Assad”
    Precisamente dove hai letto che la BB ha scritto “proletari che sbagliano”?
    Le puoi incollare le cose scritte sopra se le hai? Oppure te le hanno raccontate, un amico di un amico ha detto che le ha dette la BB?
    Io ha sentito dire che in certi ambienti di sinistra girano pedofili e danno caramelle drogate. Dici che è vero?
    Attendo con ansia le dichiarazioni che ti ho chiesto.

    • kente

      riguardo ai “compagni che sbagliano” suppongo che si riferisca a questo https://baruda.net/2010/03/08/in-memoria-di-marinella-cammarata-stuprata-a-piazza-navona/ (l’ultimo paragrafo “Il movimento femminista”)
      riguardo al “compagno Assad” suppongo che si riferisca al recente viaggio che hanno fatto in Siria dove sono stati ricevuti da Hilal Alhilal numero due del governo (puoi vedere le foto sulla loro pagina fb)

      ora, io non sono uno di quelli che dicono che la BB sia fascista, ci mancherebbe, però di cazzate ne dicono anche loro

      • berja

        cazzate ne dicono e ne fanno tutti, forse sarebbe meglio ragionare su questo prima di appiccicare etichette infami.
        riguardo la storia del 1991, sarebbe il caso di consultare anche le altre fonti, tipo “ragazzi di strada” di Augusto Stigi

      • kente

        @berja: guarda per me puoi postare tutte le fonti che vuoi, io ho risposto alle domande di @martello che chiedeva “dove?” e gli ho postato i link

        Per quello che riguarda le etichette infami, rivolgiti a chi le appiccica, che da me non sentirai mai dare del rosso-bruno o peggio del fascista alla BB

  • Valentina

    Analisi ineccepibile con picchi ironici ineguagliabili.

  • Vincenzo Bellantoni

    Quando l’uomo con la tastiera incontra l’uomo con la cucchiara…..! Non riesco a smette de ride! Oscar a questo articolo!

  • Chapeau

    Cari amici compagni fratelli e sorelle,
    questo post mi lascia perplesso per 2 motivi:
    - la difesa di una band amica
    - la non criticità verso posizioni criticabili
    Trincerarsi dietro “a me fascista non me lo dici” vale poco in quanto, superato il fastidio per sentirsi chiamati così, però rimane il punto politico.
    A parte il famigerato paragone Donbass/Spagna che fa sorridere e mette malinconia parlare di Assad baluardo del laicismo e dell’anti-imperialismo è LA CRITICA su cui bisogna, forse discutere. Tanto quanto che un mondo in trasformazione dovrebbe farci riflettere sula difesa dello “stato nazione”, sulla difesa dei confini, su un identitarismo che troppo spesso maschera repulsioni scioviniste o fasciste. No border o bandiera? Che facciamo? La discussione, le analisi, dovrebbero partire da quì andando oltre i Bassotti o chi per loro. Io onestamente provo imbarazzo per chi si difende Putin (baluardo anche lui dell’antimperialismo?) e chi legge il mondo contemporaneo ancora in chiave Usa cattivi – Russi buoni. Il 900 è finito e ci ha lasciati una situazione un tantino più complessa.

    • Caro Chapeau, ti rispondo su due punti perché le domande che sollevi mi interessano e non riesco a discuterne appunto perché se mi danno del rossobruno prendo la cucchiara, e la scomunica in rete viaggia veloce, tanto è gratis. Mentre penso che invece nulla mi appassionerebbe di più di un ampio e acceso dibattito tra compagni su questi temi.

      I Border li abbattiamo dopo che siamo tutti socialisti(e varianti varie), perché il capitalismo no-border è proprio quello che piace ai padroni, è proprio quello che hanno realizzato dileguando con la delocalizzazione tutta l’efficacia dello “sciopero”, cioè il primo strumento di ogni classe operaia di ogni tempo per emanciparsi e migliorare la propria condizione. I border ci servono ancora a proteggere esperienze di organizzazione dello Stato diverse, in questo senso sovrane e potenzialmente progressiste e in controtendenza rispetto alla globalizzazione neoliberista.
      I migranti e le persone, specie se in difficoltà, possono entrare, perché la terra è di tutti, ma il WTO anche no.

      Riguardo lo Stato Nazione, personalmente senza esserne degli ammiratori sperticati è una forma di organizzazione della società che ha senso abbandonare soltanto quando si ha mano una solida alternativa. E non per conservatorismo, ma proprio perché tutte le lotte e tutte le battaglie che hanno tirato fuori dalle condizioni di pseudo-schiavitù della rivoluzione industriale buona parte del proletariato mondiale, sono avvenute all’interno di quella cornice.
      Inoltre, con tutte le feconde contaminazioni del mondo, è naturale e storicamente acclarato, prima ancora che giusto o sbagliato, che ogni comunità culturalmente e linguisticamente affine (Stato Nazione o meno) declinerà il socialismo (qualora si affermasse) secondo la propria sensibilità dominante. Di nuovo, noi dovevamo coltivare le differenze non accettare la marmellata capitalistica globale, lo stato nazione conente una struttura adatta a produrre leggi che impediscano che lo stile di vita di una comunità sia deciso da gente che non c’ha mai messo piede.

      Strumento imperfetto, che andrà speriamo superato, ma che senza 3 miliardi di compagni internazionalisti sparsi per il mondo pronti a darci man forte, è ancora difficile che possa essere superato da qualcosa che non sia realmente distopico.

      Lo Stato Nazione, ricordiamocelo, si è affermato a scapito degli imperi multinazionali coloniali monocratici. Sbarazziamocene senza tornare indietro.

  • Militant

    @ teo

    Intendiamoci: qui non stiamo dicendo che la Banda Bassotti, le loro posizioni politiche, le posizioni politiche del resto della sinistra comunista, non siano criticabili, attaccabili, anche aspramente. Fa parte della normale dialettica politica, lo facciamo noi, figuriamoci se ci turba il contrario. Ma questa opera, anche utile, di dialettica tra posizioni viene da un pò di tempo portata avanti tramite scomunica rossobruna, che sposta il terreno della dialettica “tra compagni” a scontro tra compagni e gente che, a detta di alcuni, sarebbe transitata armi e bagagli con la destra. Da “contraddizioni in seno al popolo”, come direbbe Mao Tse Tung, vengono trattate come “contraddizioni tra il popolo e i suoi nemici”. Tutto un altro paio di maniche, vorrai convenire. Ci sembra, per riflesso, la stessa contorsione in cui era finito certo “stalinismo”, visto come “male assoluto” da parte di questa sinistra, per cui ogni critica alla linea (stabilita dove, quando, da chi e per quale motivo, non si capisce) viene relegato a “complotto del nemico”, “nemico interno”, “agente della controrivoluzione” (rossobruna, in questo caso).
    Ecco perchè forse – forse – dietro tale accanimento si nasconde sempre il solito trito regolamento di conti per espellere dal novero delle “sinistre accettabili” tutte quelle posizioni che confliggerebbero con una determinata idea di mondo presente in una particolare di queste “sinistre”.

