APPUNTAMENTI

MILITANT AUTLET


Infoshop
www.militantautlet.com
T-shirt, felpe, cappelli, giacche e sciarpe per sostenere le spese dell’attività politica.

Donazione Paypal

La lotta paga, ma ha anche un costo. Non riceviamo finanziamenti, non abbiamo trattorie, nessuno ci paga manifesti, striscioni o trasferte. Tutta la nostra attività politica è finanziata con l'autotassazione e la vendita delle magliette. Se pensi che il nostro impegno meriti un piccolo sostegno, non indugiare. Anche un piccolo contributo economico è per noi una grande forma di solidarietà politica.

PAGINE FACEBOOK: MILITANT


Collettivo Militant

NOI SAREMO TUTTO


Rete Nazionale

MILITANT AUTLET


Infoshop

ACHTUNG BANDITEN


Festival Antifascista

Caracas Chiama


Rete di solidarietà al Socialismo del XXI secolo

Comitato per il Donbass Antinazista


Coordinamento Operaio Ama


SOCIAL

pagina twitter Profilo Twitter pagina twitter Canale Youtube abbonati alle notizie Rss Feed Rss

ACCADEVA OGGI…

17 September :
1939 - L'Unione Sovietica attacca la Polonia ormai in mano nazista

1980: GIUSTIZIATO IL DITTATORE ANASTASIO SOMOZA DEBAYLE

STATS

Si aprono le danze: i disoccupati pronti a bussare alle porte dei Municipi

 

Il momento è arrivato: seppellito in malo modo e con nostra somma gioia il Pd cittadino, la nuova direzione pentastellata del Comune di Roma sta diventando operativa. E mentre al Campidoglio già si sente rumore di unghie sugli specchi per ipotesi di nomine imbarazzanti, alla faccia della discontinuità declamata dal M5S – a livello territoriale i Municipi iniziano a insediarsi e, come da promessa, le periferie iniziano a mobilitarsi per andare a chiedere il conto. Il primo appuntamento sarà quello di domani, martedì 5 luglio, quando nel VII Municipio si convocherà il primo Consiglio Municipale per l’insediamento della nuova giunta (ore 16.30 – 18.30 presso la Sala Consiliare a Piazza di Cinecittà) e la Lista dei disoccupati e precari del VII Municipio, con il supporto delle altre liste dei disoccupati di tutta Roma, della Carovana delle Periferie e delle altre realtà politiche e sociali di zona, si presenterà puntuale a ricordare alla nuova giunta le priorità del territorio, in primis quella ‘piccola’ e puntualmente inevasa priorità chiamata LAVORO.

E qui serve qualche parentesi per inquadrare il perché domani ci troveremo sotto a quel municipio.

Parentesi 1. I Municipi, a dispetto di quanto si possa pensare, hanno un potere enorme sui territori. Secondo lo Statuto di Roma Capitale hanno competenze e autonomia amministrativa, finanziaria e gestionale in materia di promozione dello sviluppo economico, sociale, culturale, occupazionale e formativo, nonché in materia di scelte urbanistiche riqualificanti il tessuto urbano e in situazioni di esigenze pubbliche. Sono coinvolti poi nelle attività e nelle procedure di utilizzo dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) e possono intervenire nella programmazione dei bandi e avvisi pubblici emessi dalla Regione e dal Comune, oltre a poter programmare e attuare bandi propri. In altre parole, i Municipi possono intervenire fattivamente sulle politiche pubbliche e possono operare scelte e modifiche dei propri bilanci a seconda delle necessità dei territori.

Parentesi 2. La lista dei disoccupati e precari del VII municipio, che supportiamo da ormai quasi due anni, si è mossa finora su diversi piani, dagli ‘scioperi alla rovescia’ alle mobilitazioni sotto la regione e i centri per l’impiego, passando per iniziative di aggregazione territoriale e per le recenti contestazioni a Poletti. E ha intrapreso tra le altre attività un tentativo (per lo più col fine di aggregazione e di agitazione) di interlocuzione/pressione verso l’istituzione idealmente e territorialmente più vicina, il VII Municipio, andando a ricordare in vari modi ai suoi membri le loro responsabilità in tema di lavoro e gestione del territorio. Come quando i disoccupati si sono sentiti in dovere di portare sotto al municipio le decine e decine di chili di spazzatura, erba tagliata e fogliame raccolti in uno spazio di 10 metri quadrati durante uno sciopero alla rovescia. O come quando si sono presentati al consiglio per discutere dell’approvazione di una mozione sottoscritta da centinaia di disoccupati e abitanti del territorio, con l’obiettivo di far prendere responsabilità alle amministrazioni locali rispetto al problema occupazionale.

Parentesi 3. Nello specifico, la discussione di questa mozione è diventata poi una lunga soap opera a puntate ancora in corso. Ci sono stati infatti alcuni incontri – intervallati da lunghi silenzi – con la Commissione Sviluppo Locale del Municipio che, a fronte di una generale apertura al dialogo sulle proposte contenute nella mozione, hanno mostrato finora una certa tendenza alla procrastinazione e all’aggiramento del problema, talvolta con rocambolesche giustificazioni. O addirittura hanno comportato la necessità di riaggiornamenti per “poter studiare meglio” le nostre proposte di reperimento fondi e di applicazione di normative per l’occupazione dei disoccupati del territorio – come la clausola sociale o l’inserimento di un vincolo sull’assunzione in caso di bandi pubblici – e di cui sembravano sinceramente all’oscuro. Lo strano caso degli alunni secchioni e dei professori impreparati, impersonati da consiglieri che sembravano pensare “merda questi ne sanno più di noi”. Cosa che rende bene l’idea di quanto e come sia stata finora affrontata la problematica del lavoro sui territori. Per cui possiamo immaginare il sollievo che hanno provato quando poi sono arrivate le elezioni e il problema sarebbe stato rimandato…

Chiuse parentesi, ora però, purtroppo per loro, la pausa elettorale è finita e quei rompicoglioni della lista dei disoccupati sono pronti a tornare a bussare alla porta del Municipio. E poco importa chi ci troveremo di fronte perché, al di là dei risultati elettorali, quel che conta per un disoccupato – così come per chi ha bisogno di una casa, chi difende un territorio o pretende diritti e servizi pubblici – sono i benedetti e sacrosanti FATTI. Motivo per cui, puntualissimi arriveremo martedì al Consiglio Municipale a chiedere conto del passato e a ricordare alla “nuova” giunta – in realtà costituita da molti consiglieri già conosciuti e con cui abbiamo già dialogato, tra cui la nuova presidente – che tra i problemi principali del VII Municipio c’è la disoccupazione e che questa non può che essere una delle principali e più urgenti priorità che dovranno affrontare. E le prime risposte le vogliamo subito, continuando l’interlocuzione iniziata, approvando la mozione e, magari, sentendo anche qualche loro proposta operativa (o almeno sensata) al problema occupazionale di un municipio grande quanto una città.

Perché la questione è tutta lì, nelle risposte che vengono date alle esigenze delle persone, che si tratti del Comune o dei singoli Municipi. E sia che si tratti della gestione passata targata Pd, che in tema di lavoro ha dato il peggio di sempre, non ponendo alcuna forma di contrasto alla disoccupazione e adeguandosi a tutto quello che il Pd di Renzi e mamma Unione europea comandavano, sia che si tratti della nuova gestione M5S che paventa aria di cambiamento e discontinuità rispetto al passato, ma che sembra già prendersela comoda rispetto alle emergenze della città e che pare già barcollare per il peso dei suoi squilibri interni. In ogni caso, per noi cambia poco e il nostro posto sarà quello di sempre, a mettergli il fiato sul collo, a inchiodarli sulle loro promesse e responsabilità e a chiedere il conto rispetto alle priorità di Roma e dei suoi Municipi. E lo faremo, per ora, a partire proprio da quelle periferie che hanno cercato il cambiamento in fase elettorale, in primis martedì al VII municipio e a seguire tutte le altre in cui si insedieranno le giunte. Per noi ogni promessa è debito, si aprono le danze.