  • Militant

    A proposito di rossobrunologia: “Il mondo, tuttavia, resta ancora molto eterogeneo. Il coercitivo imperialismo delle nazioni avanzate è in grado di esistere solo perché restano sul nostro pianeta le nazioni arretrate, le nazionalità oppresse, i paesi coloniali e semicoloniali. La lotta dei popoli oppressi per l’unificazione nazionale e l’indipendenza nazionale è doppiamente progressiva perché, da un lato prepara condizioni più favorevoli per il loro proprio sviluppo, mentre dall’altro infligge dei colpi all’imperialismo. Questa, in particolare, è la ragione per cui, nella lotta fra una civilizzata, imperialista, democratica repubblica e un’arretrata, barbarica monarchia in un paese coloniale, i socialisti stanno interamente dalla parte del paese oppresso, nonostante la sua monarchia, e contro il paese oppressore, a dispetto della sua “democrazia”.”
    [Leon Trotsky, Lenin e la guerra imperialista, 1938]

    Leon Trotsky, il capo dei rossobruni a quanto sembra.

    • Cecco

      “Dalla parte del paese oppresso”, appunto, non “dalla parte del governo e delle classi dominanti del paese oppresso”. La questione è tutta qui. Mi pare che non molti recepiscano e accettino questa sottile differenza.

      • Militant

        La differenza c’è e noi la sottolineiamo. Ma inutile giocare coi sofismi, nella percezione comune di parte della sinistra non c’è alcuna riflessione sul paese oppresso aggredito da mire egemoniche, c’è solo disprezzo ed equiparazione neanche tra Usa e Russia, ma direttamente tra Usa e Siria. E qui scompare qualsiasi ipotesi di solidarietà col paese oppresso e aggredito.

    • Grazie per l’articolo, condivisibile e intelligente, e per la citazione di Trotsky.
      Una boccata d’aria fresca, che spero contribuisca ad aprire un confronto aperto tra compagni su questi temi, che poi alla fine sono le lotte del nostro tempo.

  • teo

    1) convengo che chiamare fascisti quelli della banda lasci il tempo che trovi, su questo non c’é alcun dubbio.
    fascisti veri ce ne son fin troppi per i miei gusti, e prima di pensare alla banda ognuno di noi dovrebbe porsi il problema di eliminare quelli che si professano tali
    2) dall’altro lato, compagno assad o meno, mi pare altrettanto evidente che, euronomade a parte, la banda ed il suo codazzo abbiano poco a che spartire con gran parte degli altri compagni (vogliamo far finta di non sapere cosa se ne pensi al di là delle alpi? manchester docet ad esempio, persino pre assad story)
    3)vabbene trotsky, pero’ ho come dei dubbi sul fatto che la guerra civile siriana nasca da un’aggressione imperialista, ingenuo io o voialtri?
    4)trotsky scrive nel 38, immagino che l’applicazione pratica valga solo a partire dal dopoguerra, che’ a contestualizzarla nel ’45 italiano si rischia di prendere una brutta strada :-)

    • 3) In generale, nulla impedisce di pensare che Assad sia una merda, un dittatore e un assassino, ma che in questa fase storica i suoi interessi (quello del suo gruppo di potere) coincidano transitoriamente con quelli dei siriani, se comparati ad esempio ad una vittoria dell’ISIS e delle altre frange wahabite, con successiva spartizione della Siria da parte della Turchia e delle monarchie del Golfo. Inoltre, lavorare per una transizione al post-Assad sul modello della caduta dei fascismi iberici, sarà forse utopico, ma certo migliore di 4 anni di bambini massacrati su tutto il territorio siriano, sul quale hanno hanno bombardato 10 paesi (incluse UK, Fr, Isr, Ru, Gio, US, Tu, etc…), sul quale hanno messo piedi gli eserciti (e bande armate di tagliagole) di ogni tipo, dove non esistono più infrastrutture nemmeno di prima necessità, dove interi gruppi etnici sono a rischio di sparire, dove un’intera generazione di giovani sta emigrando, disperata, morta in mare e che quando arriva qui si becca pure il disprezzo degli europei oltre che la miseria.

      Seppure la Guerra Civile fosse stata spontanea e non eterodiretta (cosa di cui dubitare è lecito per diverse evidenze emerse in questi anni), ci sarebbe da discutere a posteriori se i “compagni” insorti non avessero fatto forse una mossa azzardata le cui conseguenze nefaste non avevano calcolato (non mi riferisco ai Curdi, gli unici che in questo casino possono essere appoggiati senza distinguo a mio modo di vedere).

  • Militant

    @ teo

    Il fatto che l’Italia del 1945 fosse a pieno titolo una potenza colonialista e imperialista mentre la Siria del 2016 non sia nè uno stato colonialista nè imperialista, ma uno Stato capitalista dipendente dall’imperialismo, crediamo sia una faccenda irrilevante, giusto?
    Ad ogni modo, inutile aprire qui le interpretazioni della questione siriana, ce ne siamo occupati altrove millemila volte. E’ una questione di metodo della critica, che poniamo qui. Un metodo che però è anche merito politico, non sulla Siria o su Assad, ma su una visione del mondo.

  • toscano

    tralasciando la faccenda dell’etichetta “rossobruno”, davvero poco interessante da ogni punto di vista, la cosa che mi colpisce è il modo in cui vengono affrontate a livello analitico, non solo da voi e non solo in questo post, tutte le opzioni rivoluzionarie che si discostano da quello che per brevità chiamerò “comunismo terzinternazionalista”…e mi fa impressione primo perché è un’opzione che, a prescindere dai giudizi più o meno positivi che si possano dare sulla riuscita degli esperimenti di socialismo reale, è stata sconfitta dalla storia in maniera roboante (e quando becchi una sconfitta così non puoi prendertela solo con l’avversario o con l’arbitro), e secondo perché i suoi fautori continuano a trattare con disprezzo e arroganza tutto ciò che non aderisce a quel modello, ovvero la presa del potere statale tramite assalto al palazzo d’inverno…tutto il resto è vezzo borghese, roba da salotto radical chic, anzi meglio ancora al soldo della cia e al guinzaglio dell’imperialismo occidentale…davvero, chapeau, dall’alto dei successi mietuti dal comunismo statalista si parla senz’altro a ragion veduta…poi a volte, come nel caso dei Bassotti, si passa dalla tragedia alla farsa, pensando che essere terzinternazionalisti oggi significhi sostenere a spada tratta chiunque si schieri nel campo geopolitico avverso agli USA…e lì davvero cascano le braccia

    • Marinella

      Se è per questo non mi pare che opzioni alternative a quella del -come lo definisci tu- comunismo terzinternazionalista riscuotano un così ampio successo o stiano dando vita a processi riproducibili su vasta scala..