 

 

——————–

MOZIONE

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA VII

PREMESSO

che la Regione Lazio ha stanziato fondi per la formazione e l’inserimento lavorativo utilizzando sia il Bilancio Regionale sia i Fondi Europei previsti per la programmazione 2014-2020 afferenti in particolar modo al Fondo Sociale Europeo e al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale;

che sulla base di tali risorse ha programmato nell’ultimo periodo bandi e avvisi quali quelli relativi al “contratto di ricollocazione”, alla “qualificazione delle risorse umane per la creazione di nuova occupazione nelle imprese del Lazio”, alla “qualificazione professionale di soggetti inoccupati e disoccupati” e gli “interventi per le imprese artigiane e il recupero dei mestieri”;

che sono disponibili ulteriori fonti di finanziamento attivate dall’Unione Europea attinenti al tema del lavoro e della formazione, quali i programmi a gestione diretta (come il Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale) o i fondi Nazionali stanziati nell’ambito dei Piani Operativi Nazionali (come il PON SPAO – Sistemi di politiche attive per l’occupazione);

che le attività e le procedure di utilizzo dei fondi strutturali e di investimento europei (SIE) ad opera del Comune di Roma – disciplinate da DGC n°348 del 28/10/2015 (modalità operative specificatamente di cui all’art.6) – prevedono il coinvolgimento di rappresentanti designati dai Municipi nella Cabina di Regia per la programmazione e progettazione degli interventi di sviluppo;

che lo Statuto di Roma Capitale affida ai Municipi competenze in materia di promozione dello sviluppo economico, sociale, culturale del diritto al lavoro e dell’accrescimento professionale con politiche attive per l’occupazione, la formazione professionale e la tutela della sicurezza e del diritto al lavoro (art.2 5° comma), competenze alla cui realizzazione è finalizzato e limitato il godimento di autonomia amministrativa, finanziaria e gestionale di cui i Municipi;

che lo Statuto di cui sopra affida ai Municipi competenze in materia di scelte urbanistiche riqualificanti il tessuto urbano, la salvaguardia della natura e del paesaggio, le esigenze pubbliche (art.2 12° comma);

che le cifre stanziate, pur insufficienti alla ormai enorme domanda di lavoro, rappresentano un’importante opportunità per l’inserimento lavorativo di chi è disoccupato, anche di lunga durata, per chi ha perso il lavoro da poco e percepisce NASPI, ASPI o mini ASPI, è in mobilità o in Cassa Integrazione e per chi è occupato senza contratto di lavoro regolare o con contratti di lavoro a tempo determinato e precari;

che tali interventi pubblici prevedono inoltre una notevole ricaduta sul tessuto produttivo e possono altresì rappresentare un’opportunità di miglioramento e riqualificazione dei territori, quali quelli delle periferie, maggiormente interessati da difficoltà occupazionali, da situazioni di disagio sociale e degrado delle aree e dei beni pubblici;

CONSIDERATO

che per l’utilizzo di detti fondi e per l’attivazione di interventi adeguati alle esigenze del territorio si rendono necessari processi di partecipazione al fine di individuare le priorità programmatiche e ottimizzare le spese nell’interesse comune e nella lotta alla povertà, creando posti di lavoro, servizi ai cittadini e risanamento ambientale;

che nei quartieri della storica e nuova periferia, tra cui possono annoverarsi ampie zone del VII Municipio, la disoccupazione, in special modo giovanile, ha raggiunto livelli d’allarme sociale e che dette zone hanno altresì bisogno di interventi di manutenzione e riqualificazione nelle scuole, negli edifici pubblici e nelle aree verdi, così come di servizi ai cittadini maggiormente svantaggiati, quali anziani e persone con disabilità;

che sono sorte, in molti municipi di Roma, liste di disoccupati e precari  e un Coordinamento di Disoccupati e Precari Organizzati che, attraverso iniziative pubbliche e “scioperi alla rovescia” hanno evidenziato il bisogno dei suddetti interventi contro il continuo degrado della cosa pubblica e mostrano l’opportunità dell’impiego dei disoccupati e dei precari iscritti alle liste a tale scopo.