    • Un passante

      x toscano: la penso come te in fondo, specialmente alla luce dei grandi successi apportati alla causa del socialismo in Italia dalla partecipazione dei “movimenti” ai governi Prodi-D’Alema. Buttiamolo una volta per tutte nel cesso il 1917, non è servito a un cazzo in fin dei conti. A me ti dirò, mi fa arrapare molto di più il Pacchetto Treu! saluti movimentisti

  • mana

    Bello il testo. Solo 2 cose:
    1 – ringraziate di poter scrivere anche voi in questo contesto postmoderno. Se per esempio l’incontro di cui parlate si verificasse in Siria e l’ometto con la cucchiara incontrasse una donna (magari curda) col fucile, forse farebbe meno lo sbruffone con il prolungamento del suo pisellino.
    2 – invece di continuare a lagnarvi del “miscuglio sconsiderato di operaismo+foucaultismo+cassonettibruciati” e fomentare questa “malinconia della sinistra” per i bei tempi andati, perché non lo politicizzate voi che avete la Banda e la ricetta “certo proletariato metropolitano”. Non starete diventando postmoderni o è sempre colpa di quegli altri?

  • Militant

    @ mana

    Ma invece di assumere sempre e solo subalternamente le categorie pensate e agitate da altri, iniziassimo a darci noi, come sinistra di classe, categorie politiche indipendenti? Dunque in Siria ora c’è “il dittatore”. Bene, nessuna simpatia per Assad da parte nostra, lo abbiamo scritto millanta volte. Basterebbe leggersi la nostra analisi sul Medioriente che campeggia in alto a destra, partorita dopo mesi di analisi, per capirlo. Ma no, va di moda il campismo rossobrunista, o con noi o contro di noi. Benissimo, ma non chiamiamolo “pensiero di classe” o “di sinistra” perchè non c’entra nulla. Dicevamo del dittatore. A nessuno verrebbe in mente di chiamare dittatore il Re del Marocco, o il Presidente del Libano. Ma ora Assad è “il dittatore”, perchè così veicolato dai media occidentali. nessun dubbio che certi concetti, nonchè le parole per definirli, siano un tantino parte di una strategia che non è “complotto”, ma interessi volti a indirizzare dei rapporti di forza internazionali?
    Putin è inequivocabilmente “lo zar”, mentre Obama viene chiamato semplicemente “il presidente”. Mica lo zar, il dittatore, l’assassino, il macellaio, eccetera, eppure ha sulla coscienza un tantinello in più di morti. Però non ci viene automatica la definizione, perchè nei media mainstream non la leggiamo, quindi in assenza di pensiero indipendente assumiamo categorie pensate da altri.
    E così, in Siria c’è una “spaventosa dittatura”. Ma va bene anche questo. Il problema è: sticazzi. Ci potrebbe essere il diavolo in persona a guidare frotte di elfi mangia bambini, e questo non cambierebbe di una virgola il senso dei rapporti internazionali basati sull’ingerenza neocoloniale occidentale. Non è nè sarà mai la Siria a invadere gli Stati uniti o l’Europa, mentre l’inverso si produce ogni santo giorno. Eppure “noi”, come “sinistra”, dovremmo metterci lì a precisare i distinguo, a dire “beh no Assad è proprio un cattivone, mica come Obama eletto democraticamente”.

    Sul punto due, guarda, ti daremmo persino ragione se non fosse che noi siamo un collettivo politico che fa politica per strada tutti i giorni. Fossimo solo un’interfaccia online, virtuale, avresti ragione tu: inutile stare a fare le pulci agli altri. E invece, senza stare qui ad elencare la serie di interventi sociali e politici aperti da più di dieci anni, ricordiamo solo gli eventi delle ultime tre settimane: il 4 ottobre abbiamo organizzato come Carovana delle Periferie (insieme al percorso Decide Roma), una manifestazione-assemblea popolare al Campidoglio con più di 500 persone. Abbiamo organizzato, sempre come Carovana delle Periferie e all’interno del percorso Eurostop, un corteo sabato scorso di decine di migliaia di persone. Stiamo animando una campagna sociale per il NO al referendum che consiste in attività sociali materiali addirittura porta a porta nei quartieri della periferia romana, periferia in cui abitiamo e in cui lavoriamo. Ecco, allora, noi quello che diciamo lo costruiamo ogni giorno, e purtroppo per gli altri, se ne iniziano a vedere pure i frutti.

  • Gli argomenti della sinistra radicale sono stucchevoli e infantili.
    Casapound sostiene la resistenza palestinese, la destra sostiene il NO al referendum costituzionale? Sarebbe questa una buona ragione per non schierarsi autonomamente a favore della casua palestinese o del NO al referendum?
    Credo che tutto derivi sia dall’ignoranza riguardo il concetto di imperialismo – che è una categoria economica e non geopolitica, e bisognerebbe almeno aver letto Hilferding e Lenin prima di straparlare di imperialismo ogni volta che si analizzi un intervento militare -; sia dal malinteso riguardo la « rivoluzione siriana » che di fatto non è mai esistita, se per rivoluzione si intende una sollevazione popolare di massa contro il governo. Ci sono state manifestazioni (andate male) nel 2011 sull’onda della « primavera araba », per lo più egemonizzate dalle destre religiose, trasformate in banditismo armato ultraminoritario e settario da forze esterne e qualche fondamentalista interno. Le folle in festa che accolgono l’esercito in questi giorni mentre prosegue la liberazione delle città dagli islamisti sono significative.
    Che qualche anarco-socialista invece si sia invaghito oltremisura delle proteste del 2011 in Siria o ne abbia fatto parte è del tutto irrilevante e del tutto normale: rientra nellla linea politica di certi estremisti e ribellisti piccolo borghesi sempre ansiosi di vedere rivoluzioni dappertutto, fino al punto di andare a rimorchio dell’imperialismo o dei reazionari. E che Casapund e l’estrema destra nella sua ignoranza e delirio identitario “appoggi” inconsapevolmente chi – come il governo siriano – lotta contro l’estrema destra del Medio Oriente – rappresentata in questa fase da Fratelli musulmani e fanatici salafiti di obbedienza saudita – fa ridere e fa pena per loro. Bisognerebbe metterli di fronte a questa contraddizione, invece di andargli dietro usandoli come argomento polemico nei confronti della sinistra anti-imperialista. I fasci sono una banda di miserabili, ma per il momento non meritano tutta l’attenzione riservatagli dalla sinistra antagonista.

  • berja

    forse non dovrei intervenire, trattandosi della mia famiglia; però questa etichetta di “rossobruni” fa veramente schifo ed è indecente soprattutto per chi l’ha emessa.
    la prima volta che ho discusso con un compagno della banda fu circa 20 anni fa ed è stato riguardo Stalin, io da “antistalinista” il compagno della banda da “stalinista” e malgrado la frequentazione continua (familiare proprio) le opinioni sono sempre rimaste diverse, talvolta conflittuali, ma il rispetto e l’affetto non sono mai venuti meno.
    anche sulla Siria e su questo viaggio ho dei dubbi, però vorrei ricordare a questi signori, ertisi a giudici della storia e della militanza altrui, che tutte le loro passate campagne (contro saddam hussein, contro milosevic, contro gheddafi)* si sono concluse con guerra, morte, distruzione delle istituzioni locali e esplosione di conflitti etnico-religiosi.
    non sarebbe il caso di imparare dai propri errori passati e riflettere? non sarebbe il caso di cercare di capire che, malgrado l’attuale stato siriano faccia schifo, le ipotesi turco-usa-israeliane siano anche peggiori?