RITENUTO

che nel VII Municipio si potrebbero creare centinaia di posti di lavoro nell’ambito dei servizi alla persona (anziani, persone con disabilità, bambini) nonché per gli interventi di riqualificazione e manutenzione degli edifici pubblici (asili nido, scuole, edilizia abitativa, uffici pubblici) e delle aree di verde dei parchi della Caffarella, degli Acquedotti, di Centocelle e di tutti i giardini e le piccole zone verdi lasciate all’incuria, come quelle adiacenti alle strade e alle piazze di zona, tra cui l’area cantieristica ex PUP antistante la stazione metropolitana Giulio Agricola;

che per i suddetti posti di lavoro si potrebbero definire strumenti, anche con il supporto del Centro per l’Impiego pubblico di competenza, per la collocazione e ricollocazione degli inoccupati e disoccupati residenti sul territorio del VII Municipio e rispondere così alle criticità occupazionali dell’area;

Tutto ciò premesso, considerato e ritenuto

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA VII

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA

a riconoscere la Lista dei Disoccupati e Precari del VII Municipio e le altre realtà sociali che agiscono nell’interesse e per il benessere del territorio, come interlocutrici e soggetti partenariali in materia di lavoro e di formazione finalizzata all’inserimento occupazionale;

a vagliare e pubblicizzare costantemente le possibilità di impiego dei fondi di cui in premessa per la formazione e la creazione di posti di lavoro nelle periferie e nello specifico nel territorio del VII Municipio, in un processo virtuoso che porti alla riqualificazione del territorio e alla dignità lavorativa dei propri abitanti;

a valutare le proposte di miglioramento del sistema del lavoro locale provenienti dalla Lista dei Disoccupati e Precari del VII Municipio e dalle altre realtà territoriali attive in ambito sociale e occupazionale, prevedendo la possibilità di un confronto nel merito di interventi quali:

1)            definizione di un censimento municipale dei soggetti in condizione di disoccupazione od inoccupazione, nonché dei beneficiari di CIG o di indennità di mobilità (comprovando i dati registrati attraverso indagine incrociata con il Centro per l’Impiego competente), per la formulazione di una graduatoria di assegnatari di eventuali opportunità occupazionali emergenti sul territorio basata su criteri quali: periodo di disoccupazione o inoccupazione; soggetti facenti parte di categorie protette di cui alla L. n°68/99; età, condizione economica, sociale e familiare del soggetto; partecipazione attiva alle liste dei disoccupati presenti sul territorio; specifiche professionalità maturate e competenze certificate;

2)            definizione di un censimento territoriale e monitoraggio dei beni pubblici presenti sul territorio del VII municipio che necessiterebbero di intervento e manutenzione da parte delle istituzioni locali, prevedendo la raccolta di informazioni e la creazione di una lista degli spazi di verde pubblico (es. parco di Cinecittà, spartitraffico su via Tuscolana, area di Giulio Agricola, piazza Don Bosco, Piazza dei Consoli, area cantieristica ex PUP ecc.), delle aree giochi per bambini, degli edifici pubblici, della segnaletica stradale, ecc. in stato di abbandono e che necessiterebbero con urgenza di interventi di manutenzione attuabili dai disoccupati e inoccupati del quartiere;

3)            programmazione ed attuazione, ad opera del Centro per l’Impiego competente e non da Agenzie per l’impiego Private, di programmi formativi specificamente indirizzati all’acquisizione di competenze utili allo svolgimento di attività di riqualificazione e manutenzione degli spazi pubblici, di riqualificazione energetica degli immobili di patrimonio pubblico, di supporto alle persone svantaggiate e di tutte le attività di cui il territorio è ad oggi evidentemente totalmente privo o carente. La programmazione dei percorsi formativi, al fine di rappresentare una reale opportunità di miglioramento dell’occupabilità e di inserimento occupazionale dei destinatari disoccupati e inoccupati, dovrebbe prevedere contenuti e modalità formative ad hoc rispetto all’esigenza dell’offerta occupazionale (laboratori, work experience, stage, formazione a distanza, ecc.), anche con la possibilità di formazione on demand da parte delle imprese del territorio del VII Municipio, nonché l’erogazione di un’indennità di frequenza – come prevista per i progetti formativi finanziati con fondi regionali ed europei – per garantire la sostenibilità economica del percorso da parte dei disoccupati e degli inoccupati;

4)            emanazione, al fine di fornire altre risposte immediate alla disastrosa realtà dell’occupazione territoriale, di appositi avvisi pubblici per la costituzione di “long list” di disoccupati e inoccupati da occupare in opportunità lavorative qualora immediatamente disponili. Sulla base delle necessità del territorio – quali la riqualificazione degli spazi pubblici o degli edifici pubblici in stato di abbandono – o in virtù di specifiche opportunità occupazionali emerse sul territorio, si potrà prevedere che gli avvisi pubblici per la costituzione di “long list” si rivolgano a disoccupati e inoccupati con specifiche caratteristiche occupazionali o di esperienza professionale rispondenti alle esigenze emerse;

5)            indizione di bandi di gara a procedura pubblica o negoziata per le attività di riqualificazione e di manutenzione degli spazi pubblici, nonché per la realizzazione di opere di pubblica utilità, quali quelle individuate attraverso il censimento territoriale di cui al punto 2. Tali bandi dovrebbero essere vincolati dalla stipula di contratti lavorativi di diverse tipologie e durata da parte dei soggetti beneficiari, per una percentuale rilevante e preventivamente definita dei soggetti rientranti nella graduatoria di cui al punto 1 o alle “long list” di cui al punto 4, sulla base delle loro competenze acquisite anche attraverso i programmi formativi di cui al punto 3;

6)            erogazione di idonea retribuzione per i soggetti disoccupati per le attività di manutenzione svolte nell’ambito degli “scioperi alla rovescia”, come nel caso degli interventi effettuati nell’area cantieristica ex PUP antistante la stazione metropolitana Giulio Agricola.

8324 letture totali 2 letture oggi

8 comments to Si aprono le danze: i disoccupati pronti a bussare alle porte dei Municipi

  • cioè no… dai compagni…. un minimo di serietà…
    ma qualcuno pensava davvero che il remake del partito dell’uomo qualunque e di terza posizione, con la tirocinante di previti in prima fila fossero realmente interessati ai ceti subalterni?
    mi sa che qui c’è un po’ di confusione tra strategia e tattica.
    per tatticismo, se l’affluenza fosse stata più alta ero pronto anche io al ballottaggio a far violenza su me stesso e votare chiunque per danneggiare il PD.
    chiunque, quindi anche la previta.
    ma dalla volontà di distruggere il PD, conditio sine quae non, per la ricostruzione di un vero soggetto di classe e dare un’apertura di credito, o aspettarmi qualche miglioramento dai 5 stelle ce ne corre.
    Ora, è vero che è semplicistico liquidare i 5 stelle come fascisti, nemmeno i gianniniani o i terzoposizionisti lo erano, almeno non nel senso comunemente inteso.
    Tuttavia empiricamente mi preme far notare che le due precedenti esperienze interclassiste di massa in italia, non sono molto incoraggianti, se consideriamo che si tratta rispettivamente del PNF e della DC.
    per questo invito tutti a smetterla di perdere tempo dietro progettualità che non ci appartengono e si cominci invece a ragionare alla ricostruzione di una rappresentanza politica di classe a partire dalla ricomposizione della diaspora comunista.
    Perché non vorrei che invece dalla prammatica scelta tra socialismo o barbarie si fosse costretti a scegliere tra corporativi o collusi.