    * e non voglio andare più indietro, altrimenti mi tocca a parlare degli innamoramenti di certi loro “maestri” per solidarnosc o per khomeini

  • br-unico

    Fratelli e sorelle. Noi siamo nati nella notte, in essa viviamo ed in essa moriremo… ma domani vi sarà la luce per i più .. per tutti quelli che oggi piangono la notte, per tutti quelli cui si nega il giorno, per quelli per i quali la morte è un regalo, per quelli ai quali è proibita la vita. Per tutti la luce. Per tutti tutto. Per noi il dolore e l’angoscia, per noi l’allegra ribellione, per noi il futuro negato, per noi la dignità insorta. Per noi niente.

    cit.

  • Militant

    La realtà dei fatti è che tutti coloro che stanno lì a criticare le derive à la “compagno Assad” poi non spendono una parola sull’invasione della Siria ad opera di una serie di “agenti di prossimità” occidentali, in primo luogo Al-Nusra, in secondo luogo l’Isis. Se ne guardano bene, confondendo le acque sulla specularità di Assad alle varie Turchia, Arabia Saudita, addirittura Stati uniti, eccetera. Ma questa specularità è *tutta* esclusivamente imposta dal flusso mediatico, non da altro. Oggi è il “dittatore Assad” perchè così impongono Repubblica, Corriere, TG1, ecc, mentre nessuno in questa “sinistra” definisce così il “dittatore Obama”. E perchè mai? Sul piano morale, ha caterve di morti in più sulla coscienza; sul piano economico, è il presidente della massima potenza imperialista; sul piano formale addirittura, i meccanismi di elezione del presidente degli Stati uniti sono tutto fuorché democratici e rappresentativi. Bene, perchè allora Obama rimane Obama, mentre ad Assad dev’essere inequivocabilmente affiancato l’agettivo di macellaio, dittatore, eccetera?
    Badate bene, questa *non è* neanche indirettamente una “difesa di Assad”. Assad figlio già da diversi anni aveva intrapreso un percorso di progressiva adesione alle controriforme neoliberiste che, non a caso, avevano suscitato il malcontento popolare soprattutto delle classi legate all’agricoltura. Specularmente a Gheddafi, da molti anni Assad aveva abbandonato il campo della sinistra Araba, da cui pure proveniva.
    Ma cosa c’entra questo con la dinamica imperialista in atto in Siria e nel resto del Medioriente? Nulla, perchè, come dicevamo in un commento precedente, Assad potrebbe anche cibarsi degli organi dei bambini morti e tutto ciò non cambierebbe di una virgola il fatto che la lotta contro Assad, per essere appoggiata anche dalle sinistre occidentali, dovrebbe avvenire 1) da sinistra, non al contrario facilitando regime change occidentali in senso liberal-liberista; 2) dall’interno della società siriana, non attraverso il finanziamento occidentale statunitense di agenti di prossimità legati a interessi di Stati terzi e soprattutto delle monarchie del golfo.
    Di fronte all’invasione manifesta, che peraltro è l’ennesimo evento particolare di una strategia generale, quindi non c’è neanche la scusa della non comprensione degli eventi, tuttala questione su Assad si Assad no passa in secondo piano rispetto all’esigenza della Siria di sottrarsi al controllo capitalista neoliberista occidentale. Punto. Il resto sono chiacchiere e intelligenza col nemico. E’ come se nel momento dell’invasione dell’Iraq fossimo stati inerti e anzi prendendocela con Saddam Hussein perchè “dittatore”, “male assoluto”, eccetera. In realtà qualcuno lo avrebbe pure voluto fare, ma grazie al cielo il movimento contro la guerra, pur con tutte le sue tare del caso, riuscì a imporre una visione delle cose che non era “nè con gli Usa nè con Saddam” (il nè nè dei vigliacchi), ma “contro l’invasione Usa dell’Iraq”. Punto.
    Chi oggi critica le derive pro-Assad, perchè non esprime lo stesso categorico rifiuto della guerra imperialista? Non si capisce o, per meglio dire, si capisce solo con la continua deriva della sinistra rosa (che non è, così chiariamo il dubbio a qualcuno, la “sinistra femminile”(!!), ma la sinistra ex-rossa nel frattempo transitata armi e bagagli al pensiero debole post-moderno) verso la subalternità politica e culturale alle idee della classe dominante.
    Alla fine di tutto questo ragionamento – ma solo alla fine, non all’inizio – possiamo pure concordare che sì, Assad non è “un compagno”, e che scambiare quel tipo di potere per resistenza *soggettiva* al capitalismo imperialista è un errore, tipico del vero rossobrunismo, ma che così non è nelle intenzioni della Banda Bassotti però.

  • Pablo

    Vorrei raccontare un episodio a cui ho assistito di persona lo scorso anno, omettendo i riferimenti perchè il problema non è l’episodio in sè ma la riflessione che suscita.

    Ero alla presentazione di un libro “di sinistra”, scritto da un autore “di sinistra”, davanti ad un pubblico chiaramente “di sinistra”, per di più dentro uno spazio occupato. Ad un certo punto la discussione scivola sul Donbass (anche perchè il libro in questione lambiva l’argomento). L’autore ha iniziato specificando che la responsabilità principale degli eventi avvenuti in Ucraina era della Nato, che negli ultimi 25 anni aveva allargato a dismisura la propria sfera d’influenza minacciando l’integrità territoriale e strategica russa. Un’ovvietà, insomma, ma era doveroso esplicitarla e ne rimasi contento e forse un pò sorpreso. Nella sala calò per un attimo il gelo, facce spaesate, gente che si guardava sorpresa. Fatta la premessa, l’autore subito virava sul protagonismo rossobruno, neofascista, nazionalista nelle Repubbliche del Donbass, lasciando intuire neanche troppo velatamente l’equivalenza tra i nazisti di Pravi Sektor e del governo di Kiev e le Repubbliche del Donbass, anch’esse frequentate da nazisti russi, a suo dire. Neanche il tempo di finire la riflessione e la sala applaudiva sguaiatamente l’autore, facce convinte e sollevate, grida d’esultanza, eccetera.
    Ecco, secondo me questo atteggiamento mentale si ritrova anche in questa discussione e nelle discussioni che hanno portato alla presa di posizione di Militant in questo articolo. C’è un’enorme voglia di consolazione a sinistra, si vuole sentirsi dire che tutti i poteri, in fondo, sono cattivi, che l’unico governo buono è il governo morto. Ci si consola quando si lotta, a prescindere dal merito, contro “il governo”, “il potere”, “lo Stato”. Le uniche esperienze positive sono quelle che rimangono piccole e pure, incontaminate ed ideali, non macchiate da alcun rapporto con la realtà e il realismo che da questa ne consegue.
    Le grida d’approvazione di quella sala erano davvero emblematiche. La narrazione, per un attimo incrinata da una lettura antimperialista, riprendeva il placido corso delle cose. In questa vita di merda, potersi raccontare che almeno noi, nel nostro piccolo, costruiamo qualcosa di migliore e di incontaminato, sembrerebbe essere rimasta davvero l’unica consolazione possibile. La vita continuerà ad essere una merda, ma la coscienza è salva.
    La traversata del deserto è appena iniziata.