    • Precaria

      Sono una precaria della lista e sinceramente non ho capito dove leggi queste grandi aspettative di miglioramento nel 5 stelle. Nè nei discorsi che ci facciamo alle riunioni della lista, nè in questo articolo di militant e manco negli altri che mi è capitato di leggere a dir la verità. L’interlocuzione con il 7 municipio era iniziata con la vecchia giunta e ieri siamo andati lì per fare in modo che continuasse con la giunta nuova e per fare pressione fin da subito rispetto ai problemi del lavoro, ma saremmo andati comunque qualsiasi partito ci si fosse presentato davanti. Di certo ritrovarci davanti il pd sarebbe stato peggio vista l’esperienza che abbiamo già avuto, ma non per questo pensiamo che questi faranno di meglio. Non conoscendoli per ora siamo sul piano dell’”incontro”, pronti a passare su quello dello “scontro” se le cose vanno male.
      Comunque in generale volevo dire che io ho votato cinque stelle al ballottaggio (anche se non ho alcuna fiducia in loro e non condivido molte loro posizioni) perché il jobs act e il pd mi hanno rovinato la vita e mi hanno resa ancora più precaria di quella che ero prima, e come me tanti della lista e tante persone che conosco (noi ceti subalterni se preferisci la definizione). Quindi forse, e lo dico in termini propositivi, prima di dare opinioni su quello che è meglio o peggio per questi ceti subalterni venite prima a parlare con noi. Ci vediamo il martedì alle 19 al 136 o all’81 di via calpurnio fiamma.

      • cara precaria, (preferirei chiamarti per nome), il mio intervento non è riferito a voi del comitato, ma più in generale ad una fetta di movimento romano che ha pensato di dare un appoggio strategico al 5 stelle e alla sindaca “previta” pensando di trovare una conseguenzialità organica in certi slogan tipici dei grillini.
        Ripetendo la premessa già scritta sopra , ovvero che in chiave tattica persino io avrei al ballottaggio (al primo turno ho votato mustillo) votato la previta pur di danneggiare il PD.
        e se hai letto quello che ho scritto, sono il primo ad indicare nel PD il principale nemico dei ceti subalterni.
        Però ripeto, il mio voto al ballottaggio sarebbe stato un voto consapevolmente per il kaos e contro l’intellighenzia attuale.
        Non un voto per qualcosa.
        Di questo ne ero certo e serenamente consapevole.
        Poi a dirla tutta, la domenica del ballottaggio, ho visto che l’astensionismo era alto.
        quindi abbastanza sicuro di una batosta per il PD, ho potuto seguire la mia coscienza e rifiutare la scheda con messa a verbale.
        Quello che mi stupisce, per tornare alla materia del mio post, è lo stupore di molti compagni, di fronte a nomine imbarazzanti al comune (marra, muraro, etc) i quali sinceramente credevano in una propositività dei cinque stelle, stendendo contorsioni semantiche da far impallidire cicerone, pur di glissare su ascendenti di storia recente che ben inquadrano i grillini e che pescano da Giannini o da terza posizione, sbardella, fino ad arrivare a previti di cui la raggi è stata tirocinante.
        per non parlare della trasversalità della DC.
        Ovviamente la tua battaglia è anche la mia.
        Io faccio parte di quella generazione T/Q, bruciata da flessibilità, privatizzazioni e precariato che parte non dal job’s act ma addirittura dal famigerato pacchetto treu e che ha dovuto suo malgrado inventarsi imprenditrice di se stessa e fare un lavoro molto al di sotto delle proprie competenze (e non sto a parlare di spettanze per non deprimermi).
        ma per esperienza non credo che esperienze corporative come quella dei 5 stelle, dove si tenta di tenere insieme padronato e subalterno, possano essere la soluzione.
        E temo proprio che se noi si voglia una rappresentanza, si dovrà fare come fecero i nostri nonni e costruircela da soli.

  • Militant

    @ marco

    Il problema è che questo atteggiamento “liberale”, per cui ti alzi la mattina del voto e valuti se ti va di andare e votare o meno, controlli i sondaggi e l’astensionismo, puoi permetterlo perchè ragioni individualmente. Sei una persona, che non deve rendere conto a nessuno se non a se stesso. Noi, che siamo una struttura organizzata, abbiamo il dovere di dare indicazioni politiche pubbliche, spiegare i nostri ragionamenti, valutare lo scenario, eccetera. E’ vero che va molto di moda oggi fregarsene di una serie di doveri politici, nicchiare, non esporsi mai nelle questioni contraddittorie, ma noi abbiamo sempre – sempre – esposto pubblicamente il nostro comportamento elettorale. Perchè è il modo giusto di ragionare: dire come la si pensa. Chi in queste settimane ha traccheggiato, si è girato dall’altra parte, ha assunto una posizione sicuramente più comoda, ma al tempo stesso politicamente deleteria.