  • Manfredi

    Tutte queste critiche rivolte al lucido e condivisibile post dei Militant riflettono un brutto clima che si respira nella sinistra da troppo tempo. Un clima che sta mandando in malora le condizioni soggettive per portare avanti la lotta di classe.

    Le discussioni su Assad e il Donbass, da cui derivano deliranti accuse di rossobrunismo, sono la punta di un iceberg che affonda nella nostra vita di tutti i giorni: siamo schiacciati dal tallone di ferro dell’Unione Europea e uno dei principali strumenti ideologici di questa oppressione consiste proprio nella delegittimazione del concetto di sovranità nazionale. Il risultato è che il campo dell’opposizione all’Unione Europea – l’unico campo efficace per la lotta di classe oggi – viene lasciato a presunti “sovranisti”, cioè i rossobruni veri, che non sono altro che fascisti: bel risultato per gente che si crede antifascista.

  • fede

    visto che siamo in tema di antimperialismo e musica, cosa ne pensate del rapper catalano comunista Pablo Hasel? sulla sua pagina youtube ha pubblicato proprio in questi giorni questo video: https://www.youtube.com/watch?v=1t6eJw2Qs-Q Dire che spacca è dire poco secondo me, w la bb e w hasel!

    • gilberto

      Ciao fede

      Anche a me hasel piace parecchio anche se non condivido alcune sue idee/prese di posizione. Sarebbe interessante parlare di questo argomento o più in generale della nuova diffusione del rap revolucionario in spagna ma la conversazione devierebbe totalmente rispetto all’articolo qua sopra.

  • Apolide delle idee

    Nella vita di tutti i giorni non mi esimo dall’elargire manrovesci verbali a destra e, soprattutto, a manca.
    Questa illusione della concretezza geopolitica, però, è troppo anche per me: se giocare al realismo tramite le tifoserie anti yankee non è alienazione -non in senso marxiano ma decisamente lato- che cosa lo è?
    Avere “una visone globale” sarebbe trastullarsi con centinaia di pagine di distinguo su questo o quel regime, mentre nella quotidianità si muore asfissiati?

  • Militant

    @ Apolide delle idee

    Ti rendi conto che ormai siamo all’equiparazione totale di geopolitica e antimperialismo? Alla negazione di qualsiasi ragionamento, e di conseguenza qualsiasi prassi politica, che preveda una lettura internazionale/internazionalista degli eventi? Ti rendi conto che la sinistra comunista del XX secolo si fonda sull’analisi dell’imperialismo e sulla prassi antimperialista, mentre oggi se ragioniamo al di fuori del nostro quartiere diveniamo “geopolitici”? Riesci a percepire la schizofrenia insita in un ragionamento simile? Ti rendi conto che, se oggi “si muore asfissiati”, è *proprio perchè* l’imperialismo occidentale non incontra più alcun ostacolo fra sè è la propria necessità d’espansione verso ogni parte del globo non sottomessa alle esigenze di produttività e competizione internazionale? Non percepisci il collegamento evidente e diretto tra le condizioni di classe delle nostre periferie metropolitane, dove sopravvivono milioni di nuovi proletari, è la messa a profitto liberista di milioni di nuovi salariati della periferia del mondo?

    L’antimperialismo è la critica dell’economia politica dei rapporti di forza internazionali, gli unici rapporti oggi che determinano i modelli di produzione generali. Non esiste comunismo – inteso come movimento reale che abbatte lo stato di cose presenti – senza lotta all’imperialismo. Non esistono “isole felici” nè “territori liberati” da difendere a prescindere dalla situazione internazionale. Nel nome della lotta al rossobrunismo online – che esiste ma che è, come minimo, irrilevante per le sorti del mondo – stiamo sacrificando un patrimonio inestimabile di analisi e pratiche politiche. I risultati di questa ritirata strategica sono d’altronde sotto gli occhi di tutti.

  • Rolando Dubini

    Sono i soliti degenerati Trotskysti, filoamericano e anarchici, sostenitori dei terroristi “moderati” in Siria, che mascherano la loro funzione di utili idioti dell’imperialismo spargendo fango e merda contro i compagni coerentemente antimperialista e antifascisti. I ROSSOBRUNI però esistono davvero: Comitato Solidale per il Donbass, socialismo Patriottico, Millennium di Orazio Maria Gnerre ecc. Veri fascisti, che hanno Fusaro come interlocutore. Ma sono appunto gruppetti di Destra mimetizzati.Ro

  • RedHeat

    x Dubini: hai sbagliato a scrivere il gruppo di estrema destra per il Donbass, che sarebbe “Coordinamento Solidale per il Donbass”. Mentre il “Comitato per il Donbass Antinazista” è costitutito da comunisti.

    x Militant: ma si può sapere chi ha firmato questo comunicato infamante? EuroNomade sono quelli di ESC ma Communia c’entra qualcosa?

  • Militant

    @ RedHeat

    In realtà Esc non c’entra nulla ed Euronomade lo riprende dal sito “RojavaResiste”. Qui la fonte: http://www.rojavaresiste.org/su-assad-anti-imperialista-contro-padroni-e-mitologie-della-geopolitica/

  • leo

    Giusta la risposta di Militant alle infamanti accuse “politicamente corrette”. Per il resto non vale la pena aggiungere altro se non che stiamo ancora aspettando che certa sinistra “antagonista” organizzi dei convegni sui diritti globali con i rivoluzionari di Raqqa e Bengasi

  • dziga vertov

    internet ha abolito il senso del rispetto e pure quello del ridicolo. articolo impeccabile come sempre, que viva la banda b!

  • Lorenzo

    Io sono perplesso da alcune vostre posizioni .La banda bassotti sono dovuti scappare da questo paese dopo il fatto di Marinella Cammarata subito saputo abbiamo annullato la data del concerto nel nostro spazio occupato .Le radio libere di allora hanno dato spazie ad i collettivi femministi chiedendo di boicottare quel gruppo .Cosi’ non avendo quasi piu’ nessuna data in italia sono andati suonare fuori italia . Avevano parecchie date in Euskadi poi successe qualcosa anche li che furono costretti tornare in italia . Dove la questione di Marinella nessuno se la ricordava piu’ ed eccoli di nuovi in nuove avventure . Tralasciando Assad -Merdogan e lo zar di Russia attuale . La bb ad oggi appoggia i nazisti filorussi contro i nazisti ucraini . Innegabile per chi conosce uun bricciolo con onesta’ la storia attuale . Come non considerando dei ritardi quelli della bb sanno benissimo cosa vanno fare .Magari sarebbe piu’ onesto dire il nemico del mio nemico in questo momento e mio amico .Una logica che io personalmente non riconosco ma creerebbe meno problemi . Questione reale -virtuale .Nel reale sono pochissimi gli spazi occupati e movimenti che chiamano la bb suonare questa non e la second life di internet ma realta’ , fatti tangibili e da toccare . Infine per granparte degli spazi occupati e movimentisti la bb sono individui da lasciar stare e meglio perderli che trovarli .Troppe cazzate hanno fatto e non perche’ sono operai e compagni vanno difesi e giustificati . Per me la bb non sono compagni ma comunitaristi . Lorenzo .