    Nel caso in questione la nostra scelta era chiarissima, espressa in diversi articoli e ragionamenti: astensione al primo turno, perchè non era presente nessuna forza organizzata in grado di rappresentare le istanze del mondo del lavoro dipendente salariato; e astensione anche al secondo turno, a meno che non si fosse verificata la circostanza del ballottaggio tra Giachetti e Raggi: in quel (unico) caso, seguendo un ragionamento politico che portiamo avanti da anni, l’opportunità di battere il Pd – principale problema politico cittadino e nazionale – avrebbe avuto la meglio sul ragionamento per cui anche il M5S è manifestamente inadeguato a rappresentare e scardinare il liberismo selvaggio che governa la città, l’Italia e l’Europa. Come vedi, nessuna – nessuna, riesci a capirlo? – apertura di credito verso il movimento grillino, che rimane una controparte politica, non una sponda. Ovviamente, il *problema M5S* non è lo stesso del *problema Pd*, quindi un governo cittadino targato M5S presuppone un cambio di strategie politiche, una lotta nelle contraddizioni del M5S, nella sua base elettorale, eccetera. Pensare che non ci sia alcuna differenza tra Pd e M5S significa non aver compreso la realtà cittadina e nazionale, il senso del voto delle periferie, eccetera. E infatti, in genere chi accomuna i due soggetti politici etichettandoli come “capitalisti”, “borghesi”, “liberisti”, e via delirando, è la massa informe di parolai su facebook e dintorni, lettori dei bignami dei testi sacri, eccetera. Nessuno che si sporchi davvero le mani nelle contraddizioni che la realtà ci pone di fronte, individualità atomizzate nella loro triste vita social, che “ha dato voce a legioni di imbecilli”, per dirla con Eco.

    Ora, per concludere, puoi anche continuare a commentare liberamente, ma se insisti sul punto di scimmiottare la nostra posizione in un appoggio al M5S, verrai moderato, perchè un conto è il confronto, un conto la provocazione.

  • veramente il partito per cui ho votato al primo turno, il PC, ha dato indicazione di astensione al secondo.
    Quindi posso dire di aver agito in linea con le indicazioni di un’organizzazione politica.
    Ma, fermo restando che consideri i comportamenti individualistici molto sbagliati, va anche detto che quando la lotta assume le forme e le pratiche di una rete di resistenza, cioè una fase di tentativo di riorganizzazione susseguente ad una sconfitta in cui non essendoci una struttura egemone, un direttivo politico unico, un coordinamento riconosciuto, o come lo vogliamo chiamare, anche le pratiche dei singoli come gesti di rivolta o sabotaggio assumono un loro valore come pratica forse non rivoluzionaria ma di rivolta.
    In fondo anche lenin, (visto che ci piace citarlo “opere – ed. progress 1967), pur non incoraggiando minimamente l’azione individuale per quanto eroica, la riconosce talvolta l’unica alternativa in assenza di un’organizzazione e giustamente, preme sul tasto di lavorare per costruirla.
    In questo spirito io ho sempre praticato il rifiuto della scheda verbalizzato.
    A parte le incognite che una pratica del genere concepita per il maggioritario, aprirebbe in un’elezione diretta o con i collegi uninominali (ricordo che la scheda rifiutata non è bianca o nulla, ma giuridicamente parlando è definita “voto non attribuibile”), il fatto stesso di recarmi al seggio e mettere nome e cognome sul mio rifiuto, con tanto di motivazioni verbalizzate è un gesto di sporcarsi le mani.
    DI social ho veramente pochino (nemmeno facebook) e credo che la militanza si debba praticare, compatibilmente con gli orari di lavoro, sulla strada e nella vita reale (mi si può trovare a quasi tutte le iniziative antifa, comprese quelle per il donbass che sostenete anche voi)
    Esattamente come la scelta tattica di ingoiare il famoso “panino di merda” e votare chiunque possa assestare un colpo al problema primario che qui mi pare siamo tutti d’accordo nell’individuare come il PD.
    Il fatto che mi sia guardato i dati di affluenza e abbia poi deciso che si poteva ben fare a meno del mio contributo e che potevo evitare di fare una violenza a me stesso, significa semplicemente che sono un essere umano.
    Quanto allo scimmiottare temo che voi mi stiate fraintendendo.
    la mia non è una posizione di attacco caustica, né fine a se stessa.
    Una critica si.
    Ma tra compagni credo che la critica sia un dovere dialettico sia per chi sente che ci sia qualcosa che non va e la fa, sia per coloro che la ricevono che da buoni materialisti non possono pensare di essere infallibili e devono essere pronti a dare una risposta.
    quindi a questo punto cercherò di esprimermi in termini diretti.
    Se dovessero suonare offensivi mi scuso fin da adesso e vi prego di credere che il dubbio che vi pongo è sincero e non ha intenti provocatorii.
    Dunque io penso che al momento l’urgenza più grande sia quella della ricomposizione della diaspora comunista, spero che pur divergendo nelle pratiche almeno nella teoria si sia tutti d’accordo.
    Il fine è quello di dare una rappresentanza politica e organizzata.
    Ora secondo me la pratica migliore è quella di sfruttare il momento di kaos che ogni età di mezzo produce per lavorare in questa direzione.
    Il fare investimenti progettuali su realtà altre che non faranno i nostri interessi, non solo è una perdita di tempo, ma anche l’ennesimo dividersi sull’atomo per questioni che non approderanno da nessuna parte.
    Anzi, quando i 5 stelle produrranno l’ennesimo (a mio giudizio immancabile) fallimento, dovremmo fare i conti con un aggravarsi del senso scoramento che pervade già pesantemente i nostri ambienti.
    E sarà dura recuperare… oltretutto per un fallimento che non sarà nemmeno nostro, ma di cui pagheremo le conseguenze.
    Io ho detto la mia (mi pare senza offendere nessuno), se voi la pensate diversamente argomentate.
    se poi pensate che la soluzione sia moderarmi, lo accetto, però in questo caso vorrei capire dove sono stato provocatorio e dove ho superato il confine che separa la legittima critica ad una pratica che considero sbagliata per trascendere nell’insulto sterile e ingiustificabile.
    E magari prima di sentirvi offesi, considerate che il solo fatto che stia qui a discutere ed argomentare punto su punto con voi, non è dovuto alla noia ma alla stima che porto per i compagni, anche quelli che la pensano diversamente da me (ma delle cui lotte riconosco il valore) e all’importanza che do alla dialettica.

  • errata corrige:
    la pratica del rifiuto della scheda è concepita per il proporzionale

    • ps.
      l’accomunare il pd e il m5s con vi cito: ““capitalisti”, “borghesi”, “liberisti”” non è in nessuno, dico nessuno dei miei interventi.
      e ripeto oltretutto non ho facebook.
      io vi ho sempre e solo contestato l’appoggio al 5 stelle.
      Questa è senza dubbio la posizione che esprimo ma sempre nei termini che il rispetto del confronto tra compagni richiede.
      Ho sempre considerato un “non compagno” chi va oltre questi confini e sto bene attento io a non superarli mai.
      Sta bene la critica, anche se mi si da dell’individualista non conoscendo la mia storia politica.
      Non ci conosciamo personalmente (magari non tutti) come potreste?
      Però se il dialogo deve essere costruttivo e con una crescita da ambo le parti concentriamoci solo su quello che è stato detto, senza farsi prendere dall’emotività.

  • Hirondelle

    Tutto questo discorso mi fa pensare che nel 2017 in Francia si affronteranno probabilmente una Le Pen con un altro partito di “centroEU” alle prossime presidenziali. Praticamente EU contro anti UE, almeno a parole.
    Cioè, accademicamente trattandosi di un altro paese, ci si troverà nella madre delle contraddizioni elettorali: un partito che dice di essere contro la Ue, un partito apertamente pro ue chiunque esso sarà e un corpo elettorale in cui l’avversione contro la Ue sarà certo sincera, ma che non potrà identificarsi nel FN, benché dai toni diversi dal LP padre. Non li invidio, ma potrebbe succedere anche da noi, forse. Bella contraddizione, o meglio bella trappola che ci viene preparata. Da qualunque lato la si giri.

Lascia un Commento

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>