  • Militant

    @ Lorenzo

    Tralasciando la storia dello stupro in cui, come risaputo, la Banda Bassotti non c’entrava materialmente nè idealmente nulla, a metà degli anni Novanta la Banda si sciolse per motivi suoi. Ecco spiegata l’assenza di concerti. Si riunirono nel 2001, e da allora hanno continuato a suonare in tutti gli spazi sociali possibili, in tutta Roma, in tutta Italia, in tutta Europa e in tournèe in giro per il mondo. Abbiamo davvero troppi concerti della Banda Bassotti alle spalle per lasciare cadere la boiata del “sono pochissimi gli spazi che chiamano la BB a suonare”. Semmai, sono pochissimi gli spazi che possono ospitare un gruppo comunista militante che porta regolarmente migliaia di persone in concerto. Oggi i numeri si sono notevolmente ridotti, ma dal 2001 alla fine degli anni ’10 la Banda Bassotti faceva regolarmente tra le 4.000 e le 6.000 persone a concerto. I pochissimi spazi in cui *non ha* suonato la Banda Bassotti a Roma sono quegli stessi spazi che hanno da sempre (non dallo stupro, non da Assad, non dal Donbass) problemi politici con la Banda Bassotti. Sono cioè spazi di movimento anti-comunisti. E’ quello il problema, non storielle inventate e fatte girare ad arte come nemmeno nel Pci degli anni Cinquanta, dove per colpire il “compagno che sbagliava” veniva messa in giro la storia che era omosessuale.

  • Lorenzo

    Askatasuna piemonte non sono anticomunisti
    Dordoni cremona non sono anticomunisti
    Cantiere , Zam , Lambretta milano non sono anticomunisti
    Solo per citarne alcuni che hanno ospitato anche la bb . Si sono sciolti certo ma dopo i fatti di Marinella esistono tuttora i podcast delle radio da black out , onda d’urto e via dicendo .Non erano voci ma fatti hanno definiti compagni che sbgagliano dei ragazzotti di periferia per altro neppure militanti per lo stupro .La verita’ che fa male .Non sono storielle inventate poib percarita’ se il tono questo. Rimane il fatto innegabile che ad oggi stanno sostenendo sotto il nome di uno strano antifascismo i nazisti filorussi che combattono contro i nazisti ucraini .Invece guarda ad oggi proprio per assad e per le posizioni filoputiniane semplificando chiamamole cosi’ che tanti spazi occupati non li vogliono vedere . Non hanno mai speso una parola sul Rojava e sulla lotta dei curdi contro deash e assad e merdogan e putin mai . Quindi . Ma tanto da sta discussione non se ne esce . Perche’ continuerete giustificare con gossip . E va bene cosi’ . Lorenzo .

  • Lorenzo

    Concludendo .Infine chi e antimiltarista sta esaltazione che portano di mimetiche e mostrine da parecchio fastidio . Sopratutto chi pratica antimilitarismo costante da concerti , benefit ,manifestazioni . Anche quello un altro problema e non parlo di pacifregnonismo con bandierina arcobaleno ma di fastidio nel vedere un patriottismo che molti di noi rifiutano ed hanno sempre rifiutato in questo caso un patriottismo nazionalista russo che la BB porta avanti .Rossobruni no perche’ il rossobruno e una persona confusa che non sa se andare destra oppure sinistra e mischia il tutto .Comunitaristi si lo sono e per me come per molti altri i comunitaristi non sono compagni ma sono molto vicini al comunismo nazionalista che spero non direte non esiste perche’ esiste in minoranza in italia in Russia se alleato con i nazisti locali uccider migranti e antifascisti .Lorenzo

  • Militant

    Il “rossobruno” non è uno confuso che non sa scegliere la destra o la sinistra. Il rossobrunismo è una forma di neofascismo che ha origine negli anni Sessanta, dove sempre più gruppi neofascisti criticavano “da destra” lo schiacciamento del Msi (nel caso italiano) sulle posizioni filo-atlantiche imposte dalla guerra fredda. Oggi che l’Msi non esiste più, non c’è neanche quella contraddizione interna alla destra. Oggi tutta l’estrema destra è rossobruna rispetto alle posizioni politiche internazionali. L’unica ambiguità che rimane è che certo rossobrunismo internettiano si camuffa talmente tanto da promuovere retoriche apparentemente “antifasciste” portando avanti un antiamericanismo che non è di classe nè tanto meno antimperialista. Se vuoi, qui due articoli che affrontano l’argomento: http://www.militant-blog.org/?p=7617 e http://www.militant-blog.org/?p=11704
    Sul resto, ripetiamo: il problema è politico, non altro. Inutile mascherarlo secondo le varie contingenze del momento.

  • Lorenzo

    Il rossobruno ad oggi raduna una buona fetta della sinistra che se infilata in pantani come il fronte europeo per la siria di Matteo Caponetti -Zenit italia =casa pound invitati da Assad stesso alla sua corte a Damasco .Esattamente dove sono finiti FN , LEPEN e granparte della fetta rattesca della destra europea anche la BB stata invitata dagli stessi alla stessa corte . Avrebbe dovuto dire NO accettando ha non solo in un certo senso sdoganato quel fronte europeo per la siria ma se sporcata le mani di merda . Tralasciando cosa io penso di Assad se no si va fuori tema e continuiamo fino domani . Conoscevo quegli articoli e la cosa che mi lascia perplesso la vostra presa di posizione in difesa della BB ad oltranza sono indifendibili . Ripeto non si tratta che sono un gruppo storico ska -punk-oi comunista di un periodo metropolitano ad oggi fanno cazzate una dietro altra .Come avete preso le distanze da quel individuo italo-siriano avreste dovuto farlo con la BB.Ognuno pero’ sceglie il proprio cammino che non e il mio ma il vostro .Il mio ben diverso .Non riuscirei per coerenza sventolare mostrine e mimetiche e poi sventolare la bandiera NO BORDERS andrebbe contro la mia storia e il mio percorso politico .Ripeto i comunitaristi non sono compagni per me ma sono qualcosa vicino al fascismo rosso che esiste ed e il comunismo nazionalista .

  • Militant

    Lorenzo, lo capisci che il problema non è questo o quel gruppetto rossobruno online che spaventa tanto i commentatori internettiani della sinistra, ma considerare una forma di rossobrunismo la solidarietà con la resistenza popolare delle Repubbliche del Donbass o la solidarietà all’aggressione imperialista in Siria? Perchè il fatto è che tutti coloro che cianciano di rossobrunismo a sproposito, poi fanno rientrare in questa lettura non una certa “intelligenza col nemico” (che sarebbe questa si da condannare), ma proprio il fatto in sè di schierarsi con il Donbass e con la Siria contro l’aggressione nazi-liberista di Kiev e contro l’aggressione imperialista alla Siria. E’ chiaro che se scompare qualsiasi impostazione anti-imperialista, *ogni* vicenda internazionale – proprio per il fatto di essere internazionale – viene derubricata a rossobrunismo. E’ la follia di un ragionamento che non prevede analisi delle strategie internazionali, tutte inequivocabilmente bollate tramite categorie morali sul dittatore di turno fomentate dai media occidentali.
    Invocare il rossobrunismo nasconde una partita politica, non è certo la vigilanza sul mondo realmente rossobruno la posta in gioco qui.

  • Lorenzo

    Io non parlo di rossobrunismo ma di nazionalismo di sinistra . Me viene difficile stare con le repubbliche del donbass e con kiev oppure con assad che con i ribelli siriani che sono daesh cui i Curdi combattono tra altro oltre le milizie di assad e i merdogan vari . Probabilmente rientro in quelle persone che in articolo si definiscono vigliacche del ne con uno ne con altro .Io non parlo di internet e di social ma iniziative prosiria dove gente di sinistra se mischiata con fascisti in nome di un antimperialismo parecchio confuso .Internet lascia il tempo che trova i social idem . Io parlo nella realta’ come innegabile che se io domani vado in un altro paese invitato dal governo locale che ospita fascisti europei automaticamente io vado sostenere tutto il rattume destroso europeo .Non si parla di Rojava e di combattenti internazionali contro daesh , assad , merdogan e russi al seguito .Che poi le istanze contro assad era puramente proletarie di contadini e cittadini cui nel 2011 vennero’ represse nel sangue dal governo di assad e soci . E se poi arriva daesh , cia , mossad anche colpa nostra aver bollato quella rivolta un complotto e non parlo di internet ma della realta’ .Ricordo bene le manifestazioni proassad del popolo nowar (cio che rimane) che incitavano la russia intervenire .Io sono antimilitarista e non gioisco se le bombe le sganciano i russi , americani e altri per me sono assasini tutti allo stesso piano . Per quello dico abbiamo percorsi e strade molto diverse .

  • _dubbo

    Per mettere i fatti in fila, vorrei ricordare che il delirio scritto da Rojava Resiste nasce come risposta al comunicato del 19/9/2016 scritto da Rete No War di Roma, in cui si dice che la lotta curda è un’appendice dell’imperialismo americano. Questa delirante accusa ha prodotto la reazione scomposta ed effettivamente stupida di Rojava Resiste.

  • Militant

    @ _dubbo

    Il comunicato della Rete No War è stato infatti sbagliato nel merito e nel metodo, anche se è dubbio il collegamento diretto tra quel comunicato e questa presa di posizione del sito “Rojava Resiste”. Ad ogni modo, come abbiamo avuto modo di dire chiaramente (http://www.militant-blog.org/?p=13583), non rispecchia le nostre posizioni.

  • Apolide delle idee

    Militant,
    secondo me stai sovrapponendo due discorsi solo all’apparenza contigui: da un alto lo sguardo ai fatti internazionali, sacrosanto (anche se per me spesso diviene sublimazione dell’agire), dall’altro l’appoggio a qualsiasi aguzzino solo nella speranza che le sue azioni contrastino le mire egemoniche a stelle e strisce.
    Il secondo punto va per la maggiore negli ambienti di una certa sinistra nostalgica rimasta alle contrapposizioni dello scacchiere da guerra fredda.
    Sinceramente, a noi che cosa cambia se un tiranno dà del filo da torcere a un altro tiranno?
    La logica del “nemico del nemico è nostro amico” non solo è controproducente, ma anche profondamente astratta (esattamente come, a mio giudizio, sono certe elucubrazioni geopolitiche).

  • Tonino

    Ma a nessuno sorge il dubbio che questo sia l’ennesimo atto attraverso il quale la sinistra italiana cerca di stringere il cappio al collo di ciò che resta del movimento comunista nostrano? Io, fossi in voi, ci penserei un po’ su e ne trarrei le dovute conclusioni

  • moravagine

    Ho speso buona parte della mia modesta vita in quella che chiamate “sinistra di classe”, e di concerti della BB ne avrò visti una ventina. Da qualche anno, tuttavia, il mio spaesamento è andato esponenzialmente crescendo ed oggi mi trovo a rigettare, per puro spirito di sopravvivenza dialettica, qualunque appartenenza alla “sinistra”, incarnando tale definizione, nell’immaginario politico italiano, il profilo degli Scalfari, delle Boldrini, dei Michele Serra e delle Daria Bignardi, giù giù fino a Renzi e alla Boschi.
    Sono forse un “rossobruno” o un “sovranista”? E’ probabile, visto che i miei regimi di riferimento sono quelli della Bolivia, del Venezuela e dell’Ecuador.
    L’accusa cade poi addirittura sulla BB, che, come ha già scritto qualcuno, di cazzate ne ha fatte tante (vedi il continuare a suonare alle feste dell’unità fino a non più di 4 o 5 anni fa, poi probabilmente non li han più invitati). Deduco quindi “rossobruno” possa significare, nell’accezione attuale e non in quella storica, non allineato al Pensiero Unico Dominante o ad una delle sue espressioni, e si tratta di un’etichetta infamante al pari di “razzista”, etichetta che voi di Militant usate ogni volta qualcuno sfiora l’argomento “immigrazione” senza riconoscersi nei vostri canoni, che poi sono gli stessi del Pensiero Unico Dominante. Si tratta evidentemente del vostro nervo scoperto, quello sul quale vi esibite nel più classico dei riflessi pavloviani. Qui non c’è da fare fronte comune coi fascisti più o meno mascherati contro gli immigrati (questo sarebbe poi l’esito auspicato dal rossobrunismo storico), qui ci sarebbe da (ri)costruire una grammatica comune di quella che chiamate “sinistra di classe”; un tempo, quand’ero giovane e stupido, avrei incluso in tale ambito anche i “centri sociali”, oggi includo la maggior parte di essi (con la loro rappresentazione mediatica) nel campo avverso. Questo farebbe di me, in ordine alfabetico:complottista,fascista,maschilista,nazionalista, nazista, omofobo, rossobruno, sessista sovranista, xenofobo. E invece ho sempre combattuto dalla stessa parte (che è poi essa stessa parte di me), e sono stanco di vedermi l’identità scippata e violentata. Saluti, Moravagine.

  • fedayn

    A me della bb frega il giusto e casomai il viaggio in Siria (come l’impegno in Donbass) è un elemento a loro favore (su altre storie non mi pronuncio chè non le conosco). Sono molto più interessato alla lotta ed alla resistenza di milioni di proletari in tutto il mondo, soprattutto nei c.d. Paesi non allineati/canaglia/antimperialisti.

    Di fronte a tale lotta, la defunta e trasformata sinistra occidentale può solo tentare di ricostruire un sentimento di simpatia, ponendosi umilmente nel posto che gli spetta: alla fine della fine della filiera resistenziale e rivoluzionaria!

    Fa sinceramente ridere (se non ci fosse da piangere) sentir parlare di “nazionalismo di sinistra” come di una degenerazione tutta italiana del pensiero socialista/comunista. A questi antimilitaristi alla moda va ricordato che i movimenti comunisti (tutti) hanno nel proprio DNA il patriottismo, e la storia del movimento operaio italiano (con l’episodio della Resistenza al fascismo) non ha fatto certo eccezione. Inutile tuttavia citare Gramsci, Sankara, Mao, Habash, Ho Chi Minh, Castro…dinanzi questi irriducibili anti-comunisti eurocentrici ai quali frega cazzi della nostra tradizione e non sarà certo una analisi approfondita sulla situazione siriana e/o ucraina a fargli cambiare idea. Siamo alla polarizzazione ideologica e il peggio è che gli antimperialisti si ritrovano pochi, divisi e intruppati in vari carrozzoni opportunistici. Dico questo in quanto da anni in micro ambienti si sostiene la resistenza delle popolazioni arabe all’imperial-sionismo ma poi vanifica tutto inciuciando nei percorsi cittadini (peggio se nazionali) con la peggio feccia atlantista. Non servono esempi per capire quanto sia ridicolo continuare così.

    Tale critica non è rivolta a qualcuno in particolare ma a tutti, me compreso.

    Per quanto mi riguarda quindi la posizione che si assume rispetto alla guerra imperialista definisce il livello di maturità della propria teoria anticapitalista e la pratica sul terreno dell’internazionalismo definisce la qualità della propria prassi politica.

    Facciamoci due conti….

  • Lorenzo

    Fedayin io non sono comunista vengo dagli spazi occupati sono un libertario con simpatie Marxiste . Quindi il tuo discorso vale per i comunisti non per me .DI denunce per il mio antimiliarismo ne ho prese almeno una 20 ina .Quindi alla moda avrei preferito riconglionimento .Esiste la sinistra nazionalista proprio quella che appoggia i regimi qui citati dal venezuela ad altri cui la pensiamo agli antipodi proprio .Sulla BB centra invece e molto considerando il post difende proprio quel gruppo che invece di unire allontana e non solo per la questione dello difesa di loro amico nella vicenda dello stupro . Negli altri paesi vedi spagna si parla di antinazionalismo contro nazionalismo sia rosso che nero che non significa rossobrunismo visto le due cose son separate ma sempre di nazioanlismo si tratta .E faccio un esempio in spagna suonano i BETOE un gruppo rwa punk contro Maduro hanno suonato recentemente nel CSO DI BARCELLONA .In altri paesi non sprecano tempo ed energie per far votare quando sappiamo tutti che serve nulla e tal proposito :http://www.inventati.org/cortocircuito/2016/10/21/cosa-significa-e-cosa-non-significa-il-no-al-referendum/. Saro’ offtopic ma comunque tutto collegato .La stessa Francia non si capacitano i movimenti del sostegno di certa sinistra ad assad e al donbass e sinceramente fa ridere sentir dire che in Donbass nuova rivoluzione di Spagna cui invito tutti riprendersi in mano i libri che tutti voi avete in casa sulla questione .Ovvio che siamo divisi perche’ non possiamo convergere su tutto sopratutto quando abbiamo la testa ferma al 900 .I tempi son cambiati ed in peggio e nel peggio non possiamo scegliere il meno peggio.

    • SK

      Il Venezuela ti fa schifo, il Donbass pure, di sovranità nazionale manco a parlarne, e per fortuna che i tuoi quattro amici in Francia e Spagna sono d’accordo con te. Ecco riassunta in poche righe la miseria umana della sinistra “radicale” più altezzosa e parolaia. Siete sempre una conferma, voi libertari nati col culo nel burro.

  • Militant

    @ Lorenzo

    Bastava solo lasciarti parlare per smascherare la falsità della “questione Siria” riguardo alla Banda Bassotti (e al resto della sinistra comunista). Il tuo problema non è Assad, come non era il Donbass. Il tuo problema è il movimento comunista in quanto tale. Di conseguenza, ogni episodio verrà sempre e comunque fatto rientrare in una critica alle scelte politiche di quest’ultimo. E allora perchè non dirlo chiaramente? Perchè inventarsi di volta in volta scusanti, appigli, escamotages? Tu ora hai detto più chiaramente quello che pensa tutto il resto del baraccone anti-comunista: che tutti gli Stati che si oppongono al liberismo, a partire dal Venezuela e le esperienze bolivariane, sono in fondo dittature; che parlare di sovranità popolare e di lotta alla Ue sia una forma di nazionalismo; che votare sia inutile, così come è inutile ragionare su forme di rappresentanza politica in grado di dare voce alle lotte di classe; e molti altri eccetera. Questo era ovvio, lo diciamo da tempo: in ballo non c’è un episodio, ma una visione del mondo, e attorno a queste visioni del mondo contrapposte si gioca una (miserrima perchè piccolissima e meschina) partita per l’egemonia dentro forme di movimento ormai residuali e completamente avulse dalla società. Contenti voi.

  • Lorenzo

    Sul Venezuela conosco personalmente i BETOE che sono ragazzi Venezuelani e un regime che incarcera e fa sparire oppositori in questo acaso liberatari e anarchici rientra nel fascismo anche se sventola la bandiera rossa, eproprio delle terre degli indigeni yupka ,assasino di sabino romero , gli accordi con le multinazionali quando era vivo chavez che fanno poi tanto gli antiyankee ma sia chavez e maduro hanno le ville con piscina a miami e los angeles dove vivono i loro figli sono mica stupidi . Assad e un fascista e chi lo supporta e va alla sua corte di fatto sta avallando il fascismo arabo tanto per essere chiari il baath (partito nazionalsocialista arbao) .Nel Donbass ci sono i nazisti russi .La bb si viene considerata fascista in parecchi ambienti dai centri occupati agli squats ma ti ripeto per me sono comunitaristi .Infine invece io penso di aver smascherato la vostra falsita’ di volere andare al potere per diventare voi potere e questo punto ci troveremo sicuramente ma sicuramente non dalla parte delle vostre barricate ma contro di voi .

  • Lorenzo

    Mettetevi poi daccordo sovranita’ nazionale oppure popolare perche’ son due cose differenti . Nonostante convergano entrambi in un patriottismo di cui francamente nessuno sente la mancanza .Sulla sovranita’ nazionale dovreste fare i conti con il fatto che cozza con tutta la questione noborders quindi da ventimiglia al brennero alla giungla di calais sono esperienze da buttare via .Perche’ sovranita’ nazioanle significa avallare la vecchia del paesello che reputa i neri inferiori , gli schiaisti delle arance come rosarno che pero’ scendono in piazza contro la e.u nonostante loro sono mafiosi e padroncini con schiavi migranti nelle loro piantagioni di pommarole -pachino – arance -rosarno . Se voi piace accerchiarvi di questa gente per aver piu’ consensi io preferisco non averne affatto … Questi sono motivi per cui il 27 cui sarete sicuramente miliaia io e molti altri non scenderemo in piazza . E chi alle assemblee capitoline vive nel terrore di un altro 16 ottobre rassicuratelo pure che sfilatina elettorale potra’ farla in pace ditelo pure ad i vostri amici pentastellati ….. LORENZO .

  • Lorenzo

    15 ottobre scusate …

  • giovanni

    ringraziamo Lorenzino di aver dimostrato con la sua sbroccata perchè il post di Militant è perfetto per sputtanare certa “sinistra” che è più anticomunista di Forza Nuova.

  • Mauro

    Ottimo articolo. Complimenti!

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